1. INTRODUZIONE 2. RISULTATI DELL ANALISI MINERALOGICO- PETROGRAFICA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "1. INTRODUZIONE 2. RISULTATI DELL ANALISI MINERALOGICO- PETROGRAFICA"

Transcript

1 ANALISI ARCHEOMETRICA DI REPERTI CERAMICI ALTO MEDIEVALI RINVENUTI IN TRE SITI DI SCAVO DELLA SICILIA OCCIDENTALE di R. ALAIMO *, R. GIARRUSSO **, I. ILIOPOULOS *** G. MONTANA *** * Cattedra di Archeometria, Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali - Università di Palermo ** CEPA srl, Centro per la Protezione Ambientale e l Analisi dei Materiali, Palermo *** Dipartimento di Chimica e Fisica della Terra ed Applicazioni alle Georisorse e ai Rischi Naturali - Università di Palermo 1. INTRODUZIONE In questa nota sono riportati i risultati delle indagini mineralogico-petrografiche effettuate su materiale ceramico alto medievale rinvenuto in tre scavi stratigrafici condotti nell isola di Marettimo (Contrada Case Romane), nel Duomo di Cefalù e presso Palazzo Galletti a Palermo. Le ceramiche analizzate sono rappresentate da frammenti di contenitori da trasporto (anfore di medie dimensioni a corpo ovoidale: 11 campioni) e ceramica da fuoco (pentole con orlo a tesa: 2 campioni), datati tra il VII e il IX secolo. La descrizione del contesto storico-archeologico e delle peculiarità tipologico-stilistiche dei reperti esaminati, è riportata, con ricchezza di particolari, in una nota presentata in questo stesso volume (cfr F. ARDIZZONE). Le caratteristiche composizionali, strutturali e tessiturali dell impasto ceramico (fabric) sono state studiate mediante l osservazione di sezioni sottili al microscopio polarizzatore. 2. RISULTATI DELL ANALISI MINERALOGICO- PETROGRAFICA Di seguito vengono riportati i risultati dell osservazione microscopica di tutti i campioni. Le stime di addensamento percentuale e delle caratteristiche morfologiche del degrassante sabbioso e dei macropori sono state effettuate mediante confronto visivo con tavole di comparazione (TERRY- CHILINGAR, 1955; TUCKER, 1981; BULLOCK et al., 1985). 2.1 REPERTI PROVENIENTI DALL ISOLA DI MARETTIMO, CONTRADA CASE ROMANE CAMPIONE MRT57 (Frammento di parete di anfora) Lo scheletro degrassante è omogeneamente distribuito, con addensamento compreso tra il 5 e 10%. La granulometria è uniforme e risulta compresa in prevalenza, nella classe della sabbia molto fine (0,06-0,125 mm), ad eccezione di alcuni granuli che possiedono dimensioni relativamente maggiori (sino ad un massimo di 0,4 mm). La forma dei clasti varia da angolosa a subangolosa La composizione del degrassante sabbioso è data prevalentemente da quarzo, insieme a quantità minori di feldspato (ortoclasio, sanidino e plagioclasio) e mica. Sporadicamente sono stati identificati clinopirosseno e litici vulcanici a tessitura vitrofirica. La frazione granulometrica più grossolana è rappresentata esclusivamente da granuli di sanidino. Raramente sono stati individuati granuli di selce e di quarzo policristallino. Tra i costituenti fondamentali dell impasto vanno aggiunti anche bioclasti e litici carbonatici di varia natura. Questi, nella maggior parte dei casi, risultano decomposti in seguito al processo di cottura e, pertanto, non sono più riconoscibili, se non indirettamente, dai pori da impronta (cast) o dai grumi di calcite microcristallina (calcinelli). Questi ultimi derivano dalla ricarbonatazione dell ossido di calcio residuo, a sua volta prodotto dalla decomposizione termica dei carbonati primari. In alcuni casi, la morfologia esterna del granulo carbonatico primario risulta ancora abbastanza preservata (Fig. 1). La pasta di fondo mostra una colorazione d insieme rossastra a nicol incrociati e risulta otticamente inattiva. La macroporosità è stata stimata intorno al 5% ed è rappresentata, per lo più, da pori da impronta, derivanti da decomposizione termica di bioclasti calcarei, con dimensioni comprese tra 0,05 e 0,3 mm e con forma tondeggiante. Sono presenti anche vacuoli a morfologia irregolare e dimensioni relativamente più grossolane (sino a 1,2 mm). CAMPIONE MRT59 (Frammento di parete di anfora) Lo scheletro degrassante è ben distribuito, con addensamento pari al 10%. I clasti hanno dimensioni comprese prevalentemente nella classe della sabbia molto fine (0,06-0,125 mm) con classazione media e diametro massimo di 0,7 mm. La forma dei clasti varia da subangolosa ad angolosa, Lo scheletro sabbioso è costituito da quarzo (predominante) e, subordinatamente, feldspato potassico (ortoclasio e sanidino), plagioclasio, mica, sporadici granuli di selce. Rari i litici vulcanici e il quarzo policristallino. La frazione granulometricamente più grossolana è rappresentata dal sanidino. La pasta di fondo risulta otticamente isotropa ed uniformemente pigmentata da abbondanti ossidi di ferro (colore d insieme a nicol incrociati rosso-bruno). La macroporosità è del 3-5% ed appare costituita, per lo più, da pori di forma arrotondata, con diametro compreso tra 0,05 e 0,2 mm. Subordinatamente sono stati riscontrati vacuoli di forma irregolare, con dimensioni relativamente più grossolane (0,2-0,7 mm). Gran parte dei pori risultano rivestiti da calcite secondaria. La presenza di pori da impronta con orli di schiarimento sono, come noto, una prova indiretta della presenza di una componente carbonatica nella materia prima argillosa, non più rilevabile a causa della elevata temperatura di cottura. Campione MRT60 (Frammento di parete di anfora) Lo scheletro degrassante appare omogeneamente distribuito, con addensamento del 10%. La granulometria è abbastanza uniforme, con dimensioni prevalenti che ricadono nella classe della sabbia molto fine (0,06-0,125 mm), con diametro massimo pari a 0,6 mm. I clasti hanno una forma da angolosa a subangolosa e sfericità medio-alta. La sabbia risulta composta in prevalenza da quarzo monocristallino. Meno frequentemente si notano feldspato potassico (sanidino e ortoclasio), plagioclasio, mica, selce. Sporadici, risultano il clinopirosseno, i frammenti di lave trachitiche ed i granuli di quarzo policristallino. La frazione granulometricamente più grossolana è quasi esclusivamente rappresentata dal sanidino. La pasta di fondo ha una tessitura otticamente isotropa. Osservata a nicol incrociati, essa appare di colore verde brunastro con numerose chiazze rossastre legate a concentrazioni particolari di ossidi di ferro. La macroporosità è del 5% ed è rappresentata da pori grossolani (0,3-1 mm) di forma irregolare e pori di minor dimensione (0,05-0,1 mm) di forma arrotondata. Questi ultimi derivano chiaramente dalla decomposizione, per cottura, di microfossili calcarei, che, insieme a litoclasti carbonatici di varia natura, rappresentavano una componente quantitativamente non trascurabile dello scheletro degrassante. Da notare, infine, la frequente presenza di calcite secondaria all interno dei pori. CAMPIONE MRT61 (Frammento di parete di anfora con graffito) La sabbia degrassante è omogeneamente distribuita e presenta un addensamento pari al 10%. La distribuzione granulometrica dello granuli è compresa, in prevalenza, nella 2001 Edizioni all Insegna del Giglio - vietata la riproduzione e qualsiasi utilizzo a scopo commerciale 7

