B.2: Opere di protezione e consolidamento superficiale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "B.2: Opere di protezione e consolidamento superficiale"

Transcript

1 B.2: Opere di protezione e consolidamento superficiale Queste tipologie di opere riguardano il consolidamento e la stabilizzazione dei versanti attraverso il contenimento delle coltri di terreno più superficiali. Per ottenere questo obiettivo si sfruttano le capacità antierosive delle piante cercando di ottenere un ripristino della vegetazione sulla scarpata, con tecniche di ingegneria naturalistica. Seguendo la classificazione introdotta da Schiechtl (1986) si possono distinguere gli interventi di bioingegneria applicati alla protezione e al consolidamento superficiale in tre diversi gruppi: 1. INTERVENTI DI RIVESTIMENTO O DI COPERTURA, hanno lo scopo fondamentale di proteggere il terreno dall erosione superficiale dovuta alle piogge intense, dal ruscellamento superficiale, dal vento e dal gelo. Questi metodi vengono utilizzati dove è necessaria una protezione rapida, agente in superficie per garantire lo sviluppo di una copertura vegetale del terreno, permettendo il miglioramento del bilancio idrico e termico del pendio. 2. SISTEMAZIONI STABILIZZANTI sono impiegati laddove si temano movimenti franosi, all interno del pendio da consolidare. Le specie vegetali sono chiamate a stabilizzare e a consolidare il terreno in profondità grazie alla compenetrazione delle radici, e alla sottrazione di acqua dal terreno. L effetto dell intervento dipende dal tipo di specie impiegata e dalla modalità di esecuzione dell intervento, in particolare dalla profondità raggiunta e dalla densità dell impianto. Spesso queste tecniche vengono combinate con gli interventi di rivestimento e copertura, in questo modo le specie piantate vengono protette dal rotolamento di massi e dai fenomeni di erosione che si hanno su un pendio non vegetato. Solitamente quando si affronta il problema della stabilità di una scarpata si ricorre a interventi combinati, in cui gli elementi costruttivi vivi utilizzati per la copertura della scarpata o con funzioni stabilizzanti vengono affiancati ad altri materiali come il legname e materiali inerti. Nelle prime fasi della realizzazione dell opera sono proprio le strutture realizzate con questi materiali che stabilizzano il versante, mentre con il passare del tempo, quando si ottiene la radicazione e la crescita delle piante, si ottiene un miglioramento della stabilità globale del pendio e un miglior inserimento nel contesto ambientale. In ogni caso, ognuna delle tecniche esposte può essere completata con interventi di tipo complementare allo scopo di arricchire e differenziare in senso floristico le associazioni vegetali pioniere che sono state impiantate per stabilizzare il versante. B.2.1: Interventi di rivestimento e di copertura: semine La protezione delle zone in erosione mediante la sola semina di specie erbacee viene utilizzata solo su frane ed erosioni superficiali, su pendii caratterizzati da pendenze non molto elevate. In genere le semine vengono combinate con gli interventi di tipo stabilizzante, fatta eccezione per le zone più alte. Le semine di specie Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo 73

2 erbose permettono di agire rapidamente sulle superficie consolidando in brevissimo tempo aree minacciate, evitando l erosione di altre superficie e sono preparatorie per altre tecniche quali i cespugliamenti e rimboschimenti. Per la semina di specie erbacee si possono adottare diverse metodologie: semina con miscugli di specie ottenibili sul mercato o con fiorume semina con il metodo nero-verde o con il sistema Schiechteln semina con reti antierosive idrosemina Per tutti i metodi di semina è importante l utilizzo di miscugli di inerbimento adatti, che non siamo troppo ricchi di specie aggressive con ciclo vegetativo troppo rapido, poiché queste esercitano una forte concorrenza nei confronti di specie a più lenta germinazione e crescita, che rappresentano però lo stato finale della copertura erbacea. Non è possibile nemmeno il miscuglio in base ai rilievi vegetazionali in aree limitrofe, essendo le associazioni qui presenti lo stadio ecologicamente evoluto in quelle zone e mancando invece le specie pioniere. B.2.1.1: Semina di miscugli di specie ottenibili sul mercato o con fiorume Questa tecnica è utilizzabile solo su terreni accidentati, a debole pendenza, nelle situazioni in cui la pioggia non è in grado di dilavare il terreno e di asportare il seme. In genere si utilizzano circa 0,5 1 kg/m 2 di fiorume o g/m 2 di semente. Per evitare che i semi vengano portati via dal vento l operazione di spargimento va fatta su terreno bagnato. La semina può essere durante tutto il periodo vegetativo, il periodo migliore è l inizio dell estate. Per quanta riguarda il fiorume (residui ricchi di semi provenienti dai depositi di fieno), esso può essere procacciato solo in piccole quantità nelle situazioni in cui nelle vicinanze del cantiere si trovino dei prati sfalciabili. Quindi questo intervento viene impiegato solo nelle regioni alpine, in genere al di sopra del limite della foresta allo scopo di ottenere un associazione vegetale ricca di specie.per favorire le semine con fiorume si usa mischiare i semi con altri sementi in commercio in modo tale da ottenere un pronto sviluppo della coltre erbosa, che altrimenti fa fatica a crescere per la mancanza di specie pioniere all interno del fiorume stesso. Il metodo della semplice semina per spaglio viene applicato in genere solo su piccole superficie, in quanto non fornisce risultati soddisfacenti ed immediati a causa dell esposizione della superficie ai fenomeni di dilavamento e all azione del vento, nelle situazioni in cui, per mancanza di umidità o a causa delle basse temperature, non si ottiene una rapida germinazione. Terreni a debole pendenza in cui la pioggia non sia in grado di asportare il seme e dilavare il terreno La semina con fiorame viene impiegata solo nelle regioni alpine nei casi in cui nelle vicinanze del cantiere siano presenti prati sfalciabili La semina con fiorume contiene semente che non si trova in commercio e permette di ricostruire associazioni vegetali tipiche della zona. 74 Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo

3 Il fiorume si trova solo in piccole quantità nei casi in cui siano presenti prati sfalciabili nelle immediate vicinanze del cantiere. Inoltre nel fiorume in genere mancano le specie pioniere per i terreni grezzi. B.2.1.2: Semina con il metodo nero verde o con il sistema Schiechteln Questo è il metodo maggiormente utilizzato per il rinverdimento di pendii e scarpate ripide. Nella prima fase del lavoro si cosparge il pendio con paglia in quantità di g/m 2 in modo tale da formare una coltre protettiva su cui poi si esegue la semina a spaglio in quantità di g/m 2 e lo spandimento di concime minerale o organico. Successivamente lo strato di paglia viene ricoperto con uno strato di emulsione bituminosa diluita con acqua, non dannosa per le piante in modo tale da assicurare una protezione dagli agenti atmosferici. L utilizzo del bitume è favorevole soprattutto nelle zone di montagna in cui l assorbimento di calore di questo materiale nero è decisivo per il mantenimento di una temperatura atta a favorire la germinazione dei sementi. Rinverdimento di pendii e scarpate ripidi, semina in zone di montagna, anche su pendii difficilmente accessibili Procedimento semplice, rapido ed economico, Permette il rinverdimento in zone a clima rigido, sfruttando la capacità di assorbimento di calore del materiale bituminoso di colore nero Metodo applicabile per difficili condizioni di terreno e per stazioni ostili alla vegetazione La semina con il metodo nero-verde presenta un rendimento giornaliero più basso rispetto alle idrosemine o alle semine a secco. B.2.1.3: Idrosemina L idrosemina è un metodo utilizzato recentemente in luoghi raggiungibili con mezzi meccanici (raggio d azione di 200 m circa) e consiste nella distribuzione a pressione, con l uso di una pompa, di una poltiglia acquosa contenente i semi, il concime, il substrato organico di protezione (paglia, torba, cellulosa, ecc) e sostanze leganti in modo tale da formare uno strato continuo di spessore di circa 1-3 cm. Questo substrato risulta ideale per la germinazione essendo del tutto simile come effetto al ricoprimento con terreno vegetale, che sulle scarpate più ripide non potrebbe essere realizzato, anche se ha il difetto di rallentare la selezione delle specie seminate. L idrosemina permette di realizzare inerbimenti in modo rapido ed efficace anche nelle zone poco accessibili, come le scarpate stradali molto alte o le scarpate di tipo roccioso difficilmente percorribili a piedi. Questa tecnica dà buoni risultati solo nelle zone migliori, poco esposte al sole e in condizioni di umidità ideali. Nelle altre situazioni, per favorire l attecchimento si può adottare la stesura successiva di paglia e fieno. Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo 75

4 Rinverdimento di pendii e scarpate difficilmente raggiungibili (nel raggio d azione dei macchinari con tubi flessibili, cioè 200 m circa) Rinverdimenti rapidi ed efficaci grazie alla presenza di concime e sostanza organica Permette il rinverdimneto di scarpate rocciose, anche con sassi di grosse dimensioni, difficilmente percorribili a piedi È un metodo applicabile solo per cantieri accessibili dai mezzi meccanici Lo strato di coltre protettiva dei semi ha spessore modesto L attecchimento dà buoni risultati solo nelle zone migliori, poco esposte al sole e con condizioni di umidità ideale B.2.1.4: Semina con reti antierosive È un intervento del tutto simile al metodo nero-verde nella prima parte, mentre la seconda fase prevede un consolidamento meccanico mediante la stesura di una rete di juta, fissata al terreno con tondini di ferro o con paletti in legno. Una variante è l utilizzo di una più economica rete in polietilene che, una volta germinato il prato può essere recuperata e riutilizzata. Lungo il versante possono essere realizzate delle gradonature e la piantagione di specie cespugliose ad ottenere un intervento combinato (vedi scheda). Questa tecnica è molto utilizzata in Provincia di Trento. Rinverdimento di pendii e scarpate accessibili Consolidamento meccanico della scarpata e protezione dall erosione, immediatamente dopo la realizzazione grazie alla presenza della rete; protezione dei semi dall azione di dilavamento della pioggia e dall azione del vento Maggior utilizzo di manodopera, costi maggiori degli altri interventi di semina 76 Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo

5 Semina con reti antierosive eventuale canaletta in terra paglia con semi e concime rete in juta paletti in legno per il fissaggio della rete gradonate con arbusti autoctoni semina specie erbacee B.2.2: Sistemazioni stabilizzanti Le sistemazioni stabilizzanti consistono nell impiego di latifoglie con capacità pollonifera per la stabilizzazione di un pendio e per favorire l insediamento delle specie pioniere in grado di avviare ad una certa successione vegetale. Questi interventi di consolidamento sfruttano l effetto stabilizzante dovuto alla penetrazione delle radici nel terreno e la riduzione del deflusso idrico all interno del pendio. Grazie all impianto più profondo e all uso di piante legnose, spesso riprodotte tramite talee, è possibile ottenere un consolidamento del terreno fino a 2m circa di profondità. Gli interventi di stabilizzazione dei versanti vengono realizzati tramite arbusti ed alberi o con ramaglia degli stessi, disposti linearmente o in modo puntuale. In genere per completare l intervento si ricorre all uso combinato con gli interventi di rivestimento che assicurano una protezione del pendio contro l erosione. Le specie legnose vengono impiegate secondo le seguenti metodologie: 1. semine di specie legnose 2. piantagioni e cespugliamenti con specie radicate 3. cespugliamenti con talee di specie pioniere 4. gradonate o cordonate 5. fascinate 6. viminate o graticciate Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo 77

6 7. fascinata con messa a dimora di specie radicate 8. palizzate 9. grata in legname con elementi vivi B.2.2.1: Semine di specie legnose Le semine di specie legnose:vengono impiegate sui pendii ad alta quota mescolando direttamente le sementi delle specie cespugliose a quelle dell erba. In questo modo i semi delle specie cespugliose vengono protette grazie alla crescita dell erba. Questo permette di ottenere una copertura stabilizzante anche su pendii poco accessibili, franosi con sassi e rocce. Un altro caso in cui viene utilizzata questa tecnica è come intervento complementare su aree già sistemate dal punto di vista naturalistico, in cui però sono presenti dei vuoti o delle aree di discontinuità. La semina può essere fatta a spaglio per i semi più piccoli, a buche per quelli più grossi, a piazzole o a righe. La semina di specie legnose ha lo stesso effetto del naturale rinnovamento del bosco, permette un aumento della varietà delle piante legnose e quindi anche della varietà delle future strutture vegetazionali. Inoltre è un metodo semplice e conveniente che non reca alcun disturbo al terreno e quindi non innesca fenomeni di erosione. Utilizzo combinato di semi di specie erbacee e di piante cespugliose per il rinverdimento di pendii ad alta quota, stabilizzazione di pendii poco accessibili, franosi con rocce e sassi Intervento di completamento su aree già sistemate con interventi di ingegneria naturalistica Stabilizzazione di pendii poco accessibili Ha lo stesso effetto del naturale rinnovamento del bosco, permette un aumento della varietà delle piante legnose e quindi anche della varietà delle future strutture vegetazionali Metodo semplice e conveniente che non reca alcun disturbo al terreno e quindi non innesca fenomeni di erosione La semina di specie legnose è più vantaggiosa della piantagione per quanto riguarda la radicazione profonda delle piante e provoca un azione di disturbo al terreno minore e quindi un minor pericolo di erosione, ed una migliore selezione, a causa del più elevato numero di individui È un procedimento di lavoro intensivo che non può essere meccanizzato senza perdite qualitative (fatta eccezione per l idrosemina e la semina con coltre protettiva) B.2.2.2: Piantagioni e cespugliamenti con specie radicate L intervento consiste nella piantagione e nel cespugliamento con specie radicate pioniere, ad elevata attitudine biotecnica, sotto forma di semenzali di uno o due anni o di trapianti sia a radice nuda che in pane di terra (vaso o fitocella). Per 78 Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo

7 l esecuzione dell intervento si ricavano nel terreno buche delle dimensioni dell apparato radicale delle piante, quando si impiegano piantine a radice nuda, o doppia se si utilizzano piantine in fitocella o con pane di terra, si eliminano i rami secchi o le radici rotte e ferite delle piantine e si mettono a dimora, ricoprendo con terreno vegetale, facendo attenzione a non interrare la pianta fino al colletto, infine si irriga. Sui terreni più difficili e aridi si può eseguire un ricoprimento della parte superiore della buca con uno strato di torba, paglia, cellulosa sminuzzata o altra sostanza organica,in modo da mantenere una certa umidità nel terreno. Sopra lo strato di sostanza organica va riportato uno strato di terreno proveniente dagli scavi in modo da evitare il dilavamento. L uso di piante in fitocelle accresce le possibilità di attecchimento rispetto alle piante a radice nuda e permette di eseguire l impianto durante tutto il corso dell anno a differenza delle piante a radice nuda che essere messe a dimora solo nel periodo del riposo vegetativo Interventi di consolidamento su pendii accessibili a piedi, non troppo ripidi Le piantagioni con pane di terra o con piante in vaso si possono utilizzare per il rimboschimento di tutte le superfici di difficile rimboschimento ad esempio nelle regioni aride su substrati sfavorevoli e terreni sassosi, in zone con breve periodo vegetativo Intervento di completamento su aree già sistemate con interventi di ingegneria naturalistica Fatta eccezione per le prime fasi della realizzazione dell opera, in cui l azione di consolidamento è puntuale, dopo alcuni anni subentra un efficace azione superficiale, nei casi in cui la densità delle piante è corretta e si assiste alla chiusura delle chiome La piantagione con pane di terra o in vaso presentano modeste crisi di trapianto e quindi è realizzabile anche durante il periodo vegetativo Le piantagioni con pane di terra o con piante in vaso si possono utilizzare per il rimboschimento di tutte le superfici di difficile rimboschimento ad esempio nelle regioni aride su substrati sfavorevoli e terreni sassosi, in zone con breve periodo vegetativo All inizio la piantagione ed il cespugliamento esercitano solamente un azione puntuale La piantagione con pane di terra o in vaso presenta costi elevati B.2.2.3: Cespugliamenti con talee di specie pioniere I cespugliamenti con talee di specie pioniere vengono utilizzati per la rivegetazione di rampe anche ripide, preventivamente stabilizzate. Il materiale da costruzione per questo tipo di intervento sono talee, cioè cacciate non ramificate, sane, di uno o più anni, di specie vegetali adatte con diametro da 1 a 5 cm e con una lunghezza di almeno 40 cm. Esse vengono poste in opera nel terreno eseguendo un foro in esso ed infiggendo le talee. La talea può sporgere dal terreno al massimo per un quarto della sua lunghezza. Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo 79

8 Interventi di consolidamento su pendii anche ripidi Interventi su pendii privi di terra vegetale in corrispondenza di tagli estesi Fatta eccezione per le prime fasi della realizzazione dell opera, in cui l azione di consolidamento è puntuale, dopo alcuni anni subentra un efficace azione superficiale, nei casi in cui la densità delle piante è corretta e si assiste alla chiusura delle chiome Metodo semplice di piantagione che non necessita di terra vegetale All inizio la piantagione ed il cespugliamento esercitano solamente un azione puntuale Sono adatte solo le specie pioniere del terreno grezzo e quindi l intervento è di impiego limitato B.2.2.4: Gradonata o cordonata La sistemazione con gradonate o cordonate è un intervento di stabilizzazione che consiste nello scavare lungo le curve di livello del pendio dei fossi o delle terrazze, della larghezza di circa cm, iniziando dal piede del versante. Tradizionalmente lo scavo si esegue a mano, ma negli ultimi anni in Trentino è stato sperimentato con successo lo scavo meccanizzato con ragni meccanici, che permettono di ottenere gradoni regolari e profondi. È consigliabile tenere una contropendenza trasversale della trincea pari almeno al 10% e un interasse tra banchine pari a 1,5 3 m. All interno dei fossi così ottenuti viene disposto il materiale vegetale vivo. Sulle scarpate profilate e per il recupero di versanti in frana in genere le gradonate o cordonate hanno disposizione orizzontale o leggermente pendente, mentre sulle scarpate stradali e sulle trincee umide si ricorre ad una disposizione inclinata dei fossi. Normalmente gli interventi a gradonata o cordonata vengono completati con la semina e il rimboschimento degli spazi tra le file di talee. A seconda del materiale vegetale inserito si possono distinguere: 1. gradonata o cordonata con talee (sistemazione a cespuglio secondo Schiechtl) 2. gradonata o cordonata con piantine (sistemazione a siepe secondo Schiechtl) 3. gradonata o cordonata con talee e piantine (sistemazione a siepe-cespuglio secondo Schiechtl) 4. gradonata o cordonata con rinforzo in ramaglia Si analizzano di seguito le caratteristiche principali di queste tipologie si interventi di stabilizzazione. Gradonata con talee (Sistemazione a cespuglio secondo Schiechtl) Questa variante consiste nella sistemazione all interno dei fossi ottenuti lungo il pendio di talee poste a pettine, una accanto all altra, in quantità di circa talee/m. Per consentire il radicamento la ramaglia deve essere interrata per circa tre quarti della sua lunghezza. Per ottenere orizzonti radicali di diverse profondità è 80 Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo

9 possibile mischiare diverse specie vegetali oppure rami di diametri differenti. Sui terreni più instabili si procede allo scavo di brevi tratti di terrazzamenti e all infissione delle talee in questi. In questo modo si evitano crolli ed un eccessivo disseccamento del terreno. L intervento può essere realizzato solo durante il periodo di riposo vegetativo, tramite l utilizzo di specie legnose dotate di capacità di ricaccio. Esiste una variante alla gradonata con talee costituita da una gradonata con rinforzo longitudinale; in questo caso si riveste la trincea con una striscia di carta catramata per una larghezza di circa 30 cm riducendo le erosioni superficiali e permettendo un miglior attecchimento grazie anche all aumento dell umidità nella trincea. La gradonata con talee con rinforzo longitudinale risulta efficace per i pendii molto pendenti e aridi. La gradonata con talee (al pari della gradonata con talee e piantine) esercita, tra tutte le sistemazioni stabilizzanti la migliore azione in profondità; l azione si esplica subito dopo la messa a dimora ed aumenta con la radicazione. Un altro vantaggio di questo intervento è la sua semplicità di realizzazione. Dopo pochi mesi le talee formano delle dense file dette siepi o cordonate vive che con lo sviluppo dell apparato radicale sono in grado di migliorare le condizioni di stabilità del versante, fino a incrementi del coefficiente iniziale di stabilità pari a circa il 30%. La gradonata con talee è una tecnica molto utilizzata per il consolidamento di frane di materiale sciolto morenico ed alluvionale La variante con rinforzo longitudinale risulta efficace per i pendii molto pendenti e aridi La variante con rinforzo longitudinale risulta efficace per i pendii molto pendenti e aridi La gradonata con talee (al pari della gradonata con talee e piantine) esercita tra tutte le sistemazioni stabilizzanti la migliore azione in profondità Intervento di facile realizzazione e a basso costo Non è adatta a contenere la terra vegetale ad eccezione della variante con rinforzo longitudinale Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo 81

