Mensile dedicato alla funeraria italiana NUMERO 11 DICEMBRE 2012

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1 Mensile dedicato alla funeraria italiana NUMERO 11 DICEMBRE

2 M A G A Z I N E NUMERO 11 DICEMBRE 2012 Sommario DIREZIONE, AMMINISTRAZIONE, PUBBLICITÀ: Via Vochieri, Alessandria Tel Fax Direttore RESPONSABILE: Franco Capone Responsabile redazione: Cristina Pasino Redazione: Franco Capone Antonio Fiori Pier Luigi Pasino Collaboratori: Katia Catassi Ivan Trevisin Cristian Vergani Mauro Tita Matteo Alfonso Vito Saccinto Grafica e IMPAGINAZIONE: Salvatore Zagari webmaster: Marco Assandri segreteria: Francesca Zancanaro Tiziana Capone PUBBLICITÀ: Pasino P. Cell COPYRIGHT: Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale, dell' opera, in ogni forma e con ogni mezzo senza previa autorizzazione. Testi ed opinioni in essi contenuti sono sotto la responsabilità dei singoli autori Distribuzione in copie inviate agli operatori della Funeraria Italiana Proprietà editoriale e copyright: O.F. ITALIA s.a.s O.F. ITALIA MAGAZINE è un marchio depositato CONTATTI: Registrazione: Tribunale di Alessandria n 2/2011 del 30/06/ Editoriale Franco Capone 4 Toscana, cremazioni off-limits: La difficile situazione del territorio regionale. Impianti insufficienti Dott.ssa Katia Catassi 6 Eurocof Redazionale 10 Cronache Italiane La Redazione 16 Federcofit: Anche quest anno sta giungendo al termine Dott. Giuseppe Bellachioma 18 Assocofani Redazionale 20 Calabria A Cosenza costituita Federcofit Calabria La Redazione 24 I Riti: I Sikh e la morte Dott. Antonio Fiori 27 Disef Redazionale 30 Tradizioni: La Festa di Yule Dott. Antonio Fiori 36 Il Fatto: Senza la fiducia Monti si dimette La Redazione 42 Due metri sotto il palco Editoriale Teatro Matteo Alfonso 44 Teatro: Bambole? Matteo Alfonso 48 Anche la morte nell agenda digitale Dott. Graziano Pelizzaro - A.N.U.S.C.A 54 Natura Ambiente Ecologia: Emergenza Amianto Dott. Antonio Fiori 60 Curiosità: Infinity Burial La Redazione 64 Sport: FORMULA UNO: Vettel è campione del mondo La Redazione 71 Lettera del Presidente Informazione mensile di Federcofit 2 3

3 Editoriale Eccoci giunti al numero di Dicembre, l ultimo mese di un anno sicuramente non facile, a voi tutti come al solito un ben tornati tra le righe del nostro Magazine, se state leggendo queste parole siete certamente sopravvissuti alla tanto pubblicizzata fine del mondo prevista per lo scorso 21 dicembre. Questo mese nelle nostre rubriche ospiteremo l inizio di una collaborazione con il Dott. Graziano Pelizzaro (A.N.U.S.C.A.), che con la sua esperienza e professionalità metterà a fuoco dei temi importanti di lettura per gli operatori del settore. Dicembre mese di bilanci e ringraziamenti, un grazie particolare va sicuramente a tutto lo staff e i collaboratori di O.F. Italia Magazine, in particolare alla Dott.ssa Katia Catassi che attraverso i suoi pezzi ha saputo suscitare e tener vivo l interesse e la curiosità dei nostri lettori. Al prossimo numero ed ancora Buone Feste a tutti voi!!! Le Imprese di Onoranze Funebri presenti nelle pagine successive, danno la loro disponibilità ai colleghi per il disbrigo pratiche, documenti, trasporti e/o altri servizi garantendo serietà e professionalità, al pari di tutte le Imprese aderenti a O.F.Italia e visibili sul Volume e sul portale web dedicato A G A Z 4 5

