IL GIORNALINO DEL COMPRENSIVO

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1 IL GIORNALINO DEL COMPRENSIVO Numero unico dell Istituto Comprensivo Emanuele Filiberto di Savoia di Casorate Primo ANNO 6 Numero Unico a.s. 2011/2012 a cura dell Insegnate Rosa Maria Borrelli ideatrice del progetto il Giornalino dell Istituto DIMENSIONAMENTO Tre istituti al posto di due di Carlo Spallarossa Una parola strana, qualcuno dice una brutta parola, circola insistentemente nel mondo della scuola: dimensionamento. Che cosa sarà mai il dimensionamento? Se andiamo a cercare in Internet, su Wikipedia, troviamo una definizione più o meno di questo tipo: individuazione dei parametri che caratterizzano il buon funzionamento di un opera da realizzare. Ma che cosa c entra tutto questo con la scuola? C entra. Una legge del 1997, la cosiddetta legge Bassanini, stabilisce che gli istituti scolastici debbano avere dimensioni ottimali: né troppi alunni né troppo pochi. In quegli anni si stabilì che gli istituti non dovessero avere meno di 500 alunni o più di 900. Ebbene, nel luglio dello scorso anno una legge dettata dall emergenza finanziaria ha cambiato questi parametri: il numero massimo è stato abolito e il numero minimo è diventato 1.000; quindi un istituto, indicativamente, non deve avere meno di alunni. Tutto questo dovrebbe portare, in due anni, all eliminazione in Italia di circa 2000 istituti. Inutile dire che si sono levate subito numerose proteste, proposte di modifica, richieste di rinvio; ma, per ora, l applicazione della legge va avanti e i tagli si effettuano. Quindi, si salvi chi può? Da noi che cosa succede? Tranquilli. Da noi non succede nulla di tutto ciò. Mentre in Italia gli istituti vengono eliminati, nel nostro territorio gli istituti aumentano. Come è possibile una cosa del genere? Perché da noi gli alunni sono veramente tanti, ma tanti: circa 3.300, in costante previsione di crescita. Troppi, per essere affidati a due soli istituti: quello di Casorate e quello di Certosa. Ecco quindi che, su proposta dei sindaci della nostra zona, in accordo col dirigente scolastico, la regione Lombardia ha deciso di creare il nuovo istituto di Bereguardo, sottoponendo gli altri due a una robusta cura dimagrante. Ecco quindi la situazione. Per usare il linguaggio delle interrogazioni di geografia, a nord confina con..., a nord troviamo l Istituto comprensivo di Casorate Primo con circa alunni. Si tratta per molti aspetti di un istituto ideale: una scuola dell infanzia, una scuola primaria, una scuola secondaria, un preside, un presidente del consiglio di istituto e, potremmo aggiungere, un sindaco; uno di tutto, tutto concentrato, tutto a portata di mano. Al centro ecco l Istituto comprensivo di Bereguardo, con circa alunni, che si estende longitudinalmente sino al comune di Vellezzo Bellini, con in mezzo i comuni di Trovo, Trivolzio, Marcignago e i comuni di Battuda e Rognano, privi di scuole, ma facenti parte della famiglia. Qualcuno vorrebbe chiamare questo l istituto dei paesi, nessuno che prevarichi, tutti con uguali diritti e doveri in rapporto al numero dei propri alunni. A est resta l Istituto comprensivo di Certosa di Pavia con le scuole della Certosa, un territorio con un grande passato di cui essere degni per costruire, se possibile, un futuro altrettanto importante. Qui i comuni sono tre con circa alunni: Borgarello, Certosa di Pavia, Giussago. Che cosa porterà questo dimensionamento ai nostri alunni? Come sempre, tutto dipenderà dall impegno e dalle capacità delle persone: innanzitutto dagli insegnanti e dai dirigenti, ma anche dal personale non docente, dai genitori e dalle amministrazioni locali. Mi piace pensare che, dopo il primo periodo di assestamento, questi tre istituti possano decollare verso traguardi di elevata qualità. Le condizioni perchè questo accada ci sono tutte.

2 SCUOLA DELL INFANZIA DI BEREGUARDO 20 NOVEMBRE GIORNATA DEI DIRITTI DELL INFANZIA SCUOLA DELL INFANZIA DI TRIVOLZIO Le insegnanti della scuola dell Infanzia di Bereguardo hanno coinvolto i bambini nel gioco delle ombre, attraverso l ingrandimento delle mani, per poter condividere e instaurare un rapporto interattivo che ha permesso loro di esprimere il sentimento di amicizia. CARNAVALE: festa in maschera organizzata in occasione del carnevale con giochi, canti, balli e rinfresco. Quest anno i bambini della scuola dell infanzia l arcobaleno di trivolzio hanno partecipato ad un iniziativa particolare: la realizzazione di un libro da pubbicare. la proposta e partita da un genitore che lavora nell abito nell editoria e le insegnanti l hanno accolta favorevolmente. I bambini hanno inventato la storia le avventure di andrea e rielaborato quella di pollicino con il nuovo titolo luchino e i suoi fratelli. Tutti i bambini hanno collaborato alla stesura delle storie e i disegni sono stati realizzati utilizzando varie tecniche e materiali: dai pennarelli alle tempere, dalla lana al riso, dalla carta vellutina alla carta collages. Il libro sara mostrato ai genitori durante la festa di fine anno. Il progetto ha richiesto tanto impegno ma, e stato portato a termine con interesse e successo. Le insegnanti che hanno partecipato al progetto sono: paola romani, ricevuti gabriella, sacchi margherita, troyli stella e katia loiacono. SCUOLA DELL INFANZIA DI CASORATE PRIMO In occasione della giornata mondiale dei diritti dei Bambini, la scuola dell Infanzia di Casorate Primo ha deciso di ricordare tale ricorrenza, elaborando dei disegni che riconducono ai principali diritti elencati nella convenzione dell O.N.U. SCUOLA DELL INFANZIA DI TROVO Nell anno scolastico 2011/2012 è stato attivato alla scuola dell infanzia di Trovo il progetto Giochiamo con il corpo: suoni, gesti, segni in movimento, diviso in due percorsi yog-allegramente insieme e danziamo. Con lo yoga si sperimenta una nuova possibilità educativa, che sostiene e al tempo stesso prepara l insegnamento scolastico: l auto-educazione. Non si tratta di imparare una nuova materia, ma di creare una base solida, uno spazio di accoglienza, che trasforma le situazioni di disagio e di conflittualità a partire dalla riscoperta delle risorse personali, un luogo dove fioriscono la concentrazione e la creatività. Con lo yoga i bambini giocano e coltivano il seme dell amore per gli altri e per la pace; lo yoga è un gioco che sostiene il processo di apprendimento, con esperienze di gruppo che intendono favorire incontro e ascolto di sé e dell altro. Lo yoga è: uno stile di vita - equilibrio - ascolto - cooperazione - umorismo - forza del pensiero e delle immagini - salute - contemplazione - mistero - creatività - armonia - empatia - agilità - sforzo per il superamento degli ostacoli - vigore - libertà. Nella seconda parte del progetto, il percorso Danziamo, il bambino esprime sentimenti ed emozioni attraverso il corpo. L espressione corporea permette ai bambini di raccontarsi ed esprimersi in libertà attraverso il movimento. Danziamo con musiche e suoni che apportano suggestioni al movimento, ritmo e tempo. Proponendo un percorso educativo sul corpo, consideriamo i bambini nella loro globalità; il gioco corporeo favorisce l integrazione armonica degli aspetti motori, funzionali, affettivi, relazionali e cognitivi. Vi è una stretta connessione tra motricità e intelligenza, azione e pensiero. Per ogni bambino è importante crescere come essere che si trasforma nell interazione con gli altri e con l ambiente. In questo continuo movimento cambia anche l immagine che egli costruisce di sé; un immagine che è mente, corpo, spirito e sentimento. 2

3 SCUOLA PRIMARIA DI CASORATE PRIMO Uscita didattica Classi prime della Scuola Primaria di Casorate Primo: visita alla Cascina Femegro di Zibido S. Giacomo, percorso del latte. SCUOLA PRIMARIA DI CASORATE PRIMO BOLLE!!...BOLLE!!...BOLLE!! NEL MONDO DEI DINOSAURI... CLASSI PRIME CLASSI SECONDE Gli scolari delle classi 2 A-B-C hanno sperimentato le fantastiche bolle di sapone in tutte le forme e in tutte le dimensioni: ovali, quadrate, poliedriche, bislunghe, ecc.. è stata un'esperienza molto divertente. Ognuno di noi ha potuto sperimentare la formazione delle bolle. Abbiamo fantasticato sui colori e sulle sfumature di luce create con il movimento della pellicina fluorescente. Abbiamo visto la Mostra dei Dinosauri a Pavia nel Museo del Castello. È stato bellissimo: animali ormai estinti si sono materializzati davanti a noi grazie alla ricostruzione in dimensioni reali fatta da studiosi e ricercatori. Ci siamo sentiti piccoli piccoli di fronte a tanta Grandezza, ma anche molto curiosi di capire il perché di forme deformi e strane: chi per difesa, chi per sopravvivenza all ambiente chi per questioni alimentari ci siamo spiegati il perché di becchi alla bocca. o di zampette tanto piccole in animali enormi che il solo vederli mette paura. È stata una bella esperienza e tutti siamo rimasti contenti della nostra visita. SCUOLA PRIMARIA DI CASORATE PRIMO L uscita Didattica delle classi terze A-B-C-D L ORTO BOTANICO Nel mese di marzo noi di terza A-B-C-D siamo andati a visitare l Orto Botanico di Pavia. Siamo andati in due giorni differenti il 26 ed il 28 a gruppi di due classi. Giunti a Pavia da Casorate con il pullman, siamo entrati nell orto botanico dove siamo stati divisi in gruppi e seguiti da due guide. La prima zona che abbiamo visitato è stata la zona delle rose. La zona successiva è stata quella delle conifere; tra i tanti alberi interessanti di questa zona a noi sono piaciuti: la sequoia, che abbiamo scoperto può raggiungere dimensioni impressionanti, il tasso, che è velenoso sulla corteccia e sulle foglie e un albero giapponese con i rami contorti, ottenuto tramite continui innesti. La zona che più ci ha interessato è stata quella delle serre, abbiamo visitato: la serra delle piante equatoriali, quella delle piante mediterranee, le cactacee e la serra delle chicas. La serra delle piante equatoriali ci ha entusiasmato: c erano alberi altissimi che toccavano il soffitto con foglie enormi di varie forme, piante striscianti con foglie molto particolari ed interessanti, c era anche un albero di banano. In mezzo alla serra c era una vasca con tanti pesci di fiume. La temperatura interna era molto calda e umida. Dopo la visita abbiamo fatto merenda nel boschetto e siamo ritornati a scuola. L uscita didattica per tutti noi è stata molto interessante ed emozionante perché abbiamo conosciuto piante che non conoscevamo. SCUOLA PRIMARIA DI CASORATE PRIMO GLI SPIRITI DELLA FORESTA... CLASSI TERZE CLASSI SECONDE Noi, alunni di classe 2 B, abbiamo partecipato al laboratorio teatrale rappresentando la storia di un bambino di nome PINK BADALUK che viveva nella foresta con i suoi genitori e il suo popolo. Il suo papà era anche il capo-villaggio. Ci simo divertiti un mondo a imitare la mamma di PINK preoccupata, il papà di PINK coraggioso guerriero, i guerrieri, i leoni, ma il ruolo più divertente è stato quello degli alberi della foresta: le nostre voci si immedesimavano negli spiriti del bosco, diventando di volta in volta il maestro, l albero più giovane, le amiche stanche di stare lì che volevano andare a fare acquisti nelle vie del centro e poi il vento le mele che parlavano i leoni che si azzuffavano insomma ci siamo proprio divertiti a entrae e uscire da ruoli insoliti e nuovi che hanno stuzzicato la nostra fantasia. A volte la preparazione sembrava annoiare qualcuno ma poi sulla scena tutti ci siamo divertiti e probabilmente ripeteremo l esperienza. H 2 O CIOE' ACQUA Il secondo laboratorio scientifico che abbiamo sperimentato è stato Il ciclo dell'acqua un'esperienza interessante. Qui abbiamo scoperto che il ghiaccio si mantiene di più se avvolto in un panno di lana e che il cubetto di ghiaccio messo nel bicchiere si scioglie prima. Poi abbiamo scoperto che la pellicina dell'acqua ferma l'acqua fino a che la goccia in esubero rompe la pellicina e la fa traboccare. L'aria che ferma la caduta della goccia d'acqua è stata per noi una grande meraviglia. L'acqua che bolle ed evapora,, l'acqua che raffredda e torna allo stato liquido, l'acqua che solidifica e diventa ghiaccio. Questi sono i tre stati dell'elemento acqua che abbiamo scoperto. 3

