PROGRAMMA NAZIONALE DI RICERCHE IN ANTARTIDE.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PROGRAMMA NAZIONALE DI RICERCHE IN ANTARTIDE."

Transcript

1 PROGRAMMA NAZIONALE DI RICERCHE IN ANTARTIDE. MANUALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI ANT 09/02 Pagina 1 di 53

2 PROGRAMMA NAZIONALE DI RICERCHE IN ANTARTIDE. MANUALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI A cura di Sandro Torcini Pagina 2 di 53

3 INDICE Pagina Prefazione... 5 Sezione 1 Introduzione Introduzione Scopo del manuale di gestione dei rifiuti Leggi e disposizioni L organizzazione del Consorzio nella gestione dei rifiuti... 8 Sezione 2 Piano di gestione dei rifiuti Strategia di amministrazione e gestione dei rifiuti Misure per la riduzione dei rifiuti Rimozione dei rifiuti Separazione dei rifiuti Incenerimento Smaltimento in mare Stoccaggio Sezione 3 Procedure per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti Procedure generali Categorie Basi Campi remoti Rifiuti solidi Rifiuti di origine umana Navi Sezione 4 Prodotti ambientalmente pericolosi Prodotti ed organismi proibiti Prodotti da evitare Prodotti che richiedono un permesso Altri prodotti pericolosi per l ambiente Sezione 5 Tipologie di rifiuti (Sostanze biodegradabili) Sorgenti di informazioni Rifiuti biodegradabili Acque di scarico, acque grigie ( lavaggio e cucine), rifiuti umidi alimentari Rifiuti di pollame Oli di cucina Cibi scaduti o eccedenze ancora sigillati Pagina 3 di 53

4 Sezione 6 Tipologie di rifiuti ( Rifiuti non pericolosi) Generalità Vetro e piccoli rifiuti di metallo Lattine di alluminio Fusti vuoti per combustibile Legname Carta e cartone Plastiche Tessuti, stoffe, panni Vermiculite Oli lubrificanti Neon e lampadine Culture di microrganismi Rifiuti medici Sezione 7 Tipologie di rifiuti (Rifiuti pericolosi) Rifiuti pericolosi Amianto e Radioattivi Amianto in corde, fogli, tavole Radioattivi Limiti per rifiuti solidi per collo Limiti per i rifiuti liquidi Liquidi Organici Sezione 8 Responsabilità Appendice Appendice Appendice Appendice Appendice Appendice Tabella Tabella Pagina 4 di 53

5 Prefazione Con l entrata in vigore del Protocollo di Madrid ( 14 Gennaio 1998), la cui applicazione mira a garantire la protezione dell ambiente antartico e degli ecosistemi ad esso associati, l Italia, in quanto firmataria di detto protocollo, ha l obbligo di avviare attività organiche e continuative che ne prevedono l attuazione. Per ottemperare all applicazione dei contenuti ( valutazione dell impatto ambientale, conservazione della flora e della fauna antartiche, gestione e smaltimento dei rifiuti, inquinamento marino, aree protette) è necessario che la figura responsabile, all interno del Consorzio, della sicurezza e della protezione dell ambiente antartico, si inserisca in un gruppo di lavoro il cui compito è quello di garantire che ogni attività svolta in Antartide avvenga in conformità alle disposizioni entrate in vigore a livello internazionale con l applicazione del protocollo per la Protezione Ambientale. In particolare questo manuale che riguarda la gestione e lo smaltimento dei rifiuti con riferimento alle aree di competenza del PNRA, oltre ad essere un riferimento pratico per chi opera in ambiente antartico, vuol essere anche un momento di riflessione sulle svariate problematiche che riguardano l ambiente antartico e la sua conservazione e rappresenta un punto di partenza per sensibilizzare chiunque sia interessato alla conservazione dell ambiente nella sua globalità, a chiunque sia convinto dell importanza della salvaguardia dell Antartide come serbatoio di ricerca e di esperienze e come obiettivo prioritario a cui le future generazioni potranno far riferimento. Il manuale copre tutti gli aspetti operativi del PNRA in Antartide includendo le stazioni di ricerca, le navi e i campi remoti. Questo handbook è stato prodotto durante la campagna antartica Pagina 5 di 53

6 SEZIONE 1 Introduzione Pagina 6 di 53

7 1. Introduzione Il controllo ambientale in Antartide si applica, secondo quanto definito nel Trattato Antartico alla zona situata a sud del 60 parallelo di latitudine Sud ivi comprese le zone di piattaforme di ghiaccio denominate ice shelf. Il controllo ambientale si esplica attraverso il rispetto delle norme che sono parte integrante del Trattato Antartico e che sono riportate negli allegati 1, 2, 3, 4, 5 al protocollo di Madrid entrato in vigore a tutti gli effetti il 14/01/1998 e l annesso 6 ratificato il 14/ In particolare per quanto riguarda la gestione e lo smaltimento dei rifiuti si fà riferimento all annesso III al Protocollo per la Protezione Ambientale che nei vari articoli considera le varie metodiche di smaltimento dei rifiuti, le modalità di stoccaggio ed in particolare l organizzazione dei piani di gestione. Il rispetto di tali norme è dovuto da ogni persona o cosa che staziona o attraversa momentaneamente le zone contemplate nel trattato Antartico e si basa sulla necessità di mantenere l ambiente antartico il più possibile immune da processi di contaminazione, anche a scala strettamente locale, o di limitare al massimo, le possibili fonti di inquinamento nella consapevolezza che per ognuno sia della massima importanza la salvaguardia di questo immenso patrimonio ambientale. 1.1 Scopo del manuale di gestione dei rifiuti Lo scopo di questo manuale è fornire una guida esperta sulla gestione dei rifiuti in Antartide e riguarda gli aspetti operativi e logistici di cui il CONSORZIO è responsabile presso le basi scientifiche, le navi e i campi remoti in generale. Questo manuale rappresenta un sostanziale aggiornamento ed integrazione ad un ormai obsoleto piano di gestione edito nel Future edizioni aggiorneranno la presente in funzione di ulteriori sviluppi nei piani di gestione dei rifiuti. 1.2 Leggi e disposizioni L annesso III al Protocollo di Madrid ( Waste Disposal and Management), riguarda lo smaltimento dei rifiuti e introduce regole rigorose sia per la gestione dei rifiuti che per il loro smaltimento. In appendice 1 è riportato il testo dell annesso III al Protocollo di Madrid. L annesso III riporta l obbligo di ridurre il più possibile le quantità di rifiuti prodotti in Antartide ed in particolare che tutti i rifiuti prodotti dovranno essere allontanati dall area del Trattato Antartico nel modo più completo possibile. In mare, in acque antartiche, quindi oltre il 60 parallelo, lo smaltimento dei rifiuti è regolato dall annesso IV al Protocollo ( Prevention of Marine Pollution) In appendice 2 è riportata il testo dell annesso IV al Protocollo di Madrid. L annesso mostra in dettaglio le norme internazionali che regolano l inquinamento marino stabilite sotto la Convenzione Internazionale per la Prevenzione dell Inquinamento dalle Navi ( convenzione conosciuta come MARPOL 73/78). Regole internazionali in vigore designano l area del Trattato Antartico come area specialmente protetta, pertanto L annesso sull inquinamento marino di fatto proibisce lo scarico in mare di tutti i prodotti chimici tossici e nocivi, tutti gli oli e derivati, le plastiche ed altri rifiuti non biodegradabili e comunque controlla in modo rigoroso lo scarico di tutti gli altri tipi di rifiuti. Pagina 7 di 53

8 1.3 L organizzazione del Consorzio nella gestione dei rifiuti Il Consorzio supporta la ricerca ed i ricercatori in Antartide in tutte le loro attività mediante un impegno logistico molto ampio e articolato, strutturato in accordo con le regole e le disposizioni sancite nel Protocollo di Madrid. L Italia sin dalla fine degli anni 80 è stata probabilmente uno dei paesi più attivi a questo riguardo. Ogni attività di ricerca e logistica è stata considerata anche in funzione degli impatti sull ambiente antartico e un piano articolato di gestione dei rifiuti ha sempre rappresentato uno dei punti di riferimento nella logica del massimo rispetto dell ambiente. La politica ambientale del Consorzio è comunque quella che tutti i tipi di rifiuti generati nelle stazioni di ricerca o sulle navi o nei campi remoti, oltre che i rifiuti domestici e quelli di origine umana, siano rimossi dall Antartide. Un impianto di trattamento dei reflui di tipo chimico-fisico è attivo da quando la base è divenuta operativa. L impianto trasforma i reflui provenienti dalle attività della base in un effluente che viene immesso in mare nella baia antistante la base e tenuto sotto controllo affinché siano rispettate le normative vigenti in materia di scarichi. Un inceneritore di nuova generazione permette di bruciare materiale come carta, cartone da imballo, legno non trattato, rifiuti di cucina, rifiuti di orgine umana secchi, alcuni tipologie di rifiuti medici ( garze, cotone) e solo specifiche tipologie di materiale plastico. L impianto esegue il controllo dei fumi nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali. Viene comunque effettuato un programma di monitoraggio ambientale allo scopo di verificare che le emissioni generate dalle attività sia logistiche che di ricerca non inducano variazioni tali da alterare lo stato dell ambiente naturale. Fin dall inizio del Progetto Nazionale di Ricerche in Antartide l Italia ha utilizzato il sistema dello smaltimento differenziato per la gestione dei rifiuti. Alcune tipologie di rifiuti prima di essere immagazzinate subiscono un trattamento. Per esempio la plastica viene compattata in un particolare container da riportare direttamente in Italia. Il ferro risultato da varie lavorazioni viene messo in bidoni così come l alluminio e il vetro triturato. I fusti di carburante non più utilizzabili, dopo essere stati ripuliti vengono schiacciati e stoccati nei container adibiti al trasporto del ferro. Tutto il materiale stoccato nei container viene riportato in Italia. Pagina 8 di 53

9 SEZIONE 2 Piano di gestione dei rifiuti Pagina 9 di 53

10 2. Strategia di amministrazione e gestione dei rifiuti Le problematiche riguardanti la gestione e l eliminazione dei rifiuti prodotti in Antartide sono molto complesse in quanto riguardano molte tipologie di rifiuti all interno delle quali si trovano materiali anche notevolmente differenti tra loro. La strategia di riferimento può essere quella che meno rifiuti si producono, meno rifiuti si debbono gestire e smaltire. Ne risulterà un vantaggio anche nei costi siano essi ambientali che finanziari. La politica della minimizzazione della produzione dei rifiuti può essere effettuata attraverso l applicazione di alcuni principi. 2.1 Misure per la riduzione dei rifiuti Una condizione essenziale per ottenere una diminuzione dei rifiuti è quello di creare i presupposti di una potenziale riduzione già prima della partenza delle spedizioni verso l Antartide. Per ottenere la riduzione dei rifiuti è necessario ridurre l acquisto di prodotti che utilizzano materiali plastici, vetro o altri materiali grossolani per il confezionamento. Misure di riferimento potrebbero prendere in considerazione le seguenti azioni: Comperare prodotti durevoli invece di materiali usa e getta Diminuire l acquisto di prodotti che utilizzano materiali plastici, vetro o altri materiali grossolani per l impacchettamento. Eliminare il più possibile il materiale di impacchettamento ( in particolare le plastiche ) prima di partire per l Antartide. Sostituire la carta tagliuzzata o le patatine di polistirene o altro materiale di impacchettamento sciolto con materiale avvolgente di carta o cartone. Comperare materiali che possono essere riutilizzati per altri scopi. Adoperare materiali che possono essere riutilizzati anche più volte. 2.2 Rimozione dei rifiuti Come già accennato la politica comune è quella di limitare al massimo l impatto umano in Antartide. Caratteristica dell Antartide, continente ritenuto ancora unico dal punto di vista ambientale, è anche la lenta degradazione biologica dovuta al freddo e al clima secco, pertanto anche i prodotti biodegradabili dovrebbero essere trattati come non-biodegradabili. 2.3 Separazione dei rifiuti La separazione e classificazione dei rifiuti è un modo per migliorare la gestione dei rifiuti. Il piano di gestione riporta la separazione dei rifiuti secondo la seguente classificazione: Pagina 10 di 53

11 Liquami e rifiuti domestici altri rifiuti liquidi e prodotti chimici incluso combustibili e lubrificanti solidi che devono essere bruciati altri solidi materiali radioattivi Relativamente ai rifiuti solidi questi sono separati secondo la logica dello smaltimento differenziato, attraverso una procedura descritta più avanti. 2.4 Incenerimento Alcune tipologie di rifiuti vengono incenerite utilizzando un inceneritore di ultima generazione. I materiali che comunemente vengono bruciati con cadenza settimanale sono la carta ed il cartone, il legno, i rifiuti alimentari. 2.5 Smaltimento in mare Lo smaltimento dei rifiuti in acque antartiche, quindi oltre il 60 parallelo, è regolato dall annesso IV al Protocollo ( Prevention of Marine Pollution). In appendice 2 è riportata il testo dell annesso IV al Protocollo di Madrid, che fa riferimento alla Convenzione Internazionale per la Prevenzione dell Inquinamento dalle Navi (MARPOL 73/78). Sono in discussione e in progresso a livello internazionale la preparazione di linee guida relative anche allo smaltimento delle acque di zavorra. 2.6 Stoccaggio Tutte le tipologie di rifiuti sono inventariate e classificate secondo un codice di classificazione europea. Tutti i rifiuti vengono riportati in Italia ed opportunamente smaltiti. In appendici 3 e 4 sono riportate a titolo di esempio la scheda descrittiva per una tipologia di rifiuto e una scheda di istruzioni di sicurezza per il rifiuto, relativamente allo smaltimento in Italia. Pagina 11 di 53

12 SEZIONE 3 Procedure per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti Pagina 12 di 53

13 3. Procedure generali La pratica di eliminazione dei rifiuti varia a seconda delle differenti categorie dei rifiuti e delle operazioni che il Consorzio effettua in Antartide. E importante avere ben chiare le procedure che si applicano nella base, nei campi remoti e sulla nave. In termini generali le procedure da seguire variano a seconda delle seguenti categorie: a) Rifiuti biodegradabili ( acque nere o comunque originate da attività umane e rifiuti di cucina). Devono essere processati e trattati in Antartide e non devono essere riportati via dall Antartide. b) Rifiuti non pericolosi ( vetro, metallo ecc.) devono essere riportati in Italia per lo smaltimento c) Rifiuti di oli e combustibili prodotti dalle attività del Consorzio devono essere riportati in Italia per lo smaltimento. Le navi che utilizza il Consorzio per le attività in Antartide devono ritenere a bordo i rifiuti di oli e combustibili per essere riportati in Italia o come d altra parte consentito secondo l annessi I di MARPOL 73/78. d) I rifiuti pericolosi ( per esempio prodotti chimici, rifiuti radioattivi, ecc. esclusi i rifiuti di combustibile) devono essere riportati in Italia per lo smaltimento e devono essere adeguatamente confezionati e registrati secondo specifica documentazione 3.1 Categorie Rifiuti solidi Rifiuti liquidi domestici (docce, cucine, acque di lavaggio, solidi e liquidi di origine umana) 3.2 Basi I rifiuti solidi seguono le procedure dello smaltimento differenziato e del pretrattamento del rifiuto prima dello stoccaggio. Per le tipologie di rifiuti liquidi di origine domestica, queste sono trattati in impianti di trattamento dei reflui secondo differenti tecniche rispettivamente alla Stazione Mario Zucchelli e alla Stazione Concordia. Per le specifiche relative alle differenti tecniche di trattamento dei reflui fare riferimento ai manuali di gestione degli impianti presenti nelle rispettive basi o sulle navi. 3.3 Campi remoti I campi si differenziano a seconda che siano su area ghiacciata o su area deglaciata ed in funzione della loro grandezza. Sono considerati temporanei quelli che fanno riferimento ad una presenza di 100 giorni uomo in una data località oppure quelli considerati grandi campi remoti con più di 100 giorni uomo. Pagina 13 di 53

14 3.3.1 Rifiuti solidi Escludendo quelli di origine umana per i rifiuti solidi si segue la stessa procedura di smaltimento differenziato e catalogazione che viene usate per le basi Rifiuti di origine umana Se sono situati su area ghiacciata, i rifiuti umani possono essere immessi in trincee nel ghiaccio sia quando il campo e di tipo temporaneo sia quando è maggiore di 100 giorni uomo ma soltanto nel caso che ci siano limitazioni nei trasporti per la rimozione dei rifiuti dal sito. Se l area è deglaciata, sia che il campo remoto sia di tipo temporaneo che maggiore a 100 giorni uomo i rifiuti di origine umana devono comunque essere smaltiti utilizzando sistemi specifici e quindi trasportati alla stazione Mario Zucchelli o alla stazione Concordia. Nel caso di eliminazione dei rifiuti solidi di origine umana dal campo remoto vengono utilizzate scatole di cartone rivestite di materiale plastico o semplici sacchi neri di plastica resistente per i rifiuti di cucina. I rifiuti vengono quindi smaltiti nell inceneritore presso la Stazione Mario Zucchelli. Per i rifiuti liquidi ( docce, lavaggi, cucina) questi vengono stoccati in fusti da 50 litri e riportati a MZS per il trattamento nell impianto di depurazione dei reflui. Per le altre tipologie di rifiuto vale la regola dello smaltimento differenziato. I rifiuti separati vengono portati a MZS e smaltiti insieme a quelli della base. 3.4 Navi La nave (Italica) utilizza un sistema di depurazione per i rifiuti liquidi domestici ed un piccolo inceneritore per i rifiuti da cucina e per il cartone. Pagina 14 di 53

