GESTIONE DELLA CAPACITA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "GESTIONE DELLA CAPACITA"

Transcript

1 Capitolo 8 GESTIONE DELLA CAPACITA Quale dovrebbe essere la capacità di base delle operations? (p. 298 e segg.) 1

2 Nel gestire la capacità l approccio solitamente seguito dalle imprese consiste nel fissare la capacità dei processi ad un livello base che viene poi aggiustato in più o in meno coerentemente con le fluttuazioni della domanda. Il livello base viene deciso guardando alle tendenze di fondo della domanda mentre gli aggiustamenti riflettono le variazioni stagionali e quelle a breve/brevissimo termine. Il livello base risponde a una esigenza di regolazione della dimensione dei processi rispetto alla domanda aggregata (economie di scala) mentre gli aggiustamenti riflettono una esigenza di regolazione fine. 2

3 La capacità di base può essere fissata ad un livello più o meno elevato rispetto alla domanda media in un determinato orizzonte temporale (ad esempio, 1 anno) Le forze che spingono a fissare la capacità di base ad un livello alto (relativamente alla domanda media annuale) sono: Necessità di assicurare alti livelli di customer service. Occorre rispondere rapidamente alla domanda. I clienti non sono disposti ad attendere e l impresa ritiene di non poterli perdere. Alti costi opportunità connessi al mancato soddisfacimento delle richieste dei clienti. Questi costi crescono all aumentare dei margini di contribuzione generati dai prodotti venduti. Elevata obsolescenza fisica o economica dei prodotti. L elevata obsolescenza spinge a comprimere la formazione di scorte. Oggi chi assembla notebook non può permettersi scorte elevate di prodotti finiti perché c è un forte rischio di obsolescenza tecnologica. 3

4 Inoltre: L inutilizzazione di quote anche rilevanti della capacità non comporta costi proibitivi. Il rischio economico dell inutilizzazione è relativamente modesto. La tecnologia di processo è caratterizzata da una quota di costi fissi relativamente contenuta. Se la struttura dei costi è flessibile, al calo della domanda è possibile ridurre anche la maggior parte dei costi. Un alta variabilità delle operations implica la formazione di code e di tempi di attraversamento più lunghi. In questi casi le imprese tendono ad avere capacità in eccesso per garantire un buon livello di customer service. Ciò è praticabile solo se i costi di inutilizzazione sono contenuti.

5 5

6 Le forze che spingono a fissare la capacità di base ad un livello basso (relativamente alla domanda media annuale) sono: Nelle fasi di domanda sostenuta i clienti sono disposti ad attendere. Si possono accumulare scorte nelle fasi di debolezza della domanda perché il prodotto non è deperibile né soggetto a effetti di obsolescenza economica. Occorre produrre in anticipo rispetto ai periodi di domanda sostenuta. Le operations comportano elevati costi fissi. Conviene dotare i processi di una capacità relativamente contenuta (rispetto alla domanda) per poter operare ad alti tassi di sfruttamento degli impianti. 6

7 Inoltre: La tecnologia di processo è caratterizzata da una quota di costi fissi molto alta. La struttura rigida dei costi produce rapidamente la formazione di perdite quando la domanda scende sotto il punto di equilibrio. Un alta variabilità delle operations implica la formazione di code e di tempi di attraversamento più lunghi. In questi casi le imprese tendono ad avere capacità in eccesso per garantire un buon livello di customer service. Ma se i costi di inutilizzazione sono elevati, allora è giocoforza accettare la formazione di alti livelli di wip e di tempi di attraversamento più lunghi.

8 8

9 Gestire le divergenze (mismatch) tra domanda e capacità Livellare la capacità Inseguire la domanda Gestire la domanda 9

10 10

11 Con questa strategia, la capacità dei processi viene fissata ad un livello costante per il periodo di pianificazione prestabilito indipendentemente dalle fluttuazioni della domanda. Ciò significa che lo stesso numero di addetti presidia gli stessi processi per cui dovrebbe essere in grado di produrre lo stesso output aggregato in ciascun periodo. Vantaggi: utilizzazione costante e razionale delle risorse. I ritmi di produzione stabili favoriscono il conseguimento di alti livelli di efficienza. Svantaggi: costi legati all investimento nelle scorte di prodotti finiti. 11

12 Con questa strategia, la capacità dei processi viene adattata alle fluttuazioni della domanda. In ogni periodo saranno necessari un numero di addetti diverso, orari e turni di lavoro diversi ed eventualmente una dimensione di impianto (numero di macchine) più elevata. Vantaggi: formazione di scorte di prodotti finiti molto più contenuta rispetto alla strategia di livellamento. Svantaggi: problemi significativi legati alle variazioni di organico e/o a forme di gestione flessibile della forza lavoro. 12

13 Con questa strategia, l impresa cerca di influenzare i modelli di comportamento della domanda per avvicinarli ai livelli di capacità disponibile. Vincolare l accesso dei clienti (prenotazione dei servizi ospedalieri). Praticare livelli di prezzo differenti a seconda della intensità della domanda. Politiche commerciali (promozioni). Inserire a catalogo prodotti con modelli di domanda controstagionali. 13