2 Fig. 1 Campione MRT57 (anfora -Marettimo). Microfotografia in sezione sottile in cui è mostrato un calcinello derivante dalla decomposizione termica di un bioclasto, che preserva ancora l originale forma esterna. (nicol +; barra dimensionale = 0.2 mm). Fig. 2 Campione MRT104 (anfora-marettimo). Microfotografia in sezione sottile che mostra un cristallo di plagioclasio vulcanico con evidente zonatura (nicol +; barra dimensionale = 0.2 mm). Fig. 3 Campione K80/94.1 (anfora-cefalù). Microfotografia in sezione sottile in cui si nota, al centro, un grosso cristallo geminato di sanidino (nicol +; barra dimensionale = 0.2 mm). Fig. 4 Campione K80/103.3a (pentola-cefalù). Microfotografia in sezione sottile con evidente alterazione sericitica sul cristallo di plagioclasio che occupa il centro del campo visivo (nicol +; barra dimensionale = 0.2 mm). classe della sabbia molto fine (0,06-0,125 mm). La classazione è buona ed il diametro massimo riscontrato è di 0,2 mm. La forma dei clasti varia da angolosa a subangolosa Dal punto di vista composizionale, il quarzo monocristallino è certamente il costituente più abbondante, seguito da feldspato potassico (sanidino e ortoclasio) plagioclasio, mica, quarzo policristallino, selce, biotite, e frammenti di vetro vulcanico. La pasta di fondo risulta, per lo più, otticamente inattiva ad esclusione di alcune plaghe anisotrope dovute alla presenza di calcite secondaria microcristallina. La porosità è del 3-5% ed è rappresentata da macropori di forma arrotondata, con diametro compreso tra 0,05 e 0,3 mm, molti dei quali derivano dalla decomposizione, per cottura, di microfossili calcarei Sono presenti inoltre alcuni pori di forma irregolare, con dimensioni grossolane (0,3-0,7 mm), derivanti dalla calcinazione di litoclasti calcarei. Gran parte dei pori risultano rivestiti da calcite secondaria. CAMPIONE MRT62 (Frammento di parete di anfora con lettere graffite sulla spalla) Lo scheletro degrassante è omogeneamente distribuito con addensamento intorno al 10%. La distribuzione granulometrica risulta abbastanza uniforme, essenzialmente compresa nella classe della sabbia molto fine (0,06-0,125 mm), con un diametro massimo di 0,4 mm. La forma dei clasti varia da angolosa a subangolosa, I clasti risultano costituiti in prevalenza da quarzo monocristallino, feldspato potassico (sanidino e ortoclasio), plagioclasio, mica (muscovite e subordinatamente biotite), granuli di selce, clinopirosseno (di colore verde tenue e leggermente pleocroico), granato, quarzo policristallino, litici vulcanici (più o meno alterati) a tessitura vitrofirica e, più raramente, a tessitura olocristallina intergranulare. Rari i litici metamorfici a tessitura fine. I granuli più grossolani sono rappresentati da litoclasti vulcanici. La pasta di fondo risulta in gran parte otticamente inattiva e mostra, a nicol incrociati, colore bruno-rossastro. La macroporosità è del 5% circa ed è costituita da pori di forma arrotondata, con dimensioni comprese tra 0,05 e 0,2 mm, derivanti dalla decomposizione di microfossili calcarei. Alcuni pori presentano una sottile bordatura costituita da calcite secondaria. CAMPIONE MRT103 (Frammento di parete di anfora) Lo scheletro degrassante è omogeneamente distribuito, con addensamento del 10-15%. La granulometria dello scheletro è bimodale, con una moda primaria rappresentata dalla sabbia molto fine (0,06-0,125 mm) ed una secondaria corrispondente alla classe dimensionale della sabbia grossolana (0,5-1,0 mm). La forma dei clasti è in generale angolosa, I clasti sabbiosi risultano composti, in prevalenza, da quarzo, feldspato potassico (sanidino, ortoclasio e raro microclino), plagioclasio, frammenti di rocce metamorfiche (gneiss quarzoso-feldspatici con muscovite e/o biotite), quarzo policristallino. Con frequenza relativamente minore sono stati notati anche clasti di clinopirosseno ed anfibolo, rari litici vulcanici e selce. L impasto è caratterizzato dalla presenza di numerosi microfossili parzialmente calcinati e rappresentati, per lo più, da Globigerine. Sono 2001 Edizioni all Insegna del Giglio - vietata la riproduzione e qualsiasi utilizzo a scopo commerciale 8

3 stati individuati alcuni frammenti di grog (ben visibili anche macroscopicamente) la cui presenza è, tuttavia, da considerare senz altro accidentale. La pasta di fondo ha una tessitura otticamente isotropa e, osservata in luce polarizzata, mostra un colore rossastrobruno. La porosità è del 3% ed è rappresentata in prevalenza dai pori interni dei microfossili. Inoltre, sono presenti anche macropori di forma irregolare, con dimensioni medie di 0,2 mm. CAMPIONE MRT104 (Frammento di parete di anfora) Lo scheletro degrassante appare omogeneamente distribuito con addensamento del 10-15%. La granulometria dello scheletro è spiccatamente bimodale con mode corrispondenti alle classi del silt grossolano (0,03-0,06) e della sabbia media (0,25-0,5). La massima dimensione dei clasti è di 0,9 mm e la forma varia da angolosa a subangolosa con sfericità medio-alta. La composizione è data principalmente da quarzo monocristallino, feldspato potassico (sanidino e ortoclasio pertitico), plagioclasio e granuli policristallini di rocce granitoidi e gneissiche. Meno frequentemente si notano granuli di clinopirosseno e di anfibolo. Quest ultimo appare profondamente alterato per cottura. Talvolta il plagioclasio presenta una vistosa zonatura che ne indica un origine vulcanica (Fig. 2). Raramente sono stati individuati litici vulcanici. Da notare, inoltre, la presenza nell impasto di alcuni grumi di calcite microcristallina (calcinelli), con dimensioni medie di 0,3 mm, derivanti dalla ricarbonatazione dell ossido di calcio residuo della decomposizione termica dei carbonati primari. La frazione siltosa ha una composizione quarzoso-feldspatico-micacea. La pasta di fondo ha una tessitura otticamente isotropa e risulta pigmentata da abbondanti ossidi di ferro. La macroporosità è del 3-5% ed è rappresentata da pori sia di forma arrotondata che irregolare, con dimensioni comprese tra 0,05 e 0,3 mm, che derivano, in gran parte, dalla decomposizione, per cottura di microfossili calcarei e litoclasti carbonatici. Molti dei pori risultano rivestiti da calcite secondaria e in alcuni casi si nota un orlo di reazione con la matrice argillosa (bordo schiarito), tipicamente indicativo della formazione dei silicati calcici secondari (da cottura) come gehlenite e diopside. 2.2 REPERTI PROVENIENTI DAL DUOMO DI CEFALÙ CAMPIONE K80/94.1 (Frammento di anfora) Lo scheletro degrassante presenta un addensamento addensamento intorno al 15%. La granulometria è uniforme, in prevalenza compresa nella classe della sabbia molto fine (0,06-0,125 mm), con dimensioni che raramente superano tale intervallo, raggiungendo un valore massimo di 0,5 mm. La forma dei clasti è subangolosa con sfericità medioalta. La composizione è data da quarzo, feldspato potassico (ortoclasio e sanidino), plagioclasio, mica (muscovite e sporadicamente biotite), vetro vulcanico, clinopirosseno, selce. I granuli che presentano dimensioni mediamente più grossolane sono costituiti da sanidino (Fig. 3). Rari i frammenti di litici cristallini e i granuli di quarzo policristallino. I granuli di vetro vulcanico appaiono per lo più non alterati e presentano una bollosità generalmente molto sviluppata. Da notare, inoltre, la presenza nell impasto di numerosi calcinelli aventi le stesse dimensioni degli altri costituenti dello scheletro sabbioso. La pasta di fondo risulta otticamente isotropa. Quando osservata a nicol incrociati appare di colore bruno-rossastro. La macroporosità è pari al 5% ed è rappresentata in prevalenza da pori di forma arrotondata con dimensioni medie di 0,1 mm, molti dei quali chiaramente derivanti dalla decomposizione per cottura di originari microfossili calcarei. CAMPIONE K80/103.1 (Frammento di anfora) Lo scheletro degrassante è omogeneamente distribuito con addensamento del 15-20% ed ha una granulometria uniforme in prevalenza compresa nell intervallo della sabbia molto fine (0,06-0,12 mm) con dimensioni massime di 0,6 mm. La forma dei clasti varia da angolosa a subangolosa La composizione è data da quarzo (predominante), feldspato potassico (ortoclasio, sanidino subordinato e raro microclino), plagioclasio, frammenti di vetro vulcanico, litici vulcanici, mica, clipirosseno, litici cristallini, granuli di selce e raro quarzo policristallino. Nei litoclasti di origine vulcanica la fase vetrosa appare quasi sempre alterata, semiopaca, di colore giallo-rossastro e con netta polarizzazione d aggregato a nicol incrociati. L ortoclasio appare anch esso per lo più alterato con formazione di prodotti argillosi o sericitici, mentre il plagioclasio, il sanidino e il pirosseno non mostrano segni di alterazione. I granuli di sanidino si distinguono dagli altri componenti dello scheletro in quanto presentano dimensioni mediamente più grossolane. La pasta di fondo risulta otticamente isotropa e di colore bruno-rossastro per l abbondante presenza di ossidi di ferro. La macroporosità è del 10% ed è rappresentata per lo più da pori di forma arrotondata con dimensioni medie di 0,1 mm, derivanti dalla decomposizione di carbonati primari. Nelle porzioni più esterne del frammento ceramico i pori risultano impregnati da calcite secondaria. CAMPIONE K80/103.3A (Frammento di pentola con tesa orizzontale) Lo scheletro degrassante risulta omogeneamente distribuito, con addensamento del 30%, ed ha una granulometria abbastanza assortita, con dimensioni dei clasti che variano dal silt grossolano (0,03-0,06 mm) alla sabbia molto grossolana (1,0-2,0 mm), con prevalenza della sabbia media (0,25-0,5 mm). La dimensione massima dei clasti risulta pari a 1,5 mm. La forma dei granuli varia da angolosa a subangolosa, con sfericità è medio-alta specie nei clasti più grossolani. La composizione dello scheletro è data in prevalenza da granuli di quarzo, feldspato potassico (ortoclasio pertitico e microclino) plagioclasio e da granuli litici policristallini della stessa natura, vale a dire frammenti di gneiss quarzoso-feldspatici (Fig. 4). Con frequenza relativamente minore si notano clasti di quarzarenite e selce. Talvolta nei granuli feldspatici sono presenti strutture di sostituzione metasomatica del plagioclasio da parte del feldspato potassico ed inclusioni di mica. Inoltre, i granuli feldspatici appaiono spesso torbidi per alterazione sericitica ed argillosa. La pasta di fondo presenta un colore rosso-arancio a causa di ossidi di ferro finemente diffusi e, a nicol incrociati, mostra una limitata polarizzazione d aggregato. In corrispondenza dell orlo annerito la pasta di fondo appare otticamente isotropa e di colore rosso-bruno. La macroporosità è del 5% ed è costituita da vacuoli di forma molto allungata, allineati parallelamente alla superficie esterna del manufatto. CAMPIONE K80/108 (Frammento di pentola con tesa orizzontale) L impasto è caratterizzato da uno scheletro molto abbondante, con addensamento dei clasti intorno al 35%. La granulometria è assortita e le dimensioni dei clasti variano dal silt grossolano (0,03-0,06 mm) alla sabbia molto grossolana (1,0-2,0 mm), con prevalenza della sabbia media (0,25-0,5 mm). La dimensione massima dei clasti risulta pari a 1,7 mm. La forma dei granuli varia da angolosa a subangolosa, La composizione dello scheletro è data in prevalenza da granuli di quarzo monocristallino, feldspato potassico (ortoclasio pertitico e microclino) e plagioclasio. Meno frequentemente si notano granuli grossolani di gneiss quarzoso-feldspatici, arenarie quarzose e, più sporadicamente fram Edizioni all Insegna del Giglio - vietata la riproduzione e qualsiasi utilizzo a scopo commerciale 9

