Procedure di Controllo MIRCA

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1 - Manuale - Procedure di Controllo MIRCA Versione del software 1_6_2 1

2 Sommario 1.1 Le procedure di controllo Pre-requisiti: Completezza dei file di consegna A Correttezza del formato fisico A Correttezza della compilazione degli attributi A Correttezza delle geometrie (premessa) I controlli topologici Allegati Attivazione delle Macro

3 1.1 Le procedure di controllo Le procedure sono di tipo desktop, sono sviluppate con gli ArcObjects 1, integrate in un cruscotto funzionante in ArcGis Pre-requisiti: 1) il setup è utilizzabile con SO Windows XP, Vista e 7; 2) il setup è utilizzabile con Access 2007, 2010, 2003 (attivare delle macro per una corretta esecuzione); 3) il setup è utilizzabile con ArcGis Desktop service pack2 Altre indicazioni: 1) sul pc in uso verificare che sia installato VBA (accedere al menù Tools -> Macros di ArcMap. Se le voci Macros e Visual Basic Editor fossero disabilitate, eseguire una repair dell'installazione di ArcMap) 2) Durante l'installazione del software viene copiata la toolbox MircaProcedureControllo.tbx nel percorso delle toolbox standard di ArcMap (normalmente "C:\Program Files\ArcGIS\ArcToolBox\Toolboxes" oppure "C:\Programmi\ArcGIS\ArcToolBox\Toolboxes"). Qualora ArcMap sia stato installato in un percorso differente sarà necessario copiare manualmente il file MircaProcedureControllo.tbx (la cui copia è contenuta nella cartella di installazione dell'applicazione) nella cartella Toolboxes di ArcToolbox; 3) per risolvere alcuni problemi di permessi di scrittura che riguardano le impostazioni di Windows7, i file di configurazione e i db, nonché la cartella di output di default (out), saranno contenuti nei seguenti percorsi: - per XP: "C:\Documents and Settings\AllUsers\Application Data\ProcedureControllo\Mirca" (o "Dati Applicazioni\ProcedureControllo\Mirca"); - per Vista/7: "C:\ProgramData\ProcedureControllo\Mirca". Per il corretto funzionamento delle procedure l'utente deve avere i permessi di scrittura nelle cartelle in cui sono contenuti i file di configurazione, i db e la cartella di output. I percorsi sopra indicati devono essere accessibili a tutti gli utenti che accedono al pc. 2 Attivare le macro Dopo aver installato il setup MIRCA (setup.exe o MircaProcedureControllo_1.6.2.msi), aprire ArcMap, visualizzare (nel modulo Arctoolbox) la toolbar MircaProcedurecontrollo_2.4, fare click sul bottone apre il cruscotto3. Per poter far funzionare le procedure è necessario fare click sul bottone Opzioni e configurare: la workspace di input dove si trovano gli shape da indagare, che 1 Componenti software realizzate in C++, indipendenti dalla piattaforma, che forniscono le funzionalità GIS per applicazioni di tipo desktop, o centralizzate di tipo web o client/server. Le funzionalità implementabili tramite gli ArcObject possono essere molteplici quali ad esempio controlli per la navigazione sulle mappe, strumenti per la ricerca e la selezione dei dati, analisi spaziale e 3D, operazioni di editing, interazione con i geodatabase di tipo personal o enterprise. Gli sviluppatori hanno la possibilità di realizzare le applicazioni scegliendo tra diversi ambienti di sviluppo quali Visual Studio, JBuilder, Delphi, Eclipse ed altri. 2 Al momento dell'impostazione delle opzioni nella form dell'applicazione MircaProcedurecontrollo, nel caso in cui un utente abbia deciso di utilizzare altre cartelle per gli output o per il db e non abbia i permessi di scrittura,verrà avvisato con un apposito messaggio. 3 Se viene messaggio non è stata caricato il tool MircaProceduraControllo, caricare da ArcToolBox (Add New Toolbox) il tool MircaProcedureControllo. Caricato il tool, selezionarlo e settare default. 3

