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1 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI Seminario di studio Parma, 23 aprile 2015 Gli strumenti di programmazione dell ente locale Dott. Daniele Lanza

2 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI ARGOMENTI Quadro normativo di riferimento proprio degli enti territoriali Revisione del decreto legislativo 267/00, 118/11 e attività propedeutiche Inquadramento regolamentare ed obiettivi della riforma Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Il ciclo della programmazione Classificazione dei fatti gestionali nella nuova contabilità Piano dei conti integrato Revisione straordinaria dei residui end

3 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI Quadro normativo di riferimento proprio degli enti territoriali

4 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI Quadro normativo di riferimento proprio degli enti territoriali LEGGE 5 maggio 2009, n. 42 Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione LEGGE 31 dicembre 2009, n. 196 Legge di contabilità e finanza pubblica DECRETO LEGISLATIVO 31 maggio 2011, n. 91 Disposizioni recanti attuazione dell'articolo 2 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di adeguamento ed armonizzazione dei sistemi contabili. DECRETO LEGISLATIVO 23 giugno 2011, n. 118 Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 DECRETO PRESIDENTE del CONSIGLIO dei MINISTRI 28/12/2011 Sperimentazione della disciplina concernente i sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti ed organismi, di cui all articolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118

5 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - LEGGE COSTITUZIONALE 20 aprile 2012, n. 1 Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale DECRETO-LEGGE 31 agosto 2013, n. 102 Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici DECRETO-LEGGE 31 ottobre 2013, n. 126 Misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali ed interventi localizzati nel territorio. DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42. LEGGE 23 dicembre 2014, n 190 Disposizioni per la formalizzazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015). back

6 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI Quadro normativo di riferimento proprio degli enti territoriali LEGGE 5 maggio 2009, n. 42 Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione Articolo 2 comma 2 lettera h) l armonizzazione dei bilanci pubblici, in modo da assicurare la redazione dei bilanci di comuni, province, città metropolitane e regioni in base a criteri predefiniti e uniformi, concordati in sede di Conferenza unificata di cui all articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata «Conferenza unificata», coerenti con quelli che disciplinano la redazione del bilancio dello Stato. back

7 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI LEGGE 31 dicembre 2009, n. 196 Legge di contabilità e finanza pubblica Articolo 2, comma 6 lettera b) Adozione di regole contabili uniformi e di un comune piano dei conti integrato; adozione di comuni schemi di bilancio articolati in missioni e programmi coerenti con la classificazione economica e funzionale individuata dagli appositi regolamenti comunitari in materia di contabilità nazionale e relativi conti satellite; adozione di un bilancio consolidato con le proprie aziende, società o altri organismi controllati, secondo uno schema comune; affiancamento, a fini conoscitivi, al sistema di contabilità finanziaria di un sistema e di schemi di contabilità economico-patrimoniale ispirati a comuni criteri di contabilizzazione; raccordabilità dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio degli enti territoriali con quelli adottati in ambito europeo ai fini della procedura per i disavanzi eccessivi; definizione di una tassonomia per la riclassificazione dei dati contabili e di bilancio per le amministrazioni pubbliche di cui alla presente legge tenute al regime di contabilità civilistica, ai fini del raccordo con le regole contabili uniformi; definizione di un sistema di indicatori di risultato semplici, misurabili e riferiti ai programmi del bilancio, costruiti secondo criteri e metodologie comuni ai diversi enti territoriali; al fine di dare attuazione agli articoli 9 e 13, individuazione del termine entro il quale regioni ed enti locali devono comunicare al Governo i propri bilanci preventivi e consuntivi, come approvati, e previsione di sanzioni ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera e), in caso di mancato rispetto di tale termine. back

8 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI DECRETO LEGISLATIVO 23 giugno 2011, n. 118 Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 42/2009 Legge attuativa della legge 42/2009 per il tramite di: Nuovi principi contabili generali Introduzione del piano dei conti integrato Affiancamento della contabilità economico patrimoniale alla contabilità finanziaria Introduzione di nuovi schemi di bilancio per missione e programmi Definizione di regole per il bilancio consolidato RIFORMA bottom up [art. 36 sperimentazione] [oggi art. 78] Il decreto legislativo propone due diversi approcci procedurali 1) Definizione procedura generale ma provvisoria [modificabile con la sperimentazione] 2) Proposta di una procedura pratica provvisoria da attuare [in attesa di Dpcm]. back

9 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI DECRETO PRESIDENTE del CONSIGLIO dei MINISTRI 28/12/2011 Sperimentazione della disciplina concernente i sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti ed organismi, di cui all articolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 Decreto attuativo del Decreto legislativo 118/2011 regolamentante in particolare: Il principio generale alla contabilità finanziaria I principi applicati alla contabilità finanziaria, economico patrimoniale e di gruppo I nuovi prospetti contabili di programmazione e di rendicontazione Il piano dei conti integrato back

10 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI LEGGE COSTITUZIONALE 20 aprile 2012, n. 1 Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale Articolo 3 comma 1: All'articolo 117 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) al secondo comma, lettera e), dopo le parole: «sistema tributario e contabile dello Stato;» sono inserite le seguenti: «armonizzazione dei bilanci pubblici;»; [ ] back

11 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI DECRETO-LEGGE 31 agosto 2013, n. 102 Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici Art. 9. Integrazioni e modifiche del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118 Novità introdotte: Sperimentazione triennale Principio applicato della programmazione e bilancio almeno triennale Introduzione del fondo crediti di dubbia esigibilità Attivazione dilazionato nel tempo del Controllo strategico in base a classi di popolazione back

12 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI DECRETO-LEGGE 31 ottobre 2013, n. 126 Misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali ed interventi localizzati nel territorio Art. 1 Misure finanziarie urgenti Ha introdotto le seguenti due modifiche interessati all Art. 9. Del DL 102/2013 Non applicazione degli articoli 242 [Individuazione degli enti locali strutturalmente deficitari e relativi controlli ] e 243 [Controlli per gli enti locali strutturalmente deficitari, enti locali dissestati ed altri enti] del decreto legislativo 18 agosto 2000, n 267 Per gli enti in sperimentazione l'eventuale disavanzo di amministrazione derivante dal riaccertamento straordinario dei residui di cui di cui all'articolo 14 del DPCM 28 dicembre 2011 e dal primo accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità è ripianato per una quota pari almeno al 10 per cento l'anno back

13 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 Tale decreto è composto da diversi allegati e numero tre articoli così riassumibili: Articolo 1: o o o insieme di commi ad oggetto l integrazione e modifica del decreto legislativo 118/2011 con l inserimento di un titolo IV e V; definisce un unico ordinamento contabile per tutte le regioni italiane; attività possibile dopo la legge costituzionale 1/2012 che assegna in via esclusiva l armonizzazione contabile allo Stato, sino ad allora era una competenza concorrente tra Stato e Regioni; aggiorna il Testo Unico Enti Locali ai nuovi principi e scemi contabili

14 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 Articolo 2: in tale articolo è riscontrabile la definizione del nuovo principio contabile e vengono presentati gli allegati riportati: o o principi contabili applicati; schemi di bilancio e rendiconto. Articolo 3: viene sancito che l applicazione della riforma obbligatoriamente dovrà essere a saldi invariati per la pubblica amministrazione: Dal presente decreto non devono derivare minori entrate né nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

15 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 Attività immediate: gli enti territoriali nel 2015 dovranno: adottare i principi contabili generali ed applicati propri della contabilità finanziaria; produrre i documenti contabili sugli schemi utilizzati sino all esercizio finanziario 2014 [quelli proprio del DPR 194/96] che conservano potere autorizzatorio ed affiancare i prospetti armonizzati; procedere alla revisione straordinaria dei residui, quale primo adempimento successivo alla approvazione del rendiconto di gestione 2014; le istituzioni, soggetti giuridici diversi dall Ente ma privi di personalità giuridica, dovranno adottare i medesi schemi e principio del Comune al fine di un celere consolidamento integrale delle proprie risultanze contabili con il rendiconto 2015.

16 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 Attività successive: gli enti territoriali nel 2016 dovranno: ad adottare il piano dei conti integrato con la definizione della transazione elementare secondo quanto definito nell allegato D del decreto legislativo 126/2014; ad utilizzare, quali documenti autorizzatori, gli schemi contabili, sia di previsione che di rendicontazione, armonizzati; a registrare i fatti aziendali anche con la contabilità economico patrimoniale affiancata alla contabilità finanziaria; a definire dei passi operativi volti a definire la contabilità di gruppo che consentirà di ottenere il bilancio consolidato nell esercizio 2017 quale strumento di reporting del Sistema pubblico allargato per l esercizio 2016 back

17 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI LEGGE 23 dicembre 2014, n 190 Disposizioni per la formalizzazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015). back

18 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI Revisione del decreto legislativo 267/00, 118/11 e attività propedeutiche

19 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI Revisione del decreto legislativo 267/00

20 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI Articolo 157 Consolidamento dei conti pubblici Originario Articolo 157 Consolidamento dei conti pubblici 1. Ai fini del consolidamento dei conti pubblici gli enti locali rispettano le disposizioni di cui agli articoli 25, 29 e 30 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni ed integrazioni.

21 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI 1[ ] Articolo 157 Consolidamento dei conti pubblici Modificato 1-bis. Per le stesse finalità di cui al comma 1 gli enti locali garantiscono la rilevazione unitaria dei fatti gestionali attraverso l'adozione di un piano integrato dei conti, articolato in piano finanziario, economico e patrimoniale secondo lo schema di cui all'allegato n. 6 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni. Il livello minimo di articolazione del piano dei conti finanziario, ai fini del raccordo con i capitoli e gli articoli, ove previsti, del piano esecutivo di gestione è costituito almeno dal quarto livello

22 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Titolo II Programmazione e Bilanci Capo I Programmazione Articoli da 162 a 172

23 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Titolo II Programmazione e Bilanci Capo II Competenza in materia di bilancio Articoli da 174 a 176

24 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Titolo II Programmazione e Bilanci Capo II Articolo 175 Nuove competenze Nuovi atti Nuovi tempi

25 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Revisione del decreto legislativo 118/11

26 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Attività propedeutiche

27 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Inquadramento regolamentare ed obiettivi della riforma

28 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Inquadramento regolamentare ed obiettivi della riforma Principi e fondamenti Principi possono essere così classificati: Generali preesistenti Generali di nuova introduzione Applicati back

29 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Generali preesistenti Principio dell annualità Principio dell unità-tutte le entrate finanziano tutte le spese indistintamente Principio dell universalità-tutte le operazioni Principio dell integrità-no compensazioni Principio della veridicità: [Bilanci veritieri, corretti ed attendibile] back

30 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Generali di nuova introduzione Principio della significatività e rilevanza Principio della congruità Principio della prudenza Principio della coerenza Principio della continuità e della costanza Principio della comparabilità e della verificabilità Principio della neutralità o imparzialità Principio della pubblicità Principio dell equilibrio di bilancio Principio della comp.za fin.ria ed economica back

31 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Applicati Principio della competenza finanziaria (allegato 1 DPCM 28/12/2011); Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria (allegato n. 2 DPCM 28/12/2011); Principio contabile applicato concernente la contabilità economicopatrimoniale degli enti in contabilità finanziaria (allegato n. 3 DPCM 28/12/2011); Principio contabile applicato concernente il bilancio consolidato (allegato n. 4 DPCM 28/12/2011); Principio applicato della programmazione (DL 102/2013) back

32 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Obiettivi l unità economica della Repubblica Italiana, tutte le amministrazioni pubbliche devono concorrere al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, definiti in ambito nazionale, in coerenza con le procedure e i criteri stabiliti dall'unione Europea e condividerne le responsabilità (legge 196/2009) definire un sistema di reporting a regole comuni consolidabile del Sistema Italia quale frutto del sistema di federalismo fiscale migliorare gli equilibri finanziari degli Enti locali alla luce della legge costituzionale 1/2012 applicata dalla legge 243/2012 back

33 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria

34 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Principi confermati: POTERE AUTORIZZATORIO DEL BILANCIO COMPITO DI RENDICONTAZIONE DELLA GESTIONE

35 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Principi NUOVI: Registrazione in contabilità anche di fatti che non hanno generato flussi finanziari o comunque non li genereranno Il bilancio autorizzatorio di cassa Diverso momento di imputazione dei fatti gestionali

36 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria LA SITUAZIONE PRE SPERIMENTAZIONE La scrittura contabile nasce a monte del fatto aziendale al fine di garantirne idonea copertura e quindi finanziamento

37 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria La scrittura contabile nasce a valle del fatto aziendale al fine di permettere l imputazione (accertato od impegnato ) dello stesso nell esercizio in cui esso è divenuto esigibile Parola chiave: esigibilità = scadenza dell obbligo della prestazione

38 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Le poste di entrata, in base alla propria natura, vengono così accertate: Tributarie: o accertamenti su incassi effettuati entro la chiusura del rendiconto (da autoliquidazione) o accertamenti per competenza (da ruoli ordinari con accantonamento al fondo Crediti di Dubbia e Difficile Esazione)

39 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Trasferimenti: accertate ed imputate in base all atto amm.vo di concessione. Se il contributo è a rendicontazione da amministrazioni che non adottano il nuovo principio contabile: L entrata è imputata agli esercizi in cui l ente beneficiario stesso prevede di impegnare la spesa cui il trasferimento è destinato (sulla base del crono programma), in quanto il diritto di riscuotere il contributo (esigibilità) sorge a seguito della realizzazione della spesa, con riferimento alla quale la rendicontazione è resa

40 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Extratributarie gestione servizi pubblici: Le entrate derivanti dalla gestione dei servizi pubblici sono accertate sulla base dell'idonea documentazione che predispone l'ente creditore ed imputate all'esercizio in cui il servizio è reso all'utenza.

41 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Extratributarie interessi: Le entrate derivanti da interessi attivi sono accertate imputandole all'esercizio in cui l'obbligazione giuridica attiva risulta esigibile [monetizzabile]. Con riferimento agli interessi bancari esigibili alla data del 31 dicembre e comunicati nei primi mesi dell'anno successivo, è possibile accertare l'entrata nell'anno successivo, imputandola all'esercizio precedente, sulla base della comunicazione della banca o dell'incasso verificatosi prima dell'approvazione del rendiconto. Le entrate per interessi di mora (ad esempio per ritardato pagamento canoni affitto) sono accertate al momento dell'incasso.

