Documento informativo sul sistema di allertamento per rischio meteorologico, idrogeologico ed idraulico

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1 Assessorat des ouvrages publics, de la protection des sols et du logement public Assessorato opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica Documento informativo sul sistema di allertamento per rischio meteorologico, idrogeologico ed idraulico GIUGNO 2010 Estratto dal Protocollo di intesa tra strutture regionali che concorrono al sistema di allertamento per rischio meteorologico, idrogeologico, idraulico e pericolo valanghe - Dicembre 2009 Approvato con deliberazione della Giunta regionale n del 11/12/2009 (Bollettino Ufficiale n. 3 del 19/01/2010) e Aggiornamento del manuale esplicativo dei documenti prodotti e/o trasmessi agli enti locali dall amministrazione regionale - Gennaio Documento informativo sul sistema di allertamento per rischio meteorologico, idrogeologico ed idraulico Giugno 2010

2 1. PREMESSA Obiettivo del sistema di allertamento regionale è quello di avvisare, con anticipo, tutti gli enti facenti parte del sistema di protezione civile regionale sino alla scala comunale in caso di probabilità che si verifichino condizioni meteorologiche avverse potenzialmente in grado di generare dissesti di varia entità. Il sistema di allertamento regionale è strutturato in modo da gestire i seguenti rischi: - Rischio meteorologico: abbondanti nevicate, vento forte e forte freddo Ufficio meteorologico (Centro Funzionale regionale) - Rischio idrogeologico ed idraulico: frane ed inondazioni - Ufficio effetti al suolo (Centro Funzionale regionale). - Pericolo valanghe: Ufficio neve e valanghe Direzione assetto idrogeologico dei bacini montani Una descrizione sintetica del Sistema di Allertamento Regionale e la suddivisione della Valle d Aosta nelle zone di allerta sono riportate in allegato. Obiettivo del documento è la descrizione del sistema di allertamento per rischio meteorologico e per rischio idrogeologico ed idraulico. Per le procedure di allertamento connesse al monitoraggio delle grandi frane o al pericolo valanghe si rimanda alla deliberazione della Giunta regionale n del 11/12/2009 (bollettino ufficiale n. 3 del 19/01/2010). - Rischio meteorologico: Emissione degli avvisi meteorologici in caso di condizioni meteorologiche avverse. Ciò innesca uno stato di VIGILANZA nel Piano di Protezione Civile regionale. - Rischio idrogeologico ed idraulico: Emissione quotidiana del Bollettino/Avviso di criticità regionale per rischio idrogeologico e idraulico, che descrive lo scenario previsto in termini di tipologia ed estensione dei dissesti previsti. Ad ogni scenario corrisponde un livello di criticità ed un livello di attivazione del Piano regionale di Protezione Civile. Livelli di criticità Assenza di criticità Ordinaria criticità Moderata criticità Elevata criticità Possibile criticità a lungo termine Livello di attivazione del piano regionale di PC ORDINARIA ATTENZIONE VIGILANZA (allerta di primo livello) ALLERTAMENTO (allerta di secondo livello) PREALLARME (allerta di terzo livello) VIGILANZA (allerta di primo livello) Nell ambito della pianificazione di emergenza un particolare interesse deve essere rivolto ai livelli di attivazione che devono essere correlati con la situazione prevista ed alle risorse ed ai mezzi che devono essere messi in campo preventivamente o automaticamente dal sistema di protezione civile regionale e comunale non appena si verificano determinati precursori di evento che sono stati individuati in tempo di pace (vedasi anche gli scenari allegati al presente documento). 1

