Linee programmatiche per la candidatura di Andrea Bortolamasi

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1 Linee programmatiche per la candidatura di Andrea Bortolamasi Noi, il PD Un progetto per il Partito Democratico di Modena Tutti i giorni ci hanno detto che la politica è un lavoro di specialisti (...) Teoria e pratica concorsero a distoglierci e ad allontanarci da ogni attività politica. (...) Lasciate fare a chi può e deve; voi lavorate e credete, questo dicevano: e quello che facevano lo vediamo ora, che nella vita politica ci siamo stati scaraventati dagli eventi. (...) Credetemi, la cosa pubblica è noi stessi: ciò che ci lega ad essa non è un luogo comune, una parola grossa e vuota. (...) Al di là di ogni retorica, constatiamo come la cosa pubblica sia noi stessi, che ogni sua sciagura è sciagura nostra...per questo dobbiamo prepararci. Può anche bastare, sapete, che con calma cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Giacomo Ulivi Congresso PD Unione Comunale di Modena

2 Indice 1. Premessa: un sistema valoriale non negoziabile 2. Modena nel contesto nazionale 3. Un progetto per Modena: una forma partito che parta dai circoli 4. Un progetto per Modena: la partecipazione, feste e non solo 5. Un progetto per Modena: formazione 6. Un progetto per Modena: i Giovani Democratici 7. Partito ed amministrazione 8. Un documento aperto: da idee ad azioni 1. Premessa: un sistema valoriale non negoziabile Perché ti candidi a segretario del PD di Modena? Negli ultimi giorni, questa è stata la domanda che mi sono sentito fare più volte: domanda non facile che richiede, però, dal mio punto di vista, una risposta semplice. Perché il PD è casa mia, una casa che ho visto crescere fin dalle sue fondamenta e che adesso ha bisogno di una ristrutturazione. Un pit-stop per ripartire più forte e coeso di prima. E una sfida impegnativa, che possiamo vincere, insieme. Tutt insieme: qui non c è l io, qui c è il noi. Per fare questo abbiamo però bisogno di individuare un sistema valoriale condiviso, che funga da bussola nel nostro agire politico. Il PD è un partito plurale, in cui convivono diverse sensibilità, storie, appartenenze con un sistema valoriale ampio. Per trovare però, con coerenza, un senso d appartenenza vero e condiviso, dobbiamo rifarci ad un sistema valoriale che tracci un minimo comune denominatore della nostra appartenenza e militanza:

3 Una forte spinta alla coesione sociale e civile: fondativi sono i concetti di giustizia sia in termini di legalità che in termini di equità sociale. La centralità della persona, con i suoi diritti civili e le sue responsabilità: un partito che sappia rilanciare, anche a livello locale l universalità dei diritti, una cittadinanza sociale che si fonda anche su nuovi diritti civili. La solidarietà e l accoglienza: in un così delicato momento storico, il principio fondativo è quello della sussidiarietà, affinché nessuno si senta escluso dalle nostre comunità Il lavoro, o meglio i lavori nelle loro diverse forme. La dignità del lavoro, soprattutto a queste latitudini rappresenta un punto cardine della società. La dignità del lavoro e delle persone che lavorano deve rappresentare uno dei valori guida del nostro agire politico. Le politiche di genere: medicina di genere, occupazione femminile, prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne sono punti cardini, in questo sistema valoriale, che toccano in maniera trasversale, l azione del Partito Democratico. La promozione della cultura: con la cultura, si mangia, per parafrasare una triste affermazione di un ex ministro delle Finanze. Produrre e diffondere saperi, sviluppare capitale umano. La ricchezza di una comunità non si misura solo in PIL. Ogni generazione ha i suoi compiti e se vi si sottrae ( badate bene, non fallisce, ma se rinuncia al proprio ruolo storico perdonatemi la deformazione da storico, mancato ) quel ruolo non potrà che essere svolto da altri, quello che viene chiesto alla nostra forza politica, a noi che ne

4 facciamo parte è da un lato continuare a tenere vive le storie e le tradizioni di grandi movimenti politici lo dico con chiarezza: non chiederò mai a nessuno di abbandonare le proprie origini e di lasciare la propria storia politica, che per tanti è anche soprattutto storia personale ma immaginare un orizzonte e una prospettiva diversa, più ampia, rivolgendosi a tutti gli elettori, anche quelli meno tradizionali. La crisi della rappresentanza ha raggiunto livelli molti elevati, anche a queste latitudini: dobbiamo, per provare a dare una risposta a questa crisi, seguire due linee d intervento: la capacità di fare sintesi e l azione politica. Dobbiamo, rispetto al passato, continuare a rappresentare la complessità della società, fare cioè sintesi, sapendo che questo costa fatica, molta più fatica in tempi di società liquida e richiede struttura (anche se in modo diverso, dal passato) e più lavoro nel partito e del partito. Ma il partito non deve essere solo soggetto di questa più difficile sintesi, mero esecutore, deve essere soggetto più attivo, attore a pieno titolo nella scena politica cittadina. Essere capaci, insomma, di gestire con attenzione i temi, di suscitarli, di esprimerli, in una parola di proporre l agenda non solo di gestirla o peggio ancora subirla. E finito, anche a Modena, il tempo delle rendite di posizione: dobbiamo avere coraggio di essere partito di frontiera, che non ha paura di esplorare territori nuovi, spazi diversi dai tradizionali:, contesti e pezzi di città che chiedono spazio e voce. Lo dico con forza, basta riempire i giornali di rivalità personali, vere o presunte che siano. Basta parlarsi addosso: è il tempo della responsabilità. Facciamo vivere quotidianamente le nostre proposte nella nuova agorà, dove è accesa la concorrenza gomito a gomito con diversi soggetti sociali che sempre meno si sentono vincolati verso i soggetti politici tradizionali, fino ai cittadini, sempre più

5 liberi da legami d appartenenza. Troviamo un nuovo protagonismo nella comunicazione e nello spazio pubblico. Cosa voglia dire essere partito di centro-sinistra, oggi, a Modena e quali soluzioni vanno prospettate e strade pensate è domanda complessa che però dobbiamo porci. Non ci sono risposte facili, il PD di Modena deve saper esser un soggetto aperto, per non essere solo l erede rinnovato di una serie di straordinarie esperienze politiche del passato. Senza rinnegare la propria identità e la propria storia, perché è lì che si trova il patrimonio di idee, risorse, valori che possono guidarci anche alle soluzioni che ci servono per il futuro. Un partito ancorato ai valori delle socialdemocrazie europee, ma capace di essere un soggetto aperto, in grado di attrarre forze ed energie nuove. 2. Modena nel contesto nazionale Veniamo da una tornata di elezioni regionali, dove, il dato dell astensione cresce e quindi si acuisce la crisi della politica sottolineata anche dai successi elettorali di forze populiste come la Lega di Salvini, che rappresenta una destra diversa, ancora più pericolosa se pensiamo alla delicata fase socio-economica che stiamo vivendo come Paese. Dato dell astensione che non è imputabile solo al nostro Partito, che implementa, nell arco temporale il Governo delle Regioni (dalle 6 del 2013 alle 10 del 2015) ma deve farci riflettere. Il partito dell astensione, anche in città rappresenta un avversario da battere. Governare, a Modena, come ad altre latitudini, non basta. A maggioranza e minoranza congressuali, rappresentate in quest assemblea come nei circoli, chiedo non un rifugio nella propaganda sulle rispettive responsabilità l avversario politico non è il nostro vicino di banco, è fuori da

6 quest assemblea e dai nostri circoli : solo così riusciremo ad evitare un rischio, ovvero un processo disgregativo che, inutile nasconderlo, stiamo correndo. Il PD ha rafforzato, nell ultimo anno il suo ruolo, quello di protagonista della scena politica italiana, ritornando a dettare l agenda dei temi da trattare, invece di contrapporsi in maniera spesso infruttuosa all egemonia a volte anche culturale, o per meglio dire, sotto-culturale del centro destra. Da Modena deve arrivare forte un messaggio ad un PD che si candida a divenire protagonista di una forte innovazione sociale ed economica, poggiando da un lato sulle capacità carismatiche dei propri leader senza rinunciare ai processi di decisione collettiva. Usciamo dagli steccati: mi piace poco esser definito come il cognome di qualcun altro, che sia renziano o meno, ho un cognome e mi basta quello se, però, siamo al governo in un contesto d emergenza, da ormai due anni a questa parte chiedo un sostegno, leale, all azione del governo stesso: che sia Renzi o un altro esponente del nostro partito. Che non vuol dire che lo spazio, per il dibattito e il confronto su provvedimenti delicati siano azzerati, vuol dire però, la capacità di stare in squadra. Di discutere, in spogliatoio, anche in maniera accesa, ma quando si scende in campo, di giocare tutti con la stessa maglia e per il medesimo obiettivo. Il Partito Democratico di Modena può e deve svolgere un ruolo, anche su un livello nazionale: sviluppando il dibattito pubblico sulle riforme, che impattano la vita dei cittadini favorendo la circolazione di dati ed informazioni, sulla situazione del Paese, esulando da contrapposizione ideologiche e sterili, tutte giocate al nostro interno.

7 facendo giungere a tavoli regionali e nazionali, quali sono le problematicità del nostro territorio. 3. Un progetto per Modena: una forma partito che parta dai circoli Il futuro dei partiti popolari e di massa, come è e lo ribadisco con orgoglio il nostro partito, non è scontato. La crisi della rappresentanza politica e dei partiti è evidente 1. Rimangono in assoluto il soggetto sociale di cui gli italiani si fidano meno. Se vogliamo capire come proseguire nella nostra esperienza democratica modenese, quali errori correggere e quali obiettivi perseguire e con quali scelte organizzative, non possiamo affidarci solo a quanto di buono c è nelle tradizioni organizzative del nostro passato. Come principale partito della città dobbiamo prima di tutto riaffermare l ambizione della politica di comprendere i processi e di contribuire a guidarli. E chiaro per tutti che per essere all altezza dei compiti che ci siamo dati, al servizio del governo della città, abbiamo bisogno di: Un partito forte, radicato, popolare, basato su una estesa adesione associativa e su una forte capacità di dialogo con il territorio, la cittadinanza, gli elettori, il tessuto locale (associativo, economico, etc.,). Una modalità organizzativa in grado di proporre iniziative ed attività di partito inclusive ed attrattive, verso chi cerca e sono più di quanti crediamo spazio nel dibattito politico o semplice ascolto per le 1 È in atto una mutazione del tradizionale protagonista della nostra democrazia: il partito politico. Come l'impresa ha trasformato la sua struttura dopo la crisi del fordismo, cosí i partiti stanno cambiando natura dentro una clamorosa crisi di fiducia. E talvolta finiscono. M.Revelli, Finale di partito, Einaudi, Torino, Si vedano anche recenti sondaggi, come

8 proprie opinioni. L esperienza delle primarie ci insegna che, senza inflazionarle o trasformarle in guerra tra bande, le persone rispondono, quando seriamente investite della facoltà di partecipare alle scelte. Un partito capace, ancora, di una visione, di elaborazione politica, di esprimere un idea della città, del suo futuro, di catalizzare le forze e le energie necessarie a perseguirle attraverso la buona amministrazione, che è un mezzo e non il fine. Dobbiamo però avere ben chiara una cosa, soprattutto a Modena: mentre noi ci percepiamo e ci presentiamo come partito, cioè come una parte, preoccupata ovviamente delle cosa pubblica nella sua totalità, altri partiti o meglio movimenti e forze politiche (alla nostra destra come alla nostra sinistra) si dichiarano o auto-proclamano come cittadini, associazione di cittadini e quindi rinunciano a presentarsi come parte, cercando di allacciare un contatto quasi empatico, con la cittadinanza. E un passaggio decisivo su cui dobbiamo riflettere. Nella nostra città, proprio per questo, il nostro partito non deve mai perdere di vista l ambizione di rappresentare la città nel suo complesso. Per questo rimane fondamentale essere un partito che è un organizzazione, una comunità di persone reali, fatta di circoli, iscritti, volontari che si sentano legati ad un patrimonio progettuale comune. Questo partito comunità, questa comunità partito, è un valore per me irrinunciabile: ci da forza, autonomia, risorse. Il radicamento ha sempre caratterizzato il nostro DNA, consentendoci di avere un valore aggiunto, rispetto a qualunque altra forza politica, essere quindi un punto di riferimento costante, in ogni realtà territoriale. Un organizzazione che parta dai circoli, pur consapevoli che sono in atto mutamenti istituzionali (penso al passaggio dalle circoscrizioni ai quartieri). Cambiamenti

