Corsista: ins.olivieri Lorenza. 1 Circolo Didattico Ortona ch

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1 Corso di formazione per docenti Titolo:sviluppare modalità di pratica per potenziare l apprendimento scientifico Sede:istituto De Titta comune Lanciano ch Corsista: ins.olivieri Lorenza 1 Circolo Didattico Ortona ch Relazione sulle attività relative al Laboratorio sulle ombre in classe prima (scuola Primaria) Data: 26 aprile 2010 Fase A: Motivazione (Definizione del contesto/compito di apprendimento. Nascita del problema/tema sul quale elaborare attività sperimentali e di approfondimento) Vista l età dei bambini propongo la visione del film Peter Pan e mi soffermo sulle scene nelle quali Peter Pan perde la sua ombra. Commenti degli alunni (età 6-7anni) Marta : l ombra non si perde Giulia: non si può ricucire Tommaso: Peter Pan è un cartone è una favola Maestra : potete perdere la vostra ombra? Quasi tutti i bambini dicono di no. La maestra: allora ora dov è? (Non c è la loro ombra nella stanza quasi buia.i bambini sono perplessi) Ora cercano di dare spiegazioni un po a caso La maestra: Vogliamo vedere dove sono le ombre? E quando ci sono? e di do che cosa sono fatte le ombra? Fase b ( Attivazione delle pre-conoscenze e dei saperi naturali (cosa sai) possedute dagli allievi sul problema o tema da affrontare. ) Data:27 aprile Ho proposto un Brainstorming sulle preconoscenze (che definisce la soglia comune di ingresso al compito di apprendimento che sta per essere avviato ). Cosa sanno i bambini dell argomento luce-ombra? Alla lavagna scrivo quello che credono di sapere: la luce viene dall alto e anche l ombra viene dall alto l ombra si trova sui muri è un uomo nero ha la nostra forma è sempre più grande di noi la mia ombra la fa un albero o un ombrellone si vede solo quando è bel tempo

2 l ombra è fatta di aria e di buio Dico ai bambini che non tutto quello che hanno detto è sbagliato,ma ci sono alcune inesattezze. Così invito i bambini a uscire in giardino il martedì successivo. c) Presentazione di nuove informazioni. Data:11 maggio (L insegnante, facendo ricorso ad attività operative individuali e collegiali, fornirà input conoscitivi. Il tutto sarà svolto facendo continuamente riferimento alle preconoscenze. Gli allievi saranno così guidati a sviluppare e modificare la mappa originale e quindi motivati ad approfondire o ampliare i dati iniziali, a progettare percorsi esperienziali. ) Ore In giardino si gioca a acchiappa l ombra. I bambini si rendono conto già che l ombra ha la stessa forma degli oggetti che la producono, ma non è di materia. Si vede,ma non si sente, non è calda,non è fredda,non fa rumore. Non si tocca,è fatta di buio. Spiego loro che essendo un fenomeno e ha alcune proprietà fisiche che si andranno a ipotizzare e verificare nei laboratori didattici. ore in giardino d) Fase operativo - didattica di partecipazione a laboratori interattivi presso il laboratorio scientifico Propongo di disegnare insieme l ombra di un compagno su un foglio di cartoncino: I bambini si rendono subito conto che l ombra ha la stessa forma di chi la proietta,ma non è sempre più grande di loro, in questo caso è almeno 20 cm più piccola. Si proiettano sul foglio, sul prato e sul pavimento altri oggetti:ramo,libro,borsa della maestra,occhiali da vista,coperchi,barattolo di vetro. Ogni oggetto ha la sua ombra, tranne le cose trasparenti,che lasciano passare la luce.

