Il Piccolo 27 settembre 2015

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1 Il Piccolo 27 settembre 2015 Regione Sanità, rimossa la manager taglia sprechi Incarico revocato al direttore dell Egas dopo la verifica dell autocertificazione. Telesca: «Bensa non aveva i requisiti richiesti» di Marco Ballico. TRIESTE. L incarico di Giuliana Bensa alla direzione dell Egas, il neonato ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi, è durato 267 giorni: dallo scorso primo gennaio alla delibera di giunta di venerdì scorso, non ancora pubblicata nel sito di Palazzo ma sintetizzata in maniera molto esplicita da un comunicato stampa. «A seguito di istruttoria condotta dagli uffici che hanno accertato la mancanza dei requisiti previsti dalla normativa vigente - si legge -, la giunta ha deliberato la cancellazione dalla lista dei direttori generali della sanità dell'attuale direttore dell'egas, con conseguente decadenza dall'incarico». Tradotto: Bensa, già la prossima settimana, dovrà lasciare la sede udinese del sesto ente della rinnovata architettura del Ssr, istituito all articolo 7 della legge regionale 17/2014 e chiamato a svolgere «funzioni di aggregazione della domanda e centrale di committenza per l'acquisizione di beni e servizi, nonché funzioni accentrate di supporto tecnico, amministrativo e gestionale». «Alla verificate dell autocertificazione - spiega l assessore alla sanità Maria Sandra Telesca -, il direttore generale non ha dimostrato di essere in possesso dei requisiti richiesti». A leggere il curriculum, Bensa, goriziana classe 1970, dichiara di aver maturato «adeguata esperienza dirigenziale» ed elenca i lavori svolti per la Duglio e Associati, l Agenzia per i servizi sanitari regionali, la Nerviano Medical Science di Nerviano, la Fondazione San Raffaele, il Centro di ricerca sulla gestione dell assistenza sanitaria e sociale della Bocconi, la Segesta 2000 e, per ultimo la Kinetika Sardegna, società operante nel privato di cui la manager goriziana ha diretto i servizi centrali. «Attività certamente importanti - commenta l assessore - ma quello che manca, come appurato da Avvocatura e segreteria generale, è il requisito di un esperienza dirigenziale almeno settennale». Una mancata corrispondenza tra quanto dichiarato in sede di selezione e la realtà del curriculum che potrebbe avere anche conseguenze penali? Telesca resta prudente: «Noi ci fermiamo qui, e cioè alla delibera di giunta. Nel rispetto delle forme e delle regole, seguiranno altre procedure, su cui non entriamo nel merito. Quello che conta è che non ci siano ombre sui direttori della sanità regionale». Di ombre, peraltro, aveva parlato il capogruppo di Fi Riccardo Riccardi in un interrogazione del giugno scorso a Debora Serracchiani. La richiesta era diretta: «La presidente non ritiene opportuno attivare gli uffici al fine di verificare se sussistano in capo a Giuliana Bensa i requisiti previsti dalla legge per poter svolgere il ruolo di dg dell'ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi?». Riccardi entrava poi nei dettagli del decreto Balduzzi rilevando come «nella delibera di nomina si facesse riferimento alle disposizioni della legge 189 del 2012 in base alla quale gli aspiranti professionisti devono essere in possesso di un'adeguata esperienza dirigenziale, con autonomia gestionale e con diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziarie almeno quinquennale nel campo delle strutture sanitarie, ovvero almeno settennale negli altri settori pubblici o privati». L azzurro rincara ora la dose: «Aver messo nelle mani di chi non ha i requisiti centinaia di milioni di euro di beni e servizi in sanità è una scelta da irresponsabili. Qualcuno pagherà?». A sollecitare la resa dei conti anche la leghista Barbara Zilli: «Serracchiani e Telesca - afferma - dovranno rispondere di questo incarico inappropriato, così come delle pessime scelte di politica sanitaria che penalizzano tanti territori della regione». Nell attesa di fare emergere eventuali responsabilità, non è escluso che Bensa, dopo il contraddittorio con gli uffici delle ultime settimane, faccia ricorso. «Per quel che ci riguarda fa sapere l assessore individueremo il nuovo dg nella lista dei professionisti che hanno partecipato alla selezione dell anno scorso. Selezione che, ricordo, non ha però fissato una graduatoria. Se abbiamo 1

