Ministero dello Sviluppo Economico

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1 Ministero dello Sviluppo Economico LE NOVITA NORMATIVE E LA COLLABORAZIONE DEI CONFIDI CON IL FONDO CENTRALE DI GARANZIA Quale ruolo per i confidi nel nuovo contesto di mercato? Milano, 10 ottobre 2014

2 IL MERCATO DEL CREDITO IN ITALIA (1/3) 20,00% Tasso tendenziale di crescita degli impieghi bancari verso imprese (variazione % su 12 mesi - elaborazioni su dati Banca d'italia) 15,00% 10,00% 5,00% 0,00% -5,00% -10,00% Società non finanziarie Famiglie produttrici

3 IL MERCATO DEL CREDITO IN ITALIA (2/3) Sofferenze: società non finanziarie (elaborazioni su dati Banca d'italia - milioni di euro)

4 IL MERCATO DEL CREDITO IN ITALIA (3/3) Gli impieghi bancari verso imprese continuano a diminuire (-1,35% a luglio 2014), confermando il trend negativo che dura ormai da diversi anni. La restrizione creditizia e più forte per le imprese di piccolissima dimensione (nel grafico, approssimate dalle «famiglie produttrici»), per le quali la contrazione è pari al 2,75%. Continua il boom delle sofferenze bancarie: nel mese di luglio 2014, il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze e stato pari al 28,7% su base annua.

5 IL SISTEMA DELLA GARANZIA DURANTE LA CRISI Nella descritta situazione, il Sistema della garanzia composto dai confidi, dai fondi locali di garanzia e dal Fondo di garanzia per le PMI, che ne rappresenta il fulcro ha svolto un ruolo fondamentale per assicurare un adeguato flusso di finanziamenti bancari alle piccole e medie imprese. Durante questi anni di crisi economica, non è, dunque, un caso che sia l operatività del Fondo di garanzia, sia il volume di garanzie rilasciate dai confidi siano progressivamente cresciuti.

6 MILIONI L OPERATIVITA DEL FONDO DI GARANZIA DURANTE LA CRISI N. OPERAZIONI ACCOLTE FINANZIAMENTI E GARANZIE lug lug-14 Imp. finanziamenti garantiti Imp. garantito dal Fondo Il peso dei finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia rispetto al totale di prestiti erogati a società non finanziarie è, infatti, passato dallo 0,23% del 2006 all 1,33% del 2013 mentre, se si limita l analisi ai prestiti erogati a famiglie produttrici, il peso del Fondo di garanzia è passato dall 1,72% del 2006 al 12,68% del 2013.

7 L OPERATIVITA DEI CONFIDI DURANTE LA CRISI Numero delle imprese associate a Confidi Garanzie rilasciate dai Confidi per tipologia di Confidi Dal 2006 al 2011, il numero delle imprese aderenti ai Confidi è passato da circa a circa , con un incremento del 46% mentre l incidenza delle garanzie rilasciate dai confidi sul volume di prestiti erogati alle PMI è passata dal 9,8% registrato nel 2007 al 12,3% del Fonte: Il Sistema dei Confidi in Italia, AAVV a cura di Marco Nicolai, 2013

8 LE NOVITA NORMATIVE

9 IL RAFFORZAMENTO DEL FONDO DI GARANZIA Il legislatore ha recentemente rafforzato il Fondo di garanzia, sia dal punto di vista finanziario (2,2 miliardi di euro per il triennio ) sia introducendo una serie di misure finalizzate al potenziamento degli interventi del Fondo di garanzia. Tra le principali innovazioni: a) implementazione della garanzia su portafogli di finanziamenti, al fianco della tradizionale garanzia su singole operazioni; b) aggiornamento dei criteri di valutazione economico-finanziaria delle imprese, ai fini dell accesso alla garanzia; c) sostegno al ricorso a modalità di finanziamento alternative all indebitamento bancario (mini bond).

