CONSIDERAZIONI SULLA RETE DI MONITORAGGIO DELLA SICUREZZA STRADALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI CENTRI DI MONITORAGGIO PROVINCIALI E COMUNALI

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1 CONSIDERAZIONI SULLA RETE DI MONITORAGGIO DELLA SICUREZZA STRADALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI CENTRI DI MONITORAGGIO PROVINCIALI E COMUNALI La procedura che questo Dipartimento ha intrapreso per la allocazione delle risorse del (primo) Programma Annuale di Attuazione 2002 del P.N.S.S., ha come obiettivo finale quello di promuovere un sistema integrato di strategie in ambito locale per il miglioramento della sicurezza stradale e per la riduzione degli incidenti stradali sia in termini di numero che di gravità degli stessi, in accordo con il progetto Europeo. Pertanto, nell ottica di avviare un processo stabile di strategie e interventi per la sicurezza stradale, nella selezione delle proposte da ammettere a cofinanziamento verrà attribuita una più elevata priorità a quelle tendenti a rafforzare le strutture preposte al governo della sicurezza stradale. Nell ambito delle misure destinate a rafforzare tali capacità di governo, il menzionato Programma attuativo del Piano (come, del resto, anche il secondo Programma 2003) incentiva la costituzione di strutture tecniche dedicate alla sicurezza stradale e tale filosofia è stata fatta propria dal bando redatto da questo Dipartimento che, all art. 3, lett. a), ha ritenuto finanziabili solo quelle proposte che prevedono, tra l altro, come prima azione la creazione di centri di programmazione, pianificazione, monitoraggio e gestione di livello provinciale e comunale in grado di contribuire al miglioramento della sicurezza stradale in senso lato. In questo quadro, a titolo esemplificativo, rientrerebbe anche l azione di incentivazione a favore della creazione di uffici di polizia locale dedicati specificatamente alla sicurezza stradale (o di professionalità e funzioni specifiche laddove le dimensioni non consentono la costituzione di una struttura ad hoc), nonché quella finalizzata alla realizzazione di piani o programmi integrati che comprendano anche la costituzione di un centro di monitoraggio per la sicurezza stradale. Altro aspetto da non trascurare è rappresentato dall attuale carenza di informazioni sugli incidenti stradali. Infatti, la difficoltà di acquisire, in termini sistematici, i dati relativi agli incidenti stradali si è di fatto concretizzata in un sistema di raccolta che vede mediamente dispersi circa il 20% del totale degli incidenti e che presenta incompletezza e imprecisioni in una elevata percentuale delle informazioni riportate per gli incidenti registrati, principalmente per la mancanza di un sistema di standardizzazione delle informazioni che, seppur compiutamente rilevate e registrate dagli organi di polizia sul luogo dell incidente, non vengono successivamente elaborate in modo puntuale e costante dagli enti preposti alla diffusione statistica degli stessi. Vengono,

2 quindi, perdute e non correttamente utilizzate una gran massa di notizie utili per la prevenzione dei rischi. Sotto l aspetto strutturale, la rete di monitoraggio sulla sicurezza stradale può dirsi costituita da quattro tipologie di centri, con funzioni complementari: a) i centri locali (provinciali e comunali); b) i centri regionali; c) il centro nazionale; d) il centro comunitario. La rete di monitoraggio così strutturata verrà finalizzata: all individuazione di standard, formati e procedure tramite uno scambio di informazioni tra centri di monitoraggio e osservatori di settore; ad assicurare una totale e diretta confrontabilità tra la base informativa elaborata dalle reti di monitoraggio e i dati di incidentalità raccolti dall ISTAT. I CENTRI DI MONITORAGGIO LOCALI Il compito base di tali centri di monitoraggio locali è quello di migliorare lo stato delle conoscenze e di sviluppare le analisi, le elaborazioni e le rilevazioni necessarie per la definizione delle priorità e modalità degli interventi da realizzare sia nel settore delle infrastrutture che in tutti gli altri settori, pubblici e privati, che incidono direttamente o indirettamente sui livelli e sulle caratteristiche della sicurezza stradale. Sotto questo profilo detti centri di monitoraggio locale, coerentemente con l impostazione discendente dal PNSS, dovrebbero avere un carattere fortemente intersettoriale. Secondo questa logica, dunque, il centro di monitoraggio locale si configurerebbe come una struttura tecnica di predisposizione, incentivazione e coordinamento di progetti da attuare su scala comunale o provinciale: per la Pubblica amministrazione, ed in particolare per il settore infrastrutturale, per quello della mobilità e dei trasporti, per la sanità, per l urbanistica, per la scuola; per le rappresentanze sociali e le associazioni civili; per i settori economici, gli ordini professionali e le imprese. Per rendere meglio l idea, può essere utile riportare, di seguito, una rappresentazione diagrammatica delle principali relazioni funzionali del centro di monitoraggio locale.

