APPLICAZIONI PRATICHE SULLE SPECIE AGRARIE COLTURE ORTICOLE

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1 APPLICAZIONI PRATICHE SULLE SPECIE AGRARIE COLTURE ORTICOLE Cipolla La sensibilità della cipolla nei confronti della disponibilità di acqua è notevole. Ciò è determinato dall apparato radicale che tende ad occupare gli strati più superficiali del terreno, rendendo di fatto la pianta sensibile allo stress idrico in ogni fase del suo ciclo produttivo. Gli effetti positivi dell irrigazione si esprimono con l aumento della densità di investimento di circa il 35-40% e con l aumento della produzione unitaria. I dati sperimentali evidenziano una produzione commerciale media di 608 q/ha per la coltura irrigua, contro i 332 q/ha della coltura non irrigata, esprimendo le esigenze irrigue della coltura come percentuali di restituzione della perdita di acqua per evapotraspirazione. Dal punto di vista qualitativo la pezzatura dei bulbi cresce con l irrigazione, diminuendo la produzione di scarto a tutto vantaggio delle classi intermedie. È opportuno ricordare che pezzature piccole, tipiche di colture che hanno sofferto la sete, o troppo grandi, caratteristiche di investimenti troppo radi, spuntano prezzi di mercato bassi. L irrigazione risolve entrambi i problemi: la maggior resa commerciale ottenibile in irriguo è dovuta, infatti, al recupero di una quota dei bulbi di scarto nonché al loro più elevato peso medio. Gestione dell irrigazione La coltura è particolarmente sensibile alla carenza idrica in tutto il suo ciclo, per cui non vi sono fasi critiche. Se dal punto di vista agronomico è conveniente irrigare, dal punto di vista economico il costo della pratica colturale pesa discretamente sul reddito dell imprenditore agricolo. L instabilità del mercato e l incidenza che l irrigazione ha sulla pezzatura dei bulbi e sul numero di piante per metro quadrato consigliano un applicazione razionale di tale pratica. Può essere interessante, volendo risparmiare acqua, puntare su varietà autunnali piuttosto che su quelle primaverili, in quanto le prime svolgono parte del ciclo vegeto-produttivo in mesi tradizionalmente piovosi.l Vale quanto detto per la barbabietola da zucchero. Recentemente si stanno effettuando esperienze di microirrigazione con minirrigatori lasciati tutta la stagione sull appezzamento da irrigare. La possibilità di stendere e recuperare le tubazioni meccanicamente nonché l ottima uniformità di erogazione di queste attrezzature non devono fare dimenticare i costi piuttosto elevati, che frenano la piena diffusione della microirrigazione sulla coltura. semina emergenza 2a foglia bulbificazione Evaporazione giornaliera (mm/giorno) 2,2 3,5 4,69 5,59 Consumi medi per fase (mm) 48,08 53, Piovosità media per fase (mm) 96,8 50,2 60,22 67,52 Esigenza irrigua per fase (mm) - 3,59 59,78 178,48 1