3 Perché allertare sulla base di una previsione? L allertamento consente di verificare le risorse disponibili, attivare i reperibili, organizzare con anticipo alcune attività per una migliore gestione dell eventuale emergenza, permettendo quindi al verificarsi dell emergenza stessa di ridurre le richieste di soccorso e/o di fornire una risposta in tempi più brevi. L allertamento è pertanto fattibile per quei fenomeni in cui è possibile, seppur con un certo margine di errore, effettuare una PREVISIONE. A tal fine riveste una notevole importanza anche la fase di SORVEGLIANZA, che precede l evento, e la fase di MONITORAGGIO, in corso di evento. La fase di sorveglianza, infatti, consente, per quegli eventi considerati prevedibili, di individuare dei precursori più o meno precisi che forniscano degli elementi utili per una previsione quanto più possibile corretta. Nel caso di fenomeni di dissesto idrogeologico, ad esempio, l incremento del quantitativo di pioggia cumulata o l aumento dei livelli dei corsi d acqua costituiscono dei precursori. La fase di monitoraggio in corso di evento permette di comprendere se ciò che si sta prefigurando è in linea con quello indicato nella previsione oppure se i fenomeni che si iniziano ad osservare possono far presupporre condizioni peggiori o migliori. Tale valutazione consente di ricalibrare le risorse messe in gioco per fronteggiare l eventuale emergenza aumentando il livello di attivazione del sistema oppure confermando la situazione originariamente prevista. Nel caso del rischio idrogeologico e idraulico e degli Avvisi di criticità il monitoraggio viene eseguito da un lato a partire dai dati strumentali acquisiti dalle stazioni della rete meteo-idro-pluviometrica regionale e dall altro a partire dai dati territoriali trasmessi da parte del Corpo forestale nell ambito delle attività di Presidio territoriale. L attività di Presidio territoriale è infatti un elemento fondamentale sia per la fase di previsione a breve termine sia per fornire una corretta risposta del sistema all emergenza che si sta presentando, consentendo di rispondere meglio alle richieste di soccorso. A tal fine è estremamente importante che le attività di presidio effettuate dal Corpo forestale siano integrate con le informazioni raccolte a livello comunale che dovranno quindi essere tempestivamente segnalate da parte dei referenti comunali di protezione civile alla Centrale Unica del Soccorso, affinché tutti gli enti preposti sia al monitoraggio sia al soccorso possano acquisire gli elementi utili alla salvaguardia della vita e dei beni. E pertanto bene ricordare che: 1 - La redazione del Piano di Protezione Civile comunale deve tenere in conto delle informazioni provenienti dai documenti connessi al sistema di allertamento in modo da far corrispondere ad ogni grado e tipo di criticità emesso un diverso tipo di intervento e/o attivazione. 2 - In relazione alle criticità registrate sul territorio comunale, il livello di attivazione del Piano comunale di Protezione Civile può essere superiore o, in alcuni casi, anche inferiore a quello regionale, secondo quanto previsto dalle procedure interne di ogni Comune. 2

4 2. IL CENTRO FUNZIONALE REGIONALE Il Centro Funzionale fornisce un servizio di previsione e monitoraggio degli eventi meteorologici e idrogeologici; inquadrato all interno del Dipartimento difesa del suolo e risorse idriche costituisce una componente del sistema di protezione civile analogamente a quanto accade per i VVFF, l ASL, le forze dell ordine, etc. Il sistema nazionale dei centri funzionali è stato pensato a seguito dei tragici eventi di Sarno, nel A seguito ad un accordo tra le Regioni del 2003, sulla scorta delle specifiche del Centro Funzionale Nazionale, sono nati i Centri Funzionali Decentrati. Il 1 settembre 2009 il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale ha ufficialmente decretato il formale riconoscimento dell operatività del Centro Funzionale valdostano che, pur operando dal 2001, acquisisce così la facoltà di svolgere autonomamente l attività di allertamento, sino a tale data subordinata alle Direttive Nazionali. Attualmente i Centri Funzionali riconosciuti sono 10. I principali compiti del Centro Funzionale sono i seguenti: Previsione meteorologica Previsione effetti al suolo (frane e inondazioni) Gestione della rete meteo-idrografica Studi e ricerche finalizzate alla conoscenza del territorio Tali attività, svolte dagli uffici competenti, sono parte integrante della più generale strategia per la gestione della difesa del territorio dai rischi naturali, di seguito sintetizzata: 1 Conoscere il territorio con studi che consentono di definire le priorità di intervento e di porre limiti alle attività edilizie per non incrementare il numero di beni e persone esposti al pericolo; 2 Realizzare opere di protezione che tuttavia possono solo mitigare il rischio, senza mai annullarlo; 3 Affrontare il rischio residuo con: a) Sistemi di previsione e allertamento che consentono ai Sindaci e alla popolazione di prepararsi con ore di anticipo all evento; b) Piani di protezione civile regionali e comunali per una migliore organizzazione nella prevenzione e nella gestione dell evento atteso; c) Delocalizzazione qualora il livello di rischio residuo dopo l applicazione dell insieme degli strumenti precedenti sia ancora troppo elevato. Il Centro Funzionale, nel quadro di tale strategia, gestisce e coordina studi mirati a stimare la pericolosità del territorio, contribuendo in tal modo alle attività del punto 1, e provvede, nell ambito di quanto indicato al punto 3a, ad allertare il Sistema di Protezione Civile (in tutti i suoi vari organi e Enti, sino alla scala comunale) circa il possibile verificarsi di situazioni di rischio meteorologico e rischio idrogeologico (frane ed alluvioni) legate a precipitazioni diffuse e prolungate. 1 Il Sistema dei Centri Funzionali nasce in ottemperanza al DPCM 15/12/1998, secondo quanto indicato dalla legge 267/1998, che prevedeva la realizzazione, su scala nazionale, di una copertura omogenea di reti di monitoraggio e l'ottimizzazione della diffusione dei dati in modo da concentrare ed integrare i dati rilevati dalle reti meteo-idropluviometriche. L organizzazione ed i compiti dei Centri Funzionali sono stati successivamente dettagliati dalla Direttiva del 27/02/2004 Indirizzi operativi per la gestione operativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile. 3