4 la workspace di ouput dove verranno messi eventuali shape di errore, il nome e path del db di configurazione DbConfigVerifica.mdb che viene installato con il setup e posizionato come indicato al punto 3) il nome e path del db DbConfig.mdb che viene installato con il setup e posizionato come indicato al punto 3), la risoluzione xy da settare a (si deve passare da 1/10*7 a 1/10*8), la tolleranza settata a , il sistema di coordinate richiesto da Regione Lombardia. Compilati i campi di opzione è possibile lanciare le procedure, si consiglia di lanciarne una alla volta. Selezionare una procedura alla volta e click sul bottone Esegui (attenzione lanciare gli step a crescere da step1 arrivare allo step5). Dopo aver lanciato le procedure, click sul bottone produci report, per ottenere le reportistiche di errore (vengono salvate nella workspace di output). Vengono anche forniti due documenti master 4 word che linkano tutti report esportati. Cruscotto aperto: Figura 1 - Cruscotto Settare le opzioni: Figura 2 - Settaggio opzioni Selezionare la procedura e click su esegui: 4 Si hanno due tipi di documenti master (report): il primo di sintesi e il secondo di dettaglio, dove vengono dettagliati gli errori riportati nel documento di sintesi 4

5 Figura 3 - Selezione procedura Le procedure si suddividono nelle seguenti macro-categorie e presentano sempre una reportistica di output: Completezza dei file di consegna A1.1 Il primo obiettivo delle procedure automatiche è quello di realizzare un quadro riassuntivo della consegna che viene descritto nella sezione quadro della consegna del report di sintesi dei controlli. Tale quadro riporta: - l elenco degli shape richiesti e consegnati (sottosezione shape forniti ). Per ogni shape si riportano nome dello shape, il numero dei record contenuti nello shape e la risoluzione delle coordinate della geometria espressa come numero di decimali utilizzati; - l elenco degli shape previsti e non consegnati (sottosezione shape omessi ), riportando il nome dello shape; (in realtà questo tipo di controllo potrebbe essere omesso perché se la fornitura riguarda per esempio i comuni della provincia di Bergamo, oltre ai comuni di Bergamo assenti vengono riportati anche tutti gli altri comuni della Lombardia); - l elenco dei nomi degli shape eccedenti rispetto a quelli delle specifiche di contenuto (sottosezione shape in eccesso"); si noti che questi shape non sono ovviamente considerati nei successivi controlli. Questi elenchi sono forniti come supporto alla verifica della completezza della consegna e quindi alla certificazione della corretta omissione di quelli mancanti. Si noti che il controllo è basato sul nome dei file e quindi l insieme dei tre elenchi aiuta anche a rintracciare errori di pura denominazione dei file Correttezza del formato fisico A Verificato il quadro di consegna si passa a verificare la correttezza dello schema o formato fisico degli shape consegnati, ossia che la struttura di ogni shape rispetti quella prevista nel documento Schema fisico MIRCA versione 1.0 marzo I controlli effettuati riportano l esito nella sezione STRUTTURA DEGLI SHAPE FORNITI del report di sintesi. Il primo controllo identifica le seguenti situazioni che sono descritte nella sottosezione Attributi obbligatori omessi e attributi in eccesso del report di sintesi: 5 Ad oggi per un problema nelle procedure che verrà risolto, i nomi degli shape devono essere scritti in maiuscolo 5

