BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

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1 CAMERA DEI DEPUTATI BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI INDICE - RESOCONTI: COMMISSIONI RIUNITE (I11 e XI) Pug. 3 GIUSTIZIA (IV) )) 10 BILANCIO E PROGRAMMAZIONE - PARTECIPAZIONI STATALI (V) )) 13 DIFESA (VII) )) 17 INDUSTRIA (XII) )) 21 COMITATO PARITETICO BICAMERALE PER L INDAGINE CONOSCITIVA SULL ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA DEGLI AUTOVEICOLI.. )) 23 C 1-43 CONVOCAZIONI: MARTED~ 27 GIUGNO 1978: Commissione inquirente per i procedimenti di accusa Pag. 29 Commissioni riunite (I e 11) n 29 Affari costituzionali (I) )) 30

2 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 Commissione parlamentare di inchiesta sulla fuga di sostanze tossiche avvenuta il 10 luglio 1976 nello stabilimento ICMESA e sui rischi potenziali per la salute e per l ambiente derivanti da attivitd industriali Pag. 31 MERCOLED~ 28 GIUGNO 1978: Affari costituzionali (I) )) 32 Affari esteri (111) )) 33 Giustizia (IV) )) 34 Bilancio e programmazione - Partecipazioni statali (V) )) 35 )) )) )) )) )) Istruzione (VIII) Trasporti (X) Agricoltura (XI) Industria (XII) Igiene e sanitd (XIV)

3 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 COMMISSIONI RIUNITE (I11 Affari esteri e XI Agricoltura) GIOVEDÌ 22 GIUGNO 1978, ORE 10,lO. - Presidenza dei Presidenti della ZII Commissione, CARLO Russo, e della XI Commissione, BORTOLANI. - Intervengono i Ministri degli affari esteri, Forlani, e dell agricoltura e foreste, Marcora, e il Sottosegretario di Stato per gli &ari esteri, Sanza. COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SULLA POLITI- CA AGRICOLA COMUNITARIA IN VISTA DEL CONSIGLIO EUROPEO DI BREMA. I1 Presidente della XI Commissione Agricoltura, Bortolani, sottolinea l importanza dell odierno dibattito in vista del prossimo incontro dei Capi di Stato o di Governo europei a Brema, ove si cercherh di individuare le linee di una efficace politica di rilancio delle tematiche europee, in particolare per gli aspetti strutturali e socio-economici. In questo ampio quadro, si dovrà cercare di verificare anche la validità delle politiche settoriali e regionali, con particolare riguardo al settore agricolo, per il quale appare estremamente utile sollecitare un maggiore coordinamento e garantire un più equo rapporto tra la produzione agricola delle regioni continentali e quella delle aree mediterranee. In questa ottica, si erano gia raggiunti alcuni risultati positivi sotto l impulso del ministro Marcora, con l approvazione di una risoluzione che ha costituito l antefat- to dell approvazione del successivo a pacchetto mediterraneo D. Ma, considerato che esistono oltre che due Europe agricole, anche due Italie agricole, con grosse disparità di reddito tra nord e sud, la Commissione agricoltura ha ritenuto di approvare recentemente una risoluzione che ha indicato ulteriori principi e finalitti della azione italiana in sede CEE, che consentono una maggiore garanzia per l agricoltura nazionale. Ciò risponde non solo a precise necessità del nostro Paese, ma anche allo spirito del Trattato di Roma, e in particolare all articolo 39: con questi intendimenti, di confermare cioh la volontà europeistica italiana ma di sollecitare anche l accoglimento delle giuste richieste di una maggiore tutela, si h promosso l odierno confronto con il Governo. I1 Ministro degli esteri, Forlani, rileva che sui problemi della politica agricola comunitaria C è stato un costante collesamento tra il suo dicastero e quello dell agricoltura, che ha consentito di esprimere in ogni sede posizioni univoche sulle quali è particolarmente utile che il Parlamento esprima, come nella riunione odierna, le proprie valutazioni alla vigilia del Consiglio europeo di Brema e del vertice dei sette paesi maggiormente industrializzati dell occidente, tra cui l Italia, che avrà luogo a Bonn il 15 e 16 luglio. Le due riunioni sono connesse per molti aspetti. AI centro del dibattito di Brema

4 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno e di Bonn sono quattro temi principali. I1 primo riguarda l impegno per un rilanci0 economico concertato dei paesi interessati; si tratta, in particolare, di ottenere dalla Repubblica federale tedesca e dal Giappone l adozione di misure addizionali per il rilancio delle loro economie. I1 secondo tema riguarda la strada da percorrere verso una maggiore coesione monetaria all interno della CEE e all esterno nei confronti delle altre monete. I1 terzo tema tocca l impegno americano per la stabilizzazione del dollaro. I1 quarto, infine, verte sulle misure da adottare su scala generalizzata per contrastare le spinte protezionistiche e giungere ad una riconversione industriale, laddove essa è necessaria. Per quanto riguarda l esigenza di un migliore equilibrio all interno della politica agricola comunitaria, il Governo italiano già nel luglio dello scorso anno trasmise un promemoria che è alla base del cosiddetto pacchetto mediterraneo presentato dalla Commissione di Bruxelles alla fine del 1977 e per la maggior parte approvato dal Consiglio dei ministri, che si è anche impegnato a risolvere entro il 30 settembre prossimo vari problemi rimasti in sospeso, tra cui il rimboschimento delle regioni aride e l assistenza tecnica. Anche se permangono squilibri, il pacchetto presenta per l Italia numerosi vantaggi, pur non essendo in grado di risolvere tutti i problemi aperti, soprattutto quelli dell Italia meridionale che non possono essere visti solo nel quadro della politica agricola ma devono essere inquadrati in una più ampia dimensione regionale. I1 pacchetto inoltre, nel mentre costituisce un qualche corrispettivo per i sacrifici da noi sopportati in agricoltura, non può soddisfare l esigenza di un riequilibrio di tale settore in previsione dell ampliamento della Comunità europea. I1 Governo italiano è sempre stato fautore di tale ampliamento, di cui non si nasconde i problemi ma che servirà anche ad aumentare in seno alla CEE il peso delle regioni mediterranee. Ogni paese della Comunità ha subito delusioni in tutti questi anni e non poteva essere diversamente; si tratta oggi di inserire le nostre e le altrui richieste in una visione più equilibrata dell insieme degli interessi comunitari. I1 ministro dell agricoltura, Marcora, ricordate l origine e le cause degli squilibri esistenti all interno della Comunith nel settore dell agricoltura, osserva come, pur essendo il bilancio della Comunità impiegato quasi per intero per la produzione agricola, in seno ad esso sia assai ampia la sperequazione tra ciò che si spende per sostenere i mercati e la produzione - specie nei settori lattierocaseari, cerealicolo e della carne, assai poco per l agricoltura mediterranea - e ciò che si spende per l ammodemamento delle strutture, essenziale per la nostra agricoltura. Rileva ancora che mentre, a seguito della politica dei paesi più forti, si venivano consolidando le barriere doganali con i paesi terzi per i beni continentali, il procedimento inverso per i prodotti mediterranei danneggiava non poco l agricoltura italiana Nel 1975, durante la presidenza italiana, si poté giungere alla votazione da parte del Consiglio dei ministri della Comunità di un ordine del giorno con il quale, preso atto dell esistenza dei denunciati squilibri e della necessità di correggere i meccanismi che li producevano, si investiva la Commissione del problema. La Commissione presentava solo nel novembre del 1977 il cosiddetto ~pacchetto mediterraneo D, che aveva I obiettivo di riequilibrare la situazione. L Italia si è mossa non con la logica delle grandi barriere doganali e dell aumento dei prezzi, perseguita per i prodotti continentali, ma con l obiettivo dell unicità dei prezzi, della solidità finanziaria e della preferenza comunitaria, da realizzare, quest ultima, attraverso incentivazioni in grado di favorire la commercializzazione dei nostri prodotti. Questa politica, che ha avuto indubbio successo, va perseguita anche in vista dell allargamento della Comunità ad altri paesi mediterranei, potendo contribuire a rendere tale fatto meno pesante: ma si tratta di una strada difficile, nel battere la quale l Italia si trova spesso sola, specie laddove chiede un mi-

5 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 nimo di programmazione. Problemi esistono anche sul versante interno, e, ovviamente, anche di questi è necessario farsi carico. Questa politica italiana ha prodotto negli ambienti comunitari un atmosfera di fastidio e di scarsa disponibilità nei confronti del nostro paese, che va combattuta e dissipata attraverso un opera in cui sarà importante l azione del Ministero degli esteri. 11 Presidente Carlo Russo dichiara aperto il dibattito sulle comunicazioni del Governo. I1 deputato Compagna si sofferma su due punti specifici accentuati nelle relazioni dei due ministri: la cc via stretta )) italiana nel settore agricolo e le connessioni tra pacchetto mediterraneo e revisione delle politiche settoriali. Quanto al primo punto, sottolinea che, a suo avviso, la via non è solo stretta ma in salita: dalla seconda metà degli anni sessanta, dopo una politica agricola in espansione, l Italia è passata ad una posizione difensiva, dovendo subire la concorrenza degli altri paesi mediterranei, anche sulle esportazioni, e, nel contempo, e le necessità dello smaltimento delle eccedenze dei paesi continentali, con aggravi0 non lieve della bilancia dei pagamenti. A queste cause di natura sovranazionale, si aggiunge che il modello di sviluppo ipotizzato per il Mezzogiorno è entrato in crisi, in quanto il previsto slittamento delle tecnologie avanzate verso le regioni meridionali tende a saltare queste ultime, indirizzandoli verso altre zone, a causa del costo del lavoro, non concorrenziale rispetto ad altre regioni. Questi elementi non consentono un eccessivo ottimismo sul futuro, e lo stesso suggerimento del ministro Marcora di puntare sulla qualità della produzione può dimostrarsi valido solo se accompagnato dalla soluzione delle altre questioni dallo stesso ministro esposte. Quanto al secondo punto, il pacchetto mediterraneo rappresenta indubbiamente un passo avanti nel momento in cui privilegia il criterio della specificità territoriale, ma non risolve i problemi italiani, potendo concretarsi in una forma di compenso, quando sia colle- gato - come sembra - alla revisione della politica comunitaria finalizzata all allargamento della stessa. In realtà bisogna anche ripensare la nostra politica interna, caratterizzata da una mancata attuazione delle direttive comunitarie che non ha certo provocato consensi nei nostri con- Fronti. Sottolinea, infine, che è necessario perseguire una strategia che privilegi il coordinamento tra la politica regionale, di natura orizzontale, e quelle settoriali, di natura verticale: la prima non deve essere neutralizzata dalle seconde né deve provocare ulteriori squilibri; conclude dichiarando di condividere le proposte del ministro Marcora circa i criteri di specializzazione e commercializzazione dei prodotti. 11 deputato Riccardo Lombardi ritiene che la scarsa capacith ricettiva e le carenze strutturali del nostro paese non ci consentano di utilizzare nel migliore dei modi gli aiuti della CEE. La causa prima della nostra scarsa incidenza sugli affari comunitari dipende quindi da noi. Sottolinea poi l esigenza di definire una politica monetaria comune, senza la quale molte iniziative positive della CEE risultano inefficaci. Sul tema della stabilità monetaria C è a tutt oggi una scarsità di apporti e di volontà ed anche il Parlamento italiano non ha ancora affrontato in modo conveniente questo aspetto. 11 deputato Esposto, dopo aver sottolineato l opportunità che il Governo si impegni per un organica revisione della politica agricola comunitaria al Consiglio di Brema, non perché in quella sede vengano prese decisioni operative, ma perché siano fissate direttive generali, osserva che proprio da tale revisione può derivare una soluzione per lo sviluppo dell economia italiana, che deve tener conto - se vuole essere concreta ed operativa - anche dello sviluppo delle economie degli altri paesi della CEE. L essenza del problema sta appunto in ciò, che non si riesca a sanare gli squilibri esistenti, che tendono a scaricare sul consumatore tutte le tensioni presenti sul mercato, permettendo così

6 Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 che si delinei, come conseguenza generale, il (c suicidio D delle economie più deboli. Fa presente che l auspicata rinegoziazione degli accordi, collegata al riequilibrio degli altri settori economici e, in particolare, del settore della politica monetaria, non mira a porre in discussione i Trattati di Roma, ma a criticare il modo con il quale quei trattati furono applicati. Ritiene quindi improrogabile un azione a favore di un riequilibrio dei mercati agricoli, anche in rapporto con i paesi non facenti parte della CEE; in proposito, un allargamento dei rapporti economici con tali paesi deve passare anzitutto per un riequilibrio interno ai singoli paesi della Comunità. Rileva, in tal senso, la necessità di rendere coerenti i rapporti tra impegni presi all interno del paese ed impegni presi in seno alla Comunità; di risanare gli squilibri nazionali tra agricoltura ed industria, nonché di riportare coerenza nei rapporti intercorrenti tra Comunità e regioni. In questo quadro, il Governo dovrà proporre a Brema la rinegoziazione degli accordi, facendosi portatore della esigenza di ottenere un programma pluriennale di interventi, da attuare con una gradualità che dia certezza di realizzazione. Chiede in conclusione, poiché non è in questa sede possibile per le Commissioni votare documenti impegnativi per il Governo, che almeno quest ultimo precisi con chiarezza i suoi concreti orientamenti. 11 Presidente Carlo Russo sospende brevemente la seduta per consentire ai deputati di prendere parte ad alcune votazioni in corso di svolgimento in Assemblea. (La seduta, sospesa alle 12,25, riprende alle 13,20). I1 deputato Lo Bianco osserva che lo sviluppo dell agricoltura italiana e quello dell agricoltura comunitaria sono strettamente collegati e presuppongono una concreta revisione dei meccanismi operativi, causa dei ben noti svantaggi di cui soffre insieme alla CEE l economia agricola ita- liana. Rileva che il pacchetto mediterraneo, anche se costituisce un notevole passo in avanti, è solo l inizio di una positiva revisione degli accordi. Tuttavia, fino ad oggi si sono accumulati rendite di posizione ed egoismi nazionali che hanno condotto a pesanti squilibri in Europa tra centro-nord e sud. E necessario superare tali protezionismi settoriali e rilanciare una politica economica e monetaria comune, soprattutto in merito ai problemi della lira verde e della creazione di una unione monetaria. In proposito è auspicabile un reingresso della lira nel serpente monetario, anche al fine di correggere le distorsioni derivanti dai montanti compensativi. Ritiene che tali importi compensativi monetari siano un errore e conducano ad una spinta inflazionistica superiore a quella che potrebbe derivare da un libero lievitare dei prezzi. Per questi motivi i prowedimenti contenuti nel pacchetto mediterraneo debbono ricevere opportuni completamenti, per consentire un sostanziale riequilibrio delle politiche agricole. E necessario anche rivedere la politica italiana e comunitaria in merito alle eccedenze di produzione. Ritiene utile pervenire ad una armonizzazione delle produzioni agricole che riduca le tensioni concorrenziali tra i diversi paesi della CEE, mentre per il momento è necessario prevedere una effettiva regionalizzazione della politica comunitaria, anche con l adozione di meccanismi deroganti che vengano incontro alle esigenze delle zone depresse dell Europa, come sono le aree mediterranee. I1 deputato Cardia ritiene che stia emergendo l esigenza di superare l orizzonte entro cui è rimasta fino ad oggi confinata l azione italiana dall inizio della Comunità, una azione che è stata puramente difensiva. Anche il pacchetto mediterraneo, che pure in sé contiene elementi moderatamente positivi, si inquadra in questa ottica difensiva e non è idoneo a correggere le carenze di fondo della politica della CEE. E necessario che l Italia ribalti questa ottica facendosi carico della necessità di costruire l unione economica

7 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 e politica europea e di contribuire ad un nuovo ordine economico internazionale. Per il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo il nostro paese può svolgere un ruolo non trascurabile. I problemi della espansione mondiale devono essere visti in un quadro globale che tenga anche conto delle masse umane che vivono in condizioni precarie. Se non ci sarà questa apertura internazionale da parte degli Stati economicamente forti, si rischia di andare verso una guerra commerciale ed altre spiacevoli conseguenze. Per quanto riguarda in particolare la politica agricola, non bisogna dimenticare che essa è alla base di ogni unione economica della CEE. Auspica infine che il Governo italiano faccia presenti nelle riunioni di Brema e di Bonn le richieste emerse nell odierno dibattito. I1 deputato Mora ritiene di potersi riconoscere nelle posizioni, per altro non molto differenziate, enunciate dai due ministri prexnli. Lià atto al Governo, ed al ministro Marcora in particolare, dei positivi risultati ottenuti fino ad oggi, seguendo la politica pragmatica dei (( piccoli passi n, non priva tuttavia di ampio respiro e di organicità: una politica che, al di 18 delle critiche e degli stimoli emergenti da questo dibattito, deve essere sostenuta ed incoraggiata. I1 deputato Valensise rileva che, in vista dei prossimi incontri di Brema e di Bonn, è necessario un rinnovato impegno dei Governi dei paesi della Comunità per il rilancio della politica agricola. Sottolinea la necessità che all interno della CEE si superino le divergenze esistenti, analogamente a quanto deve avvenire in seno ai singoli Stati tra le diverse regioni. In caso contrario, la CEE diverrà uno strumento capace solo di approfondire i divari economici tra i paesi che ne fanno parte. Nonostante l obbiettiva maggiore decisione del Governo nel tentare di modificare la situazione sfavorevole in cui versa l Italia, appare necessario chiarire la vera posizione del paese nei confronti degli altri partners europei, aggredendo in primo luogo quei (( regolamenti di fer- ro D, che sono causa dei lamentati squilibri tanto dannosi per l Italia, ed ottenerne la revisione; ponendo al bando ogni residuo protezionismo. Auspica, in conclusione, che la drammaticità della situazione spinga a superare gli squilibri esistenti, anche al fine di contribuire all effettiva realizzazione di una Comunità europea finalmente allineata con i fini contenuti nei trattati che l hanno istituita. I1 deputato Spinelli ritiene che non si debba andare alla riunione di Brema solo con un dossier di rivendicazioni italiane; bisognerà invece ricercare sui vari problemi soluzioni comuni. A tal fine richiama tre esigenze fondamentali: la prima è che le spese per la garanzia dei prezzi debbano avere un limite massimo; la seconda è che i cosiddetti montanti compensativi debbano essere soppressi in pochi anni, essendosi rivelati strumenti perversi; la terza è l esigenza di una politica regionale più adeguata nonché uno spostamento delie somme per l agricoltura dal settore garanzia a quello orientamento. 11 deputato Sedati porta la sua completa adesione alle esposizioni dei ministri Forlani e Marcora e all azione da essi svolta in sede comunitaria. Non è giusto, Eome alcuni fanno, esprimere un giudizio zlobale negativo sulla politica agricola comunitaria che ha arrecato invece indubbi vantaggi alla nostra agricoltura, pur con :arenze e difetti che ci si deve sforzare 3 eliminare. La politica agricola deve essere essenzialmente di sviluppo e deve 3erseguire un obiettivo di riequilibrio che lassi attraverso il coordinamento monetaio ed economico, in attesa di giungere ad ma vera e propria unione in tali settori. Izioni di riequilibrio si impongono anche ier difendere l efficienza dei nostri merca-.i dalla concorrenza spesso artificiosa dei iaesi terzi. Anche l ampliamento della ;EE deve essere visto in un ampio pro- :esso generale di riequilibrio e così il jacchetto mediterraneo che, al di 18 del ;uo contenuto specifico pure apprezzabile, :ostituisce una modifica di tendenza ed rriva al momento giusto; esso inoltre

8 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 giova anche agli altri Paesi mediterranei che si apprestano ad entrare nella Comunità europea. I1 deputato La Torre ritiene che le esposizioni dei ministri degli esteri e dell agricoltura non possano considerarsi eloquenti in merito alla reale volontà italiana di rivedere sostanzialmente le strutture della politica agricola comunitaria. I1 rilancio economico concertato ed il riequilibrio delle economie agricole dei vari paesi della CEE - punti che si vogliono mettere all ordine del giorno del prossimo Consiglio di Brema - hanno bisogno di una capacità di contrattazione, che non sembra potersi evincere dalle dichiarazioni del Governo. Gli sforzi del Governo italiano si devono inserire nel quadro di una programmazione economica generale, che preveda anche un piano di priorità capace di consentire la adozione di incentivi idonei a dar vita ad uno sviluppo equilibrato dell economia europea. Ogni altro tipo di revisione degli accordi urterh contro l impossibilith di ottenere la reale eliminazione delle contraddizioni presenti al momento, come ad esempio quella riguardante le produzioni strutturalmente eccedentarie. In conclusione, ribadisce l inadeguatezza degli orientamenti del Governo e la necessità che quest ultimo elabori un vero e proprio memorandum, che indichi i principi generali e gli strumenti operativi idonei a risolvere concretamente gli squilibri lamentati. I1 deputato Granelli sottolinea tre punti essenziali. I1 primo è l esigenza di completare il pacchetto mediterraneo che costituisce un punto di partenza per una revisione complessiva della politica agricola comunitaria. I1 secondo è la necessità di adottare misure concrete per frenare la fluttuazione selvaggia delle monete che ha effetti disastrosi sulla CEE e in particolare sul mercato agricolo. Anche i montanti compensativi sono disastrosi in quanto alterano il mercato. I1 terzo è il problema di awiare procedure adeguate per una revisione della politica agricola della CEE. I1 deputato Salvatore auspica che il Governo possa ulteriormente precisare la linea che seguirà al Consiglio europeo prima che questo si apra, in modo da consentire alle forze politiche di valutare ulteriormente la situazione. I1 Presidente Carlo Russo dichiara così esaurito l elenco dei deputati iscritti a parlare. Si passa alle repliche del Governo. PP ministro Marcora rileva che la crisi del petrolio, la disoccupazione, i problemi idrogeologici ed i problemi sociali che affliggono l Italia e l Europa hanno purtroppo messo in soffitta una impostazione largamente liberistica della politica agricola comunitaria. Nelle previsioni dei consumi generali mondiali ci sono problemi che impongono una riflessione approfondita in senso favorevole al successo dei rapporti tra l Italia e la Comunità economica europea ed in questo quadro deve essere valutata l iniziativa italiana tesa ad imporre in modo irreversibile la revisione degli accordi economici ed agricoli. Non si può prescindere da un impostazione generale della questione che tenga conto non solo degli squilibri esistenti tra centronord e sud Europa, ma anche degli interessi del consumatore e di un nuovo sviluppo dell economia europea. In questo senso, soffermarsi su singoli aspetti pregiudizievoli per l agricoltura italiana è riduttivo di una politica che non può perdere di vista il quadro generale. Se l Italia 6 penalizzata dai meccanismi comunitari, il Governo lo farà presente a Brema, ma non per ottenere un irrigidimento delle barriere doganali, bensì un adeguata incentivazione per i prodotti italiani ed una garanzia a favore del consumatore. D altronde, non è certo possibile reputare negativo il rapporto tra l Italia e la CEE, anche se è necessario impostare una politica di rinegoziazione che corregga gli squilibri settoriali esistenti. In questo senso, il Governo si sta muovendo; la riforma della politica agricola comunitaria è già comin-

