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1 Ambasciata d Italia Montevideo V A D E M E C U M P E R G L I O P E R A T O R I E C O N O M I C I I T A L I A N I I N U R U G U A Y 1

2 VADEMECUM PER GLI OPERATORI ECONOMICI ITALIANI IN URUGUAY *** INDICE Introduzione 1. DATI STATISTICI SULL URUGUAY 2. LA SITUAZIONE ECONOMICA DELL URUGUAY 2.1 Quadro macroeconomico 2.2 Il commercio estero Grado di apertura del Paese al commercio internazionale Accordi commerciali Interscambio commerciale dell Uruguay nel 2003 Interscambio commerciale Italia-Uruguay Penetrazione commerciale Investimenti diretti 3. AVVIARE UN ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE IN URUGUAY 3.1 La normativa sugli investimenti esteri 3.2 Incentivi agli investimenti 2

3 Incentivi generali (Gruppo A) a) Benefici tributari automatici b) Benefici tributari non automatici c) Altri incentivi generali agli investimenti Incentivi specifici (Gruppo B) a) Legge sugli Investimenti n b) Regime di promozione industriale c) Legge forestale e coltura degli agrumi d) Zone Franche e) Aree portuali ed aree doganali portuali f) Sociedades Anónimas Finacieras De Inversión (SAFI)-(Holdings) g) Banche Off-Shore (Entidades del Intermediación Financiera Externa) 3.3 La legislazione societaria Società Anonime (SA) Società a responsabilità limitata (SRL) Succursali di società straniere 3.4 Il sistema tributario uruguayano Aspetti generali Amministrazione Le imposte principali 3.5 La normativa in materia di lavoro Rapporti di lavoro Sistema di previdenza sociale Impiegati stranieri 3.6 Il sistema finanziario uruguayano 3.7 Il regime di import-export Importazioni Esportazioni 3.8 Infrastrutture di trasporto 4. CONSIDERAZIONI GENERALI 5. INDIRIZZI UTILI 3

4 Introduzione Questo vademecum, destinato ad operatori economici italiani interessati ad avviare un attività imprenditoriale in Uruguay, si propone di offrire un quadro sintetico della situazione economica del Paese e delle principali agevolazioni e norme che regolano i rapporti con gli investitori stranieri. Nella prima parte, oltre ad alcuni dati statistici, viene fornita una breve analisi del quadro macroeconomico generale dell Uruguay nonché dei rapporti commerciali con gli altri Paesi, soprattutto l Italia. Il terzo capitolo è dedicato più in particolare alle informazioni pratiche per gli investitori italiani interessati ad avviare un attività imprenditoriale in Uruguay. Si è cercato di fornire, seppure in maniera concisa, una guida alle principali norme relative agli investimenti esteri ed ai relativi incentivi, al sistema finanziario, nonché alcuni accenni alla legislazione in materia societaria, tributaria, di lavoro e di import-export. Nelle Considerazioni generali, infine, vengono brevemente illustrate le principali tematiche relative agli attuali ostacoli agli investimenti esteri. L auspicio è che questa pubblicazione possa contribuire a suscitare un maggior interesse negli imprenditori italiani verso un mercato piccolo come quello uruguayano che offre, tuttavia, ottime potenzialità per l inserimento nella vasta e, in prospettiva, maggiormente integrata realtà del Mercosur. 4

5 1. DATI STATISTICI SULL URUGUAY Superficie Terrestre: Km² Popolazione: Capitale: Montevideo ( abitanti) Densità (abitanti per km²): 18,9 Lingua: Spagnolo Regime politico: Repubblica presidenziale Temperatura media: Primavera: 17 C Estate: 23 C Autunno: 18 C Inverno 12 C Piogge (media annuale): mm Festa Nazionale: Dichiarazione d Indipendenza, 25 agosto Profilo culturale: Alfabetismo: 96,9% Sistema educativo ufficiale: Laico, Gratuito e Obbligatorio Religione: Cattolici: 56,2 % Protestanti: 2 % Ebrei: 1,7 % Altri: 1,1 % Non credenti: 38,3 % Visto: Si concede per 90 giorni Requisiti migratori: Da Paesi limitrofi: carta d identità Dal resto del mondo: passaporto Moneta: Peso uruguayano 5

