La Strategia della salute per tutti

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1 La Strategia della salute per tutti Una politica per la salute in Europa Sintesi dell edizione aggiornata (settembre 1991) Traduzione dall'inglese a cura di Giovanni Martini ( Servizio Programmazione e Ricerca Sanitaria) e Armando Borghesi (Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari) I traduttori sono responsabili dell'accuratezza del testo.

2 Indice

3 Introduzione La politica per la salute in Europa, così come definita negli obiettivi della salute per tutti, unisce gli 850 milioni di abitanti della regione europea dell Organizzazione Mondiale della Sanità, un territorio i cui confini si estendono dalle spiagge occidentali della Groenlandia a quelle del Mediterraneo, alle spiagge lambite dall Oceano Pacifico che appartengono alla Federazione Russa. La politica stabilisce i miglioramenti nella salute degli Europei che sono attesi per l anno Descrive, inoltre, le strategie per raggiungerli attraverso stili di vita più sani, miglioramenti delle condizioni dell ambiente e la erogazione di servizi di prevenzione, cura, assistenza e riabilitazione di elevato livello qualitativo. Gli obiettivi sono stati pensati per suscitare un dibattito sulla formulazione di politiche sanitarie nazionali e sulla loro realizzazione negli Stati Mem bri. Fin dal 1984, quando furono inizialmente adottati la politica e gli obiettivi della salute per tutti, in Europa sono avvenuti dei cambiamenti rilevanti. La popolazione è invecchiata e si sono registrati cambiamenti sia positivi che negativi nello stato di salute e nei suoi determinanti. Sono aumentate le preoccupazioni per l ambiente e per i relativi effetti sulla salute. Nell Europa centrale e orientale sono intervenuti cambiamenti politici ed economici senza precedenti, mentre è continuato il trend di integrazione con gli altri Stati Membri europei. Si è maturata una notevole esperienza alla messa in pratica della politica della salute per tutti e dei suoi 38 obiettivi, sia in ciascuno Stato Membro, che nell intera Regione europea. A seguito di questi sviluppi, il Comitato Regionale per l Europa dell Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito ed esima adottato, nel corso della sua 41 sessione nel 1991, il set aggiornato di obiettivi che vengono presentati in questo documento.

4 Una prospettiva ad ampio raggio La politica per la salute in Europa consta di 38 obiettivi. Gli obiettivi si riferiscono: al miglioramento dello stato di salute atteso nell arco di vent anni, fra l approvazione da parte del Comitato Regionale della strategia della salute per tutti nel 1980 e l anno 2000; ai cambiamenti negli stili di vita, al miglioramento dell ambiente e agli sviluppi nelle attività di prevenzione, cura, assistenza e riabilitazione che consentiranno di raggiungere questi obiettivi; e alla definizione e alla attuazione delle politiche sanitarie mediante un adeguato supporto e coordinamento di ordine politico, manageriale e istituzionale. I risultati in termini di salute che il movimento della salute per tutti nella Regione europea è volto ad ottenere consta di quattro dimensioni: assicurare l equità nella salute, mediante la riduzione delle differenze nello stato di salute fra le popolazioni degli Stati e fra i gruppi all interno di essi; aggiungere vita agli anni, aiutando le persone a raggiungere e ad utilizzare il loro pieno potenziale fisico, mentale e sociale; aggiungere salute alla vita, attraverso la riduzione delle malattie e della disabilità; aggiungere anni alla vita, mediante l aumento della speranza di vita. I temi più importanti che permeano questo documento sono sei: L equità è l essenza della salute per tutti. Equità nella salute significa che tutte le persone dovrebbero avere pari opportunità di realizzare il loro pieno potenziale di salute. Le politiche indirizzate all equità implicano il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di coloro che sono svantaggiati, in modo tale da elevare lo standard ambientale fisico e sociale a livelli analoghi a quelli dei gruppi più fortunati. Tali politiche implicano anche pari possibilità di accesso ai servizi sanitari. La promozione della salute e la prevenzione delle malattie sono aspetti strategicamente rilevanti per la politica della salute per tutti. Questo approccio consentirà alle persone di dare un significato positivo alla salute, in modo tale da poter fare pieno uso delle proprie capacità fisiche, mentali e sociali. È necessario che questi aspetti si riflettano nella promozione di stili di vita positivi, nella creazione di ambienti a supporto della salute e nel