42 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Extratributarie gestione patrimoniali: Le entrate derivanti dalla gestione dei beni iscritti tra le immobilizzazioni del conto del patrimonio, quali locazioni e concessioni, sono accertate sulla base dell'idonea documentazione predisposta dall'ente creditore ed imputate all'esercizio in cui l'entrata è esigibile [scaduta]

43 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Proventi permessi di costruire: L'obbligazione per i permessi di costruire è articolata in due quote. La prima (oneri di urbanizzazione) è immediatamente esigibile, ed è collegata al rilascio del permesso al soggetto richiedente, salva la possibilità di rateizzazione (eventualmente garantita da fidejussione), la seconda (costo di costruzione) è esigibile nel corso dell'opera ed, in ogni caso, entro 60 giorni dalla conclusione dell'opera. Pertanto, la prima quota è accertata e imputata nell'esercizio in cui avviene il rilascio del permesso, la seconda è accertata a seguito della comunicazione di avvio lavori e imputata all'esercizio in cui, in ragione delle modalità stabilite dall'ente, viene a scadenza la relativa quota

44 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Alienazioni patrimoniali: Fatto aziendale da registrare: ROGITO no aggiudicazione def. Imputazione: esercizio previsto nel contratto per l'esecuzione dell'obbligazione pecuniaria L'importo dell'obbligazione attiva è registrato senza distinguere il plusvalore, in quanto tale fenomeno non è rilevabile dalla contabilità finanziaria Il corrispettivo della cessione è interamente destinato alla spesa di investimento al netto del debito IVA

45 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Concessioni patrimoniali: L'entrata derivante dalla concessione di diritti su beni demaniali o patrimoniali è accertata a seguito dell'emanazione dell'atto amministrativo, con imputazione contabile all'esercizio previsto nell'atto amministrativo per l'esecuzione dell'obbligazione pecuniaria

46 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Indebitamento: Un'entrata derivante dall'assunzione di prestiti è accertata nel momento in cui è stipulato il contratto di mutuo o prestito (anche obbligazionario, ove consentito dall'ordinamento) o, se disciplinata dalla legge, a seguito del provvedimento di concessione del prestito. L'accertamento è imputato all'esercizio nel quale la somma oggetto del prestito è esigibile (quando il soggetto finanziatore rende disponibile le somme oggetto del finanziamento). Generalmente, nei mutui tradizionali la somma è esigibile al momento della stipula del contratto o dell'emanazione del provvedimento

47 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Indebitamento: Nei casi in cui la Cassa Depositi e Prestiti (o altro istituto finanziatore), rende immediatamente disponibili le somme oggetto del finanziamento in un apposito conto intestato all'ente, le stesse si intendono immediatamente esigibili (e danno luogo a interessi attivi) e devono essere accertate e riscosse

48 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Indebitamento: A fronte dell'indicato accertamento, l'ente registra, tra le spese, l'impegno ed il pagamento riguardanti il versamento dei proventi del prestito al deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti. Il mandato emesso per la costituzione del deposito bancario è versato in quietanza di entrata nel bilancio dell'ente, consentendo la rilevazione contabile dell'incasso derivante dal prestito. A fronte dell'impegno per la costituzione del deposito bancario, si rileva, imputandolo sempre al medesimo esercizio, l'accertamento delle somme destinate ad essere prelevate dal conto di deposito.

49 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Indebitamento con "aperture di credito": Gli importi dei singoli accertamenti ed i relativi esercizi di imputazione dell'entrata corrispondono a quelli degli impegni effettuati per la corrispondente spesa di investimento, sulla base del cronoprogramma di spesa.

50 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Anticipazione di tesoreria Le anticipazioni di cassa erogate dal tesoriere dell'ente sono contabilizzate nel titolo istituito appositamente per tale tipologia di entrate che, ai sensi dell'articolo all'art. 3, comma 17, della legge 350/2003, non costituiscono debito dell'ente, in quanto destinate a fronteggiare temporanee esigenze di liquidità dell'ente e destinate ad essere chiuse entro l'esercizio

51 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Anticipazione di tesoreria Pertanto, alla data del 31 dicembre di ciascun esercizio, l'ammontare delle entrate accertate e riscosse derivanti da anticipazioni deve corrispondere all'ammontare delle spese impegnate e pagate per la chiusura delle stesse

52 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Le poste di spesa, in base alla propria natura, vengono così impegnate : Personale: - Tabellari: impegno automatico inizio esercizio - Contrattazione collettiva: impegno inizio esercizio relativa economia ove contratto non sottoscritto. Nei casi in cui esista un blocco legislativo senza possibilità di recupero non occorre fare l accantonamento

53 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria per la spesa di personale salario accessorio: Regola generale: stanziamento ed impegno nell anno della liquidazione Tre casi: Esiste la contrattazione firmata Esiste la deliberazione di costituzione Non esistono atti amministrativi Impegno AAV ECO.

54 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria per la spesa relativa a beni e servizi: Regola generale: imputazione nell esercizio in cui la prestazione è compiuta completamente Esempi tipizzati - Fornitura beni esercizio in cui avviene - Aggi di riscossione esercizio in cui accerto l entrata - Gettoni CC anno in cui si celebra il Consiglio Comunale

55 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria per la spesa relativa a trasferimenti: - nell esercizio finanziario in cui viene adottato l atto amministrativo di attribuzione del contributo - nel caso di contributi in conto interessi o contributi correnti di carattere pluriennale la scadenza è individuata sulla base del piano di ammortamento del prestito NOVITA I trasferimenti in conto capitale non costituiscono spese di investimento e, pertanto, non possono essere finanziati attraverso l assunzione di debiti e dismissioni patrimoniali

56 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Gestione IVA: La posizione IVA si rileva solo dalla contabilità economico patrimoniale. In contabilità finanziaria si rileva (imputa in contabilità) un credito se richiesto a rimborso o posto in compensazione si rileva (imputa in contabilità) un debito o in sede di dichiarazione o durante l esercizio contestualmente al pagamento (mensile o trimestrale dipende dal regime)

57 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Gestione IVA: in caso di credito IVA finanziato da debito, per il rispetto del vincolo costituzionale (art. 119, comma 6), può essere portato in compensazione, cioè utilizzato per finanziare spesa corrente, sse vincolo una quota di avanzo di amministrazione libero per gli investimenti di pari importo.

58 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Gestione IRAP: Ove l Ente opti per il metodo commerciale l eventuale credito può essere accertato nell anno della richiesta di rimborso.

59 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Spese per interessi passivi: Imputati per scadenza in base al piano di ammortamento

60 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Spese particolari: Incarichi a legali Natura della spesa: indeterminata Imputazione nell anno in cui si sottoscrive il contratto. Ove non esigibile confluente nel FPV per la reimputazione.

61 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Spese particolari: Fondo rischi per spese legali Natura della spesa: accantonamento per rischi futuri Finanziamento: vincolo sull avanzo di amm.ne Ove non rilevante possibile ripartire l accantonamento sugli esercizi del bilancio di previsione

62 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria Spese particolari: Indennità di fine mandato Natura della spesa: accantonamento per spese future Finanziamento: accantonamento sull avanzo di amm.ne

63 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria SPESE DI INVESTIMENTO Impegnate negli esercizi in cui le obbligazioni passive vengono a scadenza in base a quanto è definito dai diversi cronoprogrammi

64 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria SPESE DI INVESTIMENTO la diversa tempistica di imputazione tra entrata e spesa necessità di uno strumento contabile idonea a garantire gli equilibri finanziari nel tempo TALE STRUMENTO E IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO

65 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO è un saldo finanziario, costituito da risorse già accertate destinate al finanziamento di obbligazioni passive dell ente già impegnate, ma esigibili in esercizi successivi a quello in cui è accertata l entrata

66 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO è costituito da due componenti distinte: 1) la quota di risorse accertate negli esercizi precedenti che costituiscono la copertura di spese già impegnate negli esercizi precedenti a quello cui si riferisce il bilancio e imputate agli esercizi successivi; 2) le risorse che si prevede di accertare nel corso dell esercizio, destinate a costituire la copertura di spese che si prevede di impegnare nel corso dell esercizio cui si riferisce il bilancio, con imputazione agli esercizi successivi.

67 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO Esempio 1 La spesa di per la realizzazione di una nuova palestra finanziata con alienazione patrimoniale. Il cronoprogramma dell opera presenta le seguenti scadenze: Anno n progettazione (100) Anno n + 1 due stati di avanzamento (600) Anno n + 2 terzo stato di avanzamento e CRE (300)

68 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO Approccio tradizionale. Nell anno n, anno in cui si è concretizzata l entrata l intera opera viene impegnata e, a fine esercizio, collocata tra i residui passivi e vi rimane sino ad esaurimento. Bilancio Bilancio Bilancio anno n anno n + 1 anno n + 2 Impegno Imputato Residuo Residuo iniziale Residuo finale Residuo iniziale

69 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO NUOVO approccio. La spesa viene imputata secondo esigibilità... Bilancio Bilancio Bilancio anno n anno n + 1 anno n + 2 Impegno Imputato 100 Imputato Imputato Registrato

70 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO NUOVO approccio. e finanziata con il Fondo Pluriennale Vincolato. Bilancio Bilancio Bilancio anno n anno n + 1 anno n + 2 Impegno Imputato 100 FPV IN E. Imputato Imputato FPV IN E. Registrato FPV in S. 900 FPV in S. 300

71 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI -. Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO Approccio sperimentale. Nell anno n la spesa seppur esigibile nell anno ha avuto manifestazione monetaria nell anno n+1 Bilancio Bilancio Bilancio anno 1 anno 2 anno 3 Impegno Imputato 100 FPV IN E. Imputato Imputato FPV IN E. Registrato FPV in S. 900 FPV in S. 300 Residuo 100

72 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO Tale posta contabile è un elemento di saldo a cui si cumula l andamento della spesa di competenza secondo la propria esigibilità

73 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO Esempio 2 Anno di riferimento: n+1 Opera nuova (bilancio n+1) di 450 con esigibilità: n+1: 50 n+2: 150 n+3: 100 anni successivi: 150

74 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO Esempio 2 - Anno di riferimento: n+1 L allegato dimostrativo al bilancio n+1 della composizione del FPV sarà COMPO SIZIO NE PER MISSIONI E PRO GRAMMI DEL FO NDO PLURIENNALE VINCO LATO DELL ESERCIZIO N +1 FPV AL N SPESE IMPEGNATE NEGLI ESERCIZI PRECEDENT I CON COPERTURA COSTITUITA DAL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO E IMPUTAT E ALL'ESERCIZIO N +1 QUOT A FPV AL N, NON DESTINATA AD ESSERE UTILIZZATA NELL'ESERCIZIO N+1 E RINVIATA ALL'ESERCIZIO N+2 E SUCCESSIVI SPESE CHE SI PREVEDE DI IMPEGNARE NELL ESERCIZIO N+1 CON COPERTURA COSTITUITA DAL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO CON IMPUTAZIONE AGLI ESERCIZI: FPV AL N+1 N+2 N+3 ANNI SUCCESSIVI IMPUT AZION E NON ANCORA DEFINITA a b c=a-b d e f g h=c+d+e+f+g

75 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO Esempio 3 L Ente intende realizzare un opera pubblica accedendo ad un prestito flessibile pre ammortamento anni 3. Opera pubblica valore Cronoprogramma anno n: 100 anno n+1: 800 anno n+2: 100

76 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO Esempio 3 L entrata diviene esigibile con la spesa.. e il FPV.. anno n anno n+1 anno n+2 Imputato 100 Imputato 100 Imputato Imputato Imputato 100 Imputato NON ESISTE

77 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria TUTTO SI BASA SULLA ESIGIBILITA Gli atti di impegno e di accertamento devono riportare gli estremi temporali che permettano un inequivocabile cadenza degli eventi al fine di imputare gli stessi nei bilanci di riferimento

78 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE Sono accertate per l intero importo del credito anche le entrate di dubbia e difficile esazione, per le quali non è certa la riscossione integrale [ ]

79 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE Per i crediti di dubbia e difficile esazione accertati nell esercizio è effettuato un accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità, vincolando una quota dell avanzo di amministrazione [ ]

80 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE MOMENTI D ANALISI DEL FONDO CREDITI DUBBIA ESIGIBILITA Bilancio di previsione Assestamento di bilancio Rendiconto finanziario

81 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE Bilancio di previsione È stanziata nel bilancio di previsione una apposita posta contabile, denominata Accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità il cui ammontare è determinato in considerazione della dimensione degli stanziamenti relativi ai crediti che si prevede si formeranno nell esercizio, della loro natura e dell andamento del fenomeno negli ultimi cinque esercizi precedenti

82 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE Al fine di definire detto accantonamento occorre analizzare per ogni singola entrata [almeno a livello di tipologia]: la modalità di accertamento dell entrata; la capacità di monetizzazione della stessa; lo stanziamento di bilancio proprio dell entrata oggetto di analisi.

83 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE La capacità di monetizzazione risulta essere la media di capacità di incasso della singola posta di entrata degli ultimi cinque esercizi chiusi: Riscossione in conto competenza e conto residuo Accertamenti in conto competenza

84 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE Ottenuta la media si calcola il reciproco a 100 di tale rapporto ottenendo la percentuale di accantonamento al fondo. Tale percentuale si applica allo stanziamento del redigendo bilancio. La sommatoria di tutti i prodotti quantifica il fondo

85 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE Il principio contabile permette un accantonamento graduato nel tempo: Enti non sperimentatori Prima Dopo % % % % % % % % back

86 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE BILANCIO DI GESTIONE I analisi: Applicare la percentuale di accantonamento definita in sede di bilancio di previsione al dato maggiore tra stanziamento di bilancio ed a quanto accertato.