4 SCUOLA PRIMARIA DI CASORATE PRIMO CLASSE QUARTA Noi di 4^ D..sappiamo essere regolativi LE REGOLE FONDAMENTALI DEL BON TON Mai mandare fiori anonimi. Dire piacere quando ci presentiamo o veniamo presentati. In nessun caso, mai prima il cognome del nome, sia a voce che scritto. Stretta di mano. Mai la mano morta, ma neppure una stretta che stritola.una buona via di mezzo, un saluto deciso e rassicurante. Mai dire salute quando una persona, nei nostri pressi, starnutisce. Quando si viene invitati a cena e trascorriamo con gli invitati anche il dopocena, è bene ricordarsi che il sonno è sacro. Quindi mai costringere gli altri invitati a fare le ore piccole. Sedersi con le mani incrociate dietro la testa.., orribile! AL RISTORANTE: il primo a varcarne la soglia deve sempre essere l uomo. Non vale, infatti, la regola Prima le signore, che vale, invece, per l uscita. Questo comportamento ha radici antiche. In passato, infatti, il cavaliere aveva l obbligo di esplorare l ambiente prima di farvi entrare una signora. A TAVOLA, mai dire Buon Appetito. Non fare dei bocconi troppo grandi. Mai appoggiare i gomiti sul tavolo. Nelle pause, quando si sospende di mangiare per bere o per parlare, non si riappoggiano le posate sulla tovaglia o sul bordo del piatto, ma si posano sul piatto con i manici divaricati e le punte che si toccano (la forchetta avrà i rebbi all ingiù). Se invece si è terminato di mangiare, forchette e coltello si posano uniti sul piatto. Il bicchiere. Mai riempirlo fino all orlo! Ci si pulisce sempre la bocca nel tovagliolo prima e dopo aver bevuto. Portando il bicchiere alle labbra, non alzate il dito mignolo! Mai bere facendo rumore. ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI PER LA DONNA: la vera signora..perle di giorno e diamanti per la sera. Casual e colori neutri per il giorno. Per una colazione: vestito o tailleur con accessori poco impegnativi e quasi nessun gioiello. Per un tè: vestito a tinta unita, non scollato e con pochi gioielli. Per un pranzo importante: d obbligo un bel vestito scuro e gioielli importanti. Per l Opera: abito lungo da gran sera alla prima e abito da sera alle successive serate. La vera signora indossa le calze velatissime anche in estate. Sì al cappello di giorno per colazioni, tè ed eventi mondani. No, la sera, per pranzi, spettacoli al teatro e al cinema. ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI PER L UOMO: il vero signore durante il giorno indossa la camicia a righe che può essere anche celeste. La camicia bianca solo dopo il tramonto. Ad una colazione: completo elegante classico a tinta unita,camicia colorata e scarpe da passeggio. Ad tè: completo classico, camicia bianca e scarpe nere. Ad un cocktail: completo scuro, camicia bianca e scarpe nere. Ad un pranzo: abito scuro o smoking. All Opera: frac alla prima, in smoking per le altre sere. A teatro: abito scuro. Ad un matrimonio: abito scuro. RICORDATE UOMINI! Il frac si usa solo in eventi estremamente formali, la scarpa sempre con i lacci, mocassini e stivali solo in occasioni rustiche con vestiti spezzati! I calzini devono essere sempre in tinta con la cravatta o con l abito che si indossa!!! UN INCONTRO SPECIALE CONCORSO IL DUOMO RACCONTA Giovedì 22 marzo noi ragazzi delle classi quinte ci siamo recati all auditorio della scuola secondaria per conoscere il giornalista vaticano Gian Franco Svidercoschi. E stato un incontro molto interessante, perchè ci ha raccontato episodi interessanti e poco noti della vita di Giovanni Paolo II. Abbiamo cosi scoperto un papa che amava il mondo e gli uomini,che faceva di tutto per far trionfare nel mondo la pace e l amore,disposto anche a perdonare chi lo aveva quasi ucciso. Scuola Primaria Casorate Primo In occasione della riapertura del duomo, la curia di pavia, in collaborazione con il comune, ha indetto un concorso per far riscoprire il duomo. INCREDIBILE ABBIAMO VINTO!!!!!!!!! Siamo stati premiati con una bellissima macchina fotografica digitale. Guardate che bel plastico!!!! Rappresenta la chiesa di casorate che fa da unione tra il Duomo di Pavia e di Milano, infatti abitiamo in provincia di Pavia, ma siamo già in diocesi di milano. Scuola Primaria di Casorate Primo UN SALTO NEL PASSATO Noi bambini della 4 B, dopo aver studiato gli Egizi, abbiamo provato, per un giorno, a scrivere come facevano loro: in geroglifico e seduti a gambe incrociate. Ecco come abbiamo realizzato il nostro papiro. Se vuoi puoi realizzarlo anche tu, seguendo le istruzioni: MATERIALE OCCORRENTE: Un cartoncino Rotolo di garza Colla vinilica Caffè liquido 1 ciotola Acqua Pennello Pennarello nero a punta fine Forbici Alfabeto geroglifico. 4 PROCEDIMENTO: 1- Taglia delle strisce di garza in base alla lunghezza e alla larghezza del cartoncino; 2- Metti della colla vinilica in una ciotola e diluiscila con un po d acqua; 3- Spennella la colla sul cartoncino, attacca le strisce di garza mettendole un po sovrapposte; rispennellale nella direzione in cui vanno le strisce, poi appoggia le altre strisce in verticale, sovrapponendole leggermente e spennellale un altra volta; 4- Aggiungi alla colla rimasta nella ciotola il caffè e mescola bene; 5- Stendi col pennello la colla marrone sul papiro; 6- Lascialo asciugare per 1-2 giorni; 7- Prendi l alfabeto geroglifico e cerca le lettere/simboli per comporre il tuo nome o un altra parola; 8- Scrivi con il pennarello il tuo nome (o un altra parola) sul papiro; 9- Puoi riquadrare il tuo nome con un ovale (come i faraoni!) realizzando il cartiglio. Gli alunni sono solo i maschi di ricche famiglie e le figlie del faraone. Lo scriba sorveglia che gli scolari copino bene le lettere geroglifiche.

5 COME CRESCERE UN CUCCIOLO SANO La regola numero 1 per educare un cane è l amore,ma subito dopo viene la pazienza,perché, oltre che a nutrirlo, bisognerà educarlo,badare alla sua salute e farlo divertire. Subito dopo pranzo e cena,va sempre portato fuori per fare i suoi bisognini. Lasciatelo in pace il più possibile,soprattutto quando dorme.per un cucciolo il sonno è indispensabile,tanto quanto lo è il mangiare. Il cane è un amico,non un giocattolo qualsiasi:far finta di strangolarlo,salirgli sopra a cavalcioni e tirarlo per il collo vuol dire non rispettarlo. Procurategli dall inizio uno spazio tutto suo,comodo e tranquillo:sarà più felice lì che su un divano perché lo sentirà come una sua proprietà privata. A due mesi d età cominciano le vaccinazioni. Se il cucciolo è stato acquistato in un allevamento o in un negozio,prima di ritirarlo,chiedete se le ha già fatte. Dategli da mangiare le sue cose,sempre nello stesso posto e nelle stesse ore. Non offritegli mai bocconcini dal vostro piatto:al confronto la sua pappa non gli piacerà più! LA GIORNATA DEL BAMBINO L edizione 2011 della Giornata del Bambino, organizzata dall Amministrazione Comunale, lunedì 28 Dicembre, ha visto la partecipazione anche della classe IV C della scuola primaria di Casorate Primo. Gli alunni hanno partecipato con interesse ed entusiasmo al lavoro preparatorio svolto in classe, durante l ora di scienze, affrontando varie discussioni aperte sull importanza dell aria e le ripercussioni che può avere sull esistenza di tutti gli esseri viventi se inquinata. In un secondo momento gli alunni hanno rappresentato graficamente, le loro richieste e progetti per migliorare la qualità l aria della città, i lavori ottenuti sono poi confluiti nella creazione di un cartellone (v. foto) che ha sfilato per le vie di Casorate Primo fino al sagrato della chiesa. Durante la manifestazione, i piccoli cittadini hanno incontrato le autorità presentando le loro richieste, hanno potuto liberare la loro fantasia disegnando con i gessetti colorati la strada ed hanno anche potuto gustare una golosa cioccolata! Nelle foto alcune alunne della classe IV C mentre presentano il lavoro svolto. A TRIP TO LONDON with teacher Laura Gli alunni della classe IV C della scuola primaria di Casorate Primo, durante le ore di insegnamento frontale della lingua inglese hanno affrontato una fantastica e divertente avventura virtuale, durata un anno, dalla creazione della copertina del quaderno fino allo studio approfondito dei monumenti e dei luoghi più importanti di Londra. Alla creazione della copertina, è seguita la spiegazione della stessa, grazie alla L.I.M. presente in classe, che ha reso possibile, un vero e proprio viaggio virtuale nella metropoli londinese, supportato da foto, video, files scaricati da internet, materiale cartaceo ricco di notizie e curiosità. Gli alunni hanno dimostrato interesse e partecipazione nel visitare e conoscere: Buckingham Palace, Piccadilly Circus, Trafalgar Square, Westminster Palace, Westminster Abbey, Cattedrale di Saint Paul, London Eye, Tamigi, Big Ben e Little Ben, British Museum, Tower Bridge, Tower of London, Kensington Gardens, Regent s Park, Hide Park, St. James s Park, Madame Tussand s, Harrods, Hamleys Il prossimo anno? Incrociando le dita, A Trip to the world!!! PIGIAMA PARTY CARNEVALESCO Febbraio, tempo di Carnevale, quando ogni scherzo vale e ogni occasione diventa buona per divertirsi. E allora, perché non festeggiare insieme agli alunni? E così che la classe IV C della scuola primaria di Casorate Primo ha inteso trascorrere gli ultimi giorni di scuola, in veste carnevalesca. Oltre tutto, diciamolo, i ragazzi portano quotidianamente a casa il riscontro di ciò che apprendono nelle materie letterarie e scientifiche, ma quando e in che modo possono dimostrare le loro abilità e le loro attitudini nell area artistica e musicale? Il Carnevale, dunque, ha fornito la risposta. Largo alla fantasia e alla libertà di esprimersi. Gli alunni si sono esibiti in performance spassose e simpatiche, che hanno divertito i presenti. Non sono mancati momenti di socializzazione, attraverso giochi e balli di gruppo. Sono state ore piacevoli in compagnia degli amici e dell insegnante, che hanno fatto sorridere e stare in allegria tutti coloro che vi hanno preso parte. SCUOLA PRIMARIA DI TRIVOLZIO Da consumatori a... produttori di frutta e verdura!!!! Nel corso di questo anno scolastico, la scuola primaria di Trivolzio ha aderito al progetto comunitario Frutta nelle scuole. Gli alunni hanno potuto gustare a merenda alcuni frutti stagionali, osservandone le proprietà sensoriali. Diverse esperienze hanno consentito loro di scoprire il mondo vegetale, in particolare frutta e verdura quali alimenti fondamentali per il nostro benessere. Così raccontano la loro esperienza di semina gli alunni di classe prima. Abbiamo preso mezza bottiglietta e l abbiamo riempita di terra e di semini di lattuga. Prima di mettere la terra, sono stati fatti da Valentina e Ilaria (le maestre della frutta) dei buchini nel tappo per fare uscire l acqua in più. Su ogni bottiglietta abbiamo scritto i nostri nomi: Laura, Sofia, Davide, Ketiona, Denise, Gaia, Lidia, Martina, Nicolò, Aurora, Chiara, Maria Rosa, Andrea, Paolo, Letizia, Lorenzo, Veronique, Tommaso, Eduard, Alice, Alessandra, Riccardo e Stefano. Abbiamo innaffiato il nostro vasetto con la bottiglietta-ciuccio. Ci siamo presi cura delle nostre piantine bagnandole un giorno sì e uno no, ma sono svenute, appassite. Questo è successo perché a volte ci siamo dimenticati di dare l acqua oppure ne abbiamo data troppo poca, perché c era poca luce in classe e il sabato e la domenica le tapparelle restano giù e perché nella nostra classe fa troppo caldo. È stato comunque bello vedere le nostre piantine crescere, anche se per poco. Gli alunni della classe prima mostrano i risultati della loro esperienza di semina. Innaffiatura a giorni alterni e tanta cura per le piantine di insalata! Poi. 5