10 Gradonata con talee Particolare gradone talee m 3/4 L 1/4 L Gradonata o cordonata con piantine (Sistemazione a siepe secondo Schiechtl) Questo intervento prevede la messa a dimora sui terrazzamenti ricavati sul pendio di piante radicate in file più o meno lunghe in quantità di circa 5-20 piantine radicate per metro lineare. Le piantine devono sporgere per circa 1/3, 1/4 della loro lunghezza. In alcuni casi, qualora la stazioni risulti povera di sostanza nutritiva, si può spargere sulle terrazze uno strato di paglia o di terra vegetale. Generalmente la disposizione delle piante avviene per file orizzontali distanti circa 1-3 m una dall altra. Questo metodo di consolidamento richiede la disponibilità di notevoli quantità di piantine di vivaio, con effetto consolidante generalmente minore e più lento di altre metodologie più semplici, come la gradonata con talee. Per la riuscita dell intervento è necessario utilizzare delle piante radicate di latifoglie resistenti all interrimento, che hanno la capacità di formare delle radici avventizie. Solitamente si utilizzano robusti astoni di 2 o 4 anni oppure nel caso di specie a rapido accrescimento come gli ontani, si può fare ricorso all uso di semenzali di 2 anni. L importante è che le piante utilizzate siano caratterizzate da robusta formazione di radici. L intervento può essere fatto solo durante il periodo del riposo vegetativo e risulta abbastanza caro per l elevato fabbisogno di piante. Un altro svantaggio della gradonata con piantine è che essa è un intervento possibile solo su stazioni favorevoli, con terreni ricchi di sostanze nutritive in cui possa essere omesso il primo stadio pioniero arbustivo. Per contro ha il vantaggio di formare senza colture preparatorie una associazione di latifoglie, perciò si dovranno mettere a dimora le specie che si desiderano per l associazione finale. La gradonata con viene impiegata per il consolidamento di pendii su terreni buoni, dove il primo stadio pioniero può essere omesso (loess, ghiaie ricche di 82 Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo

11 sostanze nutritive, sabbie e limi) in località climaticamente favorevoli Viene utilizzato per il consolidamento di scarpate nei casi in cui nelle vicinanze non si abbiano a disposizione salici o dove essi non possano essere utilizzati per motivi fitosociologici (ad esempio substrati poveri di calcare e nelle Alpi su rocce scistoso-cristalline). Formazione senza colture preparatorie di una associazione di latifoglie (si consiglia quindi di mettere a dimora le specie che si desiderano per l associazione finale). Con il tempo le piante sviluppano una radicazione più profonda delle talee. Consolidamento mediocre del terreno, minore delle sistemazioni a gradonate con talee o miste con talee e piante radicate Richiede che si abbiano a disposizioni elevate quantità di piantine da vivaio, quindi presenta costi elevati È un intervento possibile solo su stazioni favorevoli, con terreni ricchi di sostanze nutritive in cui possa essere omesso il primo stadio pioniero arbustivo. Gradonata con piantine Particolare gradone min 10% piantine radicate 2/3 L 1/3 L Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo 83

12 Gradonata o cordonata mista con talee e piantine (Sistemazione a siepe-cespuglio secondo Schiechtl) Questa sistemazione è un intervento che riassume i pregi delle gradonate realizzate solo con talee o solo con piantine. Infatti la gradonata realizzata con talee permette di ottenere la migliore stabilizzazione di un versante franoso, già subito dopo la messa a dimora delle talee. La copertura vegetale che si realizza sul pendio costituisce però solo un primo stadio iniziale pioniero. Per questo si è pensato di mettere subito a dimora accanto all associazione pioniera costituita da salici, anche delle latifoglie radicate. Dal punto di vista esecutivo valgono le stesse considerazioni fatte per la sistemazione con talee e con piantine rispettivamente, con l unica differenza che le banchine ricavate nel terreno vengono vegetate alternativamente con piantine radicate e con talee di specie a rapido accrescimento. L intervento ha gli stessi vantaggi della sistemazione a gradonata con talee, ma con il contemporaneo impiego di piante legnose radicate si evita di dover procedere ad un successivo impianto sul versante. I costi sono leggermente più elevati rispetto alla gradonata con talee, ma non eccessivamente in relazione ai vantaggi offerti tra cui il raggiungimento di un associazione vegetale più stabile, e la maggior probabilità di attecchimento. Quindi si può concludere che questa tipologia di intervento stabilizzante su versante costituisce la tipologia di intervento più sicura ed interessante, anche perché essa può essere utilizzata in tutte le zone climatiche in cui crescono gli arbusti e gli alberi. La gradonata mista con talee e piantine si applica in tutte le zone climatiche in cui crescono arbusti ed alberi Buona stabilizzazione del versante franoso, già subito dopo la messa a dimora delle talee, come la sistemazione a gradoni con talee Ha il vantaggio di insediare in un unico ciclo di lavoro la vegetazione successiva, con una migliore efficienza tecnica ed ecologica ed un rincaro non molto elevato. Costo più elevato della sistemazione con sole talee Non è adatta alla ritenuta della terra vegetale, fatta eccezione per la sistemazione con posa in opera di talee e piantine, con rinforzi laterali. 84 Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo

13 Gradonata con talee e piantine Particolare gradoni piantine radicate min 10% riempimento con materiale di scavo talee 2/3 L 1/3 L ramaglia o talee (10 rami/ml) m Gradonata o cordonata con rinforzo in ramaglia Questa sistemazione differisce dalle precedenti per il fatto che sulle banchine realizzate sul pendio vengono poste longitudinalmente delle stanghe di legno (solitamente in larice o castagno) non scortecciato del diametro di circa 8 cm e della lunghezza di 2 m, con la funzione di sostegno, coperte con rami di conifere ed infine con uno strato di terreno dello spessore di 10 cm circa. Sul terreno verranno infisse le talee di salice, caratterizzate da una lunghezza pari alla larghezza della banchina più 10 cm circa e poste ad una distanza di circa 2-3 cm l una dall altra. Infine la cordonata viene riempita con materiale proveniente dagli scavi e regolarizzata. Questo metodo di consolidamento viene realizzato soprattutto nei terreni con tendenza allo smottamento, infatti gli strati di ramaglia e le stanghe utilizzate nella cordonata costituiscono una specie di armatura del terreno, con formazione di una sorta di terra rinforzata. Il metodo si può utilizzare anche su terreni aridi,; in questo caso si sfrutta la capacità trattenimento dell umidità da parte della ramaglia posta all interno della banchina. Questa sistemazione, che è attuabile solo nel periodo del riposo vegetativo, ha il difetto di essere la sistemazione su pendio più cara. Viene utilizzata soprattutto nei terreni con tendenza allo smottamento, grazie alla capacità di rinforzo della ramaglia Si può utilizzare su terreni aridi, con ristagno d acqua; sfruttando le capacità di trattenimento dell umidità dei rami nella banchina Parziale rinforzo del terreno da parte della ramaglia Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo 85

14 Si può utilizzare per la sistemazione di pendii in zone aride. È la sistemazione su pendio più cara fra gli interventi di consolidamento con tecniche di ingegneria naturalistica. Non è applicabile su pendii minacciati da frane, a causa del pericolo di ristagno dell acqua. Richiede l utilizzo di grandi quantità di ramaglia di conifera non sempre reperibile nelle vicinanze Gradonata con rinforzo in ramaglia g Particolare gradone terreno di riporto talea di salice (10 talee/ml) strato di terreno (10 cm) 3 m letto di ramaglia di conifere stangame longitudinale con corteccia B.2.2.5: Fascinata Le fascinate vengono impiegate per drenare e stabilizzare versanti umidi, scarpate e pendii franosi con terreni di tipo limoso o argilloso. Le fascinate permettono di ottenere un effetto stabilizzante della parte superficiale del pendio, in seguito alla radicazione e permettono l allontanamento dell acqua sia sotto forma di deflusso idrico (drenaggio), sia per effetto della traspirazione.a volte le fascine sono impiegate anche nei terreni aridi, perché permettono il ristagno dell umidità nei solchi in cui vengono posizionate le piante. L esecuzione delle fascinate è molto semplice ed efficace sui pendii di media pendenza, mentre è da evitare nelle situazioni più estreme, sia per le difficoltà di realizzazione degli scavi, sia per gli effetti stabilizzanti limitati. La sistemazione tramite fascinata viene eseguita praticando nel pendio dei piccoli fossati a sezione triangolare di larghezza ed altezza pari a circa cm in cui vengono collocate le fascine realizzate con ramaglia di specie dotate di facoltà vegetativa. Le fascine vengono infisse con paletti di legno (solitamente salice o 86 Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo

15 maggiociondolo). In alcuni casi le ramaglie e le verghe di materiale vivo vengono inserite nel fossato insieme a fondame di larice morto ottenendo un effetto stabilizzante già nelle prime fasi del lavoro. L infissione dei picchetti di legno può avvenire a valle della fascina, oppure attraverso la fascina. In questo secondo caso non è necessario utilizzare del filo di ferro per fissare la fascine. L intervento viene poi completato con la ricopertura con uno strato di terreno allo scopo di evitare il disseccamento e favorire la radicazione del materiale. Le fascinate vengono realizzate sia procedendo dal basso verso l alto che viceversa, in file successive intervallate circa 2-3 m; presentano un andamento orizzontale o leggermente inclinato con cambi di direzione in corrispondenza delle ondulazioni del pendio. La sistemazione può essere abbinata a fossi drenanti realizzati sempre con fascine. L intervento con materiale vegetale vivo può essere realizzato solo nel periodo del riposo vegetativo. Per il drenaggio e la stabilizzazione di versanti umidi, scarpate e pendii franosi con terreni di tipo limoso o argilloso. Possono essere impiegate anche su terreni aridi, perché permettono il ristagno dell umidità nei solchi in cui vengono posizionate le piante Si tratta di una sistemazione stabilizzante molto rapida e di facile attuazione, con modesti movimenti di terreno È un intervento caratterizzato da costi contenuti L intervento permette un modesto effetto in profondità e risulta sensibile alle cadute di sassi Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo 87