9 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 ciata, si tratta di farla continuare impegnando a Brema i partners della Comunità. I1 ministro degli esteri, Forlani, esprime il suo apprezzamento per la discussione odierna dalla quale sono emersi elementi e suggerimenti utili per il Governo. Prima del Consiglio europeo di Brema, si svolgerà una riunione interministeriale nel corso della quale saranno valutati anche i suggerimenti parlamentari al fine di concordare la linea che il Presidente del Consiglio seguirà nel vertice europeo. La battaglia portata avanti dall Italia non è improwisata ed il ministro dell agricoltura, nelle posizioni da lui assunte, ha sempre avuto l appoggio totale del Governo ita- liano. I1 pacchetto mediterraneo costituisce già un successo, né si deve dimenticare che la nostra iniziativa era stata accolta in un primo momento con generale scetticismo. I1 pacchetto, inoltre, non deve essere considerato un fatto occasionale di pressione corporativa ma un varco aperto verso la definizione di una più idonea ed equilibrata politica comunitaria. Fa notare, infine, al deputato Salvatore che dei problemi in esame si potrà forse fare cenno, prima del Consiglio europeo di Brema, nell incontro che dovrebbe svolgersi tra il Presidente del Consiglio e i segretari dei partiti della maggioranza, nei prossimi giorni. LA SEDUTA TERMINA ALLE 16,25.

10 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 IV COMMISSIONE PERMANENTE (Giustizia) IN SEDE LEGISLATIVA GIOVED~ 22 GIUGNO 1978, ORE 10,20. - Presidenza del Vicepresidente SPAGNOLI. - Intervengono il ministro di grazia e giustizia, Bonifacio ed il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia, Speranza. Disegno e proposte di legge: Modifiche al sistema penale (1799) (Parere della I e della I1 Commissione); Morini e Fioret: Modifica dell articolo 636 del codice penale (60); Bianco ed altri: Modifiche alla legge 24 dicembre 1975, n. 706, e introduzione di pene accessorie e di misure di sicurezza patrimodale per taluni reati (1262). (Seguito della discussione e rinvio). I1 Presidente ricorda che nella seduta del 5 aprile 1978 è stato demandato ad un Comitato ristretto, presieduto dal relatore, il vaglio preliminare degli articoli. I1 relatore Sabbatini dichiara che il Comitato ristretto ha svolto un intenso lavoro e, con la valida collaborazione dell ufficio legislativo del Ministero della giustizia e degli uffici della Camera, ha proceduto in particolare ad una attenta ricognizione delle fattispecie depenalizzate e degli altri reati di lieve entità per i quali si poteva ipotizzare l estensione della portata del provvedimento. Sulla scorta delle conclusioni cui è pervenuto il Comitato ristretto, annuncia la presentazione di emendamenti agli articoli del disegno di legge. I1 ministro Bonifacio esprime vivo apprezzamento per il lavoro svolto dal Comitato ristretto, conclusosi con il proposito di migliorare il testo governativo senza alterarne le linee fondamentali. Occorre ribadire che il disegno di legge non segna un indebolimento della tutela degli interessi finora protetti dalla legge, ma tende anzi ad accentuare questa tutela, anche attraverso la depenalizzazione, che opera in materie nelle quali la repressione penale si dimostra in concreto meno efficace delle sanzioni e delle procedure amministrative. La Commissione passa quindi all esame degli articoli del disegno di legge numero 1799, prescelto come testo base. I1 relatore presenta un emendamento interamente sostitutivo dell articolo 1, che, assieme ad altro emendamento interamente sostitutivo dell articolo 2, include nella depenalizzazione anche alcune contravvenzioni previste dal codice penale (agenzie ed esercizi pubblici non autorizzati, esercizio abusivo di mestieri girovaghi, omessa custodia di animali, consumo di alcolici fuori dell orario consentito, rifiuto di monete aventi corso legale, omessa consegna di monete contraffatte), dal te-