4 Toscana, cremazioni off-limits La difficile situazione del territorio regionale. Impianti insufficienti. Dott.ssa Katia Catassi Grave, anzi gravissima la situazione dei forni crematori in Toscana e l utenza, laddove non può permettersi di sostenere i costi extra di un viaggio, (spesso anche fuori regione per cremare un proprio caro), abbandona questa scelta suo malgrado. Ma in risposta a ciò, mancano gli spazi per le inumazioni ed acquistare una tomba in muratura equivale per le famiglie ad un terremoto finanziario. E allora che fare? Dott.ssa Catassi Katia Presidente Federcofit Regione Toscana Molte imprese funebri Toscane, soprattutto questo anno, si sono scontrate con una triste realtà. Dei forni crematori presenti sul territorio regionale, pochi sono quelli rimasti operativi, tra questi, alcuni non accettano salme provenienti da fuori provincia con il risultato di far aumentare il numero di cremazioni, e di fatto anche la lista di attesa degli altri. Una buona parte delle Imprese funebri toscane sta tristemente toccando con mano la realtà. Una situazione insostenibile, che oltre allo stress psicologico che pesa sui familiari dell estinto, ha visto lievitare il costo delle esequie. Ad incidere c è proprio il viaggio verso l impianto di cremazione e la sosta presso le camere mortuarie che ospitano le salme in attesa di essere cremate, sosta che purtroppo è spesso a pagamento. Facendo un viaggio tra le città della Toscana questo è il quadro che ci appare. -Massa: impianto operativo, ma risponde soltanto alle necessità dei propri cittadini; -Pisa: impianto non operativo da alcuni anni e non si prevede nulla di nuovo all orizzonte; -Firenze: impianto operativo ma risponde alle richieste dei propri cittadini, a quelle dei comuni limitrofi e naturalmente a quelle dei propri soci Socrem; -Pistoia: impianto momentaneamente non operativo, la sua riapertura è prevista entro fine dicembre 2012; -Siena: impianto non operativo, peccato non ci sia nessuno a gestirlo, era l unico forno in Toscana dove potevano essere portati anche i feretri provenienti dalle estumulazioni straordinarie, (quelli con lo zinco/doppia cassa); -Livorno: impianto operativo, ma da gennaio 2012, dato il forte aumento delle richieste dalle città limitrofe, ha cessato di accettare salme da fuori provincia, troppo alto il numero di cremazioni che si stava prospettando. Accetta i propri cittadini, i propri soci Socrem e le imprese funebri che avevano vecchie convenzioni in essere con lo stesso ( ma pare soltanto fino a fine anno); -Arezzo: impianto operativo, ma dato che al momento risponde alle esigenze di oltre mezza Toscana ha lunghi tempi di attesa. Ma possibile che nel terzo millennio, con le cremazioni in aumento vertiginoso la situazione sia così paradossale? Come spiegare alle famiglie di Pisa, di Lucca, o di Carrara, (ho citato queste tre solo per fare riferimento ad un triangolo attualmente in forte disagio), che per cremare un loro caro devono necessariamente andare ad Arezzo nei tempi e nei modi previsti dal forno? Sì, perché i viaggi al forno alla fine saranno due: il primo quando l impresa trasporta il feretro, ma poi bisogna necessariamente tornare all impianto per ritirare l urna, perché c è l attesa!! Ed ecco allora paventarsi davanti alla famiglia una stanza piena di feretri... in fila! Alla luce di ciò, molte famiglie informate dalle imprese funebri sulla reale situazione, decidono di cambiare strada. Molte optano per l inumazione, sempre che i cimiteri di destinazione abbiano ancora lo spazio per poterla permettere. Quale potrebbe essere un ottima soluzione, una valida alternativa per le famiglie? Recentemente abbiamo parlato dei loculi areati, (vedi articolo O.F. Magazine di agosto e di novembre), e qualche giorno fa, abbiamo partecipato all inaugurazione presso il Cimitero di Soffiano a Firenze, della messa in opera degli stessi. Soffiano è la prima struttura ad aver optato per questa scelta, ci dobbiamo augurare che altre amministrazioni comunali e ASL, si impegnino affinché ci sia una soluzione valida alle inumazioni, ma soprattutto per far si che le famiglie possano assicurarsi una tomba in muratura o un colombaro/loculo a prezzi accessibili. Oggi l acquisto del diritto a sepoltura in muratura rappresenta per il bilancio delle famiglie un vero dissesto economico. 6 7

