Convitto Nazionale Amedeo di Savoia Duca d Aosta. Piano di Integrazione di Istituto

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1 Convitto Nazionale Amedeo di Savoia Duca d Aosta Piano di Integrazione di Istituto Valido per il triennio scolastico 2015 / 2018 PREMESSA Con il Progetto d Istituto per l Integrazione Scolastica degli Alunni Diversamente Abili intendiamo un piano di lavoro, che si concretizza nella programmazione di intenti e nella pianificazione di attività, in larga misura da definire nel Piano Educativo Individualizzato redatto dall Insegnante di Sostegno per ciascun alunno diversamente abile. La progettualità che anima il piano di lavoro è mossa dall intento di creare uno spazio educativo atto a garantire massimo sviluppo possibile in termini di acquisizioni di abilità, di capacità affettivo relazionali e di promozione di autonomia, benessere e dignità personali. Il principio da cui si intende partire non è tanto quello di considerare gli alunni tutti uguali, ma di affrontare la classe considerando gli alunni come essere unici, ponendosi nell ottica di valorizzare le differenze, pensando ad esse come ad una risorsa. La semplice accettazione dell alunno speciale non è sufficiente ad integrarlo veramente. Se la finalità è, quindi, l integrazione scolastica dell alunno, gli obiettivi generali saranno l autonomia, la socializzazione e lo sviluppo delle potenzialità ludico-espressive e cognitive. Occorre, pertanto, considerare il difficile passaggio che deve essere compiuto da un semplice inserimento ad una totale integrazione, dove per integrazione deve intendersi la capacità di vivere in maniera costruttiva, collaborativa e produttiva nell ambiente scolastico. Per far ciò è evidente che non è sufficiente un semplice inserimento nel gruppo classe per affermare l avvenuta integrazione ma bisogna operare sperimentando strategie didattiche ed educative che possano sviluppare al massimo grado possibile le abilità, competenze e conoscenze di tali ragazzi. Nel nostro Istituto viene dedicata particolare attenzione all inserimento e alla completa integrazione nel tessuto scolastico degli alunni diversamente abili attraverso una serie di interventi: presa di contatto iniziale per avviare una concreta collaborazione con le famiglie e con gli operatori esterni che seguono l alunno. Conoscenza del deficit e individuazione delle capacità potenziali; promozione delle condizioni in grado di ridurre le situazioni di handicap attraverso l analisi delle risorse organizzative, culturali e professionali della scuola; riconoscimento delle risorse educative della famiglia; reperimento delle opportunità esistenti nell ambiente. Pertanto per ciascun alunno/a, all inizio dell anno scolastico, viene predisposto dagli insegnanti con la collaborazione degli specialisti della ASL e degli operatori esterni, un apposito Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.), valutato e condiviso con la famiglia. Vengono individuati obiettivi, metodologie, attività e strategie da adottare nel rispetto delle specificità individuali, che possono comportare anche l uso di strumentazioni speciali. La formulazione di questi specifici progetti deve: considerare il soggetto protagonista del proprio personale processo di crescita (sul piano relazionale, sociale e cognitivo); garantire l attuazione di verifiche in itinere e conclusive;