2 perso tempo per l'operatività dell'ente? Con il sistema dell autocertificazione le verifiche richiedono particolare attenzione». Ripartiti agli enti del Servizio sanitario i 55 milioni stanziati in assestamento La giunta regionale, su proposta dell'assessore Maria Sandra Telesca, ha deliberato l'assegnazione agli enti del Servizio sanitario regionale del finanziamento 2015, pari a circa 55 milioni di euro. «Questa variazione - ha spiegato l'assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca - consente agli enti di attuare la programmazione 2015 in linea con i dettati della legge di riforma». Nella distribuzione dell'importo alle aziende si è tenuto conto di criteri come la ricaduta degli effetti contrattuali sulla categoria dei medici in seguito alla finanziaria nazionale, l incremento della quota standard per i ricoveri ospedalieri e la definizione della quota di assestamento residuo in base all'andamento economico degli enti del Servizio sanitario regionale». Turnover del personale per svecchiare gli ospedali L'impegno annunciato dalla governatrice nel dibattito a Trieste sulla riforma " Va abbassata l'età media degli operatori per rispondere alle necessità " di Gianpaolo Sarti. TRIESTE. Personale troppo vecchio e dunque inadeguato a garantire il massimo dell efficienza in corsia. Serve un turnover. Stavolta non sono i sindacati a denunciarlo, ma Debora Serracchiani. La presidente della Regione, intervenuta ieri ad un dibattito a Trieste Next sui temi della sanità, ha portato la sua personale analisi sul sistema ospedaliero e assistenziale in Friuli Venezia Giulia, fresco di riforma. Un sistema messo a confronto con quello rivoluzionario ideato da Jos de Blok, fondatore di Buurzorg, le cure a domicilio lanciate in Olanda che stanno prendendo piede anche in Paesi come Stati Uniti, Cina e Giappone. De Blok, ospite al convegno moderato dal direttore del Piccolo Paolo Possamai, assieme al sindaco Roberto Cosolini e al rettore dell Università di Trieste Maurizio Fermeglia, ha approfondito i punti di forza dell esperienza olandese, basata su piccoli team infermieristici iper- specializzati che operano su aree ristrette di pazienti. Un modello organizzativo autogestito, di comunità, privo di una struttura gerarchica, che consente di abbattere notevolmente i costi. Serracchiani, riflettendo sulle criticità italiane che renderebbero difficilmente applicabili innovazioni di questo genere, si è focalizzata anche sulla sanità regionale ora alle prese con la fase operativa della riforma e della riconversione degli ospedali come ad esempio a Gemona, Cividale e Sacile. «Abbiamo personale anziano e non idoneo a svolgere determinate mansioni, è necessario un turnover», ha osservato. «È un aspetto essenziale per abbassare l età media degli operatori». Il discorso, ha precisato poi, «riguarda più in generale la pubblica amministrazione. Il blocco e i tagli che ci sono stati nel passato - ha rilevato ancora la presidente - hanno fatto sì che abbiamo molto spesso situazioni di quel tipo, sanità compresa». La Regione, ha rimarcato, ha imboccato un piano di assunzioni che, nel caso degli infermieri «è già in corso d opera». «Teniamo monitorato il fabbisogno per non lasciare sguarnite le strutture». L obiettivo, ha ribadito la governatrice ritornando sulla riforma appena introdotta, è una sanità pensata «a rispondere alle necessità del territorio ed invertire la pessima tendenza di aumentare le spese e diminuire i servizi». Anche perché, ha precisato allargando il ragionamento all intero Paese, «il sistema è molto frammentato ed è legato alle dinamiche regionali che, per quanto riguarda l estremo Nordest, rispondevano ancora a dinamiche degli anni Novanta quando potevano avere un senso 17 ospedali pubblici in una regione di 1,2 milioni di abitanti. Ma la vita di tutti è cambiata - ha spiegato Serracchiani - e di conseguenza anche la richiesta di posti acuti è diminuita a favore di quella 2