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7 Cronache Italiane La Redazione Bergamo Si discute sul reparto cimiteriale islamico Lettera pubblicata su Bergamonews.it: Egregio Direttore, mi permetto di inviare questa lettera per dare un piccolo contributo alla discussione che in queste ultime settimane si è accesa sul tema dell apertura del cimitero islamico di Colognola. Premetto che non è mia intenzione entrare nel merito delle questioni amministrative o legali in corso, né tanto meno esprimere un giudizio politico sulla questione. Da semplice cittadino, dopo aver letto tanti articoli e commenti, voglio esprimere una mia considerazione sul problema. È una questione di civiltà, umanità e giustizia ha ribadito il sindaco Tentorio. Vi sono i diritti in gioco ha scritto il Vice Presidente Acli di Bergamo. Numerosi giornalisti parlando del funerale del piccolo Yasin (seppellito grazie ad una deroga del sindaco nel cimitero di Colognola) hanno titolato Yasin, simbolo del dialogo. I genitori del piccolo Yasin hanno detto che si può vivere uniti e in pace anche se di religioni diverse e poi ancora è ora che ci si renda conto che questa è l Italia e che l amore vince su tutto, anche sugli scontri tra religioni e battaglie politiche. Sono frasi molto belle e toccanti queste che ho appena riportato, sono frasi che partono tutte da un presupposto: gli islamici non possono seppellire i propri cari in Italia e soprattutto a Bergamo. Commentando la presenza al funerale dell Assessore ai servizi sociali, il Presidente della Comunità Islamica Bergamasca, a conferma di quanto sopra riportato, ha detto: Per noi la convenzione non può aspettare. Ci vediamo costretti a portare le salme dei nostri morti nei paesi d origine, ma si tratta di cittadini italiani, le cui famiglie vivono qui da anni. E se questo presupposto fosse falso? E se l apertura di una sezione speciale del cimitero islamico in Colognola fosse un privilegio e non un diritto? Mi spiego meglio. Tutti i cimiteri di Bergamo e d Italia non sono cimiteri cattolici, sono cimiteri civici dove possono essere seppellite tutte le persone senza distinzione di origine, di cittadinanza e di religione. Pertanto in tutti i reparti del Cimitero Monumentale e degli altri due (Grumello e Colognola) i musulmani possono oggi, ma anche ieri essere tranquillamente seppelliti. E quindi dove è il problema a Bergamo? È forse impedito a qualcuno che abbia una religione diversa dalla cattolica di seppellire i propri cari? Non mi risulta. E allora come mai nasce questo equivoco? Come mai si fanno affermazioni tanto toccanti quanto fuorvianti? Per difendere una idea o un progetto, dico io, che è tutto il contrario dell ideale di integrazione che gli stessi rappresentanti della comunità musulmana vogliono far credere. Infatti la legge italiana dà facoltà e non obbligo ai Comuni di istituire all interno dei cimiteri civici delle sezioni speciali per i non cattolici, forse nella convinzione che l integrazione si può conseguire anche condividendo gli spazi all interno dei cimiteri, senza creare particolari delimitazioni. In ogni caso, tutte le regole del cimitero civico e sottolineo tutte, devono essere rispettate anche nelle sezioni speciali, in quanto parti integranti del cimitero stesso. Il fatto che la Comunità Islamica di Bergamo, per esempio, abbia espressamente voluto e ottenuto un accesso con una porta distinta rispetto all entrata utilizzata da tutti mi fa pensare che non ci sia una volontà di integrazione ma invece una volontà di distinzione e separazione rispetto alla nostra comunità. Le istituzioni devono quindi assecondare tale rivendicazioni? E più in generale noi tutti intesi come comunità dobbiamo accettare, per paura di essere tacciati di razzismo, tale visione di integrazione? Io penso di no, penso invece che le tematiche dell integrazione debbano essere strettamente collegate al rispetto delle regole (che debbono valere per tutti ), al principio dell equità e al principio che i fondamenti delle nostra cultura e del nostro stare insieme non possono essere derogati per i desideri di alcune minoranze. R. Cadonati 12 13