2 Cocomero e melone Queste specie presentano un apparato radicale molto espanso e profondo con elevata capacità estrattiva, che rende la pianta morfologicamente e fisiologicamente resistente alla siccità. Tale resistenza può però essere notevolmente modificata dalle condizioni di coltivazione: la pacciamatura con film plastico ha per effetto una concentrazione di gran parte dell apparato radicale nel volume di terreno protetto, pari a circa il 50% di quello esplorabile. Tale riduzione viene comunque in gran parte compensata dall aumentata efficienza dell apparato radicale sotto pacciamatura, dovuta principalmente alla costanza di umettamento oltre che alla più elevata temperatura del substrato. Se vengono però a mancare le condizioni ottimali per l attività radicale sotto pacciamatura possono rapidamente instaurarsi stress idrico-nutrizionali, anche di breve durata o ciclici, con effetti negativi sulla resa e ancor più sulla qualità del prodotto. Entrambe le specie risultano particolarmente sensibili allo stress idrico, come la maggioranza delle colture, nelle fasi di fioritura e ingrossamento del frutto. Essendo piante a sviluppo indeterminato, la fioritura si sovrappone alla formazione del frutto e, in parte, anche al suo rapido sviluppo. Nella coltura semiforzata gli eventuali stress idrici nella fase fiorale sono accentuati dal cambiamento imposto nella domanda evapotraspirativa dalla rimozione del tunnel di copertura. L assenza di irrigazioni nella fase di post-trapianto è dovuta alla difficoltà di quantificare gli interventi in tale periodo, anche se sono tutt altro che infrequenti. Nell esecuzione degli interventi irrigui va posta particolare cura nel non bagnare l interfilare onde evitare, per quanto possibile, che i frutti poggino su di un terreno costantemente umido, aumentando così l incidenza di marcescenze, decolorazioni e deformità. Un omogenea distribuzione dell acqua lungo la pacciamatura garantisce le migliori rese e la massima uniformità di maturazione. Specie se si fertirriga, occorre dunque adoperare ali gocciolanti o manichette di elevate caratteristiche qualitative e cioè dotate di un ottima uniformità di distribuzione. Per gli stessi motivi si sconsiglia l irrigazione a pioggia specie su coltura pacciamata. Effetti dell irrigazione su cocomero Nella coltivazione del cocomero con pacciamatura si possano osservare miglioramenti produttivi sia in pien aria che con semiforzatura con livelli irrigui sufficientemente contenuti. Gestioni irrigue condotte sulla base di restituzioni idriche giornaliere dimezzate hanno fatto registrare decrementi produttivi contenuti (-10%). La coltura irrigata solamente nella fase di attecchimento e coltivata senza alcun supporto irriguo dalla scopertura in poi ha comunque prodotto circa 17 t/ha di frutti commerciali. La coltura non irrigata risulta però essere notevolmente più tardiva e con tutta la produzione concentrata in una o massimo due raccolte. La gestione irrigua influenza le caratteristiche qualitative del prodotto in maniera differente a seconda della varietà. Il contenuto zuccherino rilevato in due diverse posizioni della polpa, ad esempio, tende a calare in Miyako Asahi con l aumento della disponibilità idriche, mentre risulta massimo nella varietà Crimson Sweet con le restituzioni idriche giornaliere proposte. Lo spessore della buccia rimane invariato o tende a diminuire per effetto dell irrigazione; tali variazioni appaiono però maggiormente legate alla disponibilità di potassio e all andamento stagionale piuttosto che alla gestione irrigua. Per quanto riguarda la presenza di fessurazioni della polpa all interno del frutto, problema molto sentito in alcune varietà come la Miyako Asahi, essa non è correlata con la gestione irrigua. Nel testimone non irrigato l 80% dei frutti si colloca nella classe di calibro più elevata, indipendentemente 2

3 dalla varietà, con un peso medio simile a quello ottenibile in coltura irrigua; in quello irriguo circa il 90%. Effetti dell irrigazione su melone Gestioni irrigue condotte sulla base di restituzioni idriche giornaliere dimezzate hanno fatto registrare un leggero decremento produttivo, mentre la piena restituzione dei consumi ha indotto frutti di maggiori dimensioni, fatto non ben accetto alla grande distribuzione e al consumatore in generale, il quale preferisce frutti medio-piccoli da mangiare interamente al pasto. COCOMERO scopertura tunnel allegagione frutti 3 palco Evaporazione giornaliera (mm/giorno) 5,46 5,61 Consumi medi per fase (mm) 52,40 303,20 Piovosità media per fase (mm) 23,05 81,51 Esigenza irrigua per fase (mm) 29,35 221,69 MELONE scopertura tunnel allegagione frutti 3 palco Evaporazione giornaliera (mm/giorno) 5,50 5,51 Consumi medi per fase (mm) 50,05 319,80 Piovosità media per fase (mm) 21,19 89,29 Esigenza irrigua per fase (mm) 28,86 230,51 Stress idrico 28,86 115,26 3

4 Patata La peculiarità della tecnica irrigua della patata è il notevole anticipo con il quale viene effettuato il primo intervento. Infatti, rispetto alle altre colture, la patata sviluppa l apparato radicale assai rapidamente, per cui si verifica un forte consumo d acqua già nei primi periodi di crescita. L irrigazione in genere consente di aumentare le rese di tuberi commerciali anche in annate piovose. Prove sperimentali hanno dimostrato come sia possibile ottenere una produzione commerciale media di circa 350 q/ha per la coltura non irrigata, di 450 per quella irrigata con solo il 50% del fabbisogno irriguo e di 500 per quella irrigata con il 100%. Anche il peso medio e la pezzatura dei tuberi sono positivamente influenzati dall irrigazione. In particolare si verifica lo spostamento di buona parte della resa verso la classe mm a discapito della fascia media (35-60 mm) e un aumento dei tuberi superiori ai 75 mm nelle piante irrigate con la dose maggiore. La somministrazione di acqua, inoltre, evitando alla pianta periodi di stress idrico, tende a impedire le malformazioni dei tuberi. I vantaggi di un irrigazione razionale sono evidenti, tuttavia dal punto di vista economico è conveniente irrigare la patata all incirca al 60% dei consumi: in questo modo si aumenta la resa contenendo i costi. La fase di maggiore sensibilità della coltura dal punto di vista idrico è quella di tuberizzazione, di poco antecedente la fioritura, ma normalmente in quel periodo (primi di maggio) le piogge sono frequenti. Anche per le colture orticole a pieno campo vale quanto detto per la barbabietola da zucchero. Recentemente si stanno effettuando esperienze di microirrigazione con ali gocciolanti, posate o appena interrate nel ponticello con buoni risultati. Per una maggiore economicità dell impianto è previsto un metodo di coltivazione della patata in duplice fila su di una porca più ampia, sul cui colmo è poggiata una sola ala. In questo modo si dimezzano le ali gocciolanti necessarie e si riesce a meccanizzare l operazione di posa all atto della rincalzatura. semina emergenza Inizio copertura tuberificazione completa Evaporazione giornaliera (mm/giorno) 2,8 4,0 4,61 5,55 Consumi medi per fase (mm) 40,32 59,7 66,4 211 Piovosità media per fase (mm) 69,0 48,4 34,30 59,84 Esigenza irrigua per fase (mm) - 11,3 32,1 151,16 4