6 Una bella giornata tra animali e uova. Udite, udite! La classe prima della scuola primaria di Trivolzio si è trovata a passare una giornata tra animali, nidi, marionette e uova nell accogliente Cascina Vallidone di Parasacco. Dopo aver attraversato il ponte delle barche con il pullmino, eccoli arrivare a destinazione! Mi è piaciuto quando sono andata in pullmino perché andare in pullmino mi piace tanto. scrive una delle bambine e Felicità è la parola d ordine della giornata. Ad attenderli, Michela e Zia Mavì ma anche tanti animali! Mi è piaciuto quando ho visto gli uccelli quando stavano facendo il nido Mi è piaciuto accarezzare i cavalli e vedere lo spettacolo perché ci siamo divertiti Mi è piaciuto fare la pasta e i giochi Poi vorrei tanto prendere un uovo per la mamma. così scrivono alcuni dei bambini e, nelle menti di tutti, il ricordo della rana Giacomo: nella piccolina storiella a un certo punto è iniziata e il protagonista si chiamava Giacomo e Giacomo ha detto alla maestra della cascina che voleva una maestra giovane e la maestra più giovane era la maestra Stefania e si è baciata con Giacomo ma è diventata un ranocchio perché Giacomo era un principe e una strega l ha fatto diventare un ranocchio ma se la maestra bacia Giacomo forse diventa un principe. HO SPOSATO UN ESAGONO Gli alunni di classe 1^ della scuola primaria di Trivolzio hanno partecipato allo spettacolo teatrale Evviva i numeri a Milano presso il teatro Centro. A me è piaciuto perché c erano anche altri bambini di una scuola di Milano.(Sofia) È stato bello perché ci siamo travestiti.(gaia) L attore ha detto che tutti i matematici sono un po pazzi. La nostra maestra di matematica non lo è tanto. (Andrea). A me è piaciuto il matrimonio tra i numeri e le forme. Io mi sono sposata con un esagono perché ero il numero sei. (Maria Rosa). Mi sono divertita a contare le pecore del pastore primitivo usando le tacche: pecora-tacca, pecora-tacca-numero.(alessandra) Recitando siamo diventati tutti delle casette in mezzo al traffico: è bastato alzare le braccia sopra la testa (Aurora) Per salire sul pulmino dei numeri abbiamo calcolato addizioni e sottrazioni per contare i passeggeri e per pagare i biglietti (Letizia e Nicolò). Dalle regole della classe ai diritti dei bambini Il 20 Novembre è la giornata mondiale dei diritti dei bambini ma cosa vuol dire diritto? Dopo aver decretato che basta essere in due per avere delle regole, ve lo dicono i bambini della classe seconda di Trivolzio attraverso un estratto della discussione avvenuta in classe! Maestra: Vediamo un po se qualcuno di voi ha mai sentito questa parola diritto G: uno che cammina diritto Samuele: uno che comanda M: uno che guida L: uno che deve fare per forza una cosa E: uno che decide le regole D: uno che sta sempre dritto e ascolta gli altri e ascolta sempre le persone C: uno che deve andare a lavoro che ha i suoi diritti Maestra: Ora io vi dico i diritti dei bambini quali sono? E: per esempio, il diritto di giocare M: i bambini non possono giocare, ma la maestra ha il diritto di parola C: Anche i bambini hanno il diritto di parola e anche il diritto di urlare! R: il diritto di ascoltare S: il diritto di lavorare M: il diritto di pagare A: quello lo si deve sempre fare! Il diritto è un dovere! Se tu dici di giocare non possiamo perché siamo a scuola, il nostro dovere è di rispettare le regole R: Il diritto di andare a scuola come se i genitori dicono voi non andate a scuola non vogliono che voi imparate E: il diritto sono le regole nazionali del mondo La semina dell insalata 3 aprile 2012 GLI STRANI ANIMALI In collaborazione con la comunità europea la scuola primaria di Trivolzio ha partecipato al Progetto Frutta nelle scuole.tra le iniziative la classe terza ha realizzato la semina dell insalata. Ecco la foto con le nostre piantine che crescono a vista d occhio!!! Noi bambini della classe 4 B, lavorando sul testo descrittivo, ci siamo molto divertiti a inventar strani incroci di animali frutto delle fervide fantasie Ecco alcuni esempi Nelle paludi del Rio delle Amazzoni si trova il coccostrello che è un coccodrillo con le ali da pipistrello. Il corpo è di un coccodrillo con squame lucide, artigli affilati, una coda lunga e dei denti giganti. Le ali sono nere e gigantesche come quelle di un aquila dalla testa bianca. Il coccostrello è molto aggressivo e quando vede un animale gli salta addosso e lo sbrana. La tabellina del due Per imparare le tabelline, tante belle canzocine da cantare a squarciagola nel giardino della scuola! 2x0=0 c era un gatto tutto nero 2x1=2 era grasso come un bue 2x2=4 era un gatto tutto matto 2x3=6 diceva sempre Hey! 2x4=8 il gatto era cicciotto 2x5=10 mangiava pasta e ceci 2x6=12 giocava con gli elastici 2x7=14 tagliava con le forbici 2x8=16 due gatti sono identici 2x9=18 ma uno è un cucciolotto 2x10=20 i gatti son contenti Questa è la canzoncina della tabellina del due! Riciclando il Natale La classe 3^ è sempre stata sensibile al tema dell ambiente e del riciclo. Anche a Natale ha voluto fare un favore all ambiente: ha realizzato dei lavoretti con vecchi giornali riciclati trasformandoli in bellissimi alberelli scintillanti! Ecco i bambini di classe 3^ davanti al presepe con le loro creazioni! Per difendere il suo territorio, vola sulle paludi e quando vede un animale entrare nel su territorio cade in picchiata, lo prende con la bocca lo butta nelle acque più profonde del Rio delle Amazzoni. A volte esce dalle paludi ed entra in alcuni paesi (soprattutto quelli vicini) e va in giro a trovare delle prede. Il Coccostrello vive anche in acqua, mangia molti pesci e quando un animale deve bere, lui, di nascosto, gli salta addosso e lo trascina in acqua. Il cocco- Paolo Ricci strello, quando è fuori dall acqua, mangia anche i pesci che escono dall acqua. (Giani Filippo) Il coccostrello è un animale un po strano: tutto verde con le orecchie e le ali da pipistrello, le squame pelose, i denti aguzzi, gli occhi piccoli con difficoltà di vista ma un udito molto sviluppato. Gli piace mangiare carne e verdure. Una volta, come fanno i pipistrelli, ha cerca- 6

7 to di infilarsi nella cavità di una grotta per dormire mettendosi a testa in giù, ma il povero coccostrello è rimasto incastrato per una settimana fino a quando il suo pancione, non mangiando, si è sgonfiato ed è caduto. Ha provato a volare ma non c è mai riuscito, neanche prendendo la rincorsa perché è troppo pesante visto che preferisce mangiare grossi animali. Alla fine si è rassegnato a vivere come fanno i coccodrilli anche se si muove in modo goffo è molto divertente e simpatico. (Barbetta Matteo) Corriero Matteo Il mio animale è di una razza un po strana: è un carino. Il carino è un incrocio tra un cane e un canarino. E piccolo come un canarino, ma ha le zampone, il nasino, le orecchie e la coda da cani; è colorato tra il gallo e il marrone. Si può tenere tranquillamente in gabbia e mangia poco. Lo devo portare fuori a fare i bisogni altrimenti sporca la gabbia. E giocherellone e sempre felice. Mi piace molto il mio carino e non lo abbandonerò mai! Sarchi Alessandro Studiando il corpo umano, quante illusioni... Studiando il corpo umano, ci siamo divertiti a scoprire e a realizzare alcune illusioni ottiche, percettive o cognitive. Le illusioni ingannano l apparato visivo umano facendogli percepire qualcosa che non è presente o facendogli percepire in modo scorretto qualcosa che nella realtà si presenta diversamente. Ecco alcune figure ambigue: Do you speak english? Giovedì 15 marzo la classe V^ di Trivolzio ha partecipato allo spettacolo Do you speak english presso il teatro Centro Pietrasanta di Milano. E stata una mattinata molto piacevole: oltre ad aver appreso molte notizie su Londra e sulla civiltà inglese non è mancato tanto divertimento Ognuno di noi ha interpretato una parte guidato dall attore protagonista che ci ha coinvolto in un viaggio fantastico nella capitale britannica. Il momento più inaspettato è stato quando la maestra Barbara ha interpretato la Regina Elisabetta II acclamata da tutti noi che interpretavamo i sudditi. Lo scopo dello spettacolo è stato quello di capire quanto sia importante conoscere la lingua inglese nella società contemporanea. Lorenzo ha disegnato qui tre volti Federica ha disegnato un volto di giovane donna di profilo o un volto di donna anziana di fronte? Filippo C. ha disegnato un sassofonista o un volto di donna? Valentina ha disegnato un volto di indiano o un eschimese di spalle? Carla ha realizzato il disegno di pesci bianchi su sfondo nero o uccelli neri su sfondo bianco? ORA TOCCA A TE Filippo F. ha disegnato una testa di anatra o di coniglio? Filippo C. ha disegnato un sassofonista o un volto di donna? Federico ha disegnato solo quadrati neri su sfondo bianco. Vedete altri quadratini grigi tra quelli neri? Non esistono! Ed ora un esercizio difficilissimo: provate a leggere a voce alta il nome del colore delle parole scritte... Chi ci è riuscito ha ingannato un illusione! Ottimo! LA GEOMETRIA COME ARTE OSPITI A SCUOLA Lombrichi in 4 A Linee, angoli,triangoli e poligoni sono stati di aiuto alle classi 4 A e 4 B nella realizzazione di animali di carta utilizzando la tecnica degli origami. Un approccio ludico e manuale nell applicazione di concetti geometrici studiati a scuola.da semplici fogli di carta colorata, con intuizione e abilità gli alunni hanno creato piccoli capolavori. Formiche in 4 B Il giorno 27 marzo 2012 gli alunni della classe 5^ della scuola primaria di Trivolzio hanno incontrato i bambini che frequentano l ultimo anno della scuola dell Infanzia di Trovo tra i quali si nascondeva proprio il fratello di un attuale alunno di quinta... In questa fotografia VOLUTAMENTE sfuocata, provate ad individuare i fratelli in questione! Gli alunni delle classi quarte si sono impegnati nella costruzione di un lombricaio e di un formicaio con materiale povero e di semplice recupero.tale attività è mirata alla realizzazione di un habitat favorevole all osservazione diretta e alla registrazione di caratteristiche, abitudini e comportamenti dei piccoli ospiti. Alcuni libri e siti web sono stati buoni strumenti di ricerca e di approfondimento degli argomenti trattati. 7

8 Dalle regole della classe ai diritti dei bambini Il 20 Novembre è la giornata mondiale dei diritti dei bambini ma cosa vuol dire diritto? Dopo aver decretato che basta essere in due per avere delle regole, ve lo dicono i bambini della classe seconda di Trivolzio attraverso un estratto della discussione avvenuta in classe! Maestra: Vediamo un po se qualcuno di voi ha mai sentito questa parola diritto G: uno che cammina diritto Samuele: uno che comanda M: uno che guida L: uno che deve fare per forza una cosa E: uno che decide le regole D: uno che sta sempre dritto e ascolta gli altri e ascolta sempre le persone C: uno che deve andare a lavoro che ha i suoi diritti Maestra: Ora io vi dico i diritti dei bambini quali sono? E: per esempio, il diritto di giocare M: i bambini non possono giocare, ma la maestra ha il diritto di parola C: Anche i bambini hanno il diritto di parola e anche il diritto di urlare! R: il diritto di ascoltare S: il diritto di lavorare M: il diritto di pagare A: quello lo si deve sempre fare! Il diritto è un dovere! Se tu dici di giocare non possiamo perché siamo a scuola, il nostro dovere è di rispettare le regole R: Il diritto di andare a scuola come se i genitori dicono voi non andate a scuola non vogliono che voi imparate E: il diritto sono le regole nazionali del mondo VUOI SALVARE IL PIANETA? SPEGNI LA LUCE!! Aspirapolvere, frigorifero, lavatrice, tostapane, frullatore, lavastoviglie, forno, stufetta, asciugatrice, phon, microonde, TV, ferro da stiro, piastra per capelli, caldaia, computer, radio, ricarica cellulare, telefono cordless, piattaforme di gioco, congelatore, stampante, lampadario, luci di Natale, decoder, fornello, antifurto, scalda sonno, condizionatore, ventilatore, termoforo, depuratore per piscina, monitor, stereo, aspira briciole, tuta termica, poltrona con massaggiatore, ricarica-navigatore, robot aspirapolvere, montascale, poltrona auto reclinante, ascensore, aerosol, cancello, apparecchio per inalazioni, spazzolino, tapparelle, fotocopiatrice, ricarica batterie per videogiochi, irrigatore programmabile, radiosveglia, macchina per caffè, spremiagrumi, lampada abbronzante, trapano, gelatiera, accendigas, robot da cucina, sbattitore, grattugia formaggio, affettatrice, sega, luce e depuratore per acquario, umidificatore, lampada insetticida, cappa aspirante, sauna, idromassaggio, deumidificatore, sparachiodi, pistola per colla a caldo, macchina per popcorn, rasoio per barba, pianola, rasoio per capelli, chitarra elettrica, videoregistratore, lampade, termostato, cornice elettronica. Questo è l elenco degli apparecchi elettrici che utilizziamo più o meno frequentemente nelle nostre case; noi ne abbiamo individuati ottanta!!! Ne abbiamo dimenticato altri che voi usate? Siamo sicuri che siano tutti indispensabili? Possiamo rinunciare a qualcuno? Queste riflessioni sono nate seguendo le lezioni di climatologia del prof. Raganelli del C.R.E.A perché ogni apparecchio consuma elettricità che viene prodotta usando combustibili fossili inquinanti. L inquinamento atmosferico è tra i maggiori responsabili dei cambiamenti climatici del nostro pianeta. Cerchiamo, quindi, di ridurre il consumo di energia e di utilizzare meno elettrodomestici possibili. CONSIGLI PER GLI ACQUISTI E PER I COMPORTAMENTI SOSTENIBILI: 1. Acquistare elettrodomestici di classe A+++ perché consumano meno corrente 2. Spegnere la spia rossa degli elettrodomestici in stand-by 3. Spegnere la TV se non la si guarda 4. Utilizzare la lavatrice e la lavastoviglie di sera o di notte a pieno carico 5. Spegnere la luce in stanze vuote e aprire bene le serrande per sfruttare la luce solare 6. Regolare al minimo indispensabile l intensità delle lampade, dove è possibile 7. Aprire il frigorifero quando si è sicuri di cosa dover prendere senza lasciare lo sportello aperto troppo a lungo. Cerchiamo di tenerli sempre ben presenti: il portafoglio e l ambiente ringrazieranno!!! La scuola Primaria di Bereguardo Immersa nel Parco del Ticino, la Scuola Primaria di Bereguardo gode di un ottima collocazione. Si trova a due passi dal Castello di Bereguardo, una volta, Residenza Ducale nella quale si davano convegno i Visconti e gli Sforza per interessanti soggiorni nella Riserva di Caccia della Zelata, la più grande del Ducato di Milano. ASPETTANDO PAPÁ NOEL Ovvero il Teatro a Scuola E noto che il teatro è simbolo di magia Lo è stato fin dall origine dei tempi e continuerà ad esserlo. La stessa cosa vale anche a Scuola. Proprio come è avvenuto presso la Scuola Primaria di Bereguardo in occasione dei Diritti dell infanzia e Aspettando il Natale. Due momenti dove l artista Marco Sereno ha presentato il suo spettacolo Aspettando papà Noel e Tutti i colori del Mondo. Inutile dire che tutti gli alunni sono rimasti estasiati. Non si è trattato solo di uno spettacolo, ma di un viaggio pensato per far riscoprire la gioia e l eccitazione che sempre accompagnano l attesa di un momento importante. Un avventura indimenticabile in cui divertimento ed entusiasmo diventano ingredienti essenziali per affrontare un sogno ad occhi aperti. L artista, inoltre, ha saputo coniugare divertimento e partecipazione attraverso il concetto di far vivere ad ogni alunno un ora da protagonisti e lasciando negli spettatori il desiderio di rivivere tale avventura. 8 NATALE TRA LA GENTE...di Bereguardo Durante i giorni precedenti le vacanze di Natale, gli alunni delle Classi 3 e 4 della Scuola Primaria di Bereguardo, hanno avuto una brillante idea. Perché non fare il Natale tra la gente del paese? Detto fatto, gli alunni, accompagnati delle Insegnanti Teresa Ramaioli, Oriana Tonelli, Antonella Pischedda, Anna Tallarita, Ersilia Diana, si sono avventurati tra i banchi del Mercato del Venerdì, cantando a squarciagola canzoni natalizie. La gente, ovviamente, si è fermata. Ha ascoltato, sorriso, ringraziato. Ha battuto le mani. Bravi, bravi i nostri alunni! fatelo ancora! Hanno detto. E così è avvenuto davanti all Officina di Alberto, dalla Severina, da Igor e naturalmente davanti al Sindaco di Bereguardo e a tutta l Amministrazione Comunale. Canti natalizi, quindi come Bianco Natale (in inglese e in italiano) e molti altri notissimi motivi sono riecheggiati dentro le mura del Castello di Bereguardo. Gli anni passano, ma le idee semplici e valide restano e la tradizione continua NELLA SECONDARIA SI DIPINGE ALLA GRANDE Il nostro istituto conserva alcuni elaborati manuali di grandi dimensioni. Vicino alla presidenza troviamo la copia, su cartone, di un affresco della villa agustea di Boscotrecase, eseguito con la prof Roberta Gallotti nel 2000 dalle classi 3^A, 3^B. Nel corridoio quest anno le classi terze ABC, hanno eseguito su compensato, a tempera, una veduta della città di Pavia, sotto la guida del nostro prof di educazione artistica Bruno Colli Medaglia. In auditorium c è una copia, in dimensioni quasi reali del Guernica,, di Picasso eseguito dalle classi seconde e terze, ad acrilico su compensato sempre con l assistenza del prof Bruno Colli Medaglia. Nel Il pezzo forte della collezione è comunque il grande pannello in auditorium, raffigurante la piazza della nostra città ed intitolato Casorate ieri e oggi,, eseguito ad acrilico su compensato nel 2004 sempre con la guida del prof Colli Medaglia, dalle classi seconde e terze. L opera propone la rivisitazione, in stile, dell artista Marco Lodola, uno degli esponenti più significativi del panorama artistico contemporaneo internazionale. (fig.4) L amicizia del maestro Marco Lodola con il nostro prof. Ha permesso all istituto di acquisire la facoltà di utilizzare come logo della scuola l immagine di un suo quadro dalla forma rotonda in cui compaiono volti di adulti e ragazzi Il 15 maggio 2004 il dipinto Casorate ieri e oggi di cui sopra è stato celebrato in un evento inaugurativo con la presenza dell artista, sindaco e le autorità. In quell occasione il maestro ha posto la sua firma sul pannello. (fig. 6) Riportiamo a seguire il testo per l evento di presentazione del 15 maggio 2004 Greta Confalonieri 3^A Marta Tedesco 3^B Francesca Amatulli 3^C