14 Pianificare la capacità attraverso la rappresentazione cumulativa 14

15 Questi dati si riferiscono ad una fabbrica che produce cioccolato che, in quanto materiale intermedio, viene poi ulteriormente lavorato per la produzione di dolciumi e scatole di cioccolatini. La domanda finale di questi prodotti è massima nel mese di dicembre, ma dati i tempi richiesti dalle lavorazioni successive la domanda di cioccolato (in tonnellate/mese) raggiunge il picco nel mese di settembre. Poiché nel mese di agosto i giorni disponibili per la produzione sono solo 10 il programma giornaliero di produzione tocca il livello massimo in agosto con 50 tonnellate/giorno. Le ultime due righe sono quelle utili ai fini della costruzione del grafico che segue. Si tratta della domanda cumulata di cioccolato mese dopo mese relativamente ai giorni cumulati di produzione. 15

16 16

17 La linea rossa evidenzia il piano A che applica una strategia di livellamento della capacità produttiva con una produzione giornaliera pari a 14,03 (3325/237). Con questo piano si ha la formazione di scorte sino al 170mo giorno circa quando la domanda cumulata supera la produzione cumulata. Da quel punto in avanti per fronteggiare il mismatch si ricorre alle scorte di cioccolato già accumulate. Dopo 80 giorni di produzione le scorte sono pari a circa 547 tonn. (80x ). All 80mo giorno le scorte cumulate (547 tonn.) sono equivalenti a circa 40 giorni di produzione. Ciò significa che al 40mo giorno la produzione cumulata è pari alla domanda cumulata che verrà raggiunta all 80mo giorno. 17

18 Giorni 0 20,0 38,0 59,0 80,0 102,0 124,0 145,0 155,0 176,0 198,0 219,0 237,0 Domanda 0 100,0 250,0 425,0 575,0 775,0 1075,0 1425,0 1925,0 2575,0 3025,0 3225,0 3325,0 Inseguim 0 193,5 367,7 571,0 774,2 987,1 1200,0 1805,8 2094,2 2700,0 3200,0 3267,3 3325,0 Livell ,6 533,1 827,7 1122,4 1431,0 1739,7 2034,3 2174,6 2469,2 2777,8 3072,5 3325,0 La linea rossa tratteggiata evidenzia una strategia più aderente al principio di inseguimento della domanda. Questa soluzione riduce i costi legati all investimento in scorte ma comporta i costi legati alle tre variazioni di capacità che si rendono necessarie: Al tempo 124 da 9,7 a 28,8 t/g Al tempo 176 da 28,8 a 22,7 t/g Al tempo 198 da 22,7 a 3,2 t/g Si tratta di variazioni molto brusche. Come ottenerle? Con quali politiche? Occorre confrontare costi e benefici delle due opzioni o di altre opzioni intermedie. 18

Pianificazione e controllo delle risorse

Pianificazione e controllo delle risorse Pianificazione e controllo delle risorse Pianificazione e controllo delle risorse Gestione dell allocazione delle risorse in modo che i processi dell azienda siano efficienti e riflettano la domanda di

Dettagli

Corso di Gestione dell Informazione Aziendale. Processi snelli GIA-L04 terza parte

Corso di Gestione dell Informazione Aziendale. Processi snelli GIA-L04 terza parte UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Corso di Gestione dell Informazione Aziendale prof. Paolo Aymon Processi snelli terza parte UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Processi snelli Corso di Gestione dell Informazione

Dettagli

Capitolo 9 Gestione delle scorte. Introduzione

Capitolo 9 Gestione delle scorte. Introduzione Capitolo 9 Gestione delle scorte Introduzione 1 Salvo rare eccezioni, le scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti sono una presenza invitabile in ogni tipo di processo e in ogni rete di

Dettagli

Contributo alla discussione su La rappresentazione del rischio nella stima della pensione complementare

Contributo alla discussione su La rappresentazione del rischio nella stima della pensione complementare Roma, 15/07/2013 Contributo alla discussione su La rappresentazione del rischio nella stima della pensione complementare Mefop Tel: 06 48073531 Fax: 06 48073548 E-mail: mefop@mefop.it Capitale sociale

Dettagli

GESTIONE DELLA PRODUZIONE LEAN PRODUCTION E JIT

GESTIONE DELLA PRODUZIONE LEAN PRODUCTION E JIT GESTIONE DELLA PRODUZIONE LEAN PRODUCTION E JIT Corso di TECNOLOGIA, INNOVAZIONE, QUALITÀ Prof. Alessandro Ruggieri Prof. Enrico Mosconi A.A. 2012-2013 Oggetto della lezione Gestione della produzione Lean

Dettagli

Prof. Ferdinando Azzariti

Prof. Ferdinando Azzariti Materiali di Economia e Organizzazione Aziendale, Università di Udine A.A. 2011-12 Prof. Ferdinando Azzariti www.ferdinandoazzariti.com 1 La gestione della produzione La programmazione e il controllo della

Dettagli

Classificazioni dei sistemi di produzione

Classificazioni dei sistemi di produzione Classificazioni dei sistemi di produzione Sistemi di produzione 1 Premessa Sono possibili diverse modalità di classificazione dei sistemi di produzione. Esse dipendono dallo scopo per cui tale classificazione

Dettagli

La scelta del livello ottimo della disponibilità del prodotto. La disponibilità del prodotto 1