9 istituzionali, diciamo così, che non possono non prevedere cambiamenti anche nell organizzazione del partito sul territorio. Noi crediamo nei circoli e nella partecipazione di base e ne andiamo orgogliosi, anche nell era della politica dei media e della società liquida. Le due cose, peraltro, non si oppongono: anche a favore dei circoli dobbiamo però proseguire una riflessione ed un lavoro che abbiamo iniziato nella precedente segreteria. Fermo restando che nessun partito in Italia, ha procedure partecipative estese come le nostre e che quindi non dobbiamo correre il rischio, spesso concreto, di eccedere in auto-critiche, il tema centrale resta quello del ruolo e del peso decisionale degli iscritti. In quest ottica, apprezzo e sostengo con forza, l azione che porterà avanti il segretario regionale Paolo Calvano, per dare sostanza e regolamentare l Albo degli elettori PD. Si dovrà poi quindi, modificando le norme dello Statuto regionale, ridefinire diritti e doveri degli elettori e degli iscritti, con l introduzione di nuove forme di partecipazione, coinvolgimento e di accesso a servizi utili a migliorare la qualità dell impegno politico degli aderenti al PD. Rafforziamo quindi i circoli, estesi nella partecipazione. dinamici rispetto alle dinamiche locali - apriamoli a chi nei quartieri ha bisogno di spazi. L operazione strutturale, approvata all unanimità nell ultima assemblea cittadina, ha anche lo scopo di provare a far dialogare ancora di più i circoli tra loro. Diamo forza al tesseramento: sia dal punto di vista politico, che, collegato, dal punto di vista economico. Serve però, in maniera altrettanto franca, distinguere più chiaramente nei circoli, il dibattito organizzativo interno, pure fondamentale, da quello politico, insistendo su quest ultimo, in grado di offrire dinamicità al nostro partito. La nostra sfida, è quella di sanare la frattura tra un consenso, in termini elettorali ancora importante siamo il primo partito in città ad un clima interno, fatto di musi

10 lunghi. Se parliamo di organizzazione, di duexmille, tesseramento, parliamo di politica, sono temi che però vanno discussi nell ottica di avvicinare le persone, al nostro partito. Negli ultimi due anni, abbiamo affrontato 10 tornate, definiamole così, elettorali: dai congressi di circoli alle elezioni europee, passando per le primarie comunali e regionali e affrontato un primo passo, quello della riorganizzazione territoriale. Nonostante tutte le tensioni che tali avvenimenti si sono portati dietro, siamo ancora qua. A volte non si vedono, a volte lo diamo per scontato, ma abbiamo al nostro interno un patrimonio di relazioni e saperi, che sono la cosa più importante da tutelare nel patrimonio del nostro partito. Lo vediamo nei circoli e nelle assemblee: il nostro partito può vantare su un capitale umano unico e invidiabile. Lo dico con convinzione e penso dovremmo esserne più consapevoli e orgogliosi. Resta molto da fare e il paragone, rispetto a tempi in cui la politica godeva di ben altri spazi, platee e mezzi (e soprattutto attrattività sociale) è in perdita ma sarebbe ingiusto non riconoscerci uscendo da una logica tafazziana purtroppo ben presente nei nostro DNA i valori e le competenze che esprimiamo. Lo si vede quotidianamente nel lavoro dell Amministrazione, nel nostro gruppo in Consiglio Comunale e nei nuovi gruppi nelle Circoscrizioni. Con l affiancamento e l aiuto irrinunciabile delle persone più esperte, se continueremo nell impegno fin qui mostrato e avremo la pazienza di crescere, includendo, senza strappi daremo gambe e corpo ad un partito ancora più forte e in grado di rapportarsi con la città in maniera matura. 4. Un progetto per Modena: la partecipazione, feste e non solo

11 Ho tenuto insieme le feste e la partecipazione, declinandole al plurale, perché dobbiamo saper tornare a coinvolgere e divertire. Nella nostra città, le Feste dell Unità sono state non solo un modo per finanziare dal basso l attività del partito ma anche e soprattutto una grande occasione per fare comunità, aggregazione, socialità. Rappresentano ancora un occasione per riunirci, consentire il confronto pubblico. Un modo per stare insieme, per far sì che la politica possa essere anche divertimento. Anche in questo, proviamo ad avere il coraggio di sperimentare nuove forme, senza buttare le esperienze passate. Pensiamo anche a feste a tema, occasioni d incontro come quelle proposte dal circolo Buon Pastore nei prossimi giorni o come la Festa di San Damaso che rappresenta una momento di aggregazione per la comunità tutta: momenti che tengono insieme socialità e politica. La partecipazione passa anche da altri mezzi: si può partecipare e comunicare anche attraverso strumenti virtuali, piazze on-line come i social network e i nuovi media. La rete e i social rappresentano ormai non solo un appendice ma una parte importante. Possono diventare strumenti attraverso i quali creare la nostra comunità politica, allargandola, rendendola open. Il radicamento e la partecipazione devono essere intesi come la capacità di essere vicini, diminuendo la distanza tra piazza e palazzo. Lo dico alla Giunta, al gruppo consigliare, ai consiglieri di quartiere: continuiamo a stare fuori, in mezzo alla società, anche in contesti diversi. Le feste sono uno strumento, forse il migliore che abbiamo usiamole al meglio senza paura di sperimentare attività diverse. 5. Un progetto per Modena: formazione Una frase, nella piattaforma programmatica del neosegretario regionale Paolo Calvano, mi ha particolarmente colpito: il primo antidoto contro il populismo e il conformismo è lo studio. Vale per un privato cittadino, vale ancora di più per iscritti, militanti, amministratori. I luoghi di crescita e formazione, che saremo in grado di creare, credo siano anche uno strumento utile per avvicinare uomini e

