Salute. news. Reparti pediatrici d Italia, oltre i colori niente? Gotta, in aumento i casi tra le donne. Infertilità e diabete, la cura dalle ossa

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1 Lunedì Roma Salute news Anno IV - N 77 QUINDICINALE DI INFORMAZIONE Direttore editoriale Tiziano Battisti Reparti pediatrici d Italia, oltre i colori niente? Inchiesta sulle pediatrie degli ospedali italiani. Bene le strutture ma ancora poche le attività Troppa poca attenzione all umanizzazione delle cure. Ancora scarso il coinvolgimento dei genitori. Pag. 2 All interno MODE Cresce lo sballo alcolico tra i giovani a pag. 4 TUMORE In una proteina la chiave per fermarlo a pag. 8 Il Presidente della Regione Renata Polverini ha inaugurato il nuovo reparto di Radioterapia e la nuova l Unità di Terapia intensiva respiratoria al San Filippo Neri. Pag. 23 AUTISMO Intervento terapeutico per i bambini a pag. 13 Medicina Infertilità e diabete, la cura dalle ossa a pag. 10 Salute Gotta, in aumento i casi tra le donne Ambiente a pag. 11 a pag. 14 Cibo nella spazzatura, come evitare sprechi OPINIONI Battisti & Federfarma a pag. 23

2 2 Primo piano L inchiesta 30% delle strutture propone attività ludo-ricreative per stimolare l attenzione e la creatività dei più piccoli I dati del rapporto presentato dall Associazione Culturale Pediatri e dalla Società italiana scienze infermieristiche pediatriche LE PEDIATRIE? SOTTO I COLORI POCO O NIENTE Il campione esaminato rappresenta più del 20% dell intero numero dei reparti di pediatria Bene gli interventi per l'umanizzazione delle cure che riguardano la parte strutturale delle strutture di Anna Paola Tortora Si parla spesso di umanizzazione degli ospedali. Il ricovero può a prescindere dalla motivazione che lo rende necessario rappresentare un esperienza traumatica. Per fortuna nella maggior parte dei nosocomi l era delle maxi-corsie comprendenti anche più di dieci letti con rispettivi pazienti si è conclusa a favore di stanze per la degenza molto più confortevoli e meno affollate. Quando poi a subire un ricovero è un bambino la situazione diventa ancora più delicata. Entrando in ospedale, un bimbo piccolo perde tutti quelli che sono i suoi punti di riferimento: la sua stanza, la sua casa, la sua vita composta di gioco, scuola, sport. Cambiano gli orari dei pasti e le abitudini alimentari, subisce cambiamenti anche lo spazio che il piccolo ha a disposizione per giocare e gli strumenti che solitamente utilizzava per trascorrere il tempo. Insomma, il ricovero può diventare un vero trauma. Da anni l obiettivo dei reparti di pediatria è quello di rendere l ambiente più confortevole e a misura di bambino possibile: pareti colorate, giocattoli sparsi e l introduzione di attività come la lettura e figure come i clown servono proprio allo scopo di rendere Le famiglie sono poco coinvolte nelle attività: appena il 26% di loro prende parte alle iniziative organizzate. Le attività musicali sono proposte solo dal 26% dei nosocomi e la pet therapy trova spazio solo in 13 delle 111 strutture che hanno partecipato all indagine l ospedale più vicino ad un gioco per tutti i bambini che sono costretti a soggiornarvi. Ma quali sono i risultati di questo percorso verso l umanizzazione che le pediatrie dei vari nosocomi nazionali stanno compiendo? È questa la domanda alla base dell indagine condotta dall Associazione Culturale Pediatri (Acp) insieme alla Società italiana scienze infermieristiche pediatriche (Sisip). Il rapporto, Umanizzazione nelle corsie di pediatria, è stato presentato nel corso del 23 Convegno dell Acp intitolato Il Bambino che verrà. Sotto la lente d ingrandimento sono finiti tutti i reparti di pediatria italiani, sia quelli degli ospedali specializzati che quelli dentro nosocomi generalisti. Il questionario è stato inviato on line alle circa 500 pediatrie facenti parte del Servizio Sanitario Nazionale e la risposta ai quiz da parte degli operatori assolutamente volontaria non è tardata ad arrivare: hanno compilato il questionario 111 operatori sanitari (85 infermieri e 26 medici) di altrettante strutture dei quali l 82% lavorava per reparti pediatrici di ospedali generalisti e il restante 18% dipendente di pediatrie inserite in nosocomi s p e c i a l i z z a t i nella cura dei più piccoli. Per quanto nel leggere i dati sia necessaria una certa cautela t r a t t a n d o s i comunque di un questionario compilato on line, c è da porre in evidenza che il campione esaminato rappresenta più del 20% dell intero numero dei reparti di pediatria esistenti sul territorio nazionale. Un altra considerazione necessaria, si legge nel rapporto, è relativa al gruppo di operatori che ha risposto al Bene i nuovi reparti pediatrici. Foto sopra: il prof. Paolo Siani presidente di Acp questionario: tutti, dicono dalla Acp e dalla Sisip, sono evidentemente sensibili ad un tema come quello del benessere del bambino in ospedale. Lo studio è stato avviato nel gennaio 2011 ed è stato concluso a fine giugno. Dall indagine durata sei mesi è emerso che nel nostro paese non esistono grandi differenze tra le pediatrie di nord, centro o sud. In generale un dato preoccupante è quello che mette in luce che in oltre il 90% dei casi, gli interventi per l'umanizzazione delle cure riguardano solo la parte strutturale. Molto resta infatti ancora da fare secondo i dati estrapolati dall indagine, per le attività. Infatti ad esempio solo un terzo delle pediatrie che hanno preso parte all indagine propone attività ludoricreative per stimolare l attenzione e la creatività dei più piccoli: clown, lettura, canto e disegno, insomma, trovano poco spazio all interno dei reparti esaminati. Ad esempio la lettura: è presente solo nel 30% del campione esaminato; solo nel 66% delle pediatrie del Sistema sanitario è presente una ludoteca e nel 37% di esse si trovano spazi esterni attrezzati. Nonostante una ludoteca sia presente in oltre la metà del campione, il risultato raggiunto è ancora insufficiente, spiegano dall Acp, poiché il gioco per i bambini è una necessità, come il mangiare o il bere, per questo vanno incrementate le aree dove giocare in sicurezza. Attività musicali sono proposte solo dal 26% dei nosocomi e la pet therapy trova spazio solo in 13 delle 111 strutture che hanno partecipato all indagine e nella maggior parte dei casi i piccoli pazienti hanno a che fare con i cani. Uno dei dati più interessanti è che in meno della metà dei reparti presi in considerazione nel rapporto sia presente la scuola: essa si trova solo nel 47% delle pediatrie quando invece essa dovrebbe essere inserita per legge in ogni nosocomio pediatrico o reparto di questo genere. Le famiglie, inoltre secondo il rapporto, sono poco coinvolte nelle attività: appena il 26% di loro prende parte alle iniziative organizzate.

3 Le ultime notizie su asalutenews.it 3 Puntare al benessere psico-fisico del bambino Preservare il piccolo ricoverato da ogni genere di trauma che può derivare da una degenza Scopo di ogni pediatria è preservare il piccolo ricoverato da ogni genere di trauma che può derivare da una degenza più o meno lunga. Per il benessere dei più piccoli sia fisico che psicologico si battono da anni le due organizzazioni che hanno dato vita al rapporto Umanizzazione delle corsie di Pediatria : l Acp, nata nel 1974 e che raccoglie circa 2500 professionisti divisi in 38 gruppi locali, e la Sisip, più giovane, attiva dal L obbiettivo è quello di giungere ad un nuovo concetto di ospedale, dotato sì di alte tecnologie mediche ma nello stesso tempo attento al concetto di umanizzazione: solo nella sinergia di questi due elementi, infatti, è possibile raggiungere il miglior risultato. Curare un bambino non vuol dire soltanto fare una diagnosi precisa e adoperare i farmaci più idonei a farlo guarire in fretta e bene. Curare un bambino vuol dire prendersi cura di lui e della sua mamma che lo accompagna durante il ricovero e vuol dire accoglierlo in ambienti adatti a lui, pensati e realizzati per un bambino. Leggere storie, donare libri, stimolare la loro fantasia con personaggi fantastici che vedono nel corridoio e nelle stanze di degenza, mostrare un attenzione alle loro esigenze è importante quasi quanto una risonanza magnetica o una terapia antibiotica. Con queste parole i professori Paolo Siani e Filippo Festini presidenti rispettivamente di Acp e Sisip spiegano lo spirito che ha animato la ricerca presentata il mese scorso a Roma è nell ambito del convegno Il Bambino che verrà. Messaggio del congresso è stato scommettere sulla prima infanzia e in onore di questo monito grande è l incoraggiamento ad adattare ancora di più i reparti pediatrici del Sistema Sanitario nazionale alla dimensione di chi di fatto li popola da protagonista, i bambini che per un motivo o per l altro si trovano a dover trascorrere del tempo al loro interno. Di pari passo con le terapie di cui il piccolo necessita, è di dovere, sostengono dalla Sisip e dall Acp, un occhio di riguardo per l ambiente del reparto. Curare un bambino vuol dire adoperare i farmaci più idonei a farlo guarire in fretta e bene I bambini adorano i colori, ad esempio, e proprio grazie a questi è possibile migliorare la comunicazione a evocare emozioni, ridurre la percezione di medicalizzazione e contribuire di molto a valutare la qualità del s e r v i z i o. Nonostante in questi ultimi dieci anni si legge sul rapporto nella Sanità del nostro paese sia stato centrale il discorso intorno alle misure da adottare per rendere più umane le corsie degli ospedali, la E importante stimolare la loro fantasia con personaggi fantastici ricerca ha messo in evidenza che è gomento lo confermano: devono coesistere allo scopo necessario ampliare ancora l offerta delle pediatrie per venire incontro alle esigenze dei più piccoli in esse degenti. Quando un bambino entra in ospedale perde i suoi punti di riferimento, la stanza che lo Odio essere svegliato alle 6,30 del mattino! Le terapie iniziano troppo presto. E ancora: Si potrebbe fare di più e meglio. Lasagne e gnocchi non li fate mai? Il sostegno della genitorialità, la collaborazione di curare al meglio i piccoli ospiti delle corsie delle pediatrie italiane. Si deve mirare continua il professor Siani - ad un modello organizzativo nel quale tutte le componenti dell ospedale, assistenziale accoglie è anonima, la deve di infermieri e e organizzativo-gestionale, condividere in genere con altri bambini che non conosce, non ci sono i suoi giocattoli, interrompe le sue normali attività scolastiche, i ritmi della Mostrare un attenzione alle loro esigenze è importante quasi quanto una terapia antibiotica siano sensibilizzate a questa problematica ed operino in piena sinergia. E inoltre necessario negli ospedali che hanno attivato un processo di sua vita vengono tutti stravolti, umanizzazione compiere mangia cose diverse da quelle che mangiava a casa e volontari, uno sguardo all ambiente che vada oltre la semplice periodiche attività di verifica, non solo da parte di esperti spesso in orari per lui del cura della patologia ha appositamente formati, ma tutto inconsueti dicono Siani e Festini e le risposte dei piccoli ospiti a domande sull ar- detto Siani durante l apertura del Congresso sono elementi fondamentali e che anche da parte dei bambini ricoverati e dai loro genitori. Anna Paola Tortora

