Le rimanenze. Ias n. 2. di Alfonso Lucarelli

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1 Le rimanenze Ias n. 2 di Alfonso Lucarelli

2 DI COSA PARLIAMO? LE REGOLE DI VALUTAZIONE CASI PARTICOLARI DIFFERENZE CON I PCN La contabilizzazione delle rimanenze ha lo scopo di rinviare determinati costi (di beni e servizi) all esercizio in cui si rileveranno i corrispondenti ricavi. In sostanza, il costo di acquisto o di produzione di un prodotto, di una merce, di un semilavorato eccetera, confluirà nel conto economico nelle stesso periodo in cui quegli stessi beni producono ricavi (attraverso la vendita o, comunque, partecipando al processo produttivo). E un problema di competenza o, per dirla all inglese lingua degli Ias/Ifrs di matching fra ricavi e costi.

3 DI COSA PARLIAMO? LE REGOLE DI VALUTAZIONE CASI PARTICOLARI DIFFERENZE CON I PCN Fra le rimanenze troviamo beni posseduti per la vendita nel normale svolgimento dell attività dell impresa, oppure per essere impiegati nei processi produttivi finalizzati alla vendita o alla prestazione di servizi. Possiamo, quindi, avere, merci, materie prime, semilavorati, prodotti finiti eccetera, nonché prestazioni in corso nel caso di servizi non ancora completati. Le regole stabilite dallo Ias 2 non si applicano per la rilevazione delle rimanenze di: Lavori in corso su ordinazione Titoli (strumenti finanziari) Prodotti agricoli e attività biologiche (animali e piante) connesse all attività agricola

4 La prassi contabile internazionale relativa alle commesse (Ias 11) si differenzia da quella italiana, dal momento che per lo Ias 11 non esistono rimanenze : i ricavi maturati nell esercizio, a prescindere dalla metodologia di misurazione adottata, sono iscritti direttamente a conto economico. Nello stato patrimoniale si troverà, invece, un credito o un debito verso il committente, a seconda che l importo dei ricavi maturati, al netto di quelli fatturati, è positivo o negativo.

5 La valutazione a fine esercizio dei titoli (degli strumenti finanziari in genere) dipende dalla categoria in cui sono classificati. L attuale formulazione dello Ias 39 (lo Iasb ha già emanato l Ifrs 9 che dovrebbe sostituirlo, ma lo standard non è stato ancora omologato dalla Commissione europea) ne prevede 4. Tirando, in ogni modo, le somme, i criteri di valutazione previsti sono 2: fair value e costo ammortizzato.

6 Per i prodotti agricoli trovano applicazione regole (e Ias) differenti, a seconda che ci troviamo prima o dopo il raccolto. Fino al raccolto, detta legge lo Ias 41, in base al quale, come regola generale, l attività va valutata al fair value al netto dei costi stimati al punto di vendita. Da quel momento in poi, entra in gioco lo Ias 2, con, però, una specificità. A fronte, difatti, della regola generale per cui le rimanenze vanno iscritte al minore fra il costo e il valore netto di realizzo, è ammessa, quando le prassi di settore vanno in tale direzione, la valutazione delle rimanenze di prodotti agricoli (ma anche di minerali e prodotti minerari) al valore netto di realizzo (con le variazioni destinate a conto economico), a prescindere se questo è superiore o inferiore al costo.

7 DI COSA PARLIAMO? LE REGOLE DI VALUTAZIONE CASI PARTICOLARI Le rimanenze di beni devono essere valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo. Le rimanenze di servizi (se esistenti) vanno valutate al costo di produzione. Costo rappresentato principalmente da quello del personale direttamente impiegato nella prestazione del servizio (compreso il personale addetto alla supervisione) e dalle spese generali attribuibili. Non rientrano nel computo i costi relativi al personale commerciale e amministrativo. DIFFERENZE CON I PCN

8 Il costo comprende: gli oneri di acquisto (prezzo di acquisto, dazi d importazione, tasse non recuperabili, trasporti e movimentazioni, sconti, resi eccetera) gli oneri di trasformazione (costi variabili più una quota di costi fissi ammortamenti, manutenzioni, stipendi della direzione tecnica e dell amministrazione dello stabilimento attribuita sulla base della normale capacità produttiva) gli altri oneri sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali gli interessi su finanziamenti, nel caso di beni che richiedono un rilevante periodo di tempo per essere pronti all uso previsto o alla vendita.

9 Il costo non comprende: gli oneri dovuti ad anomali ammontari di materiali di scarto, lavoro o altri costi di produzione gli oneri di magazzinaggio, ad eccezione di quelli necessari nel processo di produzione prima di un ulteriore stadio di produzione le spese generali amministrative che non contribuiscono a portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali le spese di vendita gli interessi (espliciti e impliciti, che vanno rilevati a parte durante il periodo di finanziamento ) quando i beni sono acquistati a condizioni di pagamento differito.

10 Per i beni infungibili il costo di riferimento è quello specifico. Per i beni fungibili si fa ricorso: al metodo FIFO oppure al metodo del costo medio ponderato. Il raggruppamento dei beni è fatto per natura e utilizzo degli stessi. La diversa localizzazione geografica delle rimanenze non giustifica l applicazione di metodi differenti. ATTENZIONE: diversamente da quanto avviene con le regole nazionali, non è ammessa la valutazione delle rimanenze utilizzando il metodo LIFO.

11 Valore netto di realizzo Il valore netto di realizzo è il prezzo di vendita stimato nel normale svolgimento dell attività al netto dei costi stimati di completamento nonché di quelli stimati necessari per realizzare la vendita. Corrisponde, quindi, all importo netto che la società si aspetta di realizzare dalla vendita delle rimanenze nel normale svolgimento dell attività. Un valore netto di realizzo più basso del costo (e, quindi, la conseguente svalutazione) può essere causato da un danneggiamento delle rimanenze, da una loro obsolescenza o da una diminuzione dei prezzi di vendita. Se il valore netto di realizzo dovesse poi risalire, il valore delle rimanenze dovrà essere conseguentemente adeguato, tenendo sempre presente che l importo massimo a cui possono essere iscritte è rappresentato dal loro costo.

12 DI COSA PARLIAMO? LE REGOLE DI VALUTAZIONE CASI PARTICOLARI DIFFERENZE CON I PCN 1) Le società che acquistano prodotti per poi rivenderli (intermediari) possono valutare le rimanenze al fair value al netto dei costi di vendita 2) Materiali e altri beni di consumo non sono svalutati al di sotto del costo se faranno parte di prodotti che ci si aspetta saranno venduti per un importo pari o superiore al costo 3) I prodotti agricoli, i minerali e i prodotti minerari possono essere valutati al valore netto di realizzo, a prescindere se questo è superiore o inferiore al costo

13 DI COSA PARLIAMO? LE REGOLE DI VALUTAZIONE CASI PARTICOLARI Non esistono sostanziali differenze fra lo Ias 2 e il principio contabile nazionale n. 13. Il maggiore punto di divergenza è sicuramente rappresentato dalla mancata previsione (nello Ias 2) del LIFO come metodo di valutazione del costo. DIFFERENZE CON I PCN

14 Le rimanenze FINE di Alfonso Lucarelli

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