15 SEZIONE 4 Prodotti ambientalmente pericolosi Pagina 15 di 53

16 4. Prodotti ed organismi proibiti Alcuni prodotti hanno una potenziale pericolosità per l ambiente maggiore di altri e pertanto necessitano di particolare attenzione, alcuni di questi sono proibiti mentre altri richiedono un permesso. Le persone che vanno in Antartide dovrebbero essere coscienti che tali prodotti potrebbero avere effetti pericolosi. L annesso II al Protocollo di Madrid sancisce il divieto di mandare in Antartide alcuni prodotti a causa della loro evidente pericolosità per l ambiente. Questi sono: Policlorobifenili come spesso possono essere trovati nei trasformatori, nelle pitture, nei fluidi idraulici nelle gomme o nelle cere. Solidi non sterili Materiale da imballaggio in polistirene ( escluso la vermiculite o prodotti assorbenti simili che sono legalmente richiesti per l imballaggio di prodotti chimici pericolosi) Pesticidi ( eccetto eventualmente quelli necessari per la ricerca) Le persone responsabili degli acquisti dovrebbero assicurare che nessuno di questi prodotti siano acquistati e portati in Antartide. Altresì prodotti alimentari ( principalmente vegetali) che potrebbero portare suoli devono essere lavati. La richiesta potrebbe essere specificata al fornitore. 4.1 Prodotti da evitare E scoraggiato l uso di cloruro di polivinile (PVC), l utilizzo è consentito solo quando non ci sono alternative praticabili. Nell acquisto si deve assicurare la minimizzazione dei prodotti in PVC e deve essere riportata registrazione dell uso nelle operazioni in Antartide. 4.2 Prodotti che richiedono un permesso L annesso sulla conservazione della Flora e della Fauna relativo al Protocollo di Madrid proibisce l introduzione di organismi non nativi sul territorio o sulla piattaforme di ghiaccio a meno che non espressamente autorizzati mediante un permesso. Gli organismi proibiti sono: ogni specie di animale non nativa Ogni specie di pianta non nativa incluso i semi Ogni microrganismo non nativo ( esempio virus, batteri, parassiti funghi e lieviti) L eventuale permesso per l importazione di organismi non nativi viene rilasciato sotto stringenti condizioni e dovrebbe essere menzionato nella valutazione dell impatto ambientale di un individuale progetto di ricerca. Non sono permesse piante ornamentali in Antartide e non dovrebbero essere coltivati piante o fiori mediante i semi. Pagina 16 di 53

17 4.3 Altri prodotti pericolosi per l ambiente Molte sostanze hanno un effetto potenzialmente pericoloso sull ambiente e dovrebbero essere trattati con cura particolare affinchè non abbia luogo nessuna dispersione o emissione nell ambiente. I seguenti prodotti o sostanze possono essere considerati potenzialmente pericolosi: Materiali radioattivi Batterie elettriche Combustibili liquidi e solidi Prodotti che contengono quantità rilevanti di metalli pesanti o sostanze tossiche e nocive Schiume (di poliuretano, di polistirene), gomme e lubrificanti, legno ed altro materiale impregnato che contiene additivi che possono produrre sostanze pericolose quando bruciati. Reagenti chimici e biologici per attività di laboratorio Pagina 17 di 53

18 SEZIONE 5 Introduzione Tipologie di rifiuti Sostanze biodegradabili Pagina 18 di 53

19 5. Sorgenti di informazioni L approccio alla gestione ambientale dei rifiuti è sviluppato nel contesto delle obbligazioni riportate nella legislatura nazionale ed in quella internazionale derivante dal Sistema del Trattato Antartico. Nell organizzazione di questo piano di gestione dei rifiuti si tiene conto di un report preparato da esperti intitolato Waste Disposal in the Antartica che valuta le pratiche dello smaltimento dei rifiuti tenendo in considerazione i principali tipi di rifiuti, il loro impatto sull ambiente e i metodi di eliminazione. Propone altresì linee guida su metodologie di approccio accettabili dal punto di vista ecologico, logistico ed economico, propone standard per monitorare e regolamentare la produzione dei rifiuti e raccomanda pratiche di gestione che potrebbero minimizzare gli impatti dei rifiuti sull ambiente antartico. In riferimento alla legislatura italiana possono essere prese in considerazione leggi e normative che regolamentano la gestione dei rifiuti e definiscono codici di condotta sul territorio e in mare. 5.1 Rifiuti biodegradabili Acque di scarico, acque grigie ( lavaggio e cucine), rifiuti umidi alimentari. Pur considerando la possibilità di scaricare in fosse nel ghiaccio o lungo la costa o in mare ( per esempio a non meno di tre miglia nautiche dalla superficie ghiacciata, quando non esiste altra possibilità obiettivamente valutabile, lo sforzo comune è nella capacità di evitare il più possibile il deposito di rifiuti nell area del trattato antartico sia esso ghiaccio, suolo o mare Rifiuti di pollame Tutti i rifiuti derivanti dai prodotti di pollami possono o essere bolliti al fine di poter essere macerati o smaltiti. La bollitura o l incenerimento, dove possibile sono necessari per eliminare ogni rischio di presenza di virus Oli di cucina I rifiuti originati dall utilizzo di oli di cucina vengono stoccati in opportuni contenitori e riportati in Italia per lo smaltimento. I rifiuti di oli da cucina possono anche essere mescolati con gli oli lubrificanti. Il contenimento non richiede una etichettatura come materiale pericoloso. Particolare attenzione deve essere posta nello smaltimento degli oli da cucina relativamente ai campi remoti e alle navi, nel primo caso un contenitore impermeabile ed assolutamente sicuro verrà utilizzato per il trasporto dal campo remoto alla base, nel secondo caso gli oli saranno mantenuti a bordo in adeguati contenitori Cibi scaduti o eccedenze ancora sigillate Non devono essere smaltiti con i normali rifiuti alimentari o dove possibile inceneriti, ma stoccati in contenitori, possibilmente di legno, riportando ben visibile l indicazione del contenuto, e trasportati in Italia. Devono essere riportati via sigillati dai campi remoti e sulle navi devono essere immagazzinati a bordo smaltiti in Italia. Pagina 19 di 53

20 SEZIONE 6 Tipologie di rifiuti Rifiuti non pericolosi Pagina 20 di 53

21 6. Generalità Abbiamo già accennato alle tipologie dei prodotti di rifiuto. La maggior parte dei rifiuti non combustibili consistono di vetro, lattine, fili elettrici, fusti di combustibile vuoti, legni trattati, plastiche, lubrificanti, materiale medico. 6.1 Vetro e piccoli rifiuti di metallo Materiale vetroso in particolare bottiglie di vario genere ( comprendendo quelle dei reattivi chimici) non devono contenere residui liquidi o solidi, che devono essere preventivamente eliminati, prima che il vetro sia triturato in un apposito trituratore. Il metallo triturato sarà di piccolo spessore non più 1-2 mm. Contenitori di aerosol non completamente vuoti non devono essere triturati ma dovrebbero essere posizionati in cima ai fusti contenenti materiale triturato da smaltire. Materiale di vetro e ferroso di piccole dimensione deve essere portato via dai campi remoti per essere triturata alla MZS. 6.2 Lattine di alluminio Tutto l alluminio ( principalmente lattine di bevande), o proveniente da materiali di laboratorio o dalle officine viene triturato e poi stoccato in fusti di ferro. L alluminio può essere riciclato pertanto più questo è ben separato dalle altre tipologie di rifiuti maggiore sono le possibilità di recupero. Se il materiale è adatto per il riciclo questo deve essere ben segnalato sul contenitore di stoccaggio. 6.3 Fusti vuoti per combustibile I fusti di combustibile vuoti sono generalmente utilizzati come contenitori per molte tipologie di rifiuti. Quando questi non possono essere utilizzati come contenitori perché non adatti o nel caso sia presente una eccedenza di fusti da dover smaltire, questi vengono schiacciati sotto una pressa e stoccati in apposito container per essere riportati in Italia. Tutti i fusti di combustibile vuoti presenti nei campi remoti o nelle aree adibite al rifornimento elicotteri o del twin-otter anche se molto distanti dalla base, vengono riportati alla base italiana per l utilizzo o lo smaltimento. I fusti di combustibile non sono rimossi solo se non ci sono altre possibilità praticabili o se, a causa di rotture o incrinature nella struttura dei fusti di combustibile una forzata rimozione può causare un impatto sull ambiente più grave che lasciare il materiale sul posto. 6.4 Legname Il legname quando possibile può essere riciclato per altri usi. Se non può essere riutilizzato può essere in parte incenerito o riportato indietro per essere a sua volta bruciato o portato in discariche. Va evitato nel maggior modo possibile di bruciare materiale legnoso all aperto a meno che, in talune circostanze (per piccoli quantitativi) non venga circoscritto il processo di combustione all interno di fusti vuoti evitando nel maggior modo possibile la fuoriuscita delle ceneri. Pertanto l operazione va eseguita in assenza di vento. Pagina 21 di 53

22 6.5 Carta e cartone Tutte le tipologie di carta e di cartone possono essere bruciate in inceneritore. Presso i campi remoti i rifiuti cartacei sono raccolti in appositi contenitori e riportati alla stazione Mario Zucchelli per essere inceneriti. La nave italica utilizza un piccolo inceneritore per i rifiuti cartacei e rifiuti di cucina. 6.6 Plastiche Tutte le tipologie di plastiche devono essere riportate in Italia e smaltite opportunamente. Presso la base italiana grazie alla procedura di separazione differenziata dei rifiuti, la plastica è completamente separata dalle altre tipologie di rifiuti e viene stoccata in un opportuno container compattatore che di volta in volta riduce il volume della plastica stoccata. Alla fine della campagna antartica uno o due container per compattazione vengono caricati sulla nave Italica per essere riportati in Italia per lo smaltimento. Anche nei campi remoti la plastica viene riportata alla base per lo smaltimento mentre anche la nave utilizza un sistema di compattazione. 6.7 Tessuti, stoffe, panni Quelli non contaminati da oli o lubrificanti possono essere aggiunti alla plastica e compattati. Quelli intrisi di olio, grasso o pittura devono essere stoccati in specifici contenitori e classificati in evidenza prima di essere messi in container. 6.8 Vermiculite Spesso la vermiculite è utilizzata per impaccare materiali chimici pericolosi. Quando possibile deve essere utilizzata per riconfezionare i prodotti chimici. Se questa non può essere riutilizzata può essere smaltita anche in cassette di legno. La vermiculite non deve essere bruciata. La confezione per lo smaltimento deve riportare ben evidente la dicitura Vermiculite 6.9 Oli lubrificanti Gli oli lubrificanti incluso gli oli di cucina non sono considerati rifiuti pericolosi. Possono essere raccolti in adeguati contenitori inviati e smaltiti in Italia, Gli oli lubrificanti non vanno mescolati con gli altri tipi di combustibili. Gli oli lubrificanti devono essere allontanati dai campi remoti e trasportati alla base per lo smaltimento. Sulle navi devono essere ben classificati e stoccati a bordo. Non possono essere in nessuna circostanza scaricati in mare Neon e lampadine Neon e lampadine elettriche contengono una piccola quantità di mercurio. In Italia sono classificate come normale rifiuto domestico non pericoloso. Tali rifiuti, in territorio antartico, sia originati dalle basi che dalle navi e ancor più se prodotti in campi remoti devono essere catalogati e smaltiti in discarica. Inoltre se possibile, lampadine e tubi al neon non dovrebbero essere rotti per ottimizzarne i volumi. Sia neon che lampadine possono essere riempite sopra o sotto la pressione atmosferica e se rotti possono esplodere o implodere. Alcune lampade potrebbero rilasciare polvere di mercurio. In questo caso usare maschere e guanti protettivi per maneggiare il rifiuto. Per essere smaltite lampadine e neon dovrebbero essere imballate nella loro scatola originaria. Pagina 22 di 53

23 6.11 Culture di microrganismi Culture di laboratorio di microrganismi patogeni devono essere autoclavati quando possibile, o possono essere bruciati per renderli sterili. Il rifiuto così trattato deve essere isolato in contenitori di plastica e trattato come normale rifiuto. In campi remoti se non è possibile autoclavare i rifiuti di questo tipo, allora essi devono essere ben imballati isolati dalle altre tipologie di rifiuto e trasportati presso la base per essere autoclavati o smaltiti adeguatamente. Sulla nave questa tipologia di rifiuti può essere incenerita nell inceneritore della nave Rifiuti medici Il medico della base o della nave è responsabile per la sicurezza dello smaltimento dei rifiuti medici generici. I rifiuti medici vengono separati in base alla loro tipologia in quattro categorie: 1. Rifiuti comprendenti prodotti di medicazione (garze, cerotti, bende, abbassalingua, tamponi per pulizia). 2. Materiale tagliente( aghi di siringhe e lame di bisturi), siringhe e flebo 3. Materiale derivante dall uso di apparecchiature radiologiche (lastre e liquidi di sviluppo) 4. Farmaci scaduti I rifiuti medici inclusi nella prima categoria possono essere raccolti in speciali contenitori ed essere bruciati in loco. I materiali che rientrano nelle categorie (2, 3 e 4 ), dopo essere stati opportunamente separati in speciali contenitori, vengono riportati in Italia e previa autorizzazione secondo le normative vigenti, smaltiti da ditte specializzate. Nei campi remoti il dottore o la persona designata in sua vece è responsabile dello smaltimento dei rifiuti medici ed adotta la stessa procedura utilizzata presso la base. Anche per la nave viene utilizzata la stessa metodologia di smaltimento. Un esempio di classificazione dei rifiuti prodotti nel corso della XX spedizione italiana in Antartide è riportato in appendice V In tabella 1 è riportato invece il sommario dei rifiuti solidi prodotti presso la stazione Mario Zucchelli tra la XIV e la XX spedizione Pagina 23 di 53

Roma, 26/10/2011 Prot. N. 255 Pos. AAGG11 Al personale del DICMA LORO SEDI

Roma, 26/10/2011 Prot. N. 255 Pos. AAGG11 Al personale del DICMA LORO SEDI Roma, 26/10/2011 Prot. N. 255 Pos. AAGG11 Al personale del DICMA LORO SEDI INFORMAZIONI E PROCEDURE PER LO STOCCAGGIO E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI A seguito dell informatizzazione del

Dettagli

www.laboratoriolarian.it

www.laboratoriolarian.it LA.RI.AN. Norme in materia ambientale RIFIUTI Dr. ssa Elena Rizzo www.laboratoriolarian.it Decreto Legislativo n. 152 Principi La gestione dei rifiuti è effettuata conformemente ai principi di precauzione,

Dettagli

Helios srl Processing and Recycling waste

Helios srl Processing and Recycling waste Helios srl Processing and Recycling waste Attività dell impianto Le attività di recupero e trattamento dei rifiuti previste presso l impianto possono essere essenzialmente ricondotte alle seguenti tipologie:

Dettagli

I RIFIUTI OSPEDALIERI

I RIFIUTI OSPEDALIERI I RIFIUTI OSPEDALIERI I RIFIUTI E L OSPEDALE L'ospedale, così come ogni altra realtà aziendale produttiva, dà origine ad una notevole quantità di rifiuti. Il problema relativo al loro smaltimento è piuttosto

Dettagli

Università degli Studi di Brescia REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI

Università degli Studi di Brescia REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI Università degli Studi di Brescia REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI emanato con D.R. n. 384 del 29.08.2014, in vigore dal 02.09.2014 rev. 0 del 07/14 Pagina 1 di 6 ART. 1 - CAMPO DI APPLICAZIONE

Dettagli

NOTA INFORMATIVA SUI RISCHI RELATIVA AL COMPLESSO IMPIANTISTICO SANT'AGATA BOLOGNESE (BO) APPENDICE B.1 RISCHI PRESENTI NELLE AREE DELLA DISCARICA

NOTA INFORMATIVA SUI RISCHI RELATIVA AL COMPLESSO IMPIANTISTICO SANT'AGATA BOLOGNESE (BO) APPENDICE B.1 RISCHI PRESENTI NELLE AREE DELLA DISCARICA PAG. 1 DI 6 NOTA INFORMATIVA SUI RISCHI RELATIVA AL COMPLESSO IMPIANTISTICO SANT'AGATA BOLOGNESE (BO) APPENDICE B.1 RISCHI PRESENTI NELLE AREE DELLA DISCARICA INDICE 1 RISCHI LEGATI ALL AMBIENTE DI LAVORO

Dettagli

Elenco delle tipologie di rifiuti conferibili presso gli ecocentri comunali, così come definite dalla D.G.R. n. 511 del 5 marzo 2004:

Elenco delle tipologie di rifiuti conferibili presso gli ecocentri comunali, così come definite dalla D.G.R. n. 511 del 5 marzo 2004: Appendice 1 Elenco delle tipologie di rifiuti conferibili presso gli ecocentri comunali, così come definite dalla D.G.R. n. 511 del 5 marzo 2004: TIPO RIFIUTO Frazione Organica dei Rifiuti Urbani (FORSU)

Dettagli

ELENCO CODICI RIFIUTI AUTORIZZATI

ELENCO CODICI RIFIUTI AUTORIZZATI C.E.R. DESCRIZIONE RIFIUTO ELENCO CODICI RIFIUTI AUTORIZZATI 02 01 08* rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose 02 01 09 rifiuti agrochimici diversi da quelli della voce 02 01 08 02 02 04 fanghi

Dettagli

: LONGLIFE DIAMOND 4X5L I/GR/D/GB

: LONGLIFE DIAMOND 4X5L I/GR/D/GB 1. Identificazione della sostanza o della miscela e della società/ impresa 1.1 Identificatore del prodotto Nome commerciale : numero di identificazione : 61500 1.2 Usi pertinenti identificati della sostanza

Dettagli

Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento

Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento RIFIUTI: AMMISIBILITA IN DISCARICA NUOVA LISTA POSITIVA Con delibera della Giunta Provinciale n. 2740 del 14 dicembre 2012 è stata modificata la lista positiva dei rifiuti non pericolosi che possono essere

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI. Gestione dei Rifiuti. Assegnare il codice CER e le caratteristiche di pericolosità ad un rifiuto speciale

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI. Gestione dei Rifiuti. Assegnare il codice CER e le caratteristiche di pericolosità ad un rifiuto speciale Assegnare il codice CER e le caratteristiche di pericolosità ad un rifiuto speciale I RIFIUTI SPECIALI so descritti da un codice a sei cifre (codice CER 1 ) che permette la loro identificazione su tutto

Dettagli

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: ASPETTI ORGANIZZATIVI E TECNOLOGICI. Lezione del 11/10/2005

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: ASPETTI ORGANIZZATIVI E TECNOLOGICI. Lezione del 11/10/2005 LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: ASPETTI ORGANIZZATIVI E TECNOLOGICI Lezione del 11/10/2005 Obiettivi della raccolta differenziata: riduzione rifiuti da smaltire; ottimizzazione raccolta ai fini del recupero;

Dettagli

UFFICIO DEL SERVIZIO PREVENZIONE E SICUREZZA SUL LAVORO

UFFICIO DEL SERVIZIO PREVENZIONE E SICUREZZA SUL LAVORO ART. 1 Destinatari 1. Il presente Regolamento si applica a tutte le strutture dell Università degli Studi di Milano, nonché alle seguenti categorie di personale: 1) personale docente, ricercatore, tecnico

Dettagli

Regolamento per la gestione dei rifiuti

Regolamento per la gestione dei rifiuti UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche Regolamento per la gestione dei rifiuti revisione maggio 2015 1 INDICE SCOPO DEL REGOLAMENTO NORMATIVA AMBITO D APPLICAZIONE

Dettagli

GESTIONE RIFIUTI REDAZIONE, VERIFICA, APPROVAZIONE, AUTORIZZAZIONE, EMISSIONE STATO DELLE REVISIONI

GESTIONE RIFIUTI REDAZIONE, VERIFICA, APPROVAZIONE, AUTORIZZAZIONE, EMISSIONE STATO DELLE REVISIONI REDAZIONE, VERIFICA, APPROVAZIONE, AUTORIZZAZIONE, EMISSIONE Redazione Verifica Approvazione Autorizzazione Emissione Rosselli Federico Responsabile Qualità UdR Rosselli Federico Responsabile Qualità UdR

Dettagli

Per produrre UNA TONNELLATA di carta da cellulosa vergine occorrono: 15 alberi 440.000 litri d acqua 7.600 kwh di energia elettrica

Per produrre UNA TONNELLATA di carta da cellulosa vergine occorrono: 15 alberi 440.000 litri d acqua 7.600 kwh di energia elettrica carta Per produrre UNA TONNELLATA di carta da cellulosa vergine occorrono: 15 alberi 440.000 litri d acqua 7.600 kwh di energia elettrica Per produrre UNA TONNELLATA di carta riciclata invece bastano:

Dettagli

Raccolte Differenziate. Guida Pratica

Raccolte Differenziate. Guida Pratica Raccolte Differenziate Guida Pratica R come rifiuto Preoccupatevi di lasciare questo mondo un po migliore di come lo avete trovato.. Ciclo Naturale Chiuso Il concetto di Rifiuto non esiste in Natura. La

Dettagli

Il Sistema Gestione Ambientale dell Ateneo. Gestione integrata dei rifiuti

Il Sistema Gestione Ambientale dell Ateneo. Gestione integrata dei rifiuti Gestione integrata dei rifiuti IL RUOLO DELL ATENEO NELLA GESTIONE E NELLA TUTELA DELL AMBIENTE AMIANTO ACQUA UPS ARIA RIFIUTI LA GESTIONE UNICA DEI RIFIUTI DELL ATENEO Regolamento di Ateneo per la gestione

Dettagli

ROSIGNANO ENERGIA AMBIENTE spa

ROSIGNANO ENERGIA AMBIENTE spa ROSIGNANO ENERGIA AMBIENTE spa REA IMPIANTI srl Relatore: Dott. Massimiliano Monti GESTIONE DEI RIFIUTI: ASPETTI TECNICI ECONOMICI E FINANZIARI SISTEMI DI RACCOLTA Con mezzo automatizzato-monoperatore

Dettagli

REGOLAMENTO DI GESTIONE DELLA STAZIONE ECOLOGICA ALLEGATO 3 SCHEMA TIPO

REGOLAMENTO DI GESTIONE DELLA STAZIONE ECOLOGICA ALLEGATO 3 SCHEMA TIPO Regione dell'umbria Piano d Ambito per la gestione integrata dei Rifiuti Urbani dell A.T.O. N.2 ALLEGATO 3 SCHEMA TIPO REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELLA STAZIONE ECOLOGICA Perugia, Dicembre 2007 AMBITO

Dettagli

I rifiuti solidi: introduzione

I rifiuti solidi: introduzione I rifiuti solidi: introduzione Definizione sostanze od oggetti (rientranti in un definito elenco a norma di legge) di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l obbligo di disfarsi Strategie di

Dettagli

Smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed industriali

Smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed industriali dei ed industriali Impianti Meccanici 1 industriali Premesse Con il termine rifiuto solido si intende qualsiasi materiale od oggetto, normalmente allo stato solido, derivante da attività umane o naturali

Dettagli

Pomeriggio informativo Modalità di consegna dei rifiuti all ICTR

Pomeriggio informativo Modalità di consegna dei rifiuti all ICTR Pomeriggio informativo Modalità di consegna dei rifiuti all ICTR Giubiasco, autunno 2013 Giornata informativa Modalità di consegna dei rifiuti all ICTR Presentata da: Pietro Casari, Consulente tecnico

Dettagli

Gestione dei rifiuti radioattivi

Gestione dei rifiuti radioattivi Gestione dei Ing. Esperto Qualificato grado III Gestione e smaltimento dei. Obiettivi Fornire il tessuto regolatorio per la Gestione dei Rifiuti Radioattivi Fornire le linee guida base per una corretta

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza ai sensi del regolamento 1907/2006/CE, Articolo 31

Scheda di dati di sicurezza ai sensi del regolamento 1907/2006/CE, Articolo 31 Pagina: 1/5 1 Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa Identificatore del prodotto Usi pertinenti identificati della sostanza o miscela e usi sconsigliati Non sono disponibili

Dettagli

ART. 1 FINALITA ART. 2 DEFINIZIONI

ART. 1 FINALITA ART. 2 DEFINIZIONI ART. 1 FINALITA 1. Il presente regolamento disciplina tutte le fasi della gestione dei rifiuti cimiteriali come definiti dall'art.7, comma 2 lett. f) D.Lgs.22/97 e successive modificazioni ed integrazioni,

Dettagli

Prima di chiedersi come si puliscono le città, bisognerebbe chiedersi come si sporcano. Guido Viale

Prima di chiedersi come si puliscono le città, bisognerebbe chiedersi come si sporcano. Guido Viale Prima di chiedersi come si puliscono le città, bisognerebbe chiedersi come si sporcano. Guido Viale fare la raccolta differenziata non è solo un obbligo di legge è un segno di rispetto e di grande civiltà!

Dettagli

Sistema di Gestione Ambientale P.G. N. 77753/07

Sistema di Gestione Ambientale P.G. N. 77753/07 Pag. 1/16 Indice 1 Scopo e campo di applicazione... 2 2 Riferimenti... 2 3 Definizioni... 2 4 Modalità operative... 3 4.1 Premessa... 3 4.2 Regole Generali per lo stoccaggio dei rifiuti... 6 4.3 Smaltimento

Dettagli

C O M U N E D I P A L A I A

C O M U N E D I P A L A I A C O M U N E D I P A L A I A Provincia di Pisa Servizio LL.PP. Ambiente, Protezione Civile, Sicurezza sul Lavoro, Patrimonio REGOLAMENTO COMUNALE DI GESTIONE DELLA STAZIONE ECOLOGICA ATTREZZATA Approvato

Dettagli

Oggetto: Contratto per lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi

Oggetto: Contratto per lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi ALLEGATO B - SCHEMA - TIPO DI CONTRATTO DI SERVIZIO Oggetto: Contratto per lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi Il produttore con sede in Via Comune di CAP Prov. Cod. Fisc P.IVA

Dettagli

DESCRIZIONE RIFIUTO SUL TOTEM. PUNTI Al Kg

DESCRIZIONE RIFIUTO SUL TOTEM. PUNTI Al Kg TABELLA A Allegato A Prog. TIPOLOGIA RIFIUTO CODICE CER DESCRIZIONE CER Limit. CDR : limitazione della tipologia di rifiuti conferibili al Centro di Raccolta rispetto alla tipologia descritta dal Codice

Dettagli

LIQUIDO ELETTROLITICO

LIQUIDO ELETTROLITICO 1. IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA DITTA 1.1 Identificazione del preparato Nome del prodotto: 1.2 Usi previsti: liquido elettrolitico per marcatura/incisione su metalli 1.3 Identificazione della

Dettagli

PASTA VERDE VIKY SUPER

PASTA VERDE VIKY SUPER SCHEDA DI SICUREZZA COMPILATA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 19072006 - REACH - All II Liv. revisione: 00 Emissione: 24022010 Revisione: Eulab codex: PF0011 Stampa: 03032010 Pag. 15 1. IDENTIFICAZIONE DEL

Dettagli

Università di Sassari

Università di Sassari Università di Sassari REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI E NON PERICOLOSI PRODOTTI NELL UNIVERSITÀ DI SASSARI Art. 1 - Campo di applicazione 1. Il presente Regolamento è emanato

Dettagli

I RIFIUTI UN PROBLEMA GLOBALE NASCOSTO?

I RIFIUTI UN PROBLEMA GLOBALE NASCOSTO? I RIFIUTI UN PROBLEMA GLOBALE NASCOSTO? Le cause dell inquinamento del suolo Il suolo viene inquinato a causa di vari tipi di rifiuti: quelli solidi, liquidi e gassosi. I rifiuti solidi possono essere

Dettagli

G2 AMBIENTE SRL Elenco CODICI CER/OPERAZIONI

G2 AMBIENTE SRL Elenco CODICI CER/OPERAZIONI G2 AMBIENTE SRL Elenco CDICI CER/PERAZINI DESCRIZINE RECUPER LESI TRATTAMENT CENTRIFUGAZINE ED INERTIZZAZINE DEPSIT 01 05 04 fanghi e rifiuti di perforazione di pozzi per acque dolci 01 05 05* fanghi e

Dettagli

Comune di Spilimbergo ANNO 2008

Comune di Spilimbergo ANNO 2008 Comune di Spilimbergo ANNO 2008 RICICLABILE 39,1% NON RICICLABILE 60,9% SITUAZIONE ATTUALE! "# INDUSTRIALI 13% CARTA 9% PLASTICA 6% VETRO 8% INGOMBRANTI 7% VERDE 11% UMIDO 9% INERTI 10% SECCO 26% OBIETTIVI

Dettagli

PIANO FINANZIARIO ANNO 2014 TARI. COMUNE DI BRUSAPORTO Provincia di Bergamo

PIANO FINANZIARIO ANNO 2014 TARI. COMUNE DI BRUSAPORTO Provincia di Bergamo PIANO FINANZIARIO ANNO 2014 TARI COMUNE DI BRUSAPORTO Provincia di Bergamo 1 1. Premessa Il presente documento riporta gli elementi caratteristici del Piano Finanziario relativo alle attività inerenti

Dettagli

GESTIONE DEI RIFIUTI PRESSO I LOCALI DEI SERVIZI CLINICI DELL OSPEDALE DIDATTICO VETERINARIO

GESTIONE DEI RIFIUTI PRESSO I LOCALI DEI SERVIZI CLINICI DELL OSPEDALE DIDATTICO VETERINARIO ALLEGATO 1 GESTIONE DEI RIFIUTI PRESSO I LOCALI DEI SERVIZI CLINICI DELL OSPEDALE DIDATTICO VETERINARIO RIFIUTI SANITARI: i rifiuti sanitari devono essere gestiti in modo da diminuirne la pericolosità,

Dettagli

COSA? COME? COSA SI QUANDO? COSA NO

COSA? COME? COSA SI QUANDO? COSA NO IL COMUNE DI POLLICA SI DIFFERENZIA COSA? COME? COSA SI QUANDO? COSA NO Umido Sacchetto biodegradabile in mater-bio in ECM Scarti di cucina freddi (pane, pasta, riso), alimenti avariati, resti animali,

Dettagli

Agli studenti delle scuole elementari e medie: verificate con il test e leggete il vostro profilo

Agli studenti delle scuole elementari e medie: verificate con il test e leggete il vostro profilo Agli studenti delle scuole elementari e medie: verificate con il test e leggete il vostro profilo ISII tecnico G. Marconi Classe 1a E a.s. 2010-2011 Il riciclaggio è nato nei paesi industrializzati intorno

Dettagli

Commento alle modifiche dell ADR

Commento alle modifiche dell ADR Commento alle modifiche dell ADR Il presente commento fa riferimento agli aspetti più importanti contenuti nel documento «Modifications de l ADR» (documento 1.1). Definizioni Nel capitolo vengono inserite

Dettagli

Il Percorso al Biometano

Il Percorso al Biometano www.biogasmax.eu Biogasmax Training 1 Il Percorso al Biometano STEFANO PROIETTI ISTITUTO DI STUDI PER L INTEGRAZIONE DEI SISTEMI Biogasmax Training 2 Struttura della presentazione Raccolta dei rifiuti;

Dettagli

CONFINDUSTRIA PADOVA, TREVISO, VICENZA LA NUOVA DISCIPLINA PER LA CARATTERIZZAZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI

CONFINDUSTRIA PADOVA, TREVISO, VICENZA LA NUOVA DISCIPLINA PER LA CARATTERIZZAZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI CONFINDUSTRIA PADOVA, TREVISO, VICENZA LA NUOVA DISCIPLINA PER LA CARATTERIZZAZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI Vicenza 14 aprile 2015 CLASSIFICAZIONE E CODIFICA DEI RIFIUTI classificazione dei rifiuti

Dettagli

Utenze domestiche Centro Storico di Rimini. Apriamo le porte alla raccolta differenziata. Comune di Rimini

Utenze domestiche Centro Storico di Rimini. Apriamo le porte alla raccolta differenziata. Comune di Rimini Utenze domestiche Centro Storico di Rimini Apriamo le porte alla raccolta differenziata. Comune di Rimini lo sapevate che: Per fare una tonnellata di carta ci vogliono 15 alberi, mentre per fare una tonnellata

Dettagli

Cosa metto e cosa non metto nel cassonetto

Cosa metto e cosa non metto nel cassonetto Comune di Cingoli Cosa metto e cosa non metto nel cassonetto VADEMECUM per la raccolta differenziata nel comune di Cingoli Ai residenti del comune di Cingoli Presto partirà a Cingoli il sistema di raccolta

Dettagli

N. Copia Funzione Data Firma per ricevuta

N. Copia Funzione Data Firma per ricevuta DISTRIBUZIONE: N. Copia Funzione Data Firma per ricevuta 01 02 03 04 13 15/09/14 6 Gestione nuovo rifiuto punto 6.17 12 22/05/13 3 Caratterizzazione del rifiuto 11 22/04/13 tutte Nuove modalità operative

Dettagli

CLASSIFICAZIONE RIFIUTI

CLASSIFICAZIONE RIFIUTI CLASSIFICAZIONE RIFIUTI Decreto legislativo n. 152/2006 parte IV gestione dei rifiuti la Parte quarta del d. lgs. n. 152/2006 è una sorta di rivisitazione del d.lgs. n. 22/1997 che, senza nemmeno alterarne

Dettagli

LABORATORIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA

LABORATORIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA LABORATORIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA Che cosa è un RIFIUTO? I RIFIUTI SONO COSE SPORCHE E PUZZOLENTI I RIFIUTI SONO COSE INUTILIZZABILI, SCARTI O COSE ROTTE I RIFIUTI SONO UNA RISORSA PER IL FUTURO, DA

Dettagli

L'uso dell'anidride carbonica nella pulizia, nello sgrassaggio e nella preparazione delle superfici e dei manufatti industriali

L'uso dell'anidride carbonica nella pulizia, nello sgrassaggio e nella preparazione delle superfici e dei manufatti industriali Sabino Di Pierro Fismet Industriale S.r.l. L'uso dell'anidride carbonica nella pulizia, nello sgrassaggio e nella preparazione delle superfici e dei manufatti industriali FISMET INDUSTRIALE S.r.l. VIA

Dettagli

SITO DI PASTORANO 1. Consumi energetici Energia elettrica

SITO DI PASTORANO 1. Consumi energetici Energia elettrica La Geos Environment, nell ambito del proprio Sistema di Gestione Ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001/2004, ha valutato la significatività dei propri aspetti ambientali e tiene sotto controllo

Dettagli

Indicazioni per la manipolazione e lo stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze

Indicazioni per la manipolazione e lo stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze ALLEGATO VI Indicazioni per la manipolazione e lo stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze VI.1 - Stoccaggio dei prodotti fitosanitari Fatte salve le

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA DEI GRANULI DI GUSCI DI NOCE

SCHEDA DI SICUREZZA DEI GRANULI DI GUSCI DI NOCE 8 revisione del 20/10/2014 SCHEDA DI SICUREZZA DEI GRANULI DI GUSCI DI NOCE 1. IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO 1.1. Nome commerciale: Granuli di noce. 1.2. Nome del prodotto: Granuli di gusci di noce. 1.3.

Dettagli

Scheda di sicurezza ANTISTATICO DATT SCHEDA DI SICUREZZA

Scheda di sicurezza ANTISTATICO DATT SCHEDA DI SICUREZZA SCHEDA DI SICUREZZA 1.0 IDENTIFICAZIONE PRODOTTO E SOCIETA' 1.1 Nome commerciale 1.2 Impieghi Ausiliario per l'industria tessile. 1.3 Produttore ed assistenza DATT CHIMICA SRL Via Clerici, 16 22070 Bulgarograsso

Dettagli

SCHEDA DIDATTICA. Sulla base di ciò che hai osservato poco fa, rispondi a queste facili domande facendo una crocetta sulla risposta corretta:

SCHEDA DIDATTICA. Sulla base di ciò che hai osservato poco fa, rispondi a queste facili domande facendo una crocetta sulla risposta corretta: SCHEDA DIDATTICA NOME: COGNOME: CLASSE: Sulla base di ciò che hai osservato poco fa, rispondi a queste facili domande facendo una crocetta sulla risposta corretta: 1) Secondo te è più pesante una bottiglia

Dettagli

PER UN MONDO PIU PULITO

PER UN MONDO PIU PULITO PER UN MONDO PIU PULITO RICICLAGGIO Per riciclaggio dei rifiuti, nell'ambito della gestione dei rifiuti, si intende l'insieme di strategie e metodologie volte a recuperare materiali utili dai rifiuti al

Dettagli

LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI

LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI L applicazione della Decisione 16 gennaio 2001(2001/118/CE) modificata ed integrata dalle Decisioni 2001/119/CE e 2001/573/CE e dalla Legge 21 dicembre 2001 n. 443 (art.

Dettagli

Classificazione dei rifiuti solidi

Classificazione dei rifiuti solidi I RIFIUTI Rifiuto solido Qualsiasi sostanza od oggetto, allo stato solido, derivante dall attività umana o dai cicli naturali Potenziale rischio di malattia e/o danno alla salute umana, che può essere

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 1 ( 91 / 155 / CEE )

SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 1 ( 91 / 155 / CEE ) 1. ELEMENTI IDENTIFICATORI DELLA SOSTANZA O DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA / IMPRESA 1.1. Denominazione commerciale: Filtro in Fibra di Vetro (Tipo VBB) 1 (180g/m 2 ) 1.2. Società distributrice: D.L.G.