6 gli attributi previsti dal documento suddetto, ma non presenti nello shape, per i quali si riportano nel report il nome dell attributo, lo shape di appartenenza e l indicazione di stato omesso ; gli attributi presenti ma non previsti, per i quali si riportano nel report il nome dell attributo, lo shape di appartenenza e l indicazione di stato eccesso. Il secondo controllo verifica la struttura degli attributi previsti e presenti nella consegna per i quali si riportano nella sottosezione Attributi presenti nella consegna con struttura errata solo gli attributi che non rispettano la struttura definita; in particolare, il report segnala il nome dell attributo errato, il nome dello shape di appartenenza e il tipo di errore; si noti che le tipologie di errore riscontrabili sono le seguenti: - geometria errata per gli attributi geometrici per i quali lo shtype field dello shape non corrisponda al tipo geometrico previsto dalle specifiche; - formato errato per gli attributi descrittivi di tipo sbagliato (ad esempio, stringa di caratteri dove si richiede un numero); - lunghezza errata per gli attributi descrittivi di tipo corretto, ma di dimensione sbagliata (ad esempio, un errata lunghezza nel tipo stringa); - decimali errati per gli attributi descrittivi contenenti numeri reali e per i quali è sbagliato il numero di decimali definiti. Analogamente al quadro di consegna la verifica dello schema permette di rilevare anche eventuali errori nella denominazione degli attributi dato che la corrispondenza tra gli attributi previsti e quelli trovati è effettuata per nome Correttezza della compilazione degli attributi A2 L obiettivo di questi controlli è quello di verificare che il contenuto degli attributi descrittivi rispetti i vincoli definiti dal schema fisico del MIRCA I controlli riportano, nella sezione ANALISI DEI VALORI DEGLI ATTRIBUTI DESCRITTIVI di entrambi i report, gli errori riscontrati nei dati. Il gruppo di controlli è il seguente e i risultati sono riportati nella sottosezione Attributi non compilati, controllo domini e identificatori : 1. assenza di attributi descrittivi vuoti (campi GID, CLASSE_ACU, COD_ISTAT, NUM_ATTO e DATA_APP); 2. congruenza con le tabelle di dominio. Questo controllo verifica che i valori degli attributi dotati di dominio (CLASSE_ACU, COD_ISTAT) siano congruenti con il dominio specificato nel documento Schema fisico MIRCA versione 1.0 marzo Per ogni attributo errato si riportano nel report di sintesi il nome dell attributo, il nome dello shape, il tipo di errore valore non in dominio. 3. verifica identificatori; il campo GID deve avere valore univoco: pertanto questo controllo verifica che non esistano due o più record di uno stesso shape che abbiano gli stessi valori in questi attributi di identificazione. Nel caso di errore si riporta nel report di sintesi per ogni identificatore che viola il controllo il nome dello shape, il tipo di errore id non univoco. Si noti il conteggio dei record errati conta ogni record che viola la condizione e quindi se, ad esempio, tre record condividono lo stesso identificatore saranno considerati tutti e 3 nel conteggio Correttezza delle geometrie (premessa) Nel progetto MIRCA il formato di consegna prevede l utilizzo di shape file, i quali fanno riferimento al formato shape definito dalla ESRI, reso disponibile nelle sue specifiche ( ESRI Shapefile Technical Description, An ESRI White paper july 1998) e attualmente uno degli standard de facto nel trasferimento dati tra sistemi GIS, in attesa di verificare se possa essere sostituito dal formato gml. Come tutte le definizioni dei formati dati, lo standard shape si concentra sulla definizione sintattica del formato dei dati (ad esempio, come vanno memorizzate le coordinate di un poligono), mentre viceversa include solo alcune proprietà semantiche dei dati (ad esempio, la sequenza ordinata delle coordinate del confine di un poligono devono definire un senso di percorrenza orario del confine stesso). La generazione di uno shape file dovrebbe quindi rispettare sia la struttura fisica e sia i criteri semantici di caricamento dei dati, tuttavia mentre i vincoli sintattici sono forti, quelli semantici no; nessun sistema carica un file che non rispetta il formato fisico dello shape, mentre una volta letto il file dipende dal singolo sistema il come comportarsi in presenza di una violazione di una proprietà semantica e non tutti i sistemi garantiscono lo stesso comportamento. I dati del MIRCA sono prodotti su piattaforma ArcGis9.x e se diffusi potranno essere caricati in sistemi tecnologicamente eterogenei tra di loro (non necessariamente in ArcGis); diventa fondamentale garantire l interoperabilità dei dati tra piattaforme differenti. Per ottenere ciò è necessario definire un modello unico e non ambiguo delle proprietà semantiche che si richiedono ai dati contenuti nello shape file di interscambio e garantire che i file consegnati le rispettino (simple feature model). In questo modo il processo di interscambio è basato sul modello di riferimento della geometria ed è quindi indipendente dalle tecnologie utilizzate nel soggetto produttore dei dati rispetto ai soggetti consumatori dei dati stessi. I fornitori dei dati potranno utilizzare le tecnologie che vogliono purché siano in grado di generare lo shape che soddisfi il modello proposto e ciò evita ai fornitori di doversi preoccupare delle tecnologie dei singoli utenti. Viceversa chi riceve i dati è garantito sulle caratteristiche dei dati ricevuti e quindi può generarsi i driver per caricare i dati senza perderli all interno dei propri sistemi tecnologici. Per avere una definizione il più possibile rigorosa del modello geometrico adottato si è preso come riferimento il modello geometrico definito dagli standard della serie dell ISO TC211 che si occupa di informazioni geografiche e dagli standard del TC che si occupa dell estensione di SQL ai dati geografici che a loro volta sono un evoluzione delle proposte iniziali del consorzio OpenGeospatial (conosciuto come OpenGIS); in particolare il modello adottato si basa sul 6

