Rivista Ligure di Meteorologia n 35 anno X - ottobre 2010

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Rivista Ligure di Meteorologia n 35 anno X - ottobre 2010"

Transcript

1 Rivista Ligure di Meteorologia n 35 anno X - ottobre 2010 DIDATTICA di: Diego Rosa Breve introduzione alle energie rinnovabili (sole, vento, acqua) L'energia idroelettrica Parte terza Azioni di mitigazione: i deflussi minimi vitali Parecchie formule sono state proposte per determinare il deflusso minimo da mantenere in un corso d'acqua, per proteggere in qualche modo l ecosistema fluviale e torrentizio e l ambiente nel suo insieme, formule che portano a valori di portata talora totalmente differenti. Ciò è dovuto anche al fatto che se da un lato è difficile determinare razionalmente dei numeri in un contesto così complesso, dall'altro gli obiettivi di protezione perseguiti sono in realtà assai diversi. Dal punto di vista strettamente protezionistico potremmo dire che il deflusso minimo da mantenere in alveo dovrebbe corrispondere a quella portata o meglio a quel regime idrologico necessario alla sopravivenza a lungo termine delle biocenosi acquatiche e ripariali originarie, alla conservazione di un bilancio equilibrato delle acque sotterranee e della funzione del ciclo idrologico (equilibrio idrogeomorfologico), alla salvaguardia del paesaggio e degli usi plurimi cui il corso d'acqua è destinato (ivi compreso la funzione di balneazione, di svago e di ristoro). A stretto rigore di logica per garantire in modo perfetto tutto ciò le portate ed il trasporto solido necessari sarebbero quelli naturali imperturbati. Ma dato che i corsi d'acqua presentano notevoli variazioni non solo mensili ma anche interannuali delle loro portate e che da una parte l'ecosistema nel suo insieme si adatta a tali variazioni in modo continuo e non traumatico mentre è poco visibile al di sotto di una certa soglia una diminuzione di portata ed ugualmente sino ad un certo limite gli stessi effetti della modifica del regime idraulico (prescindendo dalla presenza di invasi) sono limitati anche sul piano idrogeomorfologico, è ipotizzabile poter determinare a fronte di una perdita accettabile di dimensioni dell'ecosistema acquatico e di naturalità, dei deflussi ridotti, non costanti ma variabili in funzioni delle portate naturali, ancora compatibili con i criteri di salvaguardia indicati. Più arduo pare poter definire soluzioni atte a far fronte alla captazione del materiale solido da parte degli invasi e ripristinare il continuum interrotto dalle dighe. Negli Stati Uniti dove dal Congresso già nell ottobre 1968 è stata trasformato in legge nazionale il Wild and Scenic Rivers Act che protegge i corsi d acqua più importanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico (la lista comprende ormai più di 250 fiumi e torrenti), si è giunti in alcuni casi all abbattimento di dighe ove il rapporto costi (anche ambientali)/benefici non risultasse più accettabile (si veda Finalizzato ad obiettivi assai più limitati deve essere considerato il mantenimento del così detto deflusso minimo vitale, DMV, come deducibile da formule indicate da molte normative ad es. da quelle della Regione Piemonte, delle Autorità di bacino del fiume Po e del Piave, delle

2 province autonome di Trento e Bolzano o della legge svizzera sulle acque, che vedremo in seguito. Questo minimo sovente corrisponde a meno del 10% della portata media annua, e può essere visto come quella portata che garantisce, in un habitat molto più ristretto di quello originario, la sopravivenza di una popolazione ridotta della fauna ittica. L'impatto sull'ecosistema, sul paesaggio e sul bilancio idrogeologico della riduzione delle portate naturali a tali infimi valori mantenuti tutto l anno, è enorme. Gli approcci per definire queste portate si possono suddividere in teorici e sperimentali. Nell'approccio teorico si fa riferimento al bacino sotteso o alle caratteristiche idrologiche del corso d'acqua (portate medie, minime o superate statisticamente un certo numero di gg. l anno). Nell'approccio sperimentale, partendo da un analisi dello specifico tratto fluviale o torrentizio, si determinano mediante opportune elaborazioni dei parametri rilevati, quella portata o portate minime che garantiscono un conveniente habitat per un certa fauna ittica o più in generale una protezione specifica dell ambiente e della sua fruibilità. Il più utilizzato di questi metodi sperimentali è l IFIM (Instream Flow Incremental Methodology). L IFIM (nato e sviluppato negli USA dal FWS - Fish and Wildlife Service nel 1982 con l ultimo aggiornamento del 1998 dovuto a Ken D. Bovee ed altri del USGS, United States Geological Survey ) è un approccio pluridisciplinare, che usa la tecnica dell analisi dei sistemi, al problema degli usi plurimi di un corso d acqua, essendo presenti interessi diversi e contradditori relativi alla utilizzazione ed alla salvaguardia delle acque. Mediante linee guida con cui affrontare il problema ed una serie di modelli e programmi con cui analizzare gli impatti sull ambiente in funzione dell entità dei prelievi, esso si prefigge di definire un quadro razionale degli effetti di differenti ipotesi di utilizzo delle acque, sulla cui base le autorità preposte potranno prendere delle decisioni. Il PHABSIM (Phisical Habitat Simulation System ) è un modulo, il più noto, di tale sistema, che consente di determinare, in funzione della portata residua in alveo, l entità del microhabitat disponibile per una determinata specie ittica nelle varie fasi della sua esistenza su una lunghezza prefissata del corso d'acqua. Due fasi contraddistinguono questo modulo: - analisi dei parametri: velocità, profondità, natura del fondo, in corrispondenza di varie celle di lunghezza unitaria definite nella sezione in esame, in funzione della portata introduzione degli indici(o curve) di idoneità ( suitability index, variabili tra 0 e 1) per la specie in analisi nelle varie fasi del suo sviluppo, relativi a tali parametri. La somma integrale delle aree delle celle elementari moltiplicate per una funzione degli indici di preferenza che le caratterizzano su una lunghezza unitaria dell asta fluviale, ad esempio un miglio, definiscono l area ponderata disponibile, da rapportarsi a quella corrispondente in condizioni ante - prelievo. Tale rapporto è valutato durante tutto il ciclo idrologico naturale. Il prodotto di tale area disponibile per la lunghezza di corso d acqua utilizzabile dalla specie in esame in funzione di altri parametri quali temperatura, ph, ossigeno disciolto ( modello del macrohabitat) rapportato ancora alla situazione naturale non perturbata definisce la frazione di habitat totale disponibile. Un analisi dello stesso tipo può essere condotta anche per determinare un ambiente disponibile ponderato a fronte, ad esempio, di un certo uso ludico o ricreativo delle acque. 2

3 Nella tabella sottostante è riportata una lista di questi criteri e metodologie Formule e metodi proposti Origine 1-Formule basate sulle caratteristiche del bacino idrografico DMV = q*s*s DMV = Deflusso minimo residuo (l/s) q= 2 l/s/kmq (bacini prevalentemente silicei); oppure = 3 l/s/kmq (bacini prevalentemente calcarei) S = area del bacino sotteso DMV = q*s*s Qs =1,6*A*N*P"Q (l/s/kmq) dove: A = fattore di altitudine (provvisoriamente posto uguale ad 1); N = fattore naturalistico funzione dell'ittiofauna e della flora presenti; P = fattore di piovosità annua (h) = 1 per h < 1000 mm; =1,4 per h tra 1000 e 1400 mm; = 1,8 per h > di 1400 mm; Q = fattore di qualità ambientale in 5 classi, compreso tra 1 e 1,3 in funzione della classe di qualità dell'acqua dell'asta fluviale interessata; S = superficie del bacino (km2). Metodo Tyrol Provincia Autonoma di Bolzano. Piano generale per l'utilizzazione delle acque pubbliche Autorità di bacino fiume Po (Attuazione legge "Valtellina") Per derivazioni non irrigue Qr (l/s) = 1,6*S*P*A*N*G*L+M10 Dove: S = Superficie del bacino (km2) P = fattore di piovosità diviso in 5 classi con valori variabili tra 1 e 1,8 A = fattore in funzione dell altitudine media H del bacino : A= 1,2 per H = m e H > 800 m; A = 1,1 per H = m G = fattore geomorfologico provvisoriamente posto = a 1 N = fattore naturalistico con 5 valori tra 1 (aree antropizzate fortemente compromesse) e 1,6 (aree naturali di grande pregio) L = fattore di lunghezza = 1+ D*0,075 con D (km) = lunghezza del tratto che risente della sottrazione di acqua operata dall opera di presa M10 = fattore di modulazione della portata pari al 10% della differenza tra la portata naturale istantanea e la portata residua senza modulazione. Sono imposte inoltre le seguenti limitazioni delle densità delle derivazioni (valide per nuove derivazioni non idropotabili > di 15 l/s) Per derivazioni < a 5000 l/s non deve essere oggetto di captazioni un tratto almeno doppio di quello esistente tra la presa e la restituzione. Per derivazioni > di 5000 l/s tale tratto deve essere almeno il quadruplo. Autorità del Bacino interregionale del Magra 3