87 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE BILANCIO DI GESTIONE II analisi: definisco una nuova percentuale ottenuta dal rapporto tra incassi in competenza e stanziamenti di bilancio od accertato se maggiore. Se il complemento a 100 di tale rapporto sarà più basso rispetto a quello adottato nella prima analisi utilizzo quest ultimo parametro. back

88 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE RENDICONTO Con il medesimo livello di dettaglio del bilancio di previsione definisco la capacità di monetizzazione dei singoli crediti propri dell ente: Riscossione in conto residuo Residui iniziali LA PERCENTUALE OTTENUTA SI APPLICA AI RESIDUI DA RIPORTARE

89 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria IL FONDO CREDITI DI DUBBIA E DIFFICILE ESAZIONE RENDICONTO la sommatoria così ottenuta, per la sua totalità, andrà accantonata nel risultato di amministrazione. Fino a quando il FCDE non risulta adeguato non è possibile utilizzare l avanzo di amministrazione [libero] back

90 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Il ciclo della programmazione

91 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Il ciclo della programmazione Fonte primaria La legge 31 dicembre 2009, n. 196, al terzo titolo prevede che tutte le amministrazioni pubbliche devono uniformare l impostazione delle previsioni di entrata e di spesa al metodo della programmazione al fine di garantire la piena integrazione tra il ciclo di programmazione nazionale e quello europeo

92 I BILANCI ARMONIZZATI E LA FORMA DI GOVERNO LOCALE: IL RUOLO DELLA GIUNTA, DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEI DIRIGENTI Il semestre europeo Il rendiconto di gestione FPV FCDDE La programmazione IlDUP Il bilancio di previsione Mantenimento degli equilibri di bilancio Il PEG back

93 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La piena integrazione tra il ciclo di programmazione nazionale e quello europeo: IL SEMESTRE EUROPEO OBIETTIVO al fine di garantire il coordinamento preventivo delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri

94 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - IL SEMESTRE EUROPEO RICHIESTA la trasmissione alla Commissione degli obiettivi programmatici di finanza pubblica e le politiche economiche e di bilancio di ciascun Paese, in una fase antecedente la loro attuazione a livello di singolo Stato

95 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - IL SEMESTRE EUROPEO TEMPISTICHE GENNAIO la Commissione europea elabora l analisi annuale sulla crescita in cui fornisce l indagine sulle prospettive macroeconomiche e formula le proposte strategiche per l economia europea;

96 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - IL SEMESTRE EUROPEO TEMPISTICHE MARZO la Commissione europea predispone un rapporto sulla base del quale il Consiglio europeo indica i principali obiettivi di politica economica per l Unione europea e l Area euro e le possibili strategie di riforma per conseguire tali obiettivi(c.d. linee guida)

97 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - IL SEMESTRE EUROPEO TEMPISTICHE APRILE gli Stati membri, tenuto conto delle indicazioni fornite, comunicano alla Commissione i propri obiettivi di medio termine e le principali azioni di riforma e l aggiornamento del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforma

98 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - IL SEMESTRE EUROPEO TEMPISTICHE Entro LUGLIO il Consiglio Europeo e il Consiglio dei Ministri finanziari, sulla base della valutazione dei Programmi di stabilità, forniscono indicazioni specifiche per ciascun Paese. Il Consiglio, nel caso in cui ritenga necessaria una modifica degli obiettivi di medio termine e le misure indicate per il loro conseguimento, inviterà lo Stato membro a rivedere il programma presentato

99 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - IL SEMESTRE EUROPEO TEMPISTICHE nei mesi successivi ciascuno Stato membro, tenuto conto delle raccomandazioni e delle decisioni del Consiglio e della Commissione, predispone il bilancio e le misure di politica economica finalizzate al loro conseguimento

100 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - IL SEMESTRE EUROPEO Programma di stabilità - contenuto obiettivi programmatici di finanza pubblica(un triennio) obiettivo di debito pubblico ed analisi di differenti scenari di crescita e di tassi di interesse la ripartizione per livelli di governo degli obiettivi di finanza pubblica un articolazione per i principali aggregati di entrate ed uscite del bilancio pubblico il dettaglio della manovra necessaria a conseguire gli obiettivi in ciascun anno del periodo di previsione back

101 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - il Documento unico di programmazione (DUP), presentato al Consiglio, entro il 31 luglio di ciascun anno, che, per gli enti in sperimentazione, sostituisce la relazione previsionale e programmatica; l eventuale nota di aggiornamento del Documento unico di programmazione (DUP), da presentare al Consiglio entro il 15 novembre di ogni anno, per le conseguenti deliberazioni; lo schema di delibera del bilancio di previsione finanziario, da presentare al Consiglio entro il 15 novembre di ogni anno. A seguito di variazioni del quadro normativo di riferimento la Giunta aggiorna lo schema di delibera di bilancio di previsione in corso di approvazione unitamente al DUP; il piano esecutivo di gestione e delle performances approvato dalla Giunta entro 10 giorni dall approvazione del bilancio

102 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - il piano degli indicatori di bilancio presentato al Consiglio unitamente al bilancio di previsione e al rendiconto o entro 30 giorni dall approvazione di tali documenti; lo schema di delibera di assestamento del bilancio, comprendente lo stato di attuazione dei programmi e il controllo della salvaguardia degli equilibri di bilancio; le variazioni di bilancio; lo schema di rendiconto sulla gestione, che conclude il sistema di bilancio dell ente, da approvarsi entro il 30 aprile dell anno successivo all esercizio di riferimento. lo schema di bilancio consolidato al fine di definire il risultato di gruppo ed i rapporti credito debito con le partecipate in sostituzione della dichiarazione ex Legge7agosto2012,n135,art.6comma4 back

103 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - IL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE DUP

104 Il Documento unico di programmazione degli enti locali ( il DUP ) Entro il 31 luglio di ciascun anno la Giunta presenta al Consiglio il Documento Unico di Programmazione (DUP), che sostituisce, per gli enti in sperimentazione, la relazione previsionale e programmatica. Il DUP è lo strumento che permette l attività di guida strategica ed operativa degli enti locali e consente di fronteggiare in modo permanente, sistemico e unitario le discontinuità ambientali e organizzative. Il DUP costituisce, nel rispetto del principio del coordinamento e coerenza dei documenti di bilancio, il presupposto necessario di tutti gli altri documenti di programmazione. IlDUPsicomponediduesezioni:laSezioneStrategica(SeS)elaSezioneOperativa (SeO). La prima ha un orizzonte temporale di riferimento pari a quello del mandato amministrativo, la seconda pari a quello del bilancio di previsione.

105 Il Documento unico di programmazione La SeS sviluppa e concretizza le linee programmatiche di mandato di cui all art. 46 comma 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e individua, in coerenza con il quadro normativo di riferimento, gli indirizzi strategici dell ente La SeO ha carattere generale, contenuto programmatico e costituisce lo strumento a supporto del processo di previsione definito sulla base degli indirizzi generali e degli obiettivi strategici fissati nella SeS del DUP. In particolare, la SeO contiene la programmazione operativa dell ente avendo a riferimento un arco temporale sia annuale che pluriennale. Il contenuto della SeO, predisposto in base alle previsioni ed agli obiettivi fissati nella SeS, costituisce guida e vincolo ai processi di redazione dei documenti contabili di previsione dell ente.

106 Il Documento unico di programmazione Sezione Strategica DUP Linee programmatiche di mandato Sezione Operativa Programmazione operativa degli indirizzi generali e degli obiettivi strategici

107 Primo step della programmazione

108 Il Documento unico di programmazione Il prospetto del DUP è libero ed il tavolo tecnico attende indicazioni dagli sperimentatori La sezione strategica Base LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO La sezione operativa Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA

109 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE STRATEGICA Base LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO CONTENUTO le principali scelte che caratterizzano il programma dell amministrazione da realizzare nel corso del mandato amministrativo e che possono avere un impatto di medio e lungo periodo, le politiche di mandato che l ente vuole sviluppare nel raggiungimento delle proprie finalità istituzionali e nel governo delle proprie funzioni fondamentali e gli indirizzi generali di programmazione riferiti al periodo di mandato

110 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE STRATEGICA Base LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO OGGETTO D ANALISI CONDIZIONI ESTERNE ALL ENTE E DI QUELLE INTERNE, SIA IN TERMINI ATTUALI CHE PROSPETTICI

111 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE STRATEGICA Base LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO CONDIZIONI INTERNE L analisi strategica richiede l approfondimento dei seguenti profili: 1. Organizzazione e modalità di gestione dei servizi pubblici locali tenuto conto dei fabbisogni e dei costi standard. 2. Indirizzi generali di natura strategica relativi alle risorse e agli impieghi e sostenibilità economico finanziaria attuale e prospettica.

112 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE STRATEGICA Base LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO A tal fine, con riferimento al periodo di mandato, occorre analizzare: a. gli investimenti e la realizzazione delle opere pubbliche con indicazione del fabbisogno in termini di spesa di investimento e dei riflessi per quanto riguarda la spesa corrente per ciascuno degli anni dell'arco temporale di riferimento della SeS; b. i programmi ed i progetti di investimento in corso di esecuzione e non ancora conclusi; c. i tributi e le tariffe dei servizi pubblici; d. la spesa corrente con specifico riferimento alla gestione delle funzioni fondamentali anche con riferimento alla qualità dei servizi resi e agli obiettivi di servizio;

113 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE STRATEGICA Base LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO e. l analisi delle necessità finanziarie e strutturali per l espletamento dei programmi ricompresi nelle varie missioni; f. la gestione del patrimonio; g. il reperimento e l impiego di risorse straordinarie e in conto capitale; h. l indebitamento con analisi della relativa sostenibilità e andamento tendenziale nel periodo di mandato; i. gli equilibri della situazione corrente e generali del bilancio ed i relativi equilibri in termini di cassa.

114 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE STRATEGICA Base LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO CONDIZIONI INTERNE L analisi strategica richiede l approfondimento anche dei seguenti profili: 3. Disponibilità e gestione delle risorse umane con riferimento alla struttura organizzativa dell ente in tutte le sue articolazioni e alla sua evoluzione nel tempo anche in termini di spesa. 4. Coerenza e compatibilità presente e futura con le disposizioni del patto di stabilità interno e con i vincoli di finanza pubblica.

115 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE STRATEGICA Base LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO EPILOGO In considerazione delle linee programmatiche di mandato e degli indirizzi strategici, al termine del mandato, l amministrazione rende conto del proprio operato attraverso la relazione di fine mandato di cui all art. 4 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, quale dichiarazione certificata delle iniziative intraprese, dell attività amministrativa e normativa e dei risultati riferibili alla programmazione strategica e operativa dell ente e di bilancio durante il mandato

116 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA ha carattere programmatico CONTENUTO arco temporale annuale e pluriennale ha contenuto finanziario con espressione di valori sia di competenza chedicassa basato su valutazioni economico patrimoniali

117 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA OBIETTIVO 1. Individuare per ogni missione di bilancio i programmi che si indente realizzare al fine di soddisfare gli obiettivi strategici assegnati 2. Associare ad ogni programma gli obiettivi operativi annuali da raggiungere

118 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA SCOPI 1. definire, con riferimento all ente e al gruppo amministrazione pubblica, gli obiettivi dei programmi all interno delle singole missioni. Con specifico riferimento all ente devono essere indicati anche i fabbisogni di spesa e le relative modalità di finanziamento; 2. orientare e guidare le successive deliberazioni del Consiglio e della Giunta; 3. costituire il presupposto dell attività di controllo strategico e dei risultati conseguiti dall ente, con particolare riferimento allo stato di attuazione dei programmi nell ambito delle missioni e alla relazione al rendiconto di gestione.

119 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA CONTENUTO 1. dall indicazione degli indirizzi e degli obiettivi degli organismi facenti parte del gruppo amministrazione pubblica; 2. dalla dimostrazione della coerenza delle previsioni di bilancio con gli strumenti urbanistici vigenti; 3. per la parte entrata, da una valutazione generale sui mezzi finanziari, individuando le fonti di finanziamento ed evidenziando l'andamento storico degli stessi ed i relativi vincoli; 4. dagli indirizzi in materia di tributi e tariffe dei servizi; 5. dagli indirizzi sul ricorso all indebitamento per il finanziamento degli investimenti; 6. per la parte spesa da una redazione per programmi all interno delle missioni, con indicazione delle finalità che si intendono conseguire, della motivazione delle scelte di indirizzo effettuate e delle risorse umane e strumentali ad esse destinate;

120 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA CONTENUTO 7. dall analisi e valutazione degli impegni pluriennali di spesa già assunti; 8. dalla valutazione sulla situazione economico finanziaria degli organismi gestionali esterni; 9. dalla programmazione dei lavori pubblici svolta in conformità ad un programma triennale e ai suoi aggiornamenti annuali; 10. dalla programmazione del fabbisogno di personale a livello triennale eannuale; 11. dal piano delle alienazioni e valorizzazioni dei beni patrimoniali.

121 Il Documento unico di programmazione PARTE PRIMA SEZIONE OPERATIVA PARTE SECONDA

122 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA PARTE PRIMA sono individuati, per ogni singola missione e coerentemente agli indirizzi strategici contenuti nella SeS, i programmi operativi che l ente intende realizzare nell'arco pluriennale di riferimento della SeO del DUP Gli obiettivi individuati per ogni programma rappresentano la declinazione annuale e pluriennale degli obiettivi strategici contenuti nella SeS e costituiscono indirizzo vincolante per i successivi atti di programmazione, in applicazione del principio della coerenza tra i documenti di programmazione.

123 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA PARTE PRIMA IL PROGRAMMA è l elemento fondamentale della struttura del sistema di bilancio ed il perno intorno al quale definire i rapporti tra organi di governo, e tra questi e la struttura organizzativa e delle responsabilità di gestione dell ente, nonché per la corretta informazione sui contenuti effettivi delle scelte dell amministrazione agli utilizzatori del sistema di bilancio

124 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA PARTE PRIMA CONDIZIONI OPERATIVE elemento primario della programmazione analisi soggettiva degli input produttivi best practice per il rispetto del Patto di stabilità analisi dei servizi ritenuti necessari

125 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA PROGRAMMAZIONE LAVORI PUBBLICI PARTE SECONDA PERSONALE PATRIMONIO

126 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA PARTE SECONDA PROGRAMMAZIONE LAVORI PUBBLICI Base programma triennale dei lavori pubblici coerente aggiornato dalla Sezione operativa del DUP Contenuto obbligatorio del programma le priorità e le azioni da intraprendere come richiesto dalla legge; la stima dei tempi e la durata degli adempimenti amministrativi di realizzazione delle opere e del collaudo; la stima dei fabbisogni espressi in termini sia di competenza, sia di cassa, al fine del relativo finanziamento in coerenza con i vincoli di finanza pubblica.