5 riorientamento dei servizi sanitari per offrire, in modo efficiente, assistenza di alta qualità. Le persone stesse raggiungeranno la salute per tutti. Persone e comunità adeguatamente informate e motivate parteciperanno in modo attivo alla definizione delle loro priorità e al processo decisionale. Questo approccio favorisce l utilizzo ottimale delle risorse umane, accresce le conoscenze individuali e rafforza la fiducia nelle proprie capacità ed inoltre fornisce sostegno a livello sociale. Molti settori della società devono collaborare per raggiungere la salute per tutti. La collaborazione intersettoriale è necessaria per assicurare la salute e la protezione dai rischi nell ambiente fisico, economico e sociale. Tale azione implica cooperazione fra enti governativi a livello nazionale, regionale e locale, e con altri settori come imprese ed industrie, sindacati e associazioni professionali. Essa implica anche una costante ricerca della qualità e del buon rapporto costo-efficacia. Un sistema sanitario armonioso si fonda sull assistenza sanitaria di primo livello e su adeguati servizi di riferimento e fornisce un assistenza economicamente accessibile e di qualità. Questo significa soddisfare i bisogni di base della comunità attraverso servizi che siano ubicati il più vicino possibile al luogo di vita e di lavoro delle persone, che siano di facile accesso, che forniscano assistenza di qualità, e coinvolgano la comunità nella gestione delle istituzioni sanitarie complementari pubbliche, private e del volontariato. Un crescente numero di problemi sanitari trascendono i confini nazionali. Una salda cooperazione internazionale renderà possibile assicurare la protezione dell ambiente, l accesso ad adeguate risorse che consentono una vita sana, e la erogazione di assistenza di qualità che sia in grado di avvalersi delle conoscenze e delle tecnologie attualmente disponibili.

6 Il futuro della salute in Europa Fin dall adozione del primo set di obiettivi europei della salute per tutti nel 1984, gli sviluppi politici hanno avuto effetti significativi sul tessuto sociale e sulla gestione delle questioni pubbliche in tutta la Regione europea. La fine della Guerra Fredda e della sua sterile divisione ideologica ha comportato l apertura di un dibattito aperto sui problemi delle politiche sanitarie e l inizio del libero scambio di idee e di esperienze. Allo stesso tempo, l Europa sta andando verso una fase di ristrutturazione economica, di innovazione tecnologica e di rapido cambiamento sociale, con importanti conseguenze per la salute e la società. Le ondate continue di cambiamenti economici e sociali negli Stati dell Europa centrale e orientale e la loro integrazione con l Europa occidentale e meridionale avranno bisogno di una forte cooperazione, di tolleranza e di flessibilità in tutta Europa. Fra i trend possibili nell Europa del futuro, ci sono: l aumentata importanza dei problemi ambientali transfrontalieri, come le piogge acide e tossiche, la contaminazione degli alimenti e le radiazioni; il rapido sviluppo e l affermarsi delle tecnologie dell informazione; i progressi nella tecnologia medica e un ampia gamma di opzioni di cura e di prevenzione; l ulteriore sviluppo della cooperazione e della solidarietà economica internazionale, che creerà condizioni più favorevoli per la crescita economica e il benessere materiale; l ampliamento della disparità fra le aree dell Europa e fra gruppi socioeconomici (anche se la società ha la possibilità di evolvere per diventare più responsabile e sensibile ai bisogni umani); un aumento delle migrazioni sia dall esterno che all interno dell Europa; l allungamento della vita media delle persone associata ad una bassa natalità e alla crescita di un gruppo di anziani attivi; una crescente domanda di partecipazione alle scelte da parte di persone di tutte le condizioni sociali e, in risposta, una accresciuta qualità dei servizi sanitari e dei nuovi atteggiamenti professionali verso gli utenti dei servizi; lo sviluppo ed il potenziamento di alleanze e coalizioni per la salute a livello locale, nazionale e sovranazionale. Nonostante i rilevanti cambiamenti e i nuovi trend in Europa, le basi della strategia europea della salute per tutti rimarranno importanti nell anno 2000 come lo sono ora, anzi come lo erano nel 1980 quando furono formulati per la prima volta: promuovere la salute, prevenire l insorgenza delle malattie, migliorare gli ambienti di vita e migliorare i servizi sanitari. Gli obiettivi della