4 Per le derivazioni irrigue Portata derivata max 1/3 della portata abituale estiva (media delle mediane dei mesi di luglio, agosto, settembre) e 0,46 (l/s) * Superficie irrigua (ha) Portata rilasciata minima della portata abituale estiva DMV = Qmdv S *Q*N dove: Qmdv = contributo unitario per unità di superficie funzione del regime fluviale (tra 1 e 3,5) S = superficie del bacino Q = fattore di qualità ambientale (tra 1 e 1,3 in funzione del grado di inquinamento presente) N = fattore naturalistico (tre valori 1; 1,2; 1,3 funzione del grado di tutela previsto). I valori di DMV possono essere aumentati in particolari condizioni Regione Valle d Aosta. Delibera del Consiglio regionale del 22/02/ Formule basate sulle portate e sulle caratteristiche del bacino DMV = 1/3 Q355 Q355 = portata superata in media 355 gg. l'anno Provincia Autonoma di Trento: Piano generale per l'utilizzazione delle acque pubbliche DMV=l/10 * QM (portata media); Formula di Matthey: DMV = 15/(L n E) 2 ; con L n = logaritmo naturale; E = Q300 = portata superata in media 300 gg. l'anno oppure portata più probabile Legge francese sulla pesca N. 512/1984. Regolamenti locali in Francia DMV=0,7 *A* B* C*(Q355-N)*S dove: DMV = deflusso minimo vitale (l/s); A=0,7; B = fattore di adeguamento per le concessioni in essere (da 0,1 a 1 nel 2005); C = livello di protezione ambientale (tra 1 e 1,5) funzione della fauna ittica presente e del bacino considerato; (Q355-N) = valore di portata ottenuta come segue: (Q355-N) = 0,5+0,68*Q355 per Q355 < 8 l/s/kmq; (Q355-N) = 6 l/s/kmq per Q355 > 8 l/s/kmq; S= superficie del bacino (kmq) Comunque il DMV non deve superare una certa percentuale della portata media annua, decrescente con essa e compresa tra 1/10 e 1/5 della portata media QM (1/10 per QM > 500 mc/s) Regione Piemonte. Piano Direttore Regionale per l'approvvigionamento idropotabile e l'uso integrato delle risorse idriche. Standard PD-IT/ Modulazione delle portate (suggerita): 1) Qm = DMV + O,1*(Qn-DMV) (MOD-A.1) 2) Qm = 0,1 Qn (MOD-A.2) Dove Qm = portata modulata; Qn = portata naturale. La relazione 1) è quella di riferimento ; la 2). è la relazione di ripiego al di sotto della quale non ha più senso la modulazione. Nel caso che la 1) non sia rispettata, è necessario il "Dossier di Compatibilità Ambientale del Prelievo" : CAP Regione Piemonte. Piano direttore regionale per l'approvvigionamento idropotabile e l'uso integrato delle risorse idriche. Standard PD-IT/

5 DMV (m3/s) = (Kbiol + knat) * 177 * S0,85 * qm * 10-6 Dove: qm = portata specifica media (l/s/km2) kna = coefficiente naturalistico variabile tra 0 e 0,5 in funzione del grado di protezione del tratto fluviale Kbio = coefficiente di criticità biologica variabile tra 1 e 1,6; S = superficie bacino Kbio + knat = 1 per i periodi 1/6-31/8 e 1/12-28/2 salvo per 3 tratte particolari Non è prevista modulazione delle portate Autorità di Bacino dei fiumi: Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta - Bacchiglione. Piano di Bacino del fiume Piave. Piano stralcio per la gestione delle risorse idriche del 5/2/2001. Formule provvisorie (Con modulazione delle portate) DMV = portata più frequente durante l'anno, approssimativamente uguale a Q300 Portata massima derivabile = Q80/Q100 = portata superata mediamente 80/100 gg. l'anno Ogni 2 settimane con deflusso pari o inferiore a DMV, rilascio per almeno un giorno di tutta la portata naturale in alveo (scopo: ripulire periodicamente il fondo impedendone l'impermeabilizzazione da depositi fini organici ed inorganici) Ueli Bundi et al. Ufficio Federale dell Ambiente - Berna - CH (Con modulazione delle portate) Diviso lo scarto tra le portata media mensile minima (Qmin) e media mensile massima in 4 parti uguali = p, si definiscono 4 scaglioni di portata: 1)Qmin - Qmin+p; 2) Qmin+p - Qmin+2p; 3) Qmin +2p - Qmin +3p; 4) Qmin +3p - Qmin+4p Le portate da rilasciare in alveo saranno come minimo : Quelle previste dalla nuova di legge svizzera sulle acque nei mesi con portate medie comprese nel primo scaglione Risp. il 25 %; il 50% ; il 75% delle corrispondenti portate medie mensili, nei mesi con portate medie ricadenti nei successivi tre scaglioni Inoltre nessun prelievo deve essere operato nel mese con portata media mensile massima Geer s Utah Water Records Metodology Definizione di 2 DMV pari risp. alla media delle due portate minime mensili dei 2 semestri annuali: aprilesettembre; ottobre marzo Tennant's Montana Methodology. Vengono definite delle percentuali della portata media annua in funzione dei vari livelli di protezione richiesti : 10% = appena sufficiente per la sopravvivenza della fauna ittica; 30% = buona protezione; 60% = ottima anche per l'utilizzo a fini ricreativi del corso d'acqua DMV = percentuale variabile della portata Q347 tra l 83% per Q347 = 60 l/s ed il 16 % per Q347 = l/s.valori fissi per Q347 > di l/s (10000 l/s) e Q347 < di 60 l/s (50 l/s. Quantità aumentabili ove necessario. Q347 = portata superata mediamente 347 gg l anno. P. Hainard et al. Istituto di Botanica e Geobotanica Sistematica dell'università di Losanna - CH Stato del Montana - USA Stato del Montana - USA Legge federale svizzera sulla protezione delle acque 5