4 menti di rocce vulcaniche di tipo andesitico, granuli di selce e di tormalina. Talvolta nei granuli feldspatici sono state rilevate strutture mirmechitiche e fenomeni di sostituzione metasomatica del plagioclasio da parte del feldspato potassico. Inoltre, sia il feldspato potassico che il plagioclasio appaiono abbastanza frequentemente torbidi per alterazione argillosa e sericitica. I clasti di origine vulcanica presentano una struttura porfirica data da fenocristalli di plagioclasio in una massa di fondo, costituita da plagioclasio e pirosseno completamente ossidato. La pasta di fondo mostra una parziale attività ottica ed appare, a nicol incrociati, di colore rosso intenso. La macroporosità è del 5% ed è rappresentata per lo più da vacuoli di forma lenticolare molto allungata, allineati parallelamente alla superficie esterna del manufatto. CAMPIONE K80/115 (Frammento di anfora) Lo scheletro degrassante, presente in percentuale compresa tra il 5 e il 10%, ha un granulometria uniforme, in prevalenza compresa nella classe della sabbia molto fine (0,06-0,125 mm), con dimensione massima di 0,3 mm. La forma dei clasti varia da angolosa a subangolosa, Esso è composto prevalentemente da clasti di quarzo. Meno frequentemente si notano granuli di feldspato (ortoclasio, microclino e plagioclasio) e di mica (muscovite, biotite o clorite completamente ossidata per cottura). Sporadicamente sono stati rilevati granuli di quarzo policristallino con tessitura xenoblastica scistosa, derivante da rocce metamorfiche. Nell impasto si notano, inoltre, alcuni grossolani calcinelli (0,6 mm) e relitti di microfossili. La pasta di fondo appare isotropa e, osservata in luce trasmessa, mostra un colore bruno. La macroporosità è del 5-7% ed è costituita prevalentemente da vacuoli di forma lenticolare o irregolare, più o meno allungati, con dimensioni molto varie (0,1-3,0 mm).vi sono inoltre numerosi pori da impronta dovuti a decomposizione termica di microfossili Reperti provenienti da Palazzo Galletti (Palermo) CAMPIONE PPG1 (Frammento di anfora) Lo scheletro degrassante, presente in percentuale del 15%, ha una granulometria uniforme, in prevalenza compresa nella classe della sabbia molto fine (0,06-0,125 mm). La forma dei clasti è per lo più angolosa, I clasti risultano composti da quarzo monocristallino, predominante, feldspato potassico (ortoclasio e sanidino), plagioclasio, mica, clinopirosseno, anfibolo, frammenti di vetro vulcanico litici vulcanici, granuli di selce e, raramente, tormalina. Il clinopirosseno è presente in granuli subedrali, aventi dimensioni molto più grossolane rispetto agli altri componenti dello scheletro sabbioso. Nell impasto inoltre si nota anche la presenza di un elevata percentuale di calcinelli, ovvero granuli calcarei decomposti in seguito al processo di cottura che non hanno reagito con la componente argillosa, successivamente reidratati e ricarbonatati. Il loro addensamento è stato stimato intorno al 20% e le dimensioni medie sono uguali a quelle mostrate dagli altri componenti dello scheletro degrassante. La pasta di fondo, se osservata a nicol incrociati, mostra una colorazione bruno-rossastra a causa della presenza di ossidi di ferro ben diffusi. La macroporosità è del 5% ed è rappresentata per lo più da pori di forma arrotondata, con dimensioni medie di 0,1 mm, molti dei quali derivano chiaramente dalla decomposizione per cottura, di originari microfossili calcarei. 3. RAGGRUPPAMENTI MINERALOGICO- PETROGRAFICI In base alla composizione mineralogica e litologica degli inclusi e ad altre caratteristiche tessiturali, quali l addensamento e la distribuzione granulometrica della sabbia digrassante, schematicamente riassunte in Tabella 1, i campioni ceramici studiati possono essere classificati in quattro raggruppamenti mineralogico-petrografici. GRUPPO A (8 campioni) Il gruppo comprende cinque anfore provenienti da Marettimo (MRT57, MRT59, MRT60, MRT61 e MRT62), due di quelle portate alla luce nel Duomo di Cefalù (K80/ 94.1, K80/103.1) ed il campione di Palazzo Galletti, a Palermo (PPG1). I reperti ceramici appartenenti a questo gruppo, come già visto, sono caratterizzati da uno scheletro degrassante a granulometria molto fine, composto in prevalenza da quarzo, con minori quantità di feldspato potassico (sanidino, ortoclasio e in alcuni casi, microclino), plagioclasio, mica, selce, litici arcosici, clinopirosseno e litici vulcanici. Tra i costituenti fondamentali dell impasto vanno aggiunti bioclasti e litici carbonatici di varia natura, per lo più decomposti dal processo di cottura. GRUPPO B (2 campioni) Il gruppo è costituito dai campioni di anfora siglati MRT103 e MRT104, provenienti dallo scavo di Marettimo. Questi reperti, rispetto alle gruppo precedente descritto, presentano alcune sostanziali differenze nella distribuzione granulometrica del degrassante sabbioso, che risulta marcatamente bimodale e, in parte, anche nella composizione mineralogica. Infatti, per ciò che riguarda l aspetto dimensionale del degrassante, mentre la frazione fine quarzoso-feldspatico-micacea può certamente essere considerata una componente naturale della materia prima, la frazione granulometrica più grossolana potrebbe essere stata aggiunta all impasto. Dal punto di vista composizionale il gruppo si distingue per una maggiore abbondanza di frammenti di rocce gneissiche e granitoidi e dei minerali da esse derivati, che compongono preferenzialmente la frazione granulometrica più grossolana. Da sottolineare che tra gli altri componenti del degrassante si riscontrano, in analogia con il fabric descritto per il Gruppo A, minerali vulcanici (sanidino, clinopirosseno e plagioclasio zonato), insieme a relitti di bioclasti e rocce carbonatiche di varia natura. GRUPPO C (2 campioni) Questo gruppo comprende i due campioni di ceramica da fuoco provenienti dagli scavi stratigrafici effettuati nel Duomo di Cefalù (K80/108 e K80/103.3a). Tali reperti sono caratterizzati da uno scheletro abbondante (addensamento intorno al 30%), a granulometria molto assortita, composto da litoclasti e minerali derivanti da rocce cristalline (gneiss quarzoso-feldspatici), sedimentarie (selce e arenarie quarzose) e, più raramente, vulcaniche (andesiti). Un aspetto peculiare è rappresentato dalla presenza di granuli feldspatici con strutture mirmechitiche e dalla sostituzione metasomatica del plagioclasio da parte del feldspato potassico. GRUPPO D (1 campione) Questo gruppo è costituito da un solo reperto, ovvero l anfora K80/115, ritrovata a Cefalù. Il campione presenta caratteristiche composizionali tali da non potere essere inserito in nessuno dei raggruppamenti precedentemente descritti. Caratteristica peculiare è l assenza di markers mineralogici. Infatti non sono stati individuati né litoclasti e/o minerali vulcanici (come nel Gruppo A) e neppure litoclasti cristallini (come nei Gruppi B e C). 4. IPOTESI DI PROVENIENZA Per quanto riguarda il Gruppo A, che è anche quello più numeroso, sussistono elementi sufficienti per supporta Edizioni all Insegna del Giglio - vietata la riproduzione e qualsiasi utilizzo a scopo commerciale 10

