L'Avvocato come "problem-solver" nella società dell'informazione: aspetti deontologici.

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1 L'Avvocato come "problem-solver" nella società dell'informazione: aspetti deontologici. Buonasera e grazie per l invito Grazie al Collega Callea,che mi ha coinvolto in questa avventura che avvia i suoi passi oggi con questo evento formativo importante, grazie anche perché ci consente di incontrare esperti qualificati del mondo informatico quali Avv. Sirotti Gaudenzi e la Prof. Rossi, in un confronto che deve e può farci crescere tutti,nel mondo digitale. E sicuramente oggi un momento di snodo dei problemi del mondo digitale, che richiede al giurista una rilettura delle categorie note e del suo stesso ruolo, quale operatore del diritto, chiamato ad un approccio ben diverso rispetto a quello tradizionale. Rimane sempre valido quanto illustri autori(rodotà) hanno segnalato e cioè come Il codice giuridico è continuamente sfidato dal codice tecnologico e deve quindi strutturarsi in modo tale da cogliere in quest ultimo le opportunità che consentono di utilizzarlo in conformità ai valori ed ai principi fondativi dell ordinamento. All interprete perciò in quanto operatore giuridico è chiesto di assicurare coerenza fra la disposizione legislativa e la sua traduzione pratica in principi logici e formali della giurisprudenza, di fronte alle tecnologie dell informazione e della comunicazione che richiedono al mondo del diritto di sviluppare una capacità di adattamento e di comprensione dei fenomeni nuovi. La Rete sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte in cui solo acquisire le conoscenze consente di procedere in una formazione e-learning. Ieri il giurista secondo l approccio tradizionale di studio passava da una prima fase potremmo dire così di accumulo di nozioni di base ed abilità(ad es. lo studio universitario) e solo in una c.d. Seconda fase: una volta entrato nel mondo del lavoro e della produzione,metteva in pratica le sue conoscenze. Oggi è necessario per l operatore del diritto di non smettere e fare proprie le evoluzioni nel campo della conoscenza. Si registra quello che è ben definito un Lifelong learning: un nuovo approccio in cui l uomo è destinato ad imparare per tutto il resto della propria vita, maturando flessibilità e dunque anche capacità di lettura e utilizzo di nuovi e sempre più sofisticati strumenti. Certo mentre questo è sicuramente più facile per i digital natives,come vengono definiti negli studi più recenti i ragazzi della generazione digitale attuale, più complesso è questo a approccio per me (per noi) immigrates natives. E indubbio che l individuo ha acquistato nuove capacità con gli strumenti informatici che potenziano e integrano le sue capacità naturali di memorizzazione elaborazione di Informazioni, insieme alle nuove opportunità relazionali( con un punto interrogativo,penso alle piattaforme sociali della Rete). E protagonista delle proprie scelte di comunicazione e dialogo e spesso si sente un semplice nodo di rete, vivendo l impotenza di fronte alla enorme quantità di contenuti accessibili con sistemi informatici che li elaborano. Tuttavia proprio la rapidità dello scambio e della condivisione di informazioni all interno di strutture produttive, la necessità di adottare soluzioni con rapidità e di trovare soluzioni il più possibile condivise, ha prodotto nel campo dell informatica delle professioni lo studio di metodi, ancora in itinere, che riescano a mettere insieme strumenti puramente organizzativi per gestione di uffici, trattazione di pratiche redazione atti, comunicazioni clienti, pur 1

