Nozioni di Tossicologia per Medici di P.S.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Nozioni di Tossicologia per Medici di P.S."

Transcript

1 UNITA OPERATIVA DI PRONTO SOCCORSO MEDICINA D URGENZA TOSSICOLOGIA CLINICA Nozioni di Tossicologia per Medici di P.S. Ospedale Maggiore Bologna Dott.ssa F.Puccetti

2 PRIMO SOCCORSO IN CASO DI INTOSSICAZIONE SUL POSTO VALUTARE CONDIZIONI CLINICHE DEL PAZIENTE AMBIENTE CIRCOSTANTE SOSTANZE ASSUNTE E QUANTITA STIMATA CIRCOSTANZE DELL EVENTO

3 CONDIZIONI CLINICHE DEL PAZIENTE STATO DI COSCIENZA VIE AEREE RESPIRAZIONE CIRCOLAZIONE CUTE E MUCOSE OROFARINGE OCCHI STATO MENTALE

4 AMBIENTE CIRCOSTANTE SICUREZZA DEI SOCCORRITORI ODORE DELL ARIA LUOGO DOVE SI TROVA IL PAZIENTE RESIDUI DELLA SOSTANZA ASSUNTA CONTENITORI O BLISTER DI MEDICINE CONTENITORI DI DETERSIVI O ALTRE SOSTANZE RESIDUI DI FUNGHI O ALTRI CIBI

5 CIRCOSTANZE DELL EVENTO INTOSSICAZIONE ACCIDENTALE / VOLONTARIA TESTIMONI DELL ASSUNZIONE TEMPO TRASCORSO DALL INTOSSICAZIONE O DAL RITROVAMENTO DELL INTOSSICATO

6 SOSTANZE ASSUNTE E QUANTITA STIMATA NOME DELLA SOSTANZA ASSUNTA PRINCIPIO ATTIVO DEL FARMACO QUANTITA ASSUNTA : SORSO BICCHIERE CUCCHIAIO/INO QUANTITA RIMASTA NEL CONTENITORE QUANDO SI INVIA IL PAZIENTE IN OSPEDALE INVIARE ANCHE CONTENITORI/BLISTER / RESIDUI

7 E IMPORTANTE Raccogliere le informazioni utili per definire: La sostanza assunta o con cui vi è stato contatto La via di esposizione La dose L intervallo di tempo trascorso Acquisire il materiale sospetto.

8 PRIMO SOCCORSO IN RELAZIONE ALLA MODALITA DI CONTATTO CON IL TOSSICO INALAZIONE CONTATTO CUTANEO MUCOSO OCULARE INGESTIONE VIA RETTALE INOCULAZIONE NEI TESSUTI

9 INALAZIONE IL SOGGETTO HA RESPIRATO GAS O VAPORI TOSSICI O IRRITANTI ARIEGGIARE L AMBIENTE ALLONTANARE IL PAZIENTE DALL AMBIENTE ATTENZIONE ALLA SICUREZZA PERSONALE!

10 CONTATTO CUTANEO MUCOSO OCULARE CONTATTO CON LIQUIDI O POLVERI TOSSICI CAUSTICI O IRRITANTI SPOGLIARE IL PAZIENTE LAVARE CON ACQUA ABBONDANTEE CORRENTE ( PER ALMENO15 MINUTI) SE LA SOSTANZA E OLEOSA USARE ACQUA+SAPONE LAVARE GLI OCCHI APERTI PER 15 MINUTI CON SOL. FISIOLOGICA O ACQUA CORRENTE

11 INGESTIONE PROVOCARE IL VOMITO? MAI SE: PAZIENTE INCOSCIENTE HA INGERITO UN CAUSTICO HA INGERITO DERIVATI DEL PETROLIO, SOLVENTI HA INGERITO SOSTANZE SCHIUMOGENE ALTRI CASI :?

12 INGESTIONE SOMMINISTRARE LATTE? NO SE INGESTIONE DI SOSTANZE GRASSE O SOLUBILI NEI GRASSI ( PETROLIO E DERIVATI SOLVENTI SMACCHIATORI TARMICIDI INSETTICIDI ) SI SE INGESTIONE DI CAUSTICI

13 INGESTIONE SOMMINISTRARE CARBONE ATTIVATO LIMITA O RALLENTA L ASSORBIMENTO DEI TOSSICI NON E UTILE PER PETROLIO/DERIVATI CAUSTICI SOSTANZE SCHIUMOGENE 0,5-1 GRAMMO / KG DI PESO IN ACQUA ( UN CUCCHIAIO= 6 GR )

14 INGESTIONE SOSTANZE SCHIUMOGENE SOMMINISTRARE PREPARATO ANTISCHIUMA ( DIMETICONE ) NON INDURRE VOMITO

15 INTRODUZIONE PER VIA RETTALE CERCARE DI OTTENERE L EVACUAZIONE CON SUPPOSTE DI GLICERINA NON FARE CLISTERI

16 INOCULAZIONE NEI TESSUTI MORSO DI ANIMALE PUNTURA D INSETTO FERITA CON CONTENITORE DI SOSTANZA TOSSICA

17 LIQUIDI VOLUMI IN ML SORSATA ML UOMO ML DONNA 3-5 ML BAMBINO 20 GTT = 1 ML BICCHIERE ACQUA ML BICCHIERE VINO ML TAZZINA CAFFE ML CUCCHIAIO DA TAVOLA ML

18 TRIAGE DEL PAZIENTE INTOSSICATO Attenzione ai pazienti intossicati o sospetti tali che non hanno alterazioni delle funzioni vitali al momento della valutazione. A molti di questi pazienti va attribuita una priorità maggiore di quanto sarebbe usuale per le loro condizioni cliniche. Ricordarsi che i paz. possono mentire su dosi e tipo di sostanza assunta ( se gesto autolesivo)

19 TRIAGE DEL PAZIENTE INTOSSICATO Sostanze con tossicità prevedibile potenzialmente letali Antidepressivi triciclici Insetticidi organofosforici Aspirina Paraquat Barbiturici Funghi a lunga incubazione Caustici Calcioantagonisti Cocaina Beta-bloccanti Digitale Idrocarburi alogenati

20 TRIAGE DEL PAZIENTE INTOSSICATO Sostanze con tossicità ritardata o imprevedibile: Farmaci a lento rilascio o gastroresistenti Ritardato svuotamento gastrico Body packers Sostanze a tossicità non nota.

21 VALUTAZIONE IN P.S. DEL PAZIENTE INTOSSICATO Anamnesi ( Quale, Quanto, Quando, Per che via ) Esame obiettivo Diagnostica di laboratorio ( Ematici, Es. urine, Ega) Esami tossicologici ( qualitativi, quantitativi) Diagnostica strumentale ( Ecg, Rx torace, Rx addome, EGDS )

22 TRATTAMENTO DEL PAZIENTE INTOSSICATO STABILIZZAZIONE DELLE FUNZIONI VITALI (ALS) DECONTAMINAZIONE ( riduzione dell assorbimento del tossico) USO DI ANTIDOTI ( blocco o antagonizzazione dell azione tossica ) DEPURAZIONE ( eliminazione del tossico già assorbito) TRATTAMENTO SINTOMATICO

23 DECONTAMINAZIONE GASTROINTESTINALE CUTANEA OCULARE Scopo è ridurre l assorbimento della sostanza tossica E un argomento controverso. Vi sono unicamente prese di posizione redatte da due società scientifiche internazionali : EAPCCT ( European Association of Poison Center and Clinical Toxicology ) e AACT ( American Academy of Clinical Toxicology ) E a queste che si può fare riferimento nella pratica clinica

24 DECONTAMINAZIONE GASTROINTESTINALE GASTROLUSI, EMESI INDOTTA DA IPECACUANA CARBONE ATTIVATO CATARTICI IRRIGAZIONE GASTROINTESTINALE

25 GASTROLUSI PRESA DI POSIZIONE EAPCCT e AACT: La lavanda gastrica non deve essere effettuata come terapia di routine del paziente intossicato: è indicata solo in caso di assunzione di una quantità di veleno potenzialmente rischiosa per la sopravvivenza, entro 1 ora dall ingestione, tenendo presenti le controindicazioni e le complicanze. ( Vi sono eccezioni alla regola dell entro 1 ora )

26 GASTROLUSI CONTRONDICAZIONI Paz. con depressione dello stato di coscienza e vie aeree non protette. Ingestione di caustici Ingestione di sostanze schiumogene o idrocarburi Presenza di patologie dell esofago o dello stomaco

27 GASTROLUSI COMPLICANZE Aspirazione del contenuto gastrico nelle vie aeree Lesioni esofagee e dello stomaco ( perforazioni, emorragie)

28 GASTROLUSI MODALITA DI ESECUZIONE Paz. in decubito laterale sinistro o semiseduto Utilizzare sonde oro-gastriche di grosso calibro ( mm nell adulto 7-8 mm nel bambino. Calibro French A, 16 B) Controllare la corretta posizione della sonda nello stomaco mediante insufflazione di aria e ascolto sull area epigastrica. Aspirare il contenuto gastrico e conservarne un campione Effettuare il lavaggio introducendo piccoli volumi ripetuti di acqua tiepida ( ml nell adulto e 10ml/Kg nel bambino) e controllare che il volume aspirato o drenato per gravità sia circa pari al volume introdotto. Continuare il lavaggio fino ad ottenere un liquido di deflusso chiaro. Somministrare la prima dose di carbone vegetale attivato e rimuovere la sonda

29 EMESI INDOTTA CON IPECACUANA PRESA DI POSIZIONE EAPCCT e AACT: Lo sciroppo di ipecacuana non deve essere somministrato come terapia di routine nel paziente intossicato in quanto non esistono dati clinici e sperimentali significativi sulla sua efficacia e di contro esistono dati sulla sua pericolosità. Infine può ridurre l efficacia di altre misure terapeutiche quali il carbone attivato e la somministrazione di antidoti DI FATTO E UNA PRATICA CLINICA ABBANDONATA

30 CARBONE VEGETALE ATTIVATO PRESA DI POSIZIONE EAPCCT e AACT Il carbone attivato non deve essere utilizzato come terapia di routine del paziente intossicato se non in caso di assunzione di una quantità di veleno potenzialmente tossico ( che notoriamente sia adsorbibile con carbone) e se può essere somministrato precocemente, tenendo presente le controindicazioni

31 CARBONE VEGETALE ATTIVATO Carbone vegetale in polvere sottoposto a procedimento che ne aumenta la superficie adsorbente ( attivazione ) Ha la capacità di legare le sostanze tossiche riducendone l assorbimento Può essere somministrato per os o per SNG DOSI: 0,5-1 G/Kg in acqua in dose singola o ripetuta ( In genere due entro la prima ora, raramente più dosi ) Non ci sono studi clinici controllati che ne dimostrino l efficacia nel migliorare la prognosi del paz. intossicato.