6 2. LA SITUAZIONE ECONOMICA DELL URUGUAY 2.1 Quadro macroeconomico Dopo la prolungata recessione economica, iniziata nel 1998 e che ha raggiunto il suo apice nel 2002 con una grave crisi economico-finanziaria, il 2003 si è chiuso con un discreto miglioramento dell economia uruguayana. La crisi che aveva colpito il Paese non è definitivamente alle spalle, ma la sua fase peggiore è indubbiamente superata. Questo risultato si deve principalmente al cambio favorevole del contesto esterno, al miglioramento della competitività della produzione nazionale, all inizio della fase di ristabilizzazione della situazione finanziaria ed al recupero dell economia argentina, cui quella uruguayana è fortemente legata. Nel 2003, inoltre, il progressivo rispetto delle mete fissate dall Esecutivo ed il successo dell operazione di riprogrammazione volontaria delle scadenze del debito con i privati - che ha raggiunto a livello nazionale ed internazionale percentuali di adesione da parte di detentori di buoni del tesoro pari a circa il 90%, evitando il temuto default - hanno rassicurato gli organismi finanziari internazionali, che non hanno fatto mancare il sostegno al Paese. Tuttavia, una delle urgenze prioritarie del prossimo governo - il 2004 è anno di elezioni generali - sarà la necessitá di negoziare una riprogrammazione del debito con gli organismi multilaterali (proprio tra il 2005 ed il 2007 sono previsti pagamenti per circa 5400 milioni di USD, che lo Stato difficilmente potrà sostenere). Il PIL del 2003 ha registrato una crescita del 2,5%, per un volume pari a milioni di USD, con un livello pro-capite di USD. L inflazione si è attestata al 10,2% mentre continua a preoccupare le Autorità il dato annuale della disoccupazione al 16,9%, anche se l ultimo trimestre dell anno ha fatto segnare un incoraggiante diminuzione al 15,4%, tendenza proseguita nel corso dei primi mesi (marzo-maggio) del 2004 in cui il livello è ulteriormente sceso al 13,3. Un altro fattore poco incoraggiante per le autorità uruguayane e finanziarie è rappresentato dall elevato deficit pubblico, che nel 2003 si è aggirato attorno al 111% del PIL. Sulla base di questi numeri, il Governo prevede per il 2004 una crescita del PIL tra il 5% ed il 7%, una riduzione del deficit fiscale al 2,9%, un saldo attivo primario del 3,4% ed un inflazione che si assesterebbe tra il 7% e il 9%. Un significativo contributo alla crescita del prodotto verrà dalle esportazioni, settore già in forte espansione, nonché dall aumento della domanda interna. Tali dati coincidono con le statistiche e valutazioni del Fondo Monetario che ipotizzano una crescita rilevante dell economia nel corso del primo semestre del 2004, con un aumento delle esportazioni tra il 15% e il 20% ed una ripresa della domanda interna. L FMI considera oggi l Uruguay uno dei migliori esempi di collaborazione e di gestione di una crisi finanziaria degli ultimi anni. Malgrado il complessivo giudizio positivo e l ottimismo sul futuro economico, l organismo finanziario evidenzia comunque che le Autorità uruguayane hanno stabilito politiche ambiziose ed un agenda di riforme che sarà una sfida realizzare, soprattutto nel corso del 2004, anno elettorale. Si avverte che non c è spazio per compiacimento dato che la ripresa è ancora fragile e l attuazione di un programma forte sarà necessaria per spingere la crescita, ravvivare la fiducia dei mercati ed assicurare la sostenibilità della dinamica del debito. 6

7 Rischio Paese L UBI ( Uruguay Bond Index ) viene calcolato giornalmente e riflette lo spread o scarto medio tra il rendimento dei buoni del tesoro uruguayani e quello dei buoni statunitensi. Nella media mensile di luglio 2004, il rischio Paese è pari a 623 punti, in discesa nell ultima parte del mese, anche in seguito al recente aumento del rating del debito da parte dell agenzia Standard & Poor s. Il livello più alto storicamente toccato dall indice è stato di 3099 punti (30 luglio 2002) nel pieno della crisi finanziaria ed in seguito alla massiccia uscita dei depositi bancari e degli attivi di riserva, che obbligarono le Autorità locali alla chiusura degli istituti bancari per una settimana ed alla sospensione dell attività di quattro banche private, poi liquidate. Agenzie di rating STANDARS & POORS: B (debito a lungo termine in moneta straniera e nazionale); B (debito a breve termine); prospettive lungo termine: stabili. FITCH: B (debito a lungo termine in moneta straniera); B+ (debito a lungo termine in moneta nazionale); prospettive lungo termine: stabili. 2.2 Il commercio estero Grado di apertura del Paese al commercio internazionale Dopo il forte calo dell import-export uruguayano nel 2002, conseguenza della crisi economica, nel 2003 si è registrato un importante aumento delle esportazioni ed un lieve incremento delle importazioni, confermato anche dai dati provvisori del Banco Central del Uruguay per i primi mesi del L aumento delle esportazioni, fattore chiave della ripresa economica del Paese, è dovuto principalmente al cambio favorevole e alla progressiva apertura di mercati extraregionali in seguito all aumento della competitività ed all eliminazioni di passate restrizioni sanitarie. Inoltre, il recupero delle economie di Argentina e Brasile, cui quella uruguayana è intimamente legata, ha inciso positivamente sia sulla riattivazione della domanda esterna che sull incremento di quella interna, grazie in particolare agli aumenti dei consumi e degli investimenti. Accordi commerciali Mercosur A partire dalla firma del Trattato di Asunción nel 1991, l Uruguay fa parte del MERCOSUR, il Mercado Común del Cono Sur, inteso a creare un mercato comune regionale per il libero scambio e la circolazione di merci, servizi, capitali e persone sulla 7

