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1 agosto 2013 Numero 30 Santa Maria delle Vergini da 300 anni patrona di Scafati Incontri sul credito al liceo Caccioppoli Le gite di istruzione a Cracovia e Nicotera Assemblea Federcampana a Giffoni Valle Piana

2 editoriale Il Presidente L editoriale di Massimo Cavallaro P ánta rhêi hos potamós (tutto scorre come un fiume). Il celebre aforisma attribuito al filosofo greco Eraclito è utile per comprendere l'importanza del cambiamento che, nella vita personale come in quella professionale, rappresenta una continua sfida. Siamo testimoni di grandi cambiamenti e per poter vivere al meglio questa fase di profonda trasformazione è necessario aprirsi a nuovi modelli, nuovi approcci, a un nuovo paradigma. Occorre però riconoscere il cambiamento come risorsa ed arricchimento, valorizzazione dei talenti, innovazione negli atteggiamenti e nei comportamenti. Tutto ciò non dipende solo dall'età anagrafica perché, in tal caso, ci troveremmo di fronte ad un falso, e illusorio, dualismo tra giovanilismo e nuovismo. Non sempre però il cambiamento viene visto in maniera positiva. Spesso spaventa quanti hanno raggiunto il successo grazie a regole che conoscono molto bene e che considerano intoccabili. Questa loro scarsa propensione a modificare quelle regole e ad aprirsi all innovazione evidenzia una povertà d animo, una incapacità ad elaborare nuove strategie comportamentali e a modificare le proprie consolidate categorie mentali. Del resto fin quando una determinata situazione si mantiene immobile il soggetto in questione riesce a cavarsela mettendo in atto sempre lo stesso copione. È tuttavia sufficiente un piccolo cambiamento, che richiederebbe una variazione delle strategie comportamentali, per evidenziare la drammatica incapacità del soggetto stesso a produrre una qualsiasi alternativa alla situazione precedente, un qualsivoglia cambiamento adattivo. A ciò si aggiungono poi i cosiddetti automatismi, ovvero atti compiuti meccanicamente, senza partecipazione della coscienza, né della volontà, che impediscono al soggetto di cambiare idea e/o comportamento nel timore di perdere la posizione acquisita. Il quadro viene però complicato dal fatto che nulla rimane immutato, perché come ricorda il titolo della poesia di Julio Numhauser (cantata da Mercedes Sosa) Todo Cambia. Il Credito Cooperativo compie 130 anni Le 391 BCC di tutta Italia festeggiano il prestigioso traguardo di Gabriele Acanfora I l 20 giugno 1883, a Loreggia, una piccolo comune agricolo, con meno di (tremila) abitanti, situato in provincia di Padova, fu fondata, una società cooperativa a responsabilità illimitata, con il nome di Cassa Cooperativa di Prestiti. I soci fondatori, eccezion fatta per il barone Leone Wollemborg, il segretario e il medico del comune, possidenti ed agricoltori, erano contadini prevalentemente analfabeti, poveri e vittime dell usura. Eppure molti, vollero imparare a scrivere per apporre la loro firma sul Libro dei Soci. Il capitale sociale assommava a duemila lire. L atto fu registrato il 9 luglio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il successivo 30 agosto. Da quel giorno la Cassa Cooperativa di Prestiti poté ricevere depositi da soci e da persone estranee alla società fare prestiti ai soci, che erano 32 (trentadue). Leone Wollemborg, ebreo di 24 anni, di famiglia tedesca trapiantata in Veneto, fu il tenace ispiratore dell iniziativa. Ammiratore e collaboratore dell ideatore delle Casse Rurale della Germania, Federico Guglielmo Raiffeisen, il giovane avvocato Wollemborg era convinto che, per contribuire all emancipazione delle masse rurali e sottrarle alle grinfie dell usura, fosse necessario rendere più facile l accesso al credito, incentivando la cultura del risparmio, a cominciare dalla scuola elementare. Fondò, perciò, nel 1885, per la diffusione dell ideale coo continua a pag. 6 2 Informati... è meglio - agosto 2013

3 CULTURA E TRADIZIONE Scafati Banca di Credito Cooperativo Il culto della Madonna delle Vergini a Scafati Trecento anni di amore e fede per la patrona della città di Don Giovanni De Riggi (*) A Scafati quasi tutti conoscono il quadro del 1815 che rappresenta un po' la storia della città con il ponte sul fiume Sarno e la chiesa parrocchiale. Un quadro diffusissimo che molti hanno adottato come emblema della città. Ebbene il quadro riporta due elementi significativi della città: il ponte e la chiesa. Il ponte perché la città è nata intorno al fiume Sarno e la chiesa come elemento fondamentale per la dimensione religiosa, spirituale della popolazione. Di quel ponte non resta più nulla. Si sa che all'inizio del secolo scorso fu abbattuto per costruire l'attuale ponte, più funzionale e resistente, mentre la chiesa è ancora quella che ammiriamo oggi, quella che resta uno dei più significativi monumenti storici e artistici della città. La chiesa, esistente già nel XVI secolo e dedicata a S. Maria de Virginibus, ha subito una notevole trasformazione dal Settecento fino al 1860, quando ex novo fu costruita la cappella che ospita ancora oggi la statua di S. Maria delle Vergini. Oltre alla dimensione prettamente religiosa, la parrocchia era attivamente impegnata in campo sociale. Una confraternita laicale esistente già dal XVI secolo aveva come scopo non solo la formazione dei suoi membri, ma anche l'impegno e la cura di poveri, malati e, in particolare, provvedeva alla dote per le ragazze povere che altrimenti avrebbero convissuto con il proprio uomo senza sposarsi. Un'attività sociale che è durata fino alla metà del secolo scorso. A questa confraternita si deve il culto alla Madonna delle Vergini, come pure l'aver commissionato la statua della Madonna nel 1713, così come riportato dietro la stessa statua. Non si conosce lo scultore. Alcuni storici ipotizzano che si tratti di Nicola Fumo, scultore al servizio della casa reale, molto conosciuto nel Settecento, non solo a Napoli ma anche in Spagna. Anche se non si conosce con esattezza il nome dello scultore, certo è invece che si sia trattato di un uomo fortemente ispirato per aver scolpito la bellezza del volto della numero trenta 3