4 4 Indagine Censis su rilevazioni Doxa: alti i consumi tra i minori nella capitale Alcol, in calo i consumi cresce lo sballo tra i giovani di Luciana Riva L Italia è un paese di bevitori moderati che esibisce un modello di consumo di alcool maturo rispetto ad altri stati europei. Un modello mediterraneo. Si beve soprattutto ai pasti e all interno di una cultura del cibo e del piacere: si beve per gusto, non per ricercare una facile ebbrezza. E quanto emerso da un indagine del Censis su rilevazioni dell Osservatorio permanente giovani e alcool effettuate dal 1991 ad oggi. In vent anni, dopo il massimo storico di alcol consumato, raggiunto nel 1970, nel nostro Paese i consumi procapite sono andati diminuendo fino a un assetto generale attuale di consumo equilibrato. All aumentare dell età anagrafica corrisponde una diminuzione dei consumi e soprattutto di quelli eccessivi: dopo i 35 anni, superalcolici e aperitivi vengono bevuti solo in particolari occasioni come feste e vacanze mentre aumenta il consumo di vino. Da adulti, suggerisce il sondaggio, si è più attenti alla qualità che alla quantità. E i più giovani? La popolazione della notte? I giovani, rivelano i dati Censis/Doxa, preferiscono gli eccessi e seguono la moda dello sballo alcolico. Tre giovani su 4, tra i 15 e i 24 anni, si definiscono consumatori di alcolici. Consumano meno vino ma sempre più superalcolici. Il 59% dice di bere birra, il 40% vino, il 40% aperitivi, il 30% superalcolici. Bevono fuori pasto, durante gli aperitivi e gli happy hours. Soprattutto nei fine settimana e sempre in compagnia. La maggioranza del campione intervistato dichiara di bere con amici e amiche soprattutto al bar, il luogo della relazione e del tempo libero. Dal 2005 in poi, si beve molto anche all aperto e per strada e questo vale in particolar modo per la birra. Salgono le percentuali a Roma e nel Centro Italia. I dati, infatti, mostrano che tra i giovani della capitale è sempre più in voga il consumo di alcolici: l 80% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni ha dichiarato di sorseggiare bicchieri o shottini di superalcolici al di fuori degli orari dei pasti. Tutto questo è normale che accada, dal momento che a Roma, come in tante altre metropoli, gravitano popolazioni eterogenee, pronte a portare usanze e modalità che prima non esistevano. I giovani, rispetto a vent anni fa, hanno assunto comportamenti omologati rispetto agli altri ragazzi del resto d Europa, ha c o m m e n t a t o Michele Contel, v i c e p re s i d e n t e dell Osservatorio permanente giovani e alcool. In particolare il binge-drinking ovvero buttare giù cinque bicchieri uno di seguito all'altro con il solo scopo di provare una veloce ebbrezza. Negli ultimi anni la quantità di ragazzini che non l ha mai sperimentato è passata dall'86,3% del 2005 all'83% del Maschio, abitante del nord-ovest, di solito in una provincia, studente. È l'identikit del binge drinker, del ragazzo in cerca di sballo alcolico. Il 13,5% dei giovanissimi ha già provato questa esperienza 1-2 volte. L'1,3% più di 5 volte. Nei giovani, commentano gli esperti, sembrano essersi indeboliti Tra i giovani della capitale è sempre più in voga il consumo di alcolici: l 80% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni ha dichiarato di sorseggiare bicchieri o shottini di superalcolici al di fuori degli orari dei pasti i meccanismi di autocontrollo e la preoccupazione per i danni causati dall eccesso di alcool e dalla moda dello sballo del sabato sera aumenta anche in relazione agli incidenti stradali e sul lavoro. Il tema della comunicazione è importantissimo, secondo il Presidente del Censis Giuseppe De Rita, perché se sulla droga sappiamo tutto, sullo sballo non sappiamo niente. E un fenomeno sostanzialmente nuovo che non ci aspettavamo. Un abuso diverso di cui non conosciamo la fenomenologia e continua, dobbiamo fare entrare i più giovani in una logica di controllo così come è accaduto per gli adulti. Ma prima bisogna capire cosa c è sotto, cosa cercano in questo meccanismo dello sballo in compagnia. IN ITALIA SONO CIRCA 200 MILA I MALATI PARKINSON, POCA ASSISTENZA In Italia sono circa 200 mila i malati di Parkinson e ogni anno si registrano nuove diagnosi. Ma di questi solo uno su tre è seguito da strutture pubbliche esperte e viene trattato con le terapie migliori. Sono alcune delle riflessioni emerse nel corso dell incontro Il Parkinson: Medicina, Società e Ricerca. I bisogni non corrisposti organizzato presso la Camera dei Deputati e realizzato in collaborazione con la Lega italiana per la lotta contro il Parkinson, Limpe. Si tratta, dopo l Alzheimer, della malattia neurodegenerativa più diffusa. L età media dei pazienti è di 55 anni ed è più comune sopra i 60. E caratterizzata da una progressiva degenerazione dei neuroni che si trovano in un area del cervello nota come sostanza negra. Provoca rigidità muscolare, tremore che insorge durante lo stato di riposo e bradicinesia: difficoltà a iniziare e terminare i movimenti. Da dove abbia origine non è stato ancora chiarito da quando James Parkinson nel 1817 ne descrisse per la prima volta i sintomi. Quello che sembra più plausibile è la combinazione di tre fattori: suscettibilità genetica, tossicità ambientale e tossicità endogena, ha spiegato Ubaldo Bonuccelli, neurologo, presidente della Limpe. Oggi sappiamo che i pesticidi e altre sostanze usate nell industria, come i solventi, rappresentano un fattore di rischio maggiore. Secondo quanto riportato dal centro di epidemiologia dell Istituto Superiore di Sanità, i fattori ambientali sarebbero fondamentali nel determinare il tasso di incidenza della malattia. Alcuni studi in particolare rife- riscono che, fra i casi in cui il Parkinson è attribuibile a fattori di esposizione ambientale, il 10% è associabile all uso di erbicidi in ambito professionale. Si tratta di una malattia cronica, progressiva che riduce l autonomia dei pazienti con conseguenze fisiche, psicologiche e sociali sia per il malato che per chi lo assiste. In Italia, è la fotografia della realtà fatta dalla Limpe, la maggior parte dei malati di Parkinson non riceve adeguata assistenza sociale e domiciliare. Oggi questi malati sono spesso lasciati in carico alle famiglie e al volontariato, ha dichiarato Livia Turco. E essenziale creare una continuità NUOVE DIAGNOSI L ANNO Si tratta, dopo l Alzheimer, della malattia neurodegenerativa più diffusa. L età media dei pazienti è di 55 anni assistenziale -continua l ex Ministro della Salute- cosa che il nostro SSN non è ancora riuscito a realizzare. Anche Paola Binetti, intervenuta all incontro, ha sottolineato: A fronte della cronicizzazione di varie malattie un tempo definite infauste non c è stato un adeguato investimento di risorse. Abbiamo bisogno di ricucire lo strappo tra politiche sanitarie e politiche sociali. Infine, un monito degli esperti è rivolto a quelle terapie miracolose in vendita, con sempre maggior frequenza, in rete. Il web è ricco di fantomatiche cliniche, in particolare tedesche e cinesi, che curerebbero il Parkinson con l aiuto di cellule staminali. Secondo la Limpe, sono centinaia i pazienti italiani che avrebbero già cercato una cura in questo tipo di terapie, senza alcun risultato. Queste terapie sono truffe e possono essere pericolose per i pazienti, ha concluso Bonuccelli. Luciana Riva

5 5 Ma ci sono molte differenze anche vistose se si prende in considerazione la media di vita in Giappone e quella in Africa Siamo diventati 7 miliardi, sempre più anziani. Popolazione mondiale cresce ma invecchia di Laura Gilardi Secondo le ricerche dell Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) il nostro si avvia ad essere un mondo sempre più vecchio. Entro il 2050 infatti le persone con piu' di 60 anni saranno più dei bambini, arrivando a ben 2 miliardi, contro gli attuali 650 milioni e questo nonostante l incremento di nascite che proprio in questi giorni ha fatto superare il traguardo dei 7 miliardi di popolazione. La nascita del 7miliardesimo bambino è un evento gioioso anche se allarmante se si considera che solo 12 anni fa è stata raggiunta la soglia dei sei miliardi. Anche secondo i demografi la 'valanga' demografica, che ha portato la popolazione mondiale a raggiungere i 7 miliardi, continuerà ancora per anni. ''La popolazione dovrebbe stabilizzarsi a 8-9 miliardi nei prossimi anni spiega Giuseppe Gesano del Cnr - a quel punto però avremo molte persone che ora sono giovani e in salute che invece hanno raggiunto la vecchiaia''. E questo non solo nei paesi cosiddetti ricchi. E vero che già da Entro il 2050 le persone over 60 anni saranno più dei bambini adesso l aspettativa di vita in paesi come Francia e Giappone ha superato la media degli 80 anni, ma, dai dati dell Oms sembra che la tendenza a vivere di più si stia affermando anche in paesi più poveri come Cile, Costa Rica, Giamaica, Libano, Sri Lanka o Thailandia dove si stima che un bambino che nasce oggi vivrà più di 70 anni. Persistono tuttavia ancora oggi molte differenze anche vistose se si prende in considerazione la media di vita in Giappone (82,2 anni) e quella in Africa (40 anni), differenze legate sicuramente e soprattutto allo stato sociale ed economico della popolazione. Che la possibilità di alimentarsi adeguatamente e fare una vita più sana e quindi più longeva sia appannaggio delle popolazioni più ricche lo dimostra anche il fatto che in uno stesso paese, come gli Stati Uniti ad esempio, le classi più ricche vivono in media 20 anni di più di quelle più svantaggiate. Il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale comunque pone e porrà, sempre di più, dei problemi di salute. Con l'età cresce infatti il rischio di cadute e lesioni gravi, nonché le spese per la cura degli anziani, destinate ad aumentare, anche se saranno concentrate soprattutto negli ultimi due anni di vita. In vista del World Health Day 2012, la Giornata Mondiale della Salute, l'oms sta organizzando la formazione degli operatori sociali e sanitari ad andare incontro ai bisogni di salute della popolazione più anziana, potenziando la prevenzione,innanzitutto, e la gestione delle malattie croniche attraverso una maggiore ricerca sulle cure palliative e servizi di cura e sostegno alla persona. Ma ci sono anche le emergenze da considerare nella cura degli anziani nonché i disastri naturali. Lo tsunami del 2004 in Indonesia ad esempio ha fatto più vittime proprio tra gli over60. Inoltre molti anziani, proprio per la loro particolare condizione di fragilità, subiscono spesso ingiustizie se non addirittura abusi sociali. Secondo l'oms infatti circa il 4-6% degli anziani nel mondo ha sofferto di una qualche forma di abuso, fisico, psicologico, emotivo o finanziario. E necessario dunque attuare politiche di protezione degli anziani nelle emergenze ma anche nel loro vivere quotidiano in una società in cui il rispetto della fragilità sembra essere diventato un valore obsoleto. TIENITI INFORMATO. CLICCA SU DI NOI