8 ROSSANO Il Comune interviene contro le imprese funebri che hanno fatto vergognare il Paese delle licenze di agenzia di affari per il disbrigo di pratiche di onoranze funebri in capo ai titolari delle società coinvolte nei fatti denunciati pubblicamente e come notificato formalmente in tarda mattinata ai Sindaci di Rossano e di Crosia, al Prefetto, al Questore ed alla Procura della Repubblica. Turbato dalla gravità della vicenda e ribadendo la condanna ferma dell Amministrazione e dell intera comunità per il disumano sciacallaggio subito dalle vittime, dalle loro famiglie, dai presenti e dalla stessa dignità di una Città che non si sente affatto rappresentata dai comportamenti di singoli barbari e incivili il sindaco Antoniotti, che è da giorni in stretto contatto con l Arcivescovo di Rossano-Cariati Mons. Santo Marcianò per la condivisione della data di lutto cittadino riconferma la massima solidarietà dei rossanesi e di tutto il territorio all operosa comunità rumena doppiamente colpita, nel dolore della morte dei propri connazionali e nella stessa dignità di esseri umani. MARSALA - Chiesto un sistema di videosorveglianza cimiteriale Comunicato del Comune di Rossano sui vergognosi fatti accaduti alcune settimane fa: L immagine di Rossano è stata infangata, su tutti i media nazionali, in questi giorni, a causa di comportamenti che rappresentano quanto di più indegno possa verificarsi in una società civile. Quanto accaduto nella notte di sabato 24 sul luogo del gravissimo incidente ferroviario che ha cancellato le vite di 6 lavoratori, distruggendo per sempre altrettante famiglie, è senza alcun dubbio una delle pagine più buie della storia prestigiosa e civile di questa Città. Con la massima fermezza, interpretando il sentimento diffuso nella stragrande maggioranza dei rossanesi, il Sindaco e l Amministrazione Comunale della città cosentina hanno espresso la più ferma e dura condanna per quanto accaduto, deplorando sin da ora quanti, all esito delle indagini in corso, dovessero risultare diretti ed effettivi responsabili di gesti e azioni che di umano non hanno nulla. Non è tollerabile ed accettabile affermano dall Amministrazione che possa esservi tanto vergognoso disprezzo dei defunti, dei loro corpi, del dolore dei famigliari e della stessa sensibilità e commozione di una comunità profondamente colpita da una tragedia, come quella di sabato scorso, che tocca e non può non toccare indistintamente tutti. La particolare situazione venutasi a creare sabato 24, nell immediatezza dell arrivo dei soccorsi ed alla presenza delle forze dell ordine, così come denunciato in atti formali, ha determinato turbamento e concrete minacce all ordine pubblico, con la commissione di atti punibili penalmente e che hanno generato e generano nella collettività paura e disagi. Per queste ragioni, d intesa con il Prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro, con la Questura di Cosenza Commissariato di Pubblica Sicurezza di Rossano guidato dal Dirigente Raffaele De Marco e la Compagnia dei Carabinieri guidata dal Capitano Francesco Panebianco, gli uffici comunali stanno provvedendo in queste ore a perfezionare i provvedimenti di sospensione del Tulps Sono numerosi i furti e gli scippi all interno delle mura del cimitero, e così il Consigliere comunale di Marsala Pino Carnese, ha deciso di indirizzare un interrogazione al sindaco, al Presidente del Consiglio e all assessore preposto su questa preoccupante situazione. È assurdo che nel cimitero di Marsala dichiara Carnese non si può più commemorare i propri cari, senza correre il rischio di essere molestati o di essere scippati. Com è anche assurdo che non si può depositare sulla tomba qualche fiore nel ricordo di un familiare, di un parente, di un amico o di un