11 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 sto unico e dal regolamento di pubblica sicurezza (mestieri girovaghi non autorizzati, omessa comunicazione del regolamento di gare sportive, mancata esposizione della licenza e del listino prezzi del pubblico esercizio, somministrazione di alcolici secondo modalith non consentite, omessa accensione della luce all ingresso del locale), dal codice della strada (inosservanza delle norme sui lavori e sui depositi nelle strade, uso di veicolo privo di carta di circolazione, guida di veicoli con patente scaduta o senza l autorizzazione all esercitazione), dalla legge n. 283 del 1962 (insufficienti indicazioni sulle etichette di prodotti alimentari e lavorazione di alimenti da parte di personale privo di libretto sanitario). Verrebbero invece escluse dalla depenalizzazione anche le violazioni previste dalla legge n. 694 del 1974, sul porto delle armi a bordo degli aerei, dall articolo 221 del testo unico sanitario (difetto di licenza di abitabilità), dalla legge n. 319 del 1976, sull inquinamento delle acque, dalle leggi sulle elezioni politiche ed amministrative (rifiuto di assumere la funzione di componente del seggio elettorale), dalle leggi in materia urbanistica ed edilizia, e tutti i delitti punibili a querela. I1 ministro Bonifacio, ribadito l impegno del Governo a riesaminare anche le disposizioni del codice penale di cui era stata proposta l abrogazione per referendum (dichiarato inammissibile dalla Corte costituzionale), esprime parere favorevole sui due emendamenti. Viene quindi approvato un subemendamento del relatore, accettato dal Governo, che aggiunge, tra i casi di esclusione dalla depenalizzazione, la multa comminata alla donna che ricorre all aborto fuori dei casi previsti dalla legge. La Commissione approva successivamente l emendamento del relatore interamente sostitutivo dell articolo 1. Viene quindi approvato, con un subemendamento formale accettato dal Governo, l emendamento dei relatore interamente sostitutivo dell articolo 2 e si passa all articolo 3. I1 relatore Sabbatini propone di sostituire il secondo comma con una nuova formulazione che reca l aumento della misura della sanzione anche per alcune delle contrawenzioni depenalizzate dall articolo 2. I1 Presidente Spagnoli osserva che anche per le infrazioni contemplate dall articolo 8 della legge n. 283 del 1962, relative alla insufficiente indicazione sulle etichette degli alimenti, dovrebbe prevedersi un congruo aumento della sanzione. A seguito degli interventi dei deputati Luigi Dino Felisetti, Perantuono, Giuseppe Gargani e del ministro Bonifacio, il relatore Sabbatini modifica il proprio emendamento, prevedendo, per la violazione dell articolo 8 della legge n. 283 del 1962, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila a lire un milione. I1 Presidente Spagnoli aderisce all emendamento del relatore, rilevando che la delicatezza della materia rende comunque opportuno che anche il Governo e l altro ramo del Parlamento procedano ad una attenta verifica del lavoro svolto dalla Commissione giustizia della Camera in ordine alla ricognizione dei reati in materia di produzione e commercio di alimenti. I1 ministro Bonifacio manifesta l impegno del Governo in questo senso, awertendo peraltro che al riguardo già è stata svolta un approfondita indagine da parte dei Ministeri della giustizia e della sanith. Accetta quindi l emendamento del relatore. L articolo 3 viene quindi approvato nel testo proposto dal relatore e si passa all articolo 4. I1 relatore Sabbatini dà ragione del seguente emendamento: Sostituirlo con il seguente: (Solidarietù). Se la violazione è imputabile a più persone, queste sono obbligate in solido al pagamento della somma dovuta.

12 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 I1 proprietario o, in sua vece, l usufruttuario o il titolare di un diritto personale di godimento sulla cosa che servì o fu destinata a commettere la violazione è obbligato in solido con l autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta, se non prova che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà. Qualora la violazione sia commessa da persona soggetta all altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell autorità o incaricata della direzione o vi- ma da questo dovuta, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto. Qualora la violazione sia commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica o di un ente privo di personalità giuridica nell esercizio delle proprie funzioni 0 incombenze, la persona giuridica o l ente e obbligata in solido con l autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta. I1 deputato Mannuzzu osserva che il principio di solidarietà, fissato dal primo comma, non consente di graduare la sanzione in relazione alle condizioni economiche di ciascun autore della violazione. Occorre invece adottare una diversa impostazione. I1 deputato Coccia osserva che l esigenza posta dal deputato Mannuzzu confligge con quella, propria della pubblica amministrazione, di ottenere un più sicuro ed immediato adempimento dell obbligazione. I1 Presidente Spagnoli rileva che l impostazione delineata dal deputato Mannuzzu non sembra conciliabile con il fatto che la sanzione irrogata dall autorità amministrativa, anziché dal giudice. ben vero, peraltro, che il regime delineato ri- misum, PPOn Gene integrato considerazione delle condizioni soggettive dell autore del fatto, in particolare delle sue condizioni economiche. 11 deputato Stefanelli rileva che, al terzo comma, bisognerebbe Precisare il concetto di N direzione O vigilanza D. A seguito degli interventi dei deputati Luigi Dino Felisetti, Raffaelli e del re Sabbatini, l articolo 4 è accantonato. Approvato l articolo 5 senza discussione e senza modifiche ed accantonato l articolo 6, connesso all articolo 4, il seguito della discussione è rinviato ad altra seduta. LA SEDUTA TERMINA ALLE 12,20.

13 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno V COMMISSIONE PERMANENTE (Bilancio e programmazione - Partecipazioni statali) GIOVEDI 22 GIUGNO 1978, ORE 9,40. - Presidenza del Presidente LA LOGGIA. - Interviene il sottosegretario di Stato, senatore Tarabini. ESAME DELLA SECONDA RELAZIONE SULLA STI- MA DI PREVISIONE DI CASSA DELLE GESTIONI DEL BILANCIO E DI TESORERIA E SULLE OPE- RAZIONI DI CASSA DEL SETTORE PUBBLICO PER L ANNO I1 deputato Carandini, illustrando i dati della relazione sulle previsioni di cassa concernenti il primo trimestre del 1978, sottolinea preliminarmente che la spesa attinente al settore pubblico allargato - comprensivo cioè della pubblica amministrazione, delle aziende autonome, degli enti ospedalieri, delle aziende municipalizzate, degli enti portuali e dell ENEL - sarà quest anno pari a circa miliardi di lire, corrispondente al 48 per cento del PIL, stimato in miliardi, di tale importo complessivo quasi un quarto essendo rappresentato ddl apporto di centri di spesa diversi dal settore statale e perciò non sottoposti alle norme della contabilità dello Stato. Quanto al disavanzo, quello del settore statale è previsto in miliardi di Iire, cui vanno aggiunti i deficit degli enti di malattia (1.200 miliardi), delle regioni (350 miliardi), degli enti locali (550 miliardi), dell ENEL (2.171 miliardi) e degli enti portuali (25 miliardi), determinandosi così il disavanzo complessivo in 3 I.276 miliardi e, al netto degli apporti degli istituti di credito speciali, in miliardi di lire. Per quanto concerne infine il fabbisogn del settore pubblico, tenuto conto di oneri pregressi per miliardi dovuti ad operazioni di consolidamento della Cassa depositi e prestiti nei confronti della finanza locale (3.400 miliardi) ed alla integrazione del Fondo nazionale ospedaliero per il 1977 (1.500 miliardi), esso ammonta complessivamente per il 1978 a ( ) miliardi di lire. I dati come sopra ricordati possono essere utilmente assunti come punto di partenza per alcune riflessioni riguardanti in generale le procedure di stima e l attendibilità dei dati stessi; la utilizzabilità delle previsioni di cassa per l attività di controllo del Parlamento; I attuabilità delle funzioni di indirizzo della finanza pubblica che spettano al Parlamento. Al riguardo, dopo aver ricordato il generale convincimento che la istituzione della Relazione trimestrale sulle stime di cassa ha costituito indubbiamente un passo avanti nella direzione di una profonda revisione degli strumenti e dei meccanismi di informazione e di controllo sulla spesa pubblica, sottolinea per altro che si tratta appena di un primo passo, ancora malcerto, dovendo esso scontare un quadro normativo che sarebbe eufemistico definire arretrato in considerazione della sua grave inadeguatezza rispetto alle esigenze poste ormai da almeno un ventenni0 dal tumultuoso spandersi dell intervento pubblico nell economia e dal parallelo sviluppo della spesa pubblica. Altri passi sostanziali si stanno per fortuna compiendo nella giusta direcione, così come convenuto negli accordi programmatici, che riguardano la istituzione del bilancio pluriennale di competenza : un complesso importante di norme inno- Jatrici rispetto al vecchio quadro legisla-