5 3. SISTEMA DI ALLERTAMENTO REGIONALE Il territorio della Regione Valle d Aosta è stato diviso in 4 ZONE DI ALLERTA ZONA A: valle centrale ZONA B: valli di Gressoney, Ayas, Champorcher ZONA C: valli di Rhêmes, Valsavarenche e Cogne ZONA D: dorsale alpina I TIPI DI RISCHIO CONSIDERATI NEL PRESENTE DOCUMENTO SONO: - RISCHIO METEOROLOGICO - RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO RISCHIO METEOROLOGICO Gestito dal CENTRO FUNZIONALE REGIONALE attraverso l emissione di un AVVISO METEO AVVISO METEO PER NEVICATE ABBONDANTI, FORTE FREDDO O VENTO FORTE: livello di attivazione del piano regionale di protezione civile pari a VIGILANZA (allerta di primo livello) AVVISO METEO PER PIOGGE: viene gestito come rischio idrogeologico e idraulico (ordinaria criticità) RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Gestito dal CENTRO FUNZIONALE REGIONALE attraverso l emissione dell AVVISO DI CRITICITA REGIONALE PER RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Definisce i seguenti livelli di criticità ORDINARIA CRITICITA VIGILANZA (allerta di primo livello) MODERATA CRITICITA ALLERTAMENTO (allerta di secondo livello) ELEVATA CRITICITA PREALLARME (allerta di terzo livello) POSSIBILE CRITICITA A LUNGO TERMINE VIGILANZA (allerta di primo livello) Il MONITORAGGIO DEI FENOMENI FRANOSI è gestito dal SERVIZIO GEOLOGICO ed è finalizzato alla diretta attivazione dei piani di protezione civile dei Comuni interessati. PER GLI SCENARI CONNESSI AL SISTEMA MONITORAGGIO DELLE GRANDI FRANE O PER APPROFONDIRE IL SISTEMA DI ALLERTAMENTO CONNESSO AL PERICOLO VALANGHE SI RIMANDA ALLA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N DEL 11/12/2009 (BOLLETTINO UFFICIALE N. 3 DEL 19/01/2010) ED ALLA NORMATIVA DI SETTORE. 4

6 4. RISCHIO METEOROLOGICO Il rischio meteorologico corrisponde ai fenomeni indotti da situazioni atmosferiche particolari che possono creare generici disagi o problemi per la viabilità o per lo svolgimento delle normali attività. Nello specifico i fenomeni che determinano rischio meteorologico sono i seguenti: - Precipitazioni piovose ed i rovesci o temporali - Nevicate abbondanti - Forte freddo - Vento forte - Ondate di calore Per nevicate abbondanti, forte freddo o vento forte si ha l emissione di un AVVISO METEO che comporta il passaggio al livello di attivazione di VIGILANZA nel Piano regionale di Protezione Civile. Per quanto riguarda le precipitazioni piovose ed i rovesci o temporali, si rimanda alla sezione relativa al rischio idrogeologico e idraulico. Ondate di calore: la gestione del rischio è regolata da apposito Piano di Protezione civile, predisposto da un gruppo di lavoro (composto da ASL, servizi sanitari, ufficio meteorologico e protezione civile) e approvato dal Comitato regionale di Protezione civile in data 05/07/2010, che riguarda solo i Comuni situati sotto gli 800 m di quota. L emissione di un avviso comporta un livello di attivazione da allertamento ad allarme secondo la durata dell evento ed i problemi sanitari riscontrati. 5