conoscente perché spesso viene rubato. Il Consigliere del Pdl (gruppo misto), vorrebbe sapere se il sindaco e la Giunta, intendono intervenire con tempestività per la sicurezza del cimitero, istallando magari un sistema di video sorveglianza per scongiurare il ripetersi degli atti e per individuare gli autori; collocando lungo i viali, appositi pulsanti per la chiamata urgente del personale e cartelli che rendano facilmente individuabile l ufficio degli operatori addetti; adottando un diverso sistema per l avviso al pubblico circa la chiusura del cimitero. Inoltre, per quanto riguarda la pulizia afferma Pino Carnese, è necessaria una potatura generalizzata degli alberi e della vegetazione esistente e delle migliorie per rendere meno scivolosi i percorsi dove ci sono le scale

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10 Anche quest anno sta giungendo al termine... Anche il 2012 sta giungendo al termine: un anno che ci ha visti protagonisti di eventi importanti e progetti che speriamo troveranno la loro concretezza nel Dott. Giuseppe Bellachioma La nostra Federazione, con l impegno di tutti, ma anche con alcune note dolenti, ha vissuto una stagione di enormi soddisfazioni che hanno trovato la loro massima espressione nel Congresso che è stato celebrato lo scorso 8 di giugno nel Palazzo delle Fontane a Roma. Il coraggio di affrontare nuove sfide, la forza di confrontarsi a tutti i livelli nazionali e internazionali e quel pizzico di incoscienza che non guasta mai, quando mai ci si accontenta, ci hanno portato ad assumere un ruolo di primissimo piano nella funeraria italiana. Da cosa nasce cosa e dalle luci di un congresso a dir poco meraviglioso per forme e contenuti ci siamo ritrovati a settembre a dover dimostrare che alle parole sarebbero seguiti i fatti.. e i fatti sono seguiti. Il documento programmatico firmato tra Federcofit e Feniof che stabilisce i principi guida verso una collaborazione a dir poco innovativa è stata la condizione fondamentale per avviare il progetto di riunificazione delle Federazioni che l intero comparto si auspica e di cui ha indiscusso bisogno. Altrettanto importante e significativa è stata la risposta di tutto il mondo funerario alla genesi del Consiglio Superiore Nazionale che ha visto sin da subito la partecipazione attiva e attenta di ogni realtà associativa e federativa e di tutte quelle componenti non aggregate che hanno portato un ricco contributo di esperienza e di sinergie all intero organismo. La legge nazionale, le leggi regionali, la comunicazione e soprattutto la voglia di innovare, di fare sinergia, sono i temi principali del Consiglio Nazionale la cui genesi ha anche lo scopo del confronto diretto, della discussione ma soprattutto della realizzazione di tutti quei obiettivi che in passato non sono stati perseguiti causa il prevalere di interessi di parte e logiche personalistiche che male hanno fatto a tutto il comparto funebre I cambiamenti sono inevitabili non possiamo fermare ciò che sta cambiando.. possiamo solo cambiare noi stessi e le logiche superate verso un cammino nuovo per la funeraria italiana. Certo non e tutto oro quello che luccica e con animo sereno ma velato di una leggera tristezza devo constatare che su alcuni aspetti non tutto è stato fatto o meglio di piu poteva esser fatto. Mi riferisco alla difficoltà di mantenere posizioni di bilancio riguardo le quote associative che hanno un po deluso le aspettative e altresì una carenza di partecipazione da parte dei componenti degli Organi della Federazione agli appuntamenti importanti quali la Presidenza e il Consiglio nazionale della federazione che hanno generato poi una mia presa di posizione forte richiamando tutti alle proprie responsabilità ed agli impegni presi soprattutto nel rispetto di coloro che con passione e spirito di sacrificio hanno portato con impegno e passione valore aggiunto per il bene di