6 6 Ricerca Le ultime notizie su asalutenews.it Dalla Germania la prima dimostrazione sfruttando la tecnica del sogno lucido Una risonanza svelerà i nostri sogni. Uno studio mostra come si vedranno Abbiamo utilizzato persone esperte di sogni lucidi che riferiscono di avere tali sogni diverse volte a settimana di Arianna Ugolini Neanche nel sonno si potrà stare tranquilli. Sembra infatti, da un recente studio tedesco, che presto sarà possibile decifrare i sogni con una semplice risonanza magnetica. I neuroscienziati del Max Planck Institute of Psichiatry di Monaco hanno scoperto che quello che facciamo nella scena del sogno corrisponde nel cervello ad un attività neurale molto vicina a quella che avremmo avuto svolgendo da svegli la stessa azione del sogno. Tutto è iniziato dallo studio dei cosìdetti sogni lucidi che ognuno di noi fa almeno una volta nella vita. Nel sogno lucido il soggetto è consapevole del fatto di sognare, chi fa questo genere di sogni è in grado di modificarli a piacimento come fosse il regista di un film. L ostacolo principale allo studio del contenuto dei sogni è il fatto che l'attività onirica non può essere controllata sperimentalmente, perché tipi- Nel sogno lucido il soggetto è consapevole del fatto di sognare camente non possiamo compiere azioni mentali pre-decise mentre dormiamo - spiega Michael Czisch che ha coordinato lo studio - a meno, appunto, di non fare un sogno lucido. Il sogno lucido si presta dunque alla perfezione per la riuscita della ricerca. Per il nostro studio ha spiegato all'ansa Martin Dresler, primo autore del lavoro - abbiamo cercato persone esperte di sogni lucidi che riferiscono di avere tali sogni diverse volte a settimana. A tutti i partecipanti, maschi da 20 a 30 anni, è stato chiesto di sognare movimenti delle due mani e movimenti oculari. I giovani dovevano iniziare il sogno con un movimento oculare, poi sognare di stringere 10 volte la mano destra, poi un altro movimento oculare e poi di stringere la mano sinistra. Il primo movimento oculare indica che il sogno ha inizio; mentre in un normale sogno - sottolinea Dresler - non potremmo mai sapere qual è l'inizio. E qui è intervenuta la risonanza magnetica, gli scienziati hanno osservato l attività neurale del cervello delle persone mentre sognavano di muovere la mano destra e hanno constatato un attività simile a quella che si sarebbe registrata da svegli con lo stesso movimento. La spiegazione sta nel fatto che nel cervello si attiva la corteccia motoria in modo simile a quando si compie davvero lo stesso movimento durante la veglia. In sintesi - concludono gli scienziati tedeschi - col nostro lavoro forniamo la prima dimostrazione che si può vedere il contenuto di sogni specifici sfruttando la tecnica del sogno lucido. In modo inverso a partire dall'attività neurale di una persona mentre sogna potremmo davvero leggere i sogni di tutti. Sclerosi multipla Alemtuzumab, nuova cura Il nome è impronunciabile: alemtuzumab e suona come una parola di origine antica, invece parliamo di speranza per il futuro e dell unica molecola, capace, almeno sembra, di riparare i danni del sistema neurologico. La notizia è stata diffusa da Natura online ed è stata accolta con grande fiducia da neurologi e ricercatori. La molecola in questione non è nuova alla ricerca scientifica, anzi il suo impiego come farmaco è già conosciuto nelle forme di leucemia e linfoma e, in quei paesi dove le medicine possono essere usate off label (al di fuori delle indicazioni per cui sono state approvate), viene usato anche per trattare la sclerosi, come avviene da tempo in Gran Bretagna. Nei giorni scorsi sono stati presentati i risultati della sperimentazione clinica di fase III per alemtuzumab che aprono nuove prospettive di cura, anche se con le dovute cautele. L anticorpo si è dimostrato in grado, infatti, di attaccare i globuli bianchi che causano il danno neurologico e che inficiano l azione del sistema immunitario ma, recenti sperimentazioni hanno anche dimostrato come alemtuzumab non possa dar vita ad un farmaco sicuro visto che in alcuni casi, l anticorpo ha provocato come effetto collaterale l insorgenza di tiroidite autoimmune. La ricerca ha ancora molto lavoro da fare ma c è da essere ottimisti visto che l anticorpo riesce a ridurre la perdita di materia grigia nel cervello dei pazienti, un effetto che apre nuove speranze per bloccare le ricadute della malattia. Cinzia Rossi

7 7 Le interviste di Perché è pericoloso comprare farmaci su internet Intervista ad Andrea Cicconetti, Segretario Assìprofar - Federfarma Roma di Tiziano Battisti o no la vendita di farmaci su i n t e r n e t? La vendita sui farmaci su internet E legale allo stato attuale, almeno in Italia, non è legale. C è stata una recentissima sentenza della Corte di giustizia europea sui prodotti cosmetici, che non sono farmaci, che ne ha stabilito la vendita su internet. Sul farmaco invece ancora non si è espressa. Allora quei prodotti farmaceutici che troviamo on line sono venduti illegalmente su siti non autorizzati? La maggior parte di questi siti sono illegali. Sono tutti siti esteri che hanno registrazioni fuori dall Italia e che per il 95% sono siti illegali. Le farmacie hanno dei siti internet ma non vendono farmaci La farmacia può avere dei siti internet, non può vendere farmaci sul sito ma può mostrare i servizi al cittadino, può commercializzare altri prodotti come per esempio prodotti per bambini con il divieto assoluto di commercializzare farmaci. Certo che è un giro d affari con molti zeri Il primo rischio che si corre nel prenotare un farmaco su internet è vedersi clonata la carta di credito. Vi consiglio di visitare un sito anticontraffazione e affidabile contro le vendite on line. Che tipo di medicinale vengono messi in vendita? La maggior parte sono quei medicinali, diciamo di moda, come quelli per la disfunzione erettile, le droghe leggere, gli ansiolitici e i prodotti dimagranti. Si vendono i rimedi contro i mali sociali di oggi. Se non si contatta uno specialista che prescrive la terapia giusta è difficile avere una ricetta per poter acquistare questi prodotti in farmacia. Ecco quindi che si ricorre alla vendita on line piuttosto che fare la trafila medico, specialista, farmacista. E quali caratteristiche hanno questi farmaci? Al 99% il prodotto che viene comprato è un prodotto estero, sicuramente contraffatto. I rischi principali quando si acquista un farmaco su internet sono quattro. Il primo rischio che si corre riguarda il principio attivo che potrebbe essere sotto dosato o assente ed indurre una risposta terapeutica non adeguata, con conseguenze anche importanti. Si rischia poi sugli eccipienti, che potrebbero essere sostanze non permesse se non vietate o pericolose che causano avvelenamento. C è il rischio sul confezionamento che potrebbe non rispettare dei requisiti di sicurezza. E infine il rischio della filiera che non garantisce la corretta conservazione del farmaco come la garantisce la filiera: industria, distributore, farmacia e consumatore. Non è un caso se esistono le ricette mediche e il lavoro svolto dai farmacisti che sono parte attiva nel sistema di tracciatura messo su dal Ministero della salute. Tutti i farmaci hanno il doppio bollino, che è formato da una serie di codici, il primo elemento da vedere per la contraffazione; quei codici sono r e g i s t r a t i d a l Ministero al m o m e n t o della produzione e tutte le fasi del p r o c e s s o sono seguite e ciascuno attore m a n d a indietro dei files e dei flussi dati al Ministero e si chiude il giro. La farmacia trasmette al Ministero i dati finali del farmaco venduto. S p e s s o a b b i a m o anche sentito parlare di farmaci italiani riciclati Lo potremmo chiamare riciclaggio del farmaco. Il farmaco è legale, viene rubato nel percorso della filiera e rimesso nel circolo. Il codice di targatura, in questi casi, fa in modo che quando un industria denuncia un furto, quella confezione è segnata, è marcata e se qualcuno prova a venderla va a trasmettere i file di quei codici che ci rivelano dove è avvenuto il riciclaggio del farmaco. Il sistema di tracciatura operativo ormai quasi al 99% da gli strumenti a carabinieri e guardia di finanza di poter fare controlli su tutto il territorio. Negli ultimi anni soprattutto negli ambienti delle palestre si è fatto un uso spesso spropositato di integratori. Andrea Cicconetti, Segretario Assìprofar - Federfarma Roma Il problema degli integratori è un grosso problema. Per mettere in commercio un farmaco ci vogliono decenni. Per mettere in commercio un integratore ci vogliono tre mesi. Già questo da il parametro del problema. Un altro elemento: il farmaco è tracciato l integratore no. L integratore non necessita mai di prescrizione medica è quindi è facile abusarne. Tra l altro possono essere venduti su internet. Aminoacidi e creatinina all interno degli integratori che aumentano la massa muscolare possono danneggiare seriamente i reni. Sui prodotti dietetici che consiglio possiamo dare? A me vengono subito in mente i prodotti dimagranti. Bisogna stare attentissimi nell assumere questi prodotti che possono avere seri effetti collaterali. Un farmaco per l obesità, per esempio, lo potrà prendere solo una persona obesa che dovrà sottostare a controlli periodici da parte dello specialista. E fortemente sconsigliabile acquistare un farmaco per l obesità su internet e fare una cura fai da te. Altri paesi hanno restrizioni minori di quelle che abbiamo in Italia per l acquisto on line? Il problema è un altro. Che garanzia abbiamo collegandoci ad un sito estero che quello che stiamo acquistando è una farmaco legale? Dovrà pensarci la Corte di Giustizia Europea a stilare una normativa per garantire il cittadino ad effettuare degli acquisti sicuri in tutta l Unione.

8 8 Si può bloccarne la crescita interrompendo il meccanismo delle cellule che entrano nel sito del cancro Tumore: in una proteina la chiave per fermarlo. Dalla ricerca una speranza per il futuro di Laura Gilardi Un gruppo di ricercatori canadesi ha scoperto, attraverso un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Research, che si può bloccare la crescita di un tumore interrompendo il meccanismo delle cellule che entrano nel sito del cancro e supportano il suo sviluppo e la diffusione di metastasi. Il team ha infatti individuato sulla superficie dei macrofagi, cellule coinvolte nel meccanismo di immunità 'innata' che vengono 'riprogrammate' dal tumore e non attaccano le cellule malate ma le aiutano ad alimentarsi, una proteina, la S100A10, che apre letteralmente la strada a tali cellule per entrare nelle cellule neoplastiche. I ricercatori del Dipartimento di biochimica e biologia molecolare e patologia del centro ricerche sul cancro della Dalhousie University, ad Halifax, in Canada, hanno battezzato la proteina dei macrofagi 'forbice molecolare' e con questa Un immagine della Dalhousie University, ad Halifax, in Canada scoperta hanno rivoluzionato il modo di studiare un tumore dirigendo l'attenzione non solo sulle cellule malate ma anche su quelle che le aiutano a crescere e a 'convertire' le cellule sane. ''Eravamo soliti pensare che le cellule che contano in un tumore sono quelle malate - afferma il coordinatore della ricerca e prima firma dello studio, David Waisman - ma ora abbiamo visto che altre cellule devono collaborare con le cellule tumorali, guidarne la crescita e consentire un'evoluzione delle cellule normali in cellule metastatiche. Questo cambiamento è ciò che provoca la prognosi infausta e in ultima analisi, è quello che uccide il paziente''. La sperimentazione, inoltre, che è stata portata avanti su topi con tumore ai polmoni, ha evidenziato che senza il processo di approvvigionamento, garantito dall'apporto dei macrofagi e dalla loro proteina S100A10, il tumore non cresce. ''Questa proteina agisce come un paio di forbici - aggiunge Waisman - che tagliano il tessuto-barriera creato attorno al tumore, consentendo ai macrofagi di entrare nel sito della neoplasia e combinarsi con le cellule malate''. Lo studio apre la strada per la ricerca, in primo luogo, delle funzioni di S100A10 e, successivamente, di agenti farmacologici che possano bloccare la sua azione e quella dei macrofagi, così da togliere 'l'ossigeno' al tumore, fermarne la crescita e la diffusione di metastasi. Si tratta di uno studio importante, anche perché mette in evidenza e conferma il ruolo basilare del sistema immunitario che può rappresentare una difesa contro i tumori, ma, se 'deviato' in qualche modo, può anche diventare responsabile dello sviluppo del tumore stesso. E confermata la forte correlazione, sia in positivo che in negativo, esistente tra il sistema immunitario dell'uomo e lo sviluppo delle neoplasie; - spiega Roberto Labianca, presidente del Collegio italiano dei primari ospedalieri di oncologia medica (Cipomo) - un campo che richiede ulteriori studi di approfondimento..tuttavia, avverte Labianca - è necessaria prudenza e, soprattutto, non vanno date ai malati false illusioni: va infatti detto che dal momento in cui si identifica il potenziale bersaglio' al momento in cui si può avere la disponibilità concreta di farmaci mirati sono necessari degli anni". Campagna prevenzione aneurisma, oltre esami e telefonate per informazioni sulla patologia 'Un minuto che salva la vita' per prevenire rottura in aorta Sono stati presentati al senato della Repubblica i risultati della prima fase della campagna per prevenzione dell aneurisma avviata a maggio 2010 dalla Società Italiana di Chirurgia vascolare ed endovascolare per la prevenzione della rottura dell'aneurisma dell'aorta addominale. Durante la campagna denominata Un minuto che vale una vita gli operatori addetti hanno effettuato circa esami e hanno ricevuto più di telefonate per informazioni sulla patologia. L'iniziativa, di cui è stato testimonial l attore Giuliano Gemma è nata con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla patologia e riuscire ad individuare la presenza dei fattori di rischio e l'incidenza dell'aneurisma nella popolazione target, individuata nei soggetti di sesso maschile tra i 65 e gli 80 anni. In questa prima fase della campagna dunque i pazienti hanno avuto la possibilità di effettuare, nei 23 centri dedicati, una visita specialistica gratuita (che comprendeva un esame ecografico), e coloro che mostravano un diametro dell'aorta superiore ai 3 centimetri sono stati inseriti nel programma di 'follow up' di 5 anni. ''L'aneurisma dell'aorta addominale - spiega Flavio Peinetti,direttore del dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare dell'ospedale 'Umberto Parini' di Aosta, nonché Presidente del Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Chirurgia Vascolare - è una dilatazione patologica localizzata e permanente dell'arteria principale del nostro corpo. La crescita progressiva dell'aneurisma può portare alla rottura, evento che causa 6000 morti circa ogni anno in Italia, con un tasso di complicanze maggiori ed exitus di oltre il 50% qualora l'intervento sia eseguito in emergenza. Per incidere positivamente su questi dati è sufficiente diagnosticare in tempo l'aneurisma con un semplice Ecocolordoppler e sottoporre il paziente, qualora necessario, all'intervento programmato, che, con le moderne tecniche chirurgiche ed anestesiologiche, comporta un bassissimo rischio di complicanze, inferiore al 3%''. Laura Gilardi