8 base di una cooperazione tecnica e finanziaria tra gli Stati membri (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay con Cile, Bolivia, Perù e, da ultimo, Venezuela, come Paesi associati). I partecipanti all Accordo si impegnano a coordinare le loro politiche macroeconomiche e ad armonizzare le loro legislazioni per quanto riguarda aree importanti per lo sviluppo economico. Il processo di integrazione è graduale. Allo stato attuale è in vigore un Unione doganale (incompleta) che permette la circolazione di merci libera da tariffe doganali ed altre restrizioni all interno dell area. Ogni Paese membro per adesso mantiene in vigore le tariffe nazionali per circa il 20% delle merci (si tratta di prodotti ritenuti sensibili alla concorrenza sub-regionale). Esiste una tariffa esterna comune (AEC, Arancel Externo Común) che varia tra lo 0 e il 23%, secondo le merci che entrano nel territorio. Per certi prodotti strategici ogni Paese membro può mantenere le tariffe nazionali fino al Accordi Bilaterali Al fine di affacciarsi su nuovi mercati diversi da quello regionale, l Uruguay, nel recente intento di diversificare i propri flussi commerciali, ha firmato diversi accordi bilaterali in materia commerciale, l ultimo dei quali con il Messico. Interscambio commerciale dell Uruguay nel 2003 Principali mercati di sbocco: 1) Brasile: 470,8; 2) USA: 233,4; 3) Argentina: 154,9; 4) Germania: 145,3; 5) Cina: 95,2; 6) Messico: 90,8; 7) Italia: 88,9; 8) Canada: 86,8; 9) Regno Unito: 78,4; 10) Spagna: 75,5. Principali mercati di approvvigionamento: 1) Argentina: 572,6; 2) Brasile: 458,8; 3) USA: 165,6; 4) Cina: 86; 5) Germania: 61,7; 6) Francia: 50,5; 7) Italia: 50,2; 8) Spagna: 42,8; 9) Cile: 41,5; 10) Corea del Sud: 36,7. (Fonte Banco Central del Uruguay, in milioni di USD; dati 2003). Da un analisi della destinazione delle esportazioni locali risultano, in particolare, un importante tendenza alla minore dipendenza dalla regione del Mercosur ed una maggiore diversificazione dei mercati di sbocco rispetto agli anni precedenti. Nel 2003 l export uruguayano è stato, infatti, diretto al Mercosur per il 30%, all Europa per il 26%, al resto dell America per il 26% ed al resto del mondo per il 18%. Non si ravvisano cambi significativi, invece, nella struttura dell import che proviene per il 47% dal Mercosur, per il 27% dall Europa, il 12% dal resto dell America ed il 14% dal resto del mondo. Interscambio commerciale Italia-Uruguay L Italia e l Uruguay godono da sempre di ottime relazioni economico-commerciali. Dopo le difficoltà degli ultimi anni, i recenti segnali di ripresa dell economia locale stanno producendo effetti positivi anche nel settore degli scambi commerciali. In seguito alla significativa diminuzione delle importazioni (-35,8%) e delle esportazioni (-9,7%) uruguayane nel 2002, dovuta soprattutto alla crisi economica e finanziaria del Paese, nel 2003 si è registrata una crescita sia delle esportazioni (18,1%), grazie anche al cambio 8

9 favorevole, conseguenza della svalutazione del peso uruguayano, che delle importazioni (11,5%). Quest ultimo incremento ha favorito in maniera soltanto marginale le esportazioni dei Paesi dell Unione Europea che, a causa in particolare dell apprezzamento dell Euro, erano state significativamente danneggiate dalla contrazione delle importazioni uruguayane nel In tale contesto, un importante eccezione è rappresentata dall Italia. Nel 2001 le esportazioni italiane sono diminuite dell 8,8% e nel 2002 si è verificata una caduta del 53,7%. Nel 2003, si è registrato un cambio di tendenza, dato che l export italiano è aumentato dell 8,3%, arrivando a un volume totale di 50,2 milioni di dollari e riprendendo così il trend positivo nei principali settori. D altra parte, nel 2003, sono aumentate, sia pure in maniera lieve, anche le esportazioni uruguayane verso l Italia (0,8%), per un volume totale pari a 88,9 milioni di dollari. Rispetto agli altri Paesi europei, l Italia è il terzo esportatore dopo Germania e Francia ed il secondo importatore (dopo la Germania), con una quota di mercato del 2,3% e un volume totale di interscambio di 139,1 milioni di dollari. La tendenza positiva delle nostre esportazioni verso l Uruguay è confermata dai dati provvisori del Banco Central del Uruguay relativi al primo semestre del 2004 che evidenziano una crescita del 53,4% rispetto al 2003, per un valore pari a 31,5 milioni di USD. Se confermato, tale trend collocherebbe l Italia nella seconda posizione tra i Paesi europei esportatori. Nel 2003, i principali prodotti italiani esportati in Uruguay sono stati quelli relativi all industria nei suoi vari aspetti: macchine ed apparecchi meccanici ed elettrici; prodotti chimici; prodotti farmaceutici e siderurgici; automobili, trattori, motociclette; lana, filati e tessuti; materiali plastici; apparecchi ottici. I principali prodotti che esporta l Uruguay in Italia appartengono al settore primario, tra cui: lana, pesce, cuoio, semi e carne. INTERSCAMBIO COMMERCIALE DI BENI ITALIA-URUGUAY (in milioni di dollari USA) Importazioni dall Italia, valori CIF Esportazioni verso l Italia valori FOB Saldo per l Italia Totale interscambio Var. % (anno prec.) 110,0 100,3 46,4 50,2 8,3 69,3 70,9 88,2 88,9 0,8 40,7 29,4-41,8-38,7 179,3 171,2 134,6 139,1 (Fonte dati: Banco Central del Uruguay - Elaborazione Ufficio Commerciale Ambasciata) 9

