BOZZA NON CORRETTA MISSIONE A NAPOLI 27 MARZO 2012 PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE LUDOVICO VICO

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1 MISSIONE A NAPOLI 27 MARZO /8 PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE LUDOVICO VICO La seduta comincia alle Audizione del dottor Luigi Merolla, questore di Napoli. PRESIDENTE. Saluto, anche a nome della Commissione, il dottor Merolla. Avverto il nostro ospite che della presente audizione sarà redatto un resoconto stenografico e che, se lo riterrà opportuno, i lavori della Commissione potranno proseguire in seduta segreta, invitando comunque a rinviare eventuali interventi di natura riservata alla parte finale della seduta. Do quindi la parola al questore di Napoli, dottor Luigi Merolla. LUIGI MEROLLA, questore di Napoli. Signor presidente, onorevoli componenti la Commissione, l attività della polizia di Stato in Napoli nei confronti delle fenomenologie criminose della pirateria e della contraffazione si pone - laddove, metaforicamente parlando, si faccia riferimento al monte e alla valle - in un versante intermedio rispetto a questi fenomeni. Infatti, da un lato, non vi è la possibilità tecnica di intercettare il fenomeno alla fonte, cioè nel momento in cui esso si presenta come attività di import-export illegale, anche se parliamo soprattutto di importazione (la polizia di Stato, infatti, non dedica in via primaria la sua attività alla ricerca dei luoghi - che sono numerosi - di produzione esistenti sul territorio); dall altro, la nostra attività non si pone neanche del tutto a valle, così come invece accade per le varie polizie locali, che intercettano tali fenomeni nella loro diffusione al minuto. La nostra attività tende quindi a porsi a metà costa. In particolar modo, ci occupiamo di tali fattispecie, nell ambito delle attività di polizia giudiziaria di aggressione alle organizzazioni criminali organizzate, nel momento in cui queste ultime tendono ad avvalersi di tali attività economiche, così come accade per ogni altra attività che abbia il sapore dell illegalità in questo territorio, dal gioco alla prostituzione, allo spaccio di sostanze stupefacenti (quest ultima, un attività che è diventata sicuramente quella primaria e di maggior reddito). Tuttavia, l attività di controllo della produzione e dell importazione del prodotto contraffatto, di qualunque tipologia - dalla pirateria musicale, passando per il vestiario, l abbigliamento, gli accessori, le borse, la pelletteria e così via - è sicuramente una delle attività

2 2/8 pregnanti di numerose organizzazioni criminose organizzate, per cui, nel momento in cui ci dedichiamo, così come facciamo quotidianamente, al contrasto di queste organizzazioni, inevitabilmente, finiamo con l intercettare anche fenomenologie di questo tipo. Non mancano, comunque, attività di integrazione con delle azioni svolte dalle polizie locali. Tali attività sono curate, inevitabilmente, dai nostri uffici che si occupano delle attività di prevenzione sul territorio, laddove esse finiscono per intercettare situazioni di contravvenzione della normativa, da quella sui depositi, a quella che regola le dinamiche di vendita all ingrosso, in cui ci sono dei soggetti che si pongono come dei grossisti tra una fonte di grande produzione - quasi paraindustriale - e la vendita al minuto. Ci sono, quindi, interventi sui depositi ma non mancano neanche quelli sul singolo venditore che opera per strada, perché è nell attività di polizia di tutti i giorni finire con l interfacciare anche costoro. Nel momento in cui queste vendite sono diventate, su alcune porzioni del territorio, organizzate in maniera diffusa, tanto da rappresentare un fattore determinante dell immagine degradata della città, ci siamo posti anche il problema di svolgere dei servizi in tal senso, articolandoci con le altre forze di polizia, per contrastarlo, specialmente in alcune zone centrali della città, svolgendo queste attività per una fase abbastanza lunga, anche in sostituzione, affiancamento e concorso con la polizia locale. Da ultimo, siamo riusciti a far sì che la polizia locale decollasse a sufficienza nel contrasto stabile verso questa fenomenologia, per cui se stiamo risparmiando le forze, tuttavia, purtroppo, dobbiamo comunque dedicarci alle tante fenomenologie criminali che affliggono la nostra, dalla criminalità organizzata, alle attività predatorie tout court, che sono tra le più intense che si possano registrare sul nostro territorio nazionale. Ultimamente, stiamo applicando delle energie anche in campo amministrativo, un ambito sul quale non ci eravamo soffermati nel passato. Stiamo applicando in maniera un po più intensa l articolo 175-quinquies della legge n. 633 del 1941 sul diritto d autore: una volta accertato che un esercizio commerciale svolga una vera e propria attività di pirateria, in particolar modo su prodotti informatici, cd musicali, dvd e quant altro, previo input del magistrato - che ci consente di stabilire per certa questa attività - abbiamo adottato dei provvedimenti di sospensione per 15 giorni della licenza di esercizio al commerciante che svolge queste attività illegali. Per quanto riguarda il lavoro quotidiano di contrasto verso queste fenomenologie, il nostro impegno risulta in molti casi frenato, da un lato, per il fatto che le forze di polizia sono inevitabilmente spinte ad orientarsi verso il contrasto a fenomenologie predatorie che appaiono più significative ai cittadini, dall altro, perché bisogna tenere necessariamente conto di difficoltà di gestione in campo procedurale, in particolar modo nella gestione dei beni sequestrati. La prima difficoltà viene, vista la mole del fenomeno da contrastare, proprio dalla gestione di tali beni

3 3/8 sequestrati. Nel momento in cui si sequestra un deposito, si realizza l attività dell apposizione dei sigilli e, quindi, si concretizza una sorta di congelamento del deposito di per sé; ben altre difficoltà, invece, incontriamo nel momento in cui dobbiamo contrastare attività più al dettaglio, che comportano quindi un sequestro della merce. Questo sequestro ha un iter abbastanza veloce quando è riferito ad una persona certa, che è stata denunciata o addirittura arrestata; se, tuttavia, tale procedimento di sequestro è avvenuto contro ignoti, il procedimento penale finisce con l essere molto più rallentato, rischiando, quindi, di intasare la capacità stessa di tenere a deposito questo materiale. Tentiamo di seguire la strada della richiesta di distruzione di questo materiale ma, ovviamente, non sempre con esiti veloci, anzi, in qualche caso, anche con qualche rallentamento. Sicuramente, dunque, sull aspetto degli sviluppi procedurali, conