GEOMETRA. dimensione. Organo ufficiale del. Comitato Regionale. dei collegi. dei Geometri e. Geometri laureati del. Friuli Venezia Giulia

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1 dimensione GEOMETRA Organo ufficiale del Comitato Regionale dei collegi dei Geometri e Geometri laureati del Friuli Venezia Giulia Mensile - Sped. in a.p. 70% - D.C.B. - UD - Direttore responsabile BRUNO RAZZA

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3 Indice 4 EDITORIALE Puntiamo tutto il nostro futuro sulla formazione di Bruno Razza 8 ATTUALITÀ La riforma della Scuola Superiore e dell Università per le Professioni Tecniche di Nicla Manetti 19 FISCO Studi di settore che fare? di Tiziano Fior 20 Posta Elettronica Certificata di Elio Miani 24 AMBIENTE La nostra aria é troppo inquinata da PM10 di Livio Lacosegliaz 30 FORMAZIONE Public Speaking (parlare in pubblico) di Pier Giuseppe Sera 32 PREVIDENZA Insediata la nuova commissione legislativa di Tiziano Fior 34 CATASTO Finalmente si attiva il Pregeo 10 di Bruno Razza

4 Editoriale Puntiamo tutto il nostro futuro sulla formazione Si è tenuto a Mestre, organizzato dai Geometri, Periti Industriali e Periti Agrari del Triveneto, un interessantissimo convegno nazionale sulla formazione della nostra figura tecnica di Bruno Razza I Collegi dei Geometri, dei Periti Industriali e dei Periti Agrari, hanno organizzato a Mestre il 18 settembre scorso, una giornata di studio ed approfondimento, dal titolo La riforma della Scuola Superiore e dell Università: prospettive per le Professioni Tecniche, alla quale no han- parte- cipato molti consiglieri dei Collegi delle tre professioni, i vertici nazionali delle categorie, moltissimi Presidi e rappresentanti del mondo scolastico ed universitario, oltre ad illustri relatori, amministratori, Il direttore di DG Bruno Razza 4

5 politici e studiosi ed esperti culturali. L argomento è così grande ed importante, che abbisognerà di ulteriori approfondimenti che ci riserviamo di produrre in seguito. Il Convegno è sorto sulla scia della proposta inoltrata dalle tre categorie tecniche (Geometri, Periti Industriali, Periti Agrari) al Ministro della Giustizia per l unificazione delle stesse in un unico albo professionale per ora cosiddetto del Tecnico per l Ingegneria, argomento questo, del quale abbiamo già avuto modo di scrivere su questa rivista. Ora, dopo la presentazione di apposito e condiviso disegno delega al Governo da parte dei vertici delle tre categorie, il tema dell unificazione delle stesse, diventa di attualità, anche perché si inserisce significativamente nell ambito della riforma scolastica in atto. Tant è che il giorno precedente il Convegno, sempre a Mestre, si è tenuto il primo Consiglio plenario dei tre Consigli Nazionali dei Geometri e Geometri Laureati, dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati e dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati. In questa sede, si è dibattuto l argomento dell unificazione delle tre categorie, incentrando l analisi sugli effetti positivi e negativi di questa ipotesi. Va detto che è stato possibile riscontrare un grande coinvolgimento di tutti nel riconoscere che dalla ipotizzata fusione, si potranno raccogliere molti più benefici piuttosto che danni, specialmente se questa sarà sorretta da una adeguata riforma del percorso scolastico necessario al conseguimento dell abilitazione all esercizio della professione e dalle modifiche normative, che portino inequivocabilmente alla creazione di due livelli di tecnici professionali (quelli della laurea quinquennale e quelli della laurea triennale o titolo equipollente). Il tutto, dovrebbe sfociare nell eliminazione degli Albi B dei laureati magistrali, dove oggi possono iscriversi coloro che avrebbero i requisiti (laureati triennale) per iscriversi anche nei nostri Albi, eliminando così una concorrenza irragionevole ed incomprensibile tra Ordini e Collegi Professionali, i quali per logica e ragionevolezza, debbono essere profondamente diversi tra di loro, per attività, competenze ed interessi. Al momento, la strada per arrivare ad un nuovo Albo dei tecnici laureati triennali, nel quale potranno e dovranno confluire gli attuali Albi dei diplomati in una sorta di unificazione, sembra ancora lunga ed accidentata, anche perché la proposta dovrebbe ottenere il consenso delle altre categorie professionali (Ingegneri, Architetti, Geologi, Dottori Agronomi, ecc.), che a tutt oggi appare tutt altro che scontato. In proposito è emblematico il recentissimo cambio avvenuto al vertice nazionale degli Ingegneri, che pare motivato in grande parte sui dissensi e contrasti interni, intervenuti in seguito alla nostra proposta (per il nome: tecnico per l ingegneria, per le competenze, per la possibilità di iscrizione, per l eliminazione od il mantenimento dell Albo B, ecc.). Mario Giacomo Dutto, direttore generale per gli ordinamenti scolastici, Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca 5

6 Bruno Bordignon docente dell Università Salesiana In ogni caso, l aspetto più interessante che possiamo rilevare oggi dal Convegno di Mestre, è quello che ha visto per la prima volta, tre categorie professionali (per molti versi affini) ritrovarsi assieme in una vasta area geografica, per condividere un aspirazione, una necessità, un bisogno, attraverso un lavoro di gruppo svolto e da svolgere in comune, assieme, mettendo ognuno a disposizione di un disegno più ampio e generale del solito interesse particolare, le proprie risorse e disponibilità. Il Presidente del Collegio di Udine Renzo Fioritti e la Consigliera Nicla Manetti hanno partecipato all organizzazione dell evento, entrando a far parte del Comitato di Coordinamento appositamente istituito tra gli organismi delle tre professioni del Triveneto, comitato che ha predisposto anche un apposito documento di presentazione dei temi e degli argomenti del convegno. Per conto di detto Coordinamento, il Presidente dei Periti Industriali di Belluno, Menegon Alberto, ha portato il saluto iniziale al Convegno. Il Presidente del Collegio dei Geometri di Venezia Massimiliano DeMartin ha tratto le conclusioni alla fine. La Consigliera del Collegio di Udine Nicla Manetti, che ha partecipato fattivamente alla stesura del documento, lo ha letto in apertura degli interventi. Il documento di cui sopra, viene qui di seguito pubblicato integralmente. Interessanti sono stati tutti gli interventi, a cominciare da quelli degli assessori Regionali (per noi era presente Roberto Molinaro) all Istruzione, Formazione e Cultura) fino a quelli dei Docenti Universitari, Presidi e dirigenti delle scuole Medie superiori. Tutti però hanno svolto relazioni di plauso e condivisione di principio delle nostre aspettative, ma hanno lamentato la presenza di diverse difficoltà organizzative, economiche e legislative, che ostacolano la concreta definizione del progetto di formazione delle Professioni Tecniche cosiddette intermedie. Il Direttore generale per gli ordinamenti scolastici del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Mario Giacomo Dutto, ha anche ventilato l ipotesi che la riforma, ormai definita nei principi generali, potrebbe ancora essere oggetto di qualche rinvio nei tempi di attivazione ed applicazione, per permettere di affinare i dettagli operativi ancora non chiari. Utili per la conoscenza delle strade e delle opportunità parlamentari del percorso scolastico che ci interessa, è stato l aperto confronto, spesso anche spiccatamente polemico, tra la Senatrice MariaPia Garavaglia (membro di minoranza della Commissione Istruzione Pubblica, Beni Culturali del Senato) e l onorevole Fabio Garagnani (componente di maggioranza della Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera dei Deputati). Ma fra i tanti, di sicuro gli interventi più utili e significativi sono stati quelli del Professor Bruno Bordignon, docente dell università Salesiana e del Monsignor Fabiano Longoni, delegato all azione sociale 6

7 del Patriarca di Venezia. I due oratori hanno letteralmente illuminato la platea, dimostrato una grande conoscenza e competenza, evidenziando che per ottenere le riforme di cui abbiamo bisogno, non si deve partire da un modello di scuola, ma da un modello di tecnico e più precisamente di quel tecnico che è necessario alla società moderna ed al quotidiano sistema produttivo, altrimenti si rischia di fare una riforma che produrrà tecnici competenti del nulla e disadattati nel sistema paese. La riforma della scuola deve toccare gli studenti, le famiglie, i docenti, l università, gli Ordini professionali, il sistema nel suo assieme e soprattutto deve essere voluta, partecipata e condivisa da noi, che fra i tanti, siamo coloro che ne hanno più bisogno. Dobbiamo capire che il mondo è cambiato ed i suoi cambiamenti vanno affrontati con una cultura adeguata alla realtà, nell approfondimento di una formazione nuova e moderna, che sia realmente in grado di preparare le generazioni a qualcosa di concreto, senza lasciarle nel generico o nel sofisticato apprendimento attuale, più volte risultato assolutamente privo di concretezza. Quindi ci è stato detto a chiare lettere, che prima del sapere e del saper fare, termini a noi tanto cari quando intendiamo difendere la nostra competenza e preparazione, è necessario prima di tutto essere. Per cui dobbiamo cercare di identificare cosa e chi vogliamo essere, quale sia la figura tecnica che dobbiamo creare. La risposta è: il tecnico di cui la società ha bisogno e non il tecnico che ci piacerebbe, magari soltanto erede delle reminiscenze di un passato, che sappiamo ormai antico ed irripetibile. Pertanto la lezione più pregnante che ci è arrivata da questo interessante convegno, è quella di comprendere appieno quali siano le reali necessità della società e del territorio che noi conosciamo così bene e di lavorare quindi ad ogni livello, scolastico, universitario, professionale e politico, per la creazione della figura (diplomata/laureata e comunque brava) di un tecnico nuovo. Un tecnico che potrà essere chiamato anche diversamente da tecnico per l ingegneria, ma un tecnico che in continuità con ciò che siamo stati noi, sappia conoscere e risolvere i problemi della committenza di oggi e di domani, con assoluta competenza e capacità. 7 Fabiano Longoni, Monsignore delegato all Azione Sociale del Patriarca di Venezia

8 Attualità La riforma della Scuola Superiore e dell Università: prospettive per le Professioni Tecniche La relazione del Coordinamento Collegi dei Geometri, Periti Agrari e Periti Industriali del Triveneto, al convegno di Mestre di Nicla Manetti Nicla Manetti È la prima volta che geometri, periti agrari e periti industriali, tre categorie professionali di rilevante importanza nel panorama del settore tecnico e fortemente radicate nel tessuto sociale dell intero Paese, si ritrovano insieme, qui oggi, con il comune obiettivo di dare vita a un laboratorio per promuovere idee, elaborare progetti, costruire programmi, nell ottica, condivisa di una convergenza armonica e razionale verso la piena unificazione in un Albo dei tecnici per l ingegneria di primo livello, che dovrà essere anche la futura casa dei laureati triennali. Obbiettivo nobile ma certamente impegnativo, per la cui realizzazione, anche in questa sede, ribadiamo il nostro impegno, nella piena consapevolezza che una tale aggregazione produrrà sinergie positive e nuove risorse per una valorizzazione del patrimonio intellettuale e professionale, a beneficio dello sviluppo economico del Paese e dell intera società. Sono rappresentati in questa sala tutti i trentasei Collegi provinciali di un area geografica, meglio nota come Triveneto, da sempre fucina di idee e di proposte e luogo di straordinarie e innovative sperimentazioni. Oggi, nel laborioso e vivace territorio del nordest (che raggruppa le regioni del Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige), sono oltre gli iscritti alle nostre tre categorie impegnati nella filiera delle costruzioni, nel cui ambito si occupano in prevalenza come liberi professionisti in base alle rispettive competenze - nei settori dell edilizia, dell impiantistica, della sicurezza, della prevenzione incendi, della gestione del territorio e della salvaguardia dell am- 8

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10 dando al futuro e battendoci per il rinnovamento e l innovazione possiamo realmente contribuire al progresso e al benessere della nostra società. All interesse per il buon esito del processo di unificazione, avviato dalle tre categorie e finalizzato alla costituzione di un Albo dei tecnici laureati per l ingegneria, costituito, in partenza, da circa iscritti che potranno essere affiancati da oltre tecnici diplomati pubblici, in coerenza con un doveroso processo di semplificazione del quadro professionale, si affianca una particolare attenzione alla tematica fino ad oggi troppo trascurata del modello di istruzione e formazione occorrente affinché il sistema Paese sia in grado di fornire risposte soddisfacenti alle esigenze di rinnovamento cultura- Alberto Menegon Presidente del Collegio dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati della Provincia di Belluno biente; anche in ragione della forza correlata alla cospicua rappresentanza ed alla variegata multidisciplinarietà di profili e competenze professionali disponibili, gli iscritti ai Collegi provinciali del Triveneto costituiscono da sempre una risorsa vitale per l economia locale oltre che un prezioso riferimento per le politiche di categoria. Va sottolineato il fatto che, a conferma delle specifiche professionalità, il reddito dei nostri iscritti, si attesta ben al di sopra dei redditi medi di categoria a livello nazionale. In questo senso, ci proponiamo come la prima aggregazione sovraregionale coordinata di tre categorie assai composite e complesse, nonché in continua evoluzione come solo pochi altri settori possono vantare. Se siamo ben consapevoli delle nostre comuni radici (lo scorso 2 luglio a Roma, abbiamo festeggiato unitariamente la ricorrenza comune dell 80 dalla costituzione dei tre ordinamenti), siamo altrettanto convinti che solo guar- le, intellettuale e professionale in ambito tecnico-scientifico, richieste dai settori dei servizi e della produzione. Questa sensibilità è il presupposto che ci ha motivati a promuovere il nostro convegno, dedicato a ISTRUZIONE E PRO- FESSIONE. Le riforme della scuola superiore e dell università; prospettive per le professioni tecniche, mediante il quale intendiamo sottolineare la necessità di un analisi e di un confronto aperto con le istituzioni, la scuola, le forze politiche e le parti sociali, sulle molteplici opportunità offerte dalla riforma dei piani di studio per l istruzione tecnica secondaria, attuata di recente dal ministro Gelmini. Opportunità che, peraltro, possono e devono essere colte in sincronia e collegamento con la preannunciata riforma dell Università. Il convegno, che vede invitati il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca, esponenti nazionali delle forze politiche di maggioranza e opposizione competenti in materia, assessori delegati 10

11 all istruzione regionali e provinciali, esponenti dell università e della cultura, nonché tutti i 107 dirigenti degli Istituti Tecnici per geometri, periti agrari e periti industriali del Triveneto, va dunque interpretato come un momento di coinvolgimento dei soggetti chiamati, a vario titolo, al coordinamento e alla gestione compiuta delle norme concernenti il riordino delle nuove scuole secondarie. Per affrontare l emergenza Scuola - la vera emergenza nazionale così come l ha definita Galli Della Loggia nel suo editoriale di domenica scorsa sul Corriere della Sera - c è realmente bisogno dell aiuto e del contributo di tutti. Non può più essere il campo per un inutile e deleteria guerra per bande, ma deve diventare il territorio più fertile dell intero paese, dove far crescere attraverso uno sforzo comune e condiviso le nuove generazioni. e vuole proprio corrispondere a questo auspicio, richiamato nelle conclusioni anche dall editorialista del giornale di Milano, il nostro convegno, consapevoli che la posta in gioco non è la vittoria di questo o quello schieramento, ma il futuro dell Italia tutta. Prima di entrare nelle questioni di merito, va sgomberato il campo da alcuni pregiudizi e resistenze culturali che non hanno fin qui particolarmente coinvolto le libere professioni, nel pur acceso dibattito avviatosi all atto della riforma dell istruzione secondaria. Ciò ha determinato una scarsa divulgazione e un ancora più ridotta conoscenza nell opinione pubblica delle tesi e delle posizioni, avanzate dai nostri rappresentanti. È dunque necessario spiegare prima di tutto chi siamo e cosa vogliamo: da tempo attaccati perché ritenuti, in una certa visione politica ed economica, elementi di freno alla competitività del sistema Italia, gli ordini e collegi professionali raggruppano e rappresentano, per categorie diverse, quei soggetti che esercitano, in forma individuale o associata, un attività intellettuale mediante l esercizio della professione. In particolare i professionisti tecnici svolgono servizi di notevole importanza ed interesse per la collettività: dal settore ingegneristico, nel quale operano come esperti qualificati, nella progettazione e direzione di opere edili, impiantistiche e tecnologiche di natura civile o industriale, pubblica e privata nel settore della sicurezza, della protezione, della tutela ambientale e della gestione del territorio, nonché del risparmio energetico, solo per citare alcuni ambiti di attività. Essi sono consulenti, quotati e ricercati, a servizio del cittadino utente, della pubblica amministrazione, del mondo produttivo e dell autorità giudiziaria; vettori tramite i quali il potenziale di sensibilità e competenza, intrinseco alle varie categorie, non può che crescere, in forza della formazione teorica e della confidenza nell applicazione di tecnologie innovative. Il contributo intellettuale ed econo- 11 Massimiliano De Martin Presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Venezia

12 Nicla Manetti Consigliere del Collegio dei Geometri di Udine Roberto Molinaro, Assessore Regionale del Friuli Venezia Giulia all Istruzione, Formazione e Cultura mico dei professionisti costituisce dunque una risorsa preziosa per lo sviluppo ed il progresso del Paese; in tal senso si profila evidente ed assolutamente legittimo un loro diritto/dovere di esprimersi su questioni, come quella oggetto dell odierno convegno, di indubbia valenza strategica nazionale. Nell interesse della collettività si chiede di investire, nella formazione ed educazione scolastica, per fare emergere dagli studenti le loro abilità, attraverso un elevato livello di istruzione ed un alta qualità formativa, che potranno essere esercitate nei processi produttivi e nei settori nazionale ed esteri. Con queste abilità e competenze, tutte le realtà organizzate del lavoro potranno utilizzare tecnici preparati ed istruiti. Del resto, l attuale sistema rifiuta sotto il profilo della sostenibilità economica un modello di processo formativo per lo più basato su esperienze e conoscenze tecniche maturate solo all interno dell azienda, ma richiede, invece, un tecnico estremamente competente e formato, dotato di competenze specialistiche in un particolare settore, che sappia fin da subito, possibilmente, coniugare il sapere con il saper fare, e possa risultare immediatamente spendibile nel mondo del lavoro. Lo conferma il fatto che la domanda di tecnici da parte del mercato risulta soddisfatta mediamente a meno del 50%.le categorie professionali dell area tecnica, in Italia, hanno colto da tempo la straordinaria importanza dell aggiornamento continuo delle loro conoscenze e competenze professionali, per il mantenimento di uno standard qualitativo competitivo a livello europeo, al punto da prevedere, tra gli obblighi deontologici, quello della formazione permanente. Non solo dunque istruzione tecnica scolastica commisurata ai livelli di sviluppo tecnologico propri dell epoca moderna, ma ricerca continua, verifica delle esperienze professionali conseguite, aggiornamento delle conoscenze tecniche e tecnologiche, in un percorso guidato di miglioramento e perfezionamento al servizio del Paese. La riforma dell istruzione tecnica secondaria Assodati questi semplici, ma essenziali 12

13 concetti, vogliamo ora provare ad enunciare brevemente i principali aspetti innovatori introdotti dalla riforma voluta dal ministro Gelmini: a) accorpamento dei settori da 10 a 2: economico e tecnologico, nonché degli indirizzi formativi da 39 a 9: Meccanica, Meccatronica ed Energia; Trasporti e Logistica; Elettronica e Comunicazioni; Informatica e Telecomunicazioni; Grafica e Comunicazione; Chimica, Materiali e Biotecnologie; Sistema Moda; Agraria e Agroindustria; Costruzioni, Ambiente e Territorio. b) sviluppo del ciclo formativo in due bienni ed un quinto anno, pur costituendo questi ultimi due un percorso formativo unitario. Al riguardo, ci si interroga se questa scelta possa essere propedeutica e funzionale ad un futuro, ulteriore passaggio per uniformare il sistema nazionale al modello europeo prevalente che vede l istruzione secondaria sviluppata su un piano di studi di durata quadriennale, con indubbio vantaggio competitivo. c) incremento del numero di ore di studio delle materie tecnico/scientifiche e di laboratorio e della lingua straniera. L utilità di questa impostazione ci trova assolutamente concordi e non impone alcuna, ulteriore particolare considerazione. d) utilizzo di spazi di flessibilità per i contenuti del piano di studi in completa autonomia dei singoli istituti in misura non superiore al 20% nel primo biennio; al 30% nel secondo biennio e del 35% nell ultimo anno. Questa disposizione si profila come una vera e propria novità assoluta, ispirata al principio di una devoluzione dei poteri e delle responsabilità verso le realtà locali, ed offre grandi opportunità per caratterizzare positivamente un ciclo di studi, tale da renderlo, oltre che funzionale alle esigenze del singolo territorio, appetibile come offerta formativa specialistica in grado di catturare attenzioni e consensi anche di studenti di altre aree. e) possibilità per le scuola di attivare, durante il secondo biennio, percorsi formativi di scuola-lavoro e/o stage in collaborazione con le università, gli istituti tecnici superiori, accademie ecc.; in questo contesto riteniamo si riveli di fondamentale utilità l incremento del numero di soggetti intesi dalla scuola quali potenziali partner, da coinvolgere in questi particolari percorsi formativi, con ulteriori proficui apporti derivanti dal coinvolgimento anche delle categorie professionali tecniche. Note sulla riforma Con l intendimento di offrire qualche spunto di riflessione per gli interventi dei successivi illustri relatori ed ospiti, propo- Hotel Laguna Palace, sede del convegno 13

14 On.le Fabio Garagnani, componente della commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera dei Deputati Sen. Mariapia Garavaglia componente della Comissione Istruzione Pubblica e Beni Culturali del Senato 14 niamo alcune brevi considerazioni: 1) Il riordino degli istituti tecnici può e deve costituire una grande opportunità per il rilancio e la riqualificazione di questo ciclo di studi, dopo un recente periodo caratterizzato dal dilagante fenomeno della liceizzazione della scuola superiore. Fenomeno che rischiava di generare un accentuato dualismo ed una netta separazione dell offerta formativa, tale da comportare una formazione troppo generalista, capace di offrire solo un infarinatura sui contenuti professionali, relegando così gli istituti tecnici a scuola di rango inferiore, ove ridursi ad imparare un mestiere. Il confermato ritorno, in questi ultimi due anni, a un trend positivo nel numero dei nuovi iscritti è la dimostrazione che questa scuola viene nuovamente percepita come un percorso di studi atto a formare figure tecniche specialistiche di cui la società ed il sistema produttivo hanno bisogno per poter competere a livello globale; 2) Sotto il profilo pratico appare dunque assicurato un elevato livello culturale e formativo, con corsi tenuti da docenti qualificati anche in contatto con l ambiente universitario, indispensabile sia per il settore produttivo sia per il mondo delle libere professioni, in un circolo virtuoso, che assicuri da un lato un istruzione di eccellenza, in grado di consentire sbocchi professionali immediati e facilmente spendibili nel mondo del lavoro; dall altro, la possibilità di proseguire gli studi, con accesso all università, provvisti di un bagaglio di conoscenze tecniche adeguate ed in linea con quelle dei nostri partner europei. 3) Dal nostro punto di vista, ben venga dunque l intendimento espresso dal ministro Gelmini al recente Meeting di Rimini di un imminente, radicale revisione del sistema di qualificazione del corpo insegnante, che vedrebbe privilegiate, in un immediato futuro, maggiori competenze tecnologico-informatiche unitamente alle lingue straniere; è necessario infatti che anche i docenti siano adeguatamente preparati per il proprio impegnativo compito, circostanza questa che legittima la previsione, anticipata dal ministro, del ricorso

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16 ad una scuola di specializzazione per l insegnamento secondario, con corsi della durata biennale, per praticare l insegnamento nella scuola secondaria superiore. 4) Sembra infine indispensabile pervenire sollecitamente ad opportuni chiarimenti sulle eventuali opzioni utilizzabili per un istruzione tecnica superiore, alternativa all università, dovendosi superare quella ridda di pericolosi equivoci ingenerati dalle diverse sigle in gioco (ITS, IFTS ecc.) e la confusione sulle loro reali finalità. Ed in tale esercizio, non sembrano doversi escludere a priori, validissime possibilità offerte da modelli alternativi ma da tempo felicemente sperimentati in altri paesi europei, come ad esempio la F.H Fachhochschule in Germania. Il quadro che abbiamo voluto illustrare (necessariamente in termini parziali ed estremamente sintetici, ma che ci auguriamo possa trovare fecondi sviluppi e nuovi stimoli nelle relazioni che seguiranno) non può vedersi in alcun caso disgiunto da un altra importantissima immagine in corso di definizione. Stiamo parlando dell imminente riforma dell università, sulla quale riteniamo ulteriormente opportuno poter esporre brevemente il nostro pensiero, se è vero, come è vero, che l istruzione tecnica secondaria non si profila più, di per se, adeguata e sufficiente a conseguire quelle competenze tecnico-scientifiche occorrenti a svolgere, in un prossimo futuro, l esercizio della professione intellettuale. La riforma dell Università. Il contesto attuale: A seguito dell entrata in vigore della riforma ed in recepimento della direttiva europea di settore, tra pochi anni l esercizio della libera professione sarà consentito solo dopo un corso di studi post/secondari, di durata triennale, che porti al conseguimento di una laurea universitaria o di un titolo equipollente. Le opzioni future: 1) Laurea triennale. Una possibile risposta potrebbe giungere da una rinnovata attenzione per i politecnici, che in Italia sono comunque pochissimi, ed oltretutto radicati in realtà geografiche diverse dal Triveneto. Non si tratta necessariamente di creare nuove università ma di mettere a sistema quelle esistenti rendendole capaci di interagire con le realtà produttive e l innovazione tecnologica su base federativa. 2) L istruzione superiore. Vale quanto già accennato in precedenza: ferma restando la necessità di non confonderla o assimilarla con la formazione pro- Fausto Savoldi Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, con il moderatore del convegno Luca Ginetto (giornalista Rai) 16

17 Andrea Bottaro Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, con Fausto Amadasi Presidente della Cassa di Previdenza dei Geometri fessionalizzante, funzionale ad altri segmenti del mercato del lavoro e preordinata al soddisfacimento di una formazione di livello inferiore (preposti, operai specializzati, ecc.), essa è però certamente inadeguata a costituire la base formativa e culturale per l esercizio anche di una libera professione. Lo scenario auspicato Si invoca una riforma radicale dell odierno sistema universitario, che vede attualmente la formazione triennale come una tappa intermedia nel percorso per il conseguimento della laurea magistrale. Va, invece a nostro giudizio, creato un autonomo ciclo di studi universitari triennale, con contenuti peculiari adeguati a formare un tecnico intermedio tra il diplomato ed il laureato quinquennale, di cui hanno certamente bisogno sia il settore produttivo che le professioni intellettuali. Si profila pertanto assolutamente necessaria una radicale revisione del Dpr 328/2001, per superare definitivamente la pericolosa confusione ingenerata da percorsi formativi pluriprofessionalizzanti ; il c.d. 3+2 si è rivelato un grande fallimento e la confusione anche dei profili professionali che ne è derivata costituisce un grave limite che il Paese non è in grado di sostenere nella sfida competitiva con gli altri paesi europei. L eliminazione della sezione B degli Ordini per far confluire i Triennali nel nostro Albo Unificato, suddiviso per settori di attività specialistiche, tranquillizzando tutti coloro che non vogliono diventare Laureati ad Honorem ma semplicemente confluire nel nuovo Albo in via di superamento. Conclusioni Manifestiamo davanti a questo consesso la nostra concorde volontà di collaborare, in una doverosa logica di servizio a favore degli interessi del Paese, con i dirigenti dei locali istituti tecnici, rendendoci disponibili, in rappresentanza dei nostri iscritti, a partecipare nell ambito di un confronto con pari dignità con gli altri soggetti istituzionalmente coinvolti, ai costituendi Comitati scientifici, allo scopo di offrire il nostro contributo, mediante l apporto di esperienze professionali, com- 17

18 Giuseppe Jogna Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati petenze tecniche, idealità, risorse umane ed economiche (nei limiti del possibile), ad una reale valorizzazione dell istruzione tecnica italiana. In tal senso riteniamo di poter rappresentare una preziosa risorsa a servizio dei singoli Istituti, con i quali fare sistema, offrendo un utile e assidua collaborazione finalizzata ad una modulazione applicativa dei nuovi piani di studi, funzionale non solo alle esigenze del settore produttivo ma anche e soprattutto mirata a fornire allo studente, potenziale futuro esercente l attività intellettuale, quale li- 18 bero professionista,quella preparazione tecnico-scientifica di elevata qualità che possa consentire un successivo, agevole accesso ai necessari corsi universitari triennali o quinquennali. Questo contributo potrà esplicitarsi attraverso un costante contatto ed una proficua assistenza : dei nostri Collegi provinciali, al cui interno risiedono molteplici esperienze professionali di eccellenza, potenzialmente assai utili alla scuola, ad esempio nella tenuta di seminari tecnici e formativi, convegni, corsi di specializzazione su talune materie specialistiche ed innovazioni tecnologiche; gli studi professionali dei nostri singoli iscritti di più elevato standard qualitativo, per consentire allo studente interessato di disporre, nel corso del piano di studi, della possibilità di frequentare stage formativi con maturazione diretta ed immediata di una prima esperienza tecnica di base, certamente utile al completamento delle proprie competenze. Dopo il Convegno, ci riserviamo di affinare la progettualità poc anzi tratteggiata e di riprendere, a breve, contatti diretti con i dirigenti dei locali Istituti tecnici allo scopo di stimolare l individuazione di possibili iniziative condivise tra quelle suggerite.

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