6 DMV = 0,33 QM con QM = portata media annua Germania in generale DMV = 7Q5 = media delle portate di magra di almeno 7 gg consecutivi con tempi di ritorno di 5 anni DMV = DWS per i corsi d acqua più sensibili DMV = 0,5* DWS per quelli meno sensibili Dove DWS è la portata di riferimento della stagione a minore deflusso superficiale DMV = 0,8 *media della portata mensili minima Portata modulata in alveo = 0,5 * portata istantanea di competenza della sezione in situazioni naturali Massima derivabile = portata media Altri valori deflussi minimi: Portate superate in media 1 80%, il 90% dell anno; Portate (minime) superate 7 giorni nell anno con tempi di ritorno di 10 anni. Land del Baden-Wurtenberg National River Authority dello Yorkshire (UK) Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi Piano del Parco Norme di attuazione Autori vari 3 Metodi sperimentali Vari metodi, che definiscono le portate minime a partire dalla situazione specifica del corso d acqua interessato con l obiettivo di garantire un certo grado di presenza e di capacità di riproduzione e di sviluppo della fauna ittica o della capacità del fiume di permettere attività ricreative IFIM = Instream Flow Incremental Methodology Un sistema sofisticato per la soluzione del problema complesso della gestione delle acque nel cui ambito è utilizzato il programma PHABSIM = Phisical Habitat Simulation: DMV = valore trovato sulla curva che dà l area disponibile ponderata (ADP) su un determinato tratto del corso in funzione della portata ADP = Σi V(vi)P(pi)S(si)Ai Dove V,P,S sono gli indici di adattamento biologico ai valori dei parametri: velocità = Vi, profondità = Pi, substrato = Si, tutti variabili tra 0 e 1; Ai l area della cella elementare i. I parametri come la somma delle aree delle celle sono a loro volta funzioni, da determinarsi in loco o mediante modelli, della portata. Il DMV è normalmente determinato individuando il punto per il quale la curva ADP funzione della portata DMV raggiunge il massimo o un valore predeterminato Cooperative Instream Flow Group of the Fish and Wildlife Service - USA 6

7 Energia idroelettrica - impatto ambientale: Riferimenti Siti internet notes2.regione.vda.it/ Riferimenti bibliografici /1/ Aa. Vv, Impatto ambientale delle opere idrauliche, Orientamenti per studi di VIA, CNR- IRSA, Roma, /2/ Aa.Vv, Atti del Convegno: Conseguenze e prospettive dello sfruttamento idroelettrico delle acque di superficie, Provincia di Belluno, Comune di Belluno, Lega Ambiente di Feltre, Belluno, /3/ Aa.Vv, Atti del Convegno: La montagna sfruttata. Il rilancio dell'idroeletttrico, Rivista Alp, Legambiente, Pro Natura Torino et al., Torino, /4/ Aa. Vv, Atti del Convegno: Utilizzazione idrauliche e salvaguardia ambientale nei territori montani, Amministrazione Provinciale di Belluno, Belluno, /5/ Aa. Vv, Atti del Convegno: Ridiamo acqua ai nostri fiumi CIPRA, Province dell arco alpino Sedico Belluno, /6/ Ackeret E., Rapport final du groupe de travail intérdepartemental : Eaux de restitution, Conseil Fédéral Suisse, Berne, /7/ Bundi U., Eichenberger E.et al., Prélèvement dans les cours d' eau. Exigences en matière de débits résiduels pour l écologie des eaux, Office Fédéral del'environnement, des Forêts et du Paysage, Berne, /8/ Cannata P.G., Governo dei bacini idrografici, ETASLIBRI., Milano, /9/ CIPRA, Piccola Documentazione:Gli ultimi fiumi naturali delle Alpi, Vaduz, /10/ Compartimento ENEL di Venezia, Gli Impianti del Piave Venezia, /11/ Ghetti P. F., Manuale per la difesa dei fiumi, Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli, Torino, /12/ Gortani M., Canali di gronda e divortium aquarum, in: Quaderni della ricerca scientifica CNR N.74, Roma, /13/ Hainard P.et al., Incidence de la réduction de débit des cours d' eau sur la flore et la végétation, Office Fédéral de la Protection de l'environnement, Berne, /14/ Marchetti R., Ecologia Pratica, ETASLIBRI, Milano, /15/ Marchetti R. et al., Applicazione del metodo sperimentale PHABSIM per la valutazione 7

8 della portata minima: caso del fiume Toce, Inquinamento,11: 68-74, /16/ Milhous R.T., Effect of sediment transport and flow regulation on the ecology of gravel bed rivers. In Gravel bed rivers, John Wiley & sons Ltd, New York, /17/ Tonini D. Elementi di idrografia ed Idrologia, Libreria Cortina Padova 1983 /18/ Tonini M. Elaborazione dei dati idrologici del fiume Piave in Energia Elettrica N /19/ Pardé M., Fleuves et Rivières, Paris, /20/ Regione Piemonte, Determinazione del DMV -Deflusso minimo vitale in un corso d acqua naturale, (Standard PD-IT/1), Torino, /21/ Reith W. J., Broggi M. F., Appréciation de projets d aménagement hydro-électriques d après les critères de la protection de la nature et du paysage., Office Fédéral des Forêts, Berne, /22/ Regione Piemonte, Istruzioni integrative per l applicazione del DMV -Deflusso minimo vitale in un corso d acqua naturale e relative all introduzione di uno standard di compatibilità ambientale per i prelievi idrici da acque superficiali, (Standard PD-IT/2), Torino, /23/ Réméniéras G., L hydrologie de l ingégneur, Eyrolles, Paris, /24/ Tennant D.L., In-stream flow regimes for fish, wildlife, recreation and related environmental uses,u.s Fish and Wildlife Service /25/T. Merrel, J. Laughlin, Analysis of Methods for Determing Minimum Instream Flows for Recreation, Idaho Forest and Range policy. Analysis Group USA, /26/ Bovee k.d. et al. Stream habitat analysis using the instream flow incremental methodology. USGS -USA /27/ G. Petts and P. Calow, River Restoration, Blackwell Science, Oxford, /28/ G. Petts, Impounded Rivers, John Wiley & Sons, London /29/Collier,M.P.Webb, and J.C. Scmidt : Dam and rivers:a primer on the down effect of Dams USGS - Tucson, circular 1126,1996 /30/Dought Whittaker, Bo Shelby,& John Gangemi: Flow and Recreation-A guide for river Professionals. Whittaker, Shelby,& Gangemi and Hydropower Reform Coalition,Washington, DC, 2005 /31/Brown,T.C. and Daniel,T.C.Landscape aestetics of riparian environments: relationships of flow quantity to scenic quality along a wild and scenic river. Water Resources Research 27 (8), 1991 /32/ Jackson,W.L &R.L. Bescta.Instream flow for rivers: Maitaining stream form and function as a basis for protecting dependent uses. American Institute of Hydrology,

I dati ricavabili da suddette verifiche (tiranti, velocità, etc.) saranno comunque necessari per procedere con la fase progettuale esecutiva.

I dati ricavabili da suddette verifiche (tiranti, velocità, etc.) saranno comunque necessari per procedere con la fase progettuale esecutiva. INDICE 1. Premessa 1 2. Descrizione dei luoghi 1 3. Valutazione degli afflussi meteorici 3 4. Valutazione dei deflussi 6 5. Calcolo del DMV 7 6. Modifiche alle portate attese a seguito delle opere 10 1.

Dettagli

Il monitoraggio del fiume Serio: Inquadramento delle criticità ambientali

Il monitoraggio del fiume Serio: Inquadramento delle criticità ambientali UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO-BICOCCA Dipartimento di Scienze dell Ambiente e del Territorio Il monitoraggio del fiume Serio: Inquadramento delle criticità ambientali Relatore: SERGIO CANOBBIO Seriate,,

Dettagli

Energie rinnovabili e sviluppo sostenibile nelle Alpi

Energie rinnovabili e sviluppo sostenibile nelle Alpi Energie rinnovabili e sviluppo sostenibile nelle Alpi La Direttiva Energie Rinnovabili (RES 2009/28) e la Direttiva Europea Acque (WFD 2000/60) a confronto Il caso del Piemonte Paolo Mancin Settore Tutela

Dettagli

6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano

6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano 6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano Art. 1 Finalità generali del Piano 1. Il presente Piano costituisce piano stralcio di bacino ai sensi del c.6 ter dell art.17

Dettagli

Piano Regionale di Tutela delle Acque del Friuli Venezia Giulia

Piano Regionale di Tutela delle Acque del Friuli Venezia Giulia Associazione Imprenditori Idroelettrici del Friuli Venezia Giulia Monitoraggio dei corsi d'acqua per la realizzazione e la gestione delle derivazioni Palazzo Torriani, Udine, 20 settembre 2013 Piano Regionale

Dettagli

Simone Ciadamidaro, Maria Rita Minciardi, Gian Luigi Rossi ENEA Laboratorio di Ecologia UTTS-ECO - Centro Ricerche ENEA di Saluggia