10 PRINCIPALI GRUPPI DI PRODOTTI ITALIANI IMPORTATI DALL URUGUAY (in dollari USA) ANNO 2002 ANNO 2003 CAPITOLO IMPORTO IMPORTO VAR. % INC. % 84) Macchine, apparechi mecc ,31% 10,53 85) Macchine, apparecchi mecc. e materiale elettr ,85% 3,54 29) Prodotti chimici organici ,78% 4,00 38) Prodotti vari delle industrie chimiche ,76% 3,34 30) Prodotti farmaceutici ,37% 3,05 73) Lavori di ghisa, ferro o acciaio ,60% 8,95 87) Vetture, trattori, motocicli ed altri ,67% 2,12 51) Lana, peli fini o gross., filati, tessuti ,88% 4,27 39) Materie plastiche e lavori ,02% 1,05 90) App. d ottica, per fotogr. e cinem ,38% 0,03 TOTALE PARZIALE TOTALE GENERALE ,27% (Fonte dati: Banco Central del Uruguay - Elaborazione Ufficio Commerciale Ambasciata) Le percentuali sono indicative e l incidenza si riferisce all intero import uruguayano PRINCIPALI GRUPPI DI PRODOTTI URUGUAYANI ESPORTATI IN ITALIA (in dollari USA) ANNO 2002 ANNO 2003 CAPITOLO IMPORTO IMPORTO VAR.% 51) Lana, peli fini o gross., filati, tessuti ,5 03) Pesci e crostacei, molluschi ed altri ,9 41) Peli (eccetto pellicceria) e cuoio ,5 12) Semi e frutti oleosi, ecc ,6 44) Legno, carbone di legna e manufatti ,7 05) Altri prodotti di origine animale ,2 08) Frutta e frutti commestibili ,9 16) Preparazioni di carni, di pesci, ecc ,33 02) Carni e frattaglie commestibili ,36 13) Gomma e lavori di gomma TOTALE PARZIALE TOTALE GENERALE (Fonte dati: Banco Central del Uruguay - Elaborazione Ufficio Commerciale Ambasciata) Le percentuali sono indicative 10

11 Principali imprese italiane presenti in Uruguay Parmalat Uruguay SA ; Dirox Gruppo Stoppani (industria chimica); Sontemar S.A., società costituita in loco dall impresa italiana Felice Conserve S.r.l., che opera nel settore della trasformazione industriale di prodotti ortofrutticoli ed ha iniziato, da circa un anno, l attività di produzione di pomodori pelati per il mercato interno e per l esportazione; OMB SpA (presente in Uruguay con la società Alfanor SA, si occupa di sistemi integrati per l igiene urbana); FOX Petroli SpA (presente in Uruguay con la società Agrima SA, si occupa della produzione e commercio dell essenza della menta); Fatro SpA (presente con la filiale Fatro Fedagro Srl che si occupa della commercializzazione di prodotti farmaceutici per animali); CIT Uruguay (Compagnia Italiana Turismo); Fedesir SA (joint-venture nel settore della produzione di batterie industriali); Inmobiliaria Lamaro SA, del Gruppo Lamaro, costruzioni/edilizia; Borgo Tessuti SA (società mista al 50% tra l uruguayana Dancotex e l italiana Lanificio Bartoli Sestilio SpA nel settore commercializzazione e design tessuti) Esistono poi rappresentanze di: FIAT, Iveco, Alfa Romeo: Sevel Uruguay SA ; Pirelli: Petin SA. Banche italiane Dopo la decisione della BNL di lasciare il Paese e la vendita della Sudameris, appartenente al Gruppo Intesa BCI, al Crédit Agricole-Banco ACAC, non ci sono più banche italiane in Uruguay. Penetrazione commerciale Beni strumentali Le imprese uruguayane (costituite per il 98% da PMI), dopo la crisi finanziaria del 2002 ed il conseguente cambio di modello economico da sistema che favoriva il settore dei servizi ad uno che invece inizia a fondarsi sui settori legati alle esportazioni, sono indirizzate sempre di più ad aprirsi verso l esterno alla ricerca di mercati dove collocare la propria produzione. A questo fine risulta indispensabile per le imprese dotarsi delle tecnologie necessarie per la trasformazione dei prodotti, in particolare nel settore agropecuario, richiesti dai mercati internazionali e ancora al di sotto delle esigenze di qualità formulate da questi. Eventuali interventi potrebbero quindi essere diretti ai seguenti settori: macchine agricole e per la silvicoltura; confezionamento ed imballaggio; industria alimentare (carne, latte, formaggi, trasformazione e conservazione di prodotti ortofrutticoli); lavorazione del legno, ambiente e, in particolare, il trattamento di residui. 11