tutti. A tutti gli associati che non hanno ancora rinnovato l adesione dico: fatelo subito! Dovete essere partecipi e dare il vostro contributo ad una grande azione per l intero settore: quella che è partita con il Congresso di Roma. La speranza è che il 2013 sia un anno in cui la consapevolezza di esser diventati grandi porti ancora più stimolo ed entusiasmo in ognuno di noi e ci proietti seriamente verso obiettivi che fino a pochi anni fa sembravano pindarici e irraggiungibili. A voi tutti un augurio dal profondo del mio cuore di un Natale sereno e di gioia e di un anno nuovo ricco di soddisfazioni personali e collettive.. Con stima e altrettanto affetto porgo i miei auguri più sinceri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo agli amici di Feniof e, senza bisogno di citarli tutti, a tutte le associazioni, i gruppi produttivi, gli imprenditori, le riviste e le organizzazioni fieristiche che insieme a noi hanno deciso di intraprendere un percorso comune di cui tutti dobbiamo esser onorati e assolutamente fieri. Un abbraccio a tutti voi Giuseppe Bellachioma Presidente Federcofit 18 19

11 Il legno: fin dall antichità è stato il primo materiale che l uomo ha usato per costruire e proteggersi. Ecologico, rinnovabile e biodegradabile al 100%, il legno è una risorsa naturale che ha delle caratteristiche che lo rendono unico e insostituibile. Vallevaraita Del Bosco Società Cooperativa Via Rossana Piasco(CN) Tel Fax EUROPAG spa Via Fante d'italia Giavera del Montello(TV) Tel F.A.C. F.LLI RESMINI srl Via Castel Ronzone, Lurano(BG) Tel Fax FERRARI spa Via Marzan Peschiera del Garda(VR) Tel Fax GRUPPO URCIUOLI snc di Fulvio Urciuoli & C. Zona Industriale Pianodardine Avellino(AV) Tel Fax INDUSTRIA DEL LEGNO PINO SPAGNOLETTI srl Via Bari Località Ponte Giovinazzo(BA) Tel Fax LOMBARDA LAVORAZIONE LEGNO srl Via Milano, 44 - Frazione Mandolossa Gussago(BS) Tel Fax LORANDI spa Via A. Vespucci 7/ Nuvolera(BS) Tel Fax ROTASTYLE srl Via Ghiaie Presezzo(BG) Tel Fax SCACF spa Località Pitigliano 23/ San Giustino(PG) Tel Fax STRAGLIOTTO spa Via Bassano Rossano Veneto(VI) Tel Fax MARCO GHIRARDOTTI Presidente Assocofani ASSOCOFANI 20 21

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14 I Sikh e la morte Dall India attraverso meditazione, filosofia e religione. Dott. Antonio Fiori Da alcuni anni alcune comunità Sikh si sono stabilite anche in Italia, prevalentemente immigrati dal subcontinente indiano, e al giorno d oggi sono circa i fedeli di questa religione che vanno a comporre la seconda comunità Sikh più grande d Europa dopo il Regno Unito. Nel nostro paese sono presenti circa 33 edifici per il culto sikh (i Gurdwara), il più antico si trova a Novellara, l estate dello scorso anno è stato inaugurato a Pessina Cremonese il più grande tempio sikh d Italia, uno dei più grandi d Europa. I Riti Il termine Sikh significa discepolo, i Sikh credono in un solo Dio e negli insegnamenti dei dieci maestri (i Guru), contenuti nel Shri Guru Granth Sahib ji, il libro sacro dei Sikh, questo fu compilato e curato nel 1604 dal quinto Shri Guru Arjan dev ji, si tratta dell unica scrittura al mondo che è stata redatta dai fondatori di una religione nel corso della loro stessa vita. Questo culto è stato fondato da Shri Guru Nanak ji, nato nel 1469, insieme ai nove Guru che gli sono succeduti un magnifico esempio di vita spirituale. Il decimo e ultimo Guru, Shri Guru Gobind Singh ( d.c.) nel 1699 diede un identità distintiva ai Sikh introducendo la cerimonia del battesimo. I primi cinque Sikh battezzati furono chiamati Panj Pyare (i cinque diletti), questi a loro volta battezzarono il Guru su sua richiesta, un evento fino a quel momento mai verificatosi nella storia dell umanità. Alla sua morte Guru Gobind Singh stabilì che l ultima autorità spirituale dei sikh fosse il Shiri Guru Granth Sahib ji e che il potere temporale fosse attribuito alla comunità