Dettagli

PERSPEX FOGLIO ACRILICO FUSO: CHIARA E TRASPARENTE

PERSPEX FOGLIO ACRILICO FUSO: CHIARA E TRASPARENTE 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E SOCIETA'/IMPRESA NOME DEL PRODOTTO: Indirizzo/No. Telefono: Adreani, Via Zuretti 37, MILANO ITALIA Indirizzo/No. Telefono : 02/6697941 No. Telefono per le

Dettagli

Città di Benevento. Ordinanza Sindacale n 86 del 19 Luglio 2011 IL SINDACO PREMESSO:

Città di Benevento. Ordinanza Sindacale n 86 del 19 Luglio 2011 IL SINDACO PREMESSO: Ordinanza Sindacale n 86 del 19 Luglio 2011 PREMESSO: IL SINDACO CHE con Ordinanza del Commissario Delegato per l Emergenza Rifiuti nella Regione Campania ex O.P.C.M. 3653 del 30.01.2008 n 122 del 07.05.2008

Dettagli

Il destino dei RIFIUTI

Il destino dei RIFIUTI Comune di Padova Settore Ambiente Il destino dei RIFIUTI Osservatorio Ambientale sull inceneritore DEFINIZIONI RIFIUTO: Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia

Dettagli

Sede Legale e Operativa: Via Umbria, 1 35043 Monselice (PD)

Sede Legale e Operativa: Via Umbria, 1 35043 Monselice (PD) Sede Legale e Operativa: Via Umbria, 1 35043 Monselice (PD) Tel. +39 049 0990055 - Fax +39 049 0993680 www.ecorex.it - info@ecorex.it INDICE I RIFIUTI DELL AUTOMOTIVE Istruzioni per una gestione corretta

Dettagli

PROCEDURE PER GLI ADDETTI INTERNI ALLE PULIZIE PARTE PRIMA ELENCO DELLE SOSTANZE

PROCEDURE PER GLI ADDETTI INTERNI ALLE PULIZIE PARTE PRIMA ELENCO DELLE SOSTANZE PROCEDURE PER GLI ADDETTI INTERNI ALLE PULIZIE PARTE PRIMA ELENCO DELLE SOSTANZE Il D.S.G.A. dovrà produrre l Elenco delle Sostanze Utilizzate (prodotti per la pulizia, l igiene, ecc.). L originale del

Dettagli

a) si ottiene dalla decomposizione di materiali organici b) sono smaltite dalle officine o nelle Isole Ecologica e Centri di Raccolta AMA

a) si ottiene dalla decomposizione di materiali organici b) sono smaltite dalle officine o nelle Isole Ecologica e Centri di Raccolta AMA DOMANDA Il COMPOST Le batterie auto al piombo Dividere correttamente i rifiuti è importante Lo smaltimento ideale degli olii vegetali per cottura di alimenti avviene tramite Indumenti usati e accessori

Dettagli

RACCOLTE DIFFERENZIATE ED ANALISI MERCEOLOGICHE PER LA CARATTERIZZAZIONE DEI RSU

RACCOLTE DIFFERENZIATE ED ANALISI MERCEOLOGICHE PER LA CARATTERIZZAZIONE DEI RSU RACCOLTE DIFFERENZIATE ED ANALISI MERCEOLOGICHE PER LA CARATTERIZZAZIONE DEI RSU DEFINIZIONE DI RIFIUTO D.Lgs.. 152/2006 (Testo Unico) Parte quarta, Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica

Dettagli

SEZIONE AMIANTO - METODI DI GESTIONE CAMPIONAMENTO

SEZIONE AMIANTO - METODI DI GESTIONE CAMPIONAMENTO CAMPIONAMENTO Per valutare la quantità di fibre aerodisperse nell ambiente circostante i materiali MCA si deve fare ricorso a: Preliminare valutazione visiva delle condizioni generali di friabilità dei

Dettagli

LAMITAN. Detergente per la pulizia di manutenzione e di impregnatura dei rivestimenti in legno, laminato e sughero. Composizione:

LAMITAN. Detergente per la pulizia di manutenzione e di impregnatura dei rivestimenti in legno, laminato e sughero. Composizione: LAMITAN Detergente per la pulizia di manutenzione e di impregnatura dei rivestimenti in legno, laminato e sughero Composizione: Contiene: inf 5% tensioattivi non ionici Altri componenti: impregnante, coloranti,

Dettagli

Scheda di Sicurezza REPLENISHER PER BAGNO PLACCATURA ACIDA A SPESSORE 24KT

Scheda di Sicurezza REPLENISHER PER BAGNO PLACCATURA ACIDA A SPESSORE 24KT Scheda di Sicurezza REPLENISHER PER BAGNO PLACCATURA ACIDA A SPESSORE 24KT 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA Nome commerciale: REPLENISHER BAGNO PLACCATURA ACIDA A SPESSORE

Dettagli

MARCHIO WASTE LESS Allegato tecnico per le modalità di esecuzione della raccolta differenziata

MARCHIO WASTE LESS Allegato tecnico per le modalità di esecuzione della raccolta differenziata MARCHIO WASTE LESS Allegato tecnico per le modalità di esecuzione della raccolta differenziata LIFE09 ENV/IT/000068 WASTELESS in CHIANTI Prevenzione e riduzione dei rifiuti nel territorio del Chianti INDICE

Dettagli

INTERPRETARE IN MODO CORRETTO I SIMBOLI SULLE CONFEZIONI

INTERPRETARE IN MODO CORRETTO I SIMBOLI SULLE CONFEZIONI ORDINE DEI TECNOLOGI ALIMENTARI EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, MARCHE ED UMBRIA INTERPRETARE IN MODO CORRETTO I SIMBOLI SULLE CONFEZIONI 12 Settembre 2015 dott.ssa Rosanna Corò (tecnologo alimentare) Consigliere

Dettagli

ALLEGATO D: ELENCO DELLE POSSIBILI TIPOLOGIE DI ESSERE TRATTATI IN SEGUITO ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE PRODUTTIVA ED

ALLEGATO D: ELENCO DELLE POSSIBILI TIPOLOGIE DI ESSERE TRATTATI IN SEGUITO ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE PRODUTTIVA ED ALLEGATO D: ELENCO DELLE POSSIBILI TIPOLOGIE DI RIFIUTI CON IL RELATIVO CODICE CER CHE POTREBBERO ESSERE TRATTATI IN SEGUITO ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE PRODUTTIVA ED ENERGETICA

Dettagli

MODULO. Richiesta di ammissibilità rifiuti presso la discarica di Bellolampo. Il legale rappresentante della ditta P. IVA C.F.

MODULO. Richiesta di ammissibilità rifiuti presso la discarica di Bellolampo. Il legale rappresentante della ditta P. IVA C.F. MODULO 1/11 Richiesta di ammissibilità rifiuti presso la discarica di Bellolampo Spett.le RAP S.p.A. Piazzetta Cairoli 90123 Palermo OGGETTO: RICHIESTA DI AMMISSIBILITÀ RIFIUTI PRESSO LA DISCARICA DI BELLOLAMPO.

Dettagli

Eco-Recuperi srl. Gennaio 2015 rev01

Eco-Recuperi srl. Gennaio 2015 rev01 LINEE GUIDA GESTIONE DELLE CARTUCCE ESAUSTE Le linee guida di seguito proposte rappresentano una breve analisi dell attuale normativa vigente nel campo della gestione dei rifiuti applicata alle cartucce

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SETTORE AMBIENTE TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI

Dettagli

Carta dei servizi. Raccolta e smaltimento dei rifiuti e igiene urbana. Comune di Pradalunga. Comune di Ranica. Comune di Nembro

Carta dei servizi. Raccolta e smaltimento dei rifiuti e igiene urbana. Comune di Pradalunga. Comune di Ranica. Comune di Nembro Carta dei servizi Raccolta e smaltimento dei rifiuti e igiene urbana Comune di Nembro Comune di Ranica Comune di Pradalunga Comune di Alzano Lombardo che cos è la carta dei servizi La Carta dei Servizi

Dettagli

COMUNE DI GUIGLIA Provincia di Modena Piazza A. Gramsci n.1-41052 Guiglia (MO) Tel. 059/70.99.11 - Fax. 059/70.99.10 e-mail:

COMUNE DI GUIGLIA Provincia di Modena Piazza A. Gramsci n.1-41052 Guiglia (MO) Tel. 059/70.99.11 - Fax. 059/70.99.10 e-mail: COMUNE DI GUIGLIA Provincia di Modena Piazza A. Gramsci n.1-41052 Guiglia (MO) Tel. 059/70.99.11 - Fax. 059/70.99.10 e-mail: guiglia@comune.guiglia.mo.it REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEI CONFERIMENTI

Dettagli

Ordinanza municipale Concernente la raccolta dei rifiuti e la gestione dell Ecocentro Stabio

Ordinanza municipale Concernente la raccolta dei rifiuti e la gestione dell Ecocentro Stabio 6855 Stabio, 6 novembre 04 Ordinanza municipale Concernente la raccolta dei rifiuti e la gestione dell Ecocentro Stabio Risoluzione no. 888 del 5 novembre 04 Il Municipio di Stabio richiamati: - l articolo

Dettagli

Gestione dei rifiuti radioattivi

Gestione dei rifiuti radioattivi Gestione dei rifiuti radioattivi Università degli Studi di Cagliari Servizio di Fisica Sanitaria e Radioprotezione Come smaltire rifiuti contaminati da sostanze radioattive? Per la legge i rifiuti si distinguono