3 SETTORE INFRASTRUTTURE SETTORE TRASPORTI URBANISTICA ACQUISISCE INFORMAZIONI SETTORIALI (ELEMENTI DEL CATASTO DELLE STRADE, VOLUMI DI TRAFFICO, INCIDENTI, DECISORE ISTITUZIONALE DELLE POLITICHE DI SICUREZZA STRADALE SANITA ISTRUZIONE SCOLASTICA FORMAZIONE PROFESSIONALE CENTRO DI MONITORAGGIO QUADRO COMPLESSIVO DELLE ISTANZE, CONOSCENZE, E VALUTAZIONI PER LA DEFINIZIONE DELLE POLITICHE DI SICUREZZA STRADALE SCUOLE GUIDA IMPRESE RAPPRESENTANZE SOCIALI ASSOCIAZIONI CIVILI FORNISCE QUADRI CONOSCITIVI INTEGRATI PER LA INDIVIDUAZIONE DI OBIETTIVI SETTORIALI E L ELABORAZIONE DI LINEE DI AZIONE STATO DELLA SICUREZZA, INTERVENTI, RISULTATI, SCHEMI DI VALUTAZIONE A SUPPORTO DELLE VALUTAZIONI DI EFFICACIA Secondo tale schema i centri di monitoraggio locali dovrebbero quindi svolgere funzioni di: programmazione ed attuazione di interventi sulla rete stradale; osservatorio; formazione; informazione e sensibilizzazione; educazione stradale. L attività del centro di monitoraggio locale, dunque, può essere ricondotta ai seguenti obiettivi: 1) al miglioramento della qualità dei dati sugli incidenti stradali in modo da garantire accuratezza e completezza delle informazioni nonchè alla localizzazione puntuale degli incidenti sulla rete stradale urbana ed extraurbana; 2) all analisi dei fattori di rischio e alla individuazione di soluzioni idonee a rimuoverli o a ridurne significatamene la portata; 3) alla definizione e all attuazione degli interventi per il miglioramento della sicurezza stradale; 4) all individuazione dei fattori di rischio strutturali e delle linee d azione in grado di

4 contrastare o reprimere tali fattori; alla collaborazione con altri uffici, mediante una strategia di auditing essenziale per evitare che scelte riguardanti il territorio, l urbanistica, il sistema infrastrutturale possano avere o determinare implicazioni pregiudizievoli sui livelli di sicurezza. Nella fase di realizzazione del centro di monitoraggio si dovrà, quindi, garantire la disponibilità di personale (assegnazione di mansioni, formazione, accordi di partenariato) e di strutture (locali, attrezzature) tali da consentirne l avvio e il funzionamento. Resta, ovviamente, rinviata alla capacità progettuale delle singole Amministrazioni la proposta di progetti operativi coerenti al raggiungimento degli obiettivi indicati nel bando. Relativamente al raggiungimento degli obiettivi indicati ai precedenti primi tre punti, al fine di fornire un quadro di riferimento per la definizione di un progetto di attività che potrebbe svolgere un centro di monitoraggio locale, è possibile definire quattro fasi essenziali (indagine, investigazione, intervento e controllo) così come è illustrato di seguito.