32 CARBONE VEGETALE ATTIVATO CONTROINDICAZIONI Paz. soporosi o in coma senza protezione delle vie aeree Perforazione gastrica o intestinale Tossici non adsorbibili COMPLICANZE Vomito Polmonite ab ingestis

33 CATARTICI PRESA DI POSIZIONE EAPCCT e AACT Non sussistono dati clinici o sperimentali significativi sull efficacia dei purganti nel ridurre la biodisponibilità di un tossico o migliorare l esito del paziente intossicato, sia se usati da soli sia in associazione al carbone attivato Lo scopo è accelerare l espulsione del complesso carbone-tossico DOSI: Solfato di sodio o magnesio 30 g nell Adulto e 250mg/Kg nel Bambino per os

34 CATARTICI CONTROINDICAZIONI Perforazione, Occlusione intestinale Ingestione caustici Disidratazione

35 IRRIGAZIONE INTESTINALE PRESA DI POSIZIONE EAPCCT e AACT L irrigazione gastrointestinale non deve essere effettuata come terapia di routine del paziente intossicato. È indicata sulla base di studi sperimentali e citazioni di casi anedottici, solo in caso di assunzione di una quantità potenzialmente rischiosa per la sopravvivenza, di preparazioni gastroresistenti o a lento rilascio, di sostanze non assorbibili dal Carbone vegetale attivato e nel caso di assunzione di corpi estranei contenenti sostanze tossiche, tenendo presenti le controindicazioni e le complicanze.

36 IRRIGAZIONE INTESTINALE Somministrazione di elevate quantità di soluzioni contenenti polietinilglicole (SELG) per determinare l eliminazione per via rettale delle sostanze tossiche riducendone l assorbimento INDICAZIONI Ingestione di Ferro, Litio,Sali di Potassio Assunzione di farmaci a lento rilascio Rimozione di pacchetti di sostanze stupefacenti ingeriti. CONTROINDICAZIONI Occlusione, Perforazione intestinale, Sopore/Coma ( se vie aere non protette)

37 IRRIGAZIONE INTESTINALE EFFETTI COLLATERALI Nausea e vomito Aspirazione nelle vie aeree Il carbone attivato può essere meno efficace. DOSI 1-2 Litri/ora per SNG nell Adulto, fino ad evacuazione di liquido chiaro ml/kg/ ora nei Bambini

38 DECONTAMINAZIONE CUTANEA Indossare dispositivi di protezione individuale Rimuovere indumenti e accessori Irrigare abbondantemente con acqua o soluzione fisiologica ( per almeno 15 minuti ). Se sono presenti sostanze oleose usare acqua e sapone Usare paraffina liquida per vernici o catrame. Non tentare la neutralizzazione chimica ( il calore aggrava il danno) Valutare la possibilità di terapia topica specifica (es.acido fluoridrico ----> impacco con gel di Calcio )

39 DECONTAMINAZIONE OCULARE Irrigazione dell occhio aperto con almeno 1 Litro di soluzione fisiologica (usare il deflussore da flebo) o acqua Inviare il paziente da un Oculista

40 LA DEPURAZIONE SCOPO: accelerare l eliminazione delle sostanze tossiche che sono già state assorbite. Non ci sono studi controllati che dimostrino l utilità di queste metodiche nel ridurre la gravità e la mortalità delle intossicazioni L indicazione all uso deve essere rapportata al singolo caso nel tentativo di migliorane la prognosi.

41 DEPURAZIONE TECNICHE NON NVASIVE TECNICHE INVASIVE CARBONE VEGETALE ATTIVATO IN DOSI MULTIPLE DIURESI FORZATA ALCALINIZZAZIONE DELLE URINE EMODIALISI DIALISI PERITONEALE EMOFILTRAZIONE EMOPERFUSIONE PLASMAFERESI EXSANGUINO TRASFUSIONE

42 DEPURAZIONE CARBONE VEGETALE ATTIVATO IN DOSI MULTIPLE Si utilizza per : Assunzione di tossici in dosi elevate Tossici che rallentano la motilità gastrointestinale Tossici ad elevata escrezione biliare e ricircolo enteroepatico Farmaci retard che rilasciano lentamente il principio attivo DOSI: prima dose di 1g/Kg, seguita da 0,25-0,50g/kg ogni 2-3 ore fino a miglioramento clinico.

43 DEPURAZIONE DIURESI FORZATA Nel caso di tossici con: Elevata escrezione renale Basso legame con le proteine Basso VD ( volume di distribuzione < 1L/Kg) Infusione endovenosa di liquidi in modo da mantenere la diuresi a 3-6 ml/kg/h Infondere: 1L ogni 10 Kg di peso corporeo in 24 ore Furosemide solo se non c e risposta al carico idrico Monitorare: P.A., Diuresi,Elettroliti, PVC

44 DEPURAZIONE DIURESI FORZATA Nelle intossicazioni da: AMANITA FALLOIDES FENOBARBITAL ( GARDENALE) SALICILATI GLICOLE ETILENICO Nella rabdomiolisi Controndicazioni: Insufficienza renale scompenso cardiaco

45 DEPURAZIONE ALCALINIZZAZIONE DELLE URINE Innalzamento del ph urinario: > = 7,5 nel tentativo di favorire l eliminazione di un tossico. (aumenta la forma dissociata della sostanza che diffonde meno attraverso la membrana del tubulo ed è maggiormente escreta dal rene ) E indicata per intossicazioni da: Fenobarbital Salicilati Altri

46 DEPURAZIONE ALCALINIZZAZIONE DELLE URINE Infusione di Bicarbonato di Sodio e.v. 1-2 meq/kg ripetibile ogni 3-4 oppure meq in 1L si soluzione glucosata5% A 2-3 ml/kg/ora Obiettivo, mantenere ph >= 7,5 Il risultato dipende anche dalla normale percentuale di eliminazione del tossico per via urinaria. Se è piccola la tecnica è poco efficace

47 DEPURAZIONE TECNICHE INVASIVE EMODIALISI DIALISI PERITONEALE EMOFILTRAZIONE EMOPERFUSIONE PLASMAFERESI EXSANGUINO TRASFUSIONE Indicate per : Intossicazioni gravi o in peggioramento nonostante la terapia di supporto ottimale Livelli plasmatici del tossico letali o assunzione di dose certa considerata letale. Alterazioni dalla via di eliminazione normale del tossico.

48 ANTIDOTI ANTIDOTO è una sostanza che interagisce con un tossico e lo rende meno dannoso per l organismo perché: Lo modifica chimicamente Si comporta da antagonista rispetto all effetto (competendo per gli stessi recettori o agendo su altri con effetti opposti) Legando il tossico e rendendolo facilmente eliminabile dal rene

49 ANTIDOTI Nella pratica clinica sono diaponibili pochi antidoti Esistono tabelle con classificazione per criteri d uso e di disponibilità ( entro 30minuti, 2 ore, 6 ore) Armadio degli antidoti

50 CENTRI ANTIVELENI MILANO PAVIA FIRENZE GENOVA ROMA GEMELLI ROMA POLICLINICO NAPOLI FOGGIA

51 CENTRO ANTIVELENI Risponde su 24 ore e fornisce indicazioni su: Presunta gravità dell intossicazione Quadro clinico atteso Terapia di supporto e indicazioni su DECONTAMINAZIONE DEPURAZIONE USO DI ANTIDOTI

52 Intossicazioni da: Caustici Detergenti e altri prod.domestici Glicoli e Idrocarburi Pesticidi Bologna Dr. Gerardo Astorino

53 Intossicazione da caustici L'ingestione di sostanze caustiche, sia accidentale che volontaria, determina una sindrome complessa, caratterizzata da severe lesioni viscerali, spesso irreversibili, cui possono aggiungersi in qualche caso anche effetti sistemici. Ancora oggi la mortalita' nei casi più gravi è estremamente elevata (> 50%), specie se non viene tempestivamente adottata tutta una serie di misure diagnostiche e terapeutiche atte a prevenire la perforazione viscerale Questo evento infatti può verificarsi contemporaneamente in diverse aree dell'esofago, dello stomaco e perfino del tenue prossimale, venendo a costituire l'elemento determinante per la prognosi, poichè gli effetti biologici di una perforazione multipla sono difficilmente controllabili anche dal chirurgo più esperto.

54 Nella gestione di un paziente che giunge in Pronto Soccorso per ingestione di caustici è quindi essenziale una rapida ed accurata valutazione diagnostica, allo scopo anzitutto di selezionare, sulla base di criteri specifici, i pazienti da trattare in modo conservativo da quelli che invece vanno indirizzati ad una soluzione chirurgica (laparoscopia o laparotomia di supporto diagnostico, seguita se occorre da intervento resettivo).