Simone Ciadamidaro, Maria Rita Minciardi, Gian Luigi Rossi ENEA Laboratorio di Ecologia UTTS-ECO - Centro Ricerche ENEA di Saluggia Sperimentazione di Linee guida per la valutazione della compatibilità ambientale degli impianti idroelettrici sull ecosistema fluviale in ambiente montano Simone Ciadamidaro, Maria Rita Minciardi, Gian

Dettagli

5. MINIMO DEFLUSSO VITALE

5. MINIMO DEFLUSSO VITALE 5.1 Inquadramento legislativo 5. MINIMO DEFLUSSO VITALE L ecosistema fluviale, così come tutti i sistemi naturali, è il risultato dell interazione di molteplici fattori che concorrono alla determinazione

Dettagli

Le osservazioni presentate e le risposte fornite

Le osservazioni presentate e le risposte fornite Percorso di consultazione e partecipazione pubblica del Piano di gestione del rischio di alluvioni e dell aggiornamento del Piano di gestione del distretto idrografico delle Alpi orientali Le osservazioni

Dettagli

La piattaforma acqua della Convenzione delle Alpi

La piattaforma acqua della Convenzione delle Alpi La piattaforma acqua della Convenzione delle Alpi Idroelettrico, piani di gestione e rischio alluvioni Antonio Ballarin Denti 1, Andrea Bianchini 2 1 National Focal Point Alpine Convention 2 EURAC Research

Dettagli

I libri bianchi del Touring Club Italiano n. 12. Rapporto sullo stato del paesaggio italiano - 2001

I libri bianchi del Touring Club Italiano n. 12. Rapporto sullo stato del paesaggio italiano - 2001 I libri bianchi del Touring Club Italiano n. 12 Un Paese spaesato Rapporto sullo stato del paesaggio italiano - 2001 A cura del Comitato per la Bellezza e del Centro Studi TCI I libri bianchi del Touring

Dettagli

AUTORITA INTERREGIONALE

AUTORITA INTERREGIONALE AUTORITA INTERREGIONALE di BACINO della BASILICATA www.adb.basilicata.it Piano di bacino stralcio del bilancio idrico e del deflusso minimo vitale RELAZIONE Collaborazione Sogesid S.p.A. Consulenza scientifica

Dettagli

Gestione delle acque in Svizzera: sviluppi prospettive - strategie

Gestione delle acque in Svizzera: sviluppi prospettive - strategie Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni DATEC Ufficio federale dell'ambiente UFAM Divisione Acqua STRADA - Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici

Dettagli

GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE

GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE G. Cacciabue, V.Debrando 1 La mitigazione degli effetti prodotti sul territorio

Dettagli

ESTRATTO DAL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DEL FIUME PO ELABORATO 7, ALLEGATO 7.2 RICOGNIZIONE DELLE MISURE IN REGIONE PIEMONTE

ESTRATTO DAL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DEL FIUME PO ELABORATO 7, ALLEGATO 7.2 RICOGNIZIONE DELLE MISURE IN REGIONE PIEMONTE ESTRATTO DAL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DEL FIUME PO ELABORATO 7, ALLEGATO 7.2 RICOGNIZIONE DELLE MISURE 5 DETTAGLI E MISURE Direttiva 79/409/CEE sugli uccelli selvatici e successivi atti

Dettagli

Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO

Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO Piano di Gestione delle Acque I Aggiornamento Rapporto tra PDGAcque e altri piani di indirizzo: PDGAlluvioni, Piano di Sviluppo Rurale, Piano di Indirizzo

Dettagli

La proge&azione dei pozzi per acqua e la tutela delle falde - Il proge&o di Norma UNI

La proge&azione dei pozzi per acqua e la tutela delle falde - Il proge&o di Norma UNI La proge&azione dei pozzi per acqua e la tutela delle falde - Il proge&o di Norma UNI Tavola rotonda sul tema Proge&azione e sostenibilità dei pozzi per lo scambio termico nelle falde padane Ing. Roberto

Dettagli

PICCOLI IMPIANTI IDROELETTRICI. Elettricità da Fonti Rinnovabili in Liguria

PICCOLI IMPIANTI IDROELETTRICI. Elettricità da Fonti Rinnovabili in Liguria PICCOLI IMPIANTI IDROELETTRICI Elettricità da Fonti Rinnovabili in Liguria ENERGIA IDROELETTRICA La potenza dell impianto dipende dalle caratteristiche della fonte considerata ed in particolare è funzione

Dettagli

Piano di Gestione del Distretto Idrografico dell Appennino Centrale - I aggiornamento

Piano di Gestione del Distretto Idrografico dell Appennino Centrale - I aggiornamento DIREZIONE LL. PP., CICLO IDRICO INTEGRATO, DIFESA DEL SUOLO E DELLA COSTA, PROTEZIONE CIVILE Piano di Gestione del Distretto Idrografico dell Appennino Centrale - I aggiornamento Le attività della Regione

Dettagli

Linee guida per il rilascio del parere di compatibilità delle utilizzazioni idriche ad uso di scambio termico con il bilancio idrogeologico

Linee guida per il rilascio del parere di compatibilità delle utilizzazioni idriche ad uso di scambio termico con il bilancio idrogeologico La Geotecnica nel governo delle risorse acqua, suolo e sistema infrastru6urale/ culturale Linee guida per il rilascio del parere di compatibilità delle utilizzazioni idriche ad uso di scambio termico con

Dettagli

PARCO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

PARCO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI PARCO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI Attuazione: società SIDITAL s.r.l. In accordo di Programma con: Regione Abruzzo Comuni di Cepagatti, San Giovanni Teatino, Spoltore; Province di

Dettagli

Studio per la definizione del programma di gestione dei sedimenti sul torrente Gesso attraversamento di Cuneo

Studio per la definizione del programma di gestione dei sedimenti sul torrente Gesso attraversamento di Cuneo Direzione Opere Pubbliche, Difesa del Suolo, Economia Montana e Foreste Settore Pianificazione e Difesa del Suolo Via Petrarca, 44 Torino Studio per la definizione del programma di gestione dei sedimenti

Dettagli

progetto organizzato da PRO NATURA TORINO

progetto organizzato da PRO NATURA TORINO progetto organizzato da PRO NATURA TORINO con la partecipazione di Pro Natura Piemonte Univ. di Torino - Fac. Veterinaria Parco Nazionale Gran Paradiso CIPRA Italia con il contributo della Regione Piemonte

Dettagli

Direzione Ambiente. Guida tecnica

Direzione Ambiente. Guida tecnica Direzione Ambiente Guida tecnica Procedimento di verifica di assoggettabilita alla VAS dei Programmi di interventi di sistemazione idrogeologica e manutenzione montana (PISIMM) ( art. 12 d. lgs. 152/2006

Dettagli

sis i tema m o ga g ni n c i o o d i d i a ree p r p ot o ette

sis i tema m o ga g ni n c i o o d i d i a ree p r p ot o ette La Lombardia è stata la prima regione a dotarsi di un sistema organico di aree protette (l.r. 86/1983), che comprende: 24 Parchi regionali, 13 Parchi naturali, 65 Riserve naturali, 32 Monumenti naturali.