127 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA PARTE SECONDA PROGRAMMAZIONE PERSONALE La programmazione del fabbisogno di personale che gli organi di vertice degli enti sono tenuti ad approvare, ai sensi di legge, deve assicurare le esigenze di funzionalità e di ottimizzazione delle risorse per il miglior funzionamento dei servizi compatibilmente con le disponibilità finanziarie e i vincoli di finanza pubblica

128 Il Documento unico di programmazione La SEZIONE OPERATIVA Base RELAZIONE PRESIONALE PROGRAMMATICA PARTE SECONDA PROGRAMMAZIONE PATRIMONIALE L ente individua, redigendo apposito elenco, i singoli immobili di proprietà dell'ente. Tra questi devono essere individuati quelli non strumentali e quelli suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione. Sulla base delle informazioni contenute nell elenco deve essere predisposto il Piano delle alienazioni e valorizzazioni patrimoniali quale parte integrante del DUP back

129 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - IL BILANCIO DI PREVISIONE

130 La classificazione e i livelli di governo La classificazione delle spese in missioni, programmi, macroaggregati, capitoli ed eventualmente, in articoli, prevista dagli articoli 12, 13 e 14 del decreto legislativo n. 118/2011, è posta in relazione ai livelli di governo cui è attribuita la responsabilità della distribuzione delle risorse. La funzione politico amministrativa di indirizzo e controllo è svolta dal Consiglio, che la esercita attraverso l approvazione del bilancio autorizzatorio per missioni e programmi e titoli, che ripartisce le risorse disponibili tra le funzioni e i programmi. la funzione di ripartizione delle risorse in considerazione della natura economica della spesa, è svolta dalla Giunta, attraverso la ripartizione delle tipologie di entrata in categorie, capitoli ed eventualmente in articoli e dei programmi di spesa in macroaggregati, capitoli ed eventualmente in articoli. Tale documento costituisce il piano esecutivo di gestione

131 IL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO Il bilancio di previsione finanziario è il documento nel quale vengono rappresentate contabilmente le previsioni di natura finanziaria riferite a ciascun esercizio compreso nell arco temporale considerato nei DUP; gli organi di governo di un ente, definiscono la distribuzione delle risorse finanziarie tra i programmi e le attività che l amministrazione deve realizzare, in coerenza con quanto previsto nel documento di programmazione. Il bilancio di previsione finanziario è almeno triennale. Le previsioni riguardanti il primo esercizio costituiscono il bilancio di previsione finanziario annuale

132 Le finalità del bilancio di previsione di previsione politico-amministrative: indirizzo e controllo da parte degli organi di governo di programmazione finanziaria di destinazione delle risorse a preventivo attraverso la funzione autorizzatoria di verifica degli equilibri finanziari nel tempo informative verso gli utilizzatori esterni

133 Gli schemi che compongono il bilancio di previsione Bilancio di previsione entrate per titoli e tipologie; Bilancio di previsione entrate riepilogo per titoli Bilancio di previsione spese per missioni, programmi Bilancio di previsione spese riepilogo per missioni Quadro generale riassuntivo Equilibri di bilancio

134 Gli allegati agli schemi di bilancio che approva il consiglio a) il prospetto esplicativo del presunto risultato di amministrazione; b)il prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato; c) il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità; d) Il prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamento; la nota integrativa; la relazione del collegio dei revisori dei conti.

135 ENTRATA Bilancio ex Dlgs 267/00 Bilancio ex Dlgs 118/11 Titolo 1 La struttura del bilancio entrata Titolo 1 Entrate Tributarie Titolo 2 Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti dello Stato, della regione e di altri enti pubblici anche in rapporto all'esercizio di funzioni delegate dalla regione Titolo 3 Entrate extratributarie Titolo 4 Entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossioni di crediti Titolo 5 Entrate derivanti da accensioni di prestiti Titolo 5 Entrate derivanti da accensioni di prestiti Titolo 6 Entrate da servizi per conto di terzi Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa Titolo 2 Trasferimenti Correnti Titolo 3 Entrate extratributarie Titolo 4 Entrate in conto capitale Titolo 5 Entrate da riduzione di attività finanziarie Titolo 6 Accensione di prestiti Titolo 7 Anticipazione da istituto tesoriere/cassiere Titolo 9 Entrate per conto di terzi e partite di giro

136 La struttura del bilancio spesa I programmi di spesa sono articolati nei seguenti titoli di spesa che, se presentano importo pari a 0, possono non essere indicati nel bilancio: TITOLO 1 SPESE CORRENTI TITOLO 2 SPESE IN CONTO CAPITALE TITOLO 3 SPESE PER INCREMENTO DI ATTIVITA' FINANZIARIE TITOLO 4 RIMBORSO DI PRESTITI. Solo per la missione 60 Anticipazioni finanziarie e per la missione 99 Servizi per conto terzi, possono essere previsti anche i seguenti titoli: TITOLO 5 CHIUSURA ANTICIPAZIONI DA ISTITUTO TESORIERE/CASSIERE TITOLO7 SPESEPERCONTOTERZIEPARTITEDIGIRO.

137 La stampa del bilancio TITOLO TIPOLOGIA DENOMINAZIONE RESIDUI PRESUNTI AL TERMINE DELL'ESERCIZI O PRECEDENTE QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO l ammontare presunto dei residui attivi o passivi alla chiusura dell esercizio precedente a quello del triennio cui il bilancio si riferisce PREVISIONI DEFINITIVE DELL'ANNO PRECEDENT E QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI ANNO. PREVISIONI DELL'ANNO N+1 PREVISIONI DELL'ANNO N+2 TITOLO 1: Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa Tipologia 101: Imposte, tasse e proventi assimilati 0,00 previsione di competenza 0,00 0,00 0,00 0,00 previsione di cassa 0,00

138 La stampa del bilancio l importo definitivo delle previsioni di RESIDUI PRESUNTI AL competenza e di cassa TERMINE dell anno TITOLO DELL'ESERCIZI DENOMINAZIONE precedente TIPOLOGIAil triennio cuio PRECEDENTE si riferisce il QUELLO CUI SI bilancio, risultanti allariferisce data IL di BILANCIO elaborazione del bilancio di previsione PREVISIONI DEFINITIVE DELL'ANNO PRECEDENT E QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI ANNO. PREVISIONI DELL'ANNO N+1 PREVISIONI DELL'ANNO N+2 TITOLO 1: Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa Tipologia 101: Imposte, tasse e proventi assimilati 0,00 previsione di competenza 0,00 0,00 0,00 0,00 previsione di cassa 0,00

139 La stampa del bilancio TITOLO TIPOLOGIA DENOMINAZIONE RESIDUI PRESUNTI AL TERMINE DELL'ESERCIZI O PRECEDENTE QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI DEFINITIVE DELL'ANNO PRECEDENT E QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO Il bilancio ha cadenza almeno triennale PREVISIONI ANNO. PREVISIONI DELL'ANNO N+1 PREVISIONI DELL'ANNO N+2 TITOLO 1: Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa Tipologia 101: Imposte, tasse e proventi assimilati 0,00 previsione di competenza 0,00 0,00 0,00 0,00 previsione di cassa 0,00

140 La stampa del bilancio TITOLO TIPOLOGIA DENOMINAZIONE RESIDUI PRESUNTI AL TERMINE DELL'ESERCIZ IO PRECEDENTE QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI DEFINITIVE DELL'ANNO PRECEDENT E QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI ANNO. PREVISIONI DELL'ANNO N+1 PREVISIONI DELL'ANNO N+2 TITOLO 1: Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa Tipologia 101: Imposte, tasse e proventi assimilati 0,00 Il bilancio riporta la previsione di cassa con carattere autorizzatorio previsione di competenza 0,00 0,00 0,00 0,00 previsione di cassa 0,00

141 Le peculiarità della stampa del bilancio SPESA DENOMINAZIONE RESIDUI PRESUNTI AL TERMINE DELL'ESERCIZI O PRECEDENTE QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI DEFINITIVE DELL'ANNO PRECEDENT E QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI ANNO. PREVISIONI DELL'ANNO N+1 PREVISIONI DELL'ANNO N+2 Servizi istituzionali, generali e di gestione Organi istituzionali Spese correnti 0,00 Spese in conto capitale 0,00 previsione di competenza di cui già impegnato* di cui fondo pluriennale vincolato i titoli sono un di cui di programmi e missioni previsione di cassa 0,00 previsione di competenza di cui già impegnato* di cui fondo pluriennale vincolato previsione di cassa 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) 0,00 0,00 0,00 0,00 (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00)

142 Le peculiarità della stampa del bilancio SPESA DENOMINAZIONE RESIDUI PRESUNTI AL TERMINE DELL'ESERCIZI O PRECEDENTE QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI DEFINITIVE DELL'ANNO PRECEDENT E QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI ANNO. PREVISIONI DELL'ANNO N+1 PREVISIONI DELL'ANNO N+2 Servizi istituzionali, generali e di gestione Organi istituzionali Spese correnti 0,00 Spese in conto capitale 0,00 Il legislatore ha voluto far vedere quanto è già 0,00stato consumato 0,00 0,00 0,00 previsione di competenza di cui già impegnato* di cui fondo pluriennale vincolato previsione di cassa 0,00 previsione di competenza di cui già impegnato* di cui fondo pluriennale vincolato previsione di cassa 0,00 (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) 0,00 0,00 0,00 0,00 (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00)

143 Le peculiarità della stampa del bilancio SPESA DENOMINAZIONE RESIDUI PRESUNTI AL TERMINE DELL'ESERCIZI O PRECEDENTE QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI DEFINITIVE DELL'ANNO PRECEDENTE QUELLO CUI SI RIFERISCE IL BILANCIO PREVISIONI ANNO. PREVISIONI DELL'ANNO N+1 PREVISIONI DELL'ANNO N+2 Servizi istituzionali, generali e di gestione Organi istituzionali Spese correnti 0,00 previsione di competenza di cui già impegnato* di cui fondo pluriennale vincolato E di cui si andrà a rinviare in futuro previsione di cassa 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) Spese in conto capitale 0,00 previsione di competenza di cui già impegnato* di cui fondo pluriennale vincolato previsione di cassa 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00) (0,00)

144 Le previsioni di competenza e di cassa Le previsioni di competenza finanziaria sono elaborate in coerenza con il principio generale n. 16, e rappresentano le entrate e le spese che si prevede saranno esigibili in ciascuno degli esercizi considerati, anche se la relativa obbligazione è sorta in esercizi precedenti. Gli stanziamenti di cassa comprendono le previsioni di riscossioni e pagamenti in c/residui e sono elaborate in considerazione dei presumibili ritardi nella riscossione e nei pagamenti delle obbligazioni già esigibili.

145 La funzione autorizzatoria del bilancio di previsione finanziario Gli stanziamenti di spesa del bilancio di previsione finanziario riguardanti gli esercizi finanziari cui il bilancio si riferisce hanno natura autorizzatoria, costituendo limite agli impegni ed ai pagamenti, con l esclusione delle previsioni riguardanti i rimborsi delle anticipazioni di tesoreria e le partite di giro/servizi per conto di terzi i cui stanziamenti non comportano limiti alla gestione Hanno natura autorizzatoria anche gli stanziamenti di entrata riguardanti le accensione di prestiti A seguito di eventi intervenuti successivamente all approvazione del bilancio la giunta, nelle more della necessaria variazione di bilancio, può limitare la natura autorizzatoria degli stanziamenti di tutti gli esercizi considerati del bilancio, al solo fine di garantire gli equilibri di bilancio

146 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - GLI ALLEGATI AL BILANCIO DI PREVISIONE

147 Il prospetto esplicativo del presunto risultato di amministrazione La prima parte del prospetto consente di determinare l importo del risultato di amministrazione per approssimazioni successive, attraverso: a) L indicazione del risultato di amministrazione iniziale dell'esercizio precedente a quello cui si riferisce il bilancio, che costituisce un dato certo, determinato dall ultimo consuntivo approvato; b) Il calcolo del risultato di amministrazione dell esercizio precedente a quello cui si riferisce il bilancio alla data in cui si predispone lo schema di bilancio, determinato sulla base delle registrazioni contabili alla data di elaborazione dello schema di bilancio; c) La stima degli impegni e degli accertamenti che si prevede di registrare nel resto dell esercizio in corso, e delle variazioni dei residui attivi e passivi che si prevede di effettuare in sede di riaccertamento. Sulla base di tali dati e dell importo del fondo pluriennale vincolato di spesa definitivamente stanziato in spesa dell esercizio precedente (se il bilancio di previsione è predisposto nel corso dell esercizio cui si riferisce, si fa riferimento all importo del fondo pluriennale cui corrispondono impegni imputati agli esercizi successivi, determinato sulla base del preconsuntivo), si determina il risultato di amministrazione presunto dell esercizio precedente a quello cui si riferisce il bilancio di previsione.

148 Il prospetto esplicativo del presunto risultato di amministrazione Determinazione del risultato di amministrazione presunto al 31/12 N-1: Risultato di amministrazione iniziale dell'esercizio N-1 0,00 (+) Entrate già accertate nell'esercizio N-1 0,00 (-) Uscite già impegnate nell'esercizio N-1 0,00 +/- Variazioni dei residui attivi già verificatesi nell'esercizio N-1 0,00 -/+ Variazioni dei residui passivi già verificatesi nell'esercizio N-1 0,00 = Risultato di amministrazione dell'esercizio N-1 alla data di redazione del bilancio di previsione dell'anno N 0,00 + Entrate che prevedo di accertare per il restante periodo dell'esercizio N-1 0,00 - Spese che prevedo di impegnare per il restante periodo dell'esercizio N-1 0,00 +/- Variazioni dei residui attivi, presunte per il restante periodo dell'esercizio N-1 0,00 -/+ Variazioni dei residui passivi, presunte per il restante periodo dell'esercizio N-1 0,00 - Fondo pluriennale vincolato dell'esercizio N-1 (1) 0,00 = A) Risultato di amministrazione presunto al 31/12 N-1 0,00

149 Il prospetto esplicativo del presunto risultato di amministrazione La seconda parte del prospetto rappresenta la composizione del risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre dell esercizio precedente a quello cui si riferisce il bilancio di previsione, costituita: 1) della quota vincolata del risultato di amministrazione del periodo precedente, precisando a quali vincoli si fa riferimento, secondo la classificazione prevista dal principio applicato ) dalla quota del risultato di amministrazione accantonata. Gli accantonamenti dell avanzo sono il fondo crediti di dubbia esigibilità e altri eventuali accantonamenti per passività potenziali; 3) dalla quota del risultato di amministrazione destinata agli investimenti. 4) l eventuale quota libera dell avanzo di amministrazione presunto utilizzabile solo a seguito dell approvazione del rendiconto, quando ne sia dimostrata la sua effettiva consistenza e, quindi, nella misura in cui l avanzo risulti effettivamente realizzato. Nel caso in cui l importo della quota libera risulti negativo, si è in presenza di un disavanzo di amministrazione, da recuperare secondo le modalità previste dalla legge.