7 5. RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Il rischio idrogeologico corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli pluviometrici critici lungo i versanti, lungo i corsi d acqua secondari a regime torrentizio (con bacino idrografico inferiore ai 100 km 2 ) e lungo la rete idrografica minore e di smaltimento delle acque piovane. In particolare: - sui versanti, frane diffuse; - lungo i torrenti di piccole e medie dimensioni, debris flow e diffuse erosioni spondali. Il rischio idraulico, oltre a contemplare lo scenario relativo al rischio idrogeologico, corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli idrometrici critici (possibili eventi alluvionali) lungo i corsi d acqua principali a regime torrentizio e lungo i corsi d acqua a regime fluviale (Dora Baltea a valle della confluenza con il torrente Grand Eyvia). Per corsi d acqua principali a regime torrentizio si intendono: la Dora Baltea a monte della confluenza con il torrente Grand-Eyvia, la Dora di La Thuile, la Dora di Valgrisenche, la Dora di Rhêmes, il torrente Savara, il torrente Grand-Eyvia, il torrente Buthier, il torrente Marmore, il torrente Evançon, il torrente Ayasse e il torrente Lys. LIVELLI DI CRITICITÀ RELATIVI SCENARI SITUAZIONE ORDINARIA ASSENZA DI CRITICITÀ alla scala della zona di allerta; in questo livello non si escludono singole attivazioni di fenomeni di dissesto in contesti particolarmente vulnerabili, con danni puntuali a livello comunale. ORDINARIA CRITICITÀ indica il verificarsi di 3 tipologie di scenari, di seguito sinteticamente descritti: Ordinaria criticità per rovesci o temporali forti e diffusi: evento meteoidrologico di incerta previsione spazio temporale, in grado di creare danni non diffusi ma occasionalmente anche molto rilevanti. Ordinaria criticità per piogge forti: indica il possibile verificarsi di danni lievi e diffusi e costituisce una possibile fase di transizione ad una moderata criticità. Ordinaria criticità per saturazione dei suoli: indica uno scenario in cui, anche in assenza di precipitazioni, a seguito della forte saturazione dei suoli dopo un evento meteorologico intenso, è possibile che si verifichino danni sul territorio. Il livello di ordinaria criticità può essere associato all emissione di un Avviso Meteo MODERATA CRITICITÀ indica lo scenario relativo ad un evento meteoidrologico intenso e persistente, capace di causare frequenti fenomeni di instabilità dei versanti dalla scala comunale alla zona di allertamento. Il livello di moderata criticità comporta l emissione di un Avviso di Criticità ELEVATA CRITICITÀ indica uno scenario analogo a quello relativo alla moderata criticità, con un significativo incremento del numero e dell estensione dei fenomeni di dissesto. Il livello di elevata criticità comporta l emissione di un Avviso di Criticità POSSIBILE CRITICITÀ PREVISTA A LUNGO TERMINE indica un possibile livello di criticità oltre la serata del giorno successivo. Comporta l attivazione di uno stato di vigilanza presso i comuni coinvolti, in attesa dell invio di maggiori dettagli nel giorno successivo. In allegato è riportata una descrizione più dettagliata degli scenari. 6

8 6. DIRAMAZIONE DOCUMENTI PER RISCHIO METEOROLOGICO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Ora emissione Documento Diffusione Criticità Livello attivazione PC Internet Sito Bollettino RAVA Entro le ore Meteorologico Risponditore - Quotidiano Regionale automatico al Entro le ore Straordinario Avviso meteo per nevicate abbondanti, forte freddo e vento forte Fax ORDINARIA VIGILANZA Internet Sito RAVA ASSENTE ORDINARIA ATTENZIONE Entro le ore Quotidiano Bollettino/ Avviso di criticità regionale per rischio idrogeologico e idraulico Internet Sito RAVA Fax Internet Sito RAVA Fax ORDINARIA MODERATA VIGILANZA ALLERTAMENTO Internet Sito RAVA Fax ELEVATA PREALLARME Orario variabile - Straordinario Bollettino di aggiornamento sull evento in atto (emesso a seguito di avviso di criticità) Internet Sito RAVA Fax Internet Sito RAVA Fax MODERATA ELEVATA ALLERTAMENTO PREALLARME Sempre disponibile h24 (aggiornamento orario) Bollettini di dettaglio sulla situazione pluviometrica, termometrica e idrometrica Internet Sito RAVA - - Il passaggio al livello di attivazione definito ALLARME viene effettuato dalla Direzione Protezione Civile, sentito il Centro Funzionale regionale, sulla base della successiva evoluzione degli eventi registrati sul territorio in relazione alle richieste di risorse e/o di soccorso provenienti presso la Centrale Unica di Soccorso dai Comuni interessati da uno stato di Emergenza. 7

9 DIRAMAZIONE DEGLI AVVISI I documenti di Avviso meteo e Avvisi di criticità (idrogeologica ed idraulica) sono diramati dalle strutture regionali che li hanno emessi alla Direzione Protezione Civile. Ai sensi della Direttiva PCM del 27/2/2004, l adozione degli avvisi e la dichiarazione dei diversi livelli di allerta per il piano regionale di protezione civile spetta al Presidente della Regione e/o alla Direzione Protezione Civile in funzione dei livelli di attivazione del piano regionale di protezione civile. In seguito all adozione, l Avviso meteo e gli Avvisi di criticità sono diramati dalla Direzione Protezione Civile della Regione a Comuni, Enti competenti e altri soggetti istituzionali o convenzionati. ALLA RICEZIONE DI UN AVVISO METEO O UN AVVISO DI CRITICITA, IL COMUNE PROVVEDERÀ AD ATTIVARSI SECONDO IL PROPRIO PIANO DI PROTEZIONE CIVILE COMUNALE, IN FUNZIONE DELLA SPECIFICITÀ DEL TERRITORIO E DELL EVENTO ATTESO. In FASE DI MONITORAGGIO E SORVEGLIANZA dell evento meteo-idrologico ed idrogeologico in atto, è prevista l emissione dei seguenti documenti: Bollettino di aggiornamento sull evento in atto; Bollettini di dettaglio sulla situazione pluviometrica, termometrica e idrometrica (sempre disponibile); Di seguito sono illustrati sinteticamente i contenuti de: Avviso Meteo; Bollettino/Avviso di criticità idrogeologica e idraulica; Bollettino di aggiornamento sulla situazione meteo-idrologica; Bollettini di dettaglio. Negli allegati: Elenco dei Comuni per zone di allerta; Scenari di Evento; Il significato di livello idrometrico. 8