16 Fascinata Particolare fascinata Fascinata con messa a dimora di piantine radicate Una variante della fascinata è la fascinata con messa a dimora di piantine radicate, che si differenzia dall intervento a semplici fascine per il fatto che dietro la ramaglia si mettono a dimora delle specie vegetali legnose. Il solco così ricavato non viene riempito con materiale proveniente dallo scavo, ma con terreno vegetale o con un miscuglio dei due. Solitamente i solchi vengono disposti lungo il pendio con angoli tra i 10 e i 30 gradi rispetto all orizzontale. La disposizione obliqua dei solchi permette di asciugare il pendio, mentre la presenza delle fascine permette una stabilizzazione del terreno superficiale del pendio. Come nel caso delle fascine questo tipo di intervento può essere realizzato solo nel periodo del riposo vegetativo. Il vantaggio della sistemazione mista con fascinate e piante radicate sta nel fatto che si ottiene la contemporanea presenza sul pendio di un associazione vegetale iniziale e di una finale ricorrendo ad un unica fase lavorativa. Quindi questa sistemazione può essere applicata su versanti piani e umidi su terreni argillosi o argillo-limosi in erosione sui quali è prevista un associazione arbustiva o arborea come associazione finale. Questa sistemazione può essere applicata su versanti piani e umidi su terreni argillosi o argillo-limosi in erosione sui quali è prevista un associazione arbustiva o arborea come associazione finale Si tratta di una sistemazione stabilizzante molto rapida e di facile attuazione, con modesti movimenti di terreno 88 Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo

17 È un intervento caratterizzato da costi contenuti Permette di ottenere la contemporanea presenza sul pendio di un associazione vegetale iniziale e di una finale ricorrendo ad un unica fase lavorativa È un metodo di lavorazione intensivo, da impiegare solo su versanti non troppo ripidi (pendenza minore di 30 circa), non è adatta ai pendii sassosi Fascinata con messa a dimora di piantine radicate p Particolare fascinata piantine radicate (1-2/ml) riempimento con materiale di scavo e terreno vegetale fascine vive B.2.2.6: Viminata o graticciata Quest opera di stabilizzazione di un versante si ottiene infiggendo una serie di paletti di legno (castagno, larice), ma anche altre specie nel terreno ad una distanza di circa cm l uno dall altro ed intrecciando a forza delle robuste verghe in senso, solitamente di sorbo, salicone, maggiociondolo, nocciolo oppure salice. Solitamente si dispongono longitudinale circa 3-8 verghe legate con filo di ferro zincato. La parte terminale delle trecce va interrata. L altezza definitiva delle graticciate fuori terra deve essere modesta, intorno ai cm circa in modo tale da consentire un minimo di stabilizzazione fisica del versante e nel contempo permettere l interramento ed il successivo radicamento delle talee. La distanza tra le file varia tra 1,2 e 2 m. Successivamente alla posa delle viminate si riempie la parete fuori terra con il materiale rastrellato da monte in modo tale da creare un gradone, in cui successivamente possono essere inserite delle piantine o delle talee. La disposizione delle viminate sul pendio può avvenire lungo file orizzontali oppure secondo diagonali a forma di rombo. Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo 89

18 Queste strutture non sono molto usate in quanto sono molto dispendiose in termini di manodopera per la realizzazione. Inoltre esse esercitano sul pendio un azione portante minore rispetto alle altre tipologie (gradonate, ad esempio). Un altro difetto è la necessità di utilizzare verghe lunghe e quindi non tutte le specie ad elevata capacità vegetativa risultano adatte allo scopo. La sistemazione tramite viminate ha però il pregio dell elasticità e risulta molto drenante. Essa inoltre si adatta molto bene alle asperità del terreno. La viminata quindi sta progressivamente perdendo importanza a favore delle gradonate, e rimane indicata per piccoli smottamenti dove sia necessario avere un immediato effetto di tenuta del terreno. Essendo le viminate dei sistemi di consolidamento di tipo lineare spesso è opportuno combinarle con altre tecniche di copertura superficiale come le semine e gli inerbimenti. Questo tipo di opera viene impiegato nel caso di piccoli smottamenti per i quali è richiesto un immediato effetto di ritenuta del terreno. È una sistemazione elastica e molto drenante, che ben si adatta alle asperità del terreno Consolida solo gli strati più superficiali del terreno, anche dopo la radicazione l effetto in profondità risulta molto minore di quello di altre tipologie di sistemazioni Sono opere molto dispendiose in termini di manodopera per la realizzazione L azione di rinforzo esercitata sul pendio è minore rispetto alle altre tipologie (gradonate, ad esempio). Per la realizzazione sono necessarie verghe lunghe; non tutte le specie ad elevata capacità vegetativa risultano adatte allo scopo. 90 Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo

19 Viminata o graticciata PROSPETTO 2 m SEZIONE B.2.2.7: Palizzate in legname con elementi vivi Queste opere sono utilizzate per il consolidamento superficiale di rampe e versanti franosi, anche ripidi ed accidentati, in alternativa alle graticciate che di disseccano e marciscono troppo velocemente. La palizzata ha un pronto intervento di consolidamento del terreno, che aumenta nel tempo, grazie alla radicazione degli elementi vegetali. Per la loro realizzazione viene usato del tondame di larice del diametro di cm, posizionato, parzialmente interrato, a monte di pali di legno o picchetti in ferro, infissi nel terreno a distanze di 1-2 m, a seconda della lunghezza del fondame. In alternativa al fondame possono essere usati degli sciaveri (mezzi tronchi) o quarti di pali. Sul fondame, disposto orizzontalmente e con altezze non superiori a cm, si appoggiano delle piantine radicate o delle talee di salice, che vengono poi ricoperte con terra, come nel caso delle gradonate vive. In questo modo si evita il dilavamento del terreno e il franamento del terreno e si favorisce la stabilità e la radicazione del materiale vegetale. Queste opere sono quindi indicate per il contenimento superficiale del terreno e per ottenere un certo grado di consolidamento; rappresentano una buona tecnica per realizzare gradoni fuori terra su versanti molto ripidi ed accidentati determinando un apprezzabile riduzione della pendenza locale. Le palizzate possono essere realizzate partendo da valle o da monte con disposizione per file continue oppure con elementi discontinui, posizionati a scacchiera. Come nel caso delle gradonate si ottiene un pendio con filari o cordonate vive, in cui gli spazi aperti vanno sistemati con semina e successivo rimboschimento. Vengono utilizzate per il consolidamento superficiale di rampe e versanti franosi, Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo 91

20 anche ripidi ed accidentati, Sono una buona tecnica per realizzare gradoni fuori terra su versanti molto ripidi ed accidentati determinando un apprezzabile riduzione della pendenza locale La presenza del fondame evita il dilavamento ed il franamento del terreno e favorisce la stabilità e la radicazione del materiale vegetale. Palizzata in legname con elementi vivi Particolare palizzata pali in legno (1 ogni 2 m) sciaveri refilati disposti longitudinalmente (L>2m) talee e piantine B.2.2.8: Grata in legname con elementi vivi Attualmente la grata viva costituisce uno dei più validi metodi di sistemazione a verde impiegati per il risanamento dei versanti e delle scarpate franose molto ripide, soprattutto nei casi in cui non sia possibile effettuare delle operazioni di rimodellamento e scoronamento del pendio. Le grate vive o grate a camera vengono realizzate utilizzando del fondame di larice avente lunghezza variabili (fino a 10 m) e diametro compreso tra i 10 e i 30 cm, a seconda delle caratteristiche del dissesto. Normalmente le grate richiedono una stabile base d appoggio al piede della rampa, ad esempio possono essere impiegate delle scogliere, delle gabbionate, delle palificate di sostegno. Queste strutture possono essere impiegate con successo fino ad uno sviluppo massimo di m, misurati lungo il versante. L esecuzione dell opera è abbastanza laboriosa e richiede personale esperto in grado di lavorare con imbracatura e corda di sicurezza. Inizialmente viene posizionato il fondame verticale, che va posto parzialmente incassato nel terreno e ben ancorato alla struttura di appoggio. Successivamente sui tondami verticali viene inchiodato de tondame di minor diametro, con andamento perpendicolare ai sostegni, in modo tale da formare una struttura reticolare, a maglie quadrate o rettangolari di lati compresi tra 1 e 2 m a 92 Allegato al cap. V.3.5: Quaderno delle opere tipo

Tecnovia Srl. Modalità di esecuzione

Tecnovia Srl. Modalità di esecuzione Modalità di esecuzione 1. recupero di verghe di specie legnose con capacità di propagazione vegetativa (salici, tamerici) ømin.1cm e loro assemblaggio (preferibilmente su cavalletti); la posa delle verghe

Dettagli

B.3: Opere di sostegno

B.3: Opere di sostegno B.3: Opere di sostegno Queste tipologie di opere riguardano il consolidamento e la stabilizzazione dei versanti attraverso opere di sostegno dei terreni. La scelta della tipologia da utilizzarsi nei singoli

Dettagli

HAZARD pericolosità. Dipartimento di Scienze dell Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra

HAZARD pericolosità. Dipartimento di Scienze dell Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra HAZARD pericolosità Dipartimento di Scienze dell Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra Aspetti principali Alla luce di quanto detto l aspetto classificato come Riduzione del rischio fa parte

Dettagli

SISTEMAZIONI IDRAULICO - FORESTALI. LAVORO ESEGUITO DA: Colombo G. Conte S. Cozzani L. Negri S. Negri V. Santonastaso M. Vivenzi P.