150 Il prospetto esplicativo del presunto risultato di amministrazione 2) Composizione del risultato di amministrazione presunto al 31/12 N-1: Parte accantonata (2) Fondo crediti di dubbia esigibilità al 31/12/N-1 (3) Fondo..al 31/12/N-1 (4) Fondo..al 31/12/N-1 B) Totale parte accantonata 0,00 Parte vincolata Vincoli derivanti da leggi e dai principi contabili Vincoli derivanti da trasferimenti Vincoli derivanti dalla contrazione di mutui Vincoli formalmente attribuiti dall'ente Altri vincoli da specificare C) Totale parte vincolata 0,00 Parte destinata agli investimenti D) Totale destinata agli investimenti E) Totale parte disponibile (E=A-B-C-D) 0,00 Se D è negativo, tale importo è iscritto tra le spese del bilancio di previsione dell'esercizio N (5)

151 Il prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato Al bilancio di previsione sono allegati almeno tre prospetti concernenti la composizione del fondo pluriennale vincolato, predisposti con riferimento a ciascun esercizio considerato nel bilancio di previsione. Al riguardo è importate ricordare che il fondo pluriennale vincolato è cumulato, in quanto l importo iscritto in entrata in ciascun esercizio riporta tutte le risorse rinviate dagli esercizi precedenti, sia quelle relative agli impegni imputati all esercizio cui si riferisce il bilancio, sia quelle relative agli esercizi successivi. Trattandosi di un dato cumulato, il fondo consente di rappresentare contabilmente con trasparenza e attendibilità: a) la distanza temporale intercorrente tra l acquisizione delle risorse ed il loro effettivo impiego, evidenziando, nel caso in cui le risorse siano costituite da prestiti, il fenomeno, purtroppo frequente presso gli enti locali, dell acquisizione di liquidità vincolata destinata a restare inutilizzata anche per periodi di tempo lunghi, nonostante comportino rilevanti oneri finanziari; b) il procedimento di programmazione e realizzazione delle spese pubbliche che impiegano risorse acquisite anticipatamente dall ente e richiedono un periodo di tempo ultrannuale di attuazione, evidenziando anche i tempi di impiego delle risorse acquisite per la realizzazione di interventi pluriennali, (si pensi alla indispensabilità di tale previsione nel caso di indebitamento o di utilizzo di trasferimenti da altri livelli di governo).

152 Il prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato CO MPO SIZIO NE PER MISSIO NI E PRO GRAMMI DEL FO NDO PLURIENNALE VINCO LATO DELL ESERCIZIO N +1 FPV AL N SPESE IMPEGNATE NEGLI ESERCIZI PRECEDENTI CON COPERTURA COSTITUITA DAL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO E IMPUTATE ALL'ESERCIZIO N +1 QUOTA FPV AL N, NON DESTINATA AD ESSERE UTILIZZATA NELL'ESERCIZIO N+1 E RINVIAT A ALL'ESERCIZIO N+2 E SUCCESSIVI SPESE CHE SI PREVEDE DI IMPEGNARE NELL ESERCIZIO N+1 CON COPERT URA COSTITUITA DAL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO CON IMPUTAZIONE AGLI ESERCIZI: FPV AL N+1 N+2 N+3 ANNI SUCCESSIVI IMPUTAZION E NON ANCORA DEFINITA a b c=a-b d e f g h=c+d+e+f+g

153 Il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità Al bilancio di previsione sono allegati almeno tre prospetti, concernenti la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità, predisposti con riferimento a ciascun esercizio considerato nel bilancio di previsione. Tali allegati, anche per garantire la confrontabilità dei bilanci, rappresentano la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità a livello di tipologie, indipendentemente dal livello di analisi che l ente autonomamente sceglie per valutare le proprie entrate. E importante ribadire che il prospetto non svolge la funzione di dimostrare la metodologia seguita per calcolare il fondo. Pertanto, le percentuali indicate nella colonna d) sono il risultato del rapporto tra l accantonamento effettuato per ciascuna tipologia e l importo della corrispondente tipologia stanziato nel bilancio di previsione. In ogni caso, al fine di consentire una valutazione della congruità del fondo, per alcune tipologie di entrata è prevista anche l indicazione dell importo della tipologia al netto delle entrate per le quali non è previsto l obbligo di accantonare risorse nel fondo, quali, ad esempio, i trasferimenti da altre amministrazioni pubbliche.

154 Il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità TIPOLOGIA DENOMINAZIONE STANZIAMEN TI DI BILANCIO (a) ACCANTO NAMENTO OBBLIGAT ORIO AL FONDO (*) (b) ACCANT ONAME NTO EFFETTI VO DI BILANCI O (**) (c) % di stanziamento accantonato al fondo nel rispetto del principio contabile applicato 3.3 (d)=(c/a) ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA, CONTRIBUTIVA E PEREQUATIVA Tipologia 101: Imposte, tasse e proventi assimilati di cui accertati per cassa sulla base del principio contabile 3.7 Tipologia 101: Imposte, tasse e proventi assimilati non accertati per cassa Tipologia 104: Compartecipazioni di tributi Tipologia 301: Fondi perequativi da Amministrazioni Centrali Tipologia 302: Fondi perequativi dalla Regione o Provincia autonoma (solo per gli Enti locali) TOTALE TITOLO

155 Il quadro generale riassuntivo della gestione finanziaria Il quadro generale riassuntivo reca l esposizione delle previsioni complessive del bilancio in termini di competenza e di cassa classificate per titoli, ed è costituito da un prospetto a sezioni divise nel quale sono indicate: a) per le entrate gli importi di cascun titolo e il totale delle entrate finali (costituito dalla somma dei primi 5 titoli) al quale si addiziona l accesso al mercato finanziario e la gestione conto terzi; b) per le spese gli importi di ciascun titolo di spesa e il totale delle spese finali (costituito dalla somma dei primi tre titoli delle spese) al quale si addiziona la restituzione del capitale al mercato finanziario e la gestione conto terzi Il quadro generale riassuntivo del bilancio fornisce una visione sintetica e globale dell intera gestione dell ente, relativa alle operazioni di competenza finanziaria dell esercizio. Tutte le voci del prospetto devono essere valorizzate, anche se di importo pari a 0. Ultima voce il saldo di cassa finale il quale dovrà essere maggiore di zero

156 Il quadro generale riassuntivo della gestione finanziaria CASSA COMP.NZ COMP.A COMP.A ENTRATE A ANNO ANNO ANNO N N N+1 N+2 Fondo di cassa presunto all'inizio 0,00 dell'esercizio Utilizzo avanzo presunto di amministrazione 0,00 0,00 0,00 Fondo pluriennale vincolato 0,00 0,00 0,00 SPESE Disavanzo di amministrazione CASSA N COMP.NZ A ANNO N COMP.A ANNO N+1 COMP.A ANNO N+2 0,00 0,00 0,00 Titolo 1 - Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 2 - Trasferimenti correnti 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 1 - Spese correnti 0,00 0,00 0,00 0,00 - di cui fondo pluriennale vincolato 0,00 0,00 0,00 Titolo 3 - Entrate extratributarie 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 4 - Entrate in conto capitale 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 2 - Spese in conto capitale 0,00 0,00 0,00 0,00 - di cui fondo pluriennale vincolato 0,00 0,00 0,00 Titolo 5 - Entrate da riduzione di attività finanziarie 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 3 - Spese per incremento di attività finanziarie 0,00 0,00 0,00 0,00 Totale entrate finali. 0,00 0,00 0,00 0,00 Totale spese finali. 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 6 - Accensione di prestiti 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 4 - Rimborso di prestiti 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 7 - Anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 5 - Chiusura Anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 9 - Entrate per conto di terzi e partite di giro 0,00 0,00 0,00 0,00 Titolo 7 - Spese per conto terzi e partite di giro 0,00 0,00 0,00 0,00 Totale titoli 0,00 0,00 0,00 0,00 Totale titoli 0,00 0,00 0,00 0,00 TOTALE COMPLESSIVO ENTRATE 0,00 0,00 0,00 0,00 TOTALE COMPLESSIVO SPESE 0,00 0,00 0,00 0,00 Fondo di cassa finale presunto 0,00

157 La nota integrativa Al bilancio occorre allegare, infine, una nota integrativa volta a meglio esplicare i metodi di calcolo adottati, ad es. per il fondo crediti di dubbia e difficile esazione, e le scelte politico amministrative, discendenti dal DUP, che sono alla base del documento di bilancio. Lo schema di detta relazione è libero Per l anno 2015 si è scelto di utilizzare la bozza di relazione al bilancio di previsione propria dell organo esecutivo adottato per l anno 2014

158 Riepilogo scadenze di presentazione di DUP e Bilancio DUP -entro il 15 luglio dell esercizio precedente il bilancio di previsione DUP, nota di aggiornamento - entro il 15 novembre Schema di delibera del bilancio di previsione - entro il 15 novembre Bilancio e DUP -approvati entro 31 dicembre Giunta Giunta Giunta Consiglio back

159 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - IL PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE (PEG)

160 PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE COMPITO Declinare in maggior dettaglio la programmazione operativa. Definizione degli obiettivi di gestione. PEG Piano delle performance Piano dettagliato degli obiettivi

161 PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE Contestualmente all approvazione del bilancio da parte del Consiglio, la Giunta approva la ripartizione delle tipologie in categorie, capitoli e, eventualmente, in articoli, e dei programmi in macroaggregati, capitoli e, eventualmente, in articoli, per ciascuno degli esercizi considerati nel bilancio, che costituisce il Piano esecutivo di gestione Per contestualmente si intende la prima seduta di giunta successiva all approvazione del bilancio da parte del Consiglio ILPEG: è lo strumento attraverso il quale si provvede ad attribuire ai titolari dei centri di responsabilità amministrativa le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi assegnati. è fondamentale strumento di determinazione degli obiettivi di gestione e di affidamento degli stessi, unitamente alle dotazioni necessarie, ai responsabili dei programmi previsti nel bilancio

162 PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE Il piano esecutivo di gestione(peg) è il documento che permette di declinare in maggior dettaglio la programmazione operativa contenuta nell apposita Sezione del Documento Unico di Programmazione(DUP). I contenuti del PEG, fermi restando i vincoli posti con l approvazione del bilancio di previsione, sono la risultante di un processo interattivo e partecipato che coinvolge la Giunta e la dirigenza dell ente. Il PEG rappresenta lo strumento attraverso il quale si guida la relazione tra organo esecutivo e responsabili dei servizi. Tale relazione è finalizzata alla definizione degli obiettivi di gestione, alla assegnazione delle risorse necessarie al loro raggiungimento e alla successiva valutazione.

163 PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE è redatto per competenza e per cassa con riferimento al primo esercizio considerato nel primo anno del bilancio di previsione e per gli altri in termini di competenza; ha natura previsionale e finanziaria; ha contenuto programmatico e contabile; può contenere dati di natura extracontabile; ha carattere autorizzatorio, ha un estensione temporale pari a quella del bilancio di previsione; ha rilevanza organizzativa, in quanto distingue le indirizzo, gestione e controllo ad esso connesse. responsabilità di

164 PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE Il piano dettagliato degli obiettivi di cui all'articolo 108, comma 1, del TUEL e il piano della performance di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sono unificati organicamente nel piano esecutivo di gestione. Il PEG facilita la valutazione della fattibilità tecnica degli obiettivi definiti a livello politico orientando e guidando la gestione, grazie alla definizione degli indirizzi da parte dell organo esecutivo, e responsabilizza sull utilizzo delle risorse e sul raggiungimento dei risultati. Inoltre costituisce un presupposto del controllo di gestione e un elemento portante dei sistemi di valutazione. Il PEG chiarisce e integra le responsabilità tra servizi di supporto e servizi la cui azione è rivolta agli utenti finali

165 PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE Il PEG assicura un collegamento con: la struttura organizzativa dell ente, tramite l individuazione dei responsabili realizzazione degli obiettivi di gestione; della gli obiettivi di gestione, attraverso la definizione degli stessi e degli indicatori per il monitoraggio del loro raggiungimento; le entrate e le uscite del bilancio attraverso l articolazione delle stesse al quarto livello del piano finanziario; le dotazioni di risorse umane e strumentali, mediante l assegnazione del personale e delle risorse strumentali. back

166 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Gli equilibri di bilancio

167 Gli equilibri di bilancio Fonte normativa: Legge costituzionale 1/2012 Legge 243/2012 un saldo non negativo, in termini di competenza e di cassa, tra leentratefinalielespesefinali; un saldo non negativo, in termini di competenza e di cassa, tra le entrate correnti e le spese correnti, incluse le quote di capitale delle rate di ammortamento dei prestiti

168 Gli equilibri di bilancio Equilibrio Entrate e Spese Finali: Totale Entrate (titoli I, II, III, IV) > Totale Spese (titoli I, II) Cassa & Competenza

169 Gli equilibri di bilancio Equilibrio Economico Totale Entrate (titoli I, II, III) > Totale Spese (titoli I, III) Cassa & Competenza

170 Gli equilibri di bilancio Prima parte Decreto Legislativo 118/2011 Fonte normativa: Equilibrio anticipazione di tesoreria, in termini di competenza e di cassa; Nuovo computo del saldo economico.