12 Beni di consumo La perdita di potere d acquisto del peso uruguayano e l attuale forza dell euro rispetto al dollaro stanno penalizzando le esportazioni italiane. È possibile, però, puntare sulla qualità di quei prodotti italiani che continuano a soddisfare le esigenze di una fascia non trascurabile di consumatori locali. Tali prodotti sono costituiti da: alcuni alimentari, come l olio d oliva, le conserve di pomodoro, la pasta, gli insaccati, i formaggi, i dolci; beni di consumo durevoli, come i mobili (in particolare, per l ufficio e l arredamento), occhiali e montature, la moda italiana nel comparto prêt-à-porter (oggi pressoché assente in Uruguay) e tessuti. Investimenti diretti Il Governo uruguayano, attraverso la Legge n del 1998, promuove e protegge gli investimenti senza discriminazioni fra quelli stranieri e quelli locali (le attività o i progetti promossi dall Esecutivo possono accedere a vari esoneri ed incentivi). Il flusso degli IDE in entrata e in uscita, secondo gli ultimi dati dell UNCTAD, si è ridotto dai 318 milioni di USD del 2001 ai 263 milioni del 2003, anche se si registra una ripresa rispetto ai 177 milioni di USD del In linea generale, in assenza di statistiche ufficiali (in Uruguay non esiste un registro di investimenti stranieri e l ultimo studio del settore risale al 1999) e malgrado l estrema frammentazione dei dati, é possibile affermare che negli ultimi anni sono significativamente cresciuti gli investimenti dei Paesi dell Unione Europea (in particolare della Spagna), mentre rimane alto il livello di quelli statunitensi e dei membri del Mercosur (Argentina e Brasile). Gli investimenti europei sono relativi, soprattutto, ai settori finanziari, energetici (gas), logistici (portuali), turistici, della forestazione, dell agricoltura e dell agroindustria, dell edilizia e delle infrastrutture (acqua). Gli investimenti argentini, come quelli brasiliani spesso occulti per ragioni fiscali, si concentrano in particolare nella produzione della soia (oltre 100 milioni di USD) e nelle proprietá immobiliari (ad esempio, oltre il 30% di quelli esistenti nella nota localitá balneare di Punta del Este). I maggiori investimenti brasiliani sono nella coltivazione del riso, diffusa nelle zone di confine con l Uruguay, (pari a circa metá della produzione uruguayana) e nella produzione della carne. In attesa della prossima firma di un Trattato di protezione degli investimenti con l Uruguay, gli Stati Uniti, grazie ad un recente investimento (oltre 100 mila ettari di terreno), hanno acquisito la posizione di leader nel settore della forestazione (in particolare, pini, eucalipti). Nello stesso comparto c é anche una forte presenza spagnola, nella prospettiva dell apertura della maggiore fabbrica di cellulosa dell Uruguay, per un investimento pari a circa 500 milioni di USD, ed è in progetto un significativo investimento della finlandese Botnia dell ordine dei 940 milioni di USD. La Spagna si segnala anche per importanti attività nel campo della concessione dei servizi relativi all acqua ed alle relative opere di bonifica. 12

13 Nel porto di Montevideo, in rapida espansione nel traffico merci dell intera regione, si segnala la significativa partecipazione di capitali belgi e di compagnie logistiche britanniche. La Gran Bretagna è presente, in particolare, anche nel ramo energetico (con la Shell ed il 70% del gasdotto), assicurativo e con imprese installate nelle diverse Zone Franche del Paese. Nel settore bancario la leadership é mantenuta dall olandese ABN-AMRO, seguita dal Bank-Boston e dallo spagnolo Banco de Santander. Di una certa evidenza anche i recenti investimenti nel settore turistico-alberghiero con le inaugurazioni dell Hotel Cipriani a Punta del Este, dell Hotel Kempinski a Colonia e dell Hotel Four Seasons a Carmelo. Investimenti diretti dall Italia Nonostante l esistenza tra Italia e Uruguay di un Accordo per la promozione e protezione degli investimenti (del 1990), in linea generale ancora modesto é il livello degli investimenti italiani in Uruguay. Tra i piú rilevanti (circa 20 milioni di dollari) la Dirox-Gruppo Stoppani, industria chimica presente in Uruguay e produttrice di vitamina K3 per razioni animali e solfato di cromo per l industria conciaria. É, comunque, da sottolineare che la presenza di imprese italiane in Uruguay, nonostante il susseguirsi di periodi recessivi e la grave crisi sofferta dal Paese, ha registrato negli ultimi tempi un aumento, in particolare con interessanti investimenti nel settore agroindustriale (in particolare, la Sontemar con un investimento di 5 milioni di USD) e nella produzione ortofrutticola. Significativa é stata l aggiudicazione, nell agosto 2003, dell asta pubblica per la concessione dell Aeroporto Internazionale di Montevideo da parte di un consorzio cui partecipa la SEA di Milano. Tra gli investimenti figura anche quello della Parmalat-Uruguay, con un valore di oltre 50 milioni di USD, anche se, in seguito alla crisi della Parmalat italiana, è in fase di finalizzazione la vendita della filiale uruguayana. Settori di interesse per investimenti diretti In considerazione delle forti restrizioni di accesso al credito, le varie forme di collaborazione industriale e la costituzione di joint-ventures, con conseguente fornitura di tecnologia italiana, sembrano al momento le iniziative con maggiori probabilità di successo. Gli investimenti italiani possono riguardare i seguenti settori: agropecuario ed agroindustriale; ortofrutticolo (in particolare, ai fini della produzione per il mercato europeo in controstagione); ambientale, finalizzato al trattamento dei residui. 13

14 3. AVVIARE UN ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE IN URUGUAY 3.1 La normativa sugli investimenti esteri La legge sugli investimenti n del 30 gennaio 1998 regola gli aspetti fondamentali degli investimenti (nazionali e stranieri) realizzati in Uruguay. Nel capitolo iniziale elenca alcuni principi generali: si dichiara di interesse nazionale la promozione e protezione degli investimenti stranieri e nazionali sul territorio uruguayano; si garantisce che il regime di ammissione e trattamento degli investimenti stranieri sarà lo stesso di quello concesso agli investitori nazionali; gli investimenti saranno ammessi senza necessità di autorizzazione previa o registrazione ed è concesso un giusto trattamento; si garantisce il libero trasferimento all estero di capitali ed utilità, così come di altre somme vincolate con l investimento, che si effettuerà in moneta di libera convertibilità. È poi prevista una serie di incentivi agli investimenti. 3.2 Incentivi agli investimenti Incentivi generali (Gruppo A) Gli incentivi generali si rivolgono a chi realizza attività industriali o agropecuarie ed è soggetto al pagamento dell Imposta sulle Rendite di Industria e Commercio (IRIC) o delle Imposte Agricole (IRA ed IMEBA). La legge differenzia tra due tipi di benefici tributari: a) Benefici tributari automatici (contenuti nella propria legge): esonero dall Imposta sul Patrimonio (IP) per i beni mobili destinati direttamente al ciclo produttivo e per le attrezzature per l elaborazione elettronica di dati; esonero dall Imposta sul Valore Aggregato (IVA) e dall Imposta Specifica Interna (IMESI) sull importazione di beni mobili destinati direttamente al ciclo produttivo e per le attrezzature di elaborazione elettronica di dati. b) Benefici tributari non automatici (concessi dal Potere Esecutivo nell esercizio della facoltà conferitagli dalla legge), tra gli altri: esonero dall Imposta sul Patrimonio (IP) per i beni destinati ad apportare miglioramenti fissi alle attività industriali ed agropecuarie ed ai servizi vincolati al turismo e per altri beni, procedimenti, invenzioni o creazioni che incorporino innovazione tecnologica ed implichino trasferimento di tecnologia, secondo il criterio del Potere Esecutivo. c) Altri incentivi generali agli investimenti sono: la Legge sulla Protezione dell Ambiente che nei beni il cui acquisto comporta benefici tributari include quelli destinati direttamente all eliminazione o alla mitigazione dell impatto negativo del ciclo produttivo sull ambiente; gli incentivi per l abilitazione del personale; gli incentivi per l investigazione e lo sviluppo scientifico e tecnologico; l esonero per il re-investimento delle utilità. 14