9 PAVIA : Il Murales realizzato dagli alunni delle classi Terze della Scuola Secondaria di Casorate Alcuni alunni delle classi Terze dei corsi A, B, C hanno eseguito un murales, raffigurante la vista dei tetti di Pavia con i monumenti più significativi della città. Il progetto è stato realizzato sotto la guida del prof. di Educazione Artistica, Bruno Colli Medaglia. L opera è stata impegnativa, ma il risultato molto gratificante. Vedere il murales prendere vita è stata una bella emozione! Siamo stati davvero bravi, quindi un bel 10 in pagella a tutti gli autori: Alessandro Azzara, Marta Tedesco, Emily Spedicato, Muhammad Khaquan, Alessio Vaccaro, Beatrice Maggioni, Christian Galli, Andrea Colucci, Valentina Ponginibbio, Martina Mascarini, Alessandro Cobianchi, Maicol Farris, Giovanni Talerico, Federico Cosentini, Francesco Grillo, Davide Brusco, Maria Grazia Garreffa, Marianna Ratto, Riccardo Ratazzi, Alessia Malcotti, Giulia Garavaglia, Alessia Garau, Arianna Gigliotti, Greta Confalonieri, Silvia Caracciolo, Lorenzo Piazzolla, Nicolas Sollazzo, Alessia Zagaria, Rossella Belloni, Fabiola Calafini, Francesca Amatulli, Xhoel Dudushi, Maycie Arciaga, Emanuele De Nina. Alessia Malcotti, classe 3^ A Prof. Bruno Colli Medaglia LA SCUOLA La scuola è un luogo dove si va per studiare e imparare. Essendo la scuola dell obbligo a questa età la maggior parte di noi la frequenta non perché l ama ma perché deve. A pensarci bene è un luogo dove potrebbe esserci conoscenza, solidarietà e amicizia, invece noto che tra noi compagni ci sono dispetti e ripicche,insomma poca solidarietà. Sarebbe bellissimo alla mattina quando ci vediamo augurarsi una buona giornata e scambiarsi pareri inerenti alla scuola o parlare di cosa vorremmo fare nel futuro,invece di guardarci dall alto al basso per vedere che abbigliamento abbiamo, oppure parlare solo di ragazzi o viceversa. I professori ad essere sincera ce la mettono tutta per farci amare lo studio, ma forse non siamo aiutati dai genitori o guardiamo troppa televisione oppure stiamo troppo al computer e perciò ci distraiamo dallo studio. Noto che tutto questo succede in paesi e nazioni dove le persone stanno bene, mentre in paesi poveri amano studiare perché solo con lo studio riescono a cambiare in meglio la loro vita. SE CONTINUIAMO A NON STUDIARE IN FUTURO STAREMO A GUARDARLI!! ARBENITA CUNAJ LA SCUOLA PER NOI Innanzi tutto per noi la scuola è alzarsi presto la mattina, beh, dire alzarsi è un parolone tanto che appena in piedi l unica cosa che ci gira in testa è ancora dormire. Un po più tardi, appena si spannano gli occhi, capiamo almeno dove siamo dopo di che inizia la fase morto che cammina in cui luogo e tempo non esistono. Incominciamo a girare per la casa senza concludere niente fino a quando non vediamo l orologio e allora capiamo che siamo in ritardo. Una volta preparati andiamo a scuola lasciandoci alle spalle il pensiero triste di quel letto caldo che abbiamo lasciato. Entrati nell edificio ci viene in mente un solo pensiero che resterà con noi tutta la mattina: uscire!!! Certamente svegliarsi presto è un trauma che però può essere compensato dalla gioia di trovare i nostri amici che in un modo o nell altro ci fanno ridere e divertire. Ma non è sempre stato così All inizio della classe prima c erano singole amicizie e gruppi. L esperienza a PietraGavina ci ha fatto unire, ma c erano comunque dei gruppi isolati. In seconda siamo arrivati più maturi ; inoltre il tempo passato insieme ci ha aiutato a sentirci sempre più uniti. Per esempio quando dobbiamo fare un lavoro di gruppo, non ci dividiamo più tra maschi e femmine, ma siamo mischiati, diventando una CLASSE. LA CLASSE 2B, scuola secondaria Emanuele Filiberto di Savoia, Casorate Primo SAN VALENTINO Il giorno di San Valentino tutti dicono che è il giorno degli innamorati ma per una nostra compagna di classe, ma non è proprio così; infatti ci ha sorpreso tutti con una bellissima lettera in cui c era scritto: So che a San Valentino si scrive una lettera al proprio innamorato, io quest anno ho deciso di scriverla e dedicarla a tutta la classe. Questa mia lettera dedicata a voi parte da una parola che spesso mi viene detta: sei sfigata. Non conoscendo bene questo termine sono andata a guardare sul vocabolario e c era scritto sfortunata. Mi sono messa a ridere e ho pensato si sono sbagliati, io non sono sfortunata, non mi manca niente. Riflettendo bene ho forse capito perché mi considerate così: mi vesto diversa da voi e non esco molto. Così mi sono fatta comprare delle scarpe come alcuni di voi, ma mia mamma mi ha fatto capire che dietro queste scarpe di marca sfruttano dei bambini sinceramente preferisco comprare altre scarpe. Mi sento una ragazza molto fortunata perché ho una bella casa, ho una grande famiglia che mi vuole bene e non festeggio il Natale una volta all anno, ma tutti i giorni è Natale. Mia mamma ama ripetermi che quello che si semina poi si raccoglie, perciò da oggi mi sforzerò di avere un sorriso in più per tutti voi BUON SAN VALENTINO A TUTTI!! Arbenita Cunaj Tutta la classe 2B si è complimentata con lei e molti avevano le lacrime agli occhi. 9 DIZIONARIO dello studente per prof. DISPERATI (ovvero cosa vogliono dire i versi più comuni degli studenti) EEEHH : non la stavo ascoltando, può ripetere la domanda? (oppure, già che c è, farla a qualcun altro?) CIOE \ PRATICAMENTE \ DUNQUE (quest ultimo solo per i più colti): la faccia del prof. mi ha fatto intendere che l ho sparata grossa e sto cercando disperatamente di rimediare. NON HO CAPITO (detto al momento dell interrogazione): non ho studiato (ci caschi, la prego!!!!). MH,MH: il film che ho visto ieri sera era davvero divertente ah, la prof mi sta guardando, sorrido e annuisco*. CERTAMENTE PROF, SONO D ACCORDO CON LEI: mi potrebbe dare un voto un po più alto? Sa, mia mamma mi ha detto che se non miglioro i miei voti non posso più uscire con i miei amici. PROF, E MORTO IL MIO GATTO, NON HO POTUTO STUDIARE (solitamente usato più e più volte): ieri alla televisione trasmettevano un programma davvero interessante molto di più della lezione di storia! È BRAVO MA NON SI APPLICA: sento odore di capra. - la prof dice che interroga - TUTTI ABBASSANO LA TESTA Pensiero: oh, ma guarda com è interessante il profilo di questo libro nello zaino!! Mi abbasso un po di più così magari non mi vede e si dimentica che esisto. DIZIONARIO del professore per studenti DISPERATI (ovvero come interpretare le frasi più comuni dei prof ) TI DO UN VOTO IN MENO COSI TI SPINGO A STUDIARE: non lamentarti del voto, è quello giusto per una capra come te. SIETE LA CLASSE PEGGIORE: no, non è uno scherzo, siete davvero un gregge di capre. SE FATE VEDERE CHE VI STATE IMPEGNANDO, I PROF VI PROMUOVERAN- NO NONOSTANTE IL VOTO INSUFFICIENTE: non vedo l ora che ve ne andiate, capre. MI ANDRESTI A PRENDERE IL LIBRO NELL AULA INSEGNANTI, PER FAVORE: magari evita di mangiarlo, so che le capre mangiano la carta. SE NON AVETE CAPITO LA LEZIONE CHIEDETE PURE, LO RISPIEGO ANCHE MILLE VOLTE: l anno prossimo però mia figlia si sposa e preferirei finire prima di quel giorno, capre. SCHERZAVAMO: i nostri professori sono bravi e gentili, e soprattutto hanno la licenza di PASTORI. *SORRIDI E ANNUISCI s.r.l.: con voi dal 1861, vi toglie da situazioni imbarazzanti e\o dannose per il regolare svolgimento della vostra vita. Le capre Greta Confalonieri e Alessia Malcotti, 3 A