4 CULTURA E TRADIZIONE Scafati Nelle colonne di sinistra due foto d'epoca, sopra la processione più recente da Via Cesare Battisti imbocca il Corso Nazionale Madonna e quanto la confraternita di fatto faceva per le vergini e le ragazze del paese. Infatti la posizione delle vergini ai piedi della Madonna, coperte dal manto, sta a dimostrare la protezione e la cura che quella confraternita offriva alle ragazze povere e a quelle più benestanti. La tradizione vuole che la statua fosse arrivata a Scafati nella quarta domenica del mese di luglio del 1713 su di un carro trainato da buoi. Destinata ad altro luogo, sul ponte, si fece così pesante al punto che i buoi non poterono più muoversi. Questo fu letto come un prodigio: la Madonna voleva restare a Scafati. Si tratta chiaramente di una leggenda di tipo agiografico. La verità storica sta in ciò che leggenda vuol ribadire ovvero l'amore, l'attaccamento del popolo di Scafati alla Madonna delle Vergini, così invocata e rappresentata. A trecento anni dall'arrivo della statua, rinnoviamo il nostro amore alla Madonna delle Vergini, affidando a Lei la città di Scafati e, in particolare, le giovani generazioni perché, come afferma Papa Francesco, non si lascino rubare la speranza. (*) Parroco della Chiesa Madre S O M M A R I O n agosto 2013 Il Credito Cooperativo compie 130 anni 2 Il culto della Madonna delle Vergini a Scafati 3 BCC Scafati e Cetara. Verso il Centenario Pellegrini sulle orme di Papa Wojtyla 7 A Nicotera, vacanza e socialità per la famiglia BCC 8 Romano, un artista del taglio dei capelli 9 EURIBOR Quale futuro? 10 Il Quirinale ospita le più famose opere di Tiziano 11 I nuovi sentieri di crescita della Cooperazione di Credito in Campania 12 La guerra dello zolfo 14 4 Informati... è meglio - agosto 2013

5 CULTURA Verso il centenario Banca di Credito Cooperativo BCC Scafati e Cetara Verso il Centenario La Banca e la Cultura La Cultura della Banca per lo Sviluppo della Comunità. Risparmio, centralità della persona, vantaggi sociali del profitto. di Gabriele Acanfora N ell ambito delle iniziative di informazione e sensibilizzazione per il primo Centenario della Banca di Credito Cooperativo di Scafati e Cetara, lo scorso 29 maggio, il Direttore generale della B.C.C. Eduardo Colarusso, ha incontrato coordinatori Annamaria Ascolese e Giovanni Cirillo, che hanno ribadito l importanza del valore della cooperazione anche nella scuola. A seguire ha preso la parola il direttore Colarusso. Parlare di banca, e di come funziona una banca particolare, qual è quella di dei giovani interlocutori. È stato questo l approccio metodologico che il direttore Colarusso ha seguito e, novello Socrate, con l aiuto dei non moltissimi euro, in tasca ai suoi ascoltatori, ha imbastito una trama in cui Storia delle Banche e la Il direttore Eduardo Colarusso tra i giovani del Liceo Scientifico Caccioppoli i giovani della comunità scolastica del Liceo Scientifico Statale R. Caccioppoli di Scafati, per discutere del tema: L intermediazione bancaria. L organizzazione della Banca: Ruoli, funzioni e responsabilità. Dopo l'introduzione del preside prof. Domenico D Alessandro, sono intervenuti i docenti Credito Cooperativo, è estremamente difficile, perché il percorso di studi degli alunni del Liceo Scientifico manca di discipline economico-finanziarie ha affermato. Di conseguenza ogni trattazione deve prescindere da contenuti squisitamente tecnici, e agganciarsi alle esperienze di vita quotidiana molteplicità dei prodotti bancari si sono susseguiti, piacevolmente, suscitando numerose domande e piacevoli riflessioni. Dopo essersi soffermato sulla crisi economica - che mette in difficoltà famiglie ed imprese, e vede la Banca di Credito Cooperativo determinata a sostenere chi è in difficoltà, senza mai dimenticare numero trenta 5