dei Sikh, la Khalsa Panth. Le cerimonie più rilevanti ed importanti per i Sikh sono quelle associate all esistenza umana, come la nascita, l attribuzione del nome al bambino, il battesimo (Amrit), il matrimonio (l Anand Karj) e il funerale. La religione Sikh considera la morte come un evento naturale attribuibile alla volontà divina, non sono ben viste infatti le manifestazioni eccessive del dolore durante le cerimonie funebri, inoltre è proibito il culto dei morti attraverso lapidi e immagini, il corpo non è altro che un involucro per l anima che viene liberata una volta sopraggiunta la morte per raggiun

15 gere il creato e congiungersi con Dio. La morte è un atto di Dio e deve essere accettata senza remore, tutti gli inni e le commemorazioni del rituale oltre ad aiutare l anima a liberarsi dai vincoli della reincarnazione e diventare una cosa sola con Dio, servono anche a convogliare le emozioni e i pensieri verso il Supremo e a ricordare la fugacità dell esistenza umana. Il corpo del defunto viene lavato, vestito e successivamente collocato in una bara, accanto ad esso vengono solitamente posizionati alcuni oggetti dall alto valore simbolico per i Sikh: un bracciale di ferro (Kara), un coltello (Kirpan) che rappresenta la compassione e il compito di difendere la verità, un pettine (Kangha), un intimo (Kachera) e una ciocca di capelli lunghi non tagliati (Kesh). La veglia solitamente avviene in casa o in un luogo di culto, qui tutti i presenti, per consolare i famigliari, reciteranno senza sosta per quarantotto ore le Scritture insieme a loro, la lettura continuerà poi anche nei dieci giorni successivi fino a leggere l intero libro sacro. In seguito il corpo verrà cremato (pratica più diffusa) oppure sepolto, per il rito funebre gli uomini indosseranno un velo nero, mentre per le donne sarà bianco, prima della cremazione si prega e vengono intonati inni sacri per sancire una sorta di distacco dal triste evento e favorire la separazione dell anima dal corpo, un famigliare ha il compito di dare fuoco alla pira funebre mentre il resto dei presenti continua le preghiere e i canti, le ceneri verranno successivamente disperse in un canale o nel fiume più vicino. Avvenuta la cremazione del corpo, i famigliari ritornano a casa e proseguono le letture e i canti insieme al resto del presenti, tutti si lavano in segno di purificazione, mentre per purificare l intera casa viene accesa una candela di ghee (una sorta di burro) e cotone, i vicini si occupano di preparare il pasto per i famigliari. Il lutto durerà al massimo cinque settimane, al primo anniversario della morte la famiglia dovrà recitare una preghiera e preparare un pasto cerimoniale, un modo commemorare e ricordare il defunto

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17 La festa di Yule Dalle tradizioni Germanica e Celtica per commemorare il solstizio d inverno Dott. Antonio Fiori Si tratta di una ricorrenza precristiana che veniva celebrata intorno al 21 dicembre nell emisfero settentrionale e introno al 21 giugno in quello meridionale, nonostante siano numerosi i riferimenti a Yule nelle saghe islandesi, scarseggiano i documenti circa la natura delle celebrazioni Tradizioni Il solstizio d inverno è prima di tutto un evento astronomico, il sole (nel suo moto apparente), raggiunge il punto più basso sull orizzonte e la sua traiettoria in cielo appare più breve, tutto questo accade nel periodo che va dal 21 al 25 dicembre, è permette il verificarsi del giorno più breve e, di conseguenza, della notte più lunga dell anno, dopo di questa le giornate ricominciano poco alla volta ad allungarsi. L origine della parola Yule non è chiara, alcuni linguisti ritengono abbia una derivazione norrenica, più precisamente da Hjól (ruota), con riferimento al fatto che, nel solstizio d inverno, la ruota dell anno si trova al suo estremo inferiore e inizia a risalire. Atri suggeriscono