Dettagli

Valutazione degli usi compatibili e possibili integrazioni di piani, programmi e regolamenti

Valutazione degli usi compatibili e possibili integrazioni di piani, programmi e regolamenti Valutazione degli usi compatibili e possibili integrazioni di piani, programmi e regolamenti Inquinamento un vecchio problema ancora attuale! Carenza d acqua: l altra faccia della medaglia obiettivo: buono

Dettagli

I LAGHI E LA CAPACITA MODERATRICE DELLE PIENE

I LAGHI E LA CAPACITA MODERATRICE DELLE PIENE I LAGHI E LA CAPACITA MODERATRICE DELLE PIENE Luigi Natale -Università di Pavia LAGHI DELLA BILANCIA I LAGHI LOMBARDI E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO GIORNATA MONDIALE DELL ACQUA 22 MARZO 2014 L EQUAZIONE DEI

Dettagli

Dal Panperduto a Milano Expo un esempio di innovazione per la multifunzionalita' dei canali

Dal Panperduto a Milano Expo un esempio di innovazione per la multifunzionalita' dei canali Dal Panperduto a Milano Expo un esempio di innovazione per la multifunzionalita' dei canali Dott. Massimo Lazzarini Direttore Area Programmazione ---- Padova 20 marzo 2013 Le acque del Comprensorio di

Dettagli

Difesa del suolo e pianificazione dei bacini idrografici

Difesa del suolo e pianificazione dei bacini idrografici Quadro normativo: Legge 183/89, «Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo» Si intende: a) per suolo: il territorio, il suolo, il sottosuolo, gli abitati e le opere infrastrutturali;

Dettagli

GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Progr.Num. 2102/2013 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Questo giorno lunedì 30 del mese di dicembre dell' anno 2013 si è riunita nella residenza di la Giunta regionale con l'intervento dei Signori: via

Dettagli

Progetto OSSERVO E MISURO.L ACQUA Per scuola sec di 1 grado e biennio di scuola sec. di 2 grado

Progetto OSSERVO E MISURO.L ACQUA Per scuola sec di 1 grado e biennio di scuola sec. di 2 grado Progetto OSSERVO E MISURO.L ACQUA Per scuola sec di 1 grado e biennio di scuola sec. di 2 grado ECOLOGIA A MIRABILANDIA Gli organismi delle comunità di un ambiente naturale non vivono isolati. Ciascuno

Dettagli

PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE DELLA SICILIA (di cui all'art. 121 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n 152)

PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE DELLA SICILIA (di cui all'art. 121 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n 152) Commissario Delegato per l Emergenza Bonifiche e la Tutela delle Acque in Sicilia PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE DELLA SICILIA (di cui all'art. 121 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n 152) Direttive

Dettagli

La gestione degli eventi di scarsità idrica e siccità nel bacino del Po

La gestione degli eventi di scarsità idrica e siccità nel bacino del Po Progetto WARBO Water Re-born Artificial recharge Innovative technologies for the Sustainable Management of Water Resources Copparo, 31 gennaio 2012 La gestione degli eventi di scarsità idrica e siccità

Dettagli

"Incuranti delle proteste dei Comitati cittadini -della legislazione Nazionale e dei regolamenti urbanistici Comunali la Regione

Incuranti delle proteste dei Comitati cittadini -della legislazione Nazionale e dei regolamenti urbanistici Comunali la Regione Il Mini Idroelettrico Ing., PhD con il contributo dell Ing. David Casini Chi sono Il nostro rapporto con l energia Fonti Energetiche Rinnovabili "Incuranti delle proteste dei Comitati cittadini -della

Dettagli

DIREZIONE GENERALE AMBIENTE, ENERGIA E RETI

DIREZIONE GENERALE AMBIENTE, ENERGIA E RETI 8127 13/08/2010 Identificativo Atto n. 514 DIREZIONE GENERALE AMBIENTE, ENERGIA E RETI IMPIANTO IDROELETTRICO AD ACQUA FLUENTE, DA REALIZZARSI SUL FIUME MELLA, A VALLE DEL CENTRO ABITATO DI COLLIO FINO

Dettagli

LA SPESA AMBIENTALE DELLE AMMINISTRAZIONI REGIONALI

LA SPESA AMBIENTALE DELLE AMMINISTRAZIONI REGIONALI 4. suolo e risanamento acque del sottosuolo e di superficie 10. risorse idriche 6. biodiversità e paesaggio 2. acque reflue 11. risorse forestali 3. rifiuti 13. materie prime energetiche 1. aria e clima

Dettagli

Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI

Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 Il Piano per l assetto idrogeologico ha lo scopo di assicurare, attraverso vincoli, direttive e la programmazione di opere strutturali, la difesa del suolo - in coerenza con le finalità generali indicate

Dettagli

PARTE II PROGETTO MEDDMAN - MEDOCC

PARTE II PROGETTO MEDDMAN - MEDOCC 137 PARTE II PROGETTO MEDDMAN - MEDOCC VALENZA TRASNAZIONALE DEL MODELLO DI GOVERNANCE DELLE RISORSE IDRICHE NELL AMBITO DELL ADP TRA LE REGIONI BASILICATA, PUGLIA E LO STATO 139 PROGETTO MEDDMAN - MEDOCC:

Dettagli

Il mondo della pesca nel Veneto: numeri, problematiche e iniziative.

Il mondo della pesca nel Veneto: numeri, problematiche e iniziative. Il mondo della pesca nel Veneto: numeri, problematiche e iniziative. Dott. Mario Richieri Dirigente Regionale Unità di Progetto Caccia e Pesca Dott. Luca Tenderini Responsabile Ufficio Pesca Villa Cordellina

Dettagli

misure di attuazione del PTA: il dmv e i misuratori di portata

misure di attuazione del PTA: il dmv e i misuratori di portata misure di attuazione del PTA: il dmv e i misuratori di portata Walter Mattalia 23 ottobre 2009 disciplina legge 183/1989 introduce il concetto del DMV da assicurare ai corpi idrici naturali nei periodi

Dettagli

SEDALP: SEDIMENT MANAGEMENT IN ALPINE BASIN: INTEGRATING SEDIMENT CONTINUUM, RISK MITIGATION AND HYDROPOWER

SEDALP: SEDIMENT MANAGEMENT IN ALPINE BASIN: INTEGRATING SEDIMENT CONTINUUM, RISK MITIGATION AND HYDROPOWER Programma Spazio Alpino Cooperazione territoriale europea 2007 2013 Priorità 3: ambiente e prevenzione del rischio SEDALP: SEDIMENT MANAGEMENT IN ALPINE BASIN: INTEGRATING SEDIMENT CONTINUUM, RISK MITIGATION

Dettagli

Il Torrente Lura Problematiche e Prospettive

Il Torrente Lura Problematiche e Prospettive Sergio Canobbio Il Torrente Lura Problematiche e Prospettive Caronno P., 09-04 04-2010 La problematica Ambientale ALTERAZIONI: 1. QUALITA DELL ACQUA 1 3 2. REGIME IDRAULICO 3. MORFOLOGIA DELL AMBIENTE

Dettagli

Provincia Autonoma di Bolzano Utilizzo idroelettrico e tutela delle acque

Provincia Autonoma di Bolzano Utilizzo idroelettrico e tutela delle acque Abteilung 29 - Landesagentur für Umwelt Amt 29.4 Amt für Gewässerschutz Ripartizione 29 Agenzia provinciale per l ambiente Ufficio 29.4 Ufficio tutela acque Energie rinnovabili e sviluppo sostenibile nelle

Dettagli

SOMMARIO 1. INTRODUZIONE...2 2. DESCRIZIONE SINTETICA DELLE ATTREZZATURE E DEI SISTEMI PREVISTI PER LA GESTIONE E MANUTENZIONE DELLE OPERE..

SOMMARIO 1. INTRODUZIONE...2 2. DESCRIZIONE SINTETICA DELLE ATTREZZATURE E DEI SISTEMI PREVISTI PER LA GESTIONE E MANUTENZIONE DELLE OPERE.. SOMMARIO 1. INTRODUZIONE...2 2. DESCRIZIONE SINTETICA DELLE ATTREZZATURE E DEI SISTEMI PREVISTI PER LA GESTIONE E MANUTENZIONE DELLE OPERE..2 3. MODALITÀ DI USO CORRETTO DELLE OPERE...4 4. LIVELLO MINIMO

Dettagli

ENERGIA IDROELETTRICA. KIT: modellino centrale idroelettrica di Entracque OPERATORI: Francesca Papaleo e Stefania Musso

ENERGIA IDROELETTRICA. KIT: modellino centrale idroelettrica di Entracque OPERATORI: Francesca Papaleo e Stefania Musso ENERGIA IDROELETTRICA KIT: modellino centrale idroelettrica di Entracque OPERATORI: Francesca Papaleo e Stefania Musso DEFINIZIONE DI CENTRALE IDROELETTRICA CENTRALE IDROELETTRICA si intende una serie

Dettagli

Dighe e territorio. Benefici e problemi: una possibile soluzione

Dighe e territorio. Benefici e problemi: una possibile soluzione Dighe e territorio Benefici e problemi: una possibile soluzione Mario Trogni Bolzano, 15 maggio 2014 La Società Costituzione 1 giugno 2010 60% 40% 1 Il maggiore produttore dell Alto Adige Produzione media

Dettagli

ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI

ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI - ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI - pag. 1 ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI PARTE 1 a - ANALISI 1 FLORA E VEGETAZIONE Dati disponibili che verranno utilizzati per il presente lavoro: Documento anno Note, possibilità

Dettagli

Art. 1 (Istituzione) 2. Il parco è classificato ai sensi dell art. 10, comma 1 della legge regionale 14 luglio 2003, n. 10 come parco marino.