6 CULTURA Verso il centenario che il denaro non è della Banca ma dei Risparmiatori che alla Banca lo hanno affidato in custodia - il direttore Colarusso ha esaminato, in maniera estremamente articolata e puntuale, senza annoiare, le varie attività che sottendono all intermediazione bancaria. Ha illustrato la differenza tra conti correnti, depositi e obbligazioni, imbastendo, quasi fosse davanti ad uno sportello e dentro una banca, le fasi che definiscono l apertura di un c/c, lo sconto di fatture, l accensione di un mutuo. Ha condannato il consumismo sfrenato ed esortato i giovani a provare il piacere di saper aspettare, di saper procrastinare l acquisto di ciò che è inutile e non aiuta a crescere come cittadini. Ha provato, con esempi, quanto sia importante essere cittadinirisparmiatori, piuttosto che supini consumatori. Il risparmio è il grande valore che va perseguito. Senza risparmio non c è ricchezza, non ci sono risorse, non c è futuro. I giovani del Il direttore Colarusso con il preside D'Alessandro Liceo hanno seguito ed interrotto quando necessario, senza timore, il loro ospite, consapevoli di trovarsi davanti ad una persona competente ma non superba, disposta a dare notizie o informazioni, senza paura di perdere di autorevolezza o di rischiare una brutta figura. È stato questo aspetto che ha affascinato gli alunni. Hanno capito che chi stava parlando con loro era un uomo di successo, alla guida, in perfetta sintonia con il presidente Massimo Cavallaro e il consiglio di amministrazione, di una banca diversa dalle altre, perché banca di Scafati e del territorio. Avevano davanti un modello vincente da imitare, uno che, studiando e impegnandosi, con grossi sacrifici, era arrivato in alto, all apice della sua professione. Lo hanno guardato ammirati e hanno capito (e qualcuno lo ha anche sussurrato) che vale la pena di studiare e di impegnarsi. Perché il successo non è solo degli altri, ma può essere anche il loro. continua da pag. 2 perativo, il periodico La cooperazione rurale, da lui diretto fino al Consapevole che avrebbe potuto giovare meglio all affermazione dell ideale associativo e mutualistico, scese in politica: fu deputato e senatore del Regno d Italia, nel gruppo di centro sinistra, dalla XVIII alla XXIII legislatura ( ). Nel 1901, fu ministro delle finanze del Governo presieduto da Giuseppe Zanardelli. Alla Cassa Cooperativa di Prestiti di Loreggia, ben presto se ne affiancarono altre, cosicché nel 1884, fu inaugurata quella di Cambiano di Castelfiorentino, in provincia di Firenze, e, poi, quella di Trebaseleghe, pure in provincia di Padova. Nel 1888 venne costituita la Federazione fra le Casse Rurali e Sodalizi affini cui aderirono ben 51 Casse Rurali. Nel 1891 l enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII, sollecitando i cattolici all azione sociale, attraverso forme di tipo solidaristico per vincere la solitudine dei più poveri, diviene il manifesto del movimento cooperativo. Nel 1897 le Casse Rurali erano oltre 900, anche grazie all opera di don Luigi Sturzo. Nel 1909 nasce a Brescia la Federazione nazionale delle Casse Rurali. Nel 1914, il 26 febbraio, nasce la società cooperativa, in nome collettivo, denominata Cassa Agraria di Prestiti di Scafati. Oggi, la banche di Credito Cooperativo contano un milione e duecentomila soci; operano con una rete di agenzie, su un totale di sportelli bancari presenti sul territorio nazionale. Lo scorso anno hanno erogato prestiti per 137,5 miliardi di euro (Fonte: Il Sole 24 ore). Oggi, come ieri, ascoltano i bisogni delle persone e danno credito alle loro idee. Perciò la B.C.C., ogni B.C.C., è una Banca Contro Corrente. 6 Informati... è meglio - agosto 2013

7 GITE DI ISTRUZIONE Cracovia, Auschwitz-Birkenau Banca di Credito Cooperativo Pellegrini sulle orme di Papa Wojtyla Il viaggio della Bcc ha toccato anche Auschwitz-Birkenau e Jasna Gòra di Mario Cirillo S e la finalità del nostro pellegrinaggio nei luoghi di Giovanni Paolo II era la riscoperta delle proprie radici spirituali per continuare, con forza e speranza, il cammino della propria esistenza, senza dubbio possiamo affermare che questo cammino ha lasciato segni indelebili in ognuno di noi. Cracovia si è mostrata nella sua maestosità con la piazza del Mercato (la più grande piazza Medioevale) e la chiesa della Santa Vergine Maria con il monumentale altare. La città vecchia è un pullulare di negozi, caffetterie, ristoranti, dove ogni edificio odora di antichità. La collina di Wawel, su cui si ergono il Castello Reale e la Cattedrale, luogo dell incoronazione dei Re polacchi e sepolcro di uomini illustri, domina la città. Nella cattedrale, dov è sepolto S. Stanislao patrono della Polonia, il giovane Karol Wojtyla celebrò la sua prima Messa e, come arcivescovo di Cracovia, ne è stato titolare fino all elezione al soglio Pontificio. La seconda tappa di questo cammino spirituale è quella che più difficilmente dimenticheremo: siamo passati dall Inferno dei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau al Paradiso del Santuario di Jasna Gòra. Ogni uomo dovrebbe visitare Auschwitz e Birkenau, perché solo la vista di questi luoghi può rendere reale ciò che altrimenti sembrerebbe impossibile sia stato realizzato da una mente umana. Sembra impossibile che quell orrore sia stato posto in essere da I soci ad Auschwitz uomini verso altri uomini. Eppure è tragicamente reale: lo sterminio di massa del popolo ebraico e dei nemici del popolo tedesco è passato attraverso questi luoghi. Uomini, donne, bambini, vecchi, disabili mandati al macello come agnelli sacrificali, restano testimonianza eterna di cosa è capace l uomo quando non è sorretto dagli insegnamenti di Gesù Cristo. Ma anche nelle tenebre di questo abisso è possibile scorgere una luce: lungo il percorso, nel campo di Auschwitz, ci si ferma davanti alla cella di S. Massimiliano Kolbe, offertosi martire al posto di un altro prigioniero, dove troneggia la sua preghiera che termina con le parole di Gesù sulla croce: Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno. Non c è messaggio migliore da lasciare alle generazioni future come monito a non dimenticare, ad aprirsi al perdono e al dialogo. Nel Santuario di Jasna Gòra (la Montagna Chiara) è custodita la Tavola con la Madonna Nera di Czestochowa, Regina della Polonia, luogo Santo per i polacchi nonché meta ininterrotta di fedeli. Il nostro gruppo ha partecipato all Eucaristica nella Cripta, celebrazione officiata da don Sergio dell Opera Romana pellegrinaggi, don Salvatore e don Giovanni, parroco e vice parroco di S. Pietro di Scafati. Wadowice ci ha fatto rivivere i luoghi della nascita e fanciullezza di Giovanni Paolo II. Degna chiusura del pellegrinaggio è stata la visita alla Miniera di sale di Wieliczka. A 180 metri sotto il livello del suolo, abbiamo respirato spiritualità e ammirato le bellissime sculture nella Cappella di S. Antonio dove le forme (essendo di sale) si stanno erodendo con il tempo, il Calvario con la Croce lignea, scene presepiali e dei lavori nella miniera. Lungo i cunicoli che si estendono fino alla profondità di 360 metri, è possibile ammirare il luccicare delle cupole di salgemma e statue di minatori al lavoro, la cappella di Sant Edvige con la copia del Cenacolo di Leonardo e la scultura di Giovanni Paolo II. Nella cappella di Cristo Crocifisso abbiamo celebrato la Santa Eucarestia. Il senso di serenità e fede che abbiamo provato è stata la degna conclusione di questo itinerario che ha consentito una crescita culturale e spirituale dei partecipanti. È doveroso ringraziare il presidente della Bcc di Scafati e Cetara, Massimo Cavallaro ed il CdA che hanno consentito la realizzazione di questo pellegrinaggio, e le nostre guide spirituali che ci hanno indicato il cammino che porta alla salvezza. numero trenta 7