10 A) GARANZIE SU PORTAFOGLI DI FINANZIAMENTI Il Fondo può oggi concedere garanzie anche su portafogli di finanziamenti erogati da banche e intermediari finanziari a PMI. In tal caso, il Fondo interviene, nell ambito di uno schema di garanzia cd. tranched cover, per coprire una quota pari all 80% della tranche junior del portafoglio, fino a un limite massimo pari al 5% dell ammontare del portafoglio (6% nel casi di portafogli dedicati al finanziamento di investimenti o progetti di RSI). Per tale operatività sono riservate risorse per 100 milioni di euro, con le quali si conta di attivare nuovi finanziamenti alle PMI per un importo complessivo compreso tra 1,6 e 2 miliardi di euro.

11 B) AGGIORNAMENTO DEI CRITERI DI VALUTAZIONE Il decreto del fare ha previsto una serie di misure volte al potenziamento dell efficacia degli interventi del Fondo, attuate con successivo d.m. 27 dicembre La principale misura è rappresentata dall adeguamento dei criteri di valutazione economico-finanziaria delle imprese in funzione dell andamento del ciclo economico, al fine di consentire l accesso alla garanzia pubblica anche in favore di quelle imprese che, pur alle prese con contingenti e inevitabili difficoltà, restano comunque sane e con reali prospettive di sviluppo. Dalle analisi effettuate dal Ministero, tale operazione ha, di fatto, raddoppiato la platea di imprese potenzialmente beneficiarie della garanzia del Fondo.

12 B) E LE ALTRE MISURE DEL DECRETO DEL FARE Le altre misure contenute nel decreto del fare riguardano: l obbligo per i richiedenti di indicare, in sede di domanda, le condizioni applicate al finanziamento con e senza la garanzia del Fondo, al fine di dare maggiore evidenza del vantaggio generato dalla garanzia pubblica in favore delle PMI beneficiarie; il rilascio della garanzia del Fondo solo ed esclusivamente in relazione a operazioni finanziarie non ancora deliberate dal soggetto finanziatore*. *Il decreto del fare utilizza una formulazione generica che riferisce tale previsione alla «garanzia del Fondo». Il decreto attuativo (d.m ) ha pedissequamente ripreso tale formulazione. Pertanto, sulla base dell attuale assetto normativo, lo «sbarramento» all accesso al Fondo per le operazioni già deliberate dal soggetto finanziatore vale sia per la garanzia diretta che per la controgaranzia. Tuttavia, in considerazione delle oggettive difficoltà procedurali che la norma genera nella sua applicazione alla controgaranzia (incertezza in merito alla positiva delibera del finanziamento bancario a fronte di rischi assunti, in via preventiva, dal confidi; allungamento dei tempi e delle procedure istruttorie, ecc.) è in sede di predisposizione una modifica al citato d.m. attuativo, finalizzata a circoscrivere l efficacia di tale norma alla sola garanzia diretta.

13 C) SOSTEGNO A UN MAGGIOR RICORSO A MINI BOND Le imprese italiane presentano, come noto, una incidenza molto elevata, rispetto alle imprese dei principali partner europei, dei prestiti bancari rispetto al totale delle fonti di finanziamento. Al fine di ampliare i canali di finanziamento per le PMI e di rendere maggiormente appetibili per gli investitori istituzionali i titoli di debito emessi dalle imprese di minore dimensione, il decreto destinazione Italia ha disposto che la garanzia del Fondo può essere concessa anche in favore di SGR che, in nome e per conto dei fondi comuni di investimento da esse gestiti, sottoscrivono obbligazioni o titolo similari (mini bond) emessi da piccole e medie imprese. In attuazione di tale previsione, è stato adottato il decreto attuativo (d.m. 5 giugno 2014) che ha disciplinato le modalità di concessione della garanzia del Fondo, sia in relazione a singole emissioni di mini bond, sia a portafogli di mini bond.