10 Il pane lunetta Il KipFel è una forma di pane a mezza luna,lascito gastronomico della dominazione austriaca. In tedesco KipFel vuol dire lunetta,cornetto. E tale confezione fu ideata dal fornaio viennese Peter Vendler in ricordo dell assedio dei turchi (1683) il cui simbolo della bandiera era ed è la mazza luna. L equivalente francese è croissant, luna crescente. Gli ingredienti per fare il KipFel sono: - 500g di grano tenero 00-15g di lievito di birra - Un cucchiaio di sale - 250ml di acqua Al pane si attribuisce un valore sacro (il pane della vita) PANEM ET CIRCENSES cioè pane e spettacoli teatrali, era il motto dei romani. Il pane è lì elemento per eccellenza dei contadini ed è il più importante perché permette di superare la crisi dei lunghi mesi invernali,ecco perché in campagna esiste ancora il pane CAFONE ossia il pane contadino. Nel 1400 in Sicilia si consumava circa un Kg di pane al giorno. Il pane dei contadini era più delle volte una mistura ottenuta con cereali e legumi,pane nero. Il pane dei ricchi, invece,era un pane bianco perché era di sola farina bianca,ecco perché ancora oggi in Italia si dice come sinonimo di lavoratore guadagnarsi il pane. In altri paesi più ricchi invece,come la Francia, si dice la stessa cosa con riferimento però alla carne,ossia guadagnarsi la bistecca (gagner sa vie). Nella cultura italiana la centralità del pane è confermata da molti detti regionali: - pane e panelli fanno figli belli; - se non è zuppa è pan bagnato; - finna che dura pan e vin,se po ipipasen del destin (finche durano pane e vino si può ridere del destino) - pane e coltello, non empie il budello; - pane e acqua,vita da gatta,acqua e pane vita da cane; - rendere pan per focaccia; Questi sono alcuni esempi di detti popolari sul pane Fatta dalle alunne della 2^A Flavia Riccotelli e Greta Alberti L importanza delle attività sportive nella scuola di Casorate Primo L attività di avviamento all attività sportiva con la partecipazione ai giochi sportivi studenteschi,di durata annuale,ha avuto luogo presso la palestra di questa istituzione scolastica e presso il campo sportivo comunale. Il progetto è stato rivolto a tutti gli alunni che hanno fatto richiesta,per un numero di ore 6 settimanali al pomeriggio in orario extra scolastico e ha avuto lo scopo, di promuovere inziative al fine di suscitare e consolidare nei giovani la consuetudine alle attività sportive. L intero progetto di promozione sportiva scolastica è stato strutturato sotto forma di laboratorio sportivo ed è stato uno strumento all attuazione del Progetto Educativo della scuola della autonomia Le attività sportive programmate in collaborazione con l ufficio Educazione fisica e sportiva del C.S.A di Pavia realizzate (come da calendario) sono state le seguenti: - atletica leggera fase d istituto: con la strutturazione di un laboratorio di pallavolo con compiti di aggregazione,ricerca, studio e promozione sportiva. Questa istituzione scolastica ha partecipato anche ai giochi sportivi studenteschi che rappresentano un momento di grande incidenza sul piano di socializzazione, dell operatività e della riflessione, indistintamente per tutti gli alunni, con evidente ricaduta curriculare. Gli alunni iscritti al progetto hanno partecipato assiduamente con vivo interesse, entusiasmo e collaborazione attiva alle attività programmate,con risultati soddisfacenti, con un rinforzo relazionale e ricaduta più evidente relativamente all autostima, all autonomia, all autoconoscienza, all attivazione di percorsi si socializzazione equilibrate al superamento di sfiducia verso le proprie capacità,in origine ai valori, alle competenze, alla sicurezza, all autocontrollo, alla comunicazione ed all integrazione. Il presente programma ha coinvolto anche alunni diversamente abili e alunni in stato di disagio sociale per favorire i progressi di apprendimento,di sviluppo personale e di orientamento per gli stessi. le attività programmate per loro, hanno mirato al recupero e all integrazione avvalendosi di una serie di strategie per l educazione psico motoria e per l eventuale avviamento alla pratica sportiva. Vogliamo segnalare gli ottimi risultati ottenuti da alcuni nostri alunni alle finali di atletica leggera a Pavia: - terzo posto nel salto in lungo per l alunno Lupescu Joan classe 2^A - secondo posto nel getto del peso per l alunna Gibelli Elisa classe 2^A. L insegnante di ed. fisica prof.ssa A. D Ecclesis Cosa sono i prodotti O.G.M. Scritto da Gerola Marco,Panza Andrea e Pugliese Claudia classe 2B sc. secondaria primo grado Casorate primo PRODOTTI OGM (ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI) Ogm, significa organismi geneticamente modificati. Vengono anche definiti organismi transgenici. Si tratta di animali e piante che hanno un patrimonio genetico artificiale ottenuto in laboratorio. In poche parole: il loro Dna, la molecola responsabile della trasmissione dei caratteri ereditari contenuta nel nucleo di ogni cellula, non è quello che è stato definito attraverso un lungo cammino evolutivo, ma è stato modificato in laboratorio. A cosa servono le piante ogm? Vegetali geneticamente modificati sono nati per venire incontro alle esigenze degli agricoltori che praticano coltivazioni industriali. Non a caso le prime piante transgeniche non sperimentali sono state messe a punto da aziende biotecnologiche statunitensi per la realtà agricola degli stati centrali del continente americano, considerati il granaio del mondo: Texas, Illinois, Kansas, Missouri, Iowa. In queste regioni l ampiezza media di una azienda agricola è 1000 ettari. Ciascun singolo campo ha l estensione molto grande. Un esempio di vegetale OGM: Mais dolce insetticida Gli scienziati hanno modificato geneticamente il mais dolce affinché produca una sostanza velenosa per gli insetti nocivi. L'agricoltore, dunque, non ha più bisogno di ricorrere agli insetticidi per debellare gli insetti infestanti. Il gene che uccide gli insetti è inserito nella pianta, ed è stato prelevato dal batterio Bacillus Thuringiensis. A cosa servono gli animali ogm? Dopo le piante è stata la volta degli animali. Utilizzando le stesse tecniche di manipolazione dei geni che vengono impiegate per i vegetali, si è scoperto che era possibile intervenire anche sul Dna di organismi più complessi, cominciando dai batteri fino ai mammiferi superiori. Modificare alcune caratteristiche degli animali per renderli più "redditizi" dal punto di vista del mercato alimentare, è un idea che sta guidando numerosi progetti, già in fase sperimentale, soprattutto nel campo dell ittiocoltura Aspetti positivi 1) Che effetti hanno sull'ambiente? 2) Vantaggi o danni per l'economia? 3) Che effetti hanno sulla salute? 1- diminuzione dei pesticidi dannosi per la natura. Salvaguardia delle specie in estinzione 2- aumento della produzione alimentare e aumento della velocità di coltivazione, realizzando colture agricole capaci di sopravvivere in aree particolarmente avverse,favorendo lo sviluppo dei paesi poveri fornendo coltivazioni piu resistenti e prodotti con maggior contenuto nutritivo. 3- possono variare le caratteristiche nutrizionali per un miglioramento della dieta. Aspetti negativi 1) Che effetti hanno sull'ambiente? 2) Vantaggi o danni per l'economia? 3) Che effetti hanno sulla salute? 1- l impatto negativo sull ambiente è ancora tutto da dimostrare, difficilmente gli effetti di tale tecnologia potranno venire controllati.(es. bioinvasione:spargimento del germe ogm sugli altri organismi attraverso i metodi di riproduzione) 2- sull economia non ci sono aspetti negativi. 3- sviluppo di nuove specie virali, insetti,nuove erbe infestanti resistenti ai pesticidi nascita di allergie alle nuove sostanze contenute negli ogm. Possibilità che la resistenza agli antibiotici possa trasmettersi dagli ogm alla flora batterica di animali e uomini. Gravi squilibri all'ecosistema. Tu sai cos è un codice a barre? Te lo spieghiamo noi! Le prime 7 cifre formano la cd. Global Location Number, all incirca,numerazione globale dell indicazione luogo. Questo numero di base viene assegnato su richiesta nei singoli paesi da un ente autorizzato. Ad ogni paese sono assegnati uno o più codici identificativi: sono le prime 3 cifre del codice EAN (esempi : Italia 803,Francia ,Germania ,Giappone ,Grecia 520,USA ). Le successive 4 cifre rappresentano l'indirizzo del produttore oppure del fornitore. Le ulteriori 5 cifre si riferiscono all'articolo stesso. Per esempio possono significare: cioccolatini assortiti, 100 g, confezione regalo. L'ultimo numero serve solamente come verifica, in modo che il computer possa accorgersi di un'eventuale "svista". 10 Andrea Panza - Gianluca de Martini 2 b, scuola secondaria di 1 grado Casorate Primo (PV)

11 TORNEO DI CALCIO Come tradizione, da alcuni anni, i ragazzi della scuola media di Casorate,suddivisa tra sezioni, si affronteranno nel torneo di calcio organizzato dal prof. Colli. Gli alunni che durante l anno scolastico si sono comportati male, non possono partecipare a codesto evento: ogni volta che un alunno prende una nota o richiami disciplinari nelle varie materie di studio, viene timbrato sul cartellone posto di fronte all aula di arte. Dopo tre timbri l alunno viene definitivamente squalificato dal torneo e quindi non potrà giocare. Il torneo si disputa in tre giorni (nel mese di giugno):nel primo giocano le classi prime; nel secondo giocano le classi seconde; nel terzo giocano le terze ma le altri classi vengono ad assistere alle partite. Gli alunni aspettano sin dall inizio dell anno questo evento, anche quelli che non giocano: infatti fuori dal campo ci si diverte facendo il tifo per la propria classe in compagnia dei propri amici. Al termine del torneo il prof. Colli, oltre a premiare la squadra vincente,nomina anche il capocannoniere del torneo. Chissà quest anno chi vincerà e chi sarà coronato con il titolo di capocannoniere? lo scopriremo solo vivendo questa manifestazione Andrea Carati & Luca Adami 3A scuola scondaria1 Casorate Primo Alle medie di Casorate si recita SAGGEZZA POPOLARE IL DIALETTO CASORATESE Abbiamo chiesto ai nostri nonni nativi di Casorate Primo se si ricordavano alcune filastrocche o poesie tipiche di questa zona. Eccone alcune con la rispettiva traduzione: Nà lavàda, nà sùgàda, la par n'anca duperàda (Una lavata, un'asciugata, non sembra neanche usata) Padrun cumanda, caval el trota (Il padrone comanda, il cavallo trotta) Zucch e melon a la sua stagion (Zucca e melone alla loro stagione) Quaant se gh a fam, la puleenta la paar salama (Quando si ha fame la polenta sembra salame) M hann faa sù! (Il detto originale milanese è: "m hann faa sù a remissell". Si dice di chi è stato fregato o si è venuto a trovare in una situazione senza uscita) TACCOM I TACC Tì che te tacchet i tacc taccom i tacch! Taccàtt i tacch a tì che te tachett i tacch? Taccheti tì i tò tacch, tì che te tacchett i tacch! ATTACCAMI I MIEI TACCHI Tu che attacchi i tacchi Attaccami i tacchi! Io dovrei attaccare i tacchi a te che attacchi i tacchi? Attaccateli tu i tuoi tacchi,tu che attacchi i tacchi! Fatto da Beatrice Maggioni,Valentina Ponginibbio e Marta Mirtilla Tedesco classe 3 B Scuola Secondaria di primo grado Casorate Primo. SAGGEZZA POPOLARE I DIALETTI: CALABRESE E SICILIANO... Bruno Gatti dirige le scene.. intanto Valentina ripassa le battute dal copione Quest anno le terze A, B, C e D hanno fatto il progetto cinema con il cameraman e regista Bruno Gatti. Il progetto ( già alla terza edizione), sponsorizzato dal comune di Casorate Primo e con il patrocinio dell assessorato all ambiente, consiste nell inventare e recitare un cortometraggio che abbia come tema l ambiente. Attraveso due o tre incontri, Gatti ci ha aiutati proprio a realizzare questi filmati, spiegandoci come si lavora girando un vero film. Durante il primo incontro abbiamo ascoltato diverse musiche e abbiamo spiegato con degli aggettivi ciò che provavamo durante l ascolto, con lo scopo di capire l importanza della musica insieme all immagine; Gatti ci ha inoltre raccontato cose interessanti sulle pubblicità sulla televisione e in generale sul mondo del cinema. In seguito ci ha guidato nella realizzazione/ideazione di 4 cortometraggi insegnandoci come si scriveva un vero copione. Gli incontri successivi sono stati utilizzati per girare il filmato, e ognuno di noi ha recitato una parte, più o meno importante oppure si è cimentato in altre attività connesse al mondo del cinema(costumista, aiuto regista ecc...) Progetto cinema È stata un esperienza davvero molto interessante e soprattutto divertente, grazie al simpaticissimo Bruno Gatti, che è sempre riuscito a rendere interessanti e piacevoli le sue lezioni. Il risultato sono stati dei bellissimi e divertenti cortometraggi (a detta di Bruno, perché noi non li abbiamo ancora visti...li vedremo tutti insieme, in auditorium, sabato 9 giugno in occasione della festa di fine anno scolastico ). Greta Confalonieri 3 A, scuola di Casorate Primo uno, due, tre... si gira... (con gli attori e l aiuto regista) A Casorate Primo abitano tante famiglie che provengono da diverse regioni italiane e parlano tanti dialetti Anche noi abbiamo chiesto ai nostri nonni. CALABRESE: Chi zappa fujennu cogli chiancìennu: Chi zappa fuggendo raccoglie piangendo Ama l'amicu tua ccù li vizii sua: Ama l'amico tuo con i suoi vizi Chi ha sordi fa sordi, chi ha piducchi fa piducchi: Chi ha soldi fa soldi chi ha pidocchi fa pidocchi 'U mangiari senza vivari è tronàri senza chiovari: Mangiare senza bere è come il tuono senza pioggia Amaru a chini mora: Amara è la sorte di chi muore. Bisognusi, presuntusi: Chi ha bisogno, non ha paura di chiedere Bona maritata, senza donna e canata: Fa un buon matrimonio chi non ha suocera e cognata Cannu i sonaturi, ma 'a musica è sempre 'a stessa: Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa. Cu vaci cu zoppu, zoppia: Chi va con lo zoppo impara a zoppicare. SICILIANO: Accàtta e vinni quannu si priàtu e fatti zitu quannu si anningàtu: Compra e vendi quando ne sei richiesto e fidanzati quando sei desiderato. Megghiu picca gòdiri, ca assai trivulàri: Meglio poco gioire, che lamentarsi assai. Figglia di gatta si nun muzzica gratta: Figlia di gatta se non morde sicuramente graffia Fai beni e scordatillu, fai mali e pènsaci: Se fai del bene dimenticatelo, se fai del male pensaci. I picciuli sunnu nta vucca di tutti e nta sacchetta di nuddu: I soldi sono sulla bocca di tutti e nella tasca di nessuno. L'acidduzzu nta la gaggia, nun canta p'amuri, canta pi raggia: L'uccellino in gabbia non canta per amore ma per rabbia. La megghiu palora è chidda ca nun si dici: La parola migliore è quella che non si dice. 11