SISTEMAZIONI IDRAULICO - FORESTALI. LAVORO ESEGUITO DA: Colombo G. Conte S. Cozzani L. Negri S. Negri V. Santonastaso M. Vivenzi P. SISTEMAZIONI IDRAULICO - FORESTALI LAVORO ESEGUITO DA: Colombo G. Conte S. Cozzani L. Negri S. Negri V. Santonastaso M. Vivenzi P. Il termine SIF, è relativo ad un insieme di basi scientifiche e applicazioni

Dettagli

L Ingegneria Naturalistica è una disciplina tecnico-scientifica che, attraverso metodologie proprie dell ingegneria e sulla base di criteri

L Ingegneria Naturalistica è una disciplina tecnico-scientifica che, attraverso metodologie proprie dell ingegneria e sulla base di criteri L Ingegneria Naturalistica è una disciplina tecnico-scientifica che, attraverso metodologie proprie dell ingegneria e sulla base di criteri meccanici, biologici ed ecologici, utilizza come materiale da

Dettagli

EDILIZIA BIOECOLOGICA PER UNO SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE. Il recupero ambientale in ambito urbano: l ingegneria naturalistica:

EDILIZIA BIOECOLOGICA PER UNO SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE. Il recupero ambientale in ambito urbano: l ingegneria naturalistica: Il recupero ambientale in ambito urbano: l ingegneria naturalistica: L Ingegneria Naturalistica è una disciplina tecnica in grado di conciliare le esigenze antropiche di intervento sul territorio con quelle

Dettagli

LABORATORIO DI RICERCA ALTAMENTE QUALIFICATO

LABORATORIO DI RICERCA ALTAMENTE QUALIFICATO M_116_A001 Via Verona, 22 I 39100 BOLZANO BZ Tel.: (0039) 0471-282823 Fax: (0039) 0471-400080 http://www.tecnovia.it E-mail: info@tecnovia.it LABORATORIO DI RICERCA ALTAMENTE QUALIFICATO Iscrizione all

Dettagli

B11) PROGETTO DI INGEGNERIA NATURALISTICA

B11) PROGETTO DI INGEGNERIA NATURALISTICA B11) PROGETTO DI INGEGNERIA NATURALISTICA B11-1-9 B11 PROGETTO DI INGEGNERIA NATURALISTICA Si descrivono di seguito le tipologie di intervento scelte per il ripristino delle aree interessate dai lavori.

Dettagli

Relazione tecnico illustrativa delle opere di Ingegneria Naturalistica previste sulla strada di nuova costruzione.

Relazione tecnico illustrativa delle opere di Ingegneria Naturalistica previste sulla strada di nuova costruzione. Relazione tecnico illustrativa delle opere di Ingegneria Naturalistica previste sulla strada di nuova costruzione. I. Introduzione Si intende con il termine ingegneria naturalistica l insieme di tutte

Dettagli

CAPITOLO 12 I MATERIALI

CAPITOLO 12 I MATERIALI CAPITOLO 12 M. Comedini I MATERIALI In funzione dei problemi da risolvere o dei miglioramenti da apportare ad un ecosistema paranaturale, le tecniche d ingegneria naturalistica utilizzano diversi materiali,

Dettagli

IG INGEGNERIA GEOTECNICA

IG INGEGNERIA GEOTECNICA INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO DELLA TORRE DI BARBARESCO (CN) E DEL SOTTOSTANTE COSTONE ROCCIOSO Attività professionali svolte e/o in corso: Progetto esecutivo delle opere di sostegno e di fondazione Località:

Dettagli

14.3 Interventi combinati di consolidamento

14.3 Interventi combinati di consolidamento 14.3 Interventi combinati di consolidamento 14.3.1 Grata viva Descrizione sintetica: la grata viva è un opera realizzata con pali in legname, disposti tra loro perpendicolarmente, e successiva messa a

Dettagli

Insegnamento di Progetto di Infrastrutture viarie

Insegnamento di Progetto di Infrastrutture viarie Insegnamento di Progetto di Infrastrutture viarie Opere in terra Caratteristiche di un terreno Compressibilità e costipamento delle terre Portanza sottofondi e fondazioni stradali Instabilità del corpo

Dettagli

COMUNE DI CADEO Provincia di Piacenza

COMUNE DI CADEO Provincia di Piacenza COMUNE DI CADEO Provincia di Piacenza Elaborato Titolo dell'elaborato Data Scala REV. A DATA 22/02/2014 EMISSIONE B 06/03/2014 REVISIONE 1 C D Codice elaborato: Copertine.dwg IL DIRETTORE TECNICO DOTT.

Dettagli

IL PROFILO DEL SUOLO

IL PROFILO DEL SUOLO Cognome... Nome... IL PROFILO DEL SUOLO Se scaviamo una buca abbastanza profonda in un terreno, osserviamo che la parete tagliata presenta una successione di strati, di diverso colore e struttura, che

Dettagli

7. SCHEDE DELLE PRINCIPALI TECNICHE DI INGE- GNERIA NATURALISTICA

7. SCHEDE DELLE PRINCIPALI TECNICHE DI INGE- GNERIA NATURALISTICA Schede delle principali tecniche di ingegneria naturalistica 7. SCHEDE DELLE PRINCIPALI TECNICHE DI INGE- GNERIA NATURALISTICA Interventi antierosivi 7.1 Semina 7.2 Idrosemina 7.3 Idrosemina a spessore

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014

Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014 Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014 Gli interventi di ripristino vegetazionale rappresentano la fase conclusiva dei lavori

Dettagli

PIANO DI MANUTENZIONE. P01. Recupero del versante franoso del percorso ciclopedonale sotto le mura Comune di Penna in Teverina (TR)

PIANO DI MANUTENZIONE. P01. Recupero del versante franoso del percorso ciclopedonale sotto le mura Comune di Penna in Teverina (TR) PIANO DI MANUTENZIONE P01. Recupero del versante franoso del percorso ciclopedonale sotto le mura Comune di Penna in Teverina (TR) 1 SOMMARIO PIANO DI MANUTENZIONE... 1 MANUALE D'USO... 3 Gabbionate...

Dettagli

Gabbionata in rete metallica zincata rinverdita 31

Gabbionata in rete metallica zincata rinverdita 31 SINONIMI Descrizione sintetica Gabbie in rete metallica zincata a doppia torsione e maglia esagonale, riempite in loco con pietrisco di pezzatura minima 15 cm, disposti a file parallele sovrapposte. Talee

Dettagli

PREPARAZIONE DEL SITO

PREPARAZIONE DEL SITO Pur essendo un lavoro che richiede molta cura, la realizzazione di un buon prato è alla portata anche di chi, per hobby, si dedica con passione al giardinaggio. Al giardiniere fai da te sono necessarie

Dettagli

Prezzario Regionale - "Edizione 2007"

Prezzario Regionale - Edizione 2007 DIREZIONE LAVORI PUBBLICI AREE URBANE, SERVIZIO IDRICO INTEGRATO, MANUTENZIONE PROGRAMMATA DEL TERRITORIO - GESTIONE INTEGRATA DEI BACINI IDROGRAFICI. PROTEZIONE CIVILE. ATTIVITA' DI RELAZIONE POLITICA

Dettagli

Terra rinforzata rinverdita 33

Terra rinforzata rinverdita 33 SINONIMI Descrizione sintetica Opera di sostegno realizzata mediante l'abbinamento di materiali di rinforzo in reti sintetiche o metalliche plastificate, inerti di riempimento e rivestimento in stuoie

Dettagli

PROGETTO DI RIPRISTINO AMBIENTALE

PROGETTO DI RIPRISTINO AMBIENTALE PROGETTO DI RIPRISTINO AMBIENTALE INTRODUZIONE Poiché un attività estrattiva così come proposta modifica notevolmente sia la morfologia sia le caratteristiche generali dei suoli, è opportuno, per mitigare

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

TERRE RINFORZATE INGEGNERIA NATURALISTICA IDROSEMINA PARAVALANGHE PARAMASSI BARRIERE STRADALI DI SICUREZZA TUBAZIONI

TERRE RINFORZATE INGEGNERIA NATURALISTICA IDROSEMINA PARAVALANGHE PARAMASSI BARRIERE STRADALI DI SICUREZZA TUBAZIONI SICUREZZA AMBIENTE TERRE RINFORZATE INGEGNERIA NATURALISTICA IDROSEMINA PARAVALANGHE PARAMASSI BARRIERE STRADALI DI SICUREZZA TUBAZIONI / /////// ///// www.altaquotasrl.it LAVORIAMO PER L UOMO CON LA

Dettagli

Coordinamento generale di progetto. arch. Paolo Tolentino. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania. geol.

Coordinamento generale di progetto. arch. Paolo Tolentino. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania. geol. REGIONE CAMPANIA Assesorato all'ambiente Piano Stralcio per l'assetto Idrogeologico dell'autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania Aggiornamento anno 2010 autorità di bacino nord occidentale Autorità

Dettagli

Superficie di RETE METALLICA A DOPPIA TORSIONE. scorrimento potenziale Biostuoia O BIORETE. Chiodature

Superficie di RETE METALLICA A DOPPIA TORSIONE. scorrimento potenziale Biostuoia O BIORETE. Chiodature Approccio qualitativo per la definizione delle soluzioni integrate a protezione e rinverdimento di versanti stradali in erosione: Nuove soluzioni e ruolo della vegetazione Massimo Salmi Responsabile Ufficio

Dettagli

Schemi progettuali delle opere di ingegneria naturalistica Bibliografia essenziale

Schemi progettuali delle opere di ingegneria naturalistica Bibliografia essenziale Schemi progettuali delle opere di ingegneria naturalistica Vengono riportati di seguito gli schemi progettuali delle opere di ingegneria naturalistica di limitata complessità strutturale ed esecutiva,

Dettagli

www.pavitex.com PAVIMANT I PRODOTTI PAVIMANT K e PAVIMANT J sono biotessili in fibre naturali rispettivamente di cocco e juta.

www.pavitex.com PAVIMANT I PRODOTTI PAVIMANT K e PAVIMANT J sono biotessili in fibre naturali rispettivamente di cocco e juta. PAVIMANT I PRODOTTI PAVIMANT K e PAVIMANT J sono biotessili in fibre naturali rispettivamente di cocco e juta. PAVIMANT P, PAVIMANT C e PAVIMANT P/C sono biostuoie in fibre naturali trattenute da 2 reti

Dettagli

4 TECNICHE NATURALISTICHE PER LA REALIZZAZIONE DI OPERE DI SOSTEGNO E CONSOLIDAMENTO PROFONDO.

4 TECNICHE NATURALISTICHE PER LA REALIZZAZIONE DI OPERE DI SOSTEGNO E CONSOLIDAMENTO PROFONDO. 4 TECNICHE NATURALISTICHE PER LA REALIZZAZIONE DI OPERE DI SOSTEGNO E CONSOLIDAMENTO PROFONDO. 4.1 INTRODUZIONE Nel capitolo precedente si sono analizzate tutte quelle tecniche utili per la sistemazioni

Dettagli

14. Elenco delle tecniche. Tab. 14.16 - Rivestimento vegetativo in rete metallica a doppia torsione e geostuoia tridimensionale. Quantità.