15 Incentivi specifici (Gruppo B) a) Legge sugli Investimenti n La legge sugli investimenti prevede degli incentivi specifici agli investimenti per imprese od attività settoriali specifiche dichiarate favorite dal Potere Esecutivo. Queste possono essere industriali, agropecuarie, commerciali o di servizi. In questi casi il Potere Esecutivo non solo dichiara quali attività si considerano favorite, ma anche l ammontare del beneficio che si concede, così come le sue caratteristiche ed i termini, non essendoci nessuna limitazione per quanto riguarda i beni sui quali può ricadere (la legge dispone solo che il Potere Esecutivo possa concedere benefici analoghi a quelli previsti nella legge n del 28 marzo 1974 sulla Promozione Industriale si veda infra). Agli effetti della concessione di benefici fiscali si terrà conto specialmente di quegli investimenti che: incorporano progresso tecnico che permette di migliorare la competitività; facilitano l aumento e la diversificazione delle esportazioni, in particolare quelle che incorporano maggiore valore aggregato nazionale; generano impiego produttivo direttamente o indirettamente; facilitano l integrazione produttiva, incorporando valore aggregato nazionale nei diversi anelli della catena produttiva; fomentano le attività delle micro, piccole e medie imprese, per la loro capacità effettiva di innovazione tecnologica e di generazione di impiego produttivo; contribuiscono alla decentralizzazione geografica e si orientano ad attività industriali, agroindustriali e di servizi, con un utilizzo significativo di manodopera ed investimenti di beni locali. b) Regime di promozione industriale Secondo la legge n del 28 marzo 1974, i progetti industriali che rispettano gli obiettivi fissati, o da fissare, nei Piani di Sviluppo Economico e Sociale, possono essere dichiarati di interesse nazionale dal Potere Esecutivo, il che implica assistenza al finanziamento ed esoneri fiscali. Per essere definiti di interesse nazionale, i progetti devono essere idonei a raggiungere alcuni dei seguenti obiettivi: utilizzo di materie prime nazionali non sfruttate; diversificazione ed incremento delle esportazioni, in particolare incorporazione di un maggiore valore aggiunto nelle materie prime; maggiore livello di efficienza nella produzione e commercializzazione; sviluppo del settore turistico. I benefici che possono essere concessi ad un progetto sono: esonero da tutti i tipi di tributi applicabili all importazione di beni ed attrezzature che non siano in concorrenza con l industria nazionale; esonero dall Imposta sul Patrimonio per beni di attivo fisso incorporati al progetto; esonero da tributi alla costituzione o aumento del capitale della società che esegue il progetto; esonero delle tariffe portuarie per l importazione di beni di capitale; possibilità di accedere a crediti di lungo termine attraverso il fondo di finanziamento di investimenti per lo sviluppo; credito promozionale per settori prioritari e fondo di 15

16 garanzia del Banco Central del Uruguay per ridurre l esigenza di garanzie da parte del sistema bancario. Inoltre sono previsti benefici per le persone fisiche o giuridiche che investono in imprese che sviluppano attività dichiarate di interesse nazionale o che realizzano progetti definiti tali. c) Legge forestale e coltura degli agrumi Secondo la Legge Forestale n del 28 dicembre 1987, i boschi che si trovano in zone di priorità forestale, così come i terreni occupati da questi, sono soggetti ad ampi esoneri fiscali. I boschi possono essere artificiali, protettori o di rendimento, oppure naturali protettori secondo le qualificazioni contenute nella stessa legge. Le coltivazioni agrumarie sono soggette agli stessi esoneri, eccezione fatta per l Imposta sulla rendita. Per ottenere il beneficio il progetto deve essere approvato dalla competente Direzione Forestale. d) Zone Franche Il regime delle Zone Franche uruguayane è disciplinato dalla legge n del 17 dicembre 1987, che ne dichiara di interesse nazionale lo sviluppo, con gli obiettivi di promuovere gli investimenti, espandere le esportazioni, incrementare l utilizzo di manodopera nazionale ed incentivare l integrazione economica internazionale. La legge stabilisce che le Zone Franche sono aree isolate e recintate del territorio nazionale, di proprietà pubblica o privata, determinate dal Potere Esecutivo, dove l attività economica (industriale, commerciale o di servizi) viene stimolata attraverso una normativa doganale e fiscale particolare. Attualmente ci sono nove Zone Franche in Uruguay, una sotto il controllo statale situata in Nueva Palmira, una sotto il controllo misto privato e statale in Colonia e sette altre, controllate da operatori privati, che si trovano, rispettivamente, a Montevideo, Colonia Suiza, Libertad, San José, Florida, Río Negro e Rivera. Gestione delle Zone Franche private Il gestore di una Zona Franca è la persona fisica o giuridica che, contro il pagamento di una somma concordata con ogni singolo utente, mette a disposizione le infrastrutture necessarie ed adeguate per l installazione e il funzionamento della Zona Franca. L autorizzazione a gestire una Zona Franca richiede la presentazione di un progetto d investimento all Autorità competente, dimostrandone l attuabilità economica ed i benefici per il Paese. Le esenzioni garantite agli utenti delle Zone Franche dalla legge n non sono applicabili ai gestori; questi possono però, eventualmente, ottenere una dichiarazione di interesse nazionale secondo la legge di promozione industriale. Utenti L utente di una Zona Franca è la persona fisica o giuridica che acquista il diritto di intraprendere attività economiche nella stessa. Le imprese stabilite in Zone Franche non sono autorizzare ad intraprendere attività economiche al di fuori di queste. Per godere dei benefici stabiliti dalla legge n 15921, il personale della compagnia deve essere di cittadinanza uruguayana per almeno il 75%. 16