7 salute per tutti sono un riflesso dei trend attuali e di quelli previsti, dei problemi rilevati, delle risorse e della tecnologia disponibili. Abbiamo minor conoscenza di certi trend rispetto ad altri. C è pertanto l esigenza di disporre di ulteriori evidenze e conclusioni e di mantenere aggiornata la politica per la salute. Per conseguire questi obiettivi, molto deve essere ancora fatto per migliorare gli aspetti relativi agli stili di vita legati alla salute, alle condizioni dell ambiente e all assistenza sanitaria. Tuttavia tali miglioramenti non saranno completi se certi prerequisiti per la salute non avranno luogo, ci si riferisce, in particolare, alla pace e alla solidarietà fra gli Stati europei. In considerazione che il compito di raggiungere la salute per tutti è immane, sono di fondamentale importanza una forte volontà politica e il coinvolgimento della popolazione per assicurare che vengano intraprese le azioni necessarie. Il processo di sostegno e di mobilitazione di ulteriore supporto deve essere visto come una responsabilità riconducibile ai livelli più alti in tutti i settori di ciascuno Stato. Il Comitato regionale, attraverso il suo costante interessamento nel monitoraggio e nella valutazione periodica dei progressi verso la salute per tutti, e gli Stati Membri, attraverso la disponibilità a presentare e a condividere le loro esperienze e i loro risultati, hanno dimostrato il loro impegno verso questi obiettivi. L aggiornamento della politica europea per la salute elaborata dal Comitato Regionale nel 1991 conferma l importanza della politica in tutti gli Stati Membri e riafferma il loro impegno a conseguire i 38 obiettivi della salute per tutti.

8 Miglioramento delle condizioni di salute I risultati attesi dalla messa in pratica nella Regione europea della strategia della salute per tutti sono indicati dagli obiettivi Essi esprimono in modo specifico, e, dove possibile, in termini quantitativi, il miglioramento nello stato di salute che ci si aspetta nei venti anni che decorrono fra l approvazione da parte del Comitato Regionale della strategia salute per tutti nel 1980 e l anno Questi obiettivi stabiliscono le azioni da svolgere che vengono trattate nei quattro capitoli successivi. Gli obiettivi 1-12 ricadono in tre categorie. Due degli obiettivi fanno riferimento agli orientamenti politici di base della strategia europea verso una maggiore equità e un più ampio conseguimento del potenziale di salute. Quattro fanno riferimento alla salute di particolari gruppi di popolazione: i bambini ed i giovani, le donne, gli anziani e i disabili. Il loro scopo è quello di incoraggiare l adozione di politiche e strategie globali che facciano riferimento all ampio spettro di problemi sanitari che affliggono questi gruppi. I sei obiettivi rimanenti fanno riferimento alla prevenzione degli eventi morbosi, delle disabilità e della mortalità causate dalle malattie trasmissibili e non trasmissibili, dagli incidenti, dai disturbi mentali e dai suicidi.

9 Obiettivo 1 - Equità nella salute Entro l anno 2000, le differenze esistenti tra le condizioni di salute nei vari Paesi e nei gruppi al loro interno dovrebbero essere ridotte almeno del 25%, elevando il livello di salute delle nazioni e dei gruppi meno avvantaggiati. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso: il potenziamento del monitoraggio delle diversità nello stato di salute fra differenti aree geografiche e differenti gruppi socio economici al loro interno; la priorità nella realizzazione di iniziative volte a ridurre le diversità nello stato di salute; la disponibilità per tutti dei prerequisiti per la salute, come cibo, casa e istruzione; una maggior diffusione e sviluppo di ambienti di vita e di lavoro che sostengono la salute; l accessibilità di adeguati servizi sanitari per tutta la popolazione; particolare attenzione e specifica assistenza da dedicare alle nazioni più svantaggiate.