14 CONSIDERAZIONI SULL EFFICACIA DEL FONDO DI GARANZIA

15 VALUTAZIONI DELL EFFICACIA DEL FONDO (1/2) Negli ultimi 12 mesi, sono stati realizzati alcuni studi tesi a misurare l efficacia del Fondo di garanzia. Un primo rapporto, effettuato dal Nucleo Valutazione Informazione Progetti del Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività FESR , ha evidenziato una correlazione positiva tra il grado di utilizzo del Fondo di garanzia e il tasso di sviluppo dell economia locale. Nel rapporto è presente anche una valutazione di tipo qualitativo sui dati raccolti dal cosiddetto questionario trasparenza, che i soggetti richiedenti sono tenuti a compilare in sede di richiesta. I risultati raccolti indicano che, nella larga maggioranza dei casi (93%), gli operatori individuano un beneficio per l impresa beneficiaria della garanzia del Fondo, in termini di un maggior credito concesso all impresa (80% dei casi) e in termini di minore tasso di interesse.

16 VALUTAZIONI DELL EFFICACIA DEL FONDO (2/2) Una seconda indagine, di tipo qualitativo, è stata condotta da un primario istituto nazionale di ricerca, con l ascolto di un campione di soggetti, rappresentativo dell universo delle imprese beneficiarie del Fondo di garanzia. Il sondaggio ha evidenziato che la grande maggioranza delle imprese intervistate (64%) ha percepito un vantaggio dall ottenimento della garanzia del Fondo (il 17% delle imprese non ha riscontrato alcun vantaggio e il 19% del campione non sa rispondere alla specifica domanda). Rispetto alle imprese che hanno percepito vantaggi dalla garanzia: il 16% delle stesse ha dichiarato che, in assenza dell intervento pubblico, non avrebbe ottenuto alcun finanziamento (specie se imprese femminili); il 58% dichiara che avrebbe ottenuto un finanziamento ma con condizioni economiche meno vantaggiose o per un minore importo.

17 LA PROSSIMA SFIDA: UN SISTEMA PIU RAZIONALE ED EFFICIENTE DELLA GARANZIA PUBBLICA

18 LA SCARSA ORGANICITA DEL SISTEMA Il Sistema della garanzia ha svolto un ruolo importante nel corso di questi ultimi anni. In una situazione di evidente difficoltà per l economia del Paese, la strategia è stata orientata all utilizzo di tutte le leve a disposizione per assicurare un congruo flusso di prestiti bancari alle imprese. Tuttavia, non possono essere trascurati i limiti che il sistema ha palesato in questi anni, riconducibili, principalmente a: una scarsa organicità, con ampie aree di sovrapposizione tra gli interventi attuati ai vari livelli di governo e perdita di efficienza lungo una filiera della garanzia a volte troppo lunga e poco trasparente; una eccessiva frammentazione del mondo dei confidi, con la numerosa presenza di soggetti non sufficientemente strutturati, patrimonialmente e organizzativamente; un basso livello di standardizzazione nelle procedure di accesso ai vari interventi pubblici di garanzia, con elevati costi, anche di apprendimento, da parte degli operatori e delle imprese.

19 I PASSI VERSO UN SISTEMA PIU EFFICIENTE La vera sfida per il prossimo futuro è rappresentata dall evoluzione verso un sistema della garanzia più integrato, razionale ed efficiente. A tal fine, i punti principali sui quali è necessario intervenire sono: 1. Rafforzamento dei confidi 2. Riforma delle modalità di accesso del Fondo di garanzia 3. Ridefinizione della misura della garanzia per tipologia di intervento

20 1. RAFFORZAMENTO DEI CONFIDI: il contesto I confidi sono stati chiamati, in questi anni di crisi economica, ad un maggiore attività che ha portato a uno stress della struttura patrimoniale di molti operatori. Il tasso di sofferenza dei confidi nonostante rimanga in linea con quello registrato dal sistema bancario è decisamente aumentato nell ultimo quinquennio. Il rapporto tra ammontare complessivo degli incagli e delle sofferenze e l ammontare delle risorse (patrimonio + fondi rischi) poste a loro copertura è sensibilmente cresciuto negli ultimi anni. Fonte: Il Sistema dei Confidi in Italia, AAVV a cura di Marco Nicolai, 2013