Dettagli

Un cordiale benvenuto

Un cordiale benvenuto Trasporto di merci pericolose ADR/SDR 29 marzo 2011 SSIC - Gordola Un cordiale benvenuto 11 MMV SA, 6925 Gentilino - 6370 Stans Markus Maria Vonlaufen Merci pericolose & Sostanze pericolose Le merci percolose

Dettagli

C.E.R. DESCRIZIONE NOTE

C.E.R. DESCRIZIONE NOTE Bollettino Ufficiale n. 3/I-II del 15/01/2013 / Amtsblatt Nr. 3/I-II vom 15/01/2013 133 Allegato parte integrante ELENCO DEI RIFIUTI NON PERICOLOSI ELENCO DEI RIFIUTI NON PERICOLOSI PROVENIENTI DA LOCALI

Dettagli

IL FUTURO DEI RIFIUTI NELLE NOSTRE MANI. Corso di formazione sulla raccolta differenziata

IL FUTURO DEI RIFIUTI NELLE NOSTRE MANI. Corso di formazione sulla raccolta differenziata IL FUTURO DEI RIFIUTI NELLE NOSTRE MANI Corso di formazione sulla raccolta differenziata I rifiuti: un problema? Sono tanti Ogni italiano (neonati compresi) produce in media 532 Kg di rifiuti all anno

Dettagli

La gestione sostenibile dei rifiuti. Stefano Ciafani Vice Presidente nazionale di Legambiente

La gestione sostenibile dei rifiuti. Stefano Ciafani Vice Presidente nazionale di Legambiente La gestione sostenibile dei rifiuti Stefano Ciafani Vice Presidente nazionale di Legambiente Cenni sulla normativa Le prime direttive europee sui rifiuti risalgono alla seconda metà degli anni 70 1975:

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA -Area della Prevenzione e della Sicurezza- ELENCO PREZZI/COMPUTO METRICO

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA -Area della Prevenzione e della Sicurezza- ELENCO PREZZI/COMPUTO METRICO + UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA -Area della Prevenzione e della Sicurezza- SERVIZIO DI RITIRO, TRASPORTO E SMALTIMENTO RIFIUTI SPECIALI, PERICOLOSI E NON PERICOLOSI, E DEI RIFIUTI SANITARI PRODOTTI

Dettagli

SCIVOLANTE per LEGNO

SCIVOLANTE per LEGNO Scheda tecnica Distributore Esclusivo per l Italia : Scivolante per legno Collmon srl. Via F. lli. Cervi,95/P 50010 Campi Bisenzio ( Fi ) Tel. 055/8969733 / E-Mail: info@collmon.it SCIVOLANTE per LEGNO

Dettagli

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA NELLE ATTIVITA COMMERCIALI, PRODUTTIVE E NEGLI UFFICI

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA NELLE ATTIVITA COMMERCIALI, PRODUTTIVE E NEGLI UFFICI LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA NELLE ATTIVITA COMMERCIALI, PRODUTTIVE E NEGLI UFFICI Comune di Lesignano de Bagni Aggiornato al 28 febbraio 2009 CO Per informazioni sui servizi ambientali, vi

Dettagli

Laboratorio di Raccolta Differenziata

Laboratorio di Raccolta Differenziata Laboratorio di Raccolta Differenziata 1 Che cosa è un RIFIUTO? I RIFIUTI SONO COSE SPORCHE E PUZZOLENTI I RIFIUTI SONO COSE INUTILIZZABILI, SCARTI O COSE ROTTE I RIFIUTI SONO UNA RISORSA PER IL FUTURO,

Dettagli

Scheda dei dati di sicurezza

Scheda dei dati di sicurezza Scheda dei dati di sicurezza Edizione 1.0 Revisione 04.10.2015 Data di emissione 08.10.2015 Seite 1 von 5 1. Classificazione della sostanza Identificazione della sostanza Identificazione della Triptorelin

Dettagli

COMUNE DI SERMONETA. Provincia di Latina. Regolamento sulla gestione del Centro Comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani

COMUNE DI SERMONETA. Provincia di Latina. Regolamento sulla gestione del Centro Comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani COMUNE DI SERMONETA Provincia di Latina Regolamento sulla gestione del Centro Comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani Approvato con deliberazione CC. n. 33 del 16/12/2013 Regolamento

Dettagli

COMUNE DI MERLINO Provincia di Lodi

COMUNE DI MERLINO Provincia di Lodi REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI PRESSO LA PIAZZOLA ECOLOGICA COMUNALE Il presente regolamento determina i criteri per un ordinato e corretto utilizzo della piazzola ecologica

Dettagli

Agruzzo. Zuegg. Keplero. www.lamafer.com. Tre impianti per un servizio completo. I grandi interventi Lamafer. Nuovi prodotti.

Agruzzo. Zuegg. Keplero. www.lamafer.com. Tre impianti per un servizio completo. I grandi interventi Lamafer. Nuovi prodotti. Dicembre 2014 - edizione straordinaria - Tre impianti per un servizio completo Agruzzo Zuegg pag.2-3-4 Keplero I grandi interventi Lamafer pag.5 Nuovi prodotti pag.6 Squadra vincente pag.7 www.lamafer.com

Dettagli

RACCOLTE DOMICILIARI. Comune di Cicognolo

RACCOLTE DOMICILIARI. Comune di Cicognolo RACCOLTE DIFFERENZIATE DOMICILIARI Comune di Cicognolo Situazione attuale Nel Comune di Cicognolo è attiva la raccolta porta a porta monosettimanale del rifiuto indifferenziato. Sistema secco-umido Appare

Dettagli

LA GESTIONE DEI RIFUTI NELLE COSTRUZIONI EDILI

LA GESTIONE DEI RIFUTI NELLE COSTRUZIONI EDILI LA GESTIONE DEI RIFUTI NELLE COSTRUZIONI EDILI INDICAZIONI PER I COORDINATORI DELLA SICUREZZA SULLA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE ALCUNE DEFINIZIONI TRATTE DAL D. LGS. 152/06

Dettagli

SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI (S.G.R) del POLITECNICO. Foglio informativo per tutto il personale del DCMIC sede MANCINELLI

SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI (S.G.R) del POLITECNICO. Foglio informativo per tutto il personale del DCMIC sede MANCINELLI SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI (S.G.R) del POLITECNICO Foglio informativo per tutto il personale del DCMIC sede MANCINELLI Sommario PREMESSA... 2 RESPONSABILITÀ... 3 MODALITÀ OPERATIVE... 4 Il Piano di

Dettagli

CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA DI OMEGNA

CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA DI OMEGNA Pagina 1 di 7 CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA DI OMEGNA impianto di stoccaggio provvisorio e messa in riserva di rifiuti urbani e assimilati operante ai sensi del D.M. 08/04/2008, D.M. 13/05/2009, DL 205/2010

Dettagli

SICUREZZA SUL LAVORO SCHEDE DI SICUREZZA DEI PRODOTTI DETERGENTI

SICUREZZA SUL LAVORO SCHEDE DI SICUREZZA DEI PRODOTTI DETERGENTI SICUREZZA SUL LAVORO SCHEDE DI SICUREZZA DEI PRODOTTI DETERGENTI Ai sensi del Reg. (CE) 1907/2006 e Reg. (CE) 453/2010 SCHEDA SICUREZZA DENOMINAZIONE PRODOTTO: VIAKAL WC GEL CODICE IDENTIFICATIVO: 420-10-C

Dettagli

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 8. Angelo Bonomi

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 8. Angelo Bonomi GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 8 Angelo Bonomi LE TECNOLOGIE DI TRATTAMENTO Sono classificate secondo il tipo di flusso e precisamente: ACQUE

Dettagli

VALORI ANALITICI RICHIESTI E DA RISPETTARE PER L'OMOLOGA AL CONFERIMENTO

VALORI ANALITICI RICHIESTI E DA RISPETTARE PER L'OMOLOGA AL CONFERIMENTO VALORI ANALITICI RICHIESTI E DA RISPETTARE PER L'OMOLOGA AL CONFERIMENTO Parametro Concentrazione Unità ammissibile ph 3 9,5 Solidi sospesi 50000 mg/l COD 60000 mg/l BOD5 50000 mg/l Azoto ammoniacale 800

Dettagli

Scheda dati di sicurezza secondo regolamento (CE) n 1907/2006 e 1272/2008

Scheda dati di sicurezza secondo regolamento (CE) n 1907/2006 e 1272/2008 Scheda dati di sicurezza secondo regolamento (CE) n 1907/2006 e 1272/2008 SACHTLEBEN SR 3 Slurry Data di stampa: 06.03.2015 rielaborata il: 06.03.2015 Revisione: 0 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA O DELLA

Dettagli

IL FUTURO DEI RIFIUTI NELLE NOSTRE MANI. Corso di formazione sulla raccolta differenziata

IL FUTURO DEI RIFIUTI NELLE NOSTRE MANI. Corso di formazione sulla raccolta differenziata IL FUTURO DEI RIFIUTI NELLE NOSTRE MANI Corso di formazione sulla raccolta differenziata I rifiuti: un problema? Sono tanti Ogni italiano (neonati compresi) produce in media 532 Kg di rifiuti all anno

Dettagli