10 Obiettivo 2 - Salute e qualità della vita Entro l anno 2000, tutti dovrebbero avere le opportunità per sviluppare ed utilizzare il proprio potenziale di salute al fine di condurre una vita soddisfacente dal punto di vista sociale, economico e mentale. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso: il potenziamento del monitoraggio del potenziale di salute e della qualità della vita; l'incoraggiamento a partecipare attivamente alla vita della comunità; il miglioramento dell'accesso ai prerequisiti della salute, in particolare, all'istruzione; l'ampia adozione di stili di vita efficaci ed orientati alla salute; il miglioramento della salute negli ambienti di vita e di lavoro e il rafforzamento delle reti sociali; una maggiore enfasi sulla qualità della vita quando viene erogata l assistenza sanitaria di primo, di secondo e di terzo livello.

11 Obiettivo 3 - Più ampie opportunità per le persone affette da disabilità Entro l anno 2000, le persone affette da disabilità dovrebbero essere in grado di condurre una vita soddisfacente sotto il profilo sociale, economico e mentale, con il contributo di interventi speciali che migliorino le loro potenzialità fisiche, sociali ed economiche. Questo obiettivo si propone: di fornire alle persone affette da disabilità pari opportunità; di migliorare le condizioni delle persone affette da disabilità; di permettere alle persone affette da disabilità di migliorare la qualità della loro vita e di sviluppare il loro potenziale di salute. Può essere raggiunto realizzando strategie in grado di: promuovere all interno della società atteggiamenti positivi verso le persone affette da disabilità; favorire condizioni ambientali e sociali che non siano svantaggiose per alcuno; promuovere una vita indipendente per le persone affette da disabilità, attraverso la riabilitazione e il sostegno sociale; fornire servizi appropriati e sostegno alle persone che non hanno le capacità funzionali per essere indipendenti, alle loro famiglie e a tutti coloro che se ne prendono cura.

12 Obiettivo 4 - Riduzione delle malattie croniche Entro l anno 2000 ci dovrebbe essere una costante e continua riduzione della morbosità e della disabilità causata da malattie croniche. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso: una riduzione di almeno il 10% della morbosità e della disabilità dovuta a malattie croniche; una riduzione di almeno un terzo dei casi di complicanze del diabete, in particolare della cecità, dell insufficienza renale, delle amputazioni, delle complicazioni della gravidanza e delle malattie delle coronarie; una riduzione della gravità della carie dentale e della malattia periodontale con l obiettivo che i bambini fino all età di dodici anni non abbiano più di due denti cariati, mancanti od otturati; una sistematica attività volta alla riduzione della morbilità, della disabilità e delle sofferenze associate alle malattie degenerative, reumatiche, neurologiche e croniche dell apparato respiratorio nonché alle allergie; facilitazione dell accesso ai consultori genetici e ad appropriate misure di prevenzione per tutti coloro che sono potenzialmente a rischio; l adozione di una strategia per la riduzione delle malattie croniche e non trasmissibili (si vedano anche gli obiettivi 9, 10 e 12) che faccia riferimento ai fattori di rischio comuni e integri gli interventi nei differenti settori della comunità; il miglioramento delle basi statistiche necessarie per il monitoraggio delle malattie croniche, considerando prioritari i dati relativi al numero di anni di vita vissuti senza disabilità o malattie gravi.

13 Obiettivo 5 - Riduzione delle malattie trasmissibili Entro l anno 2000 non dovrebbero più manifestarsi nella Regione Europea casi interni di poliomielite, difterite, tetano neonatale, morbillo, parotite e rosolia congenita e dovrebbe esserci una riduzione costante e continua dell incidenza e delle conseguenze delle altre malattie trasmissibili, in particolare dell infezione da HIV. L obiettivo può essere raggiunto attraverso strategie di controllo realizzate attraverso sistemi sanitari ben organizzati che assicurino una sorveglianza epidemiologica efficace, adeguata educazione sanitaria, cura ed assistenza finalizzate al raggiungimento: della vaccinazione di tutte le persone suscettibili contro le malattie eradicabili e contro le altre malattie trasmissibili di cui, attraverso la vaccinazione, si può limitare la diffusione; della costante e progressiva riduzione del tasso di trasmissione dell infezione da HIV e il contenimento delle sue conseguenze negative, incluso l atteggiamento della collettività nei confronti delle persone affette da infezione da HIV e da AIDS; della riduzione del 25% della mortalità dovuta a polmonite o alle gastroenteriti infantili e all epatite B; della costante e progressiva riduzione del tasso di trasmissione delle malattie a trasmissione sessuale, comprese le loro complicanze più gravi.