3 per post- acuti». Una sanità che deve fare i conti con i bisogni assistenziali di una popolazione sempre più anziana: il Fvg, con un età media di 46,2 anni, è seconda in Italia solo alla Liguria (48), con un aumento del 37% di ultra- ottantacinquenni registrato negli ultimi anni. La presidente, rivolgendosi ai medici di famiglia, ha anche richiamato l attenzione sulla necessità di un cambio culturale: «Meno pazienti e più prestazioni», ha insistito. Ma la riforma stessa incontra resistenze, ha ammesso la governatrice, registrando «grandi ritardi attuativi in alcune zone della provincia di Udine e dell Isontino, soprattutto nel trasferire risorse al territorio». È il nodo centrale del nuovo corso, pensato per favorire l integrazione con le cure in corsia. «Non abbiamo bisogno di ospedali sotto casa - ha sottolineato il sindaco Roberto Cosolini - quanto piuttosto di poter contare su un elevata specializzazione. Quando si dice basta ai doppioni sono tutti d accordo, però quando il doppione tocca il proprio territorio ecco che scattano subito le raccolte firme che bloccano qualsiasi proposta pensata per rendere migliori i servizi sanitari. Ogni volta che si mette in discussione l esistente - ha chiosato il primo cittadino di Trieste - in Friuli Venezia Giulia si scatenano resistenze e proteste». Gara di solidarietà per mamme e bimbi vittime di violenza Credevo fosse amore è la raccolta fondi che Aspiag Service, la concessionaria Despar per le regioni del Nordest, ha attivato fino al 29 novembre nei supermercati del gruppo in Friuli Venezia Giulia. I clienti potranno liberamente aggiungere allo scontrino un importo che andrà a sostegno delle attività dell Azienda per l assistenza sanitaria numero 3 a favore delle donne e dei bambini vittime di violenza. I fondi raccolti grazie all iniziativa aiuteranno l azienda a realizzare una speciale struttura di accoglienza ospedaliera e ad acquistare due preziosi macchinari: un elettroencelografo e un ecografo. Trieste cronaca Brevi L indagine: Pronto soccorso, così vengono assistiti i bimbi Dolore pediatrico: a Trieste arriva Piper Weekend, la prima indagine italiana su bambini e genitori al Pronto soccorso. Promossa dal Gruppo Piper (Pain in pediatric emergency room), l iniziativa raggiungerà 29 ospedali della Penisola per rilevare il livello di attenzione e di assistenza erogata ai bambini che giungono con dolore al Pronto Soccorso. Trieste Next esalta il legame cibo- salute Incontri sulla connessione fra una cucina sana e buone condizioni fisiche generali. La novità del superdolcificante proteico di Luca Saviano. La stretta connessione fra alimentazione e salute ha animato la seconda giornata di Trieste Next, il Salone europeo della ricerca scientifica promosso dal Comune di Trieste, dall Università e da VeneziePost. L equazione cibo sano uguale stato di salute ottimale ha trovato l ennesima conferma nel corso dei numerosi dibattiti che si sono svolti fra il Ridotto del Teatro Verdi, l Area Talk di piazza Unità, il palazzo della Regione e il Museo Revoltella. Non sono mancati i punti di incontro con il mondo delle imprese, piatto forte di questa quarta edizione del festival scientifico. Nel corso della mattinata, infatti, la platea del Ridotto del Verdi ha potuto assistere alla presentazione di cinque start- up d eccellenza del settore biotech, le quali hanno dimostrato come la ricerca scientifica abbia delle ricadute immediate nella vita di tutti i giorni. È il caso di isweetch, un innovativo dolcificante proteico prodotto grazie alle biotecnologie dai ricercatori dell Università di Napoli. La start- up partenopea garantisce un prodotto tremila volte più dolce dello zucchero, ma senza calorie. La 3