55 Categorie e tipo di ingestione Le lesioni digestive da caustici sono usualmente determinate da acidi o basi forti, con valori di ph inferiori a 3 o superiori a 11. Le preparazioni commerciali possono essere liquide, granulari, in pasta o solide: le concentrazioni della sostanza caustica sono a loro volta variabili, dal 5-40% dei liquidi al 100% delle forme solide. Dal punto di vista strettamente chimico gli agenti caustici posso essere distinti in 3 fondamentali categorie: Acidi forti : solforico, cloridrico (muriatico), nitrico, fosforico, ossalico sono spesso impiegati come elementi di batterie, detergenti per WC e sanitari, detergenti per metalli, antiruggine. Basi forti : idrossido di sodio (soda caustica), idrossido di potassio, idrossido di ammonio impiegati come detersivi per lavastoviglie o per uso domestico Agenti ossidanti : ipoclorito di sodio (candeggina), perossido di idrogeno, permanganato di potassio

56 Modalità di lesione Gli acidi forti tendono a danneggiare soprattutto lo stomaco, mentre a livello esofageo provocano lesioni in genere meno gravi: ciò sembra favorito dall'ambiente alcalino dell'esofago, dalle secrezioni salivari (in parte tamponanti) e infine da una certa resistenza dell'epitelio squamoso all'aggressione acida. Inoltre la maggior parte dei caustici acidi presenta bassa viscosità e questo favorisce un transito rapido, riducendo il tempo di contatto e determinando quindi lesioni limitate ad alcuni segmenti del viscere (fenomeno delle "skip areas"). Il contatto con la mucosa provoca necrosi coagulativa per disidratazione, denaturazione delle proteine, agglutinazione del citoplasma cellulare. Si formano estese escare necrotiche che in parte limitano l ulteriore danno. Rapidamente il caustico raggiunge l'antro ed il piloro: se si verifica pilorospasmo riflesso le lesioni antrali risulteranno più gravi ed estese; d'altra parte in caso di mancato riflesso pilorico anche il duodeno potrà presentare lesioni profonde o perforazioni.

57 Gli alcali forti, a differenza degli acidi, penetrano rapidamente nei tessuti e provocano distruzione delle membrane cellulari con necrosi colliquativa come conseguenza della saponificazione dello strato lipidico e della denaturazione delle proteine. Il danno è quindi più profondo, favorito anche dallo sviluppo locale di calore (talvolta > 100 C) e da trombosi dei vasi adiacenti: la lesione è dunque caratterizzata da una rapida tendenza alla transmuralizzazione e alla perforazione. L'esofago è in genere l'organo più colpito. Va tuttavia rilevato che anche a livello gastrico le lesioni possono essere estese e severe: la teorica capacità di neutralizzazione dell'acido gastrico nei confronti delle sostanze alcaline risulta nella maggior parte dei casi insignificante rispetto all'alcalinità totale di piccoli volumi di basi forti. Alcune sostanze basiche sono caratterizzate da una evolutività fisiopatologica più lenta: le ulcerazioni raggiungono espressività completa in circa 24 ore, mentre la necrosi può procedere fino a 5-6 giorni dall'ingestione; la successiva evoluzione fibrotica inizia dopo circa 20 giorni.

58 Sintomatologia SCIALORREA edema con ostruzione del giunto faringo-esofageo o dell'esofago cervicale AFONIA, STRIDORE, RAUCEDINE lesione dell'epiglottide o del laringe DISFAGIA, ODINOFAGIA interessamento esofageo DOLORE RETROSTERNALE E DORSALE grave lesione esofagea, possibile perforazione EPIGASTRALGIA, VOMITO lesione gastrica, possibile perforazione DISPNEA aspirazione nelle vie aeree EMATEMESI lesioni estese e profonde

59 Approccio al paziente con ingestione di caustici: percorso diagnostico-terapeutico terapeutico 1.tutte le ingestioni di sostanze caustiche sono potenzialmente gravi e suscettibili di complicanze severe durante la fase acuta, che si sviluppa nell'arco di 2-3 giorni dal momento dell'ingestione stessa. La perforazione viscerale gastrica o duodenale, ma soprattutto esofagea costituisce il fattore maggiormente correlato alla mortalità precoce del paziente.non raramente infine la perforazione è multipla e determina conseguenze addominali o mediastiniche difficilmente controllabili anche da soluzioni chirurgiche ampiamente demolitive. Per anni l'approccio al paziente con ingestione di caustici ha sofferto di un ingiustificato quanto diffuso atteggiamento attendista. Oggi invece è chiaro che la perforazione deve essere prevista e non attesa: questa sembra l'unica strategia in grado di influenzare sensibilmente la mortalità correlata alle causticazioni severe. Per queste ragioni ben si comprende come il primo fondamentale obbiettivo di fronte ad un paziente con ingestione di caustici sia il tempestivo e completo inquadramento diagnostico Gli elementi essenziali per un corretto approccio al paziente sono:

60 Valutazione multidisciplinare Valutazione multidisciplinare: tossicologo - anestesista-rianimatore endoscopista radiologo chirurgo sono le figure professionali che devono intervenire in un contesto integrato. Staging completo delle condizioni cliniche generali e della patologia d organo Decisione tra trattamento conservativo e indicazione chirurgica immediata Monitoraggio costante dell evoluzione clinica

61 il 'management' Il paziente che si presenta in Pronto Soccorso per ingestione di caustici è in genere sofferente e spaventato: il contatto con il malato deve essere quindi rassicurante, mentre la fase diagnostica viene tempestivamente iniziata. 1. Rianimazione L'anestesista-rianimatore provvede nei pazienti più gravi o decisamente in stato di shock che necessitano di manovre rianimatorie dirette al ripristino delle condizioni circolatorie, al controllo della respirazione, al monitoraggio dei parametri vitali. 2. Tossicologia Viene interpellato il Centro Antiveleni per una più precisa individuazione delle caratteristiche del caustico, anche attraverso informazioni desunte tempestivamente dalla industria produttrice 3. Valutazione clinica L'anamnesi deve consentire, per quanto possibile, la raccolta di dati utili circa il tipo di sostanza ingerita, il ph, la concentrazione e soprattutto la quantità; occorre stabilire se l'ingestione è stata accidentale o volontaria. L'esame obiettivo valuta la presenza dei sintomi caratteristici per interessamento faringeo, esofageo o gastrico; si esegue un'accurata ispezione del cavo orale ed una attenta palpazione dell'addome, nella ricerca di elementi sospetti per perforazione. 4. Indagini Vengono eseguiti l'ecg, i prelievi per i test ematochimici comuni (ricerca della leucocitosi), l'emogasanalisi arteriosa (ricerca dell'acidosi metabolica). In questa fase è importante, soprattutto nei pazienti gravemente sintomatici o comunque con ingestione volontaria, l'esecuzione di radiogrammi senza mezzo di contrasto,in proiezioni varie, a livello del torace e dell'addome, per documentare eventuali perforazioni libere in cavità peritoneale o segni di pneumomediastino.

62 L'endoscopia L'indagine endoscopica costituisce indubbiamente il cardine della valutazione diagnostica e della stadiazione di un paziente con ingestione di caustici: essa infatti è la sola metodica che consenta un preciso e diretto rilievo della gravità, dell'estensione e della distribuzione topografica delle lesioni in tutto il tratto digestivo superiore, dal faringe al duodeno. All'endoscopista inoltre compete l'indicazione del successivo trattamento cui il paziente verrà sottoposto e, in ultima analisi, come già accennato, la decisione tra la terapia conservativa e l'intervento chirurgico. Per tale ragione la descrizione delle lesioni endoscopicamente rilevate deve essere accurata: in particolare dovranno essere rilevate quelle caratteristiche morfologiche o funzionali che possano essere correlate con la severità del danno ed il rischio perforativo. Di qui la necessità di classificare le lesioni endoscopiche in schemi affidabili, minimamente esposti alla interpretazione soggettiva e soprattutto aderenti alla realtà fisiopatologica.

63 'TIMING' DELL'ESAME ENDOSCOPICO I due problemi fonte di dibattito fra gli endoscopisti di fronte ai pazienti con ingestione di caustici sono se l'osservazione endoscopica sia sempre necessaria e quale sia il tempo ideale per eseguirla. Dai dati attuale della letteratura, è che l'endoscopia non debba essere eseguita solo in caso di estrema gravità, ove sia presente un chiaro interessamento mediastinico, nei pazienti con peritonite in atto o con aria libera in cavità addominale. L'endoscopia infatti, qualora esistano tali complicanze, può peggiorare il danno locale e favorire con l'insufflazione il trasferimento del contenuto caustico intracavitario in peritoneo o nel mediastino. Anche in questi pazienti tuttavia l'esame endoscopico potrà essere eventualmente eseguito in un secondo tempo durante l'intervento operatorio, ove costituirà un validissimo aiuto per il chirurgo nell'individuare i limiti del danno mucoso e la sede più idonea per eseguire eventuali anastomosi. L'endoscopia inoltre non dovrebbe essere effettuata nel caso di bambini con ingestione riferita come accidentale, non certa e asintomatica (benessere generale e assenza di lesioni orali), data la frequente necessità di ricorrere per i piccoli pazienti all'anestesia generale.

64 Per ciò che riguarda il secondo problema (quando cioè eseguire l'esame endoscopico) le opinioni possono essere varie. Alcuni autori sostengono l'opportunità di dilazionare l'esame di ore in quanto le lesioni determinate dagli alcali comparirebbero tardivamente rispetto al momento dell'ingestione. Si è notato che i caustici dotati di lenta espressività patogenetica e per i quali il danno mucoso è ritardato si riducono essenzialmente all'ipoclorito di sodio (candeggina): questo prodotto in genere non è eccessivamente pericoloso poichè commercializzato a diluizioni elevate. Tutte le altre basi forti producono al contrario lesioni mucose entro pochi minuti o comunque non oltre un'ora dall'ingestione. Solo per i pazienti con ingestione di candeggina quindi, se non coesistono altre motivazioni all'urgenza, l'endoscopia va dilazionata di circa ore.