10 AVVISO METEO 2 Di che tipo do avviso meteo si tratta? L avviso può essere emesso per: - Forti nevicate (in bassa quota) - Forti abbassamenti di temperatura - Vento Forte (L avviso meteo per piogge forti è inglobato nel bollettino/avviso di criticità) 3 Quali zone di allerta sono interessate? A quale appartiene il Comune? Vedi tabella in allegato 1 A che ora viene emesso? 4 Quali sono i fenomeni meteorologici attesi sul territorio e con quali caratteristiche? Viene fornita una descrzione dell evento atteso. 5 Qual è il periodo di validità dell Avviso? 9

11 2 A quale zona di allerta appartiene il Comune? Vedi tabella in allegato BOLLETTINO/AVVISO DI CRITICITA 1A quali giornate è relativo il bollettino? Qual è la sua validità? 3 E stato emesso un avviso per le prossime 36 ore? Tipo di avviso emesso per le 4 zone di allerta: - assenza di criticità - avviso meteo (ordinaria criticità) - avviso di criticità (moderata o elevata criticità) 6 Quali sono gli effetti attesi sul territorio per dopodomani? E possibile una criticità per dopodomani e di che tipo (idrogeologico localizzato o idrogeologico alluvionale)? 4 Quali sono le condizioni meteo per le prossime 36 ore? Sintesi previsioni meteo. Indicata la quantità di precipitazione prevista, l eventuale tipo di avviso meteo previsto, la quota di zero termico e di quota neve 5 Quali sono gli effetti attesi sul territorio in seguito alle condizioni meteo previste? Quale livello di criticità è previsto 10 (assente, ordinario, moderato o elevato) e di che tipo (idrogeologico localizzato o idrogeologico alluvionale)?

12 BOLLETTINO DI AGGIORNAMENTO 1 A quali giornate è relativo il bollettino? Qual è la sua validità? 2 Qual è la situazione in corso e quali sono le previsioni aggiornate? Descrizione situazione in atto: - sintesi dell evoluzione del quadro meteorologico e dei dissesti nelle ultime ore - aggiornamento sulle eventuali ultime informazioni disponibili relative alle previsioni sia meteorologiche sia di effetti al suolo 3 Quali sono i dati di pioggia rappresentativi per le 4 zone di allertamento? Sono riportati i dati di temperatura, le precipitazioni cumulate da inizio evento e dal precedente bollettino 4 Quali sono i livelli idrometrici per zona di allerta? I livelli osservati sono confrontati con i livelli idrometrici di allertamento H1 e H2 (*). Inoltre si riporta la tendenza delle ultime ore. 11

13 BOLLETTINI DI DETTAGLIO Sempre on-line Aggiornamento ogni ora Bollettino pluviometrico Bollettino termometrico Bollettino idrometrico Fornisce la pioggia giornaliera cumulata degli ultimi 4 giorni, l andamento orario della pioggia nelle ultime 24 h ed i massimi di pioggia per durate consecutive nelle ultime 24 ore. Fornisce la temperatura registrata nelle ultime 6 ore in formato tabellare e l andamento orario della temperatura nelle ultime 48 h. Fornisce l altezza idrometrica registrata nelle ultime 6 ore in formato tabellare e l andamento nelle ultime 48 ore. 12

14 ALLEGATI 1. ELENCO ZONE DI ALLERTA 2. SCENARI DI EVENTO 3. IL SIGNIFICATO DI LIVELLO IDROMETRICO ALLEGATI

15 1. ELENCO ZONE DI ALLERTA Rischio meteorologico, idrogeologico e idraulico L elenco dei comuni ricadenti in ogni zona di allerta per rischio idrogeologico e idraulico è riportato di seguito in allegato. ZONA A ZONA B ZONA C ZONA D ALLEIN ANTEY SAINT ANDRE AOSTA ARVIER AVISE AYMAVILLES BRISSOGNE CHAMBAVE CHAMOIS CHARVENSOD CHATILLON ARNAD AYAS BARD BRUSSON CHALLAND S.ANSELME CHALLAND S.VICTOR CHAMPDEPRAZ CHAMPORCHER AYMAVILLES BRISSOGNE CHARVENSOD COGNE ALLEIN ARVIER AVISE BIONAZ COURMAYEUR DOUES DONNAS DOUES EMARESE EMARESE ETROUBLES FÉNIS FÉNIS FONTAINEMORE FÉNIS GABY GIGNOD GRESSONEY-LA-TRINITÉ GRESSAN GRESSONEY-SAINT-JEAN GRESSAN GIGNOD HONE INTROD ISSIME ISSOGNE INTROD JOVENCAN JOVENCAN LA MAGDELEINE LILLIANES LA SALLE LA THUILE MONTJOVET MORGEX NUS OYACE OLLOMONT OYACE POLLEIN PONTEY QUART ROISAN SAINT-CHRISTOPHE SAINT-DENIS SAINT-MARCEL SAINT-NICOLAS SAINT-PIERRE SAINT-VINCENT SARRE TORGNON VALPELLINE VALTOURNENCHE VERRAYES VILLENEUVE PERLOZ PONTBOSET PONT-SAINT-MARTIN VERRES POLLEIN RHÊMES-NOTRE- DAME RHÉMES-SAINT- GEORGES SAINT-MARCEL VALSAVARENCHE VILLENEUVE PRÉ-SAINT-DIDIER SAINT -OYEN SAINT-RHÉMY-EN- BOSSES VALGRISENCHE VALPELLINE VALTOURNENCHE ALLEGATI