9 9 Gruppo Fantauzzi OFFICINA ORTOPEDICA & SANITARIA CONVENZIONATA con il S.S.N. e l INAIL Via Cividale del Friuli 7/a Roma Tel Via dei castani 194 Roma Tel CONSEGNE A DOMICILIO GRATUITE AZIENDA CON SISTEMA QUALITA CERTIFICATA ISO Manipolazioni della colonna, trazioni manuali, programma di esercizi, massoterapia evitano la sala operatoria Ernia del disco: non soltanto la chirurgia quando esistono valide soluzioni alternative di Cinzia Rossi L'ernia del disco lombare sintomatica è una patologia degenerativa del disco intervertebrale, dovuta alla fuoriuscita del disco intervertebrale dal cosiddetto anulus, la parte esterna del disco, una specie di cuscinetto che ha il ruolo di ammortizzare le forze che si sviluppano tra una vertebra e l'altra. L'ernia discale è un fenomeno relativamente comune e a prognosi favorevole nella maggior parte dei casi. Gli studi di storia naturale indicano, infatti, che le ernie del disco intervertebrale si riassorbono spesso del tutto o in parte, e che la sintomatologia a essa associata regredisce di frequente con i trattamenti conservativi. Quando invece si decide per l intervento chirurgico Le complicanze più frequenti risultano la lacerazione della dura madre, il danno alle radici nervose, le infezioni della ferita chirurgica e la discite, che consiste nell'infiammazione del disco e delle vertebre adiacenti, talora estesa anche ai tessuti molli circostanti. Ovviamente tra le complicanze c'è quella di dover reintervenire nuovamente. Alcuni studi condotti in Finlandia hanno stimato rischi cumulativi di reintervento a nove anni pari al 18,9% e di interventi successivi dopo il primo reintervento a dieci anni pari al 25,1%. Altre fonti riportano che i tassi di reintervento dopo chirurgia del disco lombare variano ampiamente dal 3% al 15%. Nella formazione dell ernia del disco è stato possibile individuare un ruolo non irrilevante svolto dai fattori genetici, che implicano L ernia discale è un fenomeno relativamente comune una predisposizione familiare. In ogni caso ci sono diversi fattori che possono incidere, attivando la predisposizione genetica. Sono considerati fattori di rischio le occupazioni sedentarie e l'inattività fisica, il sovrappeso, l'alta statura, la guida di veicoli a motore prolungata e costante, le vibrazioni, i lavori a elevato impegno fisico soprattutto se comportano abitualmente il sollevamento manuale di carichi, e le gravidanze. L'ernia del disco lombare si manifesta con un quadro clinico caratterizzato da mal di schiena, radicolopatia compressiva sciatica o crurale, e limitazione o impotenza funzionale. Il dolore crurale o cruralgia è un dolore che corre lungo la coscia sul davanti, mentre quello sciatico è un dolore posteriore lungo tutta la gamba, fino al polpaccio o al piede. I trattamenti conservativi possono essere di tipo farmacologico (analgesici, miorilassanti e antidepressivi) e di tipo fisioterapico non strumentale (manipolazioni della colonna, trazioni manuali, programma di esercizi, massoterapia). Inoltre un programma intensivo di esercizi, effettuato dopo il primo intervento chirurgico per il trattamento dell'ernia del disco lombare, iniziato entro 4-6 settimane dall'intervento, facilita il recupero funzionale e il rientro al lavoro, senza incrementare il rischio di reintervento. FISIOKINESITERAPIA MASSAGGI GINNASTICA POSTURALE RIABILITAZIONE MOTORIA - VISITE SPECIALISTICHE DI CONTROLLO CENTRO DI FISIOTERAPIA Gruppo Fantauzzi FISIOKINESITERAPIA Via Altavilla Irpina ROMA - Tel

10 10 Medicina Endocrinologia dell osso, nuovo settore di studio: ne discutono a Roma esperti mondiali di Simona Barbato Un ormone delle ossa come cura: combatte l infertilità e il diabete La proteina ormonale osteocalcina regola il metabolismo e l attività delle gonadi Presto nuove terapie farmacologiche per stimolare la secrezione pancreatica Un recente studio italiano rivela un legame insospettabili tra un ormone prodotto dalle ossa e due malattie distanti tra loro: il diabete e l infertilità. La scoperta discussa in occasione del recente congresso internazionale The discovery of a new endocrine gland: the bone, organizzato da Andrea Lenzi dell'università Sapienza e Paolo Pozzilli del Campus Biomedico, apre la strada ad un nuovo settore dell endocrinologia con importanti implicazioni a livello terapeutico. E noto che l osteocalcina, ormone prodotto dalle cellule dell'osso, regola il processo di mineralizzazione dello scheletro, sotto l influenza di altri ormoni regolatori della produzione di calcio. Ma le relazioni tra osso e funzione endocrina sono ben più profonde poiché l'osteocalcina è coinvolta anche nella regolazione delle concentrazioni di glucosio nel sangue. Infatti sembra favorire la produzione di insulina con effetti benefici sul metabolismo glicidico. "Abbiamo condotto degli studi clinici, ora in fase di pubblicazione - dichiara Paolo Pozzili, direttore della Scuola di specializzazione in endocrinologia dell'università Campus Biomedico di Roma - che confermano il ruolo dell'osteocalcina nel diabete di tipo 1. Queste scoperte stanno portando a nuove terapie farmacologiche per stimolare, mediante l'uso di osteocalcina, la secrezione pancreatica e ridurre l'insulinoresistenza. Le funzioni sorprendenti di questo ormone sembra non finiscano qui, poiché sarebbe coinvolto anche nella produzione di un elemento molto importante che regola l'attività delle gonadi: l'ormone sessuale LH. "Sappiamo che la menopausa è legata all'osteoporosi, quindi abbiamo cercato un legame tra produzione di ormoni femminili e ossa - ha spiegato Patricia Ducy della Columbia University - in realtà questo non è stato trovato ancora per le donne, mentre è molto chiaro per gli uomini, dove l'osteocalcina favorisce la produzione di testosterone". In sintesi l'ormone principale con cui le ossa dialogano' con il resto del corpo è l'osteocalcina, coinvolta sia nel metabolismo che nella fertilità. "Si sapeva - spiega Andrea Lenzi, Direttore della sezione di Fisiopatologia medica ed endocrinologia, del dipartimento di medicina sperimentale dell'università degli studi di Roma Sapienza - che gli osteoblasti, attraverso dei recettori specifici, ricevevano degli input da parte di alcuni ormoni a produrre l'osso stesso. Adesso invece sappiamo che avviene anche il contrario e gli osteoblasti si comportano come una autentica ghiandola endocrina, producendo ormoni e inviando messaggi al pancreas, ai testicoli, all'ovaio e alle cellule adipose, oltre che rimandando segnali allo stesso osso per la sua neoformazione. A detta degli esperti inoltre, a stimolare la produzione di osteocalcina sarebbe anche l esercizio fisico motivo in più, oggi, per decidere di fare sport. IN BREVE Autismo: dall ISS linee guida nazionali Le famiglie con un figlio autistico presentano tra i più alti carichi di stress e sofferenza. Il dato emerge da uno studio epidemiologico presentato all incontro Promuovere la salute mentale nell'età evolutiva, organizzato dall IRCCS Medea. In questa occasione sono state mostrate le linee guida sul trattamento dell'autismo, stilate dall ISS e pubblicate sul portale dell Istituto. Vaccino italiano contro diabete Dalle cellule dendritiche si può ottenere un vaccino contro il diabete di tipo1. A dimostrarlo è Valentina Di Caro della Fondazione Ri.Med. Nello studio preclinico il vaccino è stato in grado di curare la malattia, e il trial di fase I ha dimostrato che il trattamento non è nocivo. Incontinenza, Forum di 'urgenza' sanitaria In Italia 3 milioni di persone soffrono d incontinenza, il 60% sono donne. Per sensibilizzare il Servizio Sanitario Nazionale sulla malattia è nato il Forum Donne Vip al fine di promuovere servizi e percorsi terapeutici adeguati. Conclusa la fase 1. Potrebbe essere utilizzato in futuro contro il cancro di prostata e rene Testato il vaccino anti-telomerasi di Simona Barbato Ottimi i risultati della sperimentazione di fase 1 di GX301, il vaccino terapeutico che combatte il tumore alla prostata e al rene. L assenza di effetti collaterali e il 100% di risposte positive al trattamento dei 14 pazienti sui quali è stato testato, fanno ben sperare in un suo futuro utilizzo. La sperimentazione, iniziata due anni fa, dopo l approvazione da parte dell Istituto Superiore di Sanità, è stata condotta dagli ideatori dell antidoto: Gilberto Filaci e Paolo Traverso, docenti presso l'azienda Ospedaliero Universitaria San Martino di Genova. Il vaccino induce una risposta immunitaria capace di riconoscere le cellule maligne e di ucciderle. In particolare il meccanismo su cui si basa è legato all impiego di frammenti di una molecola, chiamata telomerasi. I telomeri, sono le sequenze terminali di dna che proteggono le estremità dei cromosomi. Ogni volta che i cromosomi sono replicati durante una divisione cellulare, un piccolo segmento di telomero viene perso. Ciò non accade alle cellule tumorali che proliferano indefinitamente a causa della presenza della telomerasi. L enzima, deputato alla ricostruzione dei telomeri, impedisce alle cellule neoplastiche di degradarsi progressivamente fino a morire. Grazie al vaccino anti-telomerasi, i linfociti dei pazienti impareranno a riconoscere l enzima e a uccidere le cellule tumorali che lo posseggono. Essendo la telomerasi presente in tutti i tumori, il vaccino potenzialmente può essere applicabile al trattamento di ogni tipo di malattia neoplastica. Peraltro, in questa prima fase la sperimentazione si è limitata ai pazienti affetti da tumore della prostata o da tumore del rene in stadio molto avanzato di malattia. Sebbene - spiega una nota dell Università degli studi di Genova - i risultati della sperimentazione dovranno essere attentamente confermati da studi futuri con casistiche più ampie di pazienti, essi indicano che il vaccino GX301 ha un certo grado di efficacia clinica in assenza di significativi effetti collaterali.