12 donne al nostro partito. In tempi così complessi, non possiamo permetterci di lasciar indietro nessuna risorsa umana. Penso ad un percorso formativo che non ha la pretesa di offrire ai partecipanti tutte le risposte a problemi sempre nuovi e complessi, ma ha l ambizione di aiutarli nell arte dell ascolto rispetto ai problemi di un contesto glocal come il nostro, attraverso incontri e confronti legati a temi diversi. Pensiamo ad una scuola itinerante, senza una sede unica, riattivando i luoghi della politica, partendo dai nostri circoli, che tocchi temi diversi, in grado di stimolare il dibattito e il confronto: non ho preclusioni sui temi da trattare, torniamo ad essere un partito che sappia formare e che fornisca strumenti utili all apprendimento, allargando la propria platea. 6. Un progetto per Modena: i Giovani Democratici Ho 32 anni, rappresento, non so a che titolo, la fascia giovane della popolazione. Ho detto volutamente, non so a che titolo, perché sono giovane, almeno politicamente parlando e almeno, per i criteri a mio avviso sbagliati del nostro paese. Sento parlare della questione giovanile, da quando mi sono avvicinato alla politica, prima come semplice militante poi come dirigente: in un contesto che vede la partecipazione in drastico calo (si veda il sondaggio SWG del 29 maggio us che stima al 75% la quota degli italiani che giudica poco incentivante la partecipazione civica e sociale) la quota parte relativa alla fascia più giovane non fa eccezione. Abbiamo però uno strumento, che se usato in maniera adeguata, può invertire il trend. La nostra giovanile. I Giovani Democratici di Modena possono essere un corpo intermedio tra il PD e le

13 nuove generazioni. L immagine che emerge della politica verso le nuove generazioni, è desolante: a Modena ci sono gli strumenti e le risorse umane per invertire il trend. Abbiamo eletto in Consiglio Comunale esponenti GD, così come nei consigli di quartiere: non disperiamo questo patrimonio. Sta all Unione Comunale mettere la Giovanile nelle condizioni di operare al meglio ma sta anche alla Giovanile un protagonismo diverso, sia negli aspetti politicoprogrammatici, che in quelli organizzativi. Se ci sono le forze e le disponibilità, invito fin d ora la Giovanile a proporre un programma d iniziative: sollecitazioni in merito a temi politici, momenti d incontro, etc., per lavorare ancora a più stretto contatto con il partito cittadino. 7. Partito ed amministrazione E passato un anno dall elezione a Sindaco di Giancarlo Muzzarelli e il bilancio è positivo. Un anno complicato e un avvicinamento alle amministrative altrettanto complesso, dovuto alle tensioni pre e post primarie. Però, grazie al contributo di tutti, l azione amministrativa è partita forte, per usare una metafora sportiva. Alcuni punti, come le assemblee aperte in città, dimostrano un attenzione crescente al dialogo e all ascolto che ha poi il pregio di trasformarsi, come dicevo poc anzi, in azione. L amministrazione è stata votata per governare, quindi per scegliere e decidere. Non possiamo permetterci di apparire, ancora di più in tempi come questi, esitanti. Il tratto distintivo della velocità e della decisione non può però prescindere, ex-ante, dell ascolto, del confronto e della ricerca della massima condivisione. Risulta quindi fondamentale lo snodo della forte collaborazione tra Partito e Amministrazione. Il primo diciamocelo chiaramente appare come l anello