4 monellina «I dolcificanti tradizionali si ottengono per sintesi chimica - ha spiegato la ricercatrice Serena Leone -, mentre noi ci siamo ispirati a una proteina dolce presente in natura, la monellina, che mezzo secolo fa è stata scoperta nelle bacche di un arbusto selvatico africano. Abbiamo leggermente modificato la sua struttura molecolare, sfruttando un processo di fermentazione portato avanti da batteri geneticamente modificati che mangiano scarti alimentari». Un solo grammo di questa proteina ha lo stesso potere dolcificante di tre chilogrammi di zucchero. Ciò la rende utilizzabile nel settore alimentare, ma anche in quello medico, come nel caso della produzione di farmaci per i diabetici. Rispettare il fegato I disturbi del metabolismo sono stati al centro anche del dibattito Siamo ciò che mangiamo?, nel corso del quale il docente di Gastroenterologia dell Università di Trieste Claudio Tiribelli ha illustrato come una corretta alimentazione possa prevenire le malattie del fegato e le altre patologie correlate a uno scorretto funzionamento di questo organo. «Una dieta ipercalorica - ha spiegato Tiribelli - tende ad alterare gli equilibri all interno del fegato. Ne consegue una steatosi, comunemente riconosciuta come fegato grasso, che rappresenta un campanello d allarme per noi medici, perché può indicare una maggiore possibilità di sviluppare il diabete, una patologia che si associa al rischio cardiovascolare». La migliore medicina per prevenire queste patologie? Una dieta equilibrata e la pratica di un attività fisica costante, non per forza particolarmente intensa. Spettacolo e cuore Il cardiologo e divulgatore scientifico Davide Terranova ha scelto una forma alternativa per esplorare le meraviglie del muscolo per eccellenza, attraverso la messa in scena dello Spettacolo del cuore, un mix di teatralità, spettacolari produzioni video e nozioni medico- scientifiche. Un viaggio, quello proposto da Terranova, che ha preso il via dall incontro fra uno spermatozoo e un ovulo, al quale hanno fatto seguito, solamente tre settimane più tardi, i primi battiti cardiaci, capaci di animare un embrione che ancora non supera il millimetro di lunghezza. La presentazione di Cibo salute e business: neuroscienze e marketing tradizionale, un volume di Gianpiero Lugli, ha portato l attenzione sulla stretta correlazione fra il cibo e la mente e sulla prospettiva che questa consapevolezza può aprire. Conoscendo i meccanismi con cui il cervello assegna un gradimento agli alimenti, infatti, possiamo imparare a preferire i cibi ipocalorici e quelli più sani, frenando le scelte compulsive che causano l obesità. No agli sprechi L incontro più atteso della giornata, insieme a quello che ha visto protagonista Jos de Blok, il più importante manager sanitario dei Paesi Bassi, e Steve Chan, docente di Cyber Analytics all Università di Swansea, è stato quello con il triestino Andrea Segrè, il fondatore di Last Minute Market, spin- off dell Università di Bologna che è divenuta un eccellenza europea nel campo della prevenzione e del recupero degli sprechi alimentari. Segrè ha presentato L oro nel piatto, il suo ultimo libro che affronta i temi dell educazione alimentare e che getta un rinnovato sguardo al cibo quotidiano, quello lontano dai salotti televisivi dove la cucina è diventata una moda, fatta di prodotti costosi e raffinati. La proposta di Segrè è invece quella di rivalutare i prodotti semplici e di qualità che abbiamo a portata di mano. Un indicazione, la sua, che va a braccetto con l educazione alimentare, tema che il professore di Politica agraria internazionale e comparata vorrebbe portare all interno delle scuole, per educare le nuove generazioni a un alimentazione consapevole e sostenibile. Segnalazioni Sanità :Pagamento a rischio di 200 esami clinici Il Governo vuole risparmiare a tutti i costi ed ora nel mirino, vi sono 208 esami diagnostici che sono a rischio "inappropriatezza" e si giunge, almeno queste sarebbero le intenzioni, ad ipotizzare multe per i medici che li prescrivono, con i relativi costi a carico del cittadino. Esami, evidentemente, considerati degli sprechi ed in quanto tali, tagliati e questa operazione 4