16 ZONE DI ALLERTA PER RISCHIO METEOROLOGICO, IDROGEOLOGICO E IDRAULICO ALLEGATI

17 2. SCENARI DI EVENTO Regione Autonoma Valle d Aosta RISCHIO METEOROLOGICO Piogge TIPO SCENARIO Precipitazioni piovose diffuse e persistenti estese dal livello di zona di allerta all intero territorio regionale. Rovesci o temporali* Nevicate Forte freddo Vento I temporali sono caratterizzati da attività elettrica (fulmini) e spesso accompagnati da precipitazioni molto intense alle quali si possono associare forti raffiche di vento e grandine. Tali fenomeni si sviluppano in limitati intervalli di tempo e su ambiti territoriali molto localizzati. I rovesci intensi hanno caratteristiche simili ai temporali, ma non presentano attività elettrica. Scenari correlati a fenomeni temporaleschi possono essere la rottura di rami o di alberi, il sollevamento parziale o totale della copertura degli edifici, i danni a coltivazioni causati dalla grandine, gli incendi o i danni a persone o cose causate dai fulmini. Sono attesi quantitativi di neve che superiori ai valori ordinariamente attesi in funzione del periodo dell anno possono recare notevoli disagi alla viabilità e allo svolgimento delle normali attività, sovraccarichi sui tetti di edifici e sulle strutture precarie / temporanee. Sono attesi valori di temperatura che siano in grado di creare disagio per la popolazione, con problemi per il congelamento di tubature oppure eventuali gelate fuori stagione. Non si fa riferimento all effetto wind-chill in quanto nel fondovalle le temperature più rigide sono quasi sempre raggiunte in condizioni di vento assente o debole, mentre nel caso di forte ventilazione (che in inverno nel fondovalle coincide con condizioni di foehn) le temperature molto raramente scendono sotto lo zero. Sono attese intensità di vento medie valutate su un periodo di tempo sufficientemente lungo tali da poter provocare importanti danni a persone o cose, con particolare riferimento a strutture provvisorie, tetti, a disagi per la viabilità (in particolare per furgonati, telonati, caravan, autocarri, etc.), al crollo di padiglioni, allo sradicamento e rottura di alberi, a problemi per la sicurezza dei voli e ad altri generici disagi. Si specifica che tale Avviso non considera le raffiche di vento che possono essere associate ai rovesci o temporali, eventualmente indicati nel campo segnalazioni del bollettino meteorologico o nel bollettino di vigilanza, in quanto di difficile previsione. ALLEGATI

18 SITUAZIONE ORDINARIA RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO E RELATIVI SCENARI LIVELLO ASSENZA DI CRITICITÀ ORDINARIA CRITICITÀ È conseguente ad eventi meteoidrologici, particolarmente intensi a scala locale per rovesci o temporali forti e diffusi* per piogge forti per saturazione dei suoli SCENARIO non si escludono singole attivazioni di fenomeni di dissesto in contesti particolarmente vulnerabili, con danni puntuali a livello comunale - fenomeni descritti per i temporali nella sezione dei rischi meteorologici - innesco di locali smottamenti superficiali e fenomeni gravitativi, in aree note, legati a contesti geologici particolarmente critici - caduta di massi - allagamenti localizzati, per incapacità di smaltimento del reticolo idrografico minore e delle reti fognarie urbane - localizzati fenomeni di rigurgito del sistema di smaltimento delle acque piovane, con coinvolgimento delle aree urbane più depresse - interruzione provvisoria della viabilità - eventuali improvvisi fenomeni di colata di fango e/o detrito su piccoli bacini montani (generalmente dell ordine di alcuni km 2, fino a 5-10 km 2 ) - eventuali e limitati fenomeni di alluvionamento nei tratti montani dei bacini a regime torrentizio (dimensioni fino a km 2 ) può rappresentare il passaggio da una situazione ordinaria ad una moderata criticità. I fenomeni attesi, oltre a quelli descritti per lo scenario di criticità per rovesci o temporali forti e diffusi, possono essere rappresentati anche da eventuali innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d acqua principali e secondari a regime torrentizio, senza escludere localizzati avvicinamenti al livello di esondazione può rappresentare il passaggio da una situazione di moderata criticità o di ordinaria criticità per piogge forti alla situazione ordinaria, proprio a seguito di eventi meteorologici particolarmente intensi e duraturi. I fenomeni attesi in questa fase di transizione interessano principalmente la stabilità dei versanti con innesco di locali smottamenti superficiali e fenomeni gravitativi, in aree note, legati a contesti geologici particolarmente critici, inclusi i fenomeni di caduta massi ALLEGATI