5 Attività di un centro di monitoraggio locale INDAGINE Miglioramento della qualità dei dati sugli incidenti attraverso la formazione di squadre specializzate (polizia provinciale, vigili urbani) con accordi con partner non onerosi (Polizia, Carabinieri) e/o gruppi ausiliari. Avvio di studi per l acquisizione dei dati infrastrutturali influenti ai fini della sicurezza e utili per la definizione dei livelli di rischio presenti sui rami e nodi della rete. (p.e. localizzazione dei dati di incidentalità, ispezioni di sicurezza (review) ). ANALISI DEI FATTORI DI RISCHIO E INDIVIDUAZIONE DELLE CONTROMISURE INVESTIGAZIONE NOTI I TRONCHI E LE INTERSEZIONI AD ELEVATA INCIDENTALITA SCELTA DEI SITI (in base al COSTO SOCIALE) ANALISI DI SICUREZZA (AUDIT) ANALISI DEI FATTORI DI RISCHIO E INDIVIDUAZIONE DELLE CONTROMISURE INTERVENTO NOTI I FATTORI DI RISCHIO ED INDIVIDUATE LE CONTROMISURE Programmazione degli interventi sulla base di una scala di priorità (costo sociale-budget-rapporto costi/benefici) REDAZIONE DEL PROGETTO DELL INTERVENTO DEFINIZIONE DELLE PRIORITA DI INTERVENTO E PROGRAMMAZIONE E REALIZZAZIONE DELLE CONTROMISURE CONTROLLO MONITORAGGIO PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DELLE CONTROMISURE ADOTTATE

6 IL CENTRO REGIONALE Il compito base del centro di monitoraggio regionale è quello di migliorare lo stato delle conoscenze e di sviluppare le analisi, le elaborazioni e le rilevazioni necessarie per offrire supporti per la definizione degli interventi da realizzare in tutti i settori, pubblici e privati, che incidono direttamente o indirettamente sui livelli e sulle caratteristiche della sicurezza stradale. Sotto questo profilo detto centro di monitoraggio (ed, a un livello più basso, i centri di monitoraggio locali), coerentemente con l impostazione discendente dal PNSS, dovrebbe avere un carattere fortemente intersettoriale. In questo ambito il centro di monitoraggio regionale dovrebbe: adottare standard opportuni al fine di assicurare una piena coerenza dei dati e delle procedure di analisi e valutazione; assicurare l elaborazione di un quadro regionale sulla sicurezza stradale; individuare gli interventi di maggiore efficacia che possono configurarsi come buone pratiche da proporre come riferimento a livello regionale e nazionale; favorire, sostenere, svolgere attività di studio e di ricerca per approfondire la conoscenza di fattori di rischio e sulle cause che determinano gli incidenti stradali; promuovere la redazione e l attuazione di piani e programmi provinciali e comunali per la sicurezza stradale. I centri di monitoraggio regionali, infatti, svolgono sostanzialmente due attività funzionali alla rete dei centri di monitoraggio locali: a) un attività di raccordo e di coordinamento, di indirizzo, di supporto, formazione e sostegno, che assicuri l equilibrio e l omogeneità della rete regionale di monitoraggio, allo scopo di disporre di un quadro omogeneo e coerente di conoscenze e valutazioni, essenziale per la programmazione e l allocazione delle risorse; b) un attività di raccolta e di elaborazione delle conoscenze sullo stato dell incidentalità, su istanze, obiettivi e priorità espressi dalle diverse componenti sociali operanti nelle diverse circoscrizioni provinciali e comunali, sulle azioni concretamente intraprese, sui risultati conseguiti e sull efficacia delle misure adottate sempre su indirizzo del centro di monitoraggio regionale stesso, mirata sostanzialmente ad acquisire tutti gli elementi conoscitivi e valutativi a supporto diretto delle scelte di programmazione e di dimensionamento e allocazione delle risorse. I centri di monitoraggio regionali, quindi, una volta forniti gli indirizzi per l applicazione di procedure omogenee, al fine di rendere confrontabili i risultati, sviluppano un attività di secondo livello che si basa sui dati e risultati dei centri di monitoraggio locali (provinciali e comunali) e li utilizzano per elaborare la strategia regionale di sicurezza stradale.