5 dovrebbe portare ad un risparmio di 13 miliardi. Appare evidente, a giudizio del Partito Pensionati, che se questo progetto dovesse andare integralmente in porto, a rimetterci saranno, ancora una volta, i cittadini. In Italia, la tassazione è elevatissima e forse queste tasse, dovrebbero servire, in primo luogo, proprio per sostenere i costi del welfare, ma certo, è più facile scaricare i costi sui cittadini che già stentano ad arrivare alla fine del mese.gli esami diagnostici sono indispensabili per la prevenzione ed anche per accertare determinate malattie o avere, comunque, chiarezza su sintomi ecc.. Il concetto di "prevenzione",anche grazie a campagne informative molto efficaci, è entrato nei comportamenti comune e, del resto, in termini di costi, se nell'immediato c'è una spesa per il servizio sanitario, questo si trasforma in risparmio, quando serve ad impedire il degenerare di una malattia, evitando interventi chirurgici o altro. C'è da considerare poi, secondo il Partito Pensionati, che la percentuale della popolazione italiana over65, è di oltre il 21% ed appare ovvio che il ricorso ad accertamenti medici, è frequente. Milioni di italiani versano in condizioni economiche difficili e fra questi tantissimi pensionati : quanti di questi cittadini rinunceranno a curarsi, proprio per mancanza di mezzi economici. Carlo Fatuzzo Partito Pensionati Messaggero Veneto 27 settembre 2015 Regione Salta un direttore generale Il caso finisce in tribunale La giunta revoca a Bensa l incarico all ente per i servizi condivisi, pronto il ricorso Telesca: «Non vogliamo ci siano ombre». Riccardi (Fi): chi pagherà per l errore? di Anna Buttazzoni. UDINE. Giuliana Bensa non è più il direttore generale dell ente per la gestione accentrata dei Servizi condivisi. Un brutto colpo per la giunta e per la riforma della sanità, varata un anno fa. L assessore alla Salute Maria Sandra Telesca non nasconde il tormento con cui è stata presa la decisione, perché a sollevare dall incarico Bensa è stata proprio la giunta, dopo aver verificato che la manager non ha alcuni requisiti necessari a svolgere il ruolo. Si sfrega le mani il capogruppo in Consiglio di Fi, Riccardo Riccardi, perché a giungo era stato lui a sollevare dubbi sulla nomina di Bensa. Ma la tegola colpisce anche la Regione, perché l ex direttore scelta nel dicembre 2014 non ha alcuna intenzione di mollare e porterà il caso in tribunale. Il nome di chi la sostituirà non arriverà a breve, perché la giunta dovrà attendere la decisione del giudice. E se sarà stabilito che Bensa aveva ragione dovrà essere reintegrata. L esecutivo quindi assegnerà la guida dell ente ad interim, forse a Mauro Delendi, commissario dell ospedale di Udine e dell azienda per l assistenza sanitaria Friuli Centrale. «Siamo molto dispiaciuti spiega Telesca, ma la revoca è anche la dimostrazione che la nomina è stata fatta sulla base dei curriculum esaminati, che sono stati autocertificati dai candidati. Dopo la verifica i nostri uffici ritengono che non abbia i requisiti e noi non vogliamo che ci siano ombre o dubbi su scelte così delicate, ecco perché abbiamo deciso per la revoca». L ex dg, per i funzionari della Regione, non ha l esperienza almeno settennale come dirigente con autonomia gestionale di risorse umane, tecniche e finanziarie. Proprio ciò che era stato paventato da Riccardi. «Voglio sapere che ne sarà di tutti gli acquisti di beni e servizi fatti da chi non aveva i titoli. Serracchiani, dopo averla nominata, solleva Bensa, mi sembra attacca Riccardi la dimostrazione di un governo della regione più orientato all estetica che alla sostanza. Mai avrei pensato di fare il killer, ma di fronte a chi dice una cosa e ne fa un altra non starò zitto. Ci sono stati gli alberghi diffusi, Villa Russiz ma ora siamo di fronte al fatto più preoccupante. C è qualcuno che pagherà per questa scelta sbagliata?». annabuttazzoni 5