7 simple feature model definito dal consorzio OpenGeoSpatial e diventato standard ISO del TC211 e standard ISO/IEC per SQL. Si noti che a questo modello si sono resi conformi i sistemi commerciali esistenti anche se la conformità sul modello dei dati non garantisce lo stesso comportamento dei sistemi che operano sui dati in particolare in presenza di errori. Il simple feature model è stato poi adattato tenendo conto dello standard del formato shape. Per la comprensione del simple feature model si rimanda al documento del Politecnico di Milano Servizio di controllo dei Data base topografici, da cui sono stati ripresi degli stralci al fine di comprendere il significato dei controlli. Nelle sezioni successive si presentano in modo progressivo i controlli geometrici definiti per i quali l esito è descritto nella sezione qualità geometria dei report; in particolare la sezione è divisa in due sottosezioni per distinguere i controlli sul singolo record descritti nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici da quelli che verificano la duplicazione tra più record descritti nella sottosezione duplicazione geometria. Nel report sintetico della prima sottosezione si riportano, ordinati per shape, il nome dello shape e l elenco dei tipi di errore incontrati (che saranno dettagliati nelle successive sezioni di questo documento) con il numero di record errati per tipo, mentre nella seconda sottosezione è ovviamente omesso il tipo di errore che è unico. Nel report analitico della prima sottosezione si riportano suddivisi per shape il nome dello shape e l elenco dei record errati raggruppati per tipo di errore; ogni record è identificato dal valore del suo identificatore logico (GID) e dal suo identificatore fisico dato dal record number del record nello shape. Nella seconda sottosezione invece si riporta per ogni shape l elenco dei record duplicati, riportando per ciascuno di essi il valore del suo identificatore logico (GID) e dal suo identificatore fisico dato dal record number del record nello shape I controlli geometrici Controllo G01: tutti i record degli shape file devono contenere sempre un valore, ossia non sono ammessi record contenenti geometrie vuote. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici dei report e classificati col tipo errore empty geometry Controllo G01: devono essere presenti in ogni vertice, usato per la descrizione di un tipo, tutte le coordinate richieste dalla dimensione del tipo. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore missing coordinate. Controllo P12: assenza degenerazione. Ogni anello 6 non ammette vertici adiacenti identici. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore duplicate adjacent vertex. Controllo P11: assenza di cuspidi. Ogni anello non deve avere cuspidi considerando tutte le coordinate con riferimento ad un angolo minimo di 3 gradi. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore cuspide. Controllo P01: chiusura anelli. Ogni anello deve essere chiuso, considerando tutte le coordinate (primo ultimo vertice uguale come richiesto dal formato shape file). I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore not is closed. Controllo P02: assenza sovrapposizione. Non sono ammessi segmenti che si sovrappongono anche solo parzialmente. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore self overlap. Si noti che questo controllo intercetta l anomalia kickback. Come output vengono restituiti anche shape nella dir di output nominati nel seguente modo <nome_shp>_self_intov_line o <nome_shp>_self_intov_point 6 Una curva chiusa e semplice è chiamata anello (ring) ed è tipicamente utilizzata nella definizione dei poligoni. Una curva in generale può essere aperta o chiusa, tuttavia si ricorda che deve essere chiusa se la curva descrive il confine di un poligono. Una curva è poi semplice se il suo interno non passa dallo stesso punto più di una volta, altrimenti c è un autointersezione o un autotangenza e la curva si dice non semplice. 7