14. Elenco delle tecniche. Tab. 14.16 - Rivestimento vegetativo in rete metallica a doppia torsione e geostuoia tridimensionale. Quantità. Tab. 14.16 - Rivestimento vegetativo in rete metallica a doppia torsione e geostuoia tridimensionale Oggetto a) Manodopera: Operaio specializzato Unità di misura Ora Quantità Operaio qualificato Ora 0,08

Dettagli

Interventi di Ingegneria Naturalistica

Interventi di Ingegneria Naturalistica Interventi di Ingegneria Naturalistica Prof. Ing. Francesco Canestrari Interventi di ingegneria naturalistica - 1 Interferenze Naturalistiche dovute alla realizzazione di infrastrutture viarie : perdita

Dettagli

Progetto MANUMONT di Piano direttore per la manutenzione del territorio collinare e montano

Progetto MANUMONT di Piano direttore per la manutenzione del territorio collinare e montano Autorità di bacino del fiume Po Bacino di rilievo nazionale Progetto MANUMONT di Piano direttore per la manutenzione del territorio collinare e montano Linee-guida per la predisposizione dei Piani di manutenzione

Dettagli

Prezzo unitario. Prezzo unitario

Prezzo unitario. Prezzo unitario ANALISI PREZZI Viminata/palizzata: viminata RMD_01.1 U.M. m Manodopera specializzata h 0,35 20,87 7,30 RU.M01.001.002 Manodopera qualificata h 0,35 18,98 6,64 RU.M01.001.003 Verghe m 5 2,00 10,00 Indagine

Dettagli

PARTE 4: PROPOSTE DI INTERVENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE E LA DIFESA IDRAULICA DEL CORSO D ACQUA

PARTE 4: PROPOSTE DI INTERVENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE E LA DIFESA IDRAULICA DEL CORSO D ACQUA PARTE 4: PROPOSTE DI INTERVENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE E LA DIFESA IDRAULICA DEL CORSO D ACQUA 1 TIPOLOGIE DI INTERVENTI REALIZZABILI SUL TORRENTE LANZA Sulla base di quanto evidenziato nei

Dettagli

PROVINCIA DI BENEVENTO

PROVINCIA DI BENEVENTO COMUNE DI BASELICE PROVINCIA DI BENEVENTO Via Santa Maria -82020 Baselice (BN)- Tel. 0824/968066- Fax. 0824/968513- Part. IVA 00071920623 - C.F. 82002220620 Cod. ISTAT 062007- email: comunedibaselice@go-web.net-

Dettagli

Biotessili per il controllo dell erosione. seic

Biotessili per il controllo dell erosione. seic BIOSTUOIE Le Biostuoie sono dei materassini biodegradabili costituiti da frustoli di paglia o cocco, trattenuti mediante una reticella fotossidabile su un lato e da un foglio di cellulosa sull'altro. Hanno

Dettagli

DISMISSIONE DELL IMPIANTO

DISMISSIONE DELL IMPIANTO PREMESSA Nell ambito del progetto dell impianto fotovoltaico da 2,5 MWp da realizzare in località Ottaduna nella tipologia di installazione a campo solare, il seguente studio ha per oggetto il progetto

Dettagli

Università degli Studi di Torino Facoltà di Agraria. Pietro Piccarolo. Realizzazione e gestione del verde pubblico

Università degli Studi di Torino Facoltà di Agraria. Pietro Piccarolo. Realizzazione e gestione del verde pubblico Realizzazione e gestione Quando si progetta e realizza un area verde, non si può prescindere da quella che sarà la sua gestione. Una manutenzione inadeguata infatti, porta inevitabilmente al degrado dell

Dettagli

IDROSEMINA Excursus tecnico e metodologie di intervento

IDROSEMINA Excursus tecnico e metodologie di intervento IDROSEMINA Excursus tecnico e metodologie di intervento Autore: Paolo Rodaro: dottore forestale, consulente tecnico ditta Biasion. Indirizzo: J Biasion snc Via Siemens, 14-39100 Bolzano Tel. 0471/931296

Dettagli

PROGRAMMA MANUTENZIONE GIARDINO

PROGRAMMA MANUTENZIONE GIARDINO Operazioni PREPARAZIONE DEL TERRENO Il terreno ideale da giardino è quello con tessitura argillosa-sabbiosa, friabile. Se il terreno dovesse essere pesante e compatto bisognerà correggerlo incorporando

Dettagli

Applicazioni di utilizzo Le terre rinforzate possono essere utilizzate per vari scopi come si vede dagli esempi sotto riportati:

Applicazioni di utilizzo Le terre rinforzate possono essere utilizzate per vari scopi come si vede dagli esempi sotto riportati: Terre rinforzate Nella costruzione di strutture in terra per realizzare scarpate con angolo di inclinazione maggiore di quello permesso dal rilevato vengono utilizzate armature in strati orizzontali che

Dettagli

PRATI ARMATI Srl SOCIETA DI RICERCA BIOINGEGNERIA TECNOLOGIE AMBIENTALI

PRATI ARMATI Srl SOCIETA DI RICERCA BIOINGEGNERIA TECNOLOGIE AMBIENTALI PRATI ARMATI Srl SOCIETA DI RICERCA BIOINGEGNERIA TECNOLOGIE AMBIENTALI Rinforzo meccanico dei terreni con il VETIVER e calcolo del fattore di sicurezza Scopo dell intervento La tecnologia del VETIVER

Dettagli

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI NAPOLI

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI NAPOLI INGEGNERIA NATURALISTICA Nel Nel 1990, 1990, in in occasione occasione del del 1 1 congresso congresso di di Ingegneria Ingegneria Naturalistica Naturalistica a a Torino Torino nasce nasce la la dizione

Dettagli

CASE HISTORY DRENAGGIO VIGNETI- IDROSAC-MONTALCINO (SIENA)

CASE HISTORY DRENAGGIO VIGNETI- IDROSAC-MONTALCINO (SIENA) CASE HISTORY DRENAGGIO VIGNETI- IDROSAC-MONTALCINO (SIENA) 1 - Descrizione dell intervento a difesa del suolo1 Lo scopo dell intervento è quello di realizzare un drenaggio a bassa profondità in trincea

Dettagli

Bio tecniche: opere in legname per il consolidamento e il sostegno dei versanti e per il controllo dell assetto dei corsi d acqua

Bio tecniche: opere in legname per il consolidamento e il sostegno dei versanti e per il controllo dell assetto dei corsi d acqua Verificadellastabilitàdiopereinlegname Capitolo3 Capitolo3: Biotecniche:opereinlegnameperilconsolidamentoeilsostegno deiversantieperilcontrollodell assettodeicorsid acqua 3.1Palificatedisostegno Tali opere

Dettagli

PRESEMINATO CARATTERISTICHE COMUNI

PRESEMINATO CARATTERISTICHE COMUNI PRESEMINATO è il biotessile preseminato, interamente biodegradabile, contenente sementi di prima qualità, fornito in rotoli, che consente la realizzazione di inerbimenti in varie situazioni a seguito della

Dettagli

IDROSEMINA a cura di Paolo Rodaro & Christian Antonini

IDROSEMINA a cura di Paolo Rodaro & Christian Antonini IDROSEMINA a cura di Paolo Rodaro & Christian Antonini Definizione di Idrosemina È una tecnica di ingegneria naturalistica che sfrutta un mezzo liquido, l acqua, per distribuire, su delle superfici specifiche,

Dettagli

UTILIZZO DI STRUTTURE DI SOSTEGNO IN GABBIONI NELLE OPERE DI CONSOLIDAMENTO DEI TERRENI E NELL INGEGNERIA NATURALISTICA:

UTILIZZO DI STRUTTURE DI SOSTEGNO IN GABBIONI NELLE OPERE DI CONSOLIDAMENTO DEI TERRENI E NELL INGEGNERIA NATURALISTICA: UTILIZZO DI STRUTTURE DI SOSTEGNO IN GABBIONI NELLE OPERE DI CONSOLIDAMENTO DEI TERRENI E NELL INGEGNERIA NATURALISTICA: CARATTERISTICHE CAMPI DI APPLICAZIONE POTENZIALITA Dott. Geol. Massimo Salmi Ufficio

Dettagli

L ingegneria naturalistica tende ad utilizzare in modo equilibrato materiali ed elementi costruttivi vivi ed inerti, spesso associati per usufruire

L ingegneria naturalistica tende ad utilizzare in modo equilibrato materiali ed elementi costruttivi vivi ed inerti, spesso associati per usufruire L ingegneria naturalistica tende ad utilizzare in modo equilibrato materiali ed elementi costruttivi vivi ed inerti, spesso associati per usufruire dei rispettivi vantaggi. L efficacia dei metodi che usano

Dettagli

Regione Toscana. Direzione Generale dello Sviluppo Economico Area di coordinamento politiche per lo sviluppo rurale

Regione Toscana. Direzione Generale dello Sviluppo Economico Area di coordinamento politiche per lo sviluppo rurale Regione Toscana Direzione Generale dello Sviluppo Economico Area di coordinamento politiche per lo sviluppo rurale Settore foreste e patrimonio agroforestale PREZZARIO REGIONALE PER INTERVENTI ED OPERE

Dettagli

Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali

Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali Obiettivo 1 EROSIONE DEL SUOLO Obiettivo 2 SOSTANZA ORGANICA DEL SUOLO Obiettivo 3 STRUTTURA DEL SUOLO Obiettivo 4 LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO Regione Campania - Assessorato Agricoltura e alle Attività

Dettagli

NORME TECNICHE. Definizioni e ambiti di applicazione

NORME TECNICHE. Definizioni e ambiti di applicazione NORME TECNICHE Definizioni e ambiti di applicazione v I progetti ammessi a finanziamento devono ricadere nell ambito delle zone tartufigene individuate dalle carte regionali della potenzialità alla produzione

Dettagli

PROGETTO DEFINITIVO ESECUTIVO

PROGETTO DEFINITIVO ESECUTIVO Dottore Forestale ZERBINI MATTEO Via G.B. Montaldo 26/3-17027 Pietra Ligure (SV) Cell: 349 4718197 E-mail:zerbini.matteo@email.it; m.zerbini@epap.conafpec.it Cod.Fiscale: ZRBMTT79A20D600E Partita IVA:

Dettagli

Gabbioni e Gabbioni drenanti

Gabbioni e Gabbioni drenanti 1 Gabbioni e Gabbioni drenanti Utilizzo dei Gabbioni Come vengono utilizzati oggi I gabbioni: In edilizia per la costruzione di muri di recinzione, complessi residenziali, industrie, muri di sostegno,

Dettagli

INDICE 1 PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA E DELLE SUE PARTI:... 2 2 PREMESSA... 2 3 DATI IDENTIFICATIVI DELL OPERA... 3

INDICE 1 PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA E DELLE SUE PARTI:... 2 2 PREMESSA... 2 3 DATI IDENTIFICATIVI DELL OPERA... 3 INDICE 1 PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA E DELLE SUE PARTI:... 2 2 PREMESSA... 2 3 DATI IDENTIFICATIVI DELL OPERA... 3 4 DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI... 4 5 PIANO DI MANUTENZIONE DELLE OPERE DI INGEGNERIA

Dettagli

L'INTERAZIONE PENDIO ATMOSFERA: PIANTE ERBACEE A RADICAZIONE PROFONDA PER LA PROTEZIONE DEI VERSANTI IN CASO DI FENOMENI METEOROLOGICI INTENSI.