8 GITE DI ISTRUZIONE Nicotera A Nicotera, vacanza e socialità per la famiglia BCC di Luigia Teodosio e Alfonsina Sica U n po di sano relax dopo un anno di lavoro. Anche quest estate la Banca di credito cooperativo di Scafati e Cetara ha offerto, a dipendenti e soci, un soggiorno-vacanza in un centro balneare (il Nicotera Beachvillage) di Nicotera, in provincia di Vibo Valentia, nei pressi di Tropea, in Calabria. I partecipanti hanno, fin dal primo momento trovato, in un clima di allegria e di simpatia, una grande intesa, grazie anche all organizzazione del villaggio. Foto di gruppo a Nicotera Tutto concentrato: una grande piscina, insieme al teatro, ai campi da tennis, ad un bar sempre aperto ed ospitale che ha permesso di incontrarci e scambiare qualche parola intorno ai tavoli e ai salottini a disposizione dei clienti. Il tutto riparato da una pineta freschissima da cui si accede ad una spiaggia ampia ed accogliente. Lo staff ci ha accolto con affetto e simpatia, con spettacoli teatrali di grande spessore professionale, attività di ballo, yoga, fitness, partite di carte e tanto altro ancora. Si è creata come sempre, un atmosfera familiare. I due ristoranti hanno messo a disposizione dei clienti un servizio di qualità ricco di specialità locali. Il clima è stato particolarmente disteso e gioioso, accompagnato da un sano divertimento e da momenti di riposo per gli adulti, anche e soprattutto per i bambini che quest anno erano davvero numerosi. Il soggiorno si è concluso con una festa durante la quale i consiglieri della BCC di Scafati e Cetara, Gabriele Acanfora, Alfonso Pappalardo e Vincenzo Caputo, hanno portato il saluto del presidente, e ribadito l'importanza della cooperazione e dello stare insieme. La serata è terminata con l'augurio di ritrovarci nuovamente l anno prossimo per il centenario dalla fondazione della nostra BCC ( ). La tua azienda sul nostro magazine I rappresentanti delle aziende socie che volessero vedere pubblicate su questa nostra rivista, gratuitamente, due o più pagine di presentazione della loro azienda e di valorizzazione dei loro prodotti possono mettersi in contatto, in orario di ufficio, con il dottor Carmine Librera, al numero di telefono , o con il professor Gabriele Acanfora, al numero privato Informati... è meglio - agosto 2013

9 AZIENDA Scafati Banca di Credito Cooperativo Romano, un artista del taglio dei capelli di Basilio Puoti È lì, in via Alcide De Gasperi 251, da oltre 25 anni. È il salone di parrucchiere/barbiere di Giuseppe Romano. Da qualche anno il negozio, dotato anche di solarium con doccia integrale, fa parte della rete di franchising Capellissimi, che ha la direzione centrale a Napoli. Scafatese doc, 47 anni, Romano taglia i capelli da quando aveva undici anni. Frequentavo la scuola media ricorda Giuseppe -. Dopo le lezioni, facevo i compiti e mi recavo da Ciccio o barbiere che, pur essendo di Poggiomarino, aveva il negozio in piazza a San Pietro. È stato lui ad insegnarmi il mestiere. Ho lavorato con Ciccio per circa dieci anni. A 14 anni mi iscrissi all Accademia nazionale Acconciatori Misti (ANAM in sigla) di Napoli. Ci andai per tre anni. Mi svegliavo prestissimo per arrivare a Montesanto alle 8 e 30, dopo aver preso circumvesuviana e metropolitana. Per due anni frequentai invece la succursale di Castellammare di Stabia. Durante gli anni del diploma, Romano partecipa, in giro per l Italia, a molte gare nazionali per acconciatori, vincendone anche qualcuna. Dopo il servizio militare apre il negozio di via Alcide De Gasperi. È il Poi, il matrimonio con Barbara D Aniello e la nascita dei figli Umberto e Marco. Nell arco di oltre 25 anni il salone è stato ristrutturato e ampliato più volte. Tra i clienti annovera diversi politici e imprenditori della zona. Da una decina di anni Romano e sua moglie sono clienti e soci della Banca di credito cooperativo di Scafati e Cetara. Il suocero, Angelo, operaio della manifattura dei tabacchi, oggi in pensione, è cliente della BCC da quarant anni, addirittura. Mi trovo bene con la Banca di credito cooperativo di Scafati e Cetara assicura Giuseppe. Mi è stata sempre vicina nei momenti difficili. È una banca che è molto attenta alle esigenze dei propri clienti e soci. I dipendenti poi sono cortesi, educati e disponibili. Come va oggi il settore? I clienti sono più esigenti e attenti alle mode e alle marche dei prodotti risponde. La crisi attuale ha colpito anche il nostro settore. Molti clienti preferiscono rinunciare al barbiere, altri scelgono di far da sé, in casa. Le donne, in particolare, pur di risparmiare qualcosa, si rivolgono a ragazze che lavorano a domicilio. Si tratta di parrucchiere abusive che rompono il mercato con i loro prezzi irrisori. A ciò si aggiungono i problemi che gravano quotidianamente sui commercianti: troppe tasse, eccessiva burocrazia, mancanza di posti auto e di sicurezza urbana. Il futuro del settore è, per Romano, alquanto incerto. L artigianato non ha futuro spiega ancora oggi i giovani non guardano a questo mestiere che va fatto con sacrificio e passione. Giuseppe conclude accennando a quello che è il suo sogno nel cassetto: aprire altri saloni nei comuni limitrofi, dice, magari con l aiuto dei figli e della BCC. In alto: la consegna del diploma nel 1985, sotto: Giuseppe Romano nel suo negozio di Via De Gasperi numero trenta 9