21 1. RAFFORZAMENTO DEI CONFIDI: la previsione normativa La legge di stabilità ha già previsto misure (condizionate alla previa autorizzazione della Commissione europea) per il rafforzamento dei confidi, volte a favorire: processi di crescita dimensionale e di rafforzamento della solidità patrimoniale dei confidi vigilati operazioni di fusione finalizzate all'iscrizione nell'albo degli intermediari vigilati confidi che stipulano contratti di rete finalizzati al miglioramento dell efficienza e dell efficacia operativa dei confidi aderenti i quali, nel loro complesso, erogano garanzie in misura pari ad almeno 150 milioni. Per l attuazione di tali misure è prevista una somma di 225 milioni a valere sulle disponibilità del Fondo di garanzia (incrementabili con eventuali risorse apportate da regioni, da enti pubblici e da CCIAA, nonché da risorse derivanti dalla Programmazione dell'unione europea per il periodo ).

22 1. RAFFORZAMENTO DEI CONFIDI: un ipotesi di attuazione (1/3) Al riguardo, il MiSE ha elaborato una modalità di attuazione della norma, già trasmessa al MEF e recentemente illustrata anche alle associazioni dei confidi. Tale modalità prevede la previa ripartizione dello stanziamento sulle tre tipologie di intervento previste dalla norma, con l assegnazione di un ammontare maggiore di risorse in favore della prima tipologia di confidi, posto che è obiettivo del MiSE sostenere prioritariamente l attività dei confidi vigilati. Dal punto di vista tecnico, il sostegno sarebbe rappresentato da un contributo in c/capitale erogato al confidi e finalizzato, come previsto dalla norma di legge, al suo rafforzamento patrimoniale.

23 1. RAFFORZAMENTO DEI CONFIDI: un ipotesi di attuazione (2/3) Tale modalità di intervento (sebbene necessiti, come peraltro previsto dalla stessa norma di legge, della preventiva notifica alla Commissione europea) avrebbe l indubbio vantaggio di incidere direttamente sul patrimonio del confidi, realizzando appieno la finalità della norma, che parla, appunto, di crescita dimensionale e aumento della solidità patrimoniale dei confidi. Altre ipotesi di intervento recentemente sottoposte alla valutazione del MiSE, come quella basata sulla concessione di un contributo ai fondi rischi del confidi, anziché al patrimonio, non inciderebbero sulla patrimonializzazione dei confidi (dati i noti vincoli di destinazione che assistono tali versamenti). La sensazione è che modalità di intervento così congeniate rappresentino una sorta di palliativo, che forse allevierebbe, nell immediato, le difficoltà che molti confidi stanno oggi registrando ma che lascerebbe sul tavolo, irrisolti, i problemi di fondo del sistema della garanzia mutualistica.

24 1. RAFFORZAMENTO DEI CONFIDI: un ipotesi di attuazione (3/3) Un uso più efficiente delle (scarse) risorse pubbliche spinge verso soluzioni forse più selettive ma più lungimiranti, che sappiano davvero sostenere e agevolare i processi di evoluzione dei confidi verso strutture più solide e modelli gestionali più efficienti.

25 2. RIFORMA DELLE MODALITA DI ACCESSO AL FONDO: la previsione normativa Con d.m. di prossima emanazione sarà data attuazione alla previsione dell articolo 2, comma 6, del decreto del fare (così come modificato dal decreto-legge n. 91/2014) che, con riferimento ai finanziamenti agevolati ai sensi della Nuova Sabatini, stabilisce che la valutazione del merito creditizio delle imprese, ai fini dell accesso alla garanzia del Fondo, è demandata al soggetto richiedente, in deroga alle vigenti disposizioni del Fondo di garanzia, nel rispetto di limiti massimi di rischiosità dell impresa finanziata, misurati in termini di probabilità di inadempimento, che saranno definiti con il medesimo d.m. Lo stesso d.m. è chiamato altresì a stabilire le condizioni e i termini per l estensione della predetta modalità di accesso alla generale operatività del Fondo di garanzia.

26 2. RIFORMA DELLE MODALITA DI ACCESSO AL FONDO: accesso tramite PD dell impresa (1/2) Alla luce di tale innovazione, il Fondo evolverà, dunque, verso un sistema in cui: la procedura ordinaria di accesso alla garanzia sarà basata sulla valutazione del merito creditizio effettuata dal soggetto finanziatore (se trattasi di soggetti che dispongono di un «sistema interno di rating» validato dalla Banca d Italia) o da soggetti esterni abilitati (ECAI), che sostituirà, tendenzialmente, l attuale credit scoring effettuato dal Gestore; le misure massime della copertura del Fondo saranno articolate in funzione del valore della probabilità di inadempimento dell impresa e della durata e forma tecnica dell operazione finanziaria da garantire.

27 2. RIFORMA DELLE MODALITA DI ACCESSO AL FONDO: accesso tramite PD dell impresa (2/2) La delineata riforma delle modalità di accesso al Fondo sebbene determini, in linea generale, un notevole snellimento delle procedure per il rilascio della garanzia e un affinamento nelle metodologie di valutazione della rischiosità dei prenditori rispetto a quelle attualmente in uso presenta aspetti che necessitano di ulteriori approfondimenti (soprattutto con riferimento agli effetti della sua applicazione alla controgaranzia), posto che: la probabilità di default è un informazione di natura tipicamente bancaria, detenuta dalle banche dotate di sistemi interni di rating validati dalla Banca d Italia (IRB) che, nel caso di richiesta di controgaranzia, dovrebbe essere condivisa con il confidi; i soggetti che non dispongono di sistemi interni di rating dovrebbero acquisire all esterno l informazione sulla PD da specifici soggetti abilitati (ECAI).

28 3. RIDEFINIZIONE DELLA MISURA DELLA GARANZIA: il contesto Come noto, la crisi economica in atto e il credit crunch registrato nel Paese hanno indotto i decisori pubblici a utilizzare, fino al massimo possibile, le leve operative di cui il Fondo di garanzia dispone (misura della garanzia, importo delle commissioni, ecc.) per incrementare i volumi di credito erogato alle piccole e medie imprese. In tale contesto, la misura della «garanzia diretta» è aumentata, negli ultimi anni, più di quanto potesse crescere la misura della «controgaranzia», già posizionata sui valori massimi consentiti dalla normativa comunitaria.

29 Milioni 3. RIDEFINIZIONE DELLA MISURA DELLA GARANZIA: la marcata crescita della garanzia diretta Anche a fronte di tali interventi, l operatività della garanzia diretta è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni, mostrando una dinamica espansiva più marcata rispetto a quella registrata dalla controgaranzia (la quale, tuttavia, rimane pur sempre in continua crescita). N. operazioni Importo garantito gen-lug gen-lug 2014 Controgaranzia Garanzia diretta Totale Controgaranzia Garanzia diretta Totale

30 3. RIDEFINIZIONE DELLA MISURA DELLA GARANZIA: la specializzazione degli operatori in segmenti di clientela I dati relativi agli ultimi due anni e mezzo di attività del Fondo, sembrano tuttavia evidenziare, più che una crescita della garanzia diretta a discapito della controgaranzia, una sorta di specializzazione dei soggetti richiedenti (banche e confidi) verso differenti segmenti di clientela, con la garanzia diretta che copre i finanziamenti di importo più elevato e i confidi maggiormente orientati a prestiti di importo ridotto Importo medio dei finanziamenti garantiti gen-lug 2014 Controgaranzia Garanzia diretta Lineare (Controgaranzia) Lineare (Garanzia diretta)

31 3. RIDEFINIZIONE DELLA MISURA DELLA GARANZIA E tuttavia evidente che il mantenimento di percentuali di copertura su valori sostanzialmente uguali per la garanzia diretta e la controgaranzia può generare, nel medio-lungo periodo, un serio rischio di «disintermediazione» dei confidi. Pertanto, è intenzione del Ministero non appena saranno registrati, come si spera, miglioramenti nei dati economici e, soprattutto, una ripresa nell erogazione di credito alle imprese riequilibrare le misure di copertura del Fondo tra garanzia diretta e controgaranzia, attuando un sostanziale ritorno alla situazione «ante crisi».

32 Ministero dello Sviluppo Economico Grazie per l attenzione Carlo Sappino Direttore generale per gli incentivi alle imprese

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