6 Distribuiti 55 milioni, all'isontino e al Medio Friuli risorse in più Altri 55 milioni sono stati distribuiti dalla giunta di Debora Serracchiani a ospedali e aziende per l assistenza sanitaria. Le risorse erano già state previste in assestamento e ora sono state divise. Dei 55 milioni una quota di circa 4 è destinata a pagare un importo contrattuale per i medici, come da accordi nazionali. Dei 51 milioni rimanenti, 18 sono stati suddivisi in base ai criteri standard, soprattutto tenendo conto di ricoveri e popolazione. Alle Aas 2 Bassa Friulana- Isontina e 3 Alto Friuli- Collinare- Medio Friuli sono andate le fette più importanti, perché si tratta delle Aziende che, in base alla riforma sanitaria varata nell ottobre 2014, sono state composte per fusione e scorporo di altre aziende. L esecutivo ha quindi stabilito che circa 10 milioni vadano all Aas1 e all azienda ospedaliero- universitaria di Trieste e altrettanti all azienda ospedaliero- universitaria di Udine e Aas Friuli Centrale, mentre 16 milioni sono stati assegnati alla 2 e 15 alla 3. All Aas Friuli occidentale, invece, vanno 6,3 milioni. Al Burlo Garofolo di Trieste sono stati destinati 550 mila euro e al Cro di Aviano 170 mila. «Queste risorse ha spiegato l assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca consentono agli enti di attuare la programmazione 2015 in linea con i dettati della legge di riforma». Cronaca Udine Tumore al seno, l ospedale non ha l unità specializzata Manca ancora una Breast Unit certificata come previsto dalle direttive europee di Davide Vicedomini. All ospedale di Udine manca una Breast Unit certificata, un unita specializzata di senologia che tratta il tumore al seno in tutte le fasi della diagnosi. Nonostante nel 2012 siano state raccolte e presentate in Regione quasi firme a favore della sua istituzione, a quasi quattro anni di distanza il centro non è ancora stato realizzato. Eppure le direttive europee parlano chiaro. Entro il 2016 le Breast Unit certificate, una ogni mila abitanti, dovranno essere una realtà in tutti gli ospedali all avanguardia appartenenti agli Stati membri, secondo un provvedimento emesso dal Parlamento nel Con un importante obiettivo: quello di garantire a tutte le donne affette da tumore del seno di qualsiasi natura e grado l accesso alle cure più efficaci che siano rispettose delle linee guida internazionali, ovvero una offerta sanitaria elevata che riduca sprechi e ottimizzi le risorse, a favore di una migliore qualità di vita e sopravvivenza. In Italia finora ci sono solo sei centri specializzati. In regione Trieste ha già iniziato il percorso verso l accreditamento. Udine, invece, non lo ha ancora fatto. L Andos onlus e l Ardos Fvg, nel corso del convegno Il tumore al seno dalla parte delle donne: alleati per vincere, svoltosi ieri in sala Ajace e moderato dalla giornalista Giacomina Pellizzari, hanno nuovamente lanciato l appello alla Regione per l istituzione dell unità specializzata all ospedale di Udine. Il problema non sembra, però, di immediata soluzione, perché mancano alcuni tasselli. E uno di questi è fondamentale: la nomina di un direttore clinico, responsabile del coordinamento. A dimostrazione di alcune difficoltà e divisioni di organizzazione interna, che fermano in questo momento la realizzazione del centro. «Il problema è legato a chi sarà a guidare la Breast Unit ha risposto ponendo un punto interrogativo la governatrice Debora Serracchiani. Questa potrebbe essere letta come una questione di poltrone, ma non è così. Risolveremo il problema perché vogliamo che siano le persone migliori a prendersene la responsabilità». Restano però altri limiti nell Azienda ospedaliero universitaria di Udine. A sottolinearlo nel suo intervento è stata la dottoressa Giuliana Gentile, del reparto di chirurgia generale. «I percorsi tra le due unità sono ancora separati ha spiegato manca un data manager e vi è la necessità di un programma di controllo di qualità per monitorare le prestazioni effettuate». Insomma un percorso a ostacoli che porta a ritenere che «per avviare la Breast Unit ha concluso Gentile ci sia ancora molto da fare, e i passi siano ancora tanti». Ma quali sarebbero i vantaggi? «Una 6