11 Salute La prenotazione per la visita può avvenire attraverso il portale web La campagna 'informa la tua fertilità test gratuiti per controllare e preservare Il test si svolge presso la sede della Clinica Quisisana di Roma, nel Polo Andrologica Bioroma di Giada Chicca Prendersi cura dello stato della propria fertilità è importante non soltanto nel momento in cui si decide di avere un figlio. La prevenzione ed i controlli devono iniziare molto prima ed essere costanti. La campagna Informa la tua fertilità offre un valido aiuto per controllare e preservare, dando la possibilità di effettuare un check up gratuito a partire dalla prima domenica di Novembre ed ogni prima domenica di ogni mese (durante tutto il 2012). La prenotazione per la visita può avvenire attraverso il portale web Il test si svolge presso la sede della Clinica Quisisana di Roma, nel Polo Andrologica Bioroma. Il rischio di infertilità grava in eguale misura su uomini e donne, ma questa spada di Damocle ha diversa origine: i fattori più incidenti sulla perdita di fertilità maschile sono fumo, alcol, droghe ed eccesso di sport (specialmente se accompagnato da assunzione di steroidi ed anabolizzanti vari); per le donne, invece, la causa princeps è l endometriosi. Tale malattia interferisce attivamente nella qualità della vita di una donna, poiché determina rapporti sessuali dolorosi se non impossibili (77%), disturbi del sonno (81%), dunque influenze negative sul lavoro e sui rapporti sociali. Ci spiega Mauro Schimberni, docente presso la Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell Università di Roma La Sapienza : Il continuo rimandare dell età considerata ideale per la prima gravidanza fa si che alcune malattie sessualmente trasmesse, unitamente ad altre come ad esempio l endometriosi, abbiano più tempo per procurare danni all apparato riproduttivo femminile. La fascia più colpita è quella tra i 29 ed i 30 anni più uno 0,4% di adolescenti. Si arriva ad una diagnosi certa solo dopo 9 anni circa di indagini e cure, questo perché non sempre si accusano sintomatologie (dismenorrea, dolore pelvico) e, soprattutto, perché le donne pensano che i sintomi che le affliggono sono normali oppure non patologici. Il 30-40% di donne affette da endometriosi presentano infertilità ed in Italia sono 3 milioni a soffrirne. Schimberni, con la Diete scorrette ed abuso di diuretici favoriscono malattie reumatiche Gotta, aumentano i casi anche tra le donne di Giada Chicca La SIR (Società Italiana di Reumatologia) ritiene opportuno portare avanti una campagna di informazione e prevenzione della gotta (anche il portale poiché questa malattia reumatica in Italia è sottovalutata a sottodiagnosticata e l aumento della gotta nei Paesi ad alto tenore di vita, come l Italia, è da mettere in relazione a inappropriati stili di vita. Si pronuncia così Giovanni Minisola, Presidente del SIR e Primario della Reumatologia al San Camillo di Roma, in merito ad una delle malattie reumatiche che negli ultimi tempi sta interessando un numero sempre maggiore di persone. Prevalentemente sono gli uomini ad ammalarsi di gotta, ma i rischi iniziano a diffondersi anche tra le donne, in particolar modo dopo la menopausa, ma anche tra le più giovani che abusano di diuretici o seguono diete iperproteiche. Prendersi cura dello stato della propria fertilità Negli Stati Uniti è seconda solo all artrosi e in Italia riguarda un milione di persone; si stima, però, che siano 5 milioni le persone altamente a rischio. Quella che gli antichi chiamavano tarda podagra (e che colpiva i ricchi, essendo gli unici a potersi concedere pasti luculliani a base di carne e pesce), non è che una malattia del metabolismo, che scaturisce da accumulo d acido urico nel sangue e successivo deposito di cristalli d urato monosodico nelle articolazioni e nei tessuti. Il pericolo non è soltanto per le articolazioni doloranti, ma anche per i reni, in cui si formano i calcoli d acido urico. Una Campagna Nazionale Dott.ssa Annalise Giallonardo, dirige il centro Bioroma da dieci anni adottando un metodo (ciclo naturale o spontaneo) che permette di individuare un percorso di cura personalizzato, evitando la stimolazione farmacologia delle ovaie. Sono troppi, infatti, i casi di metodologie diagnostiche inadeguate e dannose che sottopongono i pazienti a lunghe cure ormonali. Sono fondamentali i momenti di confronto per arrivare al più presto ad una cura certa ed efficace, ribadisce il Dott. Schimberni. promossa da SIR e SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), con il patrocinio del Ministero della Salute, adibirà delle strutture itineranti nelle piazze delle più importanti città italiane, che saranno dotate di operatori sanitari per testare l aumento del rischio-gotta, attraverso questionari ed analisi cliniche. Due di lato 11 Se la dieta fa ingrassare Un nuovo studio condotto dal docente dell Università di Melbourne, Joseph Proietto, mostra che a distanza di un anno dalla dieta, si riprende facilmente peso per colpa di 9 ormoni. Proietto ed il suo team d esperti ha condotto l indagine su 50 pazienti, rientrati in un programma di dieta di 10 settimane, votata a far perdere loro il 10% del peso corporeo. Assumendo da 500 a 550 Kcal al giorno 34 persone su 50 hanno perso ca. 13,6 Kg riguadagnandone però 5,4 Kg nell arco dell anno. Il fenomeno dipende dunque dal disequilibrio di 6 ormoni che, spostati, generano ancora più appetito. Chi perde molto peso lo riacquista facilmente non solo per il ritorno alle cattive abitudini, ma per un impulso biologico, per questo è preferibile non aumentare di peso piuttosto che doverlo perdere. Oltre al ritorno dell appetito si finisce per bruciare meno calorie del normale, tres d union ideale per tornare al peso originale. Idratazione, incide su salute e lavoro L avviso arriva da Luis Serra Majem, Presidente della Fondazione di ricerca sulla nutrizione (FIN) ed è rivolto non solo a chi svolge un lavoro di sforzo fisico, ma anche ai lavoratori sedentari. Bisognerebbe assumere un bicchiere d acqua ogni ora, se si calcola che alla temperatura di 35 un impiegato può perdere fino a 5 litri ed un operaio fino a 16 litri. Le pause durante l orario lavorativo possono aiutare a reidratarsi con acqua, caffè, energy drink. La disidratazione porta ad un aumento della percezione della fatica incidendo sul rendimento lavorativo nonché sulla salute: per ogni punto-percentuale di peso corporeo perso, lo sforzo cardiovascolare aumenta di quattro battiti al minuto. Inoltre, se le prestazioni e le capacità cognitive sull ambiente di lavoro diminuiscono, probabilmente la disidratazione ha superato il 2% del peso corporeo. Campanello d allarme per provvedere subito assumendo liquidi.

12 12 PUBBLICITA

13 13 Bambini nel guscio, terapia per l autismo infantile Verrà presentato al Festival delle giovani idee il progetto Tartaruga dell Istituto di Ortofonologia di Cinzia Rossi Li chiamano anche bambini della Luna, per la loro distanza dagli altri, o bambini pesci, per il loro silenzio, affascinanti e inquietanti per il mistero che li circonda. L autismo, per certi versi considerato ancora un enigma è però una patologia infantile che può essere affrontata con risultati anche molto soddisfacenti. Ne è un esempio il progetto Tartaruga dell l'istituto di Ortofonologia (IdO), centro accreditato dal Sistema sanitario nazionale di terapia e ricerca per l'età evolutiva, che propone un approccio innovativo sia nella diagnosi che nella terapia per migliorare la qualità della vita dei bambini autistici e delle loro famiglie. Un progetto, durato oltre 3 anni su un campione di 55 bambini con disturbo autistico tra i 3 e i 12 anni. Quattro di questi bambini sono usciti addirittura dalla diagnosi di autismo mentre gli altri hanno raggiunto miglioramenti significativi. Il Progetto Tartaruga prevede sia la terapia al bambino sia il sostegno ai genitori. L'aumento di casi nel mondo cresce ogni anno anche grazie alle diagnosi più diffuse, come conferma Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva e responsabile del progetto 'Tartaruga'. Ai primi segnali bisogna muoversi subito, cercando strutture adeguate per valutare i disturbi della relazione". Meglio lasciar stare certe mode come quella di andare in Argentina per il ricambio del sangue. Negli anni scorsi erano di moda le diete per autistici. Attorno a questo disturbo si sono succeduti mode e accanimenti incredibili, grazie anche all'uso di Internet". Il rischio e' quello di entrare nella spirale dei cialtroni che vendono soluzioni facili per un problema che facile non è. Per fortuna oggi i pediatri sono molto più sensibili e sono i primi a mobilitare i genitori", commenta l'esperta. L'autismo, ricorda la psicoterapeuta, riguarda soprattutto i maschi, con un rapporto di 4 a 1 rispetto alle femmine. "Non e' ancora chiara la causa della patologia e questo va dettocontinua- perché ogni tanto viene data una causa che fa scaturire delle terapie le quali, di conseguenza, non sono valide". "Ciò che e' necessario - afferma il direttore dell'ido Federico Bianchi di Castelbianco - è fare la diagnosi entro i tre anni. Prima ci si muove e meglio è perché si riesce ad intervenire quando il disturbo non si è ancora radicato". Sarà questo, infatti, il tema al centro del convegno "Autismo infantile. La centralità della diagnosi precoce per un progetto terapeutico mirato", promosso dall'ido in collaborazione con la Fondazione Telecom ed Edizione Magi e intende coinvolgere la scuola e i pediatri in percorsi di formazione finalizzati all'individuazione dell'autismo fin dalla più tenera età. L evento, insieme alla presentazione del progetto Tartaruga, è in programma sabato 12 novembre presso il Palazzo dei Congressi dalle ore 9 alle ore 17, nell'ambito dell'evento Diregiovani Direfuturo-Il Festival delle giovani idee. Il manifesto del convegno CONSEGNE A DOMICILIO A.E.O.SRL ASSISTENZA TECNICA IN GIORNATA Tel AUSILI-ELETTROMEDICALI-OSPEDALIERI ARTICOLI ORTOPEDICI PRODUZIONE - COMMERCIALIZZAZIONE - NOLEGGIO - BAGNI PER DISABILI AUSILI - APPARECCHI PER FISIOTERAPIA - DISPOSITIVI MEDICI PER DIAGNOSTICA - MONOUSO ATTREZZATURE PER PALESTRE - ARREDAMENTO - MANUTENZIONE MENSILI Negozio: Viale Galvano della Volpe, 17/17a - Laboratorio: Viale Galvano della Volpe, 45/ ROMA Tel Fax ZONA TOR VERGATA