invece che Jól derivi dalle lingue germaniche, più precisamente da un substrato linguistico pre-indoeuropeo. Nei linguaggi scandinavi, il termine Jul ha entrambi i significati di Yule e di Natale, talvolta viene anche usato per indicare altre festività di dicembre. Il termine si è diffuso anche nelle lingue finniche per indicare il Natale (in finlandese Joulu), nonostante tali lingue non siano di ceppo germanico. Lo Yule era caratterizzato da un periodo di riposo e danze, che in Islanda continuò a essere celebrato per tutto il medioevo, fino all epoca della riforma. Durante le celebrazioni veniva spesso sacrificato un maiale per onorare del dio norreno Freyr, questa usanza in particolare è giunta fino ai giorni nostri restando nella tradizione della cultura scandinava, dove a Natale si consuma carne di maiale. La ricorrenza celebrava la nascita del Sole Bambino, il figlio divino, il nuovo sole che ri-

18 porterà la Luce in un intrecciarsi di significati quali la speranza, la rigenerazione e la sconfitta delle tenebre. Festa di Luce e di allegria pervasa dallo spirito della rinnovata certezza di calore e prosperità, in questo giorno infatti il Vecchio Dio Sole si sacrificava e cedeva il suo trono al Sole Bambino, nato dal grembo oscuro e notturno della Dea, la Luce che nasce dall Ombra dunque, questa nascita era soprattutto una promessa, ovvero il ritorno delle energie in primavera ed estate, queste garantiranno fecondità alla terra e sostentamento agli uomini. Yule veniva celebrato attraverso il fuoco, un ceppo di quercia decorato con aghi di pino e pigne e poi bruciato per simbolizzare il ritorno del sole, un pezzo di ceppo veniva però salvato e tenuto durante l anno per proteggere la casa. I bambini si recavano nelle altre case per regalare mele speziate ai chiodi di garofano e arance pieni di chiodini infilati nella buccia, che tenevano in cesti di rami di pino insieme a dei gambi di grano ricoperti di farina. Le arance e le mele rappresentavano il sole, i rami l immortalità e il grano simboleggiava il raccolto. Infine la farina era la consapevolezza del trionfo, della luce e della vita. Ma lo Yule è stato ripreso come una delle principali festività del neopaganesimo, alcune tradizioni, riscoprendo le antiche spiritualità pagane, celebrano la morte dello Holly King (Re agrifoglio che simbolizza l anno vecchio ed il sole al declino), per mano del suo successore Oak King (Re Quercia), che simboleggia l anno nuovo ed il sole, in altre tradizioni si celebra la nascita del nuovo dio Sole, il rituale tradizionale prevede una veglia celebrata dal tramonto all alba successiva per assicurarsi che il sole sorga nuovamente. Questa festività pagana pare abbia molti punti in comune con la festa del Natale, sembra infatti che tutto ebbe inizio quando i missionari iniziarono la conversione dei popoli germanici, per fare questo dovettero adattare alla tradizione cristiana numerosi simboli e feste locali, e così lo Yule venne convertito in Natale, mantenendo però alcune sue tradizioni originarie. Il Natale stesso sarebbe la versione cristiana della rinascita del sole, fissato al 25 dicembre da Papa Giulio I ( ) con il duplice scopo di celebrare Gesù e allo stesso tempo creare una celebrazione alternativa alla più popolare feste pagane diffuse in quasi tutta l Europa. La festa di Yule venne quindi adattata al Natale, mantenendo però alcune delle sue tradizioni originarie, alcuni simboli del Natale sarebbero quindi derivati dallo Yule, come l uso decorativo del vischio e dell agrifoglio e l albero di Natale. Così come gli alberi da frutta, anche i sempreverdi sono un elemento fondamentale delle celebrazioni del solstizio invernale. L albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l anno, è un ovvio simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l oscurità dell inverno

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