17 Attività Nelle Zone Franche possono essere esercitati tutti i tipi di attività industriali, commerciali e di servizi, tra le altre: marketing, magazzinaggio, sistemazione, selezione, classifica, frazionamento, montaggio, smontaggio, manipolazione e combinazione di materie prime straniere o nazionali; installazione e gestione di stabilimenti manifatturieri; prestazione di servizi finanziari, di informatica, di riparazioni e mantenimento, professionali ed altri servizi necessari per il miglior funzionamento delle attività installate e la vendita di detti servizi a terzi Paesi; altre che a giudizio del Potere Esecutivo risultino vantaggiose per l economia nazionale o per l integrazione economica e sociale degli Stati. Benefici principali gli utenti delle Zone Franche profittano di un esonero da tutti i tributi nazionali esistenti o futuri, inclusi quelli che per legge richiedono esoneri specifici. Ci sono due eccezioni: da una parte, è esclusa l esenzione dall Imposta sulle rendite industriali e commerciali (IRIC) sugli utili e sui dividendi pagati a soggetti domiciliati all estero, qualora detti utili siano già gravati da tassazione nel Paese di origine ed esista credito d imposta per quanto dovuto in Uruguay. Dall altra parte, nell esonero non rientra il pagamento dei contributi al sistema di previdenza sociale; entrata ed uscita di beni, servizi, merci e materie prime sono completamente libere da tributi e non sono necessari i procedimenti abituali (licenze all importazione o all esportazione ecc.); la permanenza delle merci nei depositi è libera e non soggetta a termini minimi o massimi; minori costi portuali e di assicurazione per le Zone Franche che dispongono di porto; inesistenza dei monopoli statali. Per informazioni più dettagliate è possibile consultare la pubblicazione sulle Zone Franche, a cura dell Ambasciata d Italia e della Camera di Commercio Italiana in Uruguay (ed. 2002), sul sito: e) Aree portuali ed aree doganali portuali La legge n dell aprile 1992 stabilisce che durante la permanenza all interno delle aree doganali portuarie i beni sono liberi da ogni tributo applicabile alle importazioni. Inoltre, la circolazione dei beni all interno del porto di Montevideo è libera e non sono necessarie né autorizzazione né altre procedure formali. Le attività realizzate all interno del porto non devono comportare alcuna trasformazione della natura del prodotto o della merce, si devono invece limitare a deposito, re-imballaggio, classificazione, consolidamento e disgregazione, maneggio e frazionamento. La destinazione finale dei beni in entrata nell area portuale può essere cambiata liberamente e in nessun caso i beni saranno soggetti a restrizioni, limitazioni, permessi o avvisi previi. Lo stesso regime è applicabile agli altri porti nazionali con capacità di ricevere navi oltremare, se le loro aree doganali sono delimitate in modo legale. 17

18 f) Sociedades Anónimas Finacieras de Inversión (SAFI)-(Holdings) La legge n del 24 giugno 1948 introduce una forma speciale di società anonime per azioni: le società anonime finanziarie di investimenti. Queste società hanno lo scopo principale di realizzare investimenti all estero, in titoli, buoni, azioni, beni mobili ed immobili ecc. o realizzare attività commerciali all estero per conto proprio, per conto di terzi o per terzi. Le SAFI sono soggette ad un regime tributario speciale quando il loro unico attivo nel Paese è costituito da azioni di altre società della stessa categoria, per saldi in conti bancari minori del 10% dell attivo totale o per effetti pubblici, sono esenti da ogni tassa e contributo (con eccezione dei contributi alla sicurezza sociale). Sono soggette, invece, ad un unico tributo annuale dello 0,3% sul capitale e sulle riserve. Le SAFI mantengono, solitamente, in Uruguay solo il loro domicilio legale e l amministrazione, inoltre vi realizzano le Assemblee degli Azionisti. g) Banche Off-Shore (Entidades del Intermediación Financiera Externa) Il Decreto Legge n del 17 settembre 1982 introduce un regime speciale per istituti finanziari che operano esclusivamente in transazioni off-shore, garantendo loro un trattamento fiscale preferenziale. Le Banche off-shore sono esentate da tutte le tasse nazionali che gravano sulle loro attività, le transazioni del loro commercio, il loro capitale e la loro rendita, se: il loro unico scopo è l esecuzione di transazioni di intermediazione finanziaria tra offerta e domanda di garanzie, denaro o metalli preziosi situati fuori dal Paese, e operano esclusivamente con non-residenti. Inoltre, l obbligo di riserve minime è limitato. Possono operare in due forme legali distinte, o come Società Anonime o come succursali di banche straniere. Il loro commercio è strettamente separato dal commercio delle banche nazionali. (Sulle Banche off-shore, si veda anche il paragrafo 3.6) 3.3 La legislazione societaria Esistono in Uruguay distinte forme giuridiche per lo sviluppo di un attività nel Paese. Le principali sono: Società Anonime (SA); Società con Responsabilità Limitata (SRL); Succursali di Società straniere. Altre forme meno utilizzate sono: Società Collettive; Società in Accomandita; Società di Capitale ed Industria; Società di fatto; Gruppi di Interesse Economico. Si possono, inoltre, organizzare Consorzi ed Imprese Unipersonali che non hanno personalità giuridica. 18