12 La festa di Sant Antonio Abate Anche quest anno nella cittadina di Casorate Primo nel mese di gennaio c è stata la tradizionalissima Festa di Sant Antonio Abate. Come consuetudine la giornata si è sviluppata con una parte ufficiale e religiosa seguita dalla benedizione degli animali, di cui Sant Antonio è protettore. La festa di Sant Antonio è una manifestazione in onore del santo,con benedizione non solo degli degli animali ma anche dei mezzi agricoli,sfilata di cavalli,fuoco e riffa di sant'antonio,presenza di bancarelle con prodotti tipici e artigianali, degustazione con asporto di prodotti del territorio(trippa, cassoela, cotechino, marzapane, pane con l'uva e altro).non sono mancati momenti di intrattenimento con musica ed il falò di Sant Antonio.. La serata è stata molto interessante e si è conclusa con la riffa, con importanti premi in palio. STORIA:la chiesa di Sant' Antonio è ubicata in Via Garibaldi nella contrada che da essa prende il nome. Questa chiesa fu fondata, nell'ottobre 1376, dopo il lascito testamentario del fu Antonio de' Conti(e), il quale desiderava che, se il figlio non avesse avuto eredi, la propria casa fosse trasformata in cappella ad onore di Dio, della B.V. Maria e del Beato Santo Antonio e di tutta la Corte celeste; ma la chiesa doveva portare il titolo di Sant' Antonio. Gli ordini del testatore furono eseguiti, visto che il Conte Franceschino morì senza lasciare figli. La casa fu, quindi, successivamente trasformata in cappella. Ancora oggi è possibile leggere la storica verità, su una descrizione posta al lato del campanile, che porta la data del 1 ottobre Però la chiesa venne edificata qualche anno dopo la data di donazione. La chiesa è situata in Via Garibaldi ed ogni anno al 17 di gennaio viene ricordato e festeggiato Sant' Antonio Abate. Alcuni anziani del paese lo ricordano in questo modo: SANT' ANTONI Sant Antòni del porscèll, ch el sònava el campanèll, el campanèll el se s cepaa, Sant Antòni l è scapaa, l è scapaa dedree na pòrta, gh era là na dònna mòrta, la dònna mòrta l ha sguagnii, Sant Antòni el s è stremii, el s è stremii d ona manèra, che ogni ann ghe fann la fèra. Gh èra pizz i candilee, Sant Antòni el gh è andaa dree, el gh è andaa dree per fagh onor, Sant Antòni l era on scior. Beatrice Maggioni,Valentina Ponginibbio e Marta Mirtilla Tedesco classe 3 B Scuola Secondaria di primo grado Casorate Primo. Addio medie Sant Antonio Sant Antonio dei porcellini, che suonava i campanelli, il campanello si è bloccato, Sant Antonio è scappato, è scappato dietro a una porta, lì c era una donna morta, la donna morta urlò, Sant Antonio si spaventò, Si spaventò talmente tanto, che ogni anno gli fanno la fiera. C erano le candele accese, Sant Antonio le ha seguite, le ha seguite per far onore, Sant Antonio era un signore. Mancano circa due mesi agli esami e poi Cosa ci aspetterà il prossimo anno? Diversa scuola, nuovi compagni e insegnanti, per ora solo questo si sa. Da una parte c è la voglia e l interesse di crescere (e quale modo migliore se non di cambiare città?) dall altra la paura di non essere all altezza di compiere un passo così importante ed il timore di aver sbagliato nella scelta della scuola superiore. A tutto ciò si aggiungono le voci di chi questo passo lo ha già fatto: chi dice che la differenza tra le due scuole non è molta, chi ci rassicura dicendo che se studi alle medie, il prossimo anno vivi di rendita; chi dice che si gioisce anche solo con la sufficienza... I nostri prof.,invece, dicono che se non c è l impegno non si arriva da nessuna parte ed alcune volte alimentano l ansia che già abbiamo. Sapremo come andrà realmente quando saremo tra i banchi della nuova scuola Ora pensiamo a fare bene l esame per presentarci con un buon voto il prossimo anno. Però ci mancherà questa scuola, i compagni e forse anche gli insegnanti ( no ci mancheranno anche loro); le medie rimarranno un bellissimo ricordo perché in queste aule siamo cresciuti tanto, non solo fisicamente ma anche umanamente Ricorderemo i bei momenti,le amicizie, le discussioni animate, le risate e anche pianti! Alessia Garau e Arianna Gigliotti 3 A Progetto orientamento Con il termine orientamento si intende quel processo che accompagna gli studenti delle classi terze alla scelta della scuola superiore, al fine di favorire il successo personale e formativo. Il progetto viene attuato nelle scuole secondarie di primo grado di Casorate e Bereguardo del nostro Istituto. Le fasi in cui si articola prevedono: un lavoro svolto in classe, in cui gli alunni riflettono sulle proprie attitudini, sulle capacità e sulle loro aspirazioni; la presentazione delle scuole superiori del territorio, fatta anche dai docenti di questi istituti, i quali vengono invitati ad incontrare gli alunni interessati; la consegna di un consiglio orientativo, che ha l obbiettivo di aiutare le famiglie a compiere una scelta il più possibile consapevole e corretta. Orientamento vuol dire anche accompagnare la persona lungo tutto l arco della vita e in particolare nei momenti di transizione. Noi insegnanti della scuola media abbiamo conosciuto dei bambini che nell arco di tre anni hanno subito molti cambiamenti, li lasciamo preadolescenti pronti, ci auguriamo, ad affrontare la scuola che li avvierà al mondo del lavoro. Articolo dell incontro sulle api Tema La referente del progetto Prof.sa Mazza Cristina Lunedì 2 aprile 2012 è venuto a scuola il Sig. Tessera, un allevatore, per illustrarci la sua attività di apicoltore. Siamo andati in aula video dove, appoggiate sulla cattedra, erano due teche di vetro che contenevano due alveari, uno di calabroni e l altro di api. Le api e i calabroni degli alveari erano stati ricostruiti dal Sig. Tessera e sembravano quasi imbalsamati. Inoltre c era un cartellone che illustrava il ciclo vitale delle api e la struttura di un alveare. Il Sig. Tessera aveva portato anche delle tavolette di legno che facevano parte dell arnia. L apicoltore ha iniziato il suo intervento spiegandoci che in Italia le api stanno diminuendo a causa di un acaro proveniente dalla Cina che distrugge le larve. Ci ha poi detto che in un alveare ci sono circa 40/50 mila api, una sola ape regina, che ha un marchio per individuarne l età e 100 fuchi. L ape regina depone circa 1300 uova al giorno ed esce solo due volte dall alveare (una volta per la fecondazione ed una per la sciamatura ) e si nutre solo di pappa reale. Abbiamo poi visto un video dove si spiegava come si estrae il miele, come l ape regina depone le uova, come le api comunicano tra di loro con una danza e come quelle anziane sorvegliano l alveare. Terminato il video, il Sig.Tessera ci ha mostrato l abbigliamento utilizzato dagli apicoltori per proteggersi dalle punture e l affumicatore, un attrezzo che serve per tranquillizzare le api ed allontanarle dall uomo. Si è poi soffermato sulle caratteristiche che distinguono i vari tipi di miele. Ha preso una tavoletta di legno dove c erano le cellette delle api con il miele e ci ha permesso di assaggiarlo; era proprio buono! L incontro si è concluso con le domande poste da noi studenti a cui il Sig. Tessera ha risposto con precisione e gentilezza. Questa attività ci è piaciuta molto ed abbiamo imparato tante nuove cose. Le classi 1 A e 1 B della scuola Media di Bereguardo Eravamo abbandonati a noi stessi: non sapevamo né dove né come eravamo lì, in quel posto buio, freddo e desolato Tutto partì un giorno che decisi di portare mia moglie in crociera per il suo compleanno. Decisi di rivolgermi alla Costa Crociere e mi informai. Mi feci dare due biglietti e uno lo regalai a mia moglie il giorno del suo compleanno, mettendolo in una busta. Quando vide la busta, mi disse: tutto qui?, ma quando la aprì fece un sorriso enorme e le si illuminò il viso, perché per lei fino a quel momento era solo un sogno, fare un bel viaggio in crociera. Ma purtroppo il viaggio non fu affatto bello, stavamo ballando un bel valzer, suonato da un orchestra eccezionale, quando ad un certo punto sentimmo un botto, un urto enorme, e dalle grida. Non capivamo più niente, non eravamo neanche più nella sala da ballo e la nave era inchinata. Ad un certo punto, bumm!!!!, nero totale: la luce era saltata. E poi mi sentii svenire.. Eravamo abbandonati a noi stessi: non sapevamo ne dove ne come ci trovavamo lì, in quel posto buio, freddo e desolato. Quando mi svegliai, mi ritrovai in ospedale, in un lettino accanto a mia moglie e solo il giorno dopo, sentendo il TG5, scoprii cosa era successo veramente all isola del Giglio. Bordonaro Samuele, Classe 2 B RICORDI DI UN TRIENNIO Ormai un altro anno se n'è quasi andato e la nostra classe è diventata come una grande e calorosa famiglia. Ci conosciamo da tre anni (o forse più) e abbiamo imparato ad apprezzarci ognuno per i propri pregi e difetti. Se uno di noi ha bisogno di aiuto o ha solamente voglia di sfogarsi con un amico, sa che noi ci saremo sempre nonostante tra qualche mese saremo quasi tutti lontani e in scuole diverse. Spero che l'amicizia tra noi rimanga e che continueremo a rimanere in contatto. In questi tre anni ne abbiamo combinate tante e abbiamo condiviso molte belle esperienze dalle passeggiate per i corridoi, alle corse in palestra, senza dimenticare gli scherzi ai professori Quante risate durante le lezioni, quante volte ci siamo coperti le spalle a vicenda! La nostra classe è una tra le più unite dell'istituto. Forse vi stupirò, ma devo ammettere una cosa: la scuola sarà pure un posto orrendo per alcuni, ma è in questo posto che ci siamo conosciuti. Bottini Sarah, 3^A 12

13 Tema di Fantasia Era bagnato fradicio e ricoperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da casa. Questa è la storia di Edward Collins, un giovane astronauta mandato in orbita dalla base aeronautica spaziale americana N.A.S.A il 16 febbraio Dopo mesi di lunghe analisi, prove scientifiche ai limiti della sopravvivenza umana il giovane Edward arrivò al celebre giorno, il giorno della partenza. Tutta l America quel giorno era davanti al televisore; mentre altri riuscirono ad andare a vedere la partenza della navicella dal vivo. Ormai mancava poco e Edward era preparato, già posizionato sulla navicella, l unica cosa che ancora non sapeva era cosa poteva attenderlo. La sua meta sarebbe stata quella di arrivare sul pianeta Astris, un nuovo corpo celeste scoperto poco tempo prima, dalle sembianze terrestri e distante cinquantamila anni luce dal nostro pianeta. Logicamente il nostro amico ci impiegò una briciola del tempo che ci sarebbe voluto, grazie alle modernissime apparecchiature fornite dalla base segreta area 51 situata nel deserto del Nevada, che dopo anni di buio, decise di svelarsi al mondo facendo conoscere le immense scoperte. La navicella sulla quale viaggiò Edward era un apparecchio di ultima generazione, di altissima conoscenza scientifica ed elettronica, provvista di una cucina, di una stanza relax, una stanza gravitazionale, dove poteva abituarsi ai vari livelli di gravità prima di toccare il suolo del pianeta. Tutto questo per un viaggio di cinque giorni, dodici ore, ventuno minuti e tredici secondi; tempi accuratamente controllati dalla base. Il tempo era scaduto e la partenza era riuscita con successo, bastarono pochi secondi per vedere sparire la navicella nel cielo azzurro. I contatti radio erano ottimi, e Edward si trovava in perfette condizioni fisiche, fuori dall orbita terrestre poteva togliersi le imbragature e godersi il lungo viaggio. Sulla terra in quei giorni si poteva sentire la tensione di tutte le persone che aspettavano costantemente l arrivo di Edward, e quei giorni, che sembravano eterni, passarono come il vento. Diretta mondiale: il nostro pilota ce l ha fatta, si trova ora nell orbita del pianeta Astris, tra meno di otto minuti toccherà il suolo. Ma Edward in quel momento, affacciato all oblò della navicella, notò qualcosa di strano. Quel pianeta azzurro come il cielo, mano a mano Tema di italiano Ho imparato che il coraggio non è l assenza di paura, ma il trionfo su di essa. L uomo coraggioso non è colui che non prova paura, ma colui che la vince. -Nelson Mandela- Il vocabolario della lingua italiana definisce il coraggio come forza morale che mette in grado di affrontare difficoltà, sacrifici e pericoli. Uomini come Mandela,Gandhi, Falcone e Borsellino, per citare solo quattro, hanno coraggiosamente dato la vita per il bene della loro patria, ma ciò non significa che non avessero paura. Secondo me ne avevano, eccome! Ma sono stai così coraggiosi da metterla da parte, anche se era una paura grande come quella della morte, per il bene di tutti. Mandela ha passato più di vent anni in carcere, Gandhi è stato arrestato e ha digiunato più volte, Falcone è stato ucciso e Borsellino sapeva che sarebbe presto arrivato il suo turno Tutti e quattro, fino a che sono stati in vita, hanno continuato a lottare : questo è il coraggio. Ma non occorre fare dei gesti così grandi per essere coraggiosi: a mio parere è coraggioso anche il pompiere che salva le vite, il paracadutista che si lancia nel vuoto, il motociclista che sfida la morte andando a 200 km/h in curva o, ancora più in piccolo, l uomo che chiede la mano di una donna Ci sarebbero milioni di esempi. Mi ricordo che, quando ero piccola avevo paura del buio e mio padre mi raccontava che Michael Shumacher, un automobilista, aveva paura del vuoto. Per vincere questa paura si buttò da un aereo con un paracadute. Riuscì a vincere la sua paura dopo circa una settimana. Basandomi su questo esempio, avevo provato a stare in una stanza buia da sola : la prima sera ero scappata, dopo un mese non avevo più paura del buio. Nel libro Cronache del Mondo Emerso, il cavaliere di Drogo Ido, mentre va in battaglia, chiede alla sua allieva Nihol se ha paura e lei risponde di no. Il cavaliere è deluso da questa risposta e, quando Nihol dice che anche lui sembra tranquillo, gli risponde: ho paura, non terrore. La paura è mia amica, è dal terrore che bisogna guardarsi bene. Queste parole le ho provate sulla mia pelle: quando durante le gare ho un po di paura, quella paura giusta che si trasforma in adrenalina, le gare vanno bene ; quando ho una paura esagerata, quando ho terrore, le gare vanno male. Non sto rischiando la vita, questo è certo, ma la paura c è comunque. A mio parere, c è un'altra cosa, nella vita quotidiana, che comporta una buona dose di coraggio : dire le cose in faccia alle persone. All inizio dell anno mi piaceva un ragazzo, ma non sapevo come dirglielo. Mi chiedevo se mandargli un messaggio, se scriverlo su facebook avevo anche pensato ad una lettera. Quando alla fine gliel ho detto, in faccia, con tutto il mio coraggio, ho scoperto che lo sapeva già. In piscina certe voci girano alla velocità della luce. Ma se c è un problema con una persona, parlare quattro occhi è la cosa migliore per evitare fraintendimenti ed incomprensioni : se se ne parla con qualcuno, magari, la informazione arriva al destinatario moltiplicata per mille, perché ognuno aggiunge un suo pezzo. E magari, per evitare di essere coraggiosi e dire una cosa scomoda, si fa in modo che giri la voce, ritrovandosi alla fine con una situazione peggiore di quella iniziale. A mio parere, quindi, in ogni azione che si fa, da quella più piccola a quella più grande, il coraggio è importante. Malcotti Alessia,3 A che la navicella si avvicinava diventava di un colore sempre più grigiastro, buio, come se stessi entrando in un mondo oscuro, ricoperto da ghiacciai. Prese in mano la radio e contattò subito la base; qualcosa non andava secondo i piani, la forza gravitazionale del pianeta, venti mila volte superiore a quella della terra, trascinò su di essa la navicella come una forte calamita, e con un forte schianto tutto si spense Dopo qualche minuto Edward riprese conoscenza, si guardò un po intorno, e riaffacciandosi all oblò vide il peggio Niente vegetazione, nessuna forma di vita, solo ghiaccio, fango e un freddo da togliere il fiato, un freddo da mandare in ipotermia un umano nel giro di pochi secondi. La navicella con il passare del tempo si stava raffreddando. I contatti radio ormai erano guasti, e piano piano anche il resto dell attrezzatura stava perdendo il suo funzionamento. L unica cosa da fare, ultima possibilità per Edward, era una sola: munirsi i tutto l equipaggiamento uscire dalla navicella e sperare che qualcuno lassù gliela avrebbe mandata buona. Aperto il primo portellone della navicella si poteva già sentire, nonostante la tuta spaziale, un leggero calo della temperatura. Aperto il secondo e ultimo portellone il freddo si fece sentire, formando un velo di brina sulla tuta. Il vetro del casco nonostante fosse antiappannamento, presentava un leggero appanni, ma non esagerato da non permettergli una buona visione. Dopo circa due ore di intenso cammino senza sostare nemmeno per riprendere fiato non avevano risolto nulla e i sensi stavano per cedere. Aveva freddo, i piedi erano ricoperti da una melma composta da ghiaccio e fango, e per lo più si faceva sentire anche la fame. Il desiderio di ritornare a casa lo spinse oltre ogni immaginazione, ogni oltre frontiera, aveva un'altra meta ora, ed era quella di sopravvivere. Ma nonostante i suoi sforzi, il corpo umano ha dei limiti, e così accasciandosi al suolo perse i sensi. Sul nostro pianeta prevaleva il panico, la paura che fosse successo qualcosa di orribile. Ma da quei brutti giorni gli anni passarono e come ben si sa, il tempo cura ogni male. Tutto questo fino al 2 dicembre 2034 quando alla N.A.S.A arrivò un messaggio molto debole il suo significato era: sono vivo, per fortuna non siamo soli. Alessia Frangipane classe 3 C Tema il lavoro minorile Il lavoro minorile (come tutti sappiamo) è un fenomeno per cui bambini,o ragazzi non maggiorenni iniziano a lavorare perché non possono permettersi di andare a scuola, oppure sono poveri e quindi contribuiscono all economia della famiglia, ma anche a causa di diversi problemi che questi bambini hanno dovuto affrontare in passato come la morte dei genitori quindi sono rimasti orfani oppure sono scappati. In ogni caso devono guadagnarsi da vivere lavorando. Nel mondo sono più di 150 milioni i bambini intrappolati in impieghi che mettono a rischio la loro salute mentale e fisica. Ma il problema principale non sono solo i bambini che lavorano,ma anche il tipo di lavoro che essi svolgono,delle loro condizioni e se sono adatte per la loro salute,perché oggi i bambini che lavorano vengono sfruttati come se fossero delle macchine da lavoro,vengono trattati malissimo e viene resa la loro infanzia un vero inferno. A questi bambini vengono fatti svolgere dei lavori non adatti a loro ( tutti lo dovrebbero capire).i padroni preferiscono assumere i bambini perché, al contrario degli adulti,non si lamentano,hanno la mani più piccole e più veloci a lavorare,ma soprattutto vengono sfruttati perché accettano una paga inferiore a quello che dovrebbero aspettarsi. Questo fenomeno,purtroppo è ancora presente ai giorni di oggi, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove l economia è ancora arretrata perciò devono darsi tutti da fare,compresi i bambini,per svilupparsi. Io sono contraria a tutto questo perché tutti i bambini hanno il diritto di avere una bella infanzia andando a scuola,divertendosi con gli amici e crescendo in modo sano. Andare a scuola è molto importante perché dalla scuola dipende il tuo futuro,la mancanza di istruzione può rovinare la vita a qualunque persona. Credo che su questo molte persone siano d accordo con me. Anche se ritengo che far lavorare bambini non sia una brutta idea,(ovviamente dipende dal tipo di lavoro):ad esempio,penso ad alcuni lavori umili come fare piccole faccende di casa,commissioni per i genitori o piccoli lavori estivi,ma niente di esagerato è giusto,infatti,far capire qualche lavoretto tanto per far capire ai giovani come sarà il mondo quando dovranno affrontarlo. Credo che tutti debbano capire che far lavorare così tanto anche i più piccoli individui,come i bambini,sia una minaccia. Non solo per alcuni,ma per il mondo intero.i bambini devono essere liberi perché forse non tutti pensano che far lavorare i bambini,con lavori pesanti per la loro età,è una brutta macchia che sporca il mondi intero. Maycie Arciaga 3^c 13