14 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 tivo della contabilità dello Stato. Tali norme riguardano anche le procedure di stima, il cui aggiornamento e miglioramento sono essenziali ai fini della attendibilità e della completezza dei dati di bilancio e delle stime di cassa, mentre il problema delle procedure di rilevazione e previsione riguarda principalmente i centri di spesa diversi dallo Stato. I dati relativi alle regioni, ai comuni e alle province, agli enti mutuo-previdenziali, eccetera, appaiono nella Relazione chiaramente fondati su stime e proiezioni di larga massima. Essi sono di volta in volta suscettibili di variazioni anche notevoli non essendo fondati su rilevazioni rigorosamente impostate dal punto di vista statistico-contabile. Al riguardo è significativo che il Governo non abbia potuto rispettare, alla scadenza proprio di questa prima Relazione trimestrale del 1978, l obbligo- impostogli dall articolo 5 della legge n. 951 del 1977, che avrebbe consentito per la prima volta una rilevazione esatta circa i flussi finanziari degli enti locali e delle loro aziende. L inadempienza, nella Relazione, viene giustificata addossandone la colpa ai comuni, i quali non avrebbero ottemperato in tempo utile al disposto della sopracitata norma: episodio questo, che sottolinea quanto l attuabilità delle leggi sia problema distinto dalla loro formale aderenza alle esigenze di riforma delle vigenti istituzioni. Deve rilevare, inoltre, che anche per i dati relativi al settore statale, la Relazione è in varie parti lacunosa e approssimativa, quando non palesemente elusiva. Valga al riguardo un solo esempio tra i tanti che si potrebbero addurre: nel quadro relativo ai << trasferimenti in conto capitale D, nel quale si espongono i presumibili movimenti relativi a miliardi di somme spendibili, di questi ben sono classificati sotto la voce (( Altri D e l importo che se ne prevede di erogare nel ecco la ragione della reticenza a identificarli - è appena di 318 miliardi, pari al 9 per cento della spesa potenziale! Concludendo circa i problemi posti dalle procedure di stima, sottolinea l opportunità che la Commissione bilancio espri- ma il suo giudizio circa le modificazioni da apportare alla redazione della prossima Relazione. La utilizzabilità delle previsioni di cassa per l attività di controllo del Parlamento appare evidente quando si consideri, viceversa, la scarsa significatività dei dati di (( competenza )) su base annuale. I1 divario tra competenza e cassa continua infatti ad aggravarsi per effetto del crescente scarto tra spesa (( potenziale )) e spesa <( effettiva )>. Dalla Relazione si ricava poi che le somme spendibili hanno attualmente raggiunto il livello record di miliardi di lire, dei quali sono costituiti da residui passivi. A dispetto dei precisi impegni e di ogni ragionevole aspettativa, il Governo non ha ancora assunto alcuna concreta iniziativa per eliminare questo vero e proprio scandalo della finanza pubblica italiana; è soprattutto compito del Parlamento adottare, da ora in poi, procedure decisionali in merito alle leggi di spesa, che consentano di verificare a priori il costo effettivo e la reale spendibilità delle somme iscritte a bilancio, non essendo più a lungo tollerabile che le leggerezze del legislatore, sommandosi alla inefficienza delle amministrazioni pubbliche e alla larga discrezionalità del tesoro, rendano così evanescenti i confini tra la spesa legale e la spesa reale. Purtroppo, da questa stessa situazione di incertezza derivano inconvenienti gravi per una efficace azione di controllo parlamentare fondata sulle stime di cassa. Queste, infatti, debbono, da un lato, (( smaltire )) residui passivi e, dall altro, crearne di nuovi e maggiori: ma questa azione non appare guidata da alcun criterio generale di funzionalità e di coerenza rispetto a indirizzi di politica economica e sociale stabiliti dal Parlamento. Piuttosto, tale azione appare dettata dalle mutevoli disponibilità finanziarie del tesoro e dalla maggiore o minore possibilità.di comprimere o rimandare nel tempo determinate voci di spesa, con l effetto immancabile di far registrare tassi di realizzazione assai alti nelle spese correnti

15 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 (in media 1 82,6 per cento) e assai pii1 modesti quando non addirittura minimi - come nel caso sopra ricordato dei trasferimenti in conto capitale - nelle spese per investimenti (in media il 57 per cento). Poiché il tesoro non fornisce alcuna informazione in merito ai tassi di realizzazione applicati, rimane così del tutto indeterminato l indirizzo di politica economica seguito e, di conseguenza, del tutto evanescente la possibilità di un controllo parlamentare. L attuabilità delle funzioni di indirizzo della spesa pubblica spettanti alle Camere dipende in larga misura dagli strumenti conoscitivi disponibili, dalla quantità e qualità delle informazioni fornite dalle autorità di Governo e dagli organi amministrativi competenti (Ragioneria generale,.istat, ecc.). Al riguardo, sottolinea che l accennata riforma della legge sulla contabilità dello Stato, già approvata dal Senato, renderà sicuramente più attuabile che per il passato l azione di indirizzo delle Assemblee parlamentari; ma già allo stato attuale, malgrado le insufficienze sopra indicate, i dati forniti dalla Relazione trimestrale offrono spunti rilevanti per una discussione che si vorrebbe larga e approfondita. Dai dati sintetici che ha esposto all inizio, salta agli occhi soprattutto la gravità del dissesto finanziario in cui versa il settore pubblico. E stato infatti già 0sservato più volte come il disavanzo denunciato di miliardi di lire e il fabbisogno di quasi miliardi, siano clamorosamente distanti dalle cifre indicate nell accordo programmatico: piuttosto che continuare a far riferimento ad esse come c( obiettivo )) da raggiungere, sarebbe pertanto meglio ammettere che il Governo, in sede di trattative per l accordo programmatico, ha taciuto sulle reali condizioni della finanza pubblica. Questa circostanza dovrebbe far riflettere tutte le parti politiche sull urgente necessità di separare nettamente le responsabilità e gli obblighi degli organi amministrativi - in primo luogo la Ragioneria generale - competenti a fornire i dati contabili al Par- lamento, dalle responsabilità e dagli obblighi politici dell esecutivo. Per ciò che riguarda in particolare il disavanzo previsto, deve ribadire che non è tanto la sua entità assoluta a destare preoccupazioni, quanto la sua origine e composizione, in merito alle quali le stime di cassa offrono chiare indicazioni. Prima di tutto va osservato che nel settore statale il disavanzo complessivo di miliardi è per quasi miliardi un disavanzo di parte corrente (spese correnti miliardi, entrate miliardi), con un risparmio pubblico negativo pari dunque ormai a quasi la metà del deficit complessivo. A questa grave constatazione deve poi aggiungersi la evidente tendenza dell azione di contenimento del tasso di crescita della spesa ad indirizzarsi verso il settore delle spese in conto capitale, il che contrasta con la esigenza, a più riprese conclamata, di trasferire risorse dai consumi agli investimenti per favorire una durevole ripresa economica. I nodi principali che devono essere affrontati per rendere meglio utilizzabili le Relazioni trimestrali sulle stime di cassa sono principalmente rappresentati dall ancora perdurante incertezza circa l attendibilità di alcuni aggregati della spesa (comuni, enti ospedalieri, ecc.); dalla insufficiente trasparenza dei dati relativi al settore statale; dal problema di stabilire una qualche connessione tra la politica della spesa e gli indirizzi generali di politica economica e, infine, dalla necessità di fondare il controllo parlamentare su obiettivi chiari e vincoli esplicitamente stabiliti. La soluzione di tali questioni postula tuttavia un presupposto di base che ritiene opportuno ribadire con forza, cioè la necessità che gli organismi amministrativi e gli enti di ricerca preposti alla raccolta e alla elaborazione dei dati siano posti in una condizione di piena indipendenza dal Governo. Altrimenti non sarà possibile evitare il ripetersi dei <( balletti delle cifre che hanno caratterizzato le vicende della finanza pubblica soprattutto da un anno a questa parte. Concludendo, ribadisce l opportunità che dal dibattito in Commissione scaturi-