La scelta del livello ottimo della disponibilità del prodotto. La disponibilità del prodotto 1 La scelta del livello ottimo della disponibilità del prodotto La disponibilità del prodotto 1 Linea guida Importanza della disponibilità del prodotto Fattori influenzanti il livello ottimo della disponibilità

Dettagli

La curva di offerta. La curva di offerta

La curva di offerta. La curva di offerta La curva di offerta La curva di offerta Un diagramma che mostra la quantità di un bene che i venditori desiderano vendere per un dato prezzo rapporto tra prezzo e quantità offerta Ha pendenza positiva

Dettagli

La spesa per investimenti

La spesa per investimenti 14 La spesa per investimenti Problemi teorici 1. Sebbene l economia abbia raggiunto lo stock desiderato di capitale, è comunque necessario effettuare investimenti (lordi) per mantenere lo stock di capitale

Dettagli

Lezione 13. L equilibrio del mercato della liquidità bancaria

Lezione 13. L equilibrio del mercato della liquidità bancaria Lezione 13. L equilibrio del mercato della liquidità bancaria Determinare la liquidità bancaria se (come avviene con la BCE) la domanda di base monetaria delle famiglie è sempre soddisfatta dalla BC (H

Dettagli

Pianificazione aggregata

Pianificazione aggregata Pianificazione aggregata Pianificazione aggregata 1 Programmazione della produzione: fasi La programmazione della produzione, tenuto conto degli obiettivi strategici, a partire da ordini e/o previsioni

Dettagli

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015)

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it mauro.aliano@unica.it 1 Il rischio di interesse 2 Il rischio di tasso di interesse Il rischio di tasso di interesse può essere

Dettagli

Ottava Edizione. La Programmazione e Controllo della Produzione Prof. Sergio Cavalieri

Ottava Edizione. La Programmazione e Controllo della Produzione Prof. Sergio Cavalieri Ottava Edizione La e Controllo della Produzione Prof. Sergio Cavalieri e Controllo di Produzione : compiti 2 Rendere disponibili le informazioni necessarie per: Gestire in modo efficiente ed efficace il

Dettagli

La pianificazione integrate della filiera logistica

La pianificazione integrate della filiera logistica easypoli La pianificazione integrate della filiera logistica La pianificazione come processo: le fasi e il livello di aggregazione www.easypoli.it facebook.com/easypoli contatti@easypoli.it Lapianificazioneintegratadellafilieralogistica

Dettagli

Principi di Economia - Macroeconomia Esercitazione 3 Risparmio, Spesa e Fluttuazioni di breve periodo Soluzioni

Principi di Economia - Macroeconomia Esercitazione 3 Risparmio, Spesa e Fluttuazioni di breve periodo Soluzioni Principi di Economia - Macroeconomia Esercitazione 3 Risparmio, Spesa e Fluttuazioni di breve periodo Soluzioni Daria Vigani Maggio 204. In ciascuna delle seguenti situazioni calcolate risparmio nazionale,

Dettagli

Misure di Prestazione di Sistemi Produttivi

Misure di Prestazione di Sistemi Produttivi Misure di Prestazione di Sistemi Produttivi 1) Modello di riferimento Per prestazioni di un sistema produttivo si intendono i risultati direttamente percepibili e misurabili dal cliente oppure dal sistema

Dettagli

Lezione 4. La moneta e le istituzioni monetarie

Lezione 4. La moneta e le istituzioni monetarie Lezione 4. La moneta e le istituzioni monetarie I mercati finanziari migliorano la negoziabilità dei titoli; gli intermediari emettono passività più liquide dei titoli con i quali concedono credito. Solo

Dettagli

Strumenti per l analisi della redditività a preventivo: il budget d esercizio

Strumenti per l analisi della redditività a preventivo: il budget d esercizio 5 Strumenti per l analisi della redditività a preventivo: il budget d esercizio 147 5.1 Caratteristiche e funzioni del budget Come anticipato nel primo capitolo, attraverso il processo di pianificazione

Dettagli

COPIA TRATTA DA GURITEL GAZZETTA UFFICIALE ON-LINE

COPIA TRATTA DA GURITEL GAZZETTA UFFICIALE ON-LINE Semplicita' del sistema delle fasce e numerosita' dei gruppi di ore Accanto all obiettivo di offrire agli operatori un segnale di prezzo corretto che ne stimoli il comportamento efficiente, vi e' tra gli

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL BUDGET

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL BUDGET WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL BUDGET A CUR A DEL B IC S AR DEGNA S P A 1 SOMMARIO LA NOZIONE E LA FUNZIONE DEL BUDGET... 3 LE CARATTERISTICHE DEL BUDGET... 3 IL PROCESSO DI FORMULAZIONE

Dettagli

PIANO DI GESTIONE DEI FABBISOGNI DI

PIANO DI GESTIONE DEI FABBISOGNI DI PIANO DI GESTIONE DEI FABBISOGNI DI CAPACITÀ (a cura di E. Padoano) [Bozza 2010] Indice 1 Introduzione 1 2 Capacity Requirements Planning (CRP) 2 3 Dati di input di CRP 2 4 La capacità disponibile 4 5

Dettagli

CAPITOLO 4 La moneta e l inflazione

CAPITOLO 4 La moneta e l inflazione CAPITOLO 4 La moneta e l inflazione Domande di ripasso 1. La moneta ha tre funzioni: riserva di valore, unità di conto e mezzo di scambio. In quanto riserva di valore, la moneta rappresenta un modo per