10 FINANZA Banche e tassi EURIBOR Quale futuro? di Giuseppe Cavallaro L a maggior parte del sistema bancario e finanziario usa come benchmark o tasso di riferimento, per i propri prodotti finanziari, il tasso EURIBOR. Questo termine, Euribor, è entrato nel linguaggio comune, ma che cosa significa esattamente non tutti lo sanno. Fino al 1998 il tasso interbancario era in Italia il RIBOR (rome interbank offered rate) ed era fissato da un campione dei maggiori istituti italiani. Il tasso interbancario europeo Euribor (Europe Interbank Offered Rate) è nato insieme con l EURO. Esso rappresenta il tasso di mercato interbancario dei Paesi aderenti all Uem (Unione economia e monetaria dell Unione Europea), rilevato dalla Banca Centrale Europea. L Euribor rappresenta la media dei migliori tassi offer (cioè lettera) quotati da alcune delle principali banche operanti sull'euromercato. Inizialmente il suo livello veniva fissato da 57 tra le banche più rappresentative dell'area euro. Nel convegno ASSIOM-FOREX, tenutosi a Bergamo l 8 e 9 febbraio 2013, alla presenza del Governatore della Banca d Italia, Ignazio Visco, gli operatori del mercato monetario misero in evidenza come l Euribor, in conseguenza della crisi, non rispecchiasse più le attuali situazioni di mercato. Si è assistito così, gradualmente, ad una consistente diminuzione delle banche contributrici. Oggi l EURIBOR viene definito dalle seguenti 18 banche: Austria: Erste Group Bank AG; Belgio: KBC Belfius Francia: BNP-Paribas Credit Agricole CIB Germania: Commerzbank DZ Bank Unicredit AG Grecia: National Bank of Greece Italia: Banca Monte dei Paschi di Siena Intesa Sanpaolo Portogallo: Caixa Geral De Depositos (CGD) Spagna: Banco Bilbao Vizcaya Argentaria Banco Santander Central Hispano CECABANK Banche Internazionali: Nomura International Plc Morgan Stanley & Co. International Ltd. A causa di tutto ciò, l organismo europeo, l Euribor - EBF, sta valutando la possibilità di sospendere il benchmark. Nel frattempo è stata avviata un analisi sulle future prospettive dell Euribor ed è stato inviato uno specifico questionario alle banche più importanti, per meglio valutare eventuali impatti delle decisioni. Fra le varie ipotesi messe in campo quelle più realistiche sono: la definizione di un nuovo benckmark accanto all Euribor stimato ; la sostituzione dell attuale benckmark con un Euribor 2 basato sulle stime dei tassi effettuate dalle banche e sui tassi di mercato reali. La probabilità maggiore è che si progetti un Euribor 2.0 basato sia sulle stime delle banche sui tassi, sia sui tassi di mercato reali. Potrebbe già entrare in scena a partire da quest autunno. Nello scorso mese di luglio, sessanta tra le principali banche mondiali hanno valutato questa possibilità e la costruzione di un indice benchmark alternativo durante un incontro con i vertici della Banca centrale europea a Bruxelles. Per concludere, sembra ormai tramontano il vecchio Euribor. Entro fine anno probabilmente avremo come riferimento di tutte le operazioni finanziarie l EURIBOR 2.0. Ne consegue che l accensione dei mutui, tassi di conto corrente, anticipo crediti, risentiranno di questa nuova situazione di cui si spera possano beneficiare i consumatori. 10 Informati... è meglio - agosto 2013