14 14 Ambiente Smog, immondizia, traffico: secondo Legambiente le province laziali non migliorano la qualità della vita Ecosistema urbano, per le città IN BREVE del Lazio la solita brutta figura La sposa Dalle istituzioni servono scelte concrete per uscire dalla crisi ambientale di Yari Ricci Che la Capitale avesse qualche problemino di smog, immondizia e traffico è risaputo, ma anche gli altri capoluoghi di provincia laziali in fatto di politiche di salvaguardia ambientale se la passano piuttosto male. Secondo il XVIII Ecosistema urbano di Legambiente, realizzato con il contributo scientifico dell Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore, Roma si colloca a fondo classifica tra le grandi città italiane, in decima posizione su 15; tra le medie città, Latina è addirittura penultima, al 42 posto; Frosinone a fondo classifica tra le 45 piccole città, al 41 ; Viterbo oltre la metà classifica in trentunesima posizione, e Rieti bisogna al 21 posto. E' proprio la gestione dei rifiuti uno dei fattori di maggiore pressione ambientale nelle città laziali. Roma con i suoi 661,3 kg di rifiuti pro-capite prodotti all'anno è tra le peggiori grandi città italiane. La differenziata si fa troppo poco e la crescita e lentissima Verona è al 50,2% e Torino in poco tempo è arrivata al 42,5%, Roma fa un timido passetto avanti dal 19,5% rimanendo inchiodata al 21,6%; Rieti dal 12,9% passa al 14,9% e Viterbo dal 10,8% al 10,9%, mentre addirittura diminuisce Latina dal 30,1% al 29,2% e Frosinone, dal 38,8% si colloca al 15,1. In tutta la Regione ingorghi e smog soffocano i centri urbani: peggio di Roma, con 69 auto ogni 100 abitanti, fa solo Catania, Latina è addirittura ultima tra le medie con 73 auto/100 abitanti; Viterbo penultima tra le piccole con 76 auto/100 ab., Frosinone 42a su 45 con 73 auto/100 ab., Rieti 38a con 70 auto/100 ab. A I numeri fronte di questo quadro, il trasporto pubblico non aumenta offerta e viaggiatori: Roma rimane in testa, dopo Milano e Venezia, tra le grandi città con 64 km-vetture per abitante; Viterbo si piazza a fondo classifica tra le piccole con solo 15 km-vetture per abitante, a Frosinone se ne registrano 21, a Rieti 25 e a 16 a Latina, quasi 661,3 Sono i kg di rifiuti pro-capite prodotti all'anno a Roma. La capitale è tra le peggiori grandi città italiane Roma si colloca a fondo classifica tra le grandi città italiane in fondo tra le medie. Tra le prime emergenze ambientali da affrontare resta lo smog. La Capitale supera decisamente la soglia di 40 microgrammi per metro cubo (media annua) considerata pericolosa per la salute umana. Sulla qualità della vita a Roma e nei capoluoghi del Lazio pesano la troppa immondizia malgestita, il traffico sempre più congestionato e lo smog, i consumi idrici e la cattiva depurazione. Dalle istituzioni servono scelte concrete, fondamentali per uscire dalla crisi ambientale, ma dirimenti anche per battere la crisi economica puntando su un futuro migliore per i cittadini ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. col paracadute Abiti confezionati non solo con materiali innovativi quali vele di paracadute o parapendio, ma anche realizzati recuperando vecchi abiti d epoca o rifiuti di prodotti tessili, miscelati con fibre naturali quali canapa e seta organica. Gli abiti da sposa di Valerie Pache sono realizzati su misura oltretutto anche a prezzi accessibili che variano dai ai euro. A N.Y. il parco sotto terra Con Il progetto Delancey Underground, ribattezzato The Low line, la Grande Mela si propone di trasformare la vecchia e fatiscente stazione ferroviaria sotterranea, proprio sotto Delancey Street, in un eco-rifugio underground, un vero e proprio parco verde a misura di cittadino. Roma ciclabile La Commissione Ambiente di Roma Capitale ha approvato oggi il Piano Quadro della Ciclabilità, dando il via libera all esame finale del Consiglio Comunale. Il Piano, oltre a prevedere l estensione delle piste ciclabili e l ampliamento del servizio di bike sharing, punta a costruire il Grande Raccordo Anulare della Ciclabilità (Crac). Spesa intelligente, controllo della dispensa, riciclo culinario: consigli per evitare che il cibo finisca nella spazzatura Lo spreco quotidiano di cibo sfamerebbe mezzo pianeta A buttare il cibo nella spazzatura piange il cuore, ma questo non impedisce a ciascuno degli abitanti degli stati europei di gettarne via quasi 150 chili l anno. E infatti questa la media procapite dividendo i circa 89 milioni di tonnellate di cibo che nei 27 Stati membri dell'ue ogni anno finiscono in discarica. Secondo le stime,se non si cambiano abitudini entro il 2020 la montagna di alimenti finiti nell'immondizia potrebbe crescere del 40% per raggiungere i 126 milioni di tonnellate. Ma l allarme riguarda tutto il pianeta: secondo la Fao 1,3 miliardi di tonnellate di cibo all'anno restano inutilizzate no. A generare circa il 42% degli sprechi nell'ue sono le famiglie, seguite da industria (39%), catering (14%) e distribuzione (5%). Per la Settimana europea dedicata alla riduzione dei rifiuti, che si terrà a novembre in molti paesi dell'ue, è stato redatto un vademecum del risparmio in 5 punti. Primo: fare la spesa intelligente. Stilare una lista dopo aver controllato frigo e dispensa. Si evitano i doppioni. Secondo: per gli inviti a cena preparare solo pasti riciclabili il giorno dopo. Meglio poi cercare di non strafare, considerando il numero degli invitati. Terzo: controllare spesso le date di scadenza dei prodotti e organizzare il menù del giorno tenendolo in considerazione. Quarto: riporre i cibi in frigo in contenitori per allungarne la freschezza. Quinto: usare confezioni di cibo già aperte o che stanno per scadere. Seguire le ricette adattando le dosi al numero di commensali e ricordarsi di usare gli avanzi, per creare ad esempio insalate o sformati. Yari Ricci

15 Alimentazione Un recente studio scientifico sfata le comuni convinzioni su bevande e dolci sugar free Gli alimenti senza zucchero non aiutano a perdere peso Scarsi ed incompleti i dati disponibili fino ad ora di Gianluca D Eramo Masticare una gomma o bere una bevanda dolcificata, o senza zucchero, è una abitudine ormai comune, il più delle volte per evitare di assumere pietanze ritenute più grasse e meno salutari. Secondo un analisi effettuata da ricercatori finlandesi e statunitensi, a volte questi alimenti potrebbero addirittura generare problemi intestinali, danneggiare i nostri denti, e non giovare alla nostra linea. Lo studio delle Università di Helsinki, Boston, e Nevada del Sud ha rivisitato completamente i dati disponibili fino ad ora e il conseguente approccio scientifico avuto nei confronti di bibite, gomme da masticare e dolci. In particolare sugli zuccheri complessi come xilitolo e sorbitolo. È molto difficile, spiega la ricerca, perdere peso e salvaguardare la salute dei denti sostituendo gli Ricerche dimostrano che lo Xilitolo è ritenuto l amico dei denti La parola Rapporto Italia a tavola 2011: nell ultimo anno più di 430mila controlli Una agenzia nazionale per gestire la sicurezza nell agroalimentare di Gianluca D Eramo Un paese bloccato su vecchie attribuzioni e impostazioni che dimostrano la necessità di un adeguamento istituzionale al mutato quadro del comparto agricolo nazionale. L immagine dell Italia, secondo il rapporto Italia a tavola 2011 stilato dal Movimento Difesa del Cittadino, è quella di un paese attivo e vigile nell affrontare le crisi ma ancora rigido negli strumenti e nella celerità di risposta. Xilitolo E un dolcificante, anche chiamato zucchero del legno, utilizzato come succedaneo dello zucchero tradizionale. Viene estratto dalle piante di betulle, fragole, lamponi, prugna e anche dal grano. Il potere dolcificante è molto simile al saccarosio, ma contiene il 40% in meno di calorie. In primo luogo si rileva la necessità di una Agenzia Nazionale: Crediamo spiega Antonio Longo, presidente del Movimento che vada riaperto il dibattito. Siamo ancora bloccati su vecchie competenze che dimostrano tutti i loro limiti ogni volta che c è una crisi di sicurezza alimentare. Per dare rapidità ed un senso a tutti quei soggetti che compiono i controlli, dalla Agenzia delle Dogane ai Nas dei Carabinieri, dalle Asl al Corpo Forestale dello Stato. Nel solo 2010 sono stati oltre 430mila le ispezioni su tutto il territorio nazionale. Non una questione di governance fine a se stessa: Gli Italiani vengono a sapere delle emergenze alimentari prima dai giornali, dalla tv o magari dalle associazioni dei consumatori. Così è stato per l influenza aviaria o per le mozzarelle di bufala contaminate o contraffatte. C è bisogno, quindi, di un punto di riferimento per informare i cittadini che spesso non sanno a chi rivolgersi, perché se è vero che ospitiamo a Parma l Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), dopo un lungo braccio di ferro con la Finlandia, questa non ha ancora svolto il ruolo di tutela che ci si aspettava a livello europeo, secondo Francesco Ferrante della segreteria zuccheri normali con quelli a più basso contenuto calorico. Le possibilità di perdere peso sono esigue poiché l organismo assume comunque un contenuto calorico. Molte persone sono così autorizzate ad abusarne convinte delle loro proprietà a discapito dei cibi tradizionali. Un falso senso di sicurezza che tranquillizza il consumatore, convinto di potersi fidare e incurante delle sostanze descritte nelle etichette. Tutto questo dovrebbe spingere ad una maggiore prudenza. Pochi, ad esempio, sono a conoscenza delle avvertenze presenti sulle confezioni delle gomme da masticare che avvisano su possibili forme di dissenteria causate da aromatizzanti e conservanti che favoriscono lo sviluppo dell acidità del cavo orale, la carie, e l erosione dello smalto. Questo non vuol dire che si esclude totalmente la loro assunzione. Ricerche dimostrano che lo Xilitolo è ritenuto l amico dei denti dalla Food and Drug Administration e dall Unione Europea per tre motivi: non subisce una fermentazione acida nel cavo orale; può ridurre il numero dei batteri presenti nella bocca; può stimolare enzimi capaci di bloccare lo sviluppo della carie. nazionale di Legambiente. Un passo ancor più necessario in una fase di crisi, in cui l agroalimentare può dimostrarsi risorsa di sviluppo per il paese, nella tutela, al contempo, del suo made in Italy. Un controllo che deve iniziare dalle etichette, con un acquisto consapevole, e continuare nell affrontare criminali senza scrupoli a livello nazionale ed europeo. Tutto e Alcol, una fragola per limitare i rischi Le qualità antiossidanti presenti nelle fragole proteggono il nostro stomaco dai danni provocati dall alcol. Lo afferma lo studio presentato da Sara Tulipani dell Università di Barcellona, secondo cui il frutto rosso e i suoi estratti potrebbero diventare in futuro una cura per rallentare la formazione di ulcere gastriche grazie all elevato contenuto di composti fenolici e dalla attivazione delle difese antiossidanti. I risultati sono stati ottenuti somministrando ad alcuni topi un estratto di fragole, 40milligrammi al giorno, per circa 10 giorni. Si sono così riscontrati minori danni alle membrane mucose dello stomaco, generalmente vulnerabili ai danni ossidativi provocati dall alcol....ancor di più L importanza delle sigle alimentari Unione Nazionale Consumatori e Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali hanno dato il via alla campagna L importanza delle sigle Dop, Igp e Stg. Sono già stati spediti oltre 7mila opuscoli nelle scuole medie inferiori per un progetto educativo che prevede anche un questionario, formulato sotto forma di gioco, per verificare la conoscenza sull argomento. L iniziativa, spiega Massimiliano Dona segretario generale dell UNC, ha lo scopo di diffondere tra i giovani la conoscenza delle produzioni agroalimentari di qualità. In particolare quella a denominazione di Origine Protetta (Dop), Indicazione Geografica Protetta (Igp) e Specialità Tradizionale Garantita (Stg). Previsto anche un concorso per premiare i migliori elaborati presentati dagli studenti.