Dettagli

La gestione dell incertezza nella Supply Chain: la scorta di sicurezza. La scorta di sicurezza nella supply chain 1

La gestione dell incertezza nella Supply Chain: la scorta di sicurezza. La scorta di sicurezza nella supply chain 1 a gestione dell incertezza nella Supply Chain: la scorta di sicurezza a scorta di sicurezza nella supply chain 1 Il ruolo della giacenza nella supply chain Migliora l adattamento di domanda / fornitura

Dettagli

Budget e marchi di impresa

Budget e marchi di impresa Università Politecnica delle Marche Idee imprenditoriali innovative Focus group 11 dicembre 2009 Budget e marchi di impresa Costi e ricavi per la pianificazione dell attività Budget e marchi di impresa

Dettagli

prof. Paolo Aymon Piani operativi GIA-L04 seconda parte

prof. Paolo Aymon Piani operativi GIA-L04 seconda parte UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Corso di Gestione dell Informazione Aziendale prof. Paolo Aymon Piani operativi seconda parte Sommario della lezione Gestione dell Informazione nella Supply Chain Piani

Dettagli

Informazioni sulla banca. Caratteristiche e rischi tipici del contratto di mutuo. Intesa Sanpaolo S.p.A. I tipi di mutuo e i loro rischi.

Informazioni sulla banca. Caratteristiche e rischi tipici del contratto di mutuo. Intesa Sanpaolo S.p.A. I tipi di mutuo e i loro rischi. Foglio comparativo n. 400/012. Informazioni generali sulle diverse tipologie dei mutui casa offerti dalla nostra Banca. (Documento redatto ai sensi delle Disposizioni di Vigilanza di Banca d Italia). Informazioni

Dettagli

Just-In-Time (JIT) eliminate tutte le motivazioni che costringono un sistema produttivo alla costituzione di scorte di materiali

Just-In-Time (JIT) eliminate tutte le motivazioni che costringono un sistema produttivo alla costituzione di scorte di materiali Just-In-Time (JIT) Filosofia produttiva nata presso l azienda giapponese Toyota negli anni 70. Ha l obiettivo di soddisfare la domanda del cliente in termini di cosa e quanto produrre, configurando l intero

Dettagli

La Gestione delle Scorte

La Gestione delle Scorte La Gestione delle Scorte Gestione delle scorte I materiali hanno un ruolo fondamentale nel processo produttivo infatti il 30-80% del fatturato viene speso per acquisto di materiali. Ma l immobilizzo di

Dettagli

Equilibrio macroeconomico neoclassico

Equilibrio macroeconomico neoclassico Equilibrio macroeconomico neoclassico La teoria neoclassica (TN) Rappresentò il paradigma teorico di riferimento fino alla crisi del 1929 e prima di Keynes Ancora oggi alcune scuole di pensiero più recenti

Dettagli

La pianificazione e la programmazione aziendale. Il budget quale sistema di programmazione dell attività aziendale.

La pianificazione e la programmazione aziendale. Il budget quale sistema di programmazione dell attività aziendale. Corso di International Accounting Università degli Studi di Parma - Facoltà di Economia (Modulo 1 e Modulo 2) LAMIB La pianificazione e la programmazione aziendale. Il budget quale sistema di programmazione

Dettagli

Ottava Edizione. Programmazione Aggregata e MPS Prof. Sergio Cavalieri

Ottava Edizione. Programmazione Aggregata e MPS Prof. Sergio Cavalieri Ottava Edizione Programmazione Aggregata e MPS Prof. Sergio Cavalieri Le fasi del processo di PPC 2 Pianificazione di lungo termine Pianificazione aggregata Elaborazione del piano principale di produzione

Dettagli

Logistica. Giovanni Righini. Anno accademico 2010-11. Dipartimento di Tecnologie dell Informazione - Università degli Studi di Milano (Crema)

Logistica. Giovanni Righini. Anno accademico 2010-11. Dipartimento di Tecnologie dell Informazione - Università degli Studi di Milano (Crema) Logistica Giovanni Righini Dipartimento di Tecnologie dell Informazione - Università degli Studi di Milano (Crema) Anno accademico 2010-11 Definizione La logistica è la disciplina che studia come organizzare

Dettagli

Introduzionee principali classificazioni

Introduzionee principali classificazioni Introduzionee principali classificazioni Roberto Pinto Dipartimento di Ingegneria Gestionale, dell Informazione e della Produzione (DIGIP) Università di Bergamo Di cosa parliamo in questo corso? Il termine

Dettagli

Capitolo XIV. La gestione della produzione

Capitolo XIV. La gestione della produzione Capitolo XIV La gestione della produzione La funzione di produzione Approvvigionamenti La funzione di produzione riguarda il processo di trasformazione dei beni, ossia l insieme l di operazioni mediante

Dettagli

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING Relatore : Marino Baratti Credemfactor spa Pag. 1/8 Il rapporto tra PMI e Sistema creditizio L applicazione della nuova

Dettagli

I Sistemi di produzione PULL

I Sistemi di produzione PULL I Sistemi di produzione PULL Sistema Push Il sistema push pianifica e schedula la produzione basandosi sulla previsione di domanda o sull acquisizione di ordini dei clienti. Quindi si controlla il rilascio