5 Pomodoro da industria Le esigenze idriche del pomodoro da industria sono piuttosto elevate, tanto che in quasi tutte le aree della Penisola la coltura si avvantaggia dell irrigazione. Questa pratica agronomica influenza, in maniera determinante, la resa del prodotto, tuttavia agisce in maniera negativa sul grado rifrattometrico. L irrigazione si basa perciò sul compromesso tra una moderata perdita di residuo e un buon incremento di resa. Il colore delle bacche tende ad aumentare per effetto delle più alte disponibilità idriche, così come l acidità totale, mentre il contenuto in zuccheri della bacca (fruttosio e glucosio) peggiora per effetto dell irrigazione. Anche gli eccessi idrici sono parimenti dannosi: essi provocano il dilavamento di elementi nutritivi dal terreno, con conseguente riduzione dell efficienza delle concimazioni, in special modo di quelle azotate, mentre a carico delle piante determinano un eccessivo rigoglio vegetativo, scalarità di fioritura e di maturazione e in casi estremi asfissia radicale. In generale moderate carenze idriche vengono tollerate dalla coltura nelle prime fasi del ciclo vegetativo. Al contrario, durante le fasi di fioritura, allegagione e ingrossamento delle bacche la coltura risulta molto sensibile, in particolare nel periodo che intercorre tra l allegagione del secondo palco fiorale e il 10% di bacche rosse, quando le piante presentano una buona espansione fogliare e un alta domanda evapotraspirativa. Stress idrici, anche relativamente brevi, in questa fase possono causare un ritardo nell evoluzione fiorale o la cascola dei fiori e in ogni caso si osserva un rallentamento dell accrescimento delle bacche, che può giungere sino al completo arresto dello sviluppo. Successivamente la carenza causa riduzione dell accrescimento dei frutti e favorisce l insorgenza del marciume apicale, soprattutto nelle bacche allungate. Gestione dell irrigazione La sperimentazione ha evidenziato che per il pomodoro da industria il livello irriguo ottimale è compreso tra il 50% e il 70% dell evapotraspirato: a questo livello di restituzione idrica si realizza infatti il miglior equilibrio tra la quantità e la qualità delle produzioni oltre che il miglior rapporto costi/profitti. Riguardo al momento ottimale di sospensione dell irrigazione, nell ambiente padano si consiglia di interrompere l irrigazione quando sulla pianta sono presenti circa il 50% delle bacche rosse (20-30 giorni dalla raccolta). La sospensione effettuata in questa fase garantisce il miglior compromesso tra la concentrazione di maturazione, le rese e il grado rifrattometrico. Vale quanto detto per la barbabietola da zucchero. Recentemente si stanno effettuando esperienze di microirrigazione con ali gocciolanti con buoni risultati, soprattutto per la possibilità di abbinare la fertirrigazione. Si possono utilizzare ali pesanti oppure ali usa e getta purché in grado di garantire un uniformità di erogazione elevata; per abbassare i costi è necessario meccanizzare le operazioni di stesura e recupero dei materiali irrigui. Semina emergenza Allegazione Invasatura invaiatura maturazione trapianto 1 palco 1 palco 2 palco 2 palco Evaporazione giornaliera 3,20 4,93 5,62 5,57 4,90 4,90 (mm/giorno) Consumi medi per fase (mm) 24,32 212,80 95,50 139,30 49,00 17,15 Consumi medi con la gestione a 24,32 159,60 76,40 139,30 39,20 17,15 stress idrico (mm) Piovosità media per fase (mm) 30,88 97,63 25,61 36,90 17,70 12,39 Esigenza irrigua per fase - 115,17 69,89 102,40 31,30 4,76 (mm) Esigenza irrigua con la gestione a stress idrico (mm) - 61,97 50,79 102,40 21,50 4,76 5

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