14 Obiettivo 6 - Invecchiamento sano Entro l anno 2000, la speranza di vita alla nascita nella Regione Europea dovrebbe essere di almeno 75 anni e ci dovrebbe essere un costante e continuo miglioramento della salute di tutta la popolazione di 65 anni ed oltre. Questo obiettivo è finalizzato a raggiungere: un aumento della speranza di vita alla nascita che raggiunga i 67 anni per gli uomini e i 74 anni per le donne in tutti gli Stati della regione Europea; una riduzione di almeno il 25% delle differenze nell attesa di vita alla nascita fra le aree geografiche, i gruppi socio-economici e i sessi; un aumento del numero di anni che la popolazione con 65 anni e oltre può vivere priva di disabilità e con un miglioramento della qualità della vita. L obiettivo può essere raggiunto mediante l adozione di strategie che: incoraggino la piena ed attiva partecipazione degli anziani alla vita della comunità; prolunghino il periodo di invecchiamento in salute attraverso modifiche degli stili di vita e la disponibilità di condizioni ambientali e strutture di sostegno; forniscano servizi appropriati e sostegno agli anziani che versano in stato di bisogno.

15 Obiettivo 7 - Salute dei bambini e dei giovani Entro l anno 2000, le condizioni di salute di tutti i bambini e dei giovani dovrebbero essere migliorate, dando loro l opportunità di crescere e di sviluppare al massimo il loro potenziale fisico, mentale e sociale. Questo obiettivo è finalizzato a raggiungere: un sostegno globale ai bambini e alle loro famiglie in base a specifici bisogni di salute e alla situazione socio-economica; una riduzione dei tassi di mortalità infantile sotto il 10 per mille nati vivi in quei Paesi che hanno attualmente dei tassi fra il 10 ed il 20, e sotto il 15 per mille per quei Paesi che hanno attualmente tassi superiori al 20 per mille; una riduzione del 25% nelle differenze fra i tassi di mortalità infantile di aree geografiche e gruppi socio-economici diversi; una riduzione del 25% nella mortalità e nelle lesioni dei bambini e dei giovani, soprattutto dovute ad incidenti. L obiettivo può essere raggiunto mediante strategie che: proteggano i bambini in quanto membri vulnerabili della società, attraverso tutte le misure appropriate previste dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Bambini; organizzino campagne di prevenzione delle malattie e una sorveglianza della salute di tutti i bambini che prevedano l erogazione di servizi sanitari appropriati per i periodi antenatale, postnatale, prescolare e scolare; promuovano l allattamento al seno da parte del maggior numero possibile di madri, comprese le donne lavoratrici; promuovano fra i bambini e i giovani modelli di vita orientati alla salute; assicurino sostegno sociale, economico e psicologico ai bambini svantaggiati, compresi coloro con disabilità e malattie croniche, e alle loro famiglie; assicurino che i giovani siano informati per evitare gravidanze indesiderate e abbiano facilità di accesso a servizi adeguati.

16 Obiettivo 8 - Salute delle donne Entro l anno 2000, ci dovrebbe essere un costante e continuo miglioramento delle condizioni di salute delle donne. Questo obiettivo è finalizzato a raggiungere: una riduzione della mortalità materna che raggiunga valori inferiori a 15 per nati vivi; una sostanziale riduzione dei problemi di salute specifici della donna; una sostanziale riduzione dei problemi di salute delle donne collegati al loro status socio-economico e al dover esercitare molteplici ruoli; una sostanziale riduzione dell incidenza e delle conseguenze negative per la salute dovute a molestie sessuali, a violenze domestiche e a stupri; un costante sostegno alle donne nel fornire servizi sanitari non istituzionali; una riduzione di almeno il 25% delle differenze nei tassi di mortalità materna fra diverse aree geografiche e gruppi socio-economici. L obiettivo può essere raggiunto realizzando strategie che: prestino particolare attenzione alla salute delle donne; forniscano maggior supporto e assistenza durante la gravidanza, includendo un uso equilibrato della tecnologia nella fase perinatale; favoriscano dei cambiamenti significativi nell ambiente sociale e nei modelli di vita.