16 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 scano indicazioni utili a far sì che la redazione delle Relazioni trimestrali si ispiri a criteri di maggiore omogeneità e disaggregazione dei dati, ovviando in tal modo ad una certa ambiguith di impostazione. Dopo brevi interventi dei deputati Macciotta e Bassi e del sottosegretario di Stato per il tesoro, Tarabini, ai quali il relatore Carandini fornisce alcune precisazioni sui criteri seguiti per la quantificazione dei dati esposti, il Presidente rinvia il seguito dell esame ad altra seduta. LA SEDUTA TERMINA ALLE 10,Os. Comitato pareri. GIOVED~ 22 GIUGNO 1978, ORE 13,30. - Presidenza del Presidente GAMBOLATO. - Intervengono i sottosegretari di Stato per il tesoro, Mazzarrino Antonio Mario e per i trasporti, Degan. Disegno di legge: Istituzione del premio di produzione per il personale dipendente dall menda autonoma delle Ferrovie dello Stato ed altri provvedimenti relativi al personale stesso (2272) (Parere alla X Commissione). I1 relatore Macciotta chiede che il rappresentante del competente dicastero fornisca chiarimenti in ordine ad alcuni aspetti del provvedimento in esame come, ad esempio, sui parametri impiegati per l aumento della somma stanziata all articolo 2 per la corresponsione del premio di produzione nonché sulle assunzioni e sulle promozioni interne previste dagli articoli 7, 8 e 9. Anche la copertura finanziaria lascia piuttosto perplessi sia perché la maggior parte della spesa è fronteggiata con un generico riferimento ai prodotti del traffico, i cui introiti appaiono poco più di un mero auspicio, sia perché non si riesce a comprendere in che modo i richiamati articoli di bilancio presentino la necessaria disponibilità. I1 sottosegretario di Stato per i trasporti, Degan, dopo aver sottolineato la necessità che il provvedimento sia varato almeno da un ramo del Parlamento pri- ma della prossima riunione delle Camere in seduta comune ed aver ricordato che esso rappresenta il frutto di una lunga e complessa trattativa sindacale, assicura che i richiamati capitoli di bilancio presentano una disponibilità sufficiente a far fronte alle maggiori spese in argomento in quanto l Azienda ferroviaria imposta i propri bilanci attenendosi al criterio della consistenza numerica media del personale riferita a quello in carico al 31 dicembre dell anno precedente e al livello massimo conseguibile attraverso la aplicazione delle tabelle organiche. Quanto, infine, alla disposizione che fa riferimento per la copertura ai prodotti del traffico, precisa che, a seguito dell ultimo aumento tariffario, si prevede un maggior introito da parte dell kienda ferroviaria di miliardi annui, sufficienti a far fronte alle spese previste. I1 relatore Macciotta insiste per un ulteriore approfondimento di questa tematica, chiedendo al sottosegretario Degan di fornire notizie dettagliate sugli organici e sui parametri di stipendio del personale dell azienda. I1 sottosegretario di Stato per i trasporti, Degan, assicura che fornirà le notizie. richieste. Su proposta del relatore Macciotta il seguito dell esame è infine rinviato a mercoledì 28 alle ore 16. Disegno di legge: Soppressione della categoria dei maestri ed insegnanti diversi facente parte del perse nale aggregato degli istituti di prevedone 6 di pena, regolata dal regio decretdegge 30 ottobre 1924, n. 1758, e successive modificadoni (Approvato dalla I1 Commissione del Senato della Repubblica) (2240) (Parere alla IV Commissione). Su richiesta del relatore Macciotta, l esame è rinviato a mercoledi 28 alle ore 16, per consentire un adeguato approfondimento degli aspetti finanziari della normativa contenuta nel disegno di legge. LA SEDUTA TERMINA ALLE 13,50.

17 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedl 22 giugno 1978 VI1 COMMISSIONE PERMANENTE (Difesa) IN SEDE REFERENTE GIOVED~ 22 GIUGNO 1978, ORE 10,30. - Presidenza del Vicepresidente ANGELINI. - Interviene il Sottosegretario di Stato per la difesa, Caroli. Proposta di legge: Miceli Vito ed altri: Aumento dell organico dei sottufficiali e dei militari di truppa dell Arma dei carabinieri (1372) (Parere della I e della V Commissione). (Esame e rinvio). I1 relatore Caiati riferisce sulla proposta di legge volta a consentire un aumento dell organico dei sottufficiali e dei militari di truppa dei Carabinieri in modo da far fronte alle accresciute esigenze dell Arma nell attuale momento che attraversa il paese. Premesso di condividere l urgente necessità di procedere ad un rafforzamento degli organici dell Arma dei carabinieri, ritiene per altro che, essendo pendente presso il Senato un disegno di legge governativo che tratta in modo più organico e più adeguato la materia, sia opportuno rinviare l esame della proposta di legge Miceli Vito che potrebbe per altro essere utilmente ripresa quando la Commissione sarà chiamata ad esami- nare il suaccennato provvedimento governativo. I1 Presidente Angelini rinvia quindi, non essendovi obiezioni, il seguito dello esame della proposta di legge. Proposta di legge: Cazora: Integrazioni alla legge 5 maggio 1976, n. 187, per alcune posizioni di militari ex combattenti ed assimilati (1750) (Parere della I e della V Commissione). (Rinvio). I1 Presidente Angelini, data l assenza del relatore Cazora, rinvia l esame della proposta di legge ad altra seduta. Proposta di legge: Accame ed altri: Disposidoni per garanthe la consistenza quantitativa del grado di capitano di corvetta delle anni navali, ruolo normale (aumento transitorio) nelle promozioni tabellari annuali (1883) (Parere della I e della V Commissione). (Rinvio). I1 Presidente Angelini, data l assenza del relatore Bandiera, rinvia l esame della proposta di legge ad altra seduta. LA SEDUTA TERMINA ALLE 10,45.