Dettagli

STOCK CUTTER. Previsioni. della domanda. Pianificazione delle scorte. Programmazione ordini a fornitori LOGISTIC C O N S U L T I N G

STOCK CUTTER. Previsioni. della domanda. Pianificazione delle scorte. Programmazione ordini a fornitori LOGISTIC C O N S U L T I N G Previsioni della domanda Pianificazione delle scorte Programmazione ordini a fornitori LOGISTIC C O N S U L T I N G Lo scenario nel quale le aziende si trovano oggi ad operare è spesso caratterizzato da

Dettagli

SCG 01 Appunti slides

SCG 01 Appunti slides SCG 01 Appunti slides il successo o l insuccesso del CdG è conseguenza dell adeguatezza o meno al grado di complessità dei problemi di governo d impresa 4 Le carenze nel controllo di gestione. 2 domande:

Dettagli

APPROFONDIMENTO ORGANIZZAZIONE

APPROFONDIMENTO ORGANIZZAZIONE APPROFONDIMENTO ORGANIZZAZIONE Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto Approfondimento Posizione e ruolo nell organizzazione: le cinque parti dell organizzazione ORGANISMO BILATERALE

Dettagli

Lean Office. 31 maggio 2013 Gianluca Spada (partner OPTA srl)

Lean Office. 31 maggio 2013 Gianluca Spada (partner OPTA srl) Lean Office 31 maggio 2013 Gianluca Spada (partner OPTA srl) 0 La società OPTA: il partner ideale per i tuoi progetti di miglioramento Dal 1996 OPTA affianca le aziende con interventi di consulenza organizzativa,

Dettagli

ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE Università LUMSA - A.A. 2013-2014 Prof.ssa Laura Michelini

ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE Università LUMSA - A.A. 2013-2014 Prof.ssa Laura Michelini ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE Università LUMSA - A.A. 2013-2014 Prof.ssa Laura Michelini Università LUMSA - A.A. 2013-2014 Contenuti: - Capitolo 14 Una definizione La funzione di produzione riguarda

Dettagli

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese IBM Global Financing Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese Realizzata da IBM Global Financing ibm.com/financing/it Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese La gestione

Dettagli

Capitolo 7. Efficienza e scambio. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 7. Efficienza e scambio. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 7 Efficienza e scambio Pareto-efficienza L efficienza in senso economico ha una definizione ristretta che prende il nome da un economista italiano (Vilfredo Pareto) una allocazione è efficiente

Dettagli

PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE N. 28. Partecipazioni in società collegate

PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE N. 28. Partecipazioni in società collegate PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE N. 28 Partecipazioni in società collegate SOMMARIO Paragrafi Ambito di applicazione 1 Definizioni 2-12 Influenza notevole 6-10 Metodo del patrimonio netto 11-12 Applicazione

Dettagli

RIASSUNTI ECONOMIA Finalità dei sistemi contabili: conveniente sistemi contabili

RIASSUNTI ECONOMIA Finalità dei sistemi contabili: conveniente sistemi contabili RIASSUNTI ECONOMIA Finalità dei sistemi contabili: per operare in modo efficiente le aziende hanno bisogno di conoscere se l utilizzo delle risorse che stanno impiegando nelle diverse attività è economicamente

Dettagli

Pianificazione finanziaria

Pianificazione finanziaria Pianificazione finanziaria La rappresentazione della dinamica finanziaria prospettica capitolo 7 La dinamica finanziaria prospettica Il capitolo 7 approfondisce il tema della proiezione della dinamica

Dettagli

GUIDA AL BUSINESS PLAN*

GUIDA AL BUSINESS PLAN* GUIDA AL BUSINESS PLAN* *La guida può essere utilizzata dai partecipanti al Concorso che non richiedono assistenza per la compilazione del businnes plan INDICE Introduzione 1. Quando e perché un business

Dettagli

Macroeconomia: scuole di pensiero

Macroeconomia: scuole di pensiero Macroeconomia: scuole di pensiero Le diverse scuole di pensiero possono essere raggruppate in due filoni principali: LIBERISTI (e monetaristi): sui mercati l aggiustamento all equilibrio è basato sulla

Dettagli

I sistemi di controllo di gestione. Nicola Castellano

I sistemi di controllo di gestione. Nicola Castellano I sistemi di controllo di gestione Nicola Castellano 1 Controllo di gestione e contabilità analitica Sommario: Controllo di gestione Definizione Il sistema di controllo Struttura organizzativa Processo

Dettagli

Lezione 6. La microstruttura organizzativa. Il job design e la motivazione

Lezione 6. La microstruttura organizzativa. Il job design e la motivazione Lezione 6 La microstruttura organizzativa Il job design e la motivazione 1 Un modello di progettazione organizzativa d impresa Ambiente Cultura Obiettivi e strategia Macro Struttura 1. Formalizzazione

Dettagli

CAPITOLO 18 L investimento

CAPITOLO 18 L investimento CAPITOLO 18 L investimento Domande di ripasso 1. Nel modello neoclassico dell investimento, le imprese traggono vantaggio dall aumentare la propria dotazione di capitale se la rendita reale del capitale

Dettagli

Il controllo di gestione negli impianti a biogas

Il controllo di gestione negli impianti a biogas Il controllo di gestione negli impianti a biogas C è bisogno del controllo di gestione? Gli impianti a biogas hanno un ciclo produttivo apparentemente semplice che sulla carta consente agevolmente di realizzare