19 * Occorre sottolineare che i temporali sono difficilmente prevedibili per quanto riguarda l intensità e la localizzazione. La moderna scienza meteorologica consente, infatti, di prevedere l approssimarsi di un fronte con associati temporali, ma non permette di prevedere con esattezza dove e quando si formeranno le celle temporalesche associate, stante anche la notevole complessità morfologica del territorio valdostano che non consente l utilizzo di radar meteorologici a supporto della sorveglianza. Questo vale ancor di più per i temporali di calore tipici della stagione estiva, che nel territorio montano si sviluppano spesso ed in particolar modo nelle ore pomeridiane e serali senza che ci sia la presenza di un fronte perturbato. Per tale motivo anche il bollettino di criticità per rischio idrogeologico prende in considerazione solo i temporali associati al passaggio di un fronte freddo e, data la difficile predicibilità che talvolta fa sì che il temporale nemmeno si verifichi, li inserisce nello scenario di ordinaria criticità all interno del quale gli effetti al suolo possono essere anche di rilievo, ma circoscritti ad una scala locale. I temporali di calore estivi invece non rientrano nel sistema di allertamento. In ogni caso se si registra una certa instabilità nell atmosfera viene indicata una probabilità del verificarsi dei fenomeni nella sezione segnalazioni del bollettino meteorologico. E comunque sempre auspicabile l adozione di alcune misure di prevenzione da parte delle Autorità comunali in caso di Avviso meteo per temporali forti e soprattutto l assunzione di un comportamento corretto da parte del singolo cittadino, quale prima e più efficace misura di auto protezione. Maggiori dettagli relativi alle buone regole per affrontare i temporali sono consultabili sul sito internet della Regione all indirizzo ALLEGATI

20 MODERATA CRITICITÀ Regione Autonoma Valle d Aosta LIVELLO MODERATA CRITICITÀ Può coinvolgere ambiti territoriali riferiti alla zona di allerta o parte di essa ed è generato da eventi meteorologici diffusi e persistenti di moderata/forte intensità e di medio/lunga durata. sui versanti sui corsi d acqua secondari a regime torrentizio: sui corsi d acqua principali a regime torrentizio lungo la Dora Baltea a valle della confluenza con il torrente Grand Eyvia SCENARIO - limitate attivazioni o riattivazioni di fenomeni franosi - limitati fenomeni di instabilità localizzati sui versanti - evoluzione dei grandi fenomeni franosi monitorati - limitati fenomeni di colata di fango e/o detrito con parziale riattivazione di conoidi, per bacini anche superiori ai 10 km2. - moderati fenomeni di alluvionamento e di erosione sui corsi d acqua a regime torrentizio con bacini di dimensioni variabile, fino a km2. - diffusi incrementi dei livelli idrometrici dei corsi d acqua, con avvicinamento al livello di esondazione, possibili fenomeni di alluvionamento ed erosione localizzata delle aree più prossime ai corsi d acqua. - diffusi incrementi dei livelli idrometrici dei corsi d acqua principali con superamento dell altezza idrometrica di allerta 1 (H1)* e possibile superamento in alcune sezioni dell altezza idrometrica di allerta 2 (H2)*; possibili fenomeni di erosione localizzata connessi al passaggio della piena con coinvolgimento delle aree più prossime ai corsi d acqua. * Il livello di allerta H2 corrisponde all incirca al livello di esondazione nei dintorni della stazione, mentre il livello di allerta H1 presenta un franco di sicurezza pari a 1 m o inferiore al di sotto del livello H2 in funzione del corso d acqua. settori urbanizzati, rete idrografica minore, canali irrigui, rete di smaltimento delle acque - diffusi fenomeni di allagamento connessi ad incapacità di drenaggio del reticolo idrografico minore; - fenomeni di rigurgito del sistema di smaltimento delle acque piovane, con coinvolgimento delle aree urbane più depresse. ALLEGATI