5 re una produzione nell ambito della fascia litorale tirrenica che si estende da Terracina a Napoli. Infatti, un fabric molto simile e, in alcuni casi, pressochè identico a quello riscontrato nei reperti che ricadono nel Gruppo A è stato riscontrato nelle anfore vinarie romane di età imperiale prodotte nelle fornaci di Fondi, Garigliano, Minturno e Mondragone (THIERRIN-MICHAEL 1990; IDEM 1992). L associazione di minerali e frammenti litoidi che caratterizza questo fabric deriva dalla variabile combinazione (mixing) di clasti derivanti dall erosione dei carbonati mesozoici, delle formazioni detritiche terziarie (Appennino) e delle vulcaniti quaternarie, che affiorano nell immediato entroterra dell area suddetta. Infatti, queste formazioni vengono erose da numerosi corsi d acqua e i depositi alluvionali che ne derivano risultano costituiti da apporti composizionalmente differenti, mescolati in proporzioni variabili. Pertanto, le alluvioni costiere di fiumi come il Garigliano o il Volturno sono caratterizzate da una frazione sabbiosa (e siltoso grossolana) che rispecchia, in modo assai soddisfacente, quella accertata nel degrassante dei reperti analizzati (GANDOLFI- PAGANELLI 1984; RICQ DE BOUARD et al. 1989). Inoltre, non è affatto escluso che l utilizzo dei medesimi depositi alluvionali per la produzione ceramica sia avvenuto anche in altri centri poco distanti da quelli sopracitati, come, ad esempio, Napoli. A supporto di questa ipotesi è interessante rilevare che l analisi mineralogico-petrografica di un congruo numero di mattonelle maiolicate del XVII-XVIII secolo (48 campioni appartenenti al Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone), certamente prodotte a Napoli, ha messo in luce la presenza di un corpo ceramico con un fabric del tutto assimilabile a quello riscontrato nelle anfore medievali oggetto di questa nota (ALAIMO-GIARRUSSO-MONTANA c.s.). I campioni che costituiscono il Gruppo B potrebbero, a grandi linee, essere ricondotti alla stessa area di produzione definita per il Gruppo A. Le differenze, solo apparentemente vistose, notate nella distribuzione granulometrica e nella composizione del degrassante sabbioso, in tal caso, verrebbero ad essere spiegate con una diversa modalità di impasto, che prevedeva l aggiunta di una certa quantità di tempera grossolana, la cui differente natura (abbondanza di litici e minerali cristallini) rispecchia semplicemente un maggiore apporto di sedimenti derivanti dall erosione delle formazioni detritico-flyscoidi appenniniche di età terziaria. Tuttavia, si deve ricordare che, in linea teorica, la bimodalità dello scheletro sabbioso di una ceramica non deve, necessariamente, essere attribuito all aggiunta deliberata di degrassante, ma, può anche avere un origine naturale. Il Gruppo C presenta un associazione litologica del tutto confrontabile con quella dei sedimenti alluvionali affioranti nei dintorni di Cefalù, ovvero nell area del Fiume Imera. Questo corso d acqua trasporta i materiali derivanti dalla erosione di due importanti formazioni litostratigrafiche: il Flysch Numidico (composto da argilliti siltose intercalate a livelli di quarzareniti) e la Formazione Cozzo Terravecchia (costituita da argille, sabbie e conglomerati con clasti di rocce metamorfiche e subordinatamente frammenti di rocce vulcaniche). Per i due campioni appartenenti a questo gruppo, pertanto, il risultato dell analisi archeometrica suggerisce, con un buon margine di sicurezza, una produzione locale. Infine, per ciò che riguarda il Gruppo D, peraltro rappresentato da un solo campione, la composizione dello scheletro degrassante è risultata talmente comune, da non potere obiettivamente propendere per nessuna delle precedenti ipotesi di provenienza. BIBLIOGRAFIA ALAIMO R., GIARRUSSO R., MONTANA G., Analisi mineralogiche, petrografiche e chimiche di mattonelle maiolicate del XVII- XVIII secolo conservate presso il Museo Nazionale delle Ceramiche di Caltagirone. ARDIZZONE F. Rapporti commerciali tra la Sicilia occidentale ed il Tirreno centro meridionale nell VIII secolo alla luce del rinvenimento di alcuni contenitori da trasporto, in questo volume. BULLOCK P., FEDOROFF N., JONGERIUS A., STOOPS G.J., TURSINA T. 1985, Handbook for soil thin section description, Waine Research Publishers, Wolverhampton. GANDOLFI G., PAGANELLI L. 1984, Petrografia delle sabbie del litorale tirrenico fra i Monti dell Uccellina e Monte di Procida, «Mineralogica et Petrographica Acta», XXVIII, pp RICQ DE BOUARD M., MEILLE E., VICHY M., PICON M. 1989, Les argiles utilisées pour la fabrication des amphores en Italie, Etrurie, Latium, Campania, Coll. de L Ecole Francaise de Rome, 114, pp TERRY R.D., CHILINGAR G.V. 1955, Summary of «concerning some additional aids in studying sedimentary formations» by M.S. Shvetsov, «Journal of Sedimentary Petrology», 25(3), pp THIERRIN-MICHAEL G. 1990, Roman Wine Amphoras: production sites in Italy and import to Switzerland, in E. PERNICKA, G.A. WAGNER (Eds), «Archaeometry 90», Birkhäuser Verlag Basel, pp THIERRIN-MICHAEL G. 1992, Römische Weinamphoren: mineralogische un chemische untersuchungen zur klärung iher herkfunt und herstellungsweise, PhD Dissertation Nr. 977, Universität Freiburg, Schweiz. TUCKER M.E. 1981, Sedimentary Petrology: an Introduction. Blackwell Scientific Pubblication, Oxford Edizioni all Insegna del Giglio - vietata la riproduzione e qualsiasi utilizzo a scopo commerciale 11

ROCCE METAMORFICHE. Sono rocce che si formano per trasformazione di rocce pre-esistenti a causa di variazioni di temperatura e pressione.

ROCCE METAMORFICHE. Sono rocce che si formano per trasformazione di rocce pre-esistenti a causa di variazioni di temperatura e pressione. ROCCE METAMORFICHE Sono rocce che si formano per trasformazione di rocce pre-esistenti a causa di variazioni di temperatura e pressione. Protolite = la roccia pre-esistente. Metamorfismo è un processo

Dettagli

COMUNE DI PRATO - PROGETTO ESECUTIVO -

COMUNE DI PRATO - PROGETTO ESECUTIVO - COMUNE DI PRATO Servizio Ambiente e Qualità dei Luoghi di Lavoro Via Manassei, 23-59100 PRATO Responsabile della ricerca: PROF. ARCH. GIUSEPPE A. CENTAURO Gruppo di ricerca: DOTT. ARCH. ROBERTO TAZIOLI

Dettagli

Rocce metamorfiche Metamorfismo:

Rocce metamorfiche Metamorfismo: Rocce metamorfiche Metamorfismo: variazione mineralogica e strutturale delle rocce allo stato solido in risposta a condizioni chimiche e fisiche differenti da quelle in cui si è formata la roccia originaria.

Dettagli

La diagnostica mineralogico petrografica nello studio delle malte antiche

La diagnostica mineralogico petrografica nello studio delle malte antiche La diagnostica mineralogico petrografica nello studio delle malte antiche Fabio Fratini Malte antiche e malte da restauro: leganti, aggregati, impasti Aosta 14 dicembre 2007 Fabio Fratini CNR-ICVBC Firenze

Dettagli

Le rocce ignee: prodotto del magma terrestre

Le rocce ignee: prodotto del magma terrestre Le rocce ignee: prodotto del magma terrestre Introduzione: che cos è una roccia ignea? Le rocce ignee sono molto varie. Alcune contengono dei cristalli abbastanza grandi. Altre contengono cristalli così

Dettagli

Cenni sulla descrizione delle sezioni stratigrafiche e degli affioramenti

Cenni sulla descrizione delle sezioni stratigrafiche e degli affioramenti Cenni sulla descrizione delle sezioni stratigrafiche e degli affioramenti (da BINI, 1990) Cenni sulla descrizione delle sezioni stratigrafiche e degli affioramenti La descrizione dettagliata di sezioni

Dettagli

Ostello Internazionale della Giudecca

Ostello Internazionale della Giudecca SISTEMA DI QUALIT'A CERTIFICATO R RESTAURO CONSERVATIVO DEI BENI ARTISTICI E STORICI Competenza specifica nel marmo e nella pietra, intointonaci di pregio, opere d arte e superfici affrescate Pro Progettazione

Dettagli

European standard: EN 12407:2007 Natural stone test methods Petrographic examination. Descrizione PIETRA SERENA. Denominazione: PIETRA SERENA

European standard: EN 12407:2007 Natural stone test methods Petrographic examination. Descrizione PIETRA SERENA. Denominazione: PIETRA SERENA PIETRA SERENA Pagina 1 di 15 European standard: EN 12407:2007 Natural stone test methods Petrographic examination Denominazione: Provenienza: PIETRA SERENA Firenzuola Descrizione PIETRA SERENA Litotipo

Dettagli

INDAGINI MINERO-PETROGRAFICHE SU CERAMICHE GREZZE. DA CONTESTI DEL XVI SECOLO DEGLI SCAVI DI ALGHERO (SS)

INDAGINI MINERO-PETROGRAFICHE SU CERAMICHE GREZZE. DA CONTESTI DEL XVI SECOLO DEGLI SCAVI DI ALGHERO (SS) Marco Milanese* Paola Mameli** Daniele Cosseddu** INDAGINI MINERO-PETROGRAFICHE SU CERAMICHE GREZZE. DA CONTESTI DEL XVI SECOLO DEGLI SCAVI DI ALGHERO (SS) 1 INTRODUZIONE È stata sottoposta ad analisi

Dettagli

CICLO GEOLOGICO E CIBO LA CROSTA TERRESTRE E LE ROCCE. Vincenzino Siani

CICLO GEOLOGICO E CIBO LA CROSTA TERRESTRE E LE ROCCE. Vincenzino Siani CICLO GEOLOGICO E CIBO LA CROSTA TERRESTRE E LE ROCCE Vincenzino Siani ricevuto il 15 giugno 2007 CICLO GEOLOGICO E CIBO LA CROSTA TERRESTRE E LE ROCCE Vincenzino Siani La crosta terrestre è la parte più

Dettagli

Breve compendio delle ceramiche esistenti e delle loro qualità.

Breve compendio delle ceramiche esistenti e delle loro qualità. Breve compendio delle ceramiche esistenti e delle loro qualità. Materiale sintetico parzialmente o totalmente cristallino solido, inorganico, non metallico, formato a freddo e consolidato per trattamento

Dettagli

Analisi dei campioni di intonaco dipinto prelevati a la Sufricaya nella campagna di scavo anno 2003 Holmul Guatemala

Analisi dei campioni di intonaco dipinto prelevati a la Sufricaya nella campagna di scavo anno 2003 Holmul Guatemala Analisi dei campioni di intonaco dipinto prelevati a la Sufricaya nella campagna di scavo anno 2003 Holmul Guatemala Coittente: Prof. Francisco Estrada Belli Vanderbilt University e Istituto di Antropologia

Dettagli

Le ceramiche ellenistiche del santuario periurbano settentrionale di Cuma

Le ceramiche ellenistiche del santuario periurbano settentrionale di Cuma Facem 1 P RISCILLA MUNZI V. G UARINO, A. DE B ONIS, C. G RIFA, A. L ANGELLA, V. M ORRA Le ceramiche ellenistiche del santuario periurbano settentrionale di Cuma Fig. 1. Veduta aerea di Cuma (Foto J. P.