16 16 L'evento organizzato dalla Presidenza del Consiglio regionale, in collaborazione con le Associazioni Centro del Bivio e Naturasacra Convegno sul federalismo fiscale alla Pisana. Il ruolo e i problemi di Roma capitale Il presidente del Consiglio regionale Abbruzzese al convegno Il 25 ottobre alla Pisana si è tenuto un convegno sul federalismo fiscale dal titolo "Federalismo fiscale e Roma capitale"; l'evento è stato organizzato dalla Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, in collaborazione con l'associazione Centro del Bivio e l'associazione Naturasacra. Il tema, particolarmente di attualità in un periodo in cui sta per scadere la legge delega per l'emanazione dei decreti attuativi per Roma capitale, senza che il secondo abbia ancora visto la luce, si presta alla duplice interpretazione di chi ritiene che questa importante riforma possa responsabilizzare le Regioni, rendendole più virtuose nell'amministrare le proprie entrate, e di chi invece sottolinea i rischi di un'accentuazione, in conseguenza di questa riforma, del divario già esistente tra realtà più e meno sviluppate del Paese. Il presidente del Consiglio regionale Abbruzzese, in apertura di lavori, ha dichiarato: "Il federalismo è uno strumento a disposizione delle Istituzioni per regolare la finanza pubblica in presenza di stati non centralizzati come il nostro, con una forte e radicata, anche storicamente, identità e autonomia regionale e locale. Questo strumento è stato ritenuto idoneo a definire un nuovo assetto dello Stato, nel rapporto tra Governo centrale e Regioni, in tempi diversi sia dal centrodestra che dal centrosinistra". "In relazione al tema di Roma Capitale - ha continuato Abbruzzese - credo che le rivendicazioni che hanno condotto all'approvazione del nuovo statuto della città, nel corso del tempo sono state sottoscritte da Rutelli, Veltroni e oggi dal sindaco Gianni Alemanno. Roma Capitale non può essere trattata alla stessa stregua di un Comune qualunque del territorio italiano. Ma noi amministratori della Regione Lazio sappiamo anche che la nostra comunità ha un rapporto particolare con la Capitale, una relazione di interdipendenza. Roma ha bisogno delle Province del Lazio e le Province hanno bisogno di Roma. Penso che fare del federalismo fiscale una battaglia politica a priori è sbagliato e fuorviante. Il compito del legislatore oggi è accelerare i tempi: lo chiedono i cittadini, le imprese, il terzo settore, ma soprattutto lo impone la crisi economica". Secondo il consigliere Storace (capogruppo La Destra in Consiglio) con il federalismo fiscale, probabilmente, Roma potrebbe beneficiare di risorse maggiori, visto che solo una parte minima del gettito dei suoi abitanti torna ad essi sotto forma di trasferimenti dallo Stato. Ha poi lanciato l'idea di una "regione di Roma", che valorizzerebbe la capitale, svincolando al contempo il Lazio dall'accusa di essere troppo "romanocentrico". Contrario a questa idea il consigliere Sbardella (UDC), presidente della Comm. Affari costituzionali e statutari, secondo il quale la strada è quella di potenziare il Lazio per farne una sorta di "Regione capitale", che possa devolvere anche una maggior quantità di funzioni a Roma. Il consigliere Moscardelli del PD ha messo l'accento sull'inerzia della Regione in quello che a suo avviso dovrebbe essere il suo ruolo propulsivo in materia; anche se, sempre secondo lui, l'abolizione delle Province sarebbe una misura sbagliata. L intesa firmata davanti alle commissioni consiliari competenti in materia Roma Capitale, protocollo tra Alemanno e Polverini Un percorso condiviso con la Regione per dare a Roma Capitale poteri differenti da quelli di qualsiasi altro Comune. Questo il senso del protocollo firmato nei giorni scorsi dal sindaco Gianni Alemanno e dalla presidente della Regione Renata Polverini davanti alle commissioni consiliari competenti in materia. Alemanno ha spiegato che questo documento fa "chiarezza e dà certezze, visto che la norma costituzionale non era chiarissima. Tuteliamo la Regione, ma al tempo stesso diamo il via a un processo che dovrà ridimensionare la burocrazia. Sottolineo che discuteremo dei poteri che saranno attribuiti oggi a Roma Capitale, ma un domani anche alla Città metropolitana". Per la presidente Polverini "Intanto diamo tempi certi al percorso che insieme vogliamo fare. Inoltre abbiamo voluto coinvolgere fin da subito il Consiglio regionale che dovrà poi discutere e votare la proposta di legge. Allo stesso tempo poniamo fine a un dibattito durato fin troppo e fin troppo strumentalizzato: nessuno di noi vuole frenare il percorso necessario per dotare Roma di quei poteri che servono per amministrare la Capitale. Ma deve essere chiaro che ciascuno ha le sue competenze: il governo per le materie che la Costituzione riserva allo Stato, la Regione per quelle che la Carte le attribuisce". Entro 90 giorni dall'adozione del decreto legislativo con cui lo Stato stabilirà quali poteri delegare a Roma, la Giunta regionale presenterà una analoga proposta di legge che riguarderà i poteri assegnati alle Regioni dal titolo V della Costituzione. Da subito sarà costituito un tavolo tecnico congiunto. Per il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese "La firma di questo protocollo apre una fase operativa sull'applicazione della riforma del federalismo fiscale nella nostra regione. La definizione dei poteri di Roma Capitale è infatti il primo passo che dovevamo fare per affrontare un percorso condiviso che porterà all'individuazione, attraverso una legge regionale, delle funzioni di competenza regionale da assegnare a Roma Capitale. Il Consiglio e le C o m m i s s i o n i preposte saranno chiamate ad esprimersi nel merito di tali funzioni e avranno un ruolo centrale per la realizzazione di una riforma storica che sarà importante non solo per la città di Roma, ma per tutti i territori del Lazio.Sono convinto che la sinergia e lo spirito di collaborazione tra le Istituzioni che abbiamo potuto constatare oggi rappresentino la strada migliore per chiudere un periodo di incertezza."

17 Accade in città Vestiti di carne I martiri del pensiero nel vernissage di Antonello Marsilio al Caffè Letterario il 15 novembre. Per donare il latte umano Continua la collaborazione tra provincia di Romja e Ospedale pediatrico Bambin Gesù nel progetto della Banca del latte umano donato La Via Lattea. L iniziativa, già avviata, consiste in un piano di interventi a sostegno della BLUD per la raccolta del latte presso il domicilio delle madri donatrici sul territorio di Roma e Provincia con il successivo trasporto dello stesso 17 presso la BLUD, grazie all impiego di agenti della Polizia Provinciale e del personale volontario della Protezione Civile. Il progetto fornirà inoltre, alle madri donatrici tutto il kit necessario (tiralatte elettrici e contenitori sterili). Per le donazioni individuali: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù tel.: Sento che ci sei E il titolo del libro appena uscito per Rizzoli in cui Fulvio De Nigris, fra i fondatori della Casa dei risvegli Luca De Nigris di Bologna, per la prima volta racconta la propria esperienza di padre alle prese con il coma e la morte di un figlio. La vicenda di Luca De Nigris è nota. A 15 anni, in seguito a un operazione che i medici giudicano perfettamente riuscita, entra in coma. Con una gara di solidarietà degli amici, che poi fonderanno l associazione Gli amici di Luca, vienetrasferito in una clinica austriaca, dove dà i primi segnali di risveglio. Tornato a Bologna Luca muore improvvisamente. Una vicenda che diventa una lunga educazione al dolore. De Nigris, oggi direttore del Centro studi per la ricerca sul coma Gli amici di Luca e membro dell Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, nel libro passa dall esperienza personale alle testimonianze di altri genitori per raccontare una quotidianità spesso invisibile. Dante dietro le sbarre Ron Jenkins, insegnante e studioso con la passione per la politica, l attualità e sempre socialmente impegnato, è professore di Teatro presso la Wesleyan University negli Stati Uniti. Traduttore e interprete di Dario Fo, ha portato avanti un progetto nelle carceri, da New York all Indonesia passando per l Italia, seguendo l idea che anche il dolore, in quanto creatore d energia, può essere riciclato per essere trasformato in forza positiva. La letteratura e il teatro possono aiutano nella crescita e nell evoluzione interiore anche in carcere. Ispirati dalla poesia di Dante e Shakespeare a riflettere sulle conseguenze dello spreco, i detenuti intervistati da Jenkins, ci ricordano che la conservazione e riciclo delle risorse umane nelle nostre carceri non è meno importante della sfida di conservazione e riciclo delle risorse naturali del pianeta. Recycling Pain was also compiled from the Department of Justice Report on the Federal Prison Industry's electronic recycling program.. L articolo di Jenkins Dante dietro le sbarre è pubblicato da Teatri delle diversità. Sicuri sul bus c è il carabiniere in congedo Indosseranno una fascia bianca con il logo di Roma Capitale e dell Atac, i carabinieri in congedo che presteranno servizio sulle linee e negli orari più a rischio dei bus romani. L iniziativa denominata Presenza Amica è stata avviata per garantire la sicurezza di passeggeri e personale viaggiante, spesso vittima di aggressioni e comportamenti violenti. Il nuovo corpo di Presenza Amica sarà sugli autobus negli orari più a rischio, dalle 18 alle 22, nell arco compreso tra lunedì e sabato sulle linee maggiormente oggetto di aggressioni e azioni di disturbo, mentre in quelle più centrali e frequentate dai turisti saranno operativi anche tra le 10 e le 14. Fino a gennaio i carabinieri in congedo saranno divisi in 54 unità operative al giorno, e suddivisi in 18 gruppi composti da tre associati ciascuno; una volta conclusa la fase di start-up il progetto entrerà a far parte del III patto per Roma Sicura. Sparategli! Nuovi schiavi d'italia Sono gli immigrati i protagonisti del libro di Jacopo Storni, giornalista fiorentino, edito da Editori Riuniti e con la prefazione di Ettore Mo (inviato speciale del Corriere della Sera). Il volume di 330 pagine è un viaggio-denuncia nel Terzo Mondo d'italia alla scoperta delle condizioni più disumane nel quale vivono gli immigrati. Il lungo reportage, formato da 22 capitoli, è suddiviso in sei macroaree, ognuna delle quali rappresenta una drammatica condizione di vita degli immigrati: gli schiavi, i baraccati, i disperati della strada, i perseguitati, i prigionieri, i morti. Storni vive con loro per un intero anno e raccoglie le voci troppo spesso intolleranti e le reazioni degli italiani nelle città e nei paesini in cui gli immigrati sono ospitati, facendo emergere "il lato oscuro di un'italia talvolta egoista e arroccata su se stessa, dove ognuno di noi è complice, diretto o indiretto, delle condizioni più drammatiche in cui vivono i migranti". Tempo Libero Notte al Museo Fino al 7 gennaio la Centrale Montemartini, il Macro via Nizza, i Mercati di Traiano, i Musei Capitolini, il Museo dell'ara Pacis, il Museo di Roma Palazzo Braschi, e il Museo di Roma in Trastevere sono aperti al pubblico ogni sabato sera dalle 20 all'1; il Macro Testaccio fino alle 24 (ultimo ingresso alle 23.30). La radio dei matti Ogni mercoledì, dalle 11 alle 12, su Radio Popolare di Milano e Roma, solo matti in onda alla radio, un ora di salute mentale radiodiffusa con La terra è blu. La salute mentale radiodiffusa dove prendono la parola solo persone che hanno, hanno avuto o avranno un problema di salute mentale. Coordina Massimo Cirri. Roma salute news quindicinale di informazione Registrazione presso il tribunale di Roma n. 542/2007 del 4/12/2007 Società Editare 2000 S.r.l. Sede legale Via Casale Lumbroso Roma Tel Direttore Responsabile Arianna Ugolini Direttore Editoriale Tiziano Battisti Stampa New Poligraf Rome S.r.l. Via della Mola Saracena snc Fiano Romano (RM) Chiuso in redazione il 4 Novembre 2011