18 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 IN SEDE LEGIBLATIVA GIOVEDÌ 22 GIUGNO 1978, ORE 10,45. - Presidenza del Vicepresidente ANGELINI. - Interviene il Sottosegretario di Stato per la difesa, Caroli. Disegno di legge: Istituzione di direzioni di amministrazione dell Esercito, della Marina e dell Aeronautica (409) (Parere della I e della VI Commissione); (Rinvio). I1 Presidente Angelini rinvia per l assenza del relatore il seguito della discussione del disegno di legge. Disegno di legge: Disposizioni in materia di sospensione dei giudizi d avanzamento nei riguardi dei sottufficiali, graduati e militari di truppa della Manna e dell Aeronautica nonché dei Corpi delle guardie di pubblica sicurezza, della guardia di finanza e degli agenti di custodia (Approvato dalla IV Commissione permanente del Senato) (1337) (Parere della I, della 11, della IV e della VI Commissione). (Seguito dell esame e rinvio). Dopo che il Presidente Angelini ha ricordato che la I Commissione ha espresso parere favorevole sugli emendamenti presentati dal Governo, il relatore Tassone manifesta l opportunità di prevedere una norma a favore dei sottufficiali in aspettativa per infermità contratta a causa di servizio che per il loro stato di salute non siano in condizioni di riprendere il servizio, presentando un emendamento che consente che la promozione di tali sottufficiali, se già valutati, decorra dalla data in cui sarebbe spettata ove non fossero stati collocati in aspettativa. Dopo un intervento del Sottosegretario Caroli, che chiede un breve rinvio per approfondire le implicazioni della proposta del relatore, rimane stabilito di rinviare ad altra seduta il seguito della discussione. Disegno e proposta di legge. Aumento dell organico dei sottufficiali del ruolo speciale per mansioni d ufficio della marina militare (1605) (Parere della I e della V Commissione) ; Zoppi ed altri: Organico dei sottufficiali del ruolo speciale per mansioni d ufficio della marina militare (1722) (Parere della I e della V Commissione). (Discussione e rinvio). I1 relatore Tassone riferisce sul disegno e sulla proposta di legge, sostanzialmente identici, rifacendosi a quanto già emerso nel corso dell esame condotto in sede referente, ricordando in particolare come i provvedimenti sono volti a dare una risposta temporanea - in attesa cioè del provvedimento organico sul riordinamento dei ruoli, sul reclutamento e sull avanzamento dei sottufficiali delle tre Forze armate - alla esigenza della Marina di adeguare la consistenza organica dei sottufficiali del ruolo speciale per mansioni di ufficio alle accresciute esigenze attuali. Conclude proponendo che sia assunto come testo base il disegno di legge n Dopo che il Presidente Angelini ha ricordato il tenore dei pareri della I e della V Commissione e dopo che la Commissione ha concordato sulla scelta del testo del disegno di legge n. 1605, come testo base, il Sottosegretario Caroli dichiara che il Governo, facendosi carico delle proposte e delle condizioni contenute nei suddetti pareri, ha predisposto il seguente nuovo testo degli articoli 1 e 2 del disegno di legge: ART. 1. Fino a quando non saranno riordinati ruoli dei sottufficiali delle Forze armate, sottufficiali del ruolo speciale per mansioni di ufficio della Marina militare che la1 1 gennaio 1978 sono cessati o deb- 3ono cessare dal servizio ai sensi del ter-!o comma dell articolo 24 della legge 31 uglio 1954, n. 599, e successive modifìca-!ioni, possono a domanda essere rispetti-

19 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 vamente ripristinati o restare in servizio permanente per altri due anni, in posizione di soprannumero all organico di 500 unità stabilito dall articolo 18 della legge 10 giugno 1964, n. 447, e comunque non oltre il compimento del 61 anno di età di cui al secondo comnia dell articolo 27 della citata legge 31 luglio 1954, n. 599, e successive modificazioni. In ogni caso il numero massimo dei soprannumeri all organico del ruolo speciale per mansioni d ufficio della Marina non può superare le 100 unità. Le eventuali eccedenze saranno eliminate facendo cessare dal ruolo speciale per mansioni d ufficio i sottufficiali del predetto ruolo in soprannumero più anziani di età e, a parità di età, quelli che abbiano maggiore anzianità di servizio da sottufficiale. I sottufficiali compresi nei contingenti semestrali del personale ex combattente od assimilato di cui al decreto-legge 8 luglio 1974, n. 261, convertito con modificazioni in legge 14 agosto 1974, n. 355, non possono permanere in servizio oltre la data prevista dal contingente di appartenenza per il collocamento a riposo. ART. 2. Al maggiore onere di lire derivante dalla presente legge per l anno finanziario 1978 sarà fatto fronte mediante riduzione di pari importo degli stanziamenti iscritti nel capitolo 6856 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per l anzidetto anno finanziario. I1 Ministro del tesoro è autorizzato a provvedere con propri decreti alle occorrenti variazioni di bilancio. Prendono quindi la parola sulle modifiche proposte dal Governo i deputati D Alessio e Caiati ed il Presidente. Angelini; quindi, dopo un intervento del Sottosegretario Caroli, rimane stabilito di rinviare il.seguito della discussione ad altra seduta al fine di consentire un approfondimento di alcuni problemi emersi nella seduta odierna. LA SEDUTA TERMINA ALLE IN SEDE CONSULTIVA GIOVEDÌ 22 GIUGNO 1978, ORE 11,15. - Presidenza del Vicepresidente ANGELINI. - Interviene per il Governo il Sottosegretario per la difesa, Caroli. Disegno di legge: Misure finanziarie straordinarie per il pe tenziamento e I ammodemamento tecnologico dei servizi per la tutela dell ordine e della sicurezza pubblica (2173) (Parere alla I1 Commissione). (Rinvio). La Commissione, su proposta del relatore Caiati, delibera di rinviare ad altra seduta l espressione del parere, essendo in corso iniziative da parte del Ministro degli interni, che potranno consentire un migliore approfondimento della materia. COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE. I1 Presidente Angelini informa che il Presidente della Commissione Accame non ha potuto partecipare alla seduta essendosi dovuto recare d urgenza nel luogo ove si è proceduto stamane, con vasto spiegamento di forze, ad un ennesimo sfratto da parte dell Amministrazione militare. Sull argomento si apre un dibattito al quale partecipano i deputati D Alessio, Zoppi, Tassone ed il Presidente Angelini, che sottolineano tutti con fermezza la necessità dell assoluto rispetto da parte dell Amministrazione della Difesa dell impegno assunto dal Ministro della difesa e più volte confermato davanti alla stessa Commissione di bloccare - anche tenuto conto dei lavori in corso del Comitato ristretto nominato per l esame del disegno di legge recante provvedimenti sugli alloggi di servizio - tutti gli sfratti di militari ed ex militari da abitazioni assegnate dall Amministrazione della difesa. Replica agli intervenuti il Sottosegretario Caroli, il quale, premesso che l impegno al blocco degli sfratti è comunque condizionato alla verifica della sussistenza di particolari requisiti negli occupanti degli alloggi in que-

20 394 - Bollettino delle Commissioni Giovedì 22 giugno 1978 stione, afferma la disponibilità del Ministero della difesa ad un controllo della sussistenza o meno di tali condizioni negli episodi denunciati, confermando anche la massima comprensione del ministro nell esame delle eventuali domande di proroga degli sfratti stessi. COSTITUZIONE DI COMITATI PERMANENTI. Su proposta del Presidente Angelini, formulata in base alle intese intercorse nell ufficio di Presidenza della Commissione ed alle conseguenti designazioni dei Gruppi, la Commissione delibera di istituire nel proprio interno, ai sensi del quar- to comma dell articolo 22 del regolamento della Camera, due Comitati permanenti, rispettivamente competenti nelle materie della programmazione e del personale della difesa. I Comitati risultano così costituiti: Comitato per la programmazione: D Alessio, Presidente; Gava, Vicepresidente; Bandiera, Segretario; Zoppi, Garbi, Savoldi, Amadei, Miceli Vita, Milani Eliseo, Terranova e Menicacci. Comitato per il personale: Caiati, Presidente; Angelini, Vicepresidente; Savoldi, Segretario; Cazora, MonteIeone, BaDdlera, hadei, MceE Vito, Milani Eliseo, Terranova e Menicacci. LA SEDUTA TERMINA ALLE 11,45.

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