65 Riteniamo che in qualsiasi altro caso di ingestione di caustici la prima endoscopia debba essere eseguita il più presto possibile, non appena le condizioni cliniche del paziente lo permetteranno (stabilizzazione dei parametri vitali dopo rianimazione, controllo dello shock). Ovviamente questa indicazione deve essere intesa in senso generale, poichè ogni paziente può presentare caratteristiche particolari in grado di influenzare il 'timing' endoscopico. Così ad esempio nei casi clinicamente meno gravi o caratterizzati da ingestione accidentale di scarse quantità di sostanza caustica sarà conveniente rimandare l'endoscopia di qualche ora se l'ultimo pasto assunto dal paziente è cronologicamente di poco antecedente l'osservazione in Pronto Soccorso: la presenza di cibo in cavità gastrica infatti da un canto può limitare le possibilità di osservazione endoscopica e dall'altro può favorire eventuali polmoniti "ab ingestis". Al contrario i pazienti gravemente compromessi (ingestioni volontarie di elevate quantità) vanno sempre sottoposti ad endoscopia immediata, qualunque sia la situazione gastrica ipotizzabile, se naturalmente non coesistono chiari segni di perforazione.

66 La terapia medica La terapia medica Il trattamento medico riveste nelle ingestioni di caustici un ruolo di supporto. Non esistono infatti dimostrazioni circa una eventuale diretta efficacia terapeutica degli antisecretori e dei protettori di mucosa sulle lesioni: tuttavia, almeno teoricamente, la riduzione dell acidità gastrica può contribuire a rimuovere un fattore patogenetico in grado di aggravare ulteriormente il danno (soprattutto in caso di reflusso gastro-esofageo). Diverso invece il rationale che giustificherebbe l utilizzo precoce dei corticosteroidi a dosaggi elevati: la prevenzione delle stenosi a distanza. Va comunque rilevato a questo proposito che la letteratura è ancora oggi estremamente controversa. Il più importante studio storico, prospettico controllato, (Anderson e coll., 1990) non ha rilevato differenze statisticamente significative a favore dei pazienti sottoposti a terapia steroidea. Esperienze più recenti invece sembrano attribuire alla terapia steroidea maggiori possibilità ed efficacia, specie nel ridurre l entità delle stenosi ed il ricorso a dilatazioni endoscopiche.

67 TERAPIA IN PRONTO SOCCORSO DILUIRE CON ACQUA O LATTE NO VOMITO; VALUTARE LAVANDA GASTRICA ENDOSCOPIA SE SINTOMI; DUBBIA INDICAZIONE SENZA LESIONI ( a circa 12 ore dall ingestione). STEROIDEI ED ANTIBIOTICI : VALORE DUBBIO

68 ANTIBIOTICI: Rocefin 2 g/die, per 7 gg. CORTISONICI: metilprednisolone 5 mg/kg die in 4 dosi refratte, da scalare dopo 10 giorni. ALIMENTAZIONE : parenterale per circa 10 gg RANITIDINA : 2 fl ev x 2 per 3-4 giorni, poi 2 fl /die per 1 settimana.

69 Intossicazione da Detergenti ed altri prodotti domestici

70 Sostanze e prodotti per uso domestico I contatti accidentali con tutte le sostanze ed i prodotti contenuti nella casa sono assai frequenti (circa la meta di casi seganalati dai centri antiveleni) e coinvolgono solitamente bambini. Nella maggior parte dei casi si tratta di contatto con la sostanza o prodotto, ma non di avvelenamento, sia perche l agente in causa non è tossico, sia perché la via di contatto, le modalità dell incidente o la quantità assorbita non portano ad una intossicazione propriamente detta.

71 Adesivi o collanti (mucillagine o pasta) Per contatto cute, mucose o ingestione : tossicità modesta o nulla. Terapia: Lavaggio con acqua corrente

72 Inchiostri di china, penne, timbri Solitamente non tossico SE ANILINA: metamoglobinemia Glicole etilenico: dose inferiore a quella tossica (300 mg/kg)

73 Cera liquida per pavimenti Cera per pavimenti non di legno Se ingerite : modesto ingombro intestinale; non effetti sistemici. Cera per pavimenti di legno Solventi paraffinici o acqua ragia minerale: effetti sistemici (petrolio) temibili per ingestioni di quantita superiori a 1 ml/kg. Pericolosa l aspirazione anche di piccole quantita nelle vie aeree.

74 Combustibili Metano Narcotico reversibile; se combustione completa forma CO2 e H2O; CO può essere presente nei gas di scarico o in caso di combustione incompleta. Alcool denaturato Acidosi metabolica, neurotossico, ipoglicemia. Dose tox 200 ml adulto.

75 Trattamento intossicazione alcol denaturato Contiene il 90-95% di alcol etilico ed il 3-5% di alcol metilico. Altri componenti: benzolo, acetone, piridina, mercaptani, coloranti nella misura complessiva dell 1,5%. La sintomatologia è legata all alcol etilico fino alla dose di 250 mg/dl, con dosi superiori compaiono gli effetti potenzialmente letali neurotossici lesionali dati dall alcol metilico (METANOLO)

76 Tavolette (tipo diavolina) tossicità come i derivati del petrolio Candele steariche o lumini nessuna tossicita

LESIONI DA CAUSTICI GESTIONE PRE-ENDOSCOPICA NEL DEA

LESIONI DA CAUSTICI GESTIONE PRE-ENDOSCOPICA NEL DEA LESIONI DA CAUSTICI GESTIONE PRE-ENDOSCOPICA NEL DEA Dr. Paolo Bertolazzi U.O. 118/Pronto Soccorso/Medicina d Urgenza Az. Ospedaliera-Universitaria di Ferrara Dir. Dr. Roberto Melandri INGESTIONE CAUSTICI

Dettagli

L Ambulatorio Pediatrico OnLine

L Ambulatorio Pediatrico OnLine AVVELENAMENTI Per avvelenamento s'intende l'assorbimento per ingestione, inalazione o per contatto cutaneo di sostanze nocive per l'organismo umano. La gravità è spesso in funzione della dose assorbita.

Dettagli

Avvelenamenti. Dott. Michele Massoni

Avvelenamenti. Dott. Michele Massoni Avvelenamenti Dott. Michele Massoni Di fronte ad un avvelenamento, che sia dimostrato o solamente sospettato, qualunque sia il tossico responsabile e qualunque sia la via di assunzione di quest ultimo,

Dettagli

DEFINIRE LE PRINCIPALI PATOLOGIE MEDICHE RICONOSCERE I SEGNI CHE DIFFERENZIAMO LE VARIE PATOLOGIE MEDICHE

DEFINIRE LE PRINCIPALI PATOLOGIE MEDICHE RICONOSCERE I SEGNI CHE DIFFERENZIAMO LE VARIE PATOLOGIE MEDICHE CAPITOLO 5_e 1 OBIETTIVI DEFINIRE LE PRINCIPALI PATOLOGIE MEDICHE RICONOSCERE I SEGNI CHE DIFFERENZIAMO LE VARIE PATOLOGIE MEDICHE IDENTIFICARE I SEGNI DI GRAVITÀ E LE MANOVRE DI SOSTEGNO 2 ALTRE PATOLOGIE

Dettagli

Intossicazioni - avvelenamenti

Intossicazioni - avvelenamenti Intossicazioni - avvelenamenti Inf. Roberta Baldessari gruppo CRI Pergine Valsugana INTOSSICAZIONI - AVVELENAMENTI stato patologico dell organismo dovuto all azione di sostanze tossiche, per natura (mal

Dettagli

Lo stato di Coma,Ictus cerebrale: fattori di rischio e posizione d'attesa. Epilessia, soccorso e classificazione

Lo stato di Coma,Ictus cerebrale: fattori di rischio e posizione d'attesa. Epilessia, soccorso e classificazione Lo stato di Coma,Ictus cerebrale: fattori di rischio e posizione d'attesa. Epilessia, Asma, intossicazioni, primo soccorso e classificazione COMA sindrome clinica caratterizzata da una mancata risposta

Dettagli

Bilancio idro-elettrolitico Composizione dei liquidi corporei

Bilancio idro-elettrolitico Composizione dei liquidi corporei Bilancio idro-elettrolitico Composizione dei liquidi corporei L'acqua presente nei compartimenti corporei è ricca di sali o elettroliti un elettrolitita disciolto in acqua si separa in ioni si dividono

Dettagli

INTOSSICAZIONI Da ABUSO DI SOSTANZE NON TERAPEUTICHE e ALCOOL

INTOSSICAZIONI Da ABUSO DI SOSTANZE NON TERAPEUTICHE e ALCOOL INTOSSICAZIONI Da ABUSO DI SOSTANZE NON TERAPEUTICHE e ALCOOL aspetti generali, alterazioni e primo soccorso Inf.Bazzanella Alessandro e IC Ivano Floriani 2012 stato patologico provocato dall azione nociva

Dettagli

Rischio chimico dei prodotti detergenti

Rischio chimico dei prodotti detergenti Rischio chimico dei prodotti detergenti I detergenti L uso di prodotti detergenti, detersivi, sgrassatori e disinfettanti fa parte della quotidianità, senza contare che ci sono persone che utilizzano questi

Dettagli

Crisi convulsive Sostanze psicoattive

Crisi convulsive Sostanze psicoattive CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO PROVINCIALE DI ROMA Crisi convulsive Sostanze psicoattive CROCE ROSSA ITALIANA - a cura del Capo Monitore V.d.S. Iannozzi Emanuela CRISI CONVULSIVE Susseguirsi di movimenti

Dettagli

SINTOMATOLOGIA E PATOLOGIE. RIPASSO anno 2012

SINTOMATOLOGIA E PATOLOGIE. RIPASSO anno 2012 SINTOMATOLOGIA E PATOLOGIE RIPASSO anno 2012 OBIETTIVI 1. RICONOSCERE I PRINCIPALI SINTOMI DELLE PRINCIPALI SINTOMATOLOGIE MEDICHI 2. IMPOSTARE IL GIUSTO TRATTAMENTO IMA SINTOMATOLOGIA? IMA Retrosternale,

Dettagli

DISTURBI METABOLICI. Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna

DISTURBI METABOLICI. Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna DISTURBI METABOLICI Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna IL PANCREAS Funzione esocrina: supporto alla digestione Funzione endocrina: produzione di due ormoni: insulina e glucagone I due

Dettagli

24 Settembre 2015 GLI AVVELENAMENTI

24 Settembre 2015 GLI AVVELENAMENTI ASSOCIAZIONE ITALIANA SOCCORRITORI 24 Settembre 2015 GLI AVVELENAMENTI Dr. Samuele Guzzon Medicina Interna Conegliano Presentazione delle sostanze tossiche: 1 GAS o VAPORI che, nella maggior parte dei

Dettagli

13.4. Gli effetti dell'etanolo comprendono a. aumento del sonno REM b. aumento della secrezione gastrica c. (a e b) d. (nessuna delle precedenti)

13.4. Gli effetti dell'etanolo comprendono a. aumento del sonno REM b. aumento della secrezione gastrica c. (a e b) d. (nessuna delle precedenti) 56 13. Alcol etilico - Proprietà farmacologiche, effetti collaterali, usi clinici. - Farmacocinetica. - Intossicazione acuta e cronica e loro trattamento. - Dipendenza e sindrome da astinenza, loro trattamento.

Dettagli

USTIONI USTIONI SHOCK IPOVOLEMICO SHOCK IPOVOLEMICO

USTIONI USTIONI SHOCK IPOVOLEMICO SHOCK IPOVOLEMICO USTIONI SHOCK IPOVOLEMICO Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI USTIONI SHOCK IPOVOLEMICO OBIETTIVI Sapere cos è l USTIONE Sapere riconoscere la gravità di un USTIONE Conoscere le tipologie di USTIONE

Dettagli

FISIOPATOLOGIA dell EQUILIBRIO ACIDO-BASE

FISIOPATOLOGIA dell EQUILIBRIO ACIDO-BASE FISIOPATOLOGIA dell EQUILIBRIO ACIDO-BASE ACIDO = molecola contenente atomi di idrogeno capaci di rilasciare in soluzione ioni idrogeno (H( + ) BASE = ione o molecola che può accettare uno ione idrogeno

Dettagli

Alterazioni equilibrio acidobase

Alterazioni equilibrio acidobase Alterazioni equilibrio acidobase In base all equazione di HendersonHasselbalch ph = pk+ log [HCO 3 ] [CO 2 ] Acidosi: rapporto HCO 3 /CO 2 ph. Se diminuzione dipende da: HCO 3 acidosi metabolica (nonrespiratoria)

Dettagli

Anestetici locali. Blocco. Nocicettori Conduzione assonica. Rilascio mediatori spinali. Recettori postsinaptici. Canali Na + Recettori presinaptici

Anestetici locali. Blocco. Nocicettori Conduzione assonica. Rilascio mediatori spinali. Recettori postsinaptici. Canali Na + Recettori presinaptici Blocco Nocicettori Conduzione assonica Canali Na + Rilascio mediatori spinali Recettori presinaptici Oppioidi, alfa-2 Recettori postsinaptici Glutammato Neurochinine Anestetici locali Blocco canali Na

Dettagli

SOMMINISTRAZIONE DI TERAPIA ENDOVENOSA

SOMMINISTRAZIONE DI TERAPIA ENDOVENOSA SOMMINISTRAZIONE DI TERAPIA ENDOVENOSA A cura di: Dott.ssa R. Fiorentini Dott.ssa E. Palma QUANTITA E COMPOSIZIONE DEI LIQUIDI CORPOREI IL 60% del peso corporeo di un adulto è costituito da liquidi. I

Dettagli

CPS-Infermiere FRANCESCO PETROSINO

CPS-Infermiere FRANCESCO PETROSINO CPS-Infermiere FRANCESCO PETROSINO Occorre innanzitutto saper distinguere in modo opportuno due grandi famiglie di sindromi: le intossicazioni (o tossinfezioni) e gli avvelenamenti Le INTOSSICAZIONI (o

Dettagli

FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO

FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO SETTORE SALVAMENTO FISIOPATOLOGIA DELL ANNEGAMENTO La membrana cellulare e l osmosi Tutti gli organismi viventi sono composti da cellule. La cellula è la più piccola unità dell

Dettagli

PROCEDURA ENDOSCOPICA DI POSIZIONAMENTO DI PALLONCINO INTRAGASTRICO. Modulo informativo per il paziente

PROCEDURA ENDOSCOPICA DI POSIZIONAMENTO DI PALLONCINO INTRAGASTRICO. Modulo informativo per il paziente PROCEDURA ENDOSCOPICA DI POSIZIONAMENTO DI PALLONCINO INTRAGASTRICO Modulo informativo per il paziente Il posizionamento di palloncino intragastrico è indicato per l uso temporaneo nella terapia mirata

Dettagli

ASI DELL AZIONE DI UN FARMACO

ASI DELL AZIONE DI UN FARMACO ASI DELL AZIONE DI UN FARMACO Fase farmaceutica: caratterizzata dalla disponibilità farmaceutica, cioè dalla capacità della forma farmaceutica (capsule, compresse, supposte, soluzioni, aerosoli ) a cedere

Dettagli

Foglio illustrativo: informazioni per il paziente. NIMODIPINA EG 30 mg/0,75 ml gocce orali, soluzione. Medicinale equivalente

Foglio illustrativo: informazioni per il paziente. NIMODIPINA EG 30 mg/0,75 ml gocce orali, soluzione. Medicinale equivalente Foglio illustrativo: informazioni per il paziente NIMODIPINA EG 30 mg/0,75 ml gocce orali, soluzione Medicinale equivalente Legga attentamente questo foglio prima di prendere questo medicinale perché contiene

Dettagli

Dr. Valerio Cellesi. Responsabile Ser.T. Alta Val di Cecina Responsabile presidio Sanitario Carcere di Volterra. Specialista in Tossicologia Medica

Dr. Valerio Cellesi. Responsabile Ser.T. Alta Val di Cecina Responsabile presidio Sanitario Carcere di Volterra. Specialista in Tossicologia Medica Dr. Valerio Cellesi Responsabile Ser.T. Alta Val di Cecina Responsabile presidio Sanitario Carcere di Volterra Specialista in Tossicologia Medica Esp. in Psichiatria, Psicopatologia Forense e Criminologia

Dettagli

Endoscopia Digestiva Branca dell endoscopia inerente la diagnosi e la terapia endoscopica delle affezioni dell apparato digerente.

Endoscopia Digestiva Branca dell endoscopia inerente la diagnosi e la terapia endoscopica delle affezioni dell apparato digerente. Endoscopia Esplorazione di organi cavi attraverso gli orifizi naturali, o di cavità corporee virtuali accedendo da piccole incisioni chirurgiche, per mezzo di appositi apparecchi ottici detti endoscopi.

Dettagli

PATOLOGIE MEDICHE in EMERGENZA

PATOLOGIE MEDICHE in EMERGENZA PATOLOGIE MEDICHE in EMERGENZA COSA SONO, COME SI RICONOSCONO, COME SI OPERA Patologia Ischemica (Infarto) Cuore (infarto) Cervello (Ictus) Scompenso Cardiaco Difficoltà Respiratorie Shock Che cosa sono,

Dettagli

Patologie Cardiocircolatorie Relatore:Squicciarini Grazia

Patologie Cardiocircolatorie Relatore:Squicciarini Grazia Corso Base Patologie Cardiocircolatorie Relatore:Squicciarini Grazia Cardiopatia ischemica Definisce un quadro di malattie a diversa eziologia che interessano l integrita del cuore nelle quali il fattore

Dettagli

Scaricato da www.sunhope.it 1

Scaricato da www.sunhope.it 1 SECONDA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA LESIONI DA ELETTRICITA PROF.SSA A. SCAFURO Le lesioni dovute all elettricità sono eventi relativamente rari, ma le manifestazioni

Dettagli

QUANDO PER UN TEMPO ABBASTANZA LUNGO C E UNA RIDUZIONE DEL FLUIDO O UNA DILATAZIONE DEI TUBI O UN DANNEGGIAMENTO DELLA POMPA.

QUANDO PER UN TEMPO ABBASTANZA LUNGO C E UNA RIDUZIONE DEL FLUIDO O UNA DILATAZIONE DEI TUBI O UN DANNEGGIAMENTO DELLA POMPA. QUANDO PER UN TEMPO ABBASTANZA LUNGO C E UNA RIDUZIONE DEL FLUIDO O UNA DILATAZIONE DEI TUBI O UN DANNEGGIAMENTO DELLA POMPA. IPOVOLEMIA VASODILATAZIONE PERIFERICA INSUFFICIENZA CARDIACA SHOCK IPOVOLEMICO

Dettagli

IL PRIMO SOCCORSO. Qualche consiglio per affrontare un emergenza in a5esa dell intervento veterinario. Do5.ssa Alice Bonome< DVM, Brescia

IL PRIMO SOCCORSO. Qualche consiglio per affrontare un emergenza in a5esa dell intervento veterinario. Do5.ssa Alice Bonome< DVM, Brescia IL PRIMO SOCCORSO Qualche consiglio per affrontare un emergenza in a5esa dell intervento veterinario Do5.ssa Alice Bonome< DVM, Brescia Emergenze più frequenti IncidenA stradali Ferite e morsicature Colpo

Dettagli

Patologia da incendio

Patologia da incendio USTIONI FUMI TOSSICI TRAUMI Patologia da incendio la vittima di un incendio può essere intossicata senza essere ustionata, al contrario ustioni gravi sono sempre concomitanti con una intossicazione da

Dettagli

MERCURIO : FONTI E CICLO BIOLOGICO

MERCURIO : FONTI E CICLO BIOLOGICO MERCURIO : FONTI E CICLO BIOLOGICO 1 CICLO BIOGEOCHIMICO DEL MERCURIO Hg Hg ++ CH 3 Hg Hg ++ CH 3 Hg 2 MERCURIO FONTI 1 L IMMISSIONE DI Hg NELL AMBIENTE E ESSENZIALMENTE LEGATA ALL INQUINAMENTO INDUSTRIALE.

Dettagli

LO SHOCK Cors r o s B as a e s.. Relat a ore: Mo M nitore C RI R oberto Va V l a erian a i

LO SHOCK Cors r o s B as a e s.. Relat a ore: Mo M nitore C RI R oberto Va V l a erian a i LO SHOCK Corso Base. Relatore: Monitore CRI Roberto Valeriani Lo shock è l insieme dei sintomi che sopravvengono quando l organismo subisce un aggressione acuta. Questo stato patologico esprime la reazione

Dettagli

Lesioni apparato locomotore, politrauma, trauma cranico e. trauma oculare

Lesioni apparato locomotore, politrauma, trauma cranico e. trauma oculare Lesioni apparato locomotore, politrauma, trauma cranico e vertebrale,trauma toracico, trauma oculare APPARATO LOCOMOTORE Composto da ossa, articolazioni e muscoli Serve a: sostenere l organismo proteggere

Dettagli

I DETERSIVI E I COADIUVANTI DI LAVAGGIO sicurezza nell uso domestico

I DETERSIVI E I COADIUVANTI DI LAVAGGIO sicurezza nell uso domestico I DETERSIVI E I COADIUVANTI DI LAVAGGIO sicurezza nell uso domestico Centro Antiveleni di Milano Stazione Sperimentale per le Industrie degli Oli e dei Grassi (Ad uso esclusivo del personale sanitario)

Dettagli

A cura del monitore di primo soccorso BAGAGLI VALERIO Comitato Locale C.R.I. di CASCIANA TERME gruppo PIONIERI

A cura del monitore di primo soccorso BAGAGLI VALERIO Comitato Locale C.R.I. di CASCIANA TERME gruppo PIONIERI A cura del monitore di primo soccorso BAGAGLI VALERIO Comitato Locale C.R.I. di CASCIANA TERME gruppo PIONIERI ARGOMENTI Morsi di vipera Morsi di animali rabbiosi Punture di insetti Punture di animali

Dettagli

CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO LOCALE AREA SUD MILANESE

CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO LOCALE AREA SUD MILANESE Opera MALORI IMPROVVISI PERDITE DI SENSI MALORI DOVUTI A DISTURBI DEL S.N. MALORI PER CAUSE AMBIENTALI 1. Perdite di coscienza transitorie Lipotimia (debolezza con o senza perdita coscienza) Sincope (improvvisa

Dettagli

Corso Base. Convulsioni Crisi convulsiva isterica Ipotermia Ipertermia Avvelenamenti Intossicazioni

Corso Base. Convulsioni Crisi convulsiva isterica Ipotermia Ipertermia Avvelenamenti Intossicazioni Corso Base Convulsioni Crisi convulsiva isterica Ipotermia Ipertermia Avvelenamenti Intossicazioni Convulsioni Sono movimenti involontari, scoordinati e violenti degli arti, della testa o dell intero corpo

Dettagli

REAZIONI ELLERGICHE INTOSSICAZIONI/PATOLOGIE AMBIENTALI. Modulo 3 Lezione H Croce Rossa Italiana Emilia Romagna

REAZIONI ELLERGICHE INTOSSICAZIONI/PATOLOGIE AMBIENTALI. Modulo 3 Lezione H Croce Rossa Italiana Emilia Romagna REAZIONI ELLERGICHE INTOSSICAZIONI/PATOLOGIE AMBIENTALI Modulo 3 Lezione H Croce Rossa Italiana Emilia Romagna OBIETTIVI Identificare e classificare i diversi tipi di intossicazione Effettuare una valutazione

Dettagli

PIANO Lauree Scientifiche (CHIMICA)

PIANO Lauree Scientifiche (CHIMICA) PIANO Lauree Scientifiche (CHIMICA) Università degli Studi di Napoli Federico II PRODUZIONE DI SAPONE DA OLI ESAUSTI PREMESSA Si effettua una reazione chimica, l idrolisi basica di un estere, per ottenere

Dettagli

APPARATO RESPIRATORIO RESPIRATORIO

APPARATO RESPIRATORIO RESPIRATORIO APPARATO RESPIRATORIO TURBE del RESPIRO SINDROME da ANNEGAMENTO Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI OBIETTIVI Cenni di ANATOMIA e FISIOLOGIA dell APPARATO RESPIRATORIO Le TURBE DEL RESPIRO: INSUFFICIENZA

Dettagli

STUDIO RETROSPETTIVO SULLE INTOSSICAZIONI DA CO IN PIEMONTE Dott. L. Maffi, Dott. G. Falcone

STUDIO RETROSPETTIVO SULLE INTOSSICAZIONI DA CO IN PIEMONTE Dott. L. Maffi, Dott. G. Falcone STUDIO RETROSPETTIVO SULLE INTOSSICAZIONI DA CO IN PIEMONTE Dott. L. Maffi, Dott. G. Falcone In questo lavoro retrospettivo sono stati inseriti i casi di Intossicazioni da Monossido di Carbonio in Piemonte

Dettagli

TOSSICODIPENDENZE TOSSICODIPENDENZE

TOSSICODIPENDENZE TOSSICODIPENDENZE TOSSICODIPENDENZE Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI OBIETTIVI TOSSICODIPENDENZE Identificare e classificare i diversi tipi di DROGHE e SOSTANZE che provocano TOSSICODIPENDENZA Cosa significa DIPENDENZA,

Dettagli

Effetti dell incendio sull uomo

Effetti dell incendio sull uomo Effetti dell incendio sull uomo ANOSSIA (a causa della riduzione del tasso di ossigeno nell aria) AZIONE TOSSICA DEI FUMI RIDUZIONE DELLA VISIBILITÀ AZIONE TERMICA Essi sono determinati dai prodotti della

Dettagli

SACCO TAC LAVATRICE. : polvere omogenea. : bianco con granelli blu

SACCO TAC LAVATRICE. : polvere omogenea. : bianco con granelli blu TAC Lavatrice - Aggiornamento del 28-03-2008 SACCO TAC LAVATRICE Descrizione prodotto : Detersivo in polvere per bucato in lavatrice CARATTERISTICHE FISICHE ASPETTO COLORE ODORE PROFUMO PESO SPECIFICO

Dettagli

LO SHOCK. I fattori che determinano la pressione sanguigna sono:

LO SHOCK. I fattori che determinano la pressione sanguigna sono: CROCE ROSSA ITALIANA Corso TSSA LO STATO DI SHOCK LO STATO DI SHOCK Lo stato di shock o IPOPERFUSIONE è determinato dalla incapacità dell apparato cardio- circolatorio di irrorare in modo adeguato i tessuti.

Dettagli

INGESTIONE DI CORPI ESTRANEI

INGESTIONE DI CORPI ESTRANEI INGESTIONE DI CORPI ESTRANEI ACCIDENTALE IL 60-80% DEI CORPI ESTRANEI INGERITI RIGUARDA BAMBINI DI ETA COMPRESA TRA I 6 MESI ED I 3 ANNI FATTORI FAVORENTI DEFICIT ACUTEZZA SENSORIALE ORALE PER PSICOPATIE,

Dettagli

BDZ: uso clinico. Disturbi d ansia. Insonnia (datante da poco tempo od occasionale) Epilessia. Come miorilassanti ad azione centrale.

BDZ: uso clinico. Disturbi d ansia. Insonnia (datante da poco tempo od occasionale) Epilessia. Come miorilassanti ad azione centrale. In preanestesia Disturbi d ansia Insonnia (datante da poco tempo od occasionale) Epilessia BDZ: uso clinico Come miorilassanti ad azione centrale Due considerazioni relative alla farmacocinetica 1. Quando

Dettagli

CARATTERISTICHE angina SENSAZIONE

CARATTERISTICHE angina SENSAZIONE Dolore coronarico: gravativo, oppressivo, costrittivo, retrosternale, a morsa, in crescendo,con irradiazioni anche extratoraciche Dolore da dissecazione aortica: lacerante, precordiale e/dorsale, andamento

Dettagli

Teofillina: meccanismo d azione 1

Teofillina: meccanismo d azione 1 Teofillinici Università degli studi di Cagliari Facoltà di Medicina e Chirurgia Dipartimento di Neuroscienze Bernard B. Brodie Sezione Farmacologia Clinica Prof.ssa Maria Del Zompo 1 Teofillina 3 HC N

Dettagli

SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92

SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92 pag. 01/06-NTM25 SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92 Data di emissione : 5 agosto 1998 Versione N. : 3 1. DENOMINAZIONE COMMERCIALE PRODOTTO 1.1 Nome commerciale : 1.2 Società produttrice

Dettagli

DIABETE MELLITO. Organi danneggiati in corso di diabete mellito INSULINA

DIABETE MELLITO. Organi danneggiati in corso di diabete mellito INSULINA DIABETE MELLITO Il diabete mellito è la più comune malattia endocrina: 1-2% della popolazione E caratterizzato da : -alterazione del metabolismo del glucosio -danni a diversi organi Complicanze acute:

Dettagli

PRIMA DELL USO LEGGERE CON ATTENZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO

PRIMA DELL USO LEGGERE CON ATTENZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO Foglio illustrativo PRIMA DELL USO LEGGERE CON ATTENZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO Questo è un medicinale di AUTOMEDICAZIONE che potete usare per curare disturbi lievi e

Dettagli

Valutazione delle condizioni dell infortunato

Valutazione delle condizioni dell infortunato Definizione Definizione di valutazione Valutazione delle condizioni dell infortunato Raccolta delle informazioni e insieme delle manovre atte a stabilire il tipo di assistenza necessaria per non fare aggravare

Dettagli

ANTIARITMICI CLASSE I A CHINIDINA, PROCAINAMIDE, DISOPIRAMIDE

ANTIARITMICI CLASSE I A CHINIDINA, PROCAINAMIDE, DISOPIRAMIDE ANTIARITMICI CLASSE I A CHINIDINA, PROCAINAMIDE, DISOPIRAMIDE Università degli studi di Cagliari Facoltà di Medicina e Chirurgia Dipartimento di Neuroscienze B. B. Brodie Sezione Farmacologia Clinica Prof.ssa

Dettagli

LA PELLE. Tessuto epiteliale che riveste il corpo senza soluzione di continuità

LA PELLE. Tessuto epiteliale che riveste il corpo senza soluzione di continuità EPIDERMIDE: costituita da cellule morte in superficie, rigenerate continuamente DERMA: ricco di vasi sanguigni, nervi, ghiandole varie STRATO ADIPOSO: riserva energetica, isolante LA PELLE Tessuto epiteliale

Dettagli

Turbe del sistema nervoso, coma, epilessia,il soggetto con crisi ipoglicemica e iperglicemica, segni e sintomi di altre patologie mediche in funzione

Turbe del sistema nervoso, coma, epilessia,il soggetto con crisi ipoglicemica e iperglicemica, segni e sintomi di altre patologie mediche in funzione Turbe del sistema nervoso, coma, epilessia,il soggetto con crisi ipoglicemica e iperglicemica, segni e sintomi di altre patologie mediche in funzione di una corretta gestione del soccorso Corso BASE Relatore:

Dettagli

VIVERE AL MEGLIO con l angioedema ereditario

VIVERE AL MEGLIO con l angioedema ereditario VIVERE AL MEGLIO con l angioedema ereditario con il contributo educazionale di indice Indice 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Cos è l angioedema ereditario (AEE)? 4 Come si manifesta? 6 Come viene diagnosticato?

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA DATA DI COMPILAZIONE: MARZO 2001 PAGINA: 1 DI 6 DATA DI REVISIONE: GENNAIO 2006

SCHEDA DI SICUREZZA DATA DI COMPILAZIONE: MARZO 2001 PAGINA: 1 DI 6 DATA DI REVISIONE: GENNAIO 2006 SCHEDA DI SICUREZZA UFO ULTRA FINE OIL DATA DI COMPILAZIONE: MARZO 2001 PAGINA: 1 DI 6 1 IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Nome commerciale UFO - ULTRA FINE OIL Identificazione

Dettagli

Ictus acuto: fase preospedaliera

Ictus acuto: fase preospedaliera Corso di Aggiornamento Obbligatorio per Medici di Medicina Generale Ictus Ruolo del Medico di Medicina Generale nell ambito del programma regionale ed aziendale sulla STROKE CARE Arezzo, Ordine dei Medici,

Dettagli

Variazioni degli stampati relativamente agli aspetti della sicurezza

Variazioni degli stampati relativamente agli aspetti della sicurezza FARMACOVIGILANZA QUETIAPINA ZENTIVA 25 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM QUETIAPINA ZENTIVA 100 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM QUETIAPINA ZENTIVA 200 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM QUETIAPINA ZENTIVA 300

Dettagli

COLPO DI SOLE IL DISTURBO CHE SI MANIFESTA PER UNA PROTRATTA ESPOSIZIONE AL SOLE.

COLPO DI SOLE IL DISTURBO CHE SI MANIFESTA PER UNA PROTRATTA ESPOSIZIONE AL SOLE. COLPO DI SOLE IL DISTURBO CHE SI MANIFESTA PER UNA PROTRATTA ESPOSIZIONE AL SOLE. COLPO DI SOLE CAUSE LA CAUSA DETERMINANTE E L ECCESSIVA ESPOSIZIONE A L AZIONE DEI RAGGI SOLARI, RADIAZIONE INFRAROSSE

Dettagli

IL PRIMO SOCCORSO NEI LUOGHI DI LAVORO 2 parte: gli infortuni sul lavoro

IL PRIMO SOCCORSO NEI LUOGHI DI LAVORO 2 parte: gli infortuni sul lavoro IL PRIMO SOCCORSO NEI LUOGHI DI LAVORO 2 parte: gli infortuni sul lavoro Gianfranco Cervellin U.O.C. Pronto Soccorso e Medicina d Urgenza Azienda Ospedaliera di Parma Parma 13 aprile 2007 Infortunio sul

Dettagli

Introduzione. Generalità

Introduzione. Generalità DIPENDENZE Introduzione In questo capitolo si illustrano le situazioni di urgenza che si possono verificare in pazienti che abusano di sostanze farmacologiche di natura diversa. Senza entrare in questa

Dettagli

Lo shock. Insieme di sintomi che sopravvengono quando l organismo subisce un aggressione acuta, come meccanismo di reazione e difesa.

Lo shock. Insieme di sintomi che sopravvengono quando l organismo subisce un aggressione acuta, come meccanismo di reazione e difesa. Lo shock Insieme di sintomi che sopravvengono quando l organismo subisce un aggressione acuta, come meccanismo di reazione e difesa. Emorragia Ustioni Ferite gravi Fratture imponenti Contrazione Card.

Dettagli

CEFALEA A GRAPPOLO Criteri diagnostici dell International Headache Society per l attacco doloroso di cefalea a grappolo

CEFALEA A GRAPPOLO Criteri diagnostici dell International Headache Society per l attacco doloroso di cefalea a grappolo GESTIONE RAGIONATA DELLA CEFALEA A GAPPOLO CRONICA La diagnosi di cefalea a grappolo Nella cefalea a grappolo le crisi dolorose sono molto intense, strettamente unilaterali, in sede orbitaria, sovraorbitaria,

Dettagli

INSURANCE TEAM di Farina & C. S.a.s.

INSURANCE TEAM di Farina & C. S.a.s. CONGELAMENTO E una lesione locale da freddo che interessa una o più parti del corpo, generalmente le estremità: mani, piedi, naso, orecchie. - Diminuito apporto di sangue nei tessuti interessati (colore

Dettagli

SHOCK SHOCK. Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI. Corso formativo PSTI per i Volontari della Croce Rossa Italiana

SHOCK SHOCK. Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI. Corso formativo PSTI per i Volontari della Croce Rossa Italiana Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI OBIETTIVI Definire il SIGNIFICATO di Classificare i vari TIPI di RICONOSCERE precocemente l instaurarsi dello stato di Saper TRATTARE lo DEFINIZIONE Lo è un GRAVE

Dettagli

Trattamento farmacologico nei setting riabilitativi

Trattamento farmacologico nei setting riabilitativi Trattamento farmacologico nei setting riabilitativi Dr. Giovanni Luca Galimberti NOA Seregno ASL Prov.MILANO3 Dr. Giovanni Luca Galimberti 1 Trattamento farmacologico nei setting riabilitativi Il trattamento

Dettagli

DIAGNOSI INFERMIERISTICHE

DIAGNOSI INFERMIERISTICHE Pagina 1 di 3 DIAGNOSI INFERMIERISTICHE DIAGNOSI INFERMIERISTICHE ANSIA CORRELATA A MINACCIA ALL INTEGRITA BIOLOGICA DOVUTA A TRAUMA DA CADUTA E DOLORE (che si manifesta con aumento della F.C., PAOS, sudorazione,

Dettagli

Levotuss 60 mg compresse levodropropizina

Levotuss 60 mg compresse levodropropizina Levotuss 60 mg compresse levodropropizina LEGGA ATTENTAMENTE QUESTO FOGLIO PRIMA DI PRENDERE QUESTO MEDICINALE PERCHÉ CONTIENE IMPORTANTI INFORMAZIONI PER LEI. Prenda questo medicinale sempre come esattamente

Dettagli

STRATEGIE DI TRATTAMENTO DELLE TOSSICODIPENDENZE

STRATEGIE DI TRATTAMENTO DELLE TOSSICODIPENDENZE STRATEGIE DI TRATTAMENTO DELLE TOSSICODIPENDENZE Luca Luciani TOLLERANZA Fenomeno a causa del quale un consumatore di sostanze stupefacenti deve assumere dosi sempre maggiori per ottenere l effetto desiderato

Dettagli

IDROSSIZINA. Redazione scientifica: S. Bertella. E. Clementi, M. Molteni, M. Pozzi, S. Radice

IDROSSIZINA. Redazione scientifica: S. Bertella. E. Clementi, M. Molteni, M. Pozzi, S. Radice a cura di: IRCCS E. MEDEA LA NOSTRA FAMIGLIA (Direttore sanitario Dott. M. Molteni) UO FARMACOLOGIA CLINICA AO L. SACCO (Direttore Prof. E. Clementi) Redazione scientifica: S. Bertella. E. Clementi, M.

Dettagli

Capitolo 5_d URGENZE MEDICHE ADULTO

Capitolo 5_d URGENZE MEDICHE ADULTO Capitolo 5_d URGENZE MEDICHE ADULTO 1 OBIETTIVI RICONOSCERE LE PRINCIPALI PATOLOGIE NEUROLOGICHE CHE PROVOCANO ALTERAZIONI DELLA COSCIENZA IDENTIFICARE I SEGNI E SINTOMI DI: SINCOPE, CONVULSIONI, MENINGITE,

Dettagli

VIE D ACCESSO ALLA NUTRIZIONE ENTERALE. Valeria De Carli Deluca Colugnat

VIE D ACCESSO ALLA NUTRIZIONE ENTERALE. Valeria De Carli Deluca Colugnat VIE D ACCESSO ALLA NUTRIZIONE ENTERALE E SUE COMPLICANZE Valeria De Carli Deluca Colugnat VANTAGGI DELLA NET Minori complicanze Minori costi è necessaria l integrità del tratto gastrointestinale TIPI DI

Dettagli

L URGENZA MEDICA IN REPARTO

L URGENZA MEDICA IN REPARTO L URGENZA MEDICA TRA PRONTO SOCCORSO E REPARTO Domande e risposte L URGENZA MEDICA IN REPARTO Paola Marvasi URGENZA STABILIZZATA IN PS URGENZA CHE SI MANIFESTA IN REPARTO: Sepsi severa shock Insufficienza

Dettagli

Premessa. Le basi dello shock

Premessa. Le basi dello shock SHOCK Premessa Lo shock è una condizione patologica pericolosa per la vita del paziente, ad insorgenza più o meno rapida, che si sviluppa come conseguenza di diverse malattie o lesioni. Nel 1852 un chirurgo

Dettagli

Acqua: nutriente essenziale

Acqua: nutriente essenziale Acqua: nutriente essenziale Funzioni dell acqua 1. Solvente delle reazioni metaboliche; 2. Regola il volume cellulare; 3. Regola la temperatura corporea; 4. Permette il trasporto dei nutrienti; 5. Permette

Dettagli

IL SISTEMA NERVOSO. Sistema nervoso periferico. Sistema nervoso centrale. midollo spinale. encefalo. autonomo. parasimpatico. -Cervello -Cervelletto

IL SISTEMA NERVOSO. Sistema nervoso periferico. Sistema nervoso centrale. midollo spinale. encefalo. autonomo. parasimpatico. -Cervello -Cervelletto IL SISTEMA NERVOSO Sistema nervoso centrale Sistema nervoso periferico encefalo midollo spinale sensoriale motorio -Cervello -Cervelletto somatico simpatico autonomo parasimpatico -Midollo allungato Il

Dettagli

MORSI DI ANIMALI MORSI DI ANIMALI

MORSI DI ANIMALI MORSI DI ANIMALI MORSI DI ANIMALI Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI MORSI DI ANIMALI OBIETTIVI SAPERE: - i pericoli legati ai morsi di animali - principali animali con cui abbiamo a che fare SAPER FARE: - riconoscere

Dettagli

EPIDEMIOLOGIA CARDIOPATIA ISCHEMICA 1 CAUSA DI MORTE IN ITALIA 44% DI TUTTI I DECESSI ANNUI TOLGONO OGNI ANNO OLTRE 300.000 NEGLI UOMINI E 68

EPIDEMIOLOGIA CARDIOPATIA ISCHEMICA 1 CAUSA DI MORTE IN ITALIA 44% DI TUTTI I DECESSI ANNUI TOLGONO OGNI ANNO OLTRE 300.000 NEGLI UOMINI E 68 1 OBIETTIVI RICONOSCERE LE PRINCIPALI PATOLOGIE CARDIOCEREBRO VASCOLARI, CHE RICHIEDONO L ATTIVAZIONE DEL SISTEMA D EMERGENZA CON UN FOCUS PARTICOLARE SU ICTUS ED IMA IDENTIFICARE IL RUOLO DEL SOCCORRITORE

Dettagli

ETANOLO. Tuttavia influenza sia positivamente che negativamente diverse funzioni fisiologiche.

ETANOLO. Tuttavia influenza sia positivamente che negativamente diverse funzioni fisiologiche. L etanolo, nonostante l elevato valore energetico, non può essere considerato un nutriente poiché: non svolge una funzione plastica non è essenziale. Tuttavia influenza sia positivamente che negativamente

Dettagli

LA CHETOACIDOSI DIABETICA DR LUIGI DI RUZZA U.O.C. PEDIATRIA P.O. FROSINONE

LA CHETOACIDOSI DIABETICA DR LUIGI DI RUZZA U.O.C. PEDIATRIA P.O. FROSINONE LA CHETOACIDOSI DIABETICA DR LUIGI DI RUZZA U.O.C. PEDIATRIA P.O. FROSINONE La Chetoacidosi Diabetica Definizione La chetoacidosi diabetica è causata da una carenza assoluta o relativa di insulina con

Dettagli

Riassunto delle caratteristiche del prodotto

Riassunto delle caratteristiche del prodotto Riassunto delle caratteristiche del prodotto 1 DENOMINAZIONE DELLA SPECIALITÀ MEDICINALE Calcio Carbonato + vitamina D3 ABC 1000 mg/880 U.I. granulato effervescente 2 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Dettagli

PROTOCOLLI DI IDONEITÀ ALLA GUIDA

PROTOCOLLI DI IDONEITÀ ALLA GUIDA PROTOCOLLI DI IDONEITÀ ALLA GUIDA Malattie renali PREMESSA: In tutti i casi di malattia a carico dell emuntorio renale deve essere richiesta la visita specialistica nefrologica con allegati esami ematochimici

Dettagli

Ipotiroidismo. Società Italiana di Endocrinologia. Sintomi. Cosa è l ipotiroidismo?

Ipotiroidismo. Società Italiana di Endocrinologia. Sintomi. Cosa è l ipotiroidismo? Società Italiana di Endocrinologia Le informazioni presenti sul sito non intendono sostituire il programma diagnostico, il parere ed il trattamento consigliato dal vostro medico. Poiché non esistono mai

Dettagli

Endoscopia digestiva. scheda 01.05 Diagnostica per immagini

Endoscopia digestiva. scheda 01.05 Diagnostica per immagini scheda 01.05 Diagnostica per immagini 01.05 pag. 2 Cos è Le patologie ricercate MediClinic offre la possibilità di effettuare, in condizioni di massima sicurezza e confortevolezza, i due principali esami

Dettagli

Cause di malattia Genetiche:

Cause di malattia Genetiche: omeostasi Cause di malattia Genetiche: relativamente poche e derivano da alterazioni a carico di uno o più geni. Esempio: sindrome di Down (dovuta a trisomia del cromosoma 21); sindrome di Turner (dovuta

Dettagli

-SFORZO NELLA DEFECAZIONE -FECI DURE O A PEZZI -SENSAZIONE DI INCOMPLETA -DEFECAZIONE MENO DI TRE VOLTE A SETTIMANA

-SFORZO NELLA DEFECAZIONE -FECI DURE O A PEZZI -SENSAZIONE DI INCOMPLETA -DEFECAZIONE MENO DI TRE VOLTE A SETTIMANA LA STIPSI INTESTINO CRASSO DEFINIZIONE:CRITERI DI ROMA 2 -SFORZO NELLA DEFECAZIONE -FECI DURE O A PEZZI -SENSAZIONE DI INCOMPLETA EVACUAZIONE e/o DI OSTRUZIONE ANALE -DEFECAZIONE MENO DI TRE VOLTE A SETTIMANA

Dettagli

GESTIONE GASTROSTOMIA

GESTIONE GASTROSTOMIA GESTIONE GASTROSTOMIA UN PO DI SIGLE N.A.: Nutrizione Artificiale N.E.: Nutrizione Enterale S.N.G.: Sondino Naso Gastrico P.E.G.: Gastrostomia Endoscopica Percutanea P.E.Y: Digiunostomia Endoscopica Percutanea

Dettagli

PRIMO SOCCORSO EMERGENZE MEDICHE PATOLOGIA DA CALORE CRAMPI DA CALORE ESAURIMENTO DA CALORE COLPO DI CALORE. deplezione IDRICA.

PRIMO SOCCORSO EMERGENZE MEDICHE PATOLOGIA DA CALORE CRAMPI DA CALORE ESAURIMENTO DA CALORE COLPO DI CALORE. deplezione IDRICA. PRIMO SOCCORSO EMERGENZE MEDICHE PATOLOGIA DA CALORE CRAMPI DA CALORE ESAURIMENTO DA CALORE deplezione SALINA deplezione IDRICA COLPO DI CALORE CRAMPI DA CALORE Insorgono in seguito ad una giornata di

Dettagli

Ipoadrenocorticismo (Malattia di Addison)

Ipoadrenocorticismo (Malattia di Addison) Ipoadrenocorticismo (Malattia di Addison) L ipoadrenocorticismo è una malattia endocrina causata dalla ridotta produzione di mineralcorticoidi (aldosterone) e glucocorticoidi (cortisolo) da parte delle

Dettagli

Apparato Digerente. Gli alimenti sono composti da sostanze chiamate Nutrienti. organici. inorganici vitamine. Nutrienti:

Apparato Digerente. Gli alimenti sono composti da sostanze chiamate Nutrienti. organici. inorganici vitamine. Nutrienti: Apparato Digerente Insieme di organi preposti all assunzione alla digestione e all assorbimento degli alimenti, nonché alla eliminazione delle sostanze non assimilabili tramite le feci. Gli alimenti sono

Dettagli

Considerazioni sul lavoro

Considerazioni sul lavoro Considerazioni tossicologiche per cani da soccorso che lavorano in zone Urbane Disastrate Lisa A. Murphy, VMD, DABT Aprile 19, 2004 Categorie di cani da servizio Ricerca Ricerca cadaveri Ricerca esplosivi

Dettagli

Foglio illustrativo: informazioni per l utilizzatore. TRAVELGUM 20 mg Gomme da masticare medicate. Dimenidrinato

Foglio illustrativo: informazioni per l utilizzatore. TRAVELGUM 20 mg Gomme da masticare medicate. Dimenidrinato Foglio illustrativo: informazioni per l utilizzatore TRAVELGUM 20 mg Gomme da masticare medicate Dimenidrinato Legga attentamente questo foglio prima di prendere/dare al bambino questo medicinale perché

Dettagli

Integrazione di silice - Benefici riportati

Integrazione di silice - Benefici riportati Integrazione di silice - Benefici riportati Riduzione del dolore e dell infiammazione dei legamenti Migliorata elasticità della pelle Migliorata idratazione della pelle Stimolazione della formazione e

Dettagli

Cenni di anatomia e fisiologia

Cenni di anatomia e fisiologia DIGERENTE ED INTOSSICAZIONI Cenni di anatomia e fisiologia L apparato digerente è composto dai seguenti organi cavi: bocca, faringe, esofago, stomaco, intestino (tenue, crasso e retto) e ano. Nel percorrere

Dettagli

Il pediatra e il nutrizionista

Il pediatra e il nutrizionista Milano, 17 Ottobre 2015 Il pediatra e il nutrizionista Dott. ssa Sophie Guez UOSD Pediatria ad Alta Intensità di Cura Fondazione IRCCS Ca Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano Bisogni energetici

Dettagli