19 Società Anonime (SA) La società anonima comune per azioni è il tipo di società più utilizzato per sviluppare attività economiche in Uruguay. Esistono società anonime aperte e chiuse. Le prime ricorrono al risparmio pubblico per l integrazione o l aumento del loro capitale di fondazione e quotano le loro azioni in borsa o contraggono prestito attraverso l emissione pubblica di obbligazioni negoziabili. Le caratteristiche principali delle società anonime sono: Giro d affari senza limitazioni operative, è possibile sviluppare qualunque tipo di attività non contrario alla legge. Responsabilità la responsabilità degli investitori in quanto azionisti, è limitata all ammontare di capitale apportato. Capitale minimo USD Compromesso personale essendo una società di capitale, le persone sono completamente svincolate dalla società. Anonimato le azioni possono essere emesse in forma nominativa o al portatore, salvo per le attività finanziarie nel qual caso devono essere nominative. Utilità si distribuiscono in proporzione al capitale apportato. Trasferimento le azioni al portatore si trasferiscono per semplice consegna, le azioni nominative devono essere girate ed il loro trasferimento deve essere comunicato alla società. Altre - per costituire una SA si richiede la minima partecipazione di due persone, ma è ammessa la possibilità che tutto il pacchetto azionario sia proprietà di un solo azionista; - il contratto deve essere iscritto nel Registro Nazionale di Commercio entro 30 giorni dalla sua approvazione. Funzionamento Consiglio d amministrazione o Amministratore La SA è diretta da un Consiglio di Amministrazione o da un Amministratore, a seconda di quanto stabilito dall Assemblea degli Azionisti. I direttori o l amministratore possono essere persone fisiche o giuridiche, azionisti o no, nazionali o stranieri, domiciliati nel o fuori dal Paese. Durante il periodo di avviamento della società sono responsabili in forma solidaria e illimitata. Assemblea degli Azionisti È l organo superiore della SA e può riunirsi in sessione ordinaria o straordinaria, tutte le riunioni devono celebrarsi sul territorio uruguayano. Gli azionisti possono essere rappresentati nelle assemblee da terzi. Controlli Le SA, (eccetto le SA delle Zone Franche) sono soggette al controllo dell Auditoría Interna de la Nación (AIN) durante la fondazione, la modifica dello statuto sociale o del capitale, lo scioglimento, la trasformazione, la fusione o scissione. Il controllo sul funzionamento e sulla liquidazione riguarda, in sostanza, solo le SA aperte. 19

20 Costi per la fondazione di una SA incorporation tax del 1% sul capitale minimo legale azionario; il pagamento delle spese dell Autoría Interna de la Nación; pubblicazione sul Diario Oficial ; spese notarili e legali. Società a responsabilità limitata (SRL) La SRL è il tipo di società più usato dalle medie e piccole imprese e per i requisiti legali concernenti il capitale massimo non si adatta alle grandi imprese. Questa forma, nonostante abbia le caratteristiche delle società personali, ha alcuni punti in comune con le Società Anonime. Gli aspetti principali delle SRL sono: Giro d affari possono svolgere tutte le operazioni, eccetto attività finanziarie e di assicurazione. Responsabilità la responsabilità dei soci è limitata all ammontare del loro apporto di capitale. Capitale esiste un capitale minimo (circa USD) e massimo (circa USD). Il capitale si divide in quote che non possono essere rappresentate in titoli negoziabili. I soci devono come minimo integrare il 50% del loro apporto in denaro nell atto di celebrazione del contratto, obbligandosi di completarlo in un periodo non oltre i due anni. Compromesso personale è possibile pattuire lo scioglimento in caso di morte o incapacità di uno dei soci. Anonimato le quote sociali rappresentative del capitale sono nominative. Utilità si distribuiscono in conformità a quanto stabilito dal contratto sociale, può esserci un criterio diverso dalla proporzione del capitale apportato. Trasferimento senza limitazioni tra i soci, il trasferimento a terzi può avvenire solo attraverso la cessione e deve essere approvato dal 75% dei soci. Altro - ci possono essere tra 2 e 50 soci, persone fisiche o giuridiche, senza restrizioni di nazionalità; - per periodi transitori ci può essere un solo socio. Funzionamento Amministrazione Amministrano e rappresentano la SRL una o varie persone, soci o no, designati dal contratto sociale. Controlli Le SRL non sono soggette al controllo dell AIN. 20

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