14 Progetto memoria Il Natale di una volta raccontato dai nonni - 19 e 20 Dicembre 2011, Classi prime, Scuola Secondaria di Bereguardo Nonni partecipanti (Associazione Argento vivo di Bereguardo): Rampi Teresita (Presidente), Berardi Concetta, Comelli Elsa, De Nigris Angela, Ferrari Laura, Galbiati Pierangela, Gandini Carla, Guida Bice, Marinacci Franco, Pagetti Rosa, Rossi Anna, Tessera Enzo. IL NATALE DI UNA VOLTA Il giorno 19 dicembre 2011, noi ragazzi della classe 1^A della scuola secondaria di Bereguardo abbiamo incontrato 7 nonni dell Associazione Argento vivo. Abbiamo ascoltato e discusso riguardo alle tradizioni del Natale che i nonni vivevano durante la loro infanzia. Ad uno ad uno essi hanno raccontato episodi legati sia al giorno di Natale sia ad altre circostanze. I nonni non ricevevano tanti regali, ma doni semplici: una bambola, un torroncino o anche un mandarino. Molti di loro non pranzavano con piatti diversi rispetto a quelli che c erano durante tutti i giorni dell anno, perché non vivevano di benessere, essendo tempo di guerra (la seconda Guerra Mondiale). In occasione del Natale, si giocava a carte, i nonni raccontavano fiabe ai bambini e a volte si faceva la tombolata. Non vi erano decorazioni natalizie ma si realizzava il Presepe con le statuine e il muschio raccolto nei campi. Anche l abbigliamento spesso non era diverso rispetto da quello di tutti i giorni. Gli inverni erano molto più rigidi e le nevicate più abbondanti, bisognava coprirsi bene, la neve rimaneva fino al mese di marzo. Il freddo però permetteva di conservare meglio i cibi; soprattutto le carni dei maiali, che venivano uccisi nei mesi di novembre e dicembre. I contadini conservavano i salami in vasi di terracotta, Le Duia, sotto il grasso, che li manteneva freschi e morbidi. Siamo rimasti colpiti dal fatto che i bambini maschi non giocassero con le femmine, perché la mentalità di quei tempi non lo consentiva. Anche l educazione era molto importante, infatti c erano più rispetto e cordialità nei confronti di tutti, soprattutto delle persone più anziane. Dai nonni abbiamo imparato varie cose nuove. Questo incontro per noi è stato molto positivo e ci ha portati a riflettere su quanto siamo fortunati ad avere tanti regali e tanti agi nella nostra vita e su quanto, invece, i ragazzi di una volta devono aver sofferto o gioito per le poche e piccole cose che ricevevano. Classe 1 A, scuola secondaria di Bereguardo La scuola ieri e oggi Secondo un'intervista rivolta agli alunni e ai professori della Scuola Secondaria di primo grado di Bereguardo, la scuola di oggi è notevolmente cambiata rispetto a prima. Gli alunni di ieri erano più educati e rispettosi verso i professori, mentre gli studenti di oggi sono a volte irrispettosi e si concedono delle libertà, assumendo in alcuni casi comportamenti troppo confidenziali nei confronti dei docenti e dei bidelli. Oltre che per l'educazione, la scuola di ieri si differenziava anche per lo studio e l'organizzazione. Sebbene lo studio sia tuttora molto impegnativo, secondo il parere degli intervistati, gli studenti oggi hanno meno compiti da svolgere a casa. La scuola attuale è inoltre più attrezzata. Dispone, infatti, di numerosi strumenti di apprendimento, come la L.I.M. (Lavagna Interattiva Multimediale), apparecchi audio-visivi (per la visione di film o documentari) e computer. In molti istituti scolastici ci sono anche laboratori linguistici e scientifici, e aule speciali come l'aula di musica e di arte. Noi della scuola di Bereguardo, abbiamo tutto questo e siamo davvero fortunati rispetto agli studenti di un tempo. Giada Blandano (3^A) 14 INCONTRO CON I NONNI DELL ASSOCIAZIONE ARGENTO VIVO Oggi è stata proprio una giornata particolare perché sono venuti a scuola i nonni dell'associazione Argento Vivo, che ci hanno raccontato com'era il Natale quando erano bambini. Il Natale un tempo veniva festeggiato in modo diverso da come lo si festeggia oggi. A volte l'albero era solo un ramo di pino addobbato con nastri, fette essiccate di arancia, mandarini e torroncini. Il presepe era fatto con statuine di cartone così come il paesaggio e solo le famiglie più ricche potevano permettersi statuine di terracotta. I regali erano pochi: mandarini, fichi o bambole di pezza che servivano anche per scaldarsi, perché in casa faceva freddo e la sera si metteva nel letto il 'prete', una specie di contenitore con la brace. Per il pranzo di Natale si mangiavano ravioli o pasta, chi viveva in campagna e allevava animali poteva anche permettersi la carne, come il coniglio o il vitello. Questi racconti mi sono piaciuti molto, perché ho appreso cose che non sapevo e anche perché, alla fine dell'incontro...c'è stata una piccola festicciola con pandoro e bevande! Classe 1 B Les choristes La nostra professoressa di francese ci ha fatto veder un film molto bello in lingua originale, Les choristes. Il film è ambientato in Francia nel dopoguerra. Parla di un istituto per ragazzi difficili chiamato Le fond de l etang, il fondo dello stagno, dove vanno bambini orfani o cacciati da altre scuole dove possono essere rieducati. Un insegnante di musica Matthieu, arrivato alla scuola, trova un bambino di nome Pepinot, orfano, ma che aspetta i suoi genitori ogni sabato al cancello. Come secondo protagonista emerge Morhange, un ragazzo ribelle, messo in quell istituto per volontà della madre. Morhange viene punito dal direttore pulendo i vetri saltando le lezioni, quindi non conosce Matthieu. L insegnante intanto conosce i ragazzi e scopre che hanno talento nel cantare. Morhange, durante le ore in cui era in punizione, li sente sempre cantare. Una notte va in classe e prova ad esercitarsi seguendo un esercizio alla lavagna e scopre di avere talento. L insegnante lo sente e vuole che partecipi anche lui alle lezioni. Matthieu va dal direttore e chiede il permesso per un coro e riesce ad ottenerlo. I ragazzi cantano in paese e hanno successo. Dopo un po di tempo viene a scuola Mondain, una figura negativa che viene accusato dal direttore di aver rubato dei soldi e viene messo in prigione. Matthieu viene a sapere dell accaduto e scopre che il ladro è Corbin, un ragazzo negato nel cantare che voleva utilizzare il denaro per comprare una mongolfiera. Allora va dal direttore e racconta la verità, ma il direttore lascia le cose come stanno e lascia in prigione Mondain. Arrivata l estate il direttore va in vacanza e lascia l istituto a Matthieu e un altro insegnante. Matthieu di nascosto dal direttore porta in gita nel bosco i ragazzi e Mondain dà fuoco all istituto. Il direttore allora torna subito data la situazione e vede arrivare da fuori i ragazzi che erano di ritorno dalla gita. Licenzia Matthieu e mette in castigo tutti i ragazzi. Pepinot vedendo l insegnante andar via lo rincorre per chiedergli se può andare con lui, Mattihieu accetta. Intanto Morhange fa pace con sua mamma che lo porta fuori. Nel finale appare Morhange da anziano, diventato ormai un celebre musicista, che piange nel giorno della morte della madre. Il film a mio parere è molto bello ed istruttivo. Mi ha fatto piacere avere avuto l opportunità di vederlo in classe e penso che possa essere un film d insegnamento per molte persone. Classe 1B CUOCHI PER NATURA Cuochi per Natura è un libro di ricette creato dalla LIPU. Il libro contiene 14 menu formati da: antipasto, primo, secondo, contorno e dessert realizzati da diversi istituti della provincia di Pavia, tra cui anche quello di Bereguardo. Ogni piatto è stato scelto in modo accurato, stando molto attenti alla provenienza, alla conservazione e alla produzione di ogni singolo prodotto. Ogni ricetta, quindi, sostiene l ambiente, infatti, tutti gli ingredienti usati sono esclusivamente di provenienza lombarda come, per esempio, la cipolla di Breme oppure gli asparagi di Cilavegna. Lo scopo del libro non è solo quello di insegnare al lettore alcune ricette ma è quello di diffondere la filosofia del consumo sostenibile invitando i consumatori a non acquistare cibo proveniente da altri stati ma a comprarlo vicino casa. Secondo me il libro è molto piacevole da leggere e ora ho che capito cosa vuol dire davvero la parola sostenibilità sono molto più attento alla provenienza dei prodotti che mangio. Ringrazio i prof. della mia scuola per averci fatto partecipare a questa iniziativa. TIMIS GABRIEL, 2^ B USCITA DIDATTICA ALLE CASCINE Il 30 Settembre 2011 noi alunni della 2^B e della 2^A insieme ad alcuni professori siamo andati alle Cascine Orsine per approfondire le nostre conoscenze sulla nutrizione degli animali e sui prodotti biologici. Siamo partiti da scuola e abbiamo fatto una piacevole passeggiata per le campagne per arrivare a destinazione. Una guida ci ha accolto illustrandoci per prima cosa le piante e gli alberi presenti all interno della cascina. Successivamente siamo andati a vedere le mucche e i tori e abbiamo imparato come si nutrono e tanti altri aspetti della loro vita. La guida ci ha poi parlato del riso e degli altri prodotti alimentari della cascina. Prima di andare via, i proprietari ci hanno offerto da bere e da mangiare. Il tavolo era pieno di tanti tipi di formaggio come il pecorino, il grana, la caciotta. Erano davvero deliziosi!!!!!!!!!!!!! Di Bari Chiara,Albanesi Viviana e Sonia Galati, 2^ B