171 Gli equilibri di bilancio Equilibrio anticipazione di tesoreria: Totale Entrate (titoli VII) = Cassa & Competenza Totale Spese (titoli V)

172 Gli equilibri di bilancio Nuovo Equilibrio Economico : Totale Entrate (titoli I, II, III) > Cassa & Competenza Totale Spese (titoli I, TRASFERIMENTI IN CONTO CAPITALE, III)

173 Gli equilibri di bilancio Seconda parte Fonte normativa: Decreto Legislativo 118/2011 La CASSA acquisisce il carattere autorizzatorio Le previsioni a residuo devono trovare obbligatoriamente manifestazione di cassa nei primi mesi dell anno Le previsioni di cassa devono garantire il rispetto dei vincoli di finanza pubblica Le politiche di cassa devono garantire una piena potestà ad onorare i debiti nel rispetto dei fondi vincolati

174 Gli equilibri di bilancio I fondi vincolati Fondo finanziario vincolato Definizione Somma algebrica tra accertamento ed impegno Incide direttamente sul risultato di amministrazione

175 Gli equilibri di bilancio I fondi vincolati Fondo monetario vincolato Definizione Somma algebrica tra incassi e pagamenti Incide direttamente sulla disponibilità del saldo di cassa finale

176 Gli equilibri di bilancio I fondi vincolati Definizione Fondo di cassa vincolato Somma algebrica positiva tra incassi e pagamenti in attesa di impiego Saldo vincolato c/residuo Somma algebrica positiva residui attivi e passivi per vincolo

177 Gli equilibri di bilancio I fondi vincolati Fondo monetario vincolato [art 195 TUEL] Gli enti locali, ad eccezione degli enti in stato di dissesto finanziario sino all'emanazione del decreto di cui all'articolo 261, comma 3, possono disporre l'utilizzo, in termini di cassa, delle entrate vincolate di cui all'art. 180, comma 3, lettera d per il finanziamento di spese correnti, anche se provenienti dall'assunzione di mutui con istituti diversi dalla Cassa depositi e prestiti, per un importo non superiore all'anticipazione di tesoreria disponibile ai sensi dell'articolo 222.[ ] L'utilizzo di entrate vincolate presuppone l'adozione della deliberazione della giunta relativa all'anticipazione di tesoreria di cui all'articolo 222, comma 1, e viene deliberato in termini generali all'iniziodi ciascun esercizio ed è attivato dall'ente conl'emissione di appositi ordinativi di incasso e pagamento di regolazione contabile. Il ricorso all'utilizzo delle entrate vincolate, secondo le modalità di cui ai commi 1 e 2, vincola una quota corrispondente dell'anticipazione di tesoreria. Con i primi introiti non soggetti a vincolo di destinazione viene ricostituita la consistenza delle somme vincolate che sono state utilizzate per il pagamento di spese correnti. La ricostituzione dei vincoli è perfezionata con l'emissione di appositi ordinativi di incasso e pagamento di regolazione contabile FONDO VINCOLATO ANTICIPAZIONE DI TESORERIA

178 Gli equilibri di bilancio I fondi vincolati Fondo monetario vincolato [art 187 TUEL] FONDO VINCOLATO 3-bis. L'avanzo di amministrazione non vincolato non può essere utilizzato nel caso in cui l'ente si trovi in una delle situazioni previste dagli articoli 195 e 222, fatto salvo l'utilizzo per i provvedimenti di riequilibrio di cui all'articolo 193. UTILIZZO AVANZO DI AMMINISTRAZIONE

179 Gli equilibri di bilancio I fondi vincolati Fondo monetario vincolato RICOSTITUZIONE Data l importanza del dato, per ogni vincolo, occorre ricostruire il dato di competenza influente sul risultato di amministrazione che di cassa costituente i fondi monetari vincolati back

180 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Simulazione e proiezioni della costituzione del Fondo Pluriennale Vincolato Fondo Crediti di Dubbia e Difficile Esazione

181 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fondo Pluriennale Vincolato

182 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fondo Pluriennale Vincolato Origine: Al fine di adeguare i residui attivi e passivi risultanti al 1 gennaio 2015 al principio generale della competenza finanziaria enunciato nell'allegato n. 1, le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, escluse quelle che hanno partecipato alla sperimentazione nel 2014, con delibera di Giunta, previo parere dell'organo di revisione economico-finanziario, provvedono, contestualmente all'approvazione del rendiconto 2014, al riaccertamento straordinario dei residui, [ ] [art. 3 c. 7 Dlgs 118/2011]

183 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fondo Pluriennale Vincolato Origine: [ ] b) nella conseguente determinazione del fondo pluriennale vincolato da iscrivere in entrata del bilancio dell'esercizio 2015, distintamente per la parte corrente e per il conto capitale, per un importo pari alla differenza tra i residui passivi ed i residui attivi eliminati ai sensi della lettera a), se positiva, e nella rideterminazione del risultato di amministrazione al 1 gennaio 2015 a seguito del riaccertamento dei residui di cui alla lettera a); [ ] [art. 3 c. 7 Dlgs 118/2011]

184 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fondo Pluriennale Vincolato Obiettivo: [ ] d) nella reimputazione delle entrate e delle spese cancellate in attuazione della lettera a), a ciascuno degli esercizi in cui l'obbligazione è esigibile, secondo i criteri individuati nel principio applicato della contabilità finanziaria di cui all'allegato n. 4/2. La copertura finanziaria delle spese reimpegnate cui non corrispondono entrate riaccertate nel medesimo esercizio è costituita dal fondo pluriennale vincolato, salvi i casi di disavanzo tecnico di cui al comma 13; [ ] [art. 3 c. 7 Dlgs 118/2011]

185 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - COLLOCAZIONE: Fondo Pluriennale Vincolato ENTRATA CAPITOLI EXTRA BILANCIO DEDICATI IN VIA ESCLUSIVA ALLA SPESA CORRENTE O IN CONTO CAPITALE SPESA GRANDEZZE FINANZIARIE COLLACABILI IN OGNI PROGRAMMA DECLINABILI IN TITOLI

186 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - RIEPILOGHI: Fondo Pluriennale Vincolato PREVISIONE SCHEMA DI RIEPILOGO PER MISSIONE E PROGRAMMA VOLTO A DEFINIRE L INCREMENTO DI TALE POSTA CONTABILE RENDICONTO SCHEMA PRODOTTO IN TERMINI DI COMPETENZA VOLTO A DEFINIRE IL CONSUMO DI TALE LEMMA CONTABILE

187 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fondo Pluriennale Vincolato REVISIONE STRAORDINARIA DEI RESIDUI: ATTO DELIBERATIVO DELLA GUNTA SCHEMA DI RIEPILOGO PER MISSIONE E PROGRAMMA VOLTO A DEFINIRE L INCREMENTO DI TALE POSTA CONTABILE

188 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fondo Crediti di Dubbia e Difficile Esazione

189 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fondo Crediti di Dubbia e Difficile Esazione Origine: [ ] nell'accantonamento di una quota del risultato di amministrazione al 1 gennaio 2015, rideterminato in attuazione di quanto previsto dalla lettera b), al fondo crediti di dubbia esigibilità. L'importo del fondo è determinato secondo i criteri indicati nel principio applicato della contabilità finanziaria di cui all'allegato n Tale vincolo di destinazione opera anche se il risultato di amministrazione non è capiente o è negativo (disavanzo di amministrazione) [ ] [art. 3 c. 7 e) Dlgs 118/2011]

190 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fondo Crediti di Dubbia e Difficile Esazione ESEMPLIFICAZIONE back

191 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Il rendiconto di gestione

192 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Il rendiconto di gestione RESIDUI ATTIVI AL 1/1/201.. (RS) RISCOSSIONI IN C/RESIDUI (RR) RIACCERTAMENTI RESIDUI ( R) RESIDUI ATTIVI DA ESERCIZI PRECEDENTI (EP = RS -RR+R) TITOLO, TIPOLOGIA DEN.ZIONE PREVISIONI DEFINITIVE DI COMPETENZA (CP) PREVISIONI DEFINITIVE DI CASSA (CS) RISCOSSIONI IN C/COM.NZA (RC) TOTALE RISCOSSIONI (TR=RR+RC) ACCERTAMENTI (A) MAGGIORI O MINORI ENTRATE DI CASSA =TR-CS MAGGIORI O MINORI ENTRATE DI COMPETENZA =A-CP RESIDUI ATTIVI DA ESERCIZIO DI COMPETENZA (EC=A- RC) TOTALE RESIDUI ATTIVI DA RIPORTARE (TR=EP+EC) A B C D E F G

193 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Il rendiconto di gestione RESIDUI PASSIVI AL 1/1/201.. (RS) PAGAMENTI IN C/RESIDUI (PR) RIACCERTAMENTO RESIDUI (R ) ELIMINAZIONE PER PERENZIONE (P) RESIDUI PASSIVI DA ESERCIZI PRECEDENTI (EP=RS-PR+R-P) MISSIONE, PROGRAMMA, TITOLO PREVISIONI DENOMI DEFINITIVE DI NAZIONE COMPETENZA (CP) PAGAMENTI IN C/COMPETENZA (PC) IMPEGNI (I) ECONOMIE DI COMPETENZA (ECP= CP- I -FPV) RESIDUI PASSIVI DA ESERCIZIO DI COMPETENZA (EC= I - PC) PREVISIONI DEFINITIVE DI CASSA (CS) TOTALE PAGAMENTI (TP=PR+PC) FONDO PLURIENNALE VINCOLATO (FPV) TOTALE RESIDUI PASSIVI DA RIPORTARE (TR=EP+EC) MISSIONE 01 Servizi istituzionali e generali, di gestione RS 0,00 PR 0,00 R 0,00 P 0,00 EP 0,00 CP 0,00 PC 0,00 I 0,00 ECP 0,00 EC 0,00 CS 0,00 TP 0,00 FPV 0,00 TR 0,00

194 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Riepilogo per missioni RESIDUI PASSIVI AL 1/1/201.. (RS) PAGAMENTI IN C/RESIDUI (PR) RIACCERTAMENTO RESIDUI (R ) ELIMINAZIONE PER PERENZIONE (P) RESIDUI PASSIVI DA ESERCIZI PRECEDENTI (EP=RS- PR+R-P) MISSIONE, PROGRAMMA, TITOLO DENOMI NAZION E PREVISIONI DEFINITIVE DI COMPETENZA (CP) PAGAMENTI IN C/COMPETENZA (PC) IMPEGNI (I) ECONOMIE DI COMPETENZA (ECP= CP- I -FPV) RESIDUI PASSIVI DA ESERCIZIO DI COMPETENZA (EC= I - PC) PREVISIONI DEFINITIVE DI CASSA (CS) TOTALE PAGAMENTI (TP=PR+PC) FONDO PLURIENNALE VINCOLATO (FPV) TOTALE RESIDUI PASSIVI DA RIPORTARE (TR=EP+EC) MISSIONE 01 Servizi istituzionali e generali, di gestione RS 0,00 PR 0,00 R 0,00 P 0,00 EP 0,00 CP 0,00 PC 0,00 I 0,00 ECP 0,00 EC 0,00 CS 0,00 TP 0,00 FPV 0,00 TR 0,00

195 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Riepilogo per titoli RESIDUI PASSIVI AL 1/1/201.. (RS) PAGAMENTI IN C/RESIDUI (PR) RIACCERTAM ENTO RESIDUI (R ) ELIMINAZIONE PER PERENZIONE (P) RESIDUI PASSIVI DA ESERCIZI PRECEDENTI (EP=RS-PR+R-P) TITOLO DENOMI NAZIONE PREVISIONI DEFINITIVE DI COMPETENZA (CP) PAGAMENTI IN C/COMPETENZA (PC) IMPEGNI (I) ECONOMIE DI COMPETENZA (ECP= CP- I -FPV) RESIDUI PASSIVI DA ESERCIZIO DI COMPETENZA (EC= I - PC) PREVISIONI DEFINITIVE DI CASSA (CS) TOTALE PAGAMENTI (TP=PR+PC) FONDO PLURIENNAL E VINCOLATO (FPV) TOTALE RESIDUI PASSIVI DA RIPORTARE (TR=EP+EC) TITOLO 1 Spese correnti RS 0,00 PR 0,00 R 0,00 P 0,00 EP 0,00 CP 0,00 PC 0,00 I 0,00 ECP 0,00 EC 0,00 CS 0,00 TP 0,00 FPV 0,00 TR 0,00

196 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Quadro generale riassuntivo Q U A D R O G E N E R A L E R IA S S U N T IV O E N T R A T E C O M P E T E N Z A C A S S A S P E S E C O M P E T E N Z A C A S S A F o n d o d i c a s s a a ll'in iz io d e ll'e s e r c iz io 0,0 0 U tiliz z o a v a n z o d i a m m i n is tr a z io n e 0,0 0 D is a v a n z o d i a m m in i s tr a z io n e 0,0 0 F o n d o p lu r ie n n a le v in c o la to d i p a r te c o r r e n te 0,0 0 F o n d o p lu r ie n n a le v in c o la to in c /c a p i ta le 0,0 0 T it o lo 1 - E n t r a te c o r r e n ti d i n a tu r a tr ib u ta r ia, c o n tr ib u tiv a e p e r e q u a tiv a 0,0 0 0,0 0 T ito lo 1 - S p e s e c o r r e n ti 0,0 0 0,0 0 T it o lo 2 - T r a s f e r im e n ti c o r r e n ti 0,0 0 0,0 0 F o n d o p lu r ie n n a le v in c o la to d i p a r te c o r r e n te 0,0 0 T it o lo 3 - E n t r a te e x tr a tr ib u t a r ie 0,0 0 0,0 0 T it o lo 4 - E n t r a te in c o n to c a p ita le 0,0 0 0,0 0 T ito lo 2 - S p e s e i n c o n to c a p ita le 0,0 0 0,0 0 F o n d o p lu r ie n n a le v in c o la to in c /c a p ita le 0,0 0 T it o lo 5 - E n t r a te d a r id u z io n e d i a ttiv it à f i n a n z ia r ie 0,0 0 0,0 0 T ito lo 3 - S p e s e p e r in c r e m e n to d i a ttiv ità f in a n z ia r ie 0,0 0 0,0 0 T o ta le e n tr a te f in a li. 0,0 0 0,0 0 T o ta le s p e s e f in a li. 0,0 0 0,0 0 T it o lo 6 - A c c e n s io n e d i p r e s titi 0,0 0 0,0 0 T ito lo 4 - R im b o r s o d i p r e s tit i 0,0 0 0,0 0 T it o lo 7 - A n tic ip a z io n i d a is titu to te s o r ie r e / c a s s ie r e 0,0 0 0,0 0 T ito lo 5 - C h iu s u r a A n tic ip a z io n i d a is titu to te s o r ie r e /c a s s ie r e 0,0 0 0,0 0 T it o lo 9 - E n t r a te p e r c o n to d i te r z i e p a r tite d i g ir o 0,0 0 0,0 0 T ito lo 7 - S p e s e p e r c o n t o t e r z i e p a r ti te d i g ir o 0,0 0 0,0 0 T o ta le e n t r a te d e ll'e s e r c iz io 0,0 0 0,0 0 T o ta le s p e s e d e l l'e s e r c iz io 0,0 0 0,0 0 T O T A L E C O M P L E S S IV O E N T R A T E 0,0 0 0,0 0 T O T A L E C O M P L E S S IV O S P E S E 0,0 0 0,0 0 D IS A V A N Z O D E L L 'E S E R C IZ IO 0,0 0 A V A N Z O D I C O M P E T E N Z A /F O N D O D I C A S S A 0,0 0 0,0 0 T O T A L E A P A R E G G IO 0,0 0 0,0 0 T O T A L E A P A R E G G IO 0,0 0 0,0 0