7 riduzione dei tempi di attesa ha spiegato la dottoressa una migliore integrazione dei team esistenti, il miglioramento della qualità delle cure, e un agevolazione nel cammino del paziente verso la preparazione delle impegnative e le eventuali esenzioni». «Non lasciamo che questa burocrazia questo è il monito lanciato nel corso del convegno dalla Presidente regionale dell Ardos, Mariangela Fantin impedisca alle donne di guarire meglio e più in fretta. Le prime a doversi alleare devono essere proprio le strutture sanitarie per offrire i servizi più adeguati, non solo alle pazienti, ma anche alle famiglie che inevitabilmente entrano nel percorso terapeutico». Numerosi gli interventi che si sono susseguiti nell arco della giornata dopo i saluti del sindaco Honsell, dell assessore provinciale Battaglia e dell europarlamentare De Monte. Si è posta l attenzione soprattutto sulla prevenzione e sulla cura al tumore, ma anche sulla ricostruzione mammaria e le ultime novità nella terapia medica. Tra le varie attività svolte il comitato udinese dell Andos ha ricordato il triennio della Borsa di Studio intitolata alla giornalista Paola Lenarduzzi, consegnata alla dottoressa Michela Francescon che ha operato nel reparto di chirurgia plastica diretta dal dottor Mauro Schiavon «L intenzione ha spiegato Mariangela Fantin è programmare una nuova borsa di studio finalizzata alla ricerca». Tempi lunghissimi per una ricostruzione Per rifare completamente un seno ci vogliono anche 12 mesi e l attesa è più del doppio Per una ricostruzione completa del seno, affetto da tumore, ci vogliono mediamente tra i nove e i 12 mesi. «Ma i tempi di attesa sono più del doppio». A dirlo è Mauro Schiavon, direttore della chirurgia plastica dell azienda ospedaliera universitaria di Udine. Le carenze non mancano nemmeno nel campo della prevenzione. «Dobbiamo pubblicizzare maggiormente lo screening ha affermato Loris Zanier, responsabile dell area epidemiologica del Friuli Venezia Giulia e accorciare i tempi dei risultati». Ogni anno secondo i dati resi noti dal direttore del Registro tumori del Friuli Venezia Giulia, Diego Serraino su centomila abitanti, a 130 donne, in provincia di Udine, viene riscontrato il tumore alla mammella. L incidenza maggiore si riscontra tra i 50 e i 69 anni, ma l età si sta abbassando. Lo screening si è rivelato un importante mezzo per la prevenzione riducendo del per cento la mortalità. Nell azienda sanitaria del Medio Friuli su donne screenate nell ultimo anno, in 114 è stato identificato il cancro. Ma allo stesso tempo la sopravvivenza in Friuli Venezia Giulia a cinque anni dal tumore è aumentata dall 81,1% (nel ), all 89,7% dei giorni nostri, uno dei dati più elevati in tutta Europa. Tra i principali fattori di questo tumore c è il fumo (per il 33% circa), seguito dal sovrappeso. Per il 10% c è anche un fattore di familiarità e per il 5% di ereditarietà. In questi casi la semplice mammografia può non bastare e può essere importante la risonanza magnetica.(da.vi.) 7

8 Tolmezzo Tondo: l ospedale di Tolmezzo è penalizzato dalla riforma L esponente di Autonomia responsabile vede una sudditanza nei confronti di San Daniele «Né il sindaco Brollo né l assessore Gallizia hanno preso impegni a difesa del polo sanitario» TOLMEZZO. Finora ha mantenuto una posizione defilata ma adesso sulla riforma sanitaria Renzo Tondo ha deciso di dire la sua. «Fino a questo momento, per un senso di responsabilità istituzionale e per il rispetto che ho sempre avuto nei confronti delle istituzioni, ho ritenuto di non esprimere in maniera polemica un mio giudizio, che era e rimane severo sulle conseguenze della Riforma voluta dalla Serracchiani in tema di riordino del Servizio sociosanitario. A oltre un anno dal varo della riforma - afferma - pare evidente a ciascun osservatore dotato di autonomia di giudizio che l accoppiamento di Tolmezzo e Gemona con San Daniele e Codroipo sta di fatto penalizzando pesantemente i due ospedali dell'alto Friuli». «Dopo le scelte penalizzanti per Gemona ora tocca a Tolmezzo che vede il proprio presidio ospedaliero rientrare nelle sfere