8 Controllo P02: assenza di autointersezione. Ogni anello deve essere semplice nello spazio 2D. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore self intersected. Come output vengono restituiti anche shape nella dir di output nominati nel seguente modo <nome_shp>_self_intov_line o <nome_shp>_self_intov_point I controlli precedenti garantiscono che le singole curve rappresentino anelli singolarmente corretti, tuttavia si tratta solo di una condizione preliminare in quanto è necessario verificare anche la qualità delle relazioni esistenti tra gli anelli al fine di verificare la corretta definizione di un poligono corretto. Per questo motivo si definiscono ulteriori proprietà inerenti il poligono. Lo standard degli shape file distingue dal punto di vista sintattico le parti che nella struttura di memorizzazione di un poligono nello shape poligonale devono rappresentare i diversi tipi di anelli; un record descrive un insieme non ordinato di parti che possono fare riferimento al confine esterno e ai buchi di un singolo poligono piuttosto che al confine esterno di un aggregato di poligoni e così via. Ed è proprio per compensare questa lacuna sintattica che lo standard definisce una regola di generazione delle parti al fine di distinguere i vari casi; regola che deve essere usata opportunamente da chi genera uno shape poligonale. In particolare, lo standard ESRI adotta l approccio degli standard ISO basati sull orientamento degli anelli nel seguente modo: una parte che descrive un anello che rappresenta il confine esterno di un poligono deve avere un orientamento orario (nel seguito identificato come anello shell ) e viceversa per gli anelli che rappresentano i confini interni dei buchi (nel seguito identificati come anelli hole ). Si noti che lo standard shape definisce dirty i poligoni che non rispettano questa regola. In questo modo 2 parti che descrivono due anelli shell rappresentano un aggregato di due poligoni semplici e 2 parti che descrivono un anello shell e un anello hole devono rappresentare un poligono con un buco. Si noti che la regola basata sull orientamento stabilisce una condizione necessaria per l interpretazione del ruolo degli anelli, ma non è sufficiente per stabilire le proprietà geometriche conseguenti: ad esempio che un buco non possa contenere nella sua estensione l anello che dovrebbe rappresentare il suo confine esterno. Per questo motivo si definiscono le ulteriori proprietà reciproche tra gli anelli: - un poligono è formato da un solo anello shell e da 0 o più anelli hole. La presenza di più anelli shell implica la definizione di un aggregato come mostrato in Figura 5 e non di un poligono semplice. Figura 4 - gli anelli hole devono essere contenuti nel poligono semplice descritto dall anello shell e quindi non sono ammesse le situazioni della Figura 6 (H rappresenta il buco); S H a) b) Figura 5 - Ogni anello hole può toccare l anello shell al massimo in un punto come mostrato in Figura 7a, ossia la relazione topologica tra l anello shell e un anello hole deve essere DJ (disjoint, l anello hole non tocca l anello shell) or TC (touch, l anello hole tocca l anello shell in un solo punto (definizione dello standard ISO 19125); si noti che se si toccano in più punti sicuramente il poligono non risulta connesso (come successivamente richiesto) come mostrato in Figura 7b. Si noti che questa regola e le precedenti garantiscono di evitare poligoni che degenerino a curve (ad esempio un poligono con una anello shell coincidente con l anello hole). Si noti che lo standard dello shape file definisce che si devono toccare in punti discreti coincidenti con i vertici dei due anelli, ma non dice nulla sul numero di punti di contatto. 8