14 debole, visto che all amministrazione comunale vanno in modo diretto le domande dei cittadini. Amministrazione che ha gli strumenti per attivare tutte le risorse (professionali, economiche, etc.,) che ai partiti in sé sono precluse (per motivi economici e non solo). Anche nei rapporti con i media, sempre più decisivi nella politica 2.0, l amministrazione è più forte. Nell era dell elezione diretta del sindaco, la visibilità degli amministratori è più elevata, con la possibilità costante di comunicare progetti, interloquire con i cittadini, con le forze sociali, di stare sui problemi reali. Il PD, pur in una dialettica così squilibrata, può e deve dare un contributo essenziale. Il sistema è binario e senza una doppia polarità, tra il partito e l amministrazione, non può funzionare. Per evitare però questo rischio, il Partito deve esercitare un suo ruolo, riassumibile in tre punti: Essere partner attivo dell amministrazione, fungere da raccordo con mondi sociali, esercitando il mestiere in questo periodo più difficile: quello dell ascolto. Essere incubatore per proposte, idee e mediare nei conflitti. Formare la classe dirigente del futuro. Nel rapporto con l amministrazione, spetta al partito avere il coraggio di elaborare strade nuove, essere avanguardia. Solo però un lavoro congiunto partito e amministrazione può garantire un governo efficace alla città. Abbiamo davanti grandi sfide, su cui saremo misurati, ne cito alcune, a titolo d esempio: Il recupero urbano e la sostenibilità ambientale

15 La sfida della vocazione turistica e culturale (dopo l Expo, il sistema culturale locale e l attrattività del nostro territorio) Il nuovo distretto del welfare: per una società inclusiva Mantenere una città coesa: il patrimonio del volontariato e dell associazionismo Il supporto alle imprese (le scelte di bilancio, Sblocca- Modena, SUAP, incubatori di start-up) Porteremo in assemblea e direzione i dibattiti e i temi emersi nel programma amministrativo. Il rapporto con gli eletti, a tutti i livelli, va incentivato e potenziato. Ad un anno dalle elezioni amministrative, dopo una ridefinizione, dolorosa, degli spazi e delle sedi del partito, facciamo sì che ogni consigliere comunale, ogni consigliere di quartiere partecipi sempre più al dibattito nei circoli, ne segua la vita e il lavoro: strutturiamo un programma di presenze e ascolto dei cittadini dei consiglieri eletti, presso i circoli ma anche in contesti informali penso a cene e tour degli eletti nei vari quartieri e a momenti d incontro nei circoli e/o in luoghi di comunità. Un esempio: la festa del circolo Sant Agnese presso la Polisportiva Gino Nasi: esempio virtuoso tra partito-circoloterritorio. Un partito quindi che abbia un suo punto di vista pubblico, elaborato e discusso (circoli, organismi dirigenti, ma anche in assemblee pubbliche) sui temi chiave per la città, con un attenzione particolare, alla comunicazione. 8. Un documento aperto: da idee ad azioni Un programma ambizioso se si pensa all orizzonte temporale, limitato, della segreteria e degli organismi dirigenti che andranno rinnovati nel 2017, ma che non deve

16 spaventarci. Lo ripeto: nei circoli, tra i nostri iscritti ed elettori disponiamo di un capitale umano e di risorse formidabile Lo dico con un orgoglio che vorrei diventasse patrimonio di tutti. Abbiamo trascorso due anni complessi, fatti in prima istanza di passioni, ma anche rabbia, delusioni, tensioni e slanci altrettanto forti. Se però siamo ancora qua, dentro un partito che sta muovendo i suoi primi passi 8 anni nella vita di un partito sono pochi è perché in questo partito, ci crediamo. Tutti. Ripartiamo da qui: la scelta di arrivare ad un candidatura unitaria e lo dico indipendentemente dall essere parte in causa è un punto di forza: meno conte interne, per contare di più in città. Una scelta unitaria che garantisca una gestione plurale: la convivenza è un valore, la pluralità deve rappresentare un nostro punto di forza. Questo documento contiene idee e programmi ma rimane aperto: lo porteremo, insieme alla segreteria, nei circoli, per chiunque voglia approfondirne punti, idee e proposte. Dialoghiamo, confrontiamoci, ma con le porte aperte, rivolgendoci alla città. Otto anni sono pochi, dicevo, nella vita di un partito: abbiamo iniziato un percorso, unendo nuovo e antico insieme. Non voltiamoci indietro, guardiamo avanti con fiducia e con pazienza. La strada da fare, insieme, è ancora lunga e sicuramente complessa: ma affrontiamola con orgoglio e con la determinazione di appartenere ad un grande comunità, chiamata Partito Democratico.

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