2 importanti, ma transitando contenuti sostanziali, quali possono essere la risoluzione delle vertenze con le online dispute resolution (ODR), l utilizzo della P.E.C. come vettore di con firma digitale, con efficacia probatoria, pari a quella di uan scrittura privata e molto altro. In questa situazione magmatica, ma inevitabile l autocosicenza del giurista prende sempre più forma come capacità di ritrasferire la sintesi delle proprie conoscenze e forme di ragionamento in un collegando costantemente conoscenza e azione. Proprietà intellettuale, Tutela dei dati,documenti digitali,presenza virtuale, Commercio elettronico, Governo elettronico, Reati informatici sono alcune delle tematiche in cui sperimenta questa nuova metodologia. Quanto appena detto potrebbe tradurre l ambito del mio intervento, in risposta alla richiesta del Collega Callea: L avvocato tradizionale deve assumere caratteri e connotati più specifici aventi come scopo la risoluzione effettiva dei problemi dei clienti. Dunque, una innovata capacità ad analizzare e valutare quale strumento sia il più idoneo ed efficace per una risposta sollecita e satisfattiva alle problematiche giuridiche della gente utilizzando anche Internet, strumento indispensabile e di quotidiano uso nella nostra vita... Mi è poi richiesto e vengo così alla seconda parte del mio intervento di indicare alcuni dei quesiti, legati alla deontologia professionale che possono nascere in internet ai quali l avvocato è chiamato a rispondere. Possiamo perciò distinguere un profilo deontologico che riguarda l Avvocato che come qualcuno afferma (Lo Priore) vuole affacciarsi alla rete. Va ricordato il codice deontologico forense per come modificato all art.17,approvato con delibera del 1999, aggiornato nel luglio del 2011, in cui si stabiliscono le modalità dell informazione dell esercizio professionale attraverso il web. Poiché il codice deontologico riguarda i principi e le modalità di esercizio dell Avvocatura a partire dalla tutela dei diritti e degli interessi della persona assicurando la conoscenza delle leggi e contribuendo all attuazione dell ordinamento per fini di giustizia., il controllo da parte dell organo preposto diventa garanzia per il cittadino/ cliente. Quanto alla previsioni più ampie è evidente che i divieti pubblicitari sono funzionali all interesse generale che l informazione data dall avvocato risponda a criteri di correttezza e verità, senza tenere conto che analoghi canoni sono contenuti in codici deontologici di altri paesi europei, come Francia e Spagna. Il collegamento normativo è all art.10 Art.10 D.lgs 70/2003 segnala come : L'impiego di comunicazioni commerciali che costituiscono un servizio della società dell'informazione o ne sono parte, fornite da chi esercita una professione regolamentata, deve essere conforme alle regole di deontologia professionale e in particolare, all'indipendenza, alla dignità, all'onore della professione, al segreto professionale e alla lealtà verso clienti e colleghi. La legge Bersani L.248/2008 ha poi abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali: (...) b) il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonche' il prezzo e i costi complessivi 2

3 delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto dicevamo e' verificato dall'ordine. Si vuole evitare così che gli iscritti all albo possano compiere azioni di promozione o propaganda capaci di compromettere la fiducia dei soggetti che a loro si rivolgono e di pregiudicare la dignità della professione. Tra i mezzi ordinari vi è la creazione e l utilizzo del sito web, che richiede per vederne attribuita la paternità, il necessario riconoscimento da parte del Consiglio dell Ordine di appartenenza, cui va comunicato il sito web, al momento della pubblicazione in rete o entro 120 giorni per i siti già esistenti. In particolare si ricorda che : L'avvocato può utilizzare esclusivamente i siti web con domini propri e direttamente riconducibili a sé, allo studio legale associato o alla società di avvocati alla quale partecipa, previa comunicazione tempestiva al Consiglio dell'ordine di appartenenza della forma e del contenuto in cui è espresso. Il professionista è responsabile del contenuto del sito e in esso deve indicare i dati previsti dal primo comma. Il sito come è noto, non può contenere riferimenti commerciali e/o pubblicitari mediante l'indicazione diretta o tramite banner o popup di alcun tipo. LA scelta del dominio e registrazione: dalla visura presso NIC o ICAN devono risultare tutti i dati dello studio; il dominio non può essere intestato o amministrato da terzi- Ancora il nome a dominio non deve ingenerare confusione con enti ufficiali; le pagine (home o dedicata) devono contenere indicazione chiara dei dati dei singoli professionisti e della struttura dello studio (o del network) al quale il sito si riferisce; ALCUNE TIPOLOGIE Sempre per quanto riguarda i profili deontologici nei rapporti fra giudici e avvocati nel web Interessante una pronuncia della Corte suprema dello Stato FloridA parere n.20 che afferma :..Allorquando un giudice identifichi tra i suoi amici sulla sua pagina personale di un sito social network,un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi a lui, di modo che tutti coloro che accedano al suo profilo personale possano liberamente fruire dell informazione, egli pone in essere una condotta deontologicamente scorretta e illegittima, in quanto idonea a far sorgere nei soggetti terzi,dubbi ragionevoli circa la sua imparzialità nell esercizio delle funzioni, a causa della plausibile esistenza di un rapporto privilegiato con un potenziale interlocutore portatore di interessi di parte nell ambito di procedimenti a lui devoluti. Emergono poi, anzi cominciano ad emergere alcuni profili legati alla deontologia di più difficile soluzione,in cui l avvocato si trova a dovere risolvere alcuni nodi che possono derivare dall uso sempre più frequente della e della p.e.c: Così ad es.l avvocato che riceve una mail per errore, deve curarne la restituzione e la distruzione dei dati se non di sua pertinenza o a lui necessari?. 3