Art. 1 (Istituzione) 2. Il parco è classificato ai sensi dell art. 10, comma 1 della legge regionale 14 luglio 2003, n. 10 come parco marino. Legge regionale 21 aprile 2008, n. 11 Istituzione del Parco Marino Regionale Costa dei Gelsomini. (BUR n. 8 del 16 aprile 2008, supplemento straordinario n. 2 del 29 aprile 2008) Art. 1 (Istituzione) 1.

Dettagli

IDROELETTRICO DI PICCOLA TAGLIA

IDROELETTRICO DI PICCOLA TAGLIA IDROELETTRICO DI PICCOLA TAGLIA Che cos è Il principio su cui si basa la produzione delle centrali idroelettriche è la trasformazione dell energia potenziale, posseduta da una massa di acqua per effetto

Dettagli

Emergenza idrica 2005 D.G. Agricoltura - Situazione aggiornata a seguito della riunione del 24 giugno

Emergenza idrica 2005 D.G. Agricoltura - Situazione aggiornata a seguito della riunione del 24 giugno Emergenza idrica 2005 D.G. Agricoltura - Situazione aggiornata a seguito della riunione del 24 giugno Scenario di riferimento Il sistema irriguo della pianura lombarda è costituito da un sistema idraulico

Dettagli

Consulenza ambientale. Febbraio 2009

Consulenza ambientale. Febbraio 2009 Febbraio 2009 e l ambiente Don't blow it - good planets are hard to find. Time Magazine ha una visione globale e trasversale delle problematiche ambientali e supporta i propri clienti in diverse aree strategiche:

Dettagli

LIFE11 ENVIT/00243 LIFE RII RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA IDRAULICO- AMBIENTALE DEI RII APPARTENENTI ALLA FASCIA PEDEMONTANA DELL EMILIA ROMAGNA

LIFE11 ENVIT/00243 LIFE RII RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA IDRAULICO- AMBIENTALE DEI RII APPARTENENTI ALLA FASCIA PEDEMONTANA DELL EMILIA ROMAGNA Progetto: LIFE11 ENVIT/00243 LIFE RII RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA IDRAULICO- AMBIENTALE DEI RII APPARTENENTI ALLA FASCIA PEDEMONTANA DELL EMILIA ROMAGNA Metodologia monitoraggio elementi chimico fisici,

Dettagli

L uso idroelettrico delle acque nel bacino del Serchio

L uso idroelettrico delle acque nel bacino del Serchio L uso idroelettrico delle acque nel bacino del Serchio Lucca, 30 aprile 2009 Amelio Brunelli La distribuzione sul territorio del parco Enel Asta Serchio/Lima 17 Impianti - Province: 6 - Comuni: 28 Asta

Dettagli

Catasti digitali delle derivazioni e degli attingimenti dai corpi idrici superficiali della provincia di Piacenza.

Catasti digitali delle derivazioni e degli attingimenti dai corpi idrici superficiali della provincia di Piacenza. Amministrazione Provinciale di Piacenza Dipartimento Politiche di Gestione del territorio e Tutela dell ambiente. UOA Monitoraggio delle risorse territoriali e ambientali. Loc. Gariga, 29027 Podenzano

Dettagli

IDROELETTRICO. Tommaso Tautonico 25/01/10 www.alternativasostenibile.it

IDROELETTRICO. Tommaso Tautonico 25/01/10 www.alternativasostenibile.it IDROELETTRICO Energia idroelettrica è un termine usato per definire l'energia elettrica ottenibile a partire da una caduta d'acqua, convertendo con apposito macchinario l'energia meccanica contenuta nella

Dettagli

Corso di Energetica A.A. 2013/2014

Corso di Energetica A.A. 2013/2014 Corso di Energetica A.A. 2013/2014 Mini Idroelettrico Parte Prima Prof. Ing. Renato Ricci Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche Università Politecnica delle Marche Lo sfruttamento

Dettagli

Titolo. Consorzio D.R.I.F.T

Titolo. Consorzio D.R.I.F.T Titolo Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento del territorio Ufficio della caccia e della pesca Consorzio D.R.I.F.T Alberto E. Conelli Oikos 2 Consulenza e ingegneria ambientale Sagl Monte Carasso (Ticino

Dettagli

LIVELLI E PORTATE MEDIE GIORNALIERE DEL FIUME BRENTA A BARZIZA NELL ANNO 2008

LIVELLI E PORTATE MEDIE GIORNALIERE DEL FIUME BRENTA A BARZIZA NELL ANNO 2008 DIPARTIMENTO REGIONALE PER LA SICUREZZA DEL TERRITORIO NELL ANNO 2008 ARPAV Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio Alberto Luchetta Progetto e realizzazione Italo Saccardo Gianmario Egiatti

Dettagli

Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009

Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0351 Ambito territoriale di Isola di Pantelleria PIANO DI GESTIONE versione

Dettagli

Dipartimento di Scienze dell Ambiente e del Territorio Università degli Studi di Milano - Bicocca. Sergio Canobbio

Dipartimento di Scienze dell Ambiente e del Territorio Università degli Studi di Milano - Bicocca. Sergio Canobbio Sergio Canobbio Il Torrente Lura Problematiche e Prospettive Saronno, 16-11-2009 La problematica Ambientale ALTERAZIONI: 1. QUALITA DELL ACQUA 1 3 2. REGIME IDRAULICO 3. MORFOLOGIA DELL AMBIENTE FLUVIALE

Dettagli

Minidraulica. Gli impianti possono essere poi: A. ad acqua fluente; B. a bacino; C. di accumulo a mezzo pompaggio.

Minidraulica. Gli impianti possono essere poi: A. ad acqua fluente; B. a bacino; C. di accumulo a mezzo pompaggio. Minidraulica Quadro sintetico della tecnologia, degli impianti e delle macchine Energia idroelettrica è un termine usato per definire l'energia elettrica ottenibile a partire da una caduta d'acqua, convertendo

Dettagli

Autorità di Bacino DEI FIUMI ISONZO, TAGLIAMENTO, LIVENZA, PIAVE, BRENTA-BACCHIGLIONE

Autorità di Bacino DEI FIUMI ISONZO, TAGLIAMENTO, LIVENZA, PIAVE, BRENTA-BACCHIGLIONE Autorità di Bacino DEI FIUMI ISONZO, TAGLIAMENTO, LIVENZA, PIAVE, BRENTA-BACCHIGLIONE (legge 18 maggio 1989 n.183 art.12) ELEMENTI CONOSCITIVI DA FORNIRE CON LE DOMANDE DI CONCESSIONE DI DERIVAZIONE D'ACQUA

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Celebre Pasquale Data di nascita 13/12/1976

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Celebre Pasquale Data di nascita 13/12/1976 INFORMAZIONI PERSONALI Nome Celebre Pasquale Data di nascita 13/12/1976 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio II Fascia REGIONE CALABRIA Dirigente - Servizio n.10, Sistema

Dettagli

1. La Direttiva «Habitat» 1

1. La Direttiva «Habitat» 1 1. La Direttiva «Habitat» 1 1.1 Introduzione Il 21 maggio 1992 la Commissione Europea ha deliberato la «Direttiva relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della