17 Obiettivo 9 - Riduzione delle malattie cardiovascolari Entro l anno 2000, la mortalità dovuta a malattie del sistema circolatorio dovrebbe essere ridotta, nei soggetti con meno di 65 anni almeno del 15%, e si dovrebbero registrare progressi nel miglioramento della qualità della vita di tutte le persone affette da malattie cardiovascolari. Questo obiettivo può essere raggiunto: implementando misure preventive che siano accettabili dalla popolazione e che siano finalizzate alla riduzione dei maggiori fattori di rischio come il fumo, l ipertensione, l ipercolesterolemia, il sovrappeso e la vita sedentaria; migliorando l accesso ad efficaci ed accettabili metodi di diagnosi, inclusa la diagnosi precoce, e di cura; fornendo riabilitazione fisica, psicologica e sociale alle persone affette da malattie cardiovascolari.

18 Obiettivo 10 - Riduzione del cancro Entro l anno 2000, la mortalità per cancro in soggetti sotto i 65 anni dovrebbe essere ridotta almeno del 15% e la qualità della vita di tutte le persone affette da cancro dovrebbe essere migliorata in modo significativo. Questo obiettivo può essere raggiunto se: l incidenza del cancro provocato dal fumo di tabacco viene ridotta a seguito degli sforzi orientati alla riduzione dei fumatori; la mortalità per cancro della cervice uterina e della mammella viene ridotta attraverso l attuazione di campagne di screening e di trattamento precoce, includendo azioni volte a migliorare l accettabilità; gli ambienti di vita e di lavoro sono resi più salutari; vengono utilizzate in modo appropriato le migliori conoscenze nella diagnosi, nella cura, nella riabilitazione e nelle cure palliative di tutti i soggetti affetti da cancro.

19 Obiettivo 11 - Incidenti Entro l anno 2000, le lesioni, la disabilità e la mortalità dovuta agli incidenti dovrebbe essere ridotta di almeno il 25%. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso: un azione congiunta dei settori della sanità, dell istruzione, dei trasporti, del settore legale, dell ingegneria e dell industria finalizzata alla riduzione degli incidenti della strada, domestici, sul lavoro, dello sport e del tempo libero, ponendo come priorità una riduzione del 25% delle morti e delle lesioni nei bambini e nei giovani; una risposta immediata ai bisogni sanitari conseguenti agli eventi calamitosi e ai disastri, e nel periodo susseguente.

20 Obiettivo 12 - Riduzione dei disturbi mentali e dei suicidi Entro l anno 2000 si dovrebbe registrare una marcata riduzione nella prevalenza dei disturbi mentali, un miglioramento nella qualità della vita dei soggetti affetti da tali patologie ed un inversione dell attuale tendenza all aumento dei suicidi e tentativi di suicidio nella Regione. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso: il miglioramento dei fattori sociali che causano tensioni, come la disoccupazione e l emarginazione sociale; il miglioramento dell accesso ad interventi di sostegno che mettano in grado la popolazione di affrontare gli eventi e le situazioni che provocano angoscia e stress; il miglioramento degli interventi a favore dei soggetti affetti da turbe mentali e di coloro che, in modo formale o informale, si prendono cura di essi, in particolare di coloro che sono affetti da demenza; l organizzazione di servizi integrati di salute mentale basati sulle comunità locali e con il coinvolgimento dei servizi sanitari di base; la realizzazione di iniziative specifiche finalizzate alla prevenzione dei comportamenti dannosi per la salute come l abuso di sostanze pericolose; programmi volti alla prevenzione del suicidio.

21 Stili di vita orientati alla salute Gli obiettivi fanno riferimento ad azioni essenziali per muoversi verso stili di vita orientati alla salute, e si basano sui principi definiti dalla Carta di Ottawa per la promozione della salute. Essi propongono iniziative a livello nazionale, regionale e locale che sostengano attivamente modelli di vita come l alimentazione equilibrata, l attività fisica, la riduzione nel consumo di sostanze dannose per la salute come l alcool e il tabacco. Pur nella consapevolezza della necessità di migliorare nella popolazione la conoscenza e la motivazione alla salute attraverso l educazione alla salute, la politica salute per tutti dà particolare rilievo al cambiamento dei fattori sociali, economici e di altra natura che influenzano le scelte di ordine sanitario effettuate dagli individui, dai gruppi e dalla comunità, che hanno un legame con la salute. Essa pertanto dà importanza alla collaborazione intersettoriale come base per aumentare le opportunità di promozione della salute in tutti gli ambienti della vita sociale come le città, i luoghi di lavoro, le scuole e le abitazioni.