L'INTERAZIONE PENDIO ATMOSFERA: PIANTE ERBACEE A RADICAZIONE PROFONDA PER LA PROTEZIONE DEI VERSANTI IN CASO DI FENOMENI METEOROLOGICI INTENSI. L'INTERAZIONE PENDIO ATMOSFERA: PIANTE ERBACEE A RADICAZIONE PROFONDA PER LA PROTEZIONE DEI VERSANTI IN CASO DI FENOMENI METEOROLOGICI INTENSI. I cambiamenti climatici, con piogge sempre più intense e

Dettagli

Capitolo 32 CANALI 1 CARATTERISTICHE GENERALI

Capitolo 32 CANALI 1 CARATTERISTICHE GENERALI Capitolo 32 CANALI 1 CARATTERISTICHE GENERALI Il trasporto a superficie libera presenta, rispetto a quello in pressione, il vantaggio che l acqua è ovunque a pressione molto bassa. È possibile quindi impiegare

Dettagli

PIANO REGIONALE ATTIVITA ESTRATTIVE (P.R.A.E.)

PIANO REGIONALE ATTIVITA ESTRATTIVE (P.R.A.E.) REGIONE MARCHE Giunta Regionale PIANO REGIONALE ATTIVITA ESTRATTIVE (P.R.A.E.) ALLEGATO B alla direttiva recante norme di attuazione per una razionale coltivazione, un appropriato uso del materiale, per

Dettagli

FAI - FONDO PER L'AMBIENTE ITALIANO

FAI - FONDO PER L'AMBIENTE ITALIANO LAND MILANO srl FAI - FONDO PER L'AMBIENTE ITALIANO CASTELLO DI MASINO - CARAVINO (TO) PARCO DELLA STRADA DEI 22 GIRI Sistemazione paesistico-ambientale per la fruizione turistico-culturale Progetto esecutivo

Dettagli

Il fenomeno degli incendi ha assunto ormai da

Il fenomeno degli incendi ha assunto ormai da CAPITOLO 20 Il recupero delle aree percorse dal fuoco con tecniche di Ingegneria Naturalistica U. Bruschini, P. Cornelini 20.1 Introduzione Il fenomeno degli incendi ha assunto ormai da tempo una drammatica

Dettagli

Regione Piemonte. Provincia di Biella COMUNE DI CAMANDONA

Regione Piemonte. Provincia di Biella COMUNE DI CAMANDONA Regione Piemonte Provincia di Biella COMUNE DI CAMANDONA Regione Piemonte Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Asse IV Leader Programma di Sviluppo Locale DAL TESSILE AL TERRITORIO, LE SPECIFICITA TERRITORIALI

Dettagli

COMUNE DI SAN GIORGIO DI PIANO

COMUNE DI SAN GIORGIO DI PIANO COMUNE DI SAN GIORGIO DI PIANO Area Programmazione e Gestione del Territorio Accordo quadro con un unico operatore economico per l affidamento dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del verde

Dettagli

(IMP) FOGNATURA. e poiché in base alla seconda relazione di Bazin: dato che: si ha che: nel caso di pendenza i = 1% = 0,01 si riduce a:

(IMP) FOGNATURA. e poiché in base alla seconda relazione di Bazin: dato che: si ha che: nel caso di pendenza i = 1% = 0,01 si riduce a: (IMP) FOGNATURA Il tubo PE a.d. è particolarmente indicato per la realizzazione di impianti di scarico in edifici civili ed industriali, oppure in terreni particolarmente instabili dove altri materiali

Dettagli

7. Pali UNITÀ. 2 Trivella di perforazione per la gettata di pali trivellati.

7. Pali UNITÀ. 2 Trivella di perforazione per la gettata di pali trivellati. 7. Pali UNITÀ I pali sono elementi strutturali utilizzati nelle opere di fondazione, nelle opere di contenimento della terra e dell acqua, negli interventi di miglioramento della stabilità dei pendii e

Dettagli

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO Regione Siciliana Assessorato Regionale del Territorio e dell Ambiente Dipartimento Regionale dell Ambiente Servizio 3 - Assetto del Territorio e Difesa del Suolo PO FESR 2007-2013 - Linea di intervento

Dettagli

Cod. VM5U6. Impianto del vigneto Messa a dimora delle viti

Cod. VM5U6. Impianto del vigneto Messa a dimora delle viti Cod. VM5U6 Impianto del vigneto Messa a dimora delle viti Fasi di intervento Preliminari Picchettamento Interramento dei pali Messa a dimora delle barbatelle Completamento della struttura Preliminari Operazioni

Dettagli

ALLEGATO 3: schede tecniche opere di IN

ALLEGATO 3: schede tecniche opere di IN REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Studio generale per la definizione delle Linee Guida regionali per la realizzazione degli interventi di riassetto idrogeologico con tecniche di Ingegneria Naturalistica

Dettagli

Comune di FIAMIGNANO Provincia di RIETI PIANO DI MANUTENZIONE MANUALE D'USO. (Articolo 38 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207)

Comune di FIAMIGNANO Provincia di RIETI PIANO DI MANUTENZIONE MANUALE D'USO. (Articolo 38 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207) Comune di FIAMIGNANO Provincia di RIETI PIANO DI MANUTENZIONE MANUALE D'USO (Articolo 38 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207) OGGETTO: POS FESR Lazio 2007-2013 Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione

Dettagli

IDRAULICA APPLICATA - A. A. 2004-05 TABELLE. TAB. 1.1 - VALORI DELLA SCABREZZA SIGNIFICATIVA k s (mm) DA [HENDERSON, 1966]

IDRAULICA APPLICATA - A. A. 2004-05 TABELLE. TAB. 1.1 - VALORI DELLA SCABREZZA SIGNIFICATIVA k s (mm) DA [HENDERSON, 1966] TAB. 1.1 - VALORI DELLA SCABREZZA SIGNIFICATIVA k s (mm) DA [HENDERSON, 1966] TIPO DI SUPERFICIE NORMALE MASSIMO CALCESTRUZZO GETTATO IN OPERA SENZA IRREGOLARITÀ 0.15 RIVESTIMENTO CEMENTIZIO FINITO A MANO

Dettagli

Relazione tecnico-illustrativa

Relazione tecnico-illustrativa Relazione tecnico-illustrativa Premessa Gli interventi in progetto sono finalizzati a consolidare il tratto terminale della Valle dei Flaccadori, per circa 250 m, al fine di migliorarne la funzionalità

Dettagli

INDICE PREMESSA... 2 OPERE DI CAPTAZIONE E REGIMAZIONE ACQUE METEORICHE... 8 OPERE DI RIPRISTINO DEL TERRENO E SISTEMAZIONE A VERDE...

INDICE PREMESSA... 2 OPERE DI CAPTAZIONE E REGIMAZIONE ACQUE METEORICHE... 8 OPERE DI RIPRISTINO DEL TERRENO E SISTEMAZIONE A VERDE... 1 INDICE PREMESSA... 2 ELEMENTI DEL PIANO DI MANUTENZIONE... 3 PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA... 3 MANUALE D USO... 3 MANUALE DI MANUTENZIONE... 3 PROGRAMA DI MANUTENZIONE... 3 CORPI D OPERA PREVISTI

Dettagli

!!!!! ! " # $!! %! $! & "! '! %! $ % $ #

!!!!! !  # $!! %! $! & ! '! %! $ % $ # " # $ % $ & " ' % $ % $ # ( ) $ * + ( 1 La definizione di tipo richiama a: possesso di caratteri qualitativi che consentono di accomunare ad un modello. Nel caso dell applicazione della definizione al

Dettagli

Pali di fondazione. Portata dei pali. Scelta del tipo di palo. 8 Le fondazioni 8.3 Fondazioni continue

Pali di fondazione. Portata dei pali. Scelta del tipo di palo. 8 Le fondazioni 8.3 Fondazioni continue 1 Pali di fondazione Si possono avere: a) pali in legno: oggi quasi totalmente abbandonati e impiegati solo per modeste costruzioni che trasmettono carichi limitati, per lo più in zone con abbondante legname,

Dettagli

Griglia ad elevata portata per il consolidamento dei fondi. www.geoplast.it

Griglia ad elevata portata per il consolidamento dei fondi. www.geoplast.it Griglia ad elevata portata per il consolidamento dei fondi www.geoplast.it RUNFLOOR VANTAGGI Eliminazione del fango, grazie ad una permeabilità pari all 85% e alla realizzazione di un fondo di posa drenante.