15 AL PARCO DEL TICINO Il 17 settembre noi alunni delle classi terze della scuola secondaria di Bereguardo siamo andati a fare una passeggiata al parco del Ticino; siamo partiti verso le 9.00 da scuola per tornare alle Lo scopo dell uscita era quello di conoscere direttamente un ambiente naturale che ha conservato le proprie caratteristiche quasi originali. Camminando abbiamo potuto notare molte specie di piante. Il sentiero era pieno di buche e di piante che impedivano il passaggio. Alle ci siamo fermati in una lanca e abbiamo consumato le nostre merende. Era un paesaggio molto suggestivo per via dell'atmosfera addolcita dai suoni della natura, dai colori della vegetazione e dal riflesso degli alberi sullo specchio dell'acqua. Dopo abbiamo ripreso la nostra passeggiata. A dire il vero, anche se non abbiamo fatto né laboratori, né attività aggiuntive, mi sono divertita e rilassata molto. Elisa Pisati, 3^A GLI ATTREZZI DI UNA VOLTA Il giorno 10 ottobre 2011 io e la mia classe siamo andati al castello di Bereguardo a visitare una mostra sugli attrezzi che una volta si usavano nelle campagne al posto delle macchine agricole di oggi. Gli obbiettivi erano quelli di assumere un comportamento adeguato in un luogo pubblico e conoscere e approfondire gli aspetti della vita in campagna di una volta, quando ancora non c erano le apparecchiature che svolgevano il lavoro dei contadini e degli animali. Alle siamo partiti dalla scuola media e ci siamo incamminati verso il castello dove ci ha accolto l allestitore della mostra. La mostra si è tenuta in un aula del castello, ed era collocata su una serie di tavoli e di pannelli disposti a ferro di cavallo. Quando siamo arrivati un signore ha iniziato a spiegarci la funzione di ogni attrezzo domestico e agricolo; per esempio ci ha fatto vedere un insetticida che spruzzava un liquido nocivo per gli insetti e si azionava tirando e spingendo una manopola, poi ci ha mostrato una specie di lanterna di vetro che funzionava a petrolio la cui luce si accendeva e si regolava attraverso una rotellina. Ci ha mostrato e spiegato anche la funzione che svolgevano delle zucche dalla forma insolita, che si facevano essiccare al sole e poi quelle meno ingombranti le utilizzavano come delle bottigliette d acqua che i contadini portavano con sé al lavoro, invece quelle più grandi si utilizzavano come dei soprammobili d arredamento. Abbiamo poi visto anche gli aratri che si agganciavano al bue, mulo o asino per arare i campi; una specie di raccoglitore manuale per i fichi; rastrelli, badili che erano fatti dagli stessi contadini che li utilizzavano; delle trappole per le talpe che venivano catturate perché distruggevano il lavoro nei campi e anche perché la loro pelliccia veniva utilizzata per fare le pellicce delle signore benestanti; i ferri da stiro di una volta; una gabbia intrecciata a mano con radici di salice per il trasporto dei polli; dei contenitori per il latte e molti altri attrezzi di una volta. Verso le siamo ritornati a scuola e abbiamo parlato di questa esperienza nuova con la prof. Astorri. Questa uscita didattica mi è piaciuta e mi ha anche incuriosita molto. La riproporrei per altre classi. Sanzogni Samanta, 3^A FACEBOOK: PERICOLI O VANTAGGI? Durante una lezione con la prof. Atria abbiamo discusso dei pericoli che possiamo correre navigando in Internet. Durante il dibattito abbiamo parlato in particolare di Facebook. Questo social network può essere molto pericoloso se non lo si utilizza in modo consapevole e razionale. La discussione é stata piuttosto accesa sopratutto quando abbiamo parlato delle richieste di amicizia. Alla domanda: "Chi di voi ha accettato richieste di amicizia da persone che non conosce?", solo poche mani si sono alzate. Infatti é sconsigliabile accettare richieste di amicizia da persone sconosciute. Perché? Beh, perché magari possiamo imbatterci in profili falsi, cioè in persone che si fingono qualcun'altro e che hanno altri scopi ben lontani dall idea di amicizia. Chi ve lo dice che dietro lo schermo, al posto del ragazzino con cui avete fatto amicizia, non ci sia invece un adulto con idee strane in testa? La discussione si é poi spostata sull'utilità del social network. "Facebook può essere utile per chiedere i compiti ai compagni quando non andiamo a scuola", é stato il parere di una nostra compagna. Questo, in effetti, è vero. Infatti, molti di noi quando sono ammalati chiedono i compiti su Facebook perché per noi é più comodo e più veloce di una telefonata. "E poi può essere utile anche per ritrovare persone di cui non si ha più notizia da un po di tempo, ha affermato una compagna. Come darle torto? Insomma Facebook può essere utile, ma allo stesso tempo pericoloso. Bisogna usarlo in modo adeguato e vigile per navigare in sicurezza e senza rischi. MATTEO PAESI 3^ A ARTICOLO PARTITA DI PALLAMANO Il giorno 20/3/12, alcuni alunni della classe II B della scuola secondaria di Bereguardo, insieme ad altri ragazzi della II A e delle classi terze, hanno partecipato ad un torneo maschile di pallamano. Il torneo si è tenuto a Vigevano, contro le squadre delle scuole di Vigevano e di Garlasco. La prima partita è stata: BEREGUARDO vs GARLASCO. Il risultato è stato deludente, naturalmente per noi! A fare il tifo per noi c erano i giocatori del Bereguardo in panchina e il nostro caro professore di educazione fisica: M. De Martino. La seconda partita che abbiamo giocato è stata: VIGEVANO vs BEREGUARDO. Anche in questa partita, la squadra di Bereguardo ha perso, ma non si è scoraggiata ed è rimasta sulle tribune a guardare il Vigevano contro il Garlasco. Al ritorno eravamo contenti, perché avevamo saltato la verifica di religione e arrabbiati perché avevamo perso tutte e due le partite. Per l anno prossimo ci siamo promessi di impegnarci di più. Luca Bianchi 2^B 15 USARE LA TESTA PRIMA DI FARE CLICK! Martedì 7 febbraio noi alunni delle classi terze della scuola secondaria di Bereguardo abbiamo avuto un incontro con la Polizia postale e delle comunicazioni della provincia di Pavia e Lodi. I poliziotti ci hanno parlato dei maggiori rischi che si corrono navigando in internet se non si è prudenti e non si fa attenzione. Ogni computer ha un codice identificativo, l indirizzo IP, tramite il quale è sempre possibile monitorare il luogo e il momento in cui avviene la connessione e, di conseguenza, risalire alla persona che utilizza il pc. Grazie a questo monitoraggio la Polizia postale può risalire alla persona che tramite il computer compie azioni illegali. Nel corso dell incontro abbiamo posto la nostra attenzione su Emule, uno dei siti più frequentati da noi ragazzi per scaricare musica gratis. Scaricare musica è un atto illegale; è come rubare un cd in un negozio di dischi a svantaggio dei negozianti e dei cantanti. La multa per coloro che si servono di Emule va dai ai euro. Una bella somma! Parlando con la Polizia postale ho però capito che esistono pericoli maggiori come adescamenti, spaccio di droga, frodi on-line e pedopornografia. Il web è proprio un mondo virtuale dove internet è come una piazza mentre i siti corrispondono alle strade. Come nella vita reale, non tutti si comportano correttamente. Purtroppo anche in questo mondo parallelo esistono i malintenzionati. Proprio da questi ultimi dobbiamo stare alla larga per non correre rischi. Ragazzi, usiamo la testa prima di fare clic! GIADA IMPOLLONIA, 3^ A IL FRANCESE, UNA SCELTA VINCENTE! Secondo un sondaggio delle terze medie A e B di Bereguardo circa l 84 % dei ragazzi afferma che il francese è inutile. Vediamo,invece, alcuni motivi per cui vale la pena studiare questa lingua: - Il francese è la lingua ufficiale di 30 Stati, quindi è più facile comunicare. - Il francese è la terza lingua più diffusa nel mondo. - Il francese è la lingua della diplomazia. - Il francese aiuta ad apprendere meglio l italiano. E molto importante conoscere una lingua diversa dalla nostra, soprattutto quelle degli stati confinanti. L Italia è molto a contatto con la Francia. Infatti sono presenti diverse aziende e banche francesi nella nostra provincia come Auchan, Carrefour, Decathlon, Leroy Merlin, Lactalis (Galbani) e Crédit Agricole (Cariparma Piacenza). Inoltre la storia e la cultura francese è stata fondamentale nel progresso dell Europa ed ha influenzato la nostra società. PER SAPERNE DI PIU.. Molte parole francesi si usano in Italia come molte parole italiane si usano in Francia e studiando il francese alle medie si può anche preparare un doppio diploma bi-nazionale italo-francese, l ESABAC (Esame di Stato+Baccalauréat). CURIOSITA Sapevate che alcuni cantanti famosi in tutto il mondo come David Guetta e Bob Sinclar sono francesi? O che la marsigliese venne composta come un canto rivoluzionario? Ebbene sì! I due cantanti sono nati in Francia ed iniziarono la loro carriera a 17 anni. La marsigliese, invece, è stata scritta come un canto rivoluzionario e il suo titolo originale era Chant de guerre pour l armée du Rhin (Canto di guerra per l armata del Reno). Divenne poi l inno francese e prese l attuale nome perché venne cantata nelle strade di Parigi dai volontari provenienti dalla Marsiglia. Giulia Bruscato e Poe Pantatanakit 3^ B BEREGUARDO: MEMORIA DI GUERRA, MEMORI DI PACE Anche quest anno le scuole di Bereguardo, su invito dell Amministrazione comunale, hanno partecipato alle commemorazioni del 4 Novembre 2011 e del 25 Aprile 2012, al fine di ricordare il loro valore storico e civile, gli insegnamenti per gli uomini di oggi e per le nuove generazioni. Hanno presenziato alla manifestazione alunni, insegnanti e genitori. Dopo il corteo e la funzione religiosa, si è svolta la tradizionale commemorazione presso il Monumento ai Caduti. Di fronte alle autorità civili, militari, religiose e ad associazioni di volontariato, alunni delle scuole primaria e secondaria hanno letto poesie e lettere di quei periodi. Il Sindaco, Roberto Battagin, ha sottolineato l importanza della libertà, non facile da conservare, e dell onestà, che è un dovere dei cittadini. Ha inoltre invitato i giovani a non temere di fondare la propria vita sui veri ideali e tutti i presenti a impegnarsi per il miglioramento della società civile. Gli alunni delle scuole di Bereguardo

16 VITA D UFFICIO Non è facile comprendere quello che si svolge in ufficio. Per chi lavora nelle aule scolastiche, preso generalmente dagli impegni educativo-didattici di ogni giorno, la segreteria è spesso un mondo lontano. A scuola arrivano gli avvisi, le circolari, i modelli, le richieste, le convocazioni E una routine a cui ci si abitua, a volte considerandola burocrazia un po eccessiva. Non si immagina neppure tutto ciò che sta dietro alle comunicazioni più semplici: gli accordi, le telefonate, le verifiche, la normativa, le indicazioni ministeriali, i sondaggi, le aree che si chiudono, i rapporti con gli Enti Locali, con le forze dell Ordine, con l ASL e i Servizi Sociali, con la Banca e l Assicurazione, con i Fornitori e i Trasporti, con il Pubblico E continuamente una corsa contro il tempo, le scadenze, gli obblighi di legge. Poi ci sono i controlli, l ufficio deve render conto del lavoro svolto, per cui le pratiche devono essere espletate in modo corretto, seguendo l iter previsto. Gli interessati non sempre capiscono l impellenza e la necessità delle richieste: bisogna spiegare più volte, sollecitare, il termine stabilito è alle porte. Si lavora freneticamente con il telefono che squilla appena la cornetta viene riposta, le persone attorno che chiedono, lo sportello che aspetta impaziente, il quotidiano e le emergenze. Per quanto si cerchi di soddisfare le varie esigenze, ci sono dei passaggi obbligati, non si può concludere nell immediato, tuttavia non è così ovvio spiegarlo a chi non ha idea della prassi amministrativa e vive una difficoltà. Eppure dietro le scrivanie ci sono esseri umani come gli altri, con i loro problemi, e che, pur essendo in numero esiguo rispetto alla quantità di richieste pervenute, cercano di far fronte il più possibile alle necessità, benché in alcuni momenti non si sappia cosa fare prima e dove voltarsi, come recita il detto, tanti sono gli interventi urgenti. Si opera spesso in automatico, con poche pause o senza. Finisce nel dimenticatoio persino quel piccolo spuntino alla scrivania. In un attimo giunge l ora di chiusura, ma vi è la consapevolezza che non basta, occorre fermarsi di più, naturale È un lavoro silenzioso, indefesso, che si svolge dietro le quinte, perché l Istituto vada avanti, funzioni al meglio possibile, per agevolare e tutelare l attività delle scuole e chi ne fa parte. Arrivare in ufficio vuol dire conoscere questo, essere accolti con affetto gratuito e disponibilità anche se non sai nulla di ciò che dovresti sapere, entrare a far parte di una famiglia che, con pazienza e umiltà, nonostante le problematiche e le inevitabili incomprensioni di alcuni, non ha paura di cominciare da capo, ti apre la mente e ti insegna a guardare oltre il particolare e a non temere la fatica di lavorare insieme responsabilmente al servizio e nell interesse di molti, cioè di tutti. Mariarosa Conti 16

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