Dettagli

Impostazione dell equazione

Impostazione dell equazione Impostazione dell equazione In base all equazione generale ATTIVO = PASSIVO si giunge allo stesso risultato impostando: Equazione di Equilibrio Dove: X=(A-P0-R0)/(1-i) X = Fabbisogno finanziario a breve

Dettagli

CICLO DELLE PRENOTAZIONI

CICLO DELLE PRENOTAZIONI CICLO DELLE PRENOTAZIONI UNA SFIDA ANTICA Quando nuove tecnologie raggiungono un alto livello di diffusione, si aprono solitamente nuovi campi di applicazione. La combinazione della diffusione della Telefonia

Dettagli

CAPITOLO 13 L offerta aggregata e il trade-off di breve periodo tra inflazione e disoccupazione

CAPITOLO 13 L offerta aggregata e il trade-off di breve periodo tra inflazione e disoccupazione CAPITOLO 13 L offerta aggregata e il trade-off di breve periodo tra inflazione e disoccupazione Domande di ripasso 1. In questo capitolo abbiamo esaminato tre modelli della curva di offerta aggregata di

Dettagli

Dispensa Definizione di Sistema Produttivo

Dispensa Definizione di Sistema Produttivo Dispensa Definizione di Sistema Produttivo 1) Introduzione ai Sistemi Produttivi 1.1 Definizione di Sistema Produttivo In questa prima sezione si vuole dare una visione generale del sistema produttivo,

Dettagli

Capitolo 7 TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA E PER I SERVIZI

Capitolo 7 TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA E PER I SERVIZI Capitolo 7 TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA E PER I SERVIZI Per TECNOLOGIA si intendono i processi, le tecniche, i macchinari e le azioni utilizzati per trasformare gli input organizzativi (materiali,

Dettagli

La conservazione dei documenti in ambiente digitale: opportunità e criticità

La conservazione dei documenti in ambiente digitale: opportunità e criticità La conservazione dei documenti in ambiente digitale: opportunità e criticità di Guglielmo Longobardi Premessa Dopo un lungo periodo di immobilismo legislativo, che vedeva ancora in vigore il regio decreto

Dettagli

Analisi dei costi di produzione

Analisi dei costi di produzione Analisi dei costi di produzione industriale Analisi dei costi 1 Comportamento dei costi La produzione è resa possibile dall impiego di diversi fattori. L attività di produzione consuma l utilità dei beni

Dettagli

LOGISTICA PER IL COMMERCIO ELETTRONICO

LOGISTICA PER IL COMMERCIO ELETTRONICO LGISTICA PER IL CMMERCI ELETTRNIC Il commercio elettronico come tutte le attività economiche presenta sia dei benefici che delle criticità, è importante esserne consapevoli per poterlo sfruttare appieno.

Dettagli

Il marketing dei servizi. Il gap 2: allineare strategia, modello di servizio e standard di servizio

Il marketing dei servizi. Il gap 2: allineare strategia, modello di servizio e standard di servizio Il marketing dei servizi Il gap 2: allineare strategia, modello di servizio e standard di servizio GAP 2: il gap di progettazione del servizio Il secondo gap del fornitore sta nell incapacità di trasformare

Dettagli

LA PREVISIONE DELLA DOMANDA. Corso di Gestione della Produzione prof. De Toni, ing. Fornasier 1

LA PREVISIONE DELLA DOMANDA. Corso di Gestione della Produzione prof. De Toni, ing. Fornasier 1 LA PREVISIONE DELLA DOMANDA Corso di Gestione della Produzione prof. De Toni, ing. Fornasier 1 MANUFACTURING PLANNING & CONTROL SYSTEM Resource planning Production planning Demand management Master production

Dettagli

Sistemi produttivi Just In Time. Just-In-Time Systems (Lean Production)

Sistemi produttivi Just In Time. Just-In-Time Systems (Lean Production) Sistemi produttivi Just In Time Just-In-Time Systems (Lean Production) 1 Origini del JIT e della Produzione Snella Introdotto da Toyota Adottato da altre aziende giapponesi Introdotto successivamente nelle

Dettagli

Domanda e offerta aggregata

Domanda e offerta aggregata Domanda e offerta aggregata Breve e lungo periodo L andamento del Pil nel lungo periodo dipende dai fattori che spiegano la crescita: la forza lavoro, la disponibilità di capitale fisico e umano, le risorse

Dettagli

Economia dello Sviluppo. Il modello di Harrod-Domar

Economia dello Sviluppo. Il modello di Harrod-Domar Economia dello Sviluppo Il modello di Harrod-Domar Harrod-Domar Il modello di Harrod-Domar è un modello keynesiano di crescita (l analisi keynesiana è una analisi di breve periodo, questo modello è precursore

Dettagli

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it 1 OGGETTO ORARIO DI LAVORO QUESITO (posto in data 29 maggio 2013) Nella nostra unità operativa tutti gli strutturati hanno un orario su 6 giorni eccetto una collega che lavora su 5 giorni. In base a ciò

Dettagli

Il sistema logistico integrato

Il sistema logistico integrato Il sistema logistico integrato Che cos è la logistica? Il concetto di logistica è spesso poco chiaro Per logistica, spesso, s intendono soltanto le attività di distribuzione fisica dei prodotti (trasporto