Dettagli

MONITORAGGIO DELLE OPERE E PROGRAMMA DI MANUTENZIONE

MONITORAGGIO DELLE OPERE E PROGRAMMA DI MANUTENZIONE MONITORAGGIO DELLE OPERE E PROGRAMMA DI MANUTENZIONE Ad integrazione del Piano di Manutenzione (All.C7) del Progetto Esecutivo, si produce la presente relazione ai fini delle prescrizioni vigenti nelle

Dettagli

Istruzioni aiuole fiorite per l ombra Verdeacolori in vaso da 9x9 cm

Istruzioni aiuole fiorite per l ombra Verdeacolori in vaso da 9x9 cm Istruzioni aiuole fiorite per l ombra Verdeacolori in vaso da 9x9 cm Posizione di impianto Queste consociazioni sono da posizionare in ombra luminosa. Per ombra luminosa intendiamo un luogo dove il sole

Dettagli

TUBI PEAD CORRUGATI Per Fognatura Per Fognatura con rete di rinforzo Per drenaggio

TUBI PEAD CORRUGATI Per Fognatura Per Fognatura con rete di rinforzo Per drenaggio Listino Prezzi DEPOSITO DI BARI 70027 PALO DEL COLLE BARI - S.S. 96 Km. 113+200 TEL. 080 627580 - FAX 080 629648 e-mail: appa.commerciale@tiscali.it www.appartubi.it TUBI PEAD CORRUGATI Per Fognatura Per

Dettagli

Manuale di Ingegneria Naturalistica

Manuale di Ingegneria Naturalistica REGIONE LAZIO Manuale di Ingegneria Naturalistica Volume 3 Sistemazione dei versanti Volume 3 MANUALE DI INGEGNERIA NATURALISTICA SISTEMAZIONE DEI VERSANTI A cura di: REGIONE LAZIO Assessorato Ambiente

Dettagli

TECNICHE DI SISTEMAZIONE IDROGEOLOGICA - NATURALISTICA

TECNICHE DI SISTEMAZIONE IDROGEOLOGICA - NATURALISTICA TECNICHE DI SISTEMAZIONE IDROGEOLOGICA - NATURALISTICA Le operazioni preliminari Sono necessarie e fondamentali sia per la messa in sicurezza del cantiere da ulteriori dissesti, al fine della realizzazione

Dettagli

APAT. Agenzia per la Protezione dell Ambiente e per i servizi Tecnici. Atlante delle opere. di sistemazione dei versanti MANUALI E LINEE GUIDA 10/2002

APAT. Agenzia per la Protezione dell Ambiente e per i servizi Tecnici. Atlante delle opere. di sistemazione dei versanti MANUALI E LINEE GUIDA 10/2002 APAT Agenzia per la Protezione dell Ambiente e per i servizi Tecnici Atlante delle opere di sistemazione dei versanti 10/2002 MANUALI E LINEE GUIDA APAT Agenzia per la Protezione dell Ambiente e per i

Dettagli

Piano Generale di Utilizzazione delle Acque Pubbliche

Piano Generale di Utilizzazione delle Acque Pubbliche MINISTERO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 2006 Piano Generale di Utilizzazione delle Acque Pubbliche ALLEGATO

Dettagli

ALLEGATO I Flussi documentali

ALLEGATO I Flussi documentali ALLEGATI 1 ALLEGATO I Flussi documentali INTERVENTI SOGGETTI A PERMESSO A COSTRUIRE e DICHIARAZIONE DI VINCOLO IDROGEOLOGICO La Richiesta di Permesso a costruire all Edilizia Privata munita di ricevuta

Dettagli

Computo metrico delle operazioni di ripristino

Computo metrico delle operazioni di ripristino CONSULENZE GEOLOGICHE Computo metrico delle operazioni di ripristino PROGETTO DI COLTIVAZIONE DI UNA CAVA DI INERTI LOC. MALAFRASCA COMUNE DI PERGINE VALDARNO (AR) PROGETTO DI COLTIVAZIONE DI UNA CAVA

Dettagli

Proposta di variante al PGT, via Postale Vecchia COMPUTO METRICO ESTIMATIVO, LAVORI DI PUBBLICO INTERESSE

Proposta di variante al PGT, via Postale Vecchia COMPUTO METRICO ESTIMATIVO, LAVORI DI PUBBLICO INTERESSE Proposta di variante al PGT, via Postale Vecchia COMPUTO METRICO ESTIMATIVO, LAVORI DI PUBBLICO INTERESSE in colore nero i lavori da realizzare, senza possibilità di scomputo dagli oneri di urbanizzazione

Dettagli

b. Discontinue o isolate zattere

b. Discontinue o isolate zattere Ordinarie o continue a.continue travi rovesce platee FONDAZIONI DIRETTE SUPERFICIALI plinti b. Discontinue o isolate zattere a.1 CONTINUE Quando il carico da trasmettere al terreno non è elevato e la struttura

Dettagli

RIQUALIFICAZIONE VIALE MATTEOTTI DA PIAZZA I MAGGIO FINO A I

RIQUALIFICAZIONE VIALE MATTEOTTI DA PIAZZA I MAGGIO FINO A I C O M U N E D I C E R V I A TRAVERSA RIQUALIFICAZIONE VIALE MATTEOTTI DA PIAZZA I MAGGIO FINO A I Sommario PREMESSA... 3 PROGETTO DELLE OPERE A VERDE... 3 LO STATO ATTUALE... 3 IL PROGETTO... 6 PRINCIPALI

Dettagli

Regione Lazio. Assessorato all Ambiente e Cooperazione tra i Popoli Direzione Ambiente e Cooperazione tra i Popoli Area Difesa del Suolo

Regione Lazio. Assessorato all Ambiente e Cooperazione tra i Popoli Direzione Ambiente e Cooperazione tra i Popoli Area Difesa del Suolo Regione Lazio Assessorato all Ambiente e Cooperazione tra i Popoli Direzione Ambiente e Cooperazione tra i Popoli Area Difesa del Suolo QUADERNO DI CANTIERE PALIZZATA VIVA QUADERNI DI CANTIERE Volume 15:

Dettagli

Attività Svolte PROGETTAZIONE ESECUTIVA. Progettista Prof. Ing. F.Colleselli Prof. Ing. E. Castelli

Attività Svolte PROGETTAZIONE ESECUTIVA. Progettista Prof. Ing. F.Colleselli Prof. Ing. E. Castelli PROGETTO ESECUTIVO INTERVENTI CONSERVATIVI ED INTEGRATIVI ALLA BRENNERO E DEGLI INTERVENTI DI Anno 2003-2004 Attività Svolte PROGETTAZIONE ESECUTIVA Progettista Prof. Ing. F.Colleselli Prof. Ing. E. Castelli

Dettagli

MURETTI A SECCO PER ARREDO GIARDINO

MURETTI A SECCO PER ARREDO GIARDINO MURETTI A SECCO PER ARREDO GIARDINO MURETTI A SECCO PER ARREDO GIARDINO MURAGO VENETO pag 2 MURO LAVAREDO pag 8 PALIZZATE pag 12 COLONNE pag 14 MURO DI CONTENIMENTO TERRA PISA2 pag 15 I muretti a secco

Dettagli

UTILIZZO DI SOLUZIONI TECNICHE A DOPPIA TORSIONE NEL CAMPO DELLA PROTEZIONE E CONSOLIDAMENTO IDRAULICO:

UTILIZZO DI SOLUZIONI TECNICHE A DOPPIA TORSIONE NEL CAMPO DELLA PROTEZIONE E CONSOLIDAMENTO IDRAULICO: UTILIZZO DI SOLUZIONI TECNICHE A DOPPIA TORSIONE NEL CAMPO DELLA PROTEZIONE E CONSOLIDAMENTO IDRAULICO: CARATTERISTICHE CAMPI DI APPLICAZIONE POTENZIALITA Dott. Geol. Massimo Salmi Ufficio Tecnico Borghi

Dettagli

RELAZIONE FORESTALE TECNICO - DESCRITTIVA

RELAZIONE FORESTALE TECNICO - DESCRITTIVA Settore Patrimonio e Beni Architettonici INTERVENTI DI COMPENSAZIONE FORESTALE NEI COMUNI DI LEGGIUNO, MARCHIROLO, CASTELSEPRIO, CASALZUIGNO E BRENTA ai sensi dell art. 15 del D.Lgs. 228/2001 LAVORI DI

Dettagli

PIANO DI MANUTENZIONE

PIANO DI MANUTENZIONE P.S.R. CAMPANIA 2007-2013 PROGETTI INTEGRATI RURALI PER LE AREE PROTETTE (PIRAP) MISURA : 125.2 Comune: Progetto di: Committente: NUSCO Provincia di Avellino RIPRISTINO ED ADEGUAMENTO FUNZIONALE DELLA

Dettagli

COME SI REALIZZA UNA STRADA IN TERRA STABILIZZATA UTILIZZANDO UNA VIBROFINITRICE STABILIZZANTE ECOLOGICO PER PAVIMENTAZIONI IN TERRA STABILIZZATA

COME SI REALIZZA UNA STRADA IN TERRA STABILIZZATA UTILIZZANDO UNA VIBROFINITRICE STABILIZZANTE ECOLOGICO PER PAVIMENTAZIONI IN TERRA STABILIZZATA STABILIZZANTE ECOLOGICO PER PAVIMENTAZIONI IN TERRA STABILIZZATA COME SI REALIZZA UNA STRADA IN TERRA STABILIZZATA UTILIZZANDO UNA VIBROFINITRICE COME SI REALIZZA UNA STRADA IN TERRA STABILIZZATA UTILIZZANDO

Dettagli

Documentazione disponibilità Luogo di conservazione Provincia di Pistoia preliminare

Documentazione disponibilità Luogo di conservazione Provincia di Pistoia preliminare 1 te generali Il presente piano di manutenzione relativo alla realizzazione della Variante alla SR 66 Pistoiese in località Limestre (San Marcello P.se), è redatto tenendo conto delle specifiche norme

Dettagli

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA COMUNITA' MONTANA DEL GEMONESE, CANAL DEL FERRO E VAL CANALE COMUNE DI PONTEBBA titolo progetto REALIZZAZIONE VIABILITA' FORESTALE "SLENZA ALTA" finanziamento Reg CE 1698/05

Dettagli

COMUNE DI TROPEA Area Gestione del Territorio PROGETTO ESECUTIVO

COMUNE DI TROPEA Area Gestione del Territorio PROGETTO ESECUTIVO COMUNE DI TROPEA Area Gestione del Territorio PROGETTO ESECUTIVO INTERVENTI INTEGRATI DI SISTEMAZIONE IDROGEOLOGICA NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI TROPEA (LOCALITA ARGANI), CON SISTEMAZIONE DEI FOSSI E MESSA

Dettagli

Bozza - Dispense lezioni Infrastruttuure per il territoio agricolo e forestale AA 2007-2008 dott. G. Modica. Silvo-Pastorale

Bozza - Dispense lezioni Infrastruttuure per il territoio agricolo e forestale AA 2007-2008 dott. G. Modica. Silvo-Pastorale Viabilità Agro-Silvo Silvo-Pastorale Elementi specifici nella progettazione della viabilità agro-silvo silvo-pastorale 1 Allargamento della carreggiata in curva p: passo del veicolo; a: distanza tra l

Dettagli

In relazione alla tipologia dei terreni, alla configurazione morfologica e alle caratteristiche geomorfologiche dell area in dissesto, si è ritenuto

In relazione alla tipologia dei terreni, alla configurazione morfologica e alle caratteristiche geomorfologiche dell area in dissesto, si è ritenuto 120 Comune di Piandimeleto - Pesaro Urbino In relazione alla tipologia dei terreni, alla configurazione morfologica e alle caratteristiche geomorfologiche dell area in dissesto, si è ritenuto di procedere

Dettagli