Dettagli

LE PAROLE DEL PIANO ALLUVIONI: UN GLOSSARIO PER CAPIRSI

LE PAROLE DEL PIANO ALLUVIONI: UN GLOSSARIO PER CAPIRSI LE PAROLE DEL PIANO ALLUVIONI: UN GLOSSARIO PER CAPIRSI Ing. Irma Bonetto, Geol. Fabio Giuriato, Dott. Matteo Bisaglia Livenza, Piave, Brenta- Bacchiglione Ing. Nicola Gaspardo Regione del Veneto Alluvione

Dettagli

Gestione integrata e partecipata delle risorse idriche

Gestione integrata e partecipata delle risorse idriche Gestione integrata e partecipata delle risorse idriche Quadro legislativo Direttiva 2000/60/CE D.Lgs 152/2006, riportante Norme in materia ambientale Piano di Gestione del distretto idrografico del Fiume

Dettagli

Capitolo 3 Caratterizzazione delle aree protette

Capitolo 3 Caratterizzazione delle aree protette Piano di gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali Bacino del fiume Lemene Capitolo 3 Bacino del fiume Lemene INDICE 3. CARATTERIZZAZIONE DELLE AREE PROTETTE... 1 3.1. AREE PER L ESTRAZIONE

Dettagli

PREMESSO CHE: Autorità di bacino Alto Adriatico Comitato Istituzionale - delibera n. 4/2010 - Pagina 2

PREMESSO CHE: Autorità di bacino Alto Adriatico Comitato Istituzionale - delibera n. 4/2010 - Pagina 2 DELIBERA N. 4 Seduta del 21 dicembre 2010 OGGETTO: Adozione del Piano stralcio per l assetto idrogeologico del bacino del fiume Livenza. IL COMITATO ISTITUZIONALE VISTO il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152

Dettagli

L AUTORITA PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

L AUTORITA PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS Deliberazione 22 dicembre 1998 Definizione dei prezzi di cessione delle eccedenze di energia elettrica prodotta da impianti idroelettrici ad acqua fluente fino a 3MW (Deliberazione n. 162/98) Nella riunione

Dettagli

ANALISI E GESTIONE AMBIENTALE

ANALISI E GESTIONE AMBIENTALE Università degli Studi di Palermo Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali MANIFESTO DEGLI STUDI Anno Accademico 2009/2010 CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN ANALISI E GESTIONE AMBIENTALE Classe

Dettagli

RICHIESTA DI MORATORIA NELLA REALIZZAZIONE DI CENTRALI IDROELETTRICHE IN VALLE D AOSTA

RICHIESTA DI MORATORIA NELLA REALIZZAZIONE DI CENTRALI IDROELETTRICHE IN VALLE D AOSTA Via delle Betulle 84 11100 - Aosta legambientevda@teletu.it tel. 0165 40863 fax. 0165 32972 LEGAMBIENTE VALLE D AOSTA RICHIESTA DI MORATORIA NELLA REALIZZAZIONE DI CENTRALI IDROELETTRICHE IN VALLE D AOSTA

Dettagli

Siccità, Acqua e Coste. Studio Pilota. L impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione idroelettrica in Trentino, Italia

Siccità, Acqua e Coste. Studio Pilota. L impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione idroelettrica in Trentino, Italia C E N T R O T E M AT I C O l Siccità, Acqua e Coste Studio Pilota L impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione idroelettrica in Trentino, Italia Il Centro Tematico Siccità, Acqua e Coste del progetto

Dettagli

il Piano di Tutela delle Acque

il Piano di Tutela delle Acque Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna servizio idraulica Gestione delle acque sotterrane e superficiali in Friuli Venezia Giulia il Piano di Tutela delle Acque ing. D. Iervolino

Dettagli

VERSO IL CONTRATTO dei FIUMI SELE, TANAGRO E CALORE

VERSO IL CONTRATTO dei FIUMI SELE, TANAGRO E CALORE VERSO IL CONTRATTO dei FIUMI SELE, TANAGRO E CALORE Aula Consiliare Contursi Terme (SA), 30 luglio 2014 Geologo Rocco Lafratta referente CIRF Campania www.cirf.org r.lafratta@cirf.org - 3386996022 Cos

Dettagli

Progetto per la realizzazione di un Impianto di mini-idroelettrico sul Fiume Marecchia località Ponte Verucchio.

Progetto per la realizzazione di un Impianto di mini-idroelettrico sul Fiume Marecchia località Ponte Verucchio. Progetto per la realizzazione di un Impianto di mini-idroelettrico sul Fiume Marecchia in località Ponte Verucchio. www.gecosistema.it STORIA DEL PROGETTO Aprile 2005 Primo sopraluogo di GECOsistema presso

Dettagli

IMPIANTO IDROELETTRICO AD ACQUA FLUENTE SUL FIUME ADIGE ANALISI IDRAULICA BIDIMENSIONALE ED EVOLUZIONE MORFOLOGICA DEL FONDO ALVEO

IMPIANTO IDROELETTRICO AD ACQUA FLUENTE SUL FIUME ADIGE ANALISI IDRAULICA BIDIMENSIONALE ED EVOLUZIONE MORFOLOGICA DEL FONDO ALVEO IMPIANTO IDROELETTRICO AD ACQUA FLUENTE SUL FIUME ADIGE ANALISI IDRAULICA BIDIMENSIONALE ED EVOLUZIONE MORFOLOGICA DEL FONDO ALVEO Torino, 9-10 Ottobre 2013 Ing. S. Rossato L'impianto idroelettrico Corso

Dettagli

Cap. 1. Cap. 1.1 La valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici nei processi decisionali

Cap. 1. Cap. 1.1 La valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici nei processi decisionali Cap. 1 Cap. 1.1 La valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici nei processi decisionali 1.1.1 Quadro di riferimento: la valutazione del rischio ambientale e l analisi del rischio Il rapido

Dettagli

PERCENTUALE LAGHI IN CLASSE DI QUALITÀ BUONA O ELEVATA NELLA REGIONE LAZIO (LTLeco)

PERCENTUALE LAGHI IN CLASSE DI QUALITÀ BUONA O ELEVATA NELLA REGIONE LAZIO (LTLeco) PERCENTUALE LAGHI IN CLASSE DI QUALITÀ BUONA O ELEVATA NELLA REGIONE LAZIO (LTLeco) Classificazione sulla base degli elementi di qualità fisico chimica: LTLeco 100 80 Percentuale 60 40 20 0 2008 2009 2010

Dettagli

In calo la spesa per l ambiente delle amministrazioni regionali

In calo la spesa per l ambiente delle amministrazioni regionali 10 gennaio 2014 Anni 2004-2011 LA SPESA AMBIENTALE DELLE AMMINISTRAZIONI REGIONALI Nel 2011 l ammontare della spesa ambientale delle amministrazioni regionali italiane è pari a 4.094 milioni di euro, con

Dettagli

PICCOLO IDROELETTRICO E SVILUPPO LOCALE. Progetto SHERPA

PICCOLO IDROELETTRICO E SVILUPPO LOCALE. Progetto SHERPA PICCOLO IDROELETTRICO E SVILUPPO LOCALE Progetto SHERPA Work Package 5 Chi è APER Associazione Produttori di Energia da fonti Rinnovabili la maggiore associazione italiana della categoria Produttori associati

Dettagli

Energia dall acqua acqua in montagna

Energia dall acqua acqua in montagna Energia dall acqua acqua in montagna Solaro ((MI MI) ) 13 giugno 2009 La montagna come risorsa energetica? Riferimento Biogeografico 1 o STEP Acquisizione di informazioni e competenze tecniche adeguate:

Dettagli

PROPOSTE PER L EDUCAZIONE

PROPOSTE PER L EDUCAZIONE CONSORZIO PARCO REGIONALEDEI LAGHI DI SUVIANA EBRAS PROPOSTE PER L EDUCAZIONE AMBIENTALE DEL PARCO REGIONALE DEI LAGHI DI SUVIANA E BRASIMONE PER L ANNO SCOLASTICO 2008/2009 Le proposte del Parco dei Laghi