11 ARTE E CULTURA Federcasse Banca di Credito Cooperativo Il Quirinale ospita le più famose opere di Tiziano Il consiglio nazionale di Federcasse in visita alla mostra di Monica Vitale T iziano veramente è stato il più eccellente di quanti hanno dipinto: poiché i suoi pennelli sempre partorivano espressioni di vita. A sostenerlo, nel 1660, nella sua opera La Carta del navegar pitoresco, fu lo scrittore, pittore e incisore veneziano Marco Boschini. * * * Il Concerto e la Bella di Palazzo Pitti, la Flora degli Uffizi, la Pala Gozzi di Ancona, la Danae di Capodimonte, il Carlo V con il cane e l'autoritratto del Prado o lo Scorticamento di Marsia di Kromeriz sono alcune delle opere di Tiziano (Pieve di Cadore 1485 circa - Venezia 1576) che sono state esposte alle Scuderie del Quirinale. Guidati dal presidente Alessandro Azzi e dal direttore generale Sergio Gatti, i membri del consiglio nazionale di Federcasse, tra cui il presidente della Banca di credito cooperativo di Scafati e Cetara, Massimo Cavallaro, hanno visitato la mostra che ha concluso il progetto di rilettura della pittura veneziana e di riflessione sul ruolo cardine che essa ha avuto nel rinnovamento della cultura italiana ed europea. La mostra ha ripercorso i tratti salienti dell'ascesa dell artista veneto: dagli esordi veneziani in seno alle botteghe di Giovanni Bellini e Giorgione all'autonomia acquisita con le grandi tele per i dogi, gli Este e i Della Rovere fino alle committenze imperiali di Carlo V e del figlio Filippo II. L intera carriera di Tiziano è stata rappresentata al massimo livello sottolineando il magistrale senso del colore e l'evoluzione di una pennellata capace di travalicare i limiti dell'immaginario pittorico. Attraverso confronti iconografici - emblematico quello tra la Crocifissione della chiesa dei domenicani di Ancona, il Crocifisso dell'escorial di Madrid e il frammento di Crocifissione oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna - il pubblico ha percepito direttamente la novità d'impostazione e la grammatica compositiva del Maestro. Una mostra ideata per far comprendere al pubblico l'eccezionalità di un Tiziano capace di accordare "la grandezza e terribilità di Michel Agnolo, la piacevolezza e venustà di Raffaello, et il colorito proprio della Natura", secondo l'immagine del poligrafo contemporaneo Ludovico Dolce. Ad accompagnare il percorso espositivo, gli esiti della campagna di analisi scientifiche, compiuta sulla produzione dell'artista dal Centro di ateneo di arti visive dell'università degli studi di Bergamo. Il catalogo scientifico è edito da Silvana Editoriale. Periodico informativo della Banca di Credito Cooperativo di Scafati e Cetara numero trenta - agosto 2013 direttore responsabile Basilio Puoti art director Clemente Falanga Hanno collaborato Gabriele Acanfora Giuseppe Cavallaro Mario Cirillo Carmine Librera Don Giovanni De Riggi Alfonsina Sica Luigia Teodosio Monica Vitale Reg. Tribunale di Nocera Inf. n. 7/07 del 3 maggio 2007 numero trenta 11

12 FEDERCAMPANA Assemblea I nuovi sentieri di crescita della Cooperazione di Credito in Campania L Assemblea di FederCampana in scena a Giffoni Valle Piana di Basilio Puoti ndare per "terrae incognitae" A I nuovi sentieri di crescita della Cooperazione di Credito in Campania. È il tema dell Assemblea ordinaria dei soci della Federazione Campana delle BCC svoltasi nel convento di San Francesco di Giffoni Valle Piana. All incontro hanno partecipato Giuseppe Boccuzzi, direttore della Banca d'italia sede di Napoli, Roberto Mazzotti e Giulio Magagni, direttore e presidente di Iccrea Holding, Franco Vildacci e Silvio Petrone, direttore e presidente di Federcampana, Alessandro Azzi e Sergio Gatti, presidente e direttore di Federcasse. Per quanto possibile, stiamo sostenendo le imprese, accollandoci qualche rischio in più ha dichiarato Petrone. In Campania gli impieghi lordi sono arrivati a circa 2,6 miliardi di euro, con un incremento rispetto all'anno precedente di oltre il 4%. Siamo pronti a rafforzare la consulenza operativa per aiutare le PMI a competere sui mercati internazionali. Il presidente della BCC di Scafati, Massimo Cavallaro, intervenendo si è soffermato sul principio di "democrazia cooperativa" quale elemento cardine della gestione e ricerca del bene federativo, ed ha esposto alcune sue considerazioni sui seguenti argomenti: - la natura giuridica della Federazione, la revisione dello statuto, lo scopo mutualistico, la rappresentanza assembleare, il voto capitario; - i limiti al cumulo delle cariche, l'incompatibilità degli amministratori con particolare riferimento ai rapporti parentali con i dipendenti il comitato esecutivo; - l'organizzazione interna e la professionalità delle risorse umane; - la prevenzione e gestione delle crisi aziendali, la pianificazione strategica ed il ruolo della Federazione. Obiettivo di tali riflessioni e proposte: l'ampliamento della "democrazia interna" e un maggiore coinvolgimento delle associate nella gestione aziendale, la crescita qualitativa e professionale delle risorse umane della Federazione, la tutela e la salvaguardia delle consorelle, la creazione di condizioni per una maggiore diffusione del Movimento, l'amore per la nostra terra. Le problematiche più volte sollevate in vari documenti destinati a tutti i presidenti e nelle riunioni del Cda della Federazione, purtroppo, non hanno trovato alcuna significativa soluzione ha affermato Cavallaro in taluni casi la loro rappresentazione è stata vissuta con insofferenza e diffidenza. In assenza di un progetto forte e condiviso, un incontro tra una pluralità di soggetti 12 Informati... è meglio - agosto 2013