7 In questa logica i risultati dei centri locali vengono impiegati: a fini di programmazione, dimensionamento delle risorse da dedicare al settore, allocazione e ripartizione delle risorse (in una logica, quindi, specificatamente programmatoria); al fine di individuare le modalità ottimali di impegno dei fattori di governo specificatamente regionali; per coordinare la strategia di miglioramento della sicurezza stradale con altri programmi e altre politiche regionali (sanitaria, fiscale, di regolamentazione del TPL, di supporto alle attività produttive, di formazione, di controllo ed altre). RELAZIONE TRA CENTRO REGIONALE E CENTRI LOCALI DI MONITORAGGIO Dalle superiori considerazioni emerge una condizione di sussidiarietà / complementarietà tra politiche di sicurezza stradale locali e politiche di sicurezza stradale regionali che comportano una diversa (ma complementare) utilizzazione dei quadri conoscitivi, una diversa elaborazione e, soprattutto, una utilizzazione di strumenti assai diversi per guidare il sistema della mobilità verso configurazioni più sicure. Per cui, secondo un approccio metodologico oltremodo schematico, è possibile sostenere che: sul piano tecnico, il centro di monitoraggio locale costruisce le conoscenze di base per individuare le situazioni di massimo rischio, i fattori che le determinano, per definire le azioni da realizzare per eliminare i fattori di rischio o ridurne la portata e per analizzare i risultati e verificarne l efficacia; mentre il centro di monitoraggio regionale raccoglie le conoscenze di base per valutare l efficacia delle strategie di sicurezza stradale poste in essere e individuare le cosiddette buone pratiche da diffondere attraverso strumenti di incentivazione, regolamentazione, orientamento, etc.; sul piano delle strategie, il centro di monitoraggio locale e quello regionale si differenziano perché i mezzi e gli strumenti che possono impiegare per definire e attuare la strategia di sicurezza stradale sono sostanzialmente diversi. Sotto questo profilo, infatti, i centri di monitoraggio locali e regionali risulteranno tanto più differenti tra loro quanto più saranno organicamente inseriti nel processo decisionale attraverso il quale viene governata la sicurezza stradale.

8 IL CENTRO NAZIONALE Per quanto concerne il centro di monitoraggio nazionale, esso sembra presentare forti analogie con i centri di monitoraggio regionali, in quanto opererebbe su risultati prodotti dagli altri centri di monitoraggio, ma i mezzi e gli strumenti di governo nazionale sembrano ben diversi da quelli regionali e sembrano orientare in modo specifico le elaborazioni a supporto dell azione di governo. Anche a questo livello, comunque, si possono riconoscere due attività prevalenti: a) attività di raccordo, coordinamento, indirizzo, supporto e sostegno, finalizzate ad assicurare l equilibrio e l omogeneità della rete di monitoraggio nel suo complesso; b) attività di raccolta e di elaborazione di specifiche conoscenze per acquisire gli elementi necessari per la programmazione nazionale, il dimensionamento delle risorse e la loro allocazione (rectius, ripartizione territoriale). Come si nota, anche in questo caso (così come in quello di livello regionale), il centro di monitoraggio opererebbe su due livelli sui quali si sviluppano una azione di supporto tecnico organizzativo ed una azione di elaborazione strategica di carattere nazionale, coerente con le strategie regionali e, rispetto a queste, complementare. IL CENTRO COMUNITARIO Per completezza di discorso, è bene spendere qualche parola anche sul centro europeo. Nell accezione della Commissione europea l Osservatorio europeo della sicurezza stradale si configurerebbe come una struttura interna della Commissione deputata a coordinare tutte le attività comunitarie nel settore della raccolta e dell analisi dei dati relativi agli incidenti stradali, che ospiterà il sistema di informazioni CARE. Tale Osservatorio fungerà, quindi, da punto di collegamento nell Unione europea per lo scambio di informazioni sulle migliori pratiche e sarà incaricato, in definitiva, di organizzare e gestire le attività attorno agli orientamenti comunitari riguardanti le migliori pratiche. L Osservatorio potrà anche trattare del miglioramento della diffusione dei risultati dei progetti di ricerca relativi alla sicurezza stradale, quelli finanziati dall Unione europea e da altri programmi e garantire la diffusione delle informazioni. In buona sostanza, viene attribuito all Osservatorio un ruolo che va molto oltre le funzioni statistico-descrittive, qual è quello, invece, di strumento strategico per dare impulso alla politica europea della sicurezza stradale.

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