Dettagli

PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI

PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Dipartimento Risorse Forestali e Montane Servizio Bacini Montani PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI Valutazione

Dettagli

Il Serio: agire per tutelare

Il Serio: agire per tutelare Il Serio: agire per tutelare * 17 ottobre 2015 Bergamo a cura di ing. Merati Claudio ing. Rota Sperti Loretta STER Bergamo Perché tutelare? Risorse essenziali: funzioni Ambientale Culturale Energetica

Dettagli

Aree protette della Lombardia

Aree protette della Lombardia 16. Aree protette della lombardia La Lombardia è stata la prima regione in Italia a dotarsi di un sistema organico di aree protette. Già nel 1973, con la legge regionale n.58, venivano dettate le prime

Dettagli

Lombardia in nomi e cifre

Lombardia in nomi e cifre Stato dell acqua Lombardia in nomi e cifre I grandi fiumi Po, Ticino, Adda, Oglio, Cherio,, Chiese, e Mincio Olona, Lambro, Brembo,, Serio e Mella Regime di deflusso stabile Regime di deflusso stabile

Dettagli

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE E TECNOLOGIE PER L AMBIENTE E IL TERRITORIO Classe LM-75 (DM 270 del 22/10/2004 e DM 50 del 23/12/2010)

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE E TECNOLOGIE PER L AMBIENTE E IL TERRITORIO Classe LM-75 (DM 270 del 22/10/2004 e DM 50 del 23/12/2010) CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE E TECNOLOGIE PER L AMBIENTE E IL TERRITORIO Classe LM-75 (DM 270 del 22/10/2004 e DM 50 del 23/12/2010) Il Corso di laurea magistrale in Scienze e Tecnologie per l

Dettagli

Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile (GrussTI) Coordinamento: Cancelleria dello Stato, Bellinzona Presentazione a cura di Sabrina Caneva

Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile (GrussTI) Coordinamento: Cancelleria dello Stato, Bellinzona Presentazione a cura di Sabrina Caneva Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile (GrussTI) Coordinamento: Cancelleria dello Stato, Bellinzona Presentazione a cura di Sabrina Caneva Sviluppo sostenibile e gestione responsabile delle risorse

Dettagli

ALTO TREVIGIANO SERVIZI s.r.l.

ALTO TREVIGIANO SERVIZI s.r.l. 1 INDICE 1. PREMESSA... 2 2. IL CALCOLO DEI CARICHI IDRAULICI AFFERENTI ALL IMPIANTO DI SALVATRONDA. 4 2.1 I COMUNI INTERESSATI DALL INTERVENTO DI PROGETTO... 4 2.2 PORTATE NERE TEORICHE... 4 2.3 PORTATE

Dettagli

TEMA GESTIONE DELLA RISORSA IDRICA

TEMA GESTIONE DELLA RISORSA IDRICA VERSO IL CONTRATTO DI FIUME DEL TEMA IPOTESI DI PROGRAMMA DI AZIONE EMERSA DURANTE GLI INCONTRI PUBBLICI DI DISCUSSIONE NOTA Alcune parti del programma indicate in rosso saranno completate a valle degli

Dettagli

I programmi di gestione dei sedimenti: strumenti di studio, pianificazione e integrazione.

I programmi di gestione dei sedimenti: strumenti di studio, pianificazione e integrazione. I programmi di gestione dei sedimenti: strumenti di studio, pianificazione e integrazione. G. Gaido, 1 C. Silvestro 1 1 Regione Piemonte, Direzione opere pubbliche, difesa del suolo, economia montana e

Dettagli

IL DIRIGENTE RESPONSABILE VISTI

IL DIRIGENTE RESPONSABILE VISTI REGIONE PIEMONTE BU32 08/08/2013 Provincia Varese - Settore Ecologia ed energia Provvedimento n. 1872 del 07/06/2013: Concessione alla Società Enel Green Power Villoresi S.r.l. per utilizzare a scopo idroelettrico

Dettagli

LE SCALE DI RISALITA PER I PESCI

LE SCALE DI RISALITA PER I PESCI LE SCALE DI RISALITA PER I PESCI SCOPO DEL LAVORO Studiare: l utilità delle scale di risalita per i pesci le varie tipologie di scala il dimensionamento di ognuna i criteri per la scelta della tipologia

Dettagli

Associazione Pescatori Sportivi e Subacquei Lodigiani P.le degli Sports,1 26900 Lodi 0371 432700 0371 30499 @ apssl@fipsaslodi.it

Associazione Pescatori Sportivi e Subacquei Lodigiani P.le degli Sports,1 26900 Lodi 0371 432700 0371 30499 @ apssl@fipsaslodi.it Cause di alterazione delle comunità ittiche VARIAZIONE ARTIFICIALE DEI LIVELLI IDRICI Le variazioni artificiali dei livelli idrici rappresentano uno dei principali problemi a carico delle comunità ittiche

Dettagli

Dipartimento di Ingegneria dell Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture Politecnico di Torino IL MINI - HYDRO.

Dipartimento di Ingegneria dell Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture Politecnico di Torino IL MINI - HYDRO. Dipartimento di Ingegneria dell Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture Politecnico di Torino IL MINI - HYDRO Paola Allamano Cosa sono i sistemi idroelettrici? L impianto idroelettrico Si definisce

Dettagli

SVILUPPO SOSTENIBILE AL LAGO TRASIMENO

SVILUPPO SOSTENIBILE AL LAGO TRASIMENO L E G A M B I E N T E U M B R I SVILUPPO SOSTENIBILE AL LAGO TRASIMENO Perugia, 3 giugno 2008 A : iniziative e proposte Le proposte elaborate da Legambiente fanno riferimento al Piano di sviluppo sostenibile

Dettagli

Incontro informativo. Le bonifiche nel nuovo Testo Unico Ambientale e il confronto con la normativa britannica e francese

Incontro informativo. Le bonifiche nel nuovo Testo Unico Ambientale e il confronto con la normativa britannica e francese ISO 9001 : 2000 Certificato n. 97039 Settore Territorio Area Ambiente e Sicurezza Incontro informativo Le bonifiche nel nuovo Testo Unico Ambientale e il confronto con la normativa britannica e francese

Dettagli

Sistema di Monitoraggio Idrologico Tevere Aniene Area Urbana (Studio preliminare)

Sistema di Monitoraggio Idrologico Tevere Aniene Area Urbana (Studio preliminare) Ufficio Idrografico e Mareografico Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Sistema di Monitoraggio Idrologico Area Urbana (Studio preliminare) Via Monzambano, 10-00185 Roma Tel. 06491658-064957746

Dettagli

Istanza Unica ai sensi del D.Lgs 387/2003 con pronuncia di Compatibilità Ambientale

Istanza Unica ai sensi del D.Lgs 387/2003 con pronuncia di Compatibilità Ambientale ALLEGATO A7 INDICE 1. PREMESSA...1 2. VALUTAZIONE ECONOMICA...1 2.1 COSTI DI INVESTIMENTO...1 2.2 STIMA ORIENTATIVA DEI RICAVI DALLA VENDITA DI ENERGIA...2 2.3 COSTI DI ESERCIZIO...2 2.4 CANONI E SOVRACANONI

Dettagli

DECRETO SEGRETARIALE N. 10 DEL 03.01.2012

DECRETO SEGRETARIALE N. 10 DEL 03.01.2012 DECRETO SEGRETARIALE N. 10 DEL 03.01.2012 OGGETTO: L. 365/00. Istanza di aggiornamento PAI Tagliamento, ai sensi dell art. 6 delle Norme di Attuazione, a seguito della progettazione di interventi urgenti

Dettagli

ENERGIA IDROELETTRICA

ENERGIA IDROELETTRICA partecipano ENERGIA IDROELETTRICA in ITALIA Prospettive in riferimento alle novità legislative 2011-2012 Canoni e Rinnovi Concessioni Hydro Compatibilità Ambientali e Tecnologie di Settore CONVEGNO in

Dettagli