13 FEDERCAMPANA Assemblea Banca di Credito Cooperativo può forse servire a delimitare i confini dei propri rapporti umani, a definire un possibile leader, ma non a delineare una strategia societaria utile al benessere comune. Allorquando tali regole, progetti ed obiettivi saranno definiti e condivisi il leader sarà solo lo strumento attraverso cui essi potranno manifestarsi e realizzarsi. Cavallaro ha tracciato il percorso che può dar luogo a solide fondamenta su cui costruire la futura Federazione: natura giuridica e scopo mutualistico, revisioni statutarie e incompatibilità degli amministratori, organizzazione e professionalità delle risorse umane, prevenzione delle crisi. Ha citato la battaglia di Anghiari di Niccolò Machiavelli, nel corso della quale, il 29 giugno 1440, le truppe del duca di Milano, Filippo Maria Visconti, si scontrarono con quelle della Repubblica di Firenze, fiancheggiate dallo Stato Pontificio. Lo scontro venne descritto ironicamente da Machiavelli come la grande battaglia senza caduti: "ed in tanta rotta e in si lunga zuffa che durò dalle venti alle ventiquattro ore, non vi morì che un uomo, il quale non di ferite ne d'altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto spirò". La battaglia dimostra che non è possibile raggiungere obiettivi comuni con soldati di professione ha aggiunto il presidente della BCC di Scafati e Cetara il fatto stesso che i combattenti fossero tali li spingeva a fare il proprio "lavoro" stando bene attenti a non farsi male. Il Machiavelli voleva sostituire i soldati di professione con un esercito composto dal popolo, da gente motivata, passionale, capace di morire per un'idea, un progetto, una ideologia. Da molti questa battaglia venne individuata come la fase storica di passaggio dall'oscurantismo al Rinascimento. Mi piace pensare che l'attuale momento storico possa rappresentare il nostro Rinascimento ha spiegato -. Per fare tutto ciò non serve la battaglia di Anghiari, ma regole certe e condivise, progetti ed obiettivi comuni, difesi da un esercito di popolo e il presidente Petrone ha il dovere, soprattutto morale, di fornire il contributo più rilevante. Cavallaro ha espresso da un lato totale vicinanza e incondizionato affetto a Petrone per le sue condizioni personali, e dall altro amarezza per ciò che la sua volontà, manifestata nel Cda, di dimettersi, ha determinato. L abbandono del presidente Petrone e la conseguente mera individuazione di un leader in assenza di un progetto di lunga durata, darebbe luogo solo alla perpetuazione di quei meccanismi interni che hanno alterato l ordinaria e nobile funzione della Federazione ha chiarito -. Il presidente ha il L'intervento del presidente Cavallaro dovere di creare i presupposti fondamentali affinché la sua opera possa lasciare un segno nel tempo che verrà. È necessario acquisire la capacità di distaccarsi dalle cose per essere più liberi di decidere, insieme, da veri cooperatori, quali siamo. Nelle sue conclusioni il presidente Azzi ha ribadito la necessità di fare cultura, di un salto di qualità per guardare al futuro con maggiore ottimismo. Gli interventi che si sono susseguiti sono stati vivaci e stimolanti, in quanto invitano la Federazione a mettersi in discussione ha concluso. Ho visto tanta comprensibile preoccupazione e un bisogno di risposte, ma anche tanta energia mobilitata, utile per ripartire con il piede giusto. La solidarietà e l unità, alla base del credito cooperativo, rappresentano un dono prezioso che ci dà la forza e la spinta per andare avanti. Vogliamo continuare a essere differenti, ma sempre più efficienti. Azzi ha poi ricordato le parole di papa Francesco: Cari giovani, non abbiate paura di andare controcorrente. Siate coraggiosi. numero trenta 13

14 STORIA ECONOMICA Guerra dello Zolfo La guerra dello zolfo Il petrolio dei Borboni scippato dall Inghilterra di Gabriele Acanfora C è un episodio, trascurato dai libri di storia, che dimostra quanto fosse arduo per il Regno delle Due Sicilie sopravvivere in un contesto, qual era il mar Mediterraneo, quotidiano campo di battaglia e di scontri diplomatici tra le grandi Potenze quando anche l AMORE, diventa involontario alleato dei propri nemici. All indomani del Congresso di Vienna scriveva lo storico Ernesto Pontieri, rettore dell Università di Napoli la monarchia borbonica, priva di saldi appoggi internazionali, era esposta, così come gli altri territori della penisola, alle voglie dei più diversi sovrani. L Inghilterra, in particolare, considerava la Sicilia un importante avamposto strategico e il centro di tutte le operazioni in Mediterraneo, cosicché non perdeva occasione per rafforzare la sua presenza sull isola, di incoraggiare i separatisti siciliani, che volevano staccarsi da Napoli. La Sicilia, infatti, rappresentava una quota rilevante della bilancia commerciale britannica per l importazione di materie prime: vino, olio, agrumi, nocciole, ZOLFO, quest ultimo importante quanto, oggi, il petrolio o l uranio. Per uscire dall isolamento diplomatico, il ministro plenipotenziario Luigi Dè Medici, cominciò una paziente opera di contatti e relazioni, che Cristalli di zolfo riavvicinarono Napoli prima a Londra, e poi a Parigi, senza creare ostilità né a Vienna né a Madrid. Ovviamente l amicizia di questi Stati ebbe un costo: il ripristino, sia pure con parole diverse, dell antico DIRITTO di BANDIERA. Risalente al Trattato di Madrid, del 1667 e al Trattato dei Pirenei, del 1659, il diritto di bandiera imponeva che tutte le merci trasportate e sbarcate nei porti del regno di Napoli e di Sicilia, da navi battenti bandiera spagnola, francese ed inglese, fossero esenti da ogni tassazione. Così, il 26 settembre 1816, Napoli e Londra rivisitarono quel diritto e conclusero un nuovo TRATTATO COMMERCIALE, in cui ogni Stato riconosceva all altro, la clausola di nazione più favorita. In realtà, scriveva sempre il Pontieri, con tale Convenzione, l Inghilterra aveva procurato alle proprie merci una posizione di privilegio sui mercati napoletani, perché esso imponeva una RIDUZIONE del 10% sulle tariffe doganali. Meno tasse, per gli Inglesi! Francia e Spagna pretesero lo stesso trattamento. E lo ebbero! Per il commercio e la marineria meridionale fu un disastro. Nei porti del Regno - i loro porti! - le navi locali dovevano pagare le tasse per intero, mentre i loro concorrenti, inglesi, francesi e spagnoli, godevano del privilegio del 10% in meno! All estero, poiché la Convenzione prevedeva che la riduzione non potesse essere accordata ad altri Stati, le navi e i commerci duosiciliani dovevano indietreggiare davanti alle bandiere degli Stati, che con queste stesse Nazioni avevano stipulato accordi commerciali. Era la fine del commercio, nazionale ed internazionale, perché non c era possibilità di competere con chi vendeva - senza rimetterci, anzi già certo dell utile - a prezzi più bassi. Nel frattempo fioriva il contrabbando, languivano le finanze dello Stato per il minor gettito delle entrate e boccheggiava la nascente industria meccanica, incapace di reggere la penetrazione straniera. Il Trattato prevedeva, inoltre, il monopolio dell Inghilterra nello sfruttamento del pregiatissimo ZOLFO delle miniere 14 Informati... è meglio - agosto 2013