Dettagli

Incontro Postelprint con OO SS 1/08/2006

Incontro Postelprint con OO SS 1/08/2006 Incontro Postelprint con OO SS 1/08/2006 Forecast 2006 Piano 2007-2009 Executive Summary Roma, 12 giugno 2006 La mission di Postel Postel ha saputo anticipare l evoluzione dello scenario modificando il

Dettagli

RAPPORTO CER Aggiornamenti

RAPPORTO CER Aggiornamenti RAPPORTO CER Aggiornamenti 12 marzo 2015 Timidi segnali di risveglio I dati di gennaio 2015 1 confermano, al netto di alcuni salti statistici, il lento miglioramento nella dinamica delle più importanti

Dettagli

PARTE SECONDA La pianificazione strategica

PARTE SECONDA La pianificazione strategica PARTE SECONDA La pianificazione strategica 1. La pianificazione strategica dell impresa marketing oriented Di cosa parleremo Tutte le principali economie sono attualmente caratterizzate da continui e repentini

Dettagli

WHIT E PAPER. skipper

WHIT E PAPER. skipper WHIT E PAPER skipper Giugno 2003 schedulatore a capacità finita Skipper è un programma di elevato contenuto tecnologico che non richiede particolari installazioni. Si interfaccia con la base dati (comune

Dettagli

Esame del corso di MACROECONOMIA Del 22.07.2015 VERSIONE A) COGNOME NOME

Esame del corso di MACROECONOMIA Del 22.07.2015 VERSIONE A) COGNOME NOME Esame del corso di MACROECONOMIA Del 22.07.2015 VERSIONE A) COGNOME NOME MATRICOLA 1) A B C D 2) A B C D 3) A B C D 4) A B C D 5) A B C D 6) A B C D 7) A B C D 8) A B C D 9) A B C D 10) A B C D 11) A B

Dettagli

IL QUADRO MACROECONOMICO

IL QUADRO MACROECONOMICO S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO LA CONGIUNTURA ECONOMICA - PUNTI DI VISTA E SUGGERIMENTI DI ASSET ALLOCATION IL QUADRO MACROECONOMICO DOTT. ALBERTO BALESTRERI Milano, 16 marzo 2015 S.A.F.

Dettagli

Approcci di marketing per la valorizzazione della carne e dei suoi derivati

Approcci di marketing per la valorizzazione della carne e dei suoi derivati La nuova qualità nel settore delle carni Approcci di marketing per la valorizzazione della carne e dei suoi derivati Roberta Moruzzo Dipartimento di Produzioni Animali, Università di Pisa robemoru@vet.unipi.it

Dettagli

IL QUADRO MACROECONOMICO

IL QUADRO MACROECONOMICO S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO LA CONGIUNTURA ECONOMICA - PUNTI DI VISTA E SUGGERIMENTI DI ASSET ALLOCATION IL QUADRO MACROECONOMICO DOTT. ALBERTO BALESTRERI Milano, 22 novembre 2013 S.A.F.

Dettagli

DIGITAL TRANSFORMATION. Trasformazione del business nell era digitale: Sfide e Opportunità per i CIO

DIGITAL TRANSFORMATION. Trasformazione del business nell era digitale: Sfide e Opportunità per i CIO DIGITAL TRANSFORMATION Trasformazione del business nell era digitale: Sfide e Opportunità per i CIO AL VOSTRO FIANCO NELLA DIGITAL TRANSFORMATION Le nuove tecnologie, tra cui il cloud computing, i social

Dettagli

CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE

CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI URBINO Carlo Bo FACOLTA' DI ECONOMIA CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN ECONOMIA AZIENDALE CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE Alessandro

Dettagli

TECNICO PER LA LOGISTICA INDUSTRIALE Corso IRECOOP/IAL

TECNICO PER LA LOGISTICA INDUSTRIALE Corso IRECOOP/IAL TECNICO PER LA LOGISTICA INDUSTRIALE Corso IRECOOP/IAL Il trasporto: normativa e caratteristiche mezzi Introduzione 1 IL PUNTO DI PARTENZA MICROLOGISTICA: tutto ciò che concettualmente è (o avviene o viene

Dettagli

Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione

Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione CARTA, STAMPA ED EDITORIA Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione Nel primo grafico viene rappresentata la crescita del settore; come misura dell attività si utilizza il valore

Dettagli

IAS 17 : LEASING. Schemi di analisi. Roma, 20 maggio 2011 Prof. Dott. Ubaldo Cacciamani

IAS 17 : LEASING. Schemi di analisi. Roma, 20 maggio 2011 Prof. Dott. Ubaldo Cacciamani IAS 17 : LEASING Schemi di analisi Roma, 20 maggio 2011 Prof. Dott. Ubaldo Cacciamani INDICE SCOPO ED AMBITO DI APPLICAZIONE CLASSIFICAZIONE CONTABILIZZAZIONE VENDITA E RETROLOCAZIONE PRINCIPI CONTABILI

Dettagli

Centri di Smistamento

Centri di Smistamento 1 Centri di Smistamento Progettazione e criteri di dimensionamento Agenda 2 Centri di Smistamento Il Dimensionamento Premessa Campo di applicazione I segmenti di processo Punti di attenzione Linee guida