Dettagli

Elenco dei rilevamenti litologici effettuati: Gesso (CaSO 4 2H 2 O) (Formazione a Bellerophon) Coordinate GPS Lat. N 46 20.223 Long. E 11 48.

Elenco dei rilevamenti litologici effettuati: Gesso (CaSO 4 2H 2 O) (Formazione a Bellerophon) Coordinate GPS Lat. N 46 20.223 Long. E 11 48. La nostra escursione inizia da Passo Valles, dove abbiamo intrapreso il sentiero CAI 751, noto anche come Alta Via delle Dolomiti n o 2 (che collega Bressanone a Feltre) o Sentiero Italia (SI), in Fig.

Dettagli

Capitolo 3 I minerali delle rocce: riconoscimento, proprietà tecniche, utilizzi

Capitolo 3 I minerali delle rocce: riconoscimento, proprietà tecniche, utilizzi Capitolo 3 I minerali delle rocce: riconoscimento, proprietà tecniche, utilizzi Minerali: sostanze naturali, solide, con una composizione chimica definita ed una struttura cristallina (impalcatura di ioni

Dettagli

ANALISI CHIMICA DELLA CERAMICA, DELLE MALTE e DEGLI INTONACI

ANALISI CHIMICA DELLA CERAMICA, DELLE MALTE e DEGLI INTONACI ANALISI CHIMICA DELLA CERAMICA, DELLE MALTE e DEGLI INTONACI In questa sede verranno esaminati 11 campioni provenienti dallo scavo archeologico del Mastio e della Chiesa nell sito di Castel Pagano Apricena,

Dettagli

file://d:\fesn\sito FESN\Didattica\Rocce\rocce.htm

file://d:\fesn\sito FESN\Didattica\Rocce\rocce.htm Pagina 1 di 7 LE ROCCE The rocks Premessa Rocce dell'austria Classificazione delle Rocce Rocce del Friuli Venezia Giulia Rocce sedimentarie Codice Iagine di roccia Classe Grana / Forma Principali minerali

Dettagli

I MATERIALI DELLA LITOSFERA: I MINERALI E LE ROCCE

I MATERIALI DELLA LITOSFERA: I MINERALI E LE ROCCE I MATERIALI DELLA LITOSFERA: I MINERALI E LE ROCCE Dagli atomi alle rocce I materiali di cui è fatta la crosta terrestre si sono formati a partire dai differenti tipi di atomi, circa una novantina, ricevuti

Dettagli

ORIGINE DELLE ROCCE Magmatiche o ignee sedimentarie metamorfiche

ORIGINE DELLE ROCCE Magmatiche o ignee sedimentarie metamorfiche Prof. Carlo Carrisi ORIGINE DELLE ROCCE In base al processo di formazione le rocce, si possono classificare a seconda della loro origine in tre tipi: Magmatiche o ignee caratterizzate dalla presenza iniziale

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Scienze Geologiche

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Scienze Geologiche UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Scienze Geologiche STUDIO STRATIGRAFICO DI SUCCESSIONI MESOZOICHE DEL DOMINIO SUDALPINO AFFIORANTI

Dettagli

IL «CONVENTO ROSSO» A SOHAG. RISULTATI DI SINTESI DELLA PRIMA CAMPAGNA DI STUDIO

IL «CONVENTO ROSSO» A SOHAG. RISULTATI DI SINTESI DELLA PRIMA CAMPAGNA DI STUDIO 1 IL «CONVENTO ROSSO» A SOHAG. RISULTATI DI SINTESI DELLA PRIMA CAMPAGNA DI STUDIO A CURA DI COSTANTINO MEUCCI INTRODUZIONE Nel corso della prima missione del gruppo di ricerca dell Università degli Studi

Dettagli

I MINERALI DELLA CROSTA TERRESTRE

I MINERALI DELLA CROSTA TERRESTRE I MINERALI DELLA CROSTA TERRESTRE Sono solidi cristallini, di origine inorganica, caratterizzati da una precisa formula chimica. Una sostanza è un minerale se: si presenta come solido cristallino, cioè

Dettagli

4.MINERAL CHEMISTRY 4.1.CONSIDERAZIONI GENERALI

4.MINERAL CHEMISTRY 4.1.CONSIDERAZIONI GENERALI 4.MINERAL CHEMISTRY 4.1.CONSIDERAZIONI GENERALI Le indagini relative allo studio della petrologia di fase sono state condotte su una rappresentanza di campioni ritenuti informativi per varietà e stato

Dettagli

IMPIEGO DEL FELDSPATO GS60 ADDIZIONATO CON VETRO IN UNA PRODUZIONE INDUSTRIALE DI GRES PORCELLANATO

IMPIEGO DEL FELDSPATO GS60 ADDIZIONATO CON VETRO IN UNA PRODUZIONE INDUSTRIALE DI GRES PORCELLANATO IMPIEGO DEL FELDSPATO GS60 ADDIZIONATO CON VETRO IN UNA PRODUZIONE INDUSTRIALE DI GRES PORCELLANATO Relatori: C. Carbonchi, P. Danasino, R. Riveriti Una giornata su Le materie prime di qualità per piastrelle

Dettagli

POLITECNICO DI TORINO

POLITECNICO DI TORINO PROT. N. 10181 13.06.2006 CERTIFICATO N. 46/08/2006 DETERMINAZIONI FISICO MECCANICHE SU UN CAMPIONE DI MATERIALE LAPIDEO DENOMINATO QUARZITE DI BARGE PROVENIENTE DALLA CAVA PIAN MARTINO SITA NEL COMUNE

Dettagli

TRAVERTINI SCALA DI MOHS

TRAVERTINI SCALA DI MOHS La nomenclatura commerciale dei lapidei: Per tradizione 4 categorie, codificate dalla norma UNI 8458/1983 MARMI PIETRE GRANITI TRAVERTINI materiali lucidabili materiali NON lucidabili La linea di demarcazione

Dettagli

ALTO TREVIGIANO SERVIZI S.r.l. Pag. 1

ALTO TREVIGIANO SERVIZI S.r.l. Pag. 1 ALTO TREVIGIANO SERVIZI S.r.l. Pag. 1 CONDOTTA CORNUDA SALVATRONDA COLLETTORE PRIMARIO DEL BACINO SCOLANTE DELLA LAGUNA DI VENEZIA STRALCIO I PROGETTO ESECUTIVO RELAZIONE GEOLOGICO - GEOTECNICA DATA FEBBRAIO

Dettagli

PETROGRAFIA Manuale per lo studio delle rocce in sezione sottile

PETROGRAFIA Manuale per lo studio delle rocce in sezione sottile PETROGRAFIA Manuale per lo studio delle rocce in sezione sottile v.3.0-2002 di Adriano Nardi - Univ. di Roma La Sapienza AVVERTENZA: l autore non si assume alcuna responsabilità circa eventuali danni morali

Dettagli

Carte del grado di alterazione in rocce cristalline: aspetti metodologici ed applicativi

Carte del grado di alterazione in rocce cristalline: aspetti metodologici ed applicativi CICLO DI SEMINARI RICERCA, ALTA FORMAZIONE E MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO IN CALABRIA Università della Calabria Novembre 2009 Giugno 2010 Carte del grado di alterazione in rocce cristalline: aspetti

Dettagli

INTRODUZIONE SCHEDE RACCOLTA DATI PER LA QUALIFICAZIONE SPEDITIVA DEI MATERIALI

INTRODUZIONE SCHEDE RACCOLTA DATI PER LA QUALIFICAZIONE SPEDITIVA DEI MATERIALI INTRODUZIONE SCHEDE RACCOLTA DATI PER LA QUALIFICAZIONE SPEDITIVA DEI MATERIALI Il presente documento contiene due schede (e relativi allegati e istruzioni) predisposte per un "rilievo a vista" dei materiali

Dettagli

Indice. Presentazione

Indice. Presentazione ROMANE 28-02-2007 16:20 Pagina VII Prefazione Presentazione XIII XVIII Capitolo 1 I leganti e il loro impiego nel settore delle costruzioni 1.1 Introduzione 1 1.2 Leganti aerei e idraulici 2 1.3 Il gesso

Dettagli

Le Malte. Nella tabella seguente i materiali leganti vengono elencati in base a questa definizione:

Le Malte. Nella tabella seguente i materiali leganti vengono elencati in base a questa definizione: Le Malte Dal punto di vista micro-strutturale una malta può considerarsi un materiale abbastanza simile ad una roccia sedimentaria clastica nella quale i clasti sono costituiti dai granuli (o dai singoli

Dettagli

INTERPRETAZIONE PETROLOGICA DELLA ROCCIA A CORDIERITE E ALLUMINO-SILICATI DELLA CAVA DI CELLERE (VT)

INTERPRETAZIONE PETROLOGICA DELLA ROCCIA A CORDIERITE E ALLUMINO-SILICATI DELLA CAVA DI CELLERE (VT) INTERPRETAZIONE PETROLOGICA DELLA ROCCIA A CORDIERITE E ALLUMINO-SILICATI DELLA CAVA DI CELLERE (VT) Francesco Radica Dipartimento di Scienze Geologiche, Università Roma Tre, Largo S. L. Murialdo 1, 00146

Dettagli

Scheda edificio via S. Sofia 33 - Milano

Scheda edificio via S. Sofia 33 - Milano S. Sofia 33 - Milano Data prestazione: 2000-2001 Committente: Condominio via S. Sofia, 33 - Milano Professionista incaricato: Ing. Roberto Dell Acqua Bellavitis e Ing. Filippo Dell Acqua Bellavitis, via

Dettagli

LE ROCCE. ROCCIA: aggregato naturale di minerali di diversa natura. Rocce eterogenee: costituite da più specie di minerali (es. granito).