2 programmare incontri per garantire una continuità didattico-educativa tra i diversi ordini di scuola; favorire la rilevazione delle potenzialità del territorio al fine di ottenere un orientamento scolastico atto a conseguire una formazione e integrazione professionale, come pari opportunità, degli alunni in situazione di handicap. Integrazione e diversità Il termine integrazione supera il concetto di inserimento e accettazione del diverso perché lo stesso prefisso presuppone uno scambio, una relazione paritetica fra le diverse figure che intervengono nel rapporto. La realizzazione dell integrazione è un processo che implica la collaborazione tra più figure professionali e istituzionali (ASL, famiglia, Ente Locale, Associazioni presenti sul territorio). Parlando più direttamente del contesto scolastico, deve essere chiaro, inoltre, che il progetto di integrazione non è di esclusiva competenza dell insegnante di sostegno; la realizzazione del progetto deve essere estesa al gruppo docente o al consiglio di classe in quanto i soggetti disabili sono parte integrante della classe. Solo questa consapevolezza porta al superamento dell atteggiamento di delega e quindi all acquisizione di un diverso atteggiamento in cui contitolarità, corresponsabilità e collegialità assumono un vero significato nella gestione delle problematiche comuni. CRITERI GENERALI L integrazione degli alunni disabili. Ogni progetto di integrazione dovrebbe tendere a favorire, valorizzare e sviluppare l interazione tra la scuola, la famiglia, il servizio ASL e il territorio mediante una rete di interventi collegati e finalizzati a: 1. valorizzare le abilità e sviluppare le potenzialità di ogni alunno disabile; 2. agire sulla globalità della persona, quindi sul suo processo di apprendimento, sulle sue capacità di comunicare, di stabilire relazioni affettive e sociali. Il Progetto d Integrazione dovrà individuare accuratamente i bisogni educativi esistenti, servendosi degli strumenti, delle competenze e della collaborazione previsti dalla normativa vigente: A. la diagnosi funzionale, redatta dagli operatori dell ASL; B. il Profilo Dinamico Funzionale, elaborato da operatori scolastici, specialisti ASL e genitori, per individuare il potenziale di sviluppo e le operazioni per promuoverlo; C. il Piano Educativo Individualizzato, contenente l itinerario educativo predisposto per ciascun alunno. I docenti dell istituto adottano modelli standard di Profilo Dinamico Funzionale e Piano Educativo Individualizzato.

3 I criteri pedagogici e organizzativi del seguente piano di integrazione sono: Contitolarità e corresponsabilità L insegnante di sostegno partecipa a pieno titolo all elaborazione e alla verifica di tutte le attività di competenza del Consiglio di classe e del Collegio dei Docenti. Tutti i docenti e gli educatori (anche quelli che se ne occupano indirettamente dal punto di vista istituzionale, come per esempio nel servizio mensa) sono coinvolti nella presa in carico dell alunno disabile e nell attuazione del progetto educativo che lo riguarda. Ciò significa che non si deve e non si può delegare al solo insegnante di sostegno l attuazione del progetto educativo individualizzato, poiché l alunno verrebbe isolato, anziché integrato nel gruppo classe. Per contitolarità si intende anche la possibilità dell insegnante di sostegno di partecipare a progetti che prevedano il suo intervento nella gestione di attività rivolte all intero gruppo classe. Flessibilità educativa Il progetto di integrazione richiede un organizzazione didattica flessibile, che deve tendere al superamento del riferimento rigido alla classe, all apertura di possibilità operative multiple: come ad es. possibilità da parte del docente per le attività di sostegno di effettuare lezioni frontali nelle discipline per le quali lo stesso possiede abilitazione, titoli e competenze. Il contesto educativo Per diventare autenticamente ambiente educativo di apprendimento, la scuola deve favorire l instaurazione di un positivo clima di accoglienza da parte dei compagni verso l alunno in difficoltà (disabilità o svantaggio) nella classe e fuori dalla classe, evitando situazioni di rifiuto e/o esclusione. Continuità educativa L alunno disabile, proprio in quanto pone alla scuola una domanda più complessa di aiuto, necessita più di ogni altro di una particolare attenzione, volta a realizzare un progetto individualizzato che consenta un esperienza scolastica di ampio respiro anche nel passaggio da un grado all altro d istruzione, priva di fratture e sempre coerente con gli individuali bisogni e i personali ritmi di apprendimento. Per quanto possibile, l insegnante di sostegno dovrà garantire la continuità dell intervento educativo sugli alunni affidati. Gruppo di lavoro per l inclusione Il Gruppo di lavoro per l'inclusione (in sigla GLI) istituito a seguito della pubblicazione della Direttiva del 27/12/2012 svolge le seguenti funzioni: rilevazione dei Bes presenti nella scuola raccolta e documentazione degli interventi didattico-educativi posti in essere anche in funzione di azioni di apprendimento organizzativo in rete tra scuole e/o in rapporto con azioni strategiche dell'amministrazione focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie/metodologie di gestione delle classi; rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola; raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai singoli GLH Operativi sulla base delle effettive esigenze, ai sensi dell' art. 1, comma 605, lett. b), della legge n. 296/2006, tradotte in sede di definizione del PEI come stabilito dall' art. 10, comma 5 della legge 30 luglio 2010, n. 122; elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l'inclusività riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di giugno)