15 STORIA ECONOMICA Guerra dello Zolfo Banca di Credito Cooperativo Una foto che testimonia lo sfruttamento dei bambini per l'estrazione dello zolfo siciliane, specie di Caltanissetta e Agrigento. In cambio Londra non avrebbe appoggiato i movimenti separatisti, ostili ai Borbone. Utilizzato fin dall antichità, come agente purificatore o incenso nelle cerimonie religiose, o strumento di guerra, lo zolfo - che dalla I Rivoluzione Industriale, nel 1736, grazie alla scoperta di un nuovo metodo per la preparazione dell acido solforico veniva utilizzato nell industria tessile - era diventato preziosissimo. La successiva scoperta del metodo Le Blanc, nel 1787, per la fabbricazione su scala industriale della soda, incrementò la domanda e lo sfruttamento su larga scala dello zolfo. Nacquero in tutta Europa numerosi opifici per le applicazioni industriali dell'acido solforico e della soda, usato in agricoltura come fertilizzante, nella prevenzione sanitaria e nell industria chimica. Ma era soprattutto l industria bellica a dipendere dallo zolfo, necessario per la costruzione di proiettili, granate e bombe. Possedere lo zolfo significava poter tenere sottomesso il mondo. I Borbone capirono che le miniere siciliane avrebbero potuto incrementare l economia e diventare un volano per lo sviluppo perciò, nel 1808, Ferdinando I abolì il monopolio regio del sottosuolo, unificò la proprietà della superficie a quella del sottosuolo e concesse la possibilità di apertura di una miniera esclusivamente al proprietario della corrispondente superficie, dietro il pagamento di una regalia di L. 127,50. Cominciava l epopea dei lavoratori delle solfatare, sfruttati in condizioni disumane e dei carusi, i ragazzini, come il Ciaula di Luigi Pirandello, che trasportavano in superficie lo zolfo e che a causa delle terribili fatiche e degli stenti, avevano il corpo deformato. L estrazione del minerale e la sua commercializzazione erano, però, nelle mani di commercianti e capitalisti inglesi, residenti in Sicilia, che lo trasportavano, su navi proprie, in Inghilterra. I baroni siciliani, indolenti e parassiti, preferivano, infatti, cedere loro, in cambio di somme risibili, lo sfruttamento delle miniere. Come scrive lo storico Eugenio Di Rienzo, lo zolfo siciliano copriva il 90 per cento della richiesta mondiale e venti ditte inglesi avevano ottenuto, di fatto, la prerogativa esclusiva, per l estrazione e lo sfruttamento, grazie al pagamento di un modico compenso. Il controllo delle zolfatare siciliane, per Londra, era diventata una questione strategica di vitale importanza. In questo difficile contesto, nel 1830, moriva Francesco I e saliva al trono Ferdinando II. Grosso, ruvido, per niente raffinato, ma amante del suo popolo, Ferdinando II, come scriveva Benedetto Croce nella sua Storia del Regno di Napoli, concepiva lo Stato duosiciliano, come un entità autonoma «nelle cui faccende nessun altro Stato avesse da immischiarsi, tale da non dar noia agli altri e da non permetterne per sé». Non amava l Inghilterra che sentiva ostile, perché ne temeva la prepotenza dominatrice, nel Mediterraneo, e lo inquietavano scriveva ancora il Pontieri le mire annessionistiche sulla Sicilia. L episodio di Ferdinandea, l isola di origine vulcanica sorta al centro del Canale di Sicilia e reclamata come proprio possedimento dagli Inglesi, prima di inabissarsi nuovamente nel dicembre 1831, aveva mostrato come egli non fosse disposto a soggiacere supinamente alle decisioni della corte di S. Giacomo. Che, tuttavia continuava a considerare le Due Sicilie, un regno satellite, al pari di quelli dell India o della Cina. Purtroppo, all improvviso, avvenne un fatto apparentemente irrilevante sul piano politico, ma che ebbe tremende ripercussioni politiche, militari ed economiche. E che confermò lo spirito antinapoletano della politica britannica. Carlo di Borbone, fratello minore del re, amante della bella vita e assiduo frequentatore dei salotti mondani, conobbe, una sera d inverno, del 1835, presso alcuni suoi amici inglesi, residenti a Napoli, una giovane affascinante irlandese, Penelope Caterina Smith. continua numero trenta 15

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