LE ROCCE. ROCCIA: aggregato naturale di minerali di diversa natura. Rocce eterogenee: costituite da più specie di minerali (es. granito). LE ROCCE ROCCIA: aggregato naturale di minerali di diversa natura Rocce omogenee: costituite da un solo tipo di minerale (es. roccia gessosa, roccia calcarea, salgemma). Rocce eterogenee: costituite da

Dettagli

UTILIZZO DELLA CERAMIC SAND NELLE INDUSTRIE CERAMICHE: RISULTATI, PROBLEMI E SOLUZIONI

UTILIZZO DELLA CERAMIC SAND NELLE INDUSTRIE CERAMICHE: RISULTATI, PROBLEMI E SOLUZIONI UTILIZZO DELLA CERAMIC SAND NELLE INDUSTRIE CERAMICHE: RISULTATI, PROBLEMI E SOLUZIONI **************** ESEMPIO DELL IMPIEGO DI VETRO ADDIZIONATO AD UN FELDSPATO SODICO-POTASSICO (GS6) IN UNA PRODUZIONE

Dettagli

Parte II. Metamorfismo e Deformazione: Evoluzione della Crosta. Classificazione delle Rocce Metamorfiche. protolito). metamorfico.

Parte II. Metamorfismo e Deformazione: Evoluzione della Crosta. Classificazione delle Rocce Metamorfiche. protolito). metamorfico. Metamorfismo e Deformazione: Evoluzione della Crosta Parte II Classificazione delle Rocce Metamorfiche Il nome di una roccia metamorfica in genere si basa sul quello che la roccia era prima di essere metamorfosata

Dettagli

Le graniglie sono classificabili, secondo il materiale di cui sono composte, come segue :

Le graniglie sono classificabili, secondo il materiale di cui sono composte, come segue : Cos è la graniglia? L utensile della granigliatrice : la graniglia La graniglia è praticamente l utensile della granigliatrice: si presenta come una polvere costituita da un gran numero di particelle aventi

Dettagli

Il calcestruzzo è un conglomerato formato da cemento, acqua e aggregati (ghiaia, pietrisco, sabbia). E il materiale da costruzione più largamente

Il calcestruzzo è un conglomerato formato da cemento, acqua e aggregati (ghiaia, pietrisco, sabbia). E il materiale da costruzione più largamente Il calcestruzzo Il calcestruzzo è un conglomerato formato da cemento, acqua e aggregati (ghiaia, pietrisco, sabbia). E il materiale da costruzione più largamente impiegato nel mondo. Costi calcestruzzo

Dettagli

Prefazione. Le rocce della Liguria. introduzione

Prefazione. Le rocce della Liguria. introduzione Prefazione di Maurizio Burlando (Direttore Parco del Beigua; European & Global Geopark; Coordinatore Nazionale Forum dei Geoparchi Italiani) Negli ultimi decenni l attenzione per il patrimonio geologico

Dettagli

AZIENDE E MATERIALI DEL DISTRETTO

AZIENDE E MATERIALI DEL DISTRETTO DOCUMENTO TECNICO N 1/2009 AZIENDE E MATERIALI DEL DISTRETTO PREMESSA Con la costituzione del Coordinamento del Distretto del porfido e della pietra trentina si è attivato il coordinamento del settore

Dettagli

Cap. 10 I minerali. Fig.1. Fig. 3. Fig. 4. Fig. 5. Fig. 6. Fig. 7. Dollaro di marcasite fossile

Cap. 10 I minerali. Fig.1. Fig. 3. Fig. 4. Fig. 5. Fig. 6. Fig. 7. Dollaro di marcasite fossile Cap. 10 I minerali 10.1 La crosta terrestre La crosta terrestre è la copertura rocciosa più superficiale della Terra, è relativamente sottile con uno spessore che varia dai 5 Km, nei fondali oceanici,

Dettagli

Il Castello del borgo di Grotteria tracce di storia medioevale fra gli affioramenti messiniani della Locride, Calabria Jonica Meridionale.

Il Castello del borgo di Grotteria tracce di storia medioevale fra gli affioramenti messiniani della Locride, Calabria Jonica Meridionale. Il Castello del borgo di Grotteria tracce di storia medioevale fra gli affioramenti messiniani della Locride, Calabria Jonica Meridionale. Angela Alfieri, Domenico Carrà, Giuseppe Lanzo, Domenico Monteleone,

Dettagli

Lezione 15 metodi di analisi termici legati alla separazione di fase. Separazione di fase. Fasi della materia: solido, liquido, gas

Lezione 15 metodi di analisi termici legati alla separazione di fase. Separazione di fase. Fasi della materia: solido, liquido, gas Lezione 15 metodi di analisi termici legati alla separazione di fase Separazione di fase Fasi della materia: solido, liquido, gas SOLIDO Scioglimento solidificazione LIQUIDO evaporazione condensazione

Dettagli

Area Comunicazione VETRO COS' E ' COmE SI RaCCOGLIE. COSa diventa

Area Comunicazione VETRO COS' E ' COmE SI RaCCOGLIE. COSa diventa Area Comunicazione VETRO COS' E ' COmE SI RaCCOGLIE COSa diventa IL VETRO Questo importantissimo materiale si realizza con un minerale che si chiama silicio che si trova anche nella sabbia del mare. Riciclando

Dettagli

Relatore: Prof. Luigi Carmignani. Tesi di Laurea di: Virginia Strati. Correlatore: Dr. Fabio Mantovani

Relatore: Prof. Luigi Carmignani. Tesi di Laurea di: Virginia Strati. Correlatore: Dr. Fabio Mantovani UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Geologiche Analisi del contenuto di radioattività delle principali

Dettagli

Terme, con delibera della G.M. N 133 del 26 febbraio 2002, per la redazione della

Terme, con delibera della G.M. N 133 del 26 febbraio 2002, per la redazione della INTEGRAZIONE ALLE INDAGINI GEOGNOSTICHE E RIVISITAZIONE DEL MODELLO GEOLOGIGICO RELATIVAMENTE ALL URBANIZZAZIONE DEL PIP COMMERCIALE 1 LOTTO FUNZIONALE I sottoscritti geologi Anna Garippa e Gianluca Tullio,

Dettagli

Le pietre da costruzione

Le pietre da costruzione 1 Le pietre da costruzione La maggior parte delle rocce presenti sulla crosta terrestre può essere usata come materiale da costruzione. Tra quelle non adatte possiamo ricordare alcune rocce sedimentarie

Dettagli

PORFIDO TRENTINO E PIETRE DA COSTRUZIONE Porfidi e pietre naturali per valorizzare la vostra città.

PORFIDO TRENTINO E PIETRE DA COSTRUZIONE Porfidi e pietre naturali per valorizzare la vostra città. PORFIDO TRENTINO E PIETRE DA COSTRUZIONE Porfidi e pietre naturali per valorizzare la vostra città. PAVIMENTAZIONI E RIVESTIMENTI ESTERNI Lavorazioni in pietra per tutte le vostre esigenze. PORFIDO TRENTINO

Dettagli

Inquadramento geografico e geologico

Inquadramento geografico e geologico RELAZIONE Premessa Nell ambito del progetto di rinaturazione e ripascimento di un tratto di costa compreso tra La Maddalena Spiaggia e Cala d Orri, lungo il litorale di Capoterra (Ca), è stata eseguita

Dettagli

LA FRAZIONE SOLIDA INORGANICA

LA FRAZIONE SOLIDA INORGANICA LA FRAZIONE SOLIDA INORGANICA ROCCE MINERALI Classe Alogenuri Solfati Solfuri Ossidi ed idrossidi (Al, Fe, Mn, Ti) Carbonati Nitrati Fosfati Silicati (fillosilicati) Minerale Cloruro di sodio Gesso Pirite

Dettagli

CAPITOLO 1 ORIGINE E STRUTTURA DEI TERRENI

CAPITOLO 1 ORIGINE E STRUTTURA DEI TERRENI 1.1 Origine dei terreni CAITOLO 1 I terreni derivano dai processi di alterazione fisica e chimica delle rocce. I processi di alterazione di natura fisica o meccanica producono una disgregazione delle rocce

Dettagli

Struttura e geometria cristallina

Struttura e geometria cristallina Struttura e geometria cristallina Descrizione macroscopica e microscopica Nello studio delle proprietà fisiche della materia è utile distinguere tra descrizione microscopica e descrizione macroscopica

Dettagli

PHILLIPSITE E CABASITE DI MONTE CAVALLUCCIO (CAMPAGNANO-RM)

PHILLIPSITE E CABASITE DI MONTE CAVALLUCCIO (CAMPAGNANO-RM) LIBRO_ok_Layout 1 11/07/14 17.34 Pagina 62 PHILLIPSITE E CABASITE DI MONTE CAVALLUCCIO (CAMPAGNANO-RM) Roberto Pucci Gruppo Mineralogico Romano Riassunto M.te Cavalluccio (Campagnano, RM) è un piccolo

Dettagli

Caratterizzazione del particolato organico e inorganico allo scarico del reattore ISOTHERM PWR

Caratterizzazione del particolato organico e inorganico allo scarico del reattore ISOTHERM PWR Caratterizzazione del particolato organico e inorganico allo scarico del reattore ISOTHERM PWR Antonio D Alessio, Andrea D Anna Report RSE/29/97 Ente per le Nuove tecnologie, l Energia e l Ambiente RICERCA

Dettagli

CATALOGO DEI MATERIALI DA UTILIZZARSI PER LE LAPIDI E COPRITOMBA NEI CAMPI COMUNI A SOSTITUZIONE DEI CIPPI COMUNALI

CATALOGO DEI MATERIALI DA UTILIZZARSI PER LE LAPIDI E COPRITOMBA NEI CAMPI COMUNI A SOSTITUZIONE DEI CIPPI COMUNALI CATALOGO DEI MATERIALI DA UTILIZZARSI PER LE LAPIDI E COPRITOMBA NEI CAMPI COMUNI A SOSTITUZIONE DEI CIPPI COMUNALI APPROVATO CON DELIBERAZIONE DEL C.d.A. DI AGEC N 117 DEL 30 AGOSTO 2005 COME PREVISTO