21 ELEVATA CRITICITÀ LIVELLO ELEVATA CRITICITÀ Può coinvolgere ambiti territoriali estesi dalla zona di allerta alla scala regionale ed è generato da eventi meteorologici diffusi e persistenti di carattere eccezionale per intensità e durata. sui versanti sui corsi d acqua secondari a regime torrentizio: sui corsi d acqua principali a regime torrentizio lungo la Dora Baltea a valle della confluenza con il torrente Grand Eyvia settori urbanizzati, rete idrografica minore, canali irrigui, rete di smaltimento delle acque SCENARIO - attivazioni o riattivazioni di numerosi fenomeni franosi, anche di dimensioni medio-grandi e su depositi quiescenti anche da lungo tempo - possibili locali sbarramenti d alveo o coinvolgimento di nuclei abitati - numerosi ed estesi fenomeni di instabilità sui versanti - evoluzione dei grandi fenomeni franosi monitorati - numerosi e marcati fenomeni di colata di fango e/o detrito con riattivazione di estesi settori di conoide - notevoli fenomeni di alluvionamento ed erosione lungo i corsi d acqua - diffusi incrementi dei livelli idrometrici dei corsi d acqua, con il raggiungimento e superamento del livello di esondazione, con diffusi fenomeni di alluvionamento ed erosione e coinvolgimento delle aree anche distali al corso d acqua - riattivazione di canali di deflusso abbandonati - diffusi incrementi dei livelli idrometrici, con il raggiungimento e il superamento dell altezza idrometrica di allerta 2 (H2), estesi fenomeni di erosione e di alluvionamento con coinvolgimento delle aree anche distali al corso d acqua - riattivazione di canali di deflusso abbandonati - estesi allagamenti connessi all incapacità di drenaggio del reticolo idrografico minore, con danni agli insediamenti abitati, locali interrati e insediamenti produttivi e alla rete viaria - fenomeni di rigurgito del sistema di smaltimento delle acque piovane, con coinvolgimento di aree urbane estese ALLEGATI

22 POSSIBILE CRITICITÀ PREVISTA A LUNGO TERMINE La situazione meteoidrologica descritta come possibile criticità prevista a lungo termine rappresenta un possibile livello di criticità, a più di 36 ore dal momento dell'emissione delle previsioni, secondo le quali le precipitazioni individuate come critiche potrebbero concretizzarsi oltre la serata del giorno successivo, o nel caso in cui il grado di rischio è ancora incerto nel periodo successivo (es.: a causa di una criticità prevista il venerdì per la domenica sera/lunedì e/o di un basso grado di affidabilità, in termini di probabilità di accadimento, delle previsioni meteorologiche), comunque variabile da situazione ordinaria a moderata o elevata criticità. Tale situazione viene comunque precisata nelle successive 24 ore con nuovo Bollettino/Avviso, ma comporta l attivazione di uno stato di vigilanza presso i comuni coinvolti affinché siano pronti a ricevere un nuovo Bollettino/Avviso anche nei giorni festivi e prefestivi. ALLEGATI

23 3. IL SIGNIFICATO DI LIVELLO IDROMETRICO Il livello idrometrico è definito in base allo Zero idrometrico e non corrisponde alla profondità dell acqua rispetto al fondo, ma all altezza d acqua rispetto allo zero idrometrico (corrispondente allo zero dell asta idrometrica addossata alla sponda). Per tale motivo è possibile che un livello idrometrico sia minore di quello della profondità dell acqua (caso a), oppure che assuma un valore negativo qualora sia al di sotto dello zero idrometrico (caso b) oppure che sia maggiore della profondità dell acqua (caso c) se il fondo alveo si è alzato per effetto del deposito. Questo consente di avere una misura sempre riferita ad una stessa quota che non varia nel tempo. Allo stesso modo anche i livelli di allerta H1 e H2 sono tarati in base a tale quota di riferimento. Asta idrometrica a) Livello idrometrico Asta idrometrica Zero idrometrico b) Livello idrometrico Zero idrometrico Asta idrometrica c) Livello idrometrico Zero idrometrico ALLEGATI

24 LIVELLI IDROMETRICI DI ALLERTA 1 (H1) E DI ALLERTA 2 (H2) Per ogni stazione idrometrica sono state individuate le soglie idrometriche di allerta 1 (H1) e di allerta 2 (H2), sulla scorta della geometria delle sezioni e dell analisi idraulica relativa alla sezione più critica compresa in un tratto a monte e a valle della stazione idrometrica pari a 2km, per quanto concerne la Dora Baltea, e ad alcune centinaia di m per quanto concerne i torrenti laterali. Livello di allerta H1 La portata di piena (classificabile come ordinaria) transita occupando interamente l'alveo del corso d'acqua con un franco variabile da 1 m (sulla Dora Baltea) a 50 cm (sui torrenti laterali). Livello di allerta H2 La portata di piena (classificabile come straordinaria) non può transitare contenuta nell'alveo e quindi al raggiungimento della soglia H2 comincia ad uscire nelle sezioni maggiormente critiche. Si tratta di misure di livello e sono riferite esclusivamente ai dintorni della sezione corrispondente ad ogni singola stazione e quindi non permettono di estrapolare informazioni rispetto ad altre sezioni torrentizie al di fuori del tratto considerato, dove localmente potrebbero presentarsi sezioni maggiormente critiche. Sezione dove è presente la stazione idrometrica 1 km 1 km ALLEGATI

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