Dettagli

Leasing secondo lo IAS 17

Leasing secondo lo IAS 17 Leasing secondo lo IAS 17 Leasing: Ias 17 Lo Ias 17 prevede modalità diverse di rappresentazione contabile a seconda si tratti di leasing finanziario o di leasing operativo. Il leasing è un contratto per

Dettagli

APPUNTI DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA PER LA CLASSE IV PROF. FEDERICO MAZZONE CAPITOLO II EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE

APPUNTI DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA PER LA CLASSE IV PROF. FEDERICO MAZZONE CAPITOLO II EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE APPUNTI DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA PER LA CLASSE IV PROF. FEDERICO MAZZONE CAPITOLO II EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE Abbiamo detto che le risorse che costituiscono il reddito nazionale possono essere

Dettagli

La Gestione della Produzione

La Gestione della Produzione La Gestione della Produzione E il processo decisionale attraverso il quale sono organizzate le risorse produttive al fine di conseguire determinati obiettivi. Si estrinseca temporalmente attraverso tre

Dettagli

Economia del Lavoro 2010

Economia del Lavoro 2010 Economia del Lavoro 2010 Capitolo 3 La domanda di lavoro - 1 L ipotesi che le imprese aggiustano istantaneamente la loro occupazione quando cambia la situazione economica è un ipotesi FORTE. In realtà

Dettagli

PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 520 PROCEDURE DI ANALISI COMPARATIVA

PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 520 PROCEDURE DI ANALISI COMPARATIVA PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 520 PROCEDURE DI ANALISI COMPARATIVA (In vigore per le revisioni contabili dei bilanci relativi ai periodi amministrativi che iniziano dal 15 dicembre 2009

Dettagli

LA PALESTRA. 3. Le scelte di make or buy si basano esclusivamente sulla convenienza economica fra le due alternative: a) Vero; b) Falso.

LA PALESTRA. 3. Le scelte di make or buy si basano esclusivamente sulla convenienza economica fra le due alternative: a) Vero; b) Falso. DOMANDE CHIUSE CORSO DI ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE (SECONDA PARTE) LA PALESTRA 1. L attività di pianificazione, gestione e controllo dei flussi fisici dei materiali (m.p., semilavorati, e prodotti

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT

Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT Volume 6 DICEMBRE 2005 CRIF DECISION SOLUTIONS - NOMISMA OVERVIEW CAPITOLO 1 FATTI E TENDENZE INDICE 1.1 L economia internazionale

Dettagli

GPP-I. Gordon Personality Profile Inventory RAPPORTO INTERPRETATIVO. Leonard V. Gordon Adattamento italiano di Luigi Pedrabissi e Massimo Santinello

GPP-I. Gordon Personality Profile Inventory RAPPORTO INTERPRETATIVO. Leonard V. Gordon Adattamento italiano di Luigi Pedrabissi e Massimo Santinello Gordon Personality Profile Inventory Leonard V. Gordon Adattamento italiano di Luigi Pedrabissi e Massimo Santinello RAPPORTO INTERPRETATIVO Report a cura di Chiara Consiglio, Federica Di Massa e Mariella

Dettagli

Guida alla progettazione degli impianti fotovoltaici

Guida alla progettazione degli impianti fotovoltaici Concetti preliminari Un impianto fotovoltaico trasforma direttamente l energia solare in energia elettrica. sso è composto essenzialmente da: moduli o pannelli fotovoltaici; inverter, che trasforma la

Dettagli

IL MERCATO DEL LAVORO IN LOMBARDIA

IL MERCATO DEL LAVORO IN LOMBARDIA IL MERCATO DEL LAVORO IN LOMBARDIA Nota congiunturale trimestrale Giugno 21 In breve Il quadro del mercato del lavoro lombardo rimane nel complesso debole, sebbene con qualche segnale di miglioramento.

Dettagli

UNIONE MONETARIA. I paesi aderenti adottano un unica moneta

UNIONE MONETARIA. I paesi aderenti adottano un unica moneta UNIONE MONETARIA I paesi aderenti adottano un unica moneta Quali implicazioni per la politica economica? unica politica monetaria (obiettivi, organi, strumenti) la politica monetaria assume come riferimento

Dettagli

PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DELLA PRODUZIONE

PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DELLA PRODUZIONE PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DELLA PRODUZIONE PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DELLA PRODUZIONE OBIETTIVI DELLA PIANIFICAZIONE E CONTROLLO: q PROGRAMMARE LA PRODUZIONE OTTIMIZZARE L UTILIZZO DELLA CAPACITA PRODUTTIVA

Dettagli

GESTIONE DELL INFORMAZIONE AZIENDALE GRUPPO A prova scritta del 20 maggio 2004

GESTIONE DELL INFORMAZIONE AZIENDALE GRUPPO A prova scritta del 20 maggio 2004 GESTIONE DELL INFORMAZIONE AZIENDALE GRUPPO A prova scritta del 20 maggio 2004 Rispondere alle seguenti domande marcando a penna la lettera corrispondente alla risposta ritenuta corretta (una sola tra

Dettagli

Tasso di cambio di equilibrio in un contesto intertemporale

Tasso di cambio di equilibrio in un contesto intertemporale Tasso di cambio di equilibrio in un contesto intertemporale Marianna Belloc 1 Approccio NATREX L approccio NATREX, dovuto a Stein (1990, 1999) e basato, come il precedente, su agenti intertemporalmente

Dettagli