9 a) b) Figura 6 - ogni coppia di anelli hole può toccarsi al massimo in un solo punto come mostrato nella Figura 8a, ossia la relazione topologica tra l anello shell e un anello hole deve essere DJ (disjoint, l anello hole non tocca l anello shell) or TC (touch, l anello hole tocca l anello shell in un solo punto). Inoltre un anello hole non può mai essere contenuto nel buco descritto da un altro anello hole come mostrato nella Figura 8.b. a) b) Figura 7 Alcune delle proprietà definite sottintendono il fatto che un poligono debba essere connesso in modo forte (definizione dello standard ISO 19125): un poligono è connesso se da qualsiasi punto dell interno è possibile raggiungere qualsiasi altro punto dell interno attraverso un percorso che non attraversi mai il confine del poligono. Si noti che alcune delle precedenti proprietà eliminano alcuni casi di non connessione, tuttavia la definizione data intercetta alcuni casi altrimenti accettati dalle proprietà precedenti come quelli mostrati in Figura 9 dove l insieme degli anelli hole provoca la generazione di due poligoni: Figura 8 Controllo P : Senso delle parti. Individua le parti che sono definite in senso orario (anello shell) e le parti definite in senso antiorario (anelli hole) necessarie ai successivi controlli. Il controllo verifica poi che esista solo un anello shell. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore shell not exist se tutti gli anelli sono anelli hole e col tipo errore shell not unique se esiste più di un anello shell.; si noti che quest ultimo caso potrebbe esser dovuto al fatto che si sia inserito in un record un aggregato di poligoni invece di un poligono semplice come richiesto dalle specifiche di contenuto, mentre per entrambe le situazioni può comunque trattarsi di un errore nella memorizzazione dell orientamento. Controllo P : Anelli hole interni all anello shell. Il controllo verifica che tutti gli anelli hole siano interni al poligono, ossia che gli anelli hole non intersechino l anello shell oppure che siano al suo esterno. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore hole not inside. Controllo P : Relazione tra anelli shell e gli anelli hole. Ogni anello hole può toccare l anello shell in un solo punto. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore hole/shell touch error. Controllo P : Relazione tra anelli hole. Ogni anello hole può toccare un altro anello hole in un solo punto. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore hole/hole touch error. Controllo P09: Sliver polygon. Vengono individuati i poligoni troppo piccoli (sliver polygon). Il concetto di piccolo introduce una valutazione metrica che quindi va calibrata in funzione del contesto e inoltre va calibrato in funzione del parametro che si decide di rilevare. I parametri possibili sono: - l area minima che non tiene conto della forma dell oggetto; - il thickness quotient T=4π area/perimeter2, con T=1 circle T=0 line (formula ISO ed ESRI) che viceversa tiene conto solo della forma. 9

10 E stato adottato il secondo criterio. Si noti che questa proprietà si applica solo al poligono complessivo non per verificare buchi di area troppo piccola. I record errati sono elencati nella sottosezione analisi dei valori dei tipi geometrici e sono classificati col tipo errore sliver polygon. Controllo P08: Poligoni duplicati. Non possono esistere due poligoni uguali in uno shape. Controllo P10: Controlla presenza dei poligoni multipart (potrebbe essere una ripetizione del controllo P shell not unique) I controlli topologici Verifica buchi e sovrapposizione A8.3 1) I poligoni dei Piani di zonizzazione acustica del singolo comune non devono sovrapporsi tra di loro, è ammissibile invece la condivisione del boundary (che dovrà essere unico e non digitalizzato due volte per i due poligoni). Il nome dello shapefile di errore è p<cod_istat>_overlaps_poly 2) Tra i poligoni dei piani di zonizzazione acustica del singolo comune non devono esistere aree non assegnate a nessuna classe di zonizzazione acustica (leggi buchi ). Il nome dello shapefile di errore è p<cod_istat>_gaps_poly 1.2 Allegati Attivazione delle Macro Per attivare le macro sarà sufficiente modificare le Impostazioni Macro dal menù Opzioni di Access. Più nel dettaglio, per Access 2003 i passi da seguire sono i seguenti: 1. Accedere alla voce Macro presente nel menù Strumenti e successivamente alle opzioni di protezione; 2. Impostare il livello di protezione delle macro su Basso in modo da attivare tutte le macro. 10

11 Per Access 2007, invece, i passi da seguire sono i seguenti: 1. Accedere al menù Opzioni di Access dal pulsante Microsoft Office; 2. Accedere al menù Centro di Protezione e successivamete cliccare su Impostazioni Centro protezione 11

12 3. Attivare tutte le macro. 12

13 1.2.2 Aggiunta percorsi attendibili 1) Entrare in Microsoft Access 2) Selezionare Centro di Protezione, quindi selezionare Percorsi Attendibili 3) Aggiungere il percorso (path) da rendere attendibile (ad esempio quello che contiene i db di configurazione) 13

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