Dettagli

DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE (art.4 CPR 305/2011)

DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE (art.4 CPR 305/2011) 1) Codice di identificazione unico: 0/4-GF 85 2) Numero di tipo: SABBIA ASTICO 3) Uso previsto di prodotto: UNI EN 12620- Aggregati per calcestruzzo; rilasciato il Certificato di conformità del controllo

Dettagli

CAROBBIO S.R.L. Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

CAROBBIO S.R.L. Errore. L'origine riferimento non è stata trovata. studio associato Via Giorgio e Guido Paglia, n 21 24122 BERGAMO e-mail: bergamo@eurogeo.net Tel. +39 035 248689 +39 035 271216 Fax +39 035 271216 CAROBBIO S.R.L. REL.1-24/06/11 Errore. L'origine riferimento

Dettagli

01 ottobre 2012 Boiacche da iniezione per il consolidamento di murature e intonaci anche affrescati

01 ottobre 2012 Boiacche da iniezione per il consolidamento di murature e intonaci anche affrescati Materiali innovativi per il restauro. La ricerca scientifica alla base dell innovazione dei prodotti per il recupero e la conservazione e manutenzione di edifici monumentali 01 ottobre 2012 Boiacche da

Dettagli

INDICE ALLEGATI - UBICAZIONE INDAGINI GEOGNOSTICHE - GRAFICI PROVE PENETROMETRICHE

INDICE ALLEGATI - UBICAZIONE INDAGINI GEOGNOSTICHE - GRAFICI PROVE PENETROMETRICHE INDICE 1. PREMESSA E SCOPO DEL LAVORO... 2 2. INQUADRAMENTO GEOLOGICO GEOMORFOLOGICO... 3 3. INQUADRAMENTO IDROGEOLOGICO ED IDROLOGICO... 4 4. CLASSIFICAZIONE SISMICA... 5 4.1 OPCM 20 marzo 2003... 5 4.2

Dettagli

LE ROCCE. Tali processi fanno parte del ciclo litogenetico di cui rappresentano stadi distinti:

LE ROCCE. Tali processi fanno parte del ciclo litogenetico di cui rappresentano stadi distinti: LE ROCCE Una roccia può essere genericamente definita come un aggregato naturale di minerali differenti (rocce polimineraliche), ma esistono rocce costituite per la quasi totalità della sua massa da un

Dettagli

Caratteristiche dell'acqua nei comuni di Storo e Bondone.

Caratteristiche dell'acqua nei comuni di Storo e Bondone. Caratteristiche dell'acqua nei comuni di Storo e Bondone. Nei Comuni di Storo e Bondone viene analizzata regolarmente l acqua degli acquedotti per assicurarsi che rispetti i limiti stabiliti dal Decreto

Dettagli

Struttura interna della terra

Struttura interna della terra Struttura interna della terra Silicati di alluminio ferro e magnesio Silicati di ferro e magnesio Ferro e nichel 2 Crosta continentale Silicati di alluminio Rocce leggere Basalti di ferro e magnesio Rocce

Dettagli

LEAD-COLOURED LEAD-FREE

LEAD-COLOURED LEAD-FREE PROGETTO LIFE09 ENV/IT/000427 Replacement of toxic lead compounds by new non-toxic substitutes as brilliant aid agent in polychromatic glazes LEAD-COLOURED LEAD-FREE FINAL REPORT Coordinating beneficiary:

Dettagli

Corso di Geologia Applicata

Corso di Geologia Applicata Laura Ercoli- Dispense del Corso di Geologia Applicata UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI PALERMO DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE, AMBIENTALE AEROSPAZIALE E DEI MATERIALI- Viale delle Scienze EDIFICIO 8 90128

Dettagli

LEGHE FERRO - CARBONIO

LEGHE FERRO - CARBONIO LEGHE FERRO - CARBONIO Le leghe binarie ferro-carbonio comprendono gli acciai ordinari e le ghise. Come già studiato gli acciai hanno percentuale di carbonio tra 0,008 e 2,06, le ghise tra 2,06 e 6,67.

Dettagli

Mineralogia e petrografia delle rocce groenlandesi del fiordo di Sermelik. Riassunto

Mineralogia e petrografia delle rocce groenlandesi del fiordo di Sermelik. Riassunto Mineralogia e petrografia delle rocce groenlandesi del fiordo di Sermelik 1 IEZZI Gianluca, 2 D AMICODATRI Giovanni, 2 DEL VECCHIO Alessandro, 2 MENICUCCI Lorenzo, 1 DI SABATINO Bruno, 3 PELUZZI Davide

Dettagli

PROGETTO DEFINITIVO - ESECUTIVO Alluvione maggio 2008. S.P. 258 di Indritto. Adeguamento ponticello sul rio Combette in comune di Villar Pellice

PROGETTO DEFINITIVO - ESECUTIVO Alluvione maggio 2008. S.P. 258 di Indritto. Adeguamento ponticello sul rio Combette in comune di Villar Pellice INDICE 1. PREMESSA... 2 2. INQUADRAMENTO TERRITORIALE DELL AREA D INTERESSE... 3 2.1 INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E IDROGRAFICO... 3 3. CARATTERI GEOLOGICI E GEOMORFOLOGICI GENERALI... 5 3.1 INQUADRAMENTO

Dettagli

Un minerale è un corpo solido che si trova allo stato naturale, formatosi tramite un processo inorganico. Si conoscono più di 3.500 specie.

Un minerale è un corpo solido che si trova allo stato naturale, formatosi tramite un processo inorganico. Si conoscono più di 3.500 specie. minerali Un minerale è un corpo solido che si trova allo stato naturale, formatosi tramite un processo inorganico. Si conoscono più di 3.500 specie. quarzo rosa aragonite Caratteristiche di un minerale:

Dettagli

MENSA UNIVERSITARIA CAMMEO VIALE CAMMEO n. 51 - PISA A4 RELAZIONE SUI MATERIALI IMPIEGATI

MENSA UNIVERSITARIA CAMMEO VIALE CAMMEO n. 51 - PISA A4 RELAZIONE SUI MATERIALI IMPIEGATI Claudio Barandoni Pisa 01/07/2015 Ingegnere Civile Edile Dottore di Ricerca in Materiali e strutture per L Architettura Via F. Rismondo, 39 56123 PISA MENSA UNIVERSITARIA CAMMEO VIALE CAMMEO n. 51 - PISA

Dettagli

LE PIETRE VERDI IN ITALIA

LE PIETRE VERDI IN ITALIA LE PIETRE VERDI IN ITALIA Generalità Nella Legge 257/92 era previsto (art.10) che le Regioni realizzassero il censimento dei siti interessati dalle attività di estrazione dell amianto. Nelle successive

Dettagli

Classificazione della materia: Sostanze pure e miscugli

Classificazione della materia: Sostanze pure e miscugli Classificazione della materia: Sostanze pure e miscugli la composizione e quindi le proprietà intensive sono le stesse in ogni parte del sistema La composizione e le proprietà intensive variano da una

Dettagli

LE ROCCE IN GEOLOGIA, ORIGINE E CLASSIFICAZIONE

LE ROCCE IN GEOLOGIA, ORIGINE E CLASSIFICAZIONE ASSOCIAZIONE MARMISTI DELLA REGIONE LOMBARDIA galleria gandhi 15-20017 Rho MI - tel 02 939 00 740/750 fax 02 939 00 727 - info@assomarmistilombardia.it - www.assomarmistilombardia.it per gentile concessione

Dettagli

Amministrazione Provinciale di Siena - Ufficio di Piano per il PTCP ALLEGATO 4:

Amministrazione Provinciale di Siena - Ufficio di Piano per il PTCP ALLEGATO 4: ALLEGATO 4: STABILITÀ DEI VERSANTI: METODOLOGIA DA ADOTTARE COME STANDARD PROVINCIALE PER LA REALIZZAZIONE DELLA CARTA DELLA STABILITÀ POTENZIALE INTEGRATA DEI VERSANTI AI SENSI DELLA DCR 94/85. Allegato

Dettagli

LE CLASSI CERAMICHE. SITUAZIONE DEGLI STUDI

LE CLASSI CERAMICHE. SITUAZIONE DEGLI STUDI CNR - ISTITUTO DI SCIENZA E TECNOLOGIA DEI MATERIALI CERAMICI FAENZA SOPRINTENDENZA SPECIALE AI BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA PALAZZO MASSIMO ALLE TERME - ROMA LE CLASSI CERAMICHE. SITUAZIONE DEGLI STUDI Atti

Dettagli

INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO

INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO Il territorio comunale di Capestrano è compreso, dal punto di vista cartografico, nel Foglio della Carta Geologica di Italia n. 146 Sulmona scala 1 : 100.000 e nel Foglio della

Dettagli

TORRE GHIRLANDINA MODENA

TORRE GHIRLANDINA MODENA TORRE GHIRLANDINA MODENA INDAGINI DI LABORATORIO SU CAMPIONI PRELEVATI DAL PARAMENTO LAPIDEO ESTERNO COMMITTENTE: COMUNE DI MODENA pag. 2 INDICE 1. PREMESSA pag. 2. PROSPETTO DELLE ANALISI ESEGUITE pag.

Dettagli

Accenniamo brevemente ai vari tipi di frese meccanizzate, utilizzate in accordo con le caratteristiche geomeccaniche del mezzo da scavare.