22 Obiettivo 13 - Politiche di sanità pubblica Entro l anno 2000, tutti gli Stati Membri dovrebbero aver sviluppato e realizzato politiche intersettoriali per la promozione di stili di vita sani, anche attraverso modalità che garantiscano la partecipazione della popolazione alle scelte di politica sanitaria. Questo obiettivo può essere raggiunto se: in ogni Stato Membro vengono elaborate politiche sanitarie coerenti con la strategia della salute per tutti e se tali politiche vengono continuamente aggiornate e sviluppate; viene periodicamente effettuata una valutazione sull impatto delle politiche pubbliche di tutti i settori nei confronti della salute; vengono utilizzati, a livello nazionale, regionale e locale meccanismi finalizzati al coinvolgimento della popolazione nelle scelte di politica sanitaria e nella loro attuazione; vengono utilizzati, a livello nazionale, regionale e locale meccanismi efficaci a sostegno di interventi intersettoriali; vengono rafforzate iniziative legislative, finanziarie e amministrative a sostegno della promozione della salute, e potenziati gli investimenti in salute; vengono sviluppati indicatori atti a fornire le basi per monitorare i progressi verso modelli di vita sani.

23 Obiettivo 14 - Ambienti per la promozione della salute Entro l anno 2000, tutti gli ambienti di vita e di attività sociale, come le città, le scuole, gli ambienti di lavoro, i quartieri e le abitazioni, dovrebbero fornire maggiori opportunità per la promozione della salute. Questo obiettivo può essere raggiunto se in tutti gli Stati membri vengono intraprese azioni in linea con determinati concetti e principi, come ad esempio quelli della Rete delle Città Sane, che includono attività specifiche atte ad accrescere le opportunità per la promozione della salute nei vari ambienti attraverso: gli interventi di promozione della salute negli ambienti di vita quotidiana; il promuovere la partecipazione da parte della comunità alle decisioni che riguardano la salute, l ambiente e la promozione della salute; l incoraggiamento alla collaborazione fra settori diversi, per creare migliori opportunità di vita sana; il coinvolgimento di differenti discipline nella promozione della salute.

24 Obiettivo 15 - Competenze relative alla salute Entro l anno 2000, in tutti gli Stati Membri dovrebbero essere disponibili programmi educativi e formativi accessibili ed efficaci finalizzati a migliorare la competenza della popolazione e degli operatori sanitari nella promozione della salute e ad aumentare la consapevolezza nei confronti della salute da parte degli altri settori. Questo obiettivo può essere raggiunto: migliorando le conoscenze attuali in tema di salute; enfatizzando una più ampia gamma di problemi sugli stili di vita, includendo l autostima, le competenze personali ed il sostegno sociale; offrendo formazione ed educazione in materia di promozione della salute a tutti gli operatori sanitari; addestrando altri gruppi e stimolando altre discipline ad aumentare la consapevolezza riguardo alle opportunità fornite dalla promozione della salute; fornendo infrastrutture efficaci e risorse adeguate per realizzare e coordinare i programmi di educazione sanitaria.

25 Obiettivo 16 - Vivere in modo sano Entro l anno 2000, dovranno essere realizzati tutti gli sforzi possibili negli Stati Membri affinché promuovano e sostengano attivamente modelli di vita sani attraverso una nutrizione equilibrata, un appropriata attività fisica, una sessualità sana, una gestione ottimale degli stati di stress ed altri aspetti finalizzati ad un comportamento positivo nei confronti della salute. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso un approccio globale per promuovere modelli di vita sani, includendo: il miglioramento della consapevolezza nei riguardi della salute e dell ambiente; lo sviluppo e il rafforzamento di competenze in grado di affrontare situazioni negative; la promozione di modelli di alimentazione sani basati su standard raccomandati di nutrienti e di linee guida dietetiche; la promozione di attività fisiche e di altre attività del tempo libero orientate alla salute; l incoraggiamento nel fornire e nel ricevere il sostegno sociale.

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