3 1 Ipotesi:tutto ciò che ostacola la luce forma ombra. Propongo di ripetere in corridoio lo stesso gioco, ma non è possibile:non c è ombra in corridoio. Dov è l ombra? Qualche bambino già osserva che non c e nemmeno il sole. Dov è la fonte di luce? Qui non ci sono finestre. 2 Ipotesi: C è una netta correlazione tra luce e ombra. Si ripete l osservazione delle ombre in giardino dopo la mensa,verso le I bambini disegnano di nuovo l ombra del compagno, la misurano e notano le diverse dimensioni della loro ombra. Problema: Perché l ombra ha cambiato dimensioni? Qui i bambini non hanno trovato una ipotesi chiara, l unica interessante l ha data Giulia : -il pomeriggio quando passeggio sul viale per andare dal nonno la mia ombra è sempre più grande. La terza ipotesi potrebbe essere che la direzione della luce cambia durante la giornata, ma vista l età dei bambini si rimanda l approfondimento (movimento terra-distanza del sole) nelle classi successive. A questo punto rimando la sperimentazione delle ipotesi al giorno successivo e invito i bambini a disegnare e ritagliare sagome di cartoncino(delfini,farfalle,omini,forme) Laboratorio:proiettiamo le ombre Data 12 maggio Il giorno successivo ho riproposto le ipotesi alla lavagna,ho acceso un vecchio proiettore e ho consegnato ai bambini delle torce elettriche. I bambini proiettano l ombra delle sagome alla luce. Si divertono molto e si accorgono che le dimensioni dell ombra cambia rapidamente avvicinando o allontanando la forma di luce. Chiedo loro di avvicinare (e quindi ingrandire l ombra). Chiedo di coprire tutta la torcia con una mano,poi con un dito e faccio notare le differenti zone d ombra. Dopo un po di giochini con le torce la terza ipotesi viene fuori spontaneamente: 3 ipotesi:la luce(sole) cambia direzione durante la giornate e fa modificare le ombre. Si mette a confronto ciò che si è osservato in giardino e quello che succede nel laboratorio per verificare questa ipotesi. Si verifica così anche la seconda ipotesi (tutto ciò che ostacola la luce forma ombra). Rimane da verificare la prima ipotesi:tutto ciò che ostacola la luce (corpi non trasparenti) fa ombra. Per verificarla abbiamo proiettato un coperchio di plastica trasparente,alcune forme logiche e alcuni fogli di carta velina. A questo punto ho trovato molto utile il suggerimento della dott.ssa Arcà che mi suggeriva di far intuire ai bambini la natura della luce,proiettando sul muro un cartoncino bucato. Mi interessava far capire anche che la luce è dritta. I bambini hanno subito detto: ecco i raggi.

4 Ho chiesto anche:da questo buco quanti raggi passano? La risposta è stata:uno. Ho fatto un buco più piccolo e ho chiesto: come fa quel raggio di prima a passare qui? - Da un buchino possono passare tantissimi raggi!!! (Marta) - E se la luce non passa non si vede più (Lorenzo) - l ombra c è quando non si vede più la luce.(giordano) - e se una cosa si muove anche l ombra si sposta.(asia) - se non c è luce non ci sono nemmeno le ombre,c è un buio troppo buio (Tommaso) 15 maggio - riflessione su quanto svolto (cosa hai fatto e perché) al fine di favorire una consapevole e personale riorganizzazione di quanto appreso. - generalizzazione. - ulteriori approfondimenti e sviluppi Ho dato loro la fotocopia del Brainstorming iniziale e abbiamo trascritto la nuova mappa sull argomento, nella quale ci sono le nuove conoscenze. Abbiamo disegnato le ombre di alcuni oggetti e ho chiesto loro di disegnare le ombre di alcune cose,immaginandone la forma. Ho chiesto ai bambini di dividersi in gruppi,ho dato loro le torce elettriche e le sagome. Ho chiesto di rappresentare la storia mandatami dalla dott.ssa Arcà e se volevano potevano concluderla. La storia: Il Pesciolino e lo Squalo Bianco Erano trascorsi molti anni da quando il Pesciolino viveva tranquillo con la sua famiglia nelle acque della Laguna Blu Tutti seguivano i consigli del Nonno e stavano lontani dalle acque profonde dove nuotava il feroce Squalo Bianco Però il pesciolino guardava spesso verso il mare aperto e diceva tra sé e sé: Come sono fortunato ad essere così grosso e grasso! Tu, Squalo Bianco, non mi potrai mai mangiare, perché sei molto più piccolo di me. Sogghignava lo Squalo Bianco E apriva la bocca con tutti i denti bene in vista: Ah ah come sei ingenuo! Prima o poi finirai tra i miei denti. Un giorno Pesciolino, dimenticando i consigli del Nonno, nuotò verso il Mare Aperto Sono grosso e grasso cantava non mi mangerai, piccolo Squalo Bianco, non mi mangerai! Ad un tratto lo Squalo apparve all improvviso, e Pesciolino si accorse di essere soltanto un piccolo pesce. Per la disperazione e la paura nuotò veloce zigzagando; riuscì così ad ingannare per un po di tempo lo Squalo Bianco. Quasi non aveva più fiato per scappare quando vide una fessura tra le rocce. Se fossi un pesce magro magro, forse, potrei passare tra quelle rocce e far ritorno alla mai Laguna Blu". Conclusione: i bambini hanno ingrandito il pesce e fatto fuggire lo squalo con vari stratagemma. Questo è a mio avviso carino: -il nonno accortosi dell assenza del pesciolino è arrivato con una grossa torcia e ha ingrandito l ombra del nipote facendo spaventare lo squalo.

5 - riflessione su quanto svolto (cosa hai fatto e perché) al fine di favorire una consapevole e personale riorganizzazione di quanto appreso. - generalizzazione (inventa una regola con quello che hai fatto).

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