Accenniamo brevemente ai vari tipi di frese meccanizzate, utilizzate in accordo con le caratteristiche geomeccaniche del mezzo da scavare. Articolo su tecnologia TBM per rivista GALLERIE EARTH PRESSURE BALANCE MACHINE Breve cenno sull utilizzo dello scudo meccanizzato a pressione bilanciata nello scavo delle gallerie e sulla funzione della

Dettagli

CERAMICHE INVETRIATE DAL

CERAMICHE INVETRIATE DAL CERAMICHE INVETRIATE DAL CASTRUM DI SAN NICETO (RC): PRIMI RISULTATI DELLE ANALISI TIPOLOGICHE E MINERO-PETROGRAFICHE di GIUSEPPE ALESSANDRO BRUNO, CLAUDIO CAPELLI, ADELE COSCARELLA LINEE DELLA RICERCA

Dettagli

CAPITOLATO DI FORNITURA PER CONTENITORI VETRO SPECIALE

CAPITOLATO DI FORNITURA PER CONTENITORI VETRO SPECIALE CAPITOLATO DI FORNITURA PER CONTENITORI VETRO SPECIALE - Pagina 1 ver. 2012-04-18 Requisiti generali I contenitori di vetro devono risultare per composizione e caratteristiche chimiche conformi a quanto

Dettagli

FACIES METAMORFICHE ED ASSOCIAZIONI MINERALOGICHE STABILI NELLE ROCCE METAMORFICHE

FACIES METAMORFICHE ED ASSOCIAZIONI MINERALOGICHE STABILI NELLE ROCCE METAMORFICHE Complementi di Petrografia N.O Scienze Geologiche, Lezione n. 6 FACIES METAMORFICHE ED ASSOCIAZIONI MINERALOGICHE STABILI NELLE ROCCE METAMORFICHE 1. Grado metamorfico e facies metamorfiche 1.1. Distribuzione

Dettagli

INDAGINE GEOTECNICA DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE

INDAGINE GEOTECNICA DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE PIEMME s.r.l. INGEGNERIA E COSTRUZIONI Nuova costruzione di edifici plurifamiliari in Via Goldoni 31 a Varese INDAGINE GEOTECNICA DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE N. Riferimento: 05-008 Data: Febb. 2005

Dettagli

3.INDAGINI PETROGRAFICHE E MICROSTRUTTURALI

3.INDAGINI PETROGRAFICHE E MICROSTRUTTURALI 3.INDAGINI PETROGRAFICHE E MICROSTRUTTURALI 3.1.CONSIDERAZIONI PRELIMINARI Le indagini microscopiche sono state condotte su una selezione di 76 campioni ritenuta più rappresentativa possibile dei litotipi

Dettagli

10 Un frammento delle Alpi

10 Un frammento delle Alpi 74 ESCURSIONE 10 Un frammento delle Alpi in Calabria: «coast to coast» dal Tirreno allo Ionio ITINERARI GEOLOGICI ATTRAVERSO L ITALIA I T E M I S C I E N T I F I C I Le metamorfiche e magmatiche della

Dettagli

Università degli Studi di Parma. Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra. Corso di Laurea Triennale in Scienze Geologiche (L34)

Università degli Studi di Parma. Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra. Corso di Laurea Triennale in Scienze Geologiche (L34) Università degli Studi di Parma Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra Corso di Laurea Triennale in Scienze Geologiche (L34) Proposte per la realizzazione di Tirocinio e Prova Finale A.A. 2014-2015

Dettagli

https://bioslab.unile.it/courses.html

https://bioslab.unile.it/courses.html https://bioslab.unile.it/courses.html dal Brisi-Borlera (pg. 172-267) LEGANTI: Conglomerati Cementizi CONGLOMERATI CEMENTIZI LEGANTI: Conglomerati Cementizi CALCESTRUZZO (CLS) ARMATO L unione di questi

Dettagli

CINQUE BOCCALI DI MAIOLICA ARCAICA DA UN POZZO IN PIAZZA MARCONI A BRESCELLO (RE)

CINQUE BOCCALI DI MAIOLICA ARCAICA DA UN POZZO IN PIAZZA MARCONI A BRESCELLO (RE) Ivan Chiesi 181 CINQUE BOCCALI DI MAIOLICA ARCAICA DA UN POZZO IN PIAZZA MARCONI A BRESCELLO (RE) Ivan Chiesi LO SCAVO Lavori edili eseguiti dalla ditta Bonini e Bussolati di Parma nel comparto N-E del

Dettagli

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA POLVERI SILICOTIGENE NELLE ATTIVITÀ DI SCAVO DI GALLERIE

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA POLVERI SILICOTIGENE NELLE ATTIVITÀ DI SCAVO DI GALLERIE VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA POLVERI SILICOTIGENE NELLE ATTIVITÀ DI SCAVO DI GALLERIE. L ESPERIENZA CONTARP NEL TRATTO AUTOSTRADALE DELLA A3 SALERNO-REGGIO CALABRIA S. BUSONERO 1, G. GARGARO 2, M. MECCHIA

Dettagli

Catena alpino-himalayana

Catena alpino-himalayana Catena alpino-himalayana Stadi di evoluzione nella formazione delle Alpi Paleogeografia 150 Milioni di anni fa (Giurassico) L Atlantico settentrionale non era ancora aperto e il mare Tethys (oceano Ligure-piemontese

Dettagli

Corso di aggiornamento su rocce, minerali e fossili della Regione Marche

Corso di aggiornamento su rocce, minerali e fossili della Regione Marche Corso di aggiornamento su rocce, minerali e fossili della Regione Marche Progetto ISS Fermo, 23 Maggio 2011 Prof Pierluigi Stroppa Oro nativo Malachite Rosa del deserto Un minerale è una sostanza naturale

Dettagli

MIX DESIGN. b) Esigenze esecutive (lavorabilità, organizzazione del cantiere, modalità di getto, ecc;

MIX DESIGN. b) Esigenze esecutive (lavorabilità, organizzazione del cantiere, modalità di getto, ecc; MIX DESIGN PROCEDIMENTO PER IL CALCOLO DELLA COMPOSIZIONE DEL CLS IN TERMINI DI QUANTITA DI CEMENTO, DI ACQUA, E DI INERTI (SABBIA, GHIAIA, GHIAINO, ETC) PER m 3 CI CLS, A PARTIRE DA: a) Proprietà ingegneristiche

Dettagli

ATLANTE DEI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO

ATLANTE DEI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO ATLANTE DEI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO Documento estratto dal Manuale interno di istruzione per la raccolta e la trasmissione di campioni per analisi di fibre: microscopia ottica ed elettronica. Contarp

Dettagli

Indice Capitolo 1 I leganti e il loro impiego nel settore delle costruzioni Capitolo 2 Il cemento Portland, le aggiunte minerali e i cementi comuni

Indice Capitolo 1 I leganti e il loro impiego nel settore delle costruzioni Capitolo 2 Il cemento Portland, le aggiunte minerali e i cementi comuni Indice Capitolo 1 I leganti e il loro impiego nel settore delle costruzioni 1.1 Introduzione 1.2 Leganti aerei e idraulici 1.3 Il gesso 1.4 La calce aerea 1.5 Le calci idrauliche 1.6 Dalle calci idrauliche

Dettagli

10.1 Analisi litostratigrafica e zonazione litotecnica dell area

10.1 Analisi litostratigrafica e zonazione litotecnica dell area 10. RICONOSCIMENTO E LOCALIZZAZIONE DELLE DIFFERENTI STRUTTURE 1D PRESENTI ALL INTERNO DEL CENTRO STORICO DELLA CITTÀ DI PALERMO: EFFETTI ATTESI SULLA RISPOSTA SISMICA LOCALE R. Catalano, M.S. Giammarinaro

Dettagli

INDICE GENERALE CHIMICA ORGANICA

INDICE GENERALE CHIMICA ORGANICA Indice 1 INDICE GENERALE 1. CHIMICA GENERALE E ORGANICA CHIMICA GENERALE STRUTTURA DELL ATOMO PAG. 1 TAVOLA PERIODICA PAG. 7 PROPRIETÀ PERIODICHE PAG. 9 LEGAMI CHIMICI PAG. 11 MOLECOLE E CRISTALLI PAG.

Dettagli

Per contribuire alla comprensione degli effetti

Per contribuire alla comprensione degli effetti Caratterizzazione morfologica e chimica delle polveri sottili in alcune realtà umbre Luca Barcherini, David Cappelletti, Laura Cartechini, Fabio Marmottini, Beatrice Moroni, Francesco Scardazza Lo studio

Dettagli

Sassi, rocce e minerali

Sassi, rocce e minerali SCIENZE La Terra Osservare i sassi, studiarne la forma, il colore, la durezza, la texture significa entrare in relazione con la storia della Terra: i sassi portano con loro la memoria e i segni del tempo.

Dettagli

Durezza è la resistenza che ha un minerale nell'opporsi alla scalfittura. utilizzata la scala di Mohs.

Durezza è la resistenza che ha un minerale nell'opporsi alla scalfittura. utilizzata la scala di Mohs. PROPRIETA FISICHE DEI MINERALI Densità g/cm 3 Durezza è la resistenza che ha un minerale nell'opporsi alla scalfittura. utilizzata la scala di Mohs. Sfaldatura: proprietà di rompersi più facilmente lungo

Dettagli

Val Lena, versante Sud del Monte Colombè e cima Barbignaga

Val Lena, versante Sud del Monte Colombè e cima Barbignaga Di Giancarlo Val Lena, versante Sud del Monte Colombè e cima Barbignaga Breve inquadramento geologico Tutta l area oggetto della presente relazione è costituita da un ripido pendio che da quote attorno

Dettagli

UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI PAVIA

UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI PAVIA UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI PAVIA CARATTERIZZAZIONE E PROVENIENZA DI MATERIALI DI INTERESSE ARCHEOLOGICO Massimo Oddone Istituto C.N.R. per l Energetica e le Interfasi, Sezione di Pavia Dipartimento di Chimica

Dettagli