197 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - E Q U I L I B R I O E C O N O M I C O - F I N A N Z I A R I O C O M P E T E N Z A F o n d o d i c a s s a a l l 'i n i z i o d e l l 'e s e r c i z i o 0, 0 0 A ) F o n d o p l u r i e n n a l e v i n c o l a t o p e r s p e s e c o r r e n t i ( d i e n t r a t a ) ( + ) 0, 0 0 A A ) R e c u p e r o d i s a v a n z o d i a m m i n i s t r a z i o n e e s e r c i z i o p r e c e d e n t e ( - ) 0, 0 0 B ) E n t r a t e T i t o l i ( + ) 0, 0 0 d i c u i p e r e s t i n z i o n e a n t i c i p a t a d i p r e s t i t i 0, 0 0 C ) E n t r a t e T i t o l o C o n t r i b u t i a g l i i n v e s t i m e n t i d i r e t t a m e n t e d e s t i n a t i a l r i m b o r s o d e i p r e s t i t i d a a m m i n i s t r a z i o n i p u b b l i c h e ( + ) 0, 0 0 D ) S p e s e T i t o l o S p e s e c o r r e n t i ( - ) 0, 0 0 D D ) F o n d o p l u r i e n n a l e v i n c o l a t o d i p a r t e c o r r e n t e ( d i s p e s a ) ( - ) 0, 0 0 E ) S p e s e T i t o l o A l t r i t r a s f e r i m e n t i i n c o n t o c a p i t a l e ( - ) 0, 0 0 F ) S p e s e T i t o l o Q u o t e d i c a p i t a l e a m m. t o d e i m u t u i e p r e s t i t i o b b l i g a z i o n a r i ( - ) 0, 0 0 d i c u i p e r e s t i n z i o n e a n t i c i p a t a d i p r e s t i t i 0, 0 0 G ) S o m m a f i n a l e ( G = A - A A + B + C - D - D D - E - F ) 0, 0 0

198 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - CODIFICA DEL PIANO DEI CONTI DENOMINAZIONE VOCE del PIANO DEI CONTI COMPETENZA CASSA PREVISIONI RISULTATI PREVISIONI RISULTATI ENTRATE E ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA, CONTRIBUTIVA E PEREQUATIVA 0,00 0,00 0,00 0,00 E Tributi 0,00 0,00 0,00 0,00 E Imposte, tasse e proventi assimilati 0,00 0,00 0,00 0,00 E Imposta sostitutiva dell'irpef e dell'imposta di registro e di bollo sulle locazioni di immobili per finalità abitative (cedolare secca) 0,00 0,00 0,00 0,00 CODIFICA DEL PIANO DEI CONTI DENOMINAZIONE VOCE del PIANO DEI CONTI SPESE COMPETENZA CASSA PREVISIONI RISULTATI PREVISIONI RISULTATI U SPESE CORRENTI 0,00 0,00 0,00 0,00 U Redditi da lavoro dipendente 0,00 0,00 0,00 0,00 U Retribuzioni lorde 0,00 0,00 0,00 0,00 U Retribuzioni in denaro 0,00 0,00 0,00 0,00

199 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - T I T O L O, T I P O L O G I A D E N O M I N A Z I O N E R E S I D U I A T T I V I A L 1 / 1 / ( R S ) P R E V I S I O N I D E F I N I T I V E D I C O M P E T E N Z A ( C P ) P R E V I S I O N I D E F I N I T I V E D I C A S S A ( C S ) R I S C O S S I O N I I N C / R E S I D U I ( R R ) R I S C O S S I O N I I N C / C O M P E T E N Z A ( R C ) T O T A L E R I S C O S S I O N I ( T R ) T I T O L O 1 : E n t r a t e c o r r e n t i d i n a t u r a t r i b u t a r i a, c o n t r i b u t i v a e p e r e q u a t i v a T i p o l o g i a : I m p o s t e, t a s s e e R S 0, 0 0 R R 0, 0 0 C P 0, 0 0 R C 0, 0 0 C S 0, 0 0 T R 0, 0 0 R E S I D U I P A S S I V I A L 1 / 1 / 2.. ( R S ) P A G A M E N T I I N C / R E S I D U I ( P R ) M I S S I O N E, P R O G R A M M A, T I T O L O D E N O M I N A Z I O N E P R E V I S I O N I D E F I N I T I V E D I C O M P E T E N Z A ( C P ) P A G A M E N T I I N C / C O M P E T E N Z A ( P C ) P R E V I S I O N I D E F I N I T I V E D I C A S S A ( C S ) T O T A L E P A G A M E N T I ( T P ) M I S S I O N E 0 1 S e r v i z i i s t i t u z i o n a l i, g e n e r a l i e d i g e s t i o n e P r o g r a m m 0 1 O r g a n i i s t i t u z i o n a l i T i t o l o 1 S p e s e c o r r e n t i R S 0, 0 0 P R 0, 0 0 C P 0, 0 0 P C 0, 0 0 C S 0, 0 0 T P 0, 0 0 T i t o l o 2 S p e s e i n c o n t o c a p i t a l e R S 0, 0 0 P R 0, 0 0 C P 0, 0 0 P C 0, 0 0 C S 0, 0 0 T P 0, 0 0

200 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - TITOLI E TIPOLOGIE DI ENTRATA Anno successivo a quello cui si riferisce il rendiconto Previsioni di competenza Accertamenti Secondo anno successivo a quello cui si riferisce il rendiconto Previsioni di competenza del bilancio pluriennale Accertamenti Anni successivi Accertamenti TITOLO 1 - Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa Tipologia Imposte tasse e proventi assimilati 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Anno successivo a quello cui si riferisce il rendiconto Secondo anno successivo a quello cui si riferisce il rendiconto Anni successivi TITOLI E MACROAGGREGATI DI SPESA Previsioni di competenza Impegni Previsioni di competenza del bilancio pluriennale Impegni Impegni TITOLO 1 - Spese correnti 101 Redditi da lavoro dipendente 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00

201 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - C O M P O N E N T I N E G A T IV I D E L L A G E S T I O N E O n e r i d i v e r s i d i g e s. A c c a n t o n a - m e n t i A m m o r ta m e n t i e s v a l u t a z io n i P e r s o n a le U t i li z z o d i b e n i d i te r z i P r e s t a z io n i d i s e r v i z i e T r a s f e r i m e n ti e c o n tr i b u t i C o n s u m i m a te r i e p r im e Totale componenti negativi della gestione Oneri diversi di gestione Altri accantonamenti Accantonamento per rischi Svalutazione dei crediti Altre svalutazioni delle immobilizzazioni Ammortamenti immobilizzazioni materiali Ammortamenti immobilizzazioni Immateriali Personale Utilizzo beni di terzi Contributi agli investimenti ad altri soggetti Quota annuale di contributi agli investimenti ad altre Amministrazioni pubbliche Trasferimenti correnti Prestazioni di servizi Variazioni nelle rimanenze di materie M i s s i o n i prime e/o beni di consumo (+/-) Acquisto di materie prime e/o beni di consumo 0 S e r v iz i i s ti t u z i o n a l i, g e n e r a l i e d i g e s t i o n e M I S S I O N E 0 1 IM P O S T E C O M P O N E N T I E D O N E R I S T R A O R D I N A R I R E T T D I V A L O R E A T T F IN O N E R I F I N A N Z IA R I TOTALE COSTI DI PER MISSIONE I m p o s t e O n e r i s tr a o r d i n a r i S v a l u t a z io n i O n e r i f in Totale Imposte Imposte Totale Oneri straordinari Altri oneri straordinari Trasferimenti in conto capitale Minusvalenze patrimoniali Sopravvenienze passive e insussistenze dell'attivo Totale rettifiche di valore attività Svalutazioni Totale Oneri finanziari M i s s i o n i Interessi ed altri oneri finanziari S e r v iz i i s ti t u z i o n a l i, g e n e r a l i e d i g e s t i o n e M I S S I O N E 0 1

202 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - MISSIONI E PROGRAMMI \ MACROAGGREGATI Redditi da lavoro dipendente Imposte e tasse a carico dell'ente Acquisto di beni e servizi Trasferiment i correnti Interessi passivi Altre spese per redditi da capitale Rimborsi e poste correttive delle entrate Altre spese correnti MISSIONE 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione Organi istituzionali 0,00 01 Totale M ISSIO N I E PRO G R A M M I \ M A C ROAGGREGAT I T ributi in conto capitale a carico dell'ente Investim enti fissi lordi e acquisto di terreni C ontributi agli investim enti A ltri trasferim enti in conto capitale A ltre spese in conto capitale T otale SPE SE IN CO N T O C A PIT A LE M ISSIO NE 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione 01 O rgani istituzionali 0,00 M ISSIO N I E PRO G R A M M I \ M A C ROAGGREGAT I A cquisizioni di attività finanziarie Concessione crediti di breve term ine Concessione crediti di m edio - lungo term ine A ltre spese per increm ento di attività finanziarie T otale SPE SE PER IN C REM EN T O D I A T T IV IT A ' FIN A N ZIA RIE M ISSIO NE 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione 01 O rgani istituzionali 0,00

203 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - MISSIONI E PROGRAMMI \ MACROAGGREGATI 50 MISSIONE 50 - Debito pubblico Quota capitale ammortamento mutui e 02 prestiti obbligazionari TOTALE MISSIONE 50 - Debito pubblico Rimborso di titoli obbligazionari Rimborso prestiti a breve termine Rimborso mutui e altri finanziamenti a medio lungo Rimborso di altre forme di indebitamento Total e ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 MISSIONI E PROGRAMMI \ MACROAGGREGATI Uscite per partite di giro Uscite per conto terzi Totale MISSIONE 99 - Servizi per conto terzi 01 Servizi per conto terzi e Partite di giro 0,00 Anticipazioni per il finanziamento del 02 sistema sanitario nazionale 0,00 TOTALE MISSIONE 99 - Servizi per conto terzi 0,00 0,00 0,00

204 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - GESTIONE RESIDUI COMPETENZA TOTALE Fondo cassa al 1 gennaio ,00 RISCOSSIONI (+) , , ,00 PAGAMENTI (-) , , ,00 SALDO DI CASSA AL 31 DICEMBRE (=) ,00 PAGAMENTI per azioni esecutive non regolarizzate al 31 dicembre (-) 0,00 FONDO DI CASSA AL 31 DICEMBRE (=) ,00 RESIDUI ATTIVI (+) , , ,00 di cui derivanti da accertamenti di tributi effettuati sulla base della stima del dipartimento delle finanze ,00 RESIDUI PASSIVI (-) , , ,00 FONDO PLURIENNALE VINCOLATO PER SPESE CORRENTI (-) ,00 FONDO PLURIENNALE VINCOLATO PER SPESE IN CONTO CAPITALE (-) ,00 RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE AL 31 DICEMBRE 2014 (A) (=) ,00

205 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Composizione del risultato di amministrazione al 31 dicembre 2014 Parte accantonata Fondo crediti di dubbia e difficile esazione al 31/12/ ,00 Totale parte accantonata (B) ,00 Parte vincolata Vincoli derivanti da leggi e dai principi contabili ,00 Totale parte vincolata ( C) ,00 Totale parte disponibile (D=A-B-C) ,00 Se D è negativo, tale importo è iscritto tra le spese del bilancio di previsione dell'esercizio successivo

206 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Il SIQULE Sistema Informativo QUestionario E.L. Fonte: Controlli sui Bilanci e Rendiconti EE.LL. ai sensi art. 1, co. 166 e seguenti L. 266/2005 Cadenza:in origine biannuale oggi annuale Dal SIQUEL 2012 al questionario tradizionale sono state aggiunte alcune schedeproprie degli enti in sperimentazione back

207 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La classificazione dei fatti gestionali nella nuova contabilità

208 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio La classificazione dell entrata avviene in Titoli, Tipologie (unità elementare), Categorie, capitoli ed eventualmente, in articoli La classificazione delle spese in Missioni, Programmi (unità elementare), Titoli, macroaggregati, capitoli ed eventualmente, in articoli

209 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio Definizioni parte entrata Titoli, secondo la fonte di provenienza delle entrate Tipologie, in base alla natura delle entrate, nell ambito di ciascuna fonte di provenienza. È a questo livello, in termini di unità di voto, che viene approvato il bilancio (art. 15, c. 1 lett. b, D.lgs. 118/2011). [FONTE: ANCI]

210 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio Definizioni parte entrata Categorie, in base all oggetto dell entrata nell ambito della tipologia di appartenenza; nell ambito delle categorie è data separata evidenza delle eventuali quote di entrata non ricorrente (Le categorie sono rappresentate nel PEG e nel rendiconto a consuntivo). Capitoli e articoli ai fini della gestione. È a questo livello che avviene il raccordo con il quarto livello del PDC [FONTE: ANCI]