4 La parte conosce i codici di accesso al conto corrente via internet dell altro soggetto. L avvocato può farne uso o esibirli in giudizio.e deontologicamente corretto? T.a.r.Puglia Lecce sez.i, 21 febbraio 2008 n. 562 Trib. Milano ord. E valida la costituzione in giudizio compiuta col deposito telematico del ricorso per decreto ingiuntivo,quando viene soddisfatto il requisito della congiunzione materiale all atto della procura alle liti in formato digitale, richiesta dall art.83 co.3,ult.parte c.p.c. Ciò si verifica quando la copia informatica della procura medesima viene spedita all interno della busta telematica sottoscritta con firma digitale dall avvocato che ha depositato telematicamente il ricorso monitorio. Infatti,la busta telematica firmata digitalmente dal difensore rappresenta un insieme di atti informatici tra loro congiunti in modo inscindibile e.immodificabile. La firma digitale del difensore apposta sulla busta è inoltre idonea a garantire la provenienza,nonché a soddisfare il requisito della forma scritta. La firma digitale dell avvocato cioè garantisce la provenienza certa e l integrità dei documenti in virtù delle regole tecniche che governano il flusso dei bit nelle funzioni matematiche della crittografia,deputate alla generazione della firma digitale,apposta alla busta con tutto il suo contenuto Più in generale,dopo la riforma del cpc. In tema di notificazioni e comunicazioni via l Avv. può ignorare ciò che attiene ad es. alla richiesta di un decreto ingiuntivo on line ed e sigere dal proprio cliente la produzione in cartaceo della documentazione da presentare? Tra le altre novità non si può dimenticare l invio di brochures ed altri documenti informativi,consentiti solo soggetti determinati. Probabilmente l estensione della disciplina nota all , come mezzo di comunicazione elettronico è tacita. Consulenza legale on line. Sotto l aspetto della consulenza si è discusso sulla distinzione disposta dal codice tra rete internet e sito web. Se per alcuni è una distinzione superflua,per altri si vuole distinguere fra l offert di consulenza on line- e off-line, con la differenza della contemporanea presenza dei due soggetti al momento della richiesta di consulenza con l apposizione del quesito proposto.si può anche ricondurre il motivo della distinzione ad una esigenza di completezza normativa, atta a disciplinare fattispecie molto simili. Un capitolo a parte meriterebbe il rapporto deontologico che lega l avvocato al minore. Il rapporto con il difensore non può nascere solo su un terreno tecnico-giuridico, anzi la sola preparazione tecnica può non costituire un elemento favorevole, giacché coloro che sono chiamati ad assistere un minore devono avere acquisito una preparazione specifica e pluridisciplinare,che comprenda competenze di psicologia e sociologia, per la comprensione della personalità del minore nelle varie fasi dello sviluppo e evolutivo e per penetrare all interno delle dinamiche familiari. Ancora di più questo rapporto diviene delicato nel web, in cui comunque la linea direttiva principale rimane il prevalente interesse del minore,anche sull obbligo di informazione. 4

5 Molti altri gli esempi che potrebbero prodursi, ma è certo che in questo nuovo scenario l avvocato si trova di fronte a nuovi mezzi di informazione che richiedono un approccio alla professione svolgimento della sua in maniera diversa e di conseguenza la richiesta su questo tema di maggiore specificità nella normativa, più aderente a questi nuovi fenomeni, è una delle risposte possibili al fine di meglio governare la tecnica, avendo presente che il fine ultimo è il servizio giustizia per il cittadino. 5

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