decisionali di San Daniele. Questo è molto grave in particolare per il Dipartimento chirurgico in quanto, ricordiamolo, il capoluogo della Carnia sviluppa una attività tre volte maggiore di quella di San Daniele». «Tutto questo - secondo Tondo - avviene sotto la regia della Regione che subisce la pesante influenza politica di due esponenti non secondari del Pd: l'ex Sindaco di Codroipo Boem, attuale presidente della IV commissione regionale, e l'ex consigliere regionale Paolo Menis, attuale sindaco di San Daniele. Non sono pervenute notizie di impegni a difesa dell'ospedale di Tolmezzo da parte del sindaco della città Brollo, nè tanto meno dall'assessore Cristiana Galizia, impegnati evidentemente in cose più importanti sui social network e sui blog che evidentemente rappresentano temi di confronto meno conflittuali nei confronti delle scelte della Regione». «Per quanto mi riguarda come capogruppo di Autonomia responsabile, il Gruppo consiliare che siede in consiglio regionale, mi attiverò quanto prima - conclude Tondo - nei confronti della direzione regionale e dell'assessore per capire se, come temo, c'è un disegno strisciante di far pagare alla montagna il prezzo di una riforma sbagliata». Cividale Troppe barriere per i disabili la giunta: non ci sono soldi CIVIDALE. Città da incubo, Cividale, per i disabili (complessivamente un migliaio, in loco, di cui 350 con problemi sensoriali e motori): «Troppe le barriere architettoniche», accusano i tre consiglieri del gruppo degli Indipendenti, Maria Cristina Novelli, Guglielmo Bernardi e Andrea Martinis, tutt altro che soddisfatti dalle risposte fornite dall esecutivo a un interrogazione sul tema. «Strade e marciapiedi - rimarcano - rappresentano veri e propri pericoli per le persone affette da disabilità, costrette (specialmente in prossimità di incroci e rotonde) ad autentici percorsi a ostacoli. Problema, questo, che si accentua nei punti in cui i camminamenti per i pedoni sono stati convertiti in piste ciclabili, come nel caso di viale Trieste». Ma l elenco delle aree critiche include pure piazza Foro Giulio Cesare: «Presenta un dislivello, rispetto alla sede stradale - dicono Novelli, Bernardi e Martinis -, che rischia di far incagliare le carrozzine e di far inciampare le persone anziane. Per non parlare, poi, degli stalli contrassegnati dalla linea gialla: diversi di essi (come in piazza del Duomo, per esempio) hanno spazi di manovra troppo stretti, con la conseguenza che l ingresso e l uscita dei mezzi risultano difficoltosi». Una segnalazione in materia giunge anche da una persona direttamente interessata, Sonia Bottega, madre di una ragazzina disabile che ha frequentato le medie Piccoli. Il parcheggio dedicato, di 8

9 fronte all'istituto, «è proprio - lamenta la signora - di serie B». «Meriteremmo - dice - maggiore attenzione: ho più volte segnalato i problemi esistenti, ma purtroppo senza risultati. Lo stallo che si trova davanti alla sede scolastica di via Udine ho dovuto richiederlo personalmente, perché non esisteva. E ormai è completamente dissestato. Sul lato del marciapiede è costellato di crepe, che complicano la discesa del passeggero. E mi è capitato di frequente, al mattino, di trovarlo occupato dalle auto dei genitori che accompagnano a scuola i propri figli: si trattava di attimi, ma ciò non mi evitava - essendo la via a senso unico - di dover rifare il giro dell isolato, per raggiungere nuovamente lo spazio nella speranza di trovarlo sgombro». E note di biasimo, incalza l opposizione, vanno riservate pure all ingresso del palazzo municipale, dalla loggia del Caffé San Marco: «Come si intende rimediare?», insistono gli Indipendenti. «E quali provvedimenti si pensa di adottare per abbattere le altre barriere all interno del municipio?». Questione di budget, è la sintesi della risposta della giunta, che fa presente di essere già intervenuta in vari contesti e di avere in programma interventi per migliorare l accesso agli uffici attivi nell ex centro civico. Lucia Aviani 9

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