211 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio Definizioni parte spesa MISSIONE: rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici dell ente, utilizzando le risorse finanziarie, umane e strumentali ad esse destinate. Le missioni sono definite in base al riparto di competenze stabilito dagli artt. 117 e 118 della Costituzione, anche tenendo conto di quelle individuate per il bilancio dello Stato [FONTE: ANCI]

212 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio Definizioni parte spesa PROGRAMMA: sono aggregati omogenei di attività volte a perseguire gli obiettivi definiti nell ambito delle missioni. Essi costituiscono, per la spesa, l unità di approvazione del bilancio (art. 13, c. 2 D.lgs. 118/2011). I Programmi sono individuati nel rispetto dei criteri stabiliti per il consolidamento della spesa pubblica associando ad essi anche il raccordo con la codifica COFOG di secondo livello [FONTE: ANCI]

213 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio Definizioni parte spesa MACROAGGREGATI: sono un articolazione dei programmi secondo la natura economica della spesa. Sono rappresentati nel PEG e nel rendiconto a consuntivo [FONTE: ANCI]

214 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio Definizioni parte spesa Capitoli e articoli: sono ripartizioni dei macroaggregati ai fini della gestione. È a questo livello che avviene il raccordo con il quarto livello di articolazione del PDC. [FONTE: ANCI]

215 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - ENTRATA SPESA Bilancio ex Dlgs 267/00 Bilancio ex Dlgs 118/11 Bilancio ex Dlgs 267/01 Bilancio ex Dlgs 118/12 Titolo 1 Entrate Tributarie Titolo 1 Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa Titolo 1 Spese correnti Titolo 1 Spese correnti Titolo 2 Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti dello Stato, della regione e di altri enti pubblici anche in rapporto all'esercizio di funzioni delegate dalla regione Titolo 2 Trasferimenti Correnti Titolo 3 Spese per rimborso di prestiti Titolo 4 Rimborso di prestiti Titolo 3 Entrate extratributarie Titolo 4 Entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossioni di crediti Titolo 3 Entrate extratributarie Titolo 4 Entrate in conto capitale Titolo 2 Spese in conto capitale Titolo 2 Spese in conto capitale Titolo 5 Entrate da riduzione di attività finanziarie Titolo 3 Spese per incremento attività finanziarie Titolo 5 Entrate derivanti da accensioni di prestiti Titolo 6 Accensione di prestiti Titolo 5 Entrate derivanti da accensioni di prestiti Titolo 7 Anticipazione da istituto tesoriere/cassiere Titolo 3 Spese per rimborso di prestiti Titolo 5 Chiusura Anticipazione ricevute da istituto tesoriere/cassiere Titolo 6 Entrate da servizi per conto di terzi Titolo 9 Entrate per conto di terzi e partite di giro Titolo 4 Spese per servizi per conto di terzi Titolo 7 Spese per conto di terzi e partite di giro

216 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - DPR 194/1996 DLGS 118/2011 Bilancio Piano dei conti Livelli Risorsa Capitolo Capitolo Descrizione Titolo Tipologia SIOPE Piano dei conti DPR 194/1996 DLGS 118/2011 Bilancio Livelli Intervento Capitolo Capitolo Descrizione Missione Programma COFOG SIOPE UE

217 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio Il codice COFOG La codifica COFOG è una classificazione delle funzioni, articolata su tre livelli gerarchici, rispettivamente denominati Divisioni, Gruppi e Classi, per consentire una valutazione omogenea delle attività delle Pubbliche Amministrazioni svolte dai diversi Paesi europei.

218 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio Il codice COFOG Tale classificazione è parte integrante e sostanziale della classificazione funzionale per funzioni obiettivo volta a rappresentare gli obiettivi e le attività discendenti della P.A. per permetterne il monitoraggio e la misurazione delle performance ottenute rapportandole alle attese. Il primo livello di dettaglio divisione coincide con il concetto di funzione già presente negli schemi di bilancio dettati dal DPR 194/1996, mentre il secondo livello di dettaglio gruppi è sovrapponibile al concetto di servizio.

219 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio Raccordo con le classificazioni europee (Articolo 14, comma 1, lettera b) d.lgs. 118/2011): I programmi sono ripartiti in titoli e sono raccordati alla relativa codificazione COFOG di secondo livello (Gruppi), secondo le corrispondenze individuate nel glossario, di cui al comma 3-ter dell'art. 14, che costituisce parte integrante dell'allegato n. 14.

220 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La nuova codifica di bilancio Raccordo con le classificazioni europee (Articolo 17, comma 3 d.lgs. 118/2011): [ ] le amministrazioni pubbliche di cui al comma 2, elaborano un apposito prospetto, predisposto secondo le modalità di cui all'allegato n. 15, concernente la ripartizione della propria spesa per missioni e programmi, accompagnata dalla corrispondente classificazione secondo la nomenclatura COFOG [ ]. Nel caso di corrispondenza non univoca tra programma e funzioni COFOG di secondo livello, vanno indicate le funzioni COFOG con l'indicazione delle percentuali di attribuzione della spesa del programma a ciascuna di esse

221 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Il glossario Fonte sito arconet glossario back

222 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Il piano dei conti integrato

223 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fonte normativa LEGGE 31 dicembre 2009, n. 196 Legge di contabilità e finanza pubblica Articolo 2, comma 6 lettera b) Adozione di regole contabili uniformi e di un comune piano dei conti integrato; [ ] Affiancamento, a fini conoscitivi, al sistema di contabilità finanziaria di un sistema e di schemi di contabilità economico-patrimoniale ispirati a comuni criteri di contabilizzazione [ ]

224 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fonte normativa LEGGE 31 maggio 2011, n. 92 Disposizioni recanti attuazione dell'articolo 2 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di adeguamento ed armonizzazione dei sistemi contabili Articolo 4, comma 1 Al fine di perseguire la qualità e la trasparenza dei dati di finanza pubblica, nonché il miglioramento della raccordabilità dei conti delle amministrazioni pubbliche con il sistema europeo dei conti nell'ambito delle rappresentazioni contabili, le amministrazioni pubbliche che utilizzano la contabilità finanziaria, sono tenute ad adottare un comune piano dei conti integrato, costituito da conti che rilevano le entrate e le spese in termini di contabilità finanziaria e da conti economico-patrimoniali redatto secondo comuni criteri di contabilizzazione

225 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fonte normativa LEGGE 31 maggio 2011, n. 92 Disposizioni recanti attuazione dell'articolo 2 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di adeguamento ed armonizzazione dei sistemi contabili Articolo 4, comma 5 Il piano dei conti di cui al comma 1, strutturato gerarchicamente secondo vari livelli di dettaglio, individua gli elementi di base secondo cui articolare le rilevazioni contabili assicurate dalle amministrazioni, ai fini del consolidamento e del monitoraggio, nelle fasi di previsione, gestione e rendicontazione dei conti delle amministrazioni pubbliche

226 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fonte normativa DECRETO LEGISLATIVO 23 giugno 2011, n. 118 Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 Articolo 4, comma 1 Al fine di consentire il consolidamento ed il monitoraggio dei conti pubblici, nonché il miglioramento della raccordabilità dei conti delle amministrazioni pubbliche con il Sistema europeo dei conti nazionali nell'ambito delle rappresentazioni contabili, le amministrazioni di cui all'articolo 2, adottano il piano dei conti integrato di cui all'allegato n. 6, raccordato al piano dei conti di cui all'art. 4, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91

227 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fonte normativa DECRETO LEGISLATIVO 23 giugno 2011, n. 118 Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 Articolo 4, comma 2 Il piano dei conti integrato, ispirato a comuni criteri di contabilizzazione, è costituito dall'elenco delle articolazioni delle unità elementari del bilancio finanziario gestionale e dei conti economico-patrimoniali, definito in modo da evidenziare, attraverso i principi contabili applicati, le modalità di raccordo, anche in una sequenza temporale, dei dati finanziari ed economico-patrimoniali, nonché consentire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali

228 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fonte normativa DECRETO LEGISLATIVO 23 giugno 2011, n. 118 Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 Articolo 8, comma 1 Con le modalità definite dall'art. 14, comma 8, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, dal 1 gennaio 2017 le codifiche SIOPE degli enti territoriali e dei loro enti strumentali in contabilità finanziaria sono sostituite con quelle previste nella struttura del piano dei conti integrato. [ ]

229 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - STRUTTURA PARTE ENTRATA MACRO Livelli Voce Codice finale E I Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa E Titolo E II Tributi E Tipologia E III Tributi diretti E Categoria E IV Imposte municipale propria E Capitolo E V Imposta municipale propria riscossa in via ordinaria e attraverso altre forme E Articolo

230 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - STRUTTURA PARTE SPESA MACRO Livelli Voce Codice finale U I Spese correnti U Titolo U II Acquisto di beni e servizi U U III Acquisto di beni non sanitari U U IV Giornali, riviste e pubblicazioni U Macroaggregato Capitolo U V Giornali e riviste U Articolo

231 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - PIANO DEI CONTI «INTEGRATO» Natura del Dettaglio di V Titolo Tipologia Categoria movimento livello E a natura finanziaria Natura del Specifica del Dettaglio di V Macroaggregato Input produttivo movimento macroaggregato livello U O ggetto fornitura Intervento T.U.E.L. Missione Programma Macroaggrega to Acquisto di materie prime e/o beni di consumo non sanitarie. Altri beni di consumo Cancelleria O ggetto fornitura Costi della produzione Classificazione a natura finanziaria Classificazione Acquisto di materie prime e/o beni di consumo. a natura economica Codifica dlgs 118/2011 Acquisto di materie prime e/o beni di consumo non sanitarie. Codifica dlgs 118/2011 Altri beni di consumo Cancelleria Cancelleria Piano dei conti integrato Cancelleria

232 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Piano finanziario MATRICE DI CORRELAZIONE MACRO Livelli Voce Codice Campo note Codice voce Voce Codice voce E V Proventi da impianti sportivi E E V Interessi attivi da depositi bancari o postali E V Alienazione di titoli obbligazionari a breve termine emessi da altri soggetti residenti Voce Ricavi da impianti sportivi Codice voce SP -DARE Voce SP - DARE Crediti derivanti dalla vendita di servizi E Interessi attivi da Interessi attivi da depositi bancari o postali.001 depositi bancari o postali E Ricavo MAGGIORE del valore contabile U V Buoni pasto U U V Giornali e riviste U U V Manutenzione ordinaria e riparazioni di macchine per ufficio Descrizione EVENTO U U V Macchine per ufficio U Immobilizzazioni materiali in costruzione Dare (COSTI) Plusvalenze da Alienazione di titoli obbligazionari a breve termine emessi da altri soggetti residenti Codice voce SP - AVERE Crediti da Alienazione di titoli obbligazionari a breve termine emessi da altri soggetti residenti Voce SP - AVERE titoli obbligazionari a breve termine emessi da soggetti residenti Buoni pasto Debiti verso fornitori Giornali e riviste Manutenzione ordinaria e riparazioni di macchine per ufficio Conto economico Avere (RICAVI) Dare (ATTIVO) Immobilizzazioni materiali in costruzione U V Cimiteri U Bene demaniale Altri beni immobili demaniali Stato patrimoniale Avere (PASSIVO) Debiti verso fornitori Debiti verso fornitori Debiti verso fornitori Debiti verso fornitori FONTE ARCONET PIANO DEI CONTI MATRICE DI CORRELAZIONE

233 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - TRANSAZIONE ELEMENTARE back

234 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La revisione straordinaria dei residui

235 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La revisione straordinaria dei residui [art. 3 da comma 7 Dlgs 118/2011] QUANDO: CHI: CONTESTUALMENTE AL RENDICONTO 2014 MA NEL 2015 L ORGANO ESECUTIVO

236 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Attività: nella cancellazione dei propri residui attivi e passivi, cui non corrispondono obbligazioni perfezionate e scadute alla data del 1 gennaio [...] Per ciascun residuo eliminato in quanto non scaduto sono indicati gli esercizi nei quali l'obbligazione diviene esigibile, secondo i criteri individuati nel principio applicato della contabilità finanziaria di cui all'allegato n. 4/2. Per ciascun residuo passivo eliminato in quanto non correlato a obbligazioni giuridicamente perfezionate, è indicata la natura della fonte di copertura; [Art. 3 c 7 d.lgs. 118/2011]

237 Impossibile visualizzare l'immagine. ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - La revisione straordinaria dei residui [art. 3 da comma 7 Dlgs 118/2011] Modello di revisione

238 ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI - Fondo pluriennale vincolato Risultati [Art. 3, c 7, b) d.lgs. 118/2011] Rettifica risultato di amministrazione 2014 quale somma algebrica tra Residui attivi, FPV e Residui passivi Risultato negativo [art. 3 c 13 d.lgs. 118/2011] Modalità di copertura [art. 3 c d.lgs. 118/2011] Risultato positivo [art. 3 c 14 d.lgs. 118/2011]

239 Il riaccertamento straordinario dei residui Il riaccertamento straordinario dei residui, previsto dall articolo 3 comma 7 e seguenti del D. Lgs. 118/2011 e successive modificazioni è di un adempimento una-tantum necessario per definire, attraverso un operazione straordinaria, il passaggio definitivo dalle precedenti modalità di contabilizzazione delle entrate e delle spese a quelle previste dal nuovo principio di competenza finanziaria potenziata. Il riaccertamento straordinario dei residui deve essere effettuato con riferimento alla data del 1 gennaio 2015, contestualmente all'approvazione del rendiconto 2014 (articolo 3 comma 7 D. Lgs. 118/2011) il quale, a sua volta, deve essere predisposto nel rispetto del previgente ordinamento contabile e, cioè, utilizzando i modelli previsti dal D.P.R. 194/1996 e le disposizioni contabili precedenti a quelle introdotte dal D. Lgs. 118/2011.

240 Il riaccertamento straordinario dei residui Il riaccertamento straordinario dei residui si conclude conclusione in occasione dell approvazione del rendiconto della gestione 2014 (30 aprile 2015). In quella sede al fine di dare attuazione a quanto previsto dall articolo 3, comma 7, gli enti dapprima si approva il rendiconto 2014 (articolo 3 comma 7 D. Lgs. 118/2011) predisposto nel rispetto del previgente ordinamento contabile; quindi, si delibera il riaccertamento straordinario dei residui nella stessa giornata in cui è approvato il rendiconto 2014, immediatamente dopo la delibera del Consiglio.

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