18 18 TERZO SETTORE 434 Gli uffici postali in Toscana provvisti di Sportello Amico Prenotare una risonanza magnetica? Sì, alla Posta Una iniziativa della regione Toscana per agevolare l accesso ai servizi sanitari di Federico D'Ambrosi Recentemente la Regione Toscana ha predisposto un protocollo d intesa con Poste Italiane, che permetterà ai cittadini toscani di essere agevolati in diverse attività legate ai bisogni della salute. Tra le novità principali vi è la possibilità di prenotare le visite mediche e pagare i ticket sanitari direttamente all ufficio postale. Inoltre ci si potrà rivolgere presso i 434 uffici postali regionali provvisti di Sportello Amico, ricevendo direttamente a casa il referto in formato elettronico o cartaceo. L iniziativa si muove nel quadro dei servizi di e-government l informatizzazione della pubblica amministrazione. Certamente un servizio molto utile, che intende semplificare la vita dei cittadini e agevolare il loro rapporto con le strutture sanitarie. Ma alcune considerazioni sono d obbligo. Innanzitutto, valutare se un accordo del genere è effettivamente praticabile conoscendo le difficoltà che spesso hanno molti utenti dei servizi postali a ricevere già quei servizi (pagamenti conto correnti, ritiro pensione, raccomandate e pacchi, ecc.), che spesso sono già intasati di loro con delle code nei punti di maggior accesso che durano già nei momenti di punta anche qualche ora. Poi ci si chiede se effettivamente ampliare i canali di prenotazione può risultare vantaggioso per il cittadino quando il problema principale sono le lunghe liste d attesa per eseguire le prestazioni. In un momento di grande criticità e in un contesto economico non certamente favorevole l aumento dei tempi di attesa rimane un problema gravissimo per il Sistema Sanitario che, di fatto, non è in grado di garantire un accesso equo alle cure. Gli accordi Stato Regioni sulla definizione del Piano regionale di governo delle liste di attesa non hanno portato per il momento a risultati soddisfacenti. Solo dieci Regioni si sono La salute in mano alle cooperative Il sistema sanitario come la più grande impresa sociale del mondo. In Italia sono più di 7mila le cooperative impegnate nell'assistenza di anziani e disabili o nell inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Molte di queste, come le cooperative di tipo B, sono strettamente legate al settore pubblico e socio-sanitario gestendo tra gli altri servizi anche i centri unici di prenotazione sanitarie. Imprese sociali, con strutture agili e flessibili, fonti di importanti innovazioni, che svolgono attività di interesse collettivo e danno lavoro a migliaia di persone spesso svantaggiate. Ma la congettura economica sembra aver toccato anche queste realtà cooperative. I ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici, i nuovi tagli del Governo alle risorse dei comuni e le minori partnership stanno mettendo alle corde le imprese sociali. Come i 30 lavoratori che prestano servizio al CUP dell ospedale Mazzini di Teramo che potrebbero rimanere letteralmente per strada. Niente più lavoro. E questo a causa di un bando messo Prenotare una visita alle Poste elimina il problema delle attese? Sopra: il Presidente della regione Toscana in piedi dall amministrazione precedente che non aveva previsto una clausola di salvaguardia, così come sempre avviene, per i lavoratori già in servizio. La cooperazione può giocare un ruolo da protagonista nella costruzione di una società e di un mercato fondato su lavoro, economia e benessere. Un modello di società, fondato sulla disponibilità dei cittadini a mettersi in gioco e basato su condivisione, impegno e responsabilità. Per questo occorre difendere queste realtà. messe in regola adottando un piano regionale che ha recepito quello nazionale. Ritardi di programmazione ai quali, spesso, si aggiungono i mancati adeguamenti da parte delle amministrazioni dei budget economici per i centri unici di prenotazione utili ad abbattere il muro delle code in corsia e negli ambulatori e garantire trasparenza all assistenza sanitaria. Ecco allora che i tempi di attesa inevitabilmente si allungano anche laddove i CUP sono esempi di esperienze di eccellenza. È il caso di quello che avviene nel Lazio dove la situazione è aggravata dalla mancata integrazione delle strutture private al servizio pubblico regionale del ReCup. L attuale situazione vede 2/3 delle prestazioni erogate dal servizio sanitario pubblico ancora tenute fuori dal servizio di prenotazione dei CUP, un percentuale altissima che non fa altro che accrescere il problema gli eccessivi tempi di attesa soprattutto per quelle prestazioni ritenute più critiche: le risonanze magnetiche, le ecografie e le mammografie. Occorrerebbe eventualmente sveltire altre situazioni: quando ad esempio si deve restare in coda 2 o 3 ore attualmente per pagare un ticket o per effettuare una semplice accettazione amministrativa presso un ambulatorio. Se si vuole veramente rendere efficiente il sistema basterebbe di questi tempi andare un in giro nei nostri ospedali per vedere cosa succede per rendersi veramente conto che spesso chi ci governa dovrebbe conoscere di più la realtà delle cose senza lasciarsi prendere da qualche abbaglio.

19 PUBBLICITA 19

20 20 Echi dal sociale Cittadinanzattiva: ricadute negative sull occupazione e disparità tra le Regioni Asili nido, Italia maglia nera d Europa il 25% dei bambini in lista di attesa di Marco De Santis Dopo secoli di lotte e rivendicazioni, dopo battaglie per ottenere una rappresentanza, il diritto di voto e quello ad un egual trattamento, si può dire che oggi le donne abbiano raggiunto traguardi importanti. Ma spesso le donne sono anche madri e da questo punto di vista la strada per garantire un uguaglianza di trattamento è ancora lunga da percorrere. In quest ottica servizi sociali come gli asili nido sono un nodo fondamentale da sciogliere per rilanciare l occupazione femminile. Ne è ben consapevole l Europa che, nelle linee guida per l occupazione dell agenda di Lisbona, ha fissato l obiettivo della copertura del servizio al 33% considerando la mancanza di asili nido un disincentivo alla partecipazione delle donne al mondo del lavoro. Ma l Italia, che sembra trovarsi a suo agio con una maglia nera indosso, sembra non aver colto l invito. E quanto emerge dall indagine di Cittadinanzattiva che segnala servizi scarsi con una media nazionale del 25% dei bambini ferma in lista d attesa e grandi L Italia, forbici alla mano, continua a tagliare. E questa volta a farne le spese è il servizio civile che, nella manovra di stabilità, assiste ad un taglio delle risorse del 400% passando dai 299 milioni stanziati nel 2008 a 68 milioni per il Immediata la replica della Cnesc, Conferenza nazionale degli enti del servizio civile: siamo indignati, con questo taglio i fondi previsti non sono sufficienti neanche a coprire i costi nel disparità su territorio nazionale: A Siracusa il 79% dei bimbi resta in lista d attesa, a Palermo il 78%, a Treviso il 75%, a Ragusa il 64% e a Crotone il 60% mentre per Roma si scende al 31% e a Milano all 1%. Guardando alle Regioni nel complesso, il dato sale a un massimo del 15,7% in Emilia Romagna ed un minimo dell 1% scarso in Calabria e Campania. Cifre ben lontane dall obiettivo comunitario succitato e dai risultati ottenuti da altri membri dell Unione Europea che vedono ai primi posti Danimarca, Svezia e Islanda con una copertura del 50% dei bambini di età inferiore ai tre anni, seguiti da Finlandia, Paesi Bassi, Francia, Slovenia, Belgio, Regno Unito e Portogallo (con valori tra il 50% e il 25%). Lo studio cita un altro rapporto dell Ocse, Doing Better for Family, che ha analizzato la condizione delle famiglie dei Paesi Ue ed evidenziato come nella Penisola, considerato il basso tasso di occupazione femminile e di natalità e l alto rischio di povertà infantile, siano necessarie politiche più attente a conciliare lavoro e famiglia. Da un lato, infatti, vista la carenza di servizi dedicati, risulta molto difficile conciliare 2012 dei posti messi a bando recentemente. Il governo prosegue la Cnesc ha sempre considerato il Servizio civile nazionale come complementare alle forze armate di difesa della patria, ma mentre le risorse per armi e cricche sono state mantenute, le risorse per studenti, poliziotti, soldati, insegnanti, disabili e giovani del Ssn sono state tagliate. Noi siamo convinti che proprio nei momenti di emergenza, occorre alzare lavoro e figli, dall'altro occorrerebbe una maggiore occupazione dei genitori per ridurre il rischio di povertà infantile. Rispetto a molti altri Paesi membri si legge nel dossier - le donne italiane risultano più in difficoltà nel conciliare figli e lavoro, e ciò comporta spesso una scelta tra i due. Il risultato di questa situazione è una crescita demografica quasi nulla e un basso tasso di occupazione femminile (pari al 48% contro una media Ocse del 59%). I giovani italiani, infatti, anche per avere una posizione lavorativa più stabile, spesso posticipano l'età in cui avere un figlio, col rischio di non poterne più avere. E la mancanza di posti a cui affidare la propria La denuncia della Cnesc: andare avanti così è impossibile Servizio civile: tagli da brivido In media il 25% dei bambini non trova posto in asilo nido lo sguardo in avanti e fare scelte coraggiose che sanno scrutare l orizzonte e disegnare un futuro di pace, di sviluppo sociale e difesa dei diritti di tutti. Così, invece conclude la Cnesc - si rischia di far morire una delle poche esperienze di cittadinanza attiva, di investimento positivo per i giovani e di intervento non armato e non violento. Da qui l appello della Cnesc al governo e al Presidente della Repubblica, in qualità di Capo della Forze Armate prole durante le ore lavorative fa si che le donne siano le più danneggiate, al punto che, più che in altri paesi, molte scelgono di non averne: quasi una donna su quattro di quelle nate nel 1965 non ha figli, contro una su dieci di quelle francesi nate nello stesso anno. L inadeguato sviluppo dei servizi per la prima infanzia - spiegano i curatori del rapporto di Cittadinanzattiva - è strettamente connesso alla visione tradizionale della cura dei bambini, delegata esclusivamente alla famiglia. I nidi di infanzia sono presenti soprattutto nelle aree cittadine e rappresentano una sorta di ultima spiaggia per i genitori entrambi lavoratori. e da sempre al fianco del servizio civile, di difendere questo istituto della Repubblica Italiana, confermando per il 2012 almeno i 113 milioni di euro previsti. Marco De Santis L indagine Tra droga e famiglia ritratto di un disagio Un quarto delle oltre 174 mila persone con problemi di tossicodipendenza seguite dai Sert in Italia ha uno o più figli. E questo il quadro che emerge dalla ricerche condotte congiuntamente da Gfk Eurisko e Federserd. Secondo l indagine di Eurisko, su un campione di 378 persone, il 48% di questi genitori ha più di 40anni, il 35% ha un titolo di studio di scuola superiore, il 68% è anche sposato o convivente, il 59% ha un lavoro. Per Federserd, che ha visionato 1053 pazienti seguiti dai sert che hanno uno o più figli, l'aspetto più interessante è quello che riguarda la condizione di questi ultimi: del 41% se ne è dovuto occupare il Tribunale per i minori. Occorre l impegno di tutti spiega Alfio Lucchini, presidente di Federserd per costruire per queste famiglie dei percorsi di vita normale. L iniziativa Detenuti a lavoro per pazienti baby Reinserire i detenuti nel mondo del lavoro e prestare un servizio indispensabile alle strutture sanitarie. E questo lo scopo della convenzione stipulata tra il Ministero della Giustizia, l Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la Casa Circondariale Rebibbia e il consorzio Sol.Co che si propone di utilizzare alcuni dei detenuti, che lavoreranno direttamente dalla casa circondariale, per ottimizzare le prestazioni del Centro Unico di Prenotazione dell Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. L accordo avrà durata di un anno e coinvolgerà 11 detenuti, adeguatamente formati, allo scopo di garantire un servizio migliore ai piccoli pazienti dell ospedale e allo stesso tempo reinserire nel mondo lavorativo persone che altrimenti rischierebbero di restare esclusi dalla società e dal tessuto produttivo.

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