4 L assistenza per l autonomia e la comunicazione. L intervento delle assistenti deve promuovere l'effettiva partecipazione attiva dell'alunno disabile a tutte le attività scolastiche, ricreative e formative e l'acquisizione delle abilità necessarie per la conquista dell'autonomia a vari livelli. Le assistenti vengono assegnate alla scuola dall Amministrazione Comunale sulla base della rilevazione dei bisogni che il G L H d Istituto e/o Operativo effettua ogni anno. L assistente per l autonomia opera nella scuola svolgendo attività assistenziali ed educative con i bambini certificati anche attraverso un rapporto individualizzato che si realizza mediante diverse modalità: - intervento all interno della classe di appartenenza - intervento in uno spazio specifico, all interno della scuola L assistente può partecipare ad incontri di coordinamento con l insegnante di sostegno e con il gruppo docente. L assistente deve partecipare agli incontri con gli operatori della neuropsichiatria infantile e i terapisti. Gli assistenti (o una loro rappresentanza) devono partecipare agli incontri del GLH e del GLI. Quanto è stato esposto nella premessa e, in particolare, nella parte finale nasce dalla consapevolezza che non si realizza l integrazione degli alunni disabili se contemporaneamente non si integrano tutte le figure che si occupano di loro. LE RISORSE PROFESSIONALI E I CRITERI PER LA LORO DISTRIBUZIONE. Al nostro istituto vengono assegnate annualmente risorse da organico di sostegno da ripartire per ciascun alunno d.a. preventivamente sulla base della gravità della documentazione diagnostica acquisita. La ripartizione viene infine analizzata, discussa, eventualmente modificata e approvata in maniera definitiva in sede di GLH di Istituto, sentito il parere di tutti i soggetti coinvolti nel processo di inclusione: equipe medica, insegnanti di sostegno e curriculari, assistenti educatrici culturali e alla comunicazione, educatori e genitori. I criteri generali seguiti per la distribuzione delle risorse per la scuola primaria e secondaria di I grado sono i seguenti : - garantire i bisogni di intervento individualizzato; - valorizzare le competenze degli insegnanti presenti nella scuola; - garantire la continuità dell intervento educativo-didattico; - garantire agli alunni con disabilità un minimo di 6 ore; Alunni con DSA e BES Per gli alunni con DSA e BES i docenti dell istituto redigono, in concorso con personale sanitario, operatori culturali, educatori e genitori, un Piano Didattico Personalizzato, predisponendo un percorso didattico speciale che, in piena consapevolezza dei bisogni educativi particolari di tali alunni, metta in campo strategie, strumenti compensativi e misure dispensative appropriate, affinché ciascuno di essi sia messo in condizione di conseguire il successo scolastico. I docenti dell istituto adottano modelli standard di Piano Didattico Personalizzato per alunni con DSA e BES. Alunni con DSA Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari. Vista la Legge 8 ottobre 2010, n. 170, agli studenti con DSA la scuola primaria e secondaria di I grado garantiscono:

5 a) l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate; b) l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere; c) per l'insegnamento delle lingue straniere, l'uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell'esonero. Fasi individuazione alunni con Bes e redazione PDP I team docenti ed i consigli di classe individuano, all interno di ogni classe, gli alunni che manifestano difficoltà di apprendimento e ne verbalizzano la presenza. Per ciascuno di questi alunni, si potrà stabilire: - Di adottare un normale percorso personalizzato che non preveda alcuna formalizzazione, ossia senza la redazione di un Piano Didattico Personalizzato ufficiale. - Di redigere un Piano Didattico Personalizzato,, con l approvazione dei genitori, per coloro che presentano difficoltà di apprendimento dovute a svantaggio psicologico o socioeconomico, linguistico e culturale per i quali la famiglia abbia intrapreso un percorso con servizi sociali/sanitari e del quale, gli stessi genitori, abbiano informato la scuola attraverso la presentazione di una relazione rilasciata da soggetti competenti. - Di interessare, attraverso i suoi componenti, il Gruppo di Lavoro per l Inclusione affinché siano intrapresi specifici interventi, nei casi particolarmente delicati e per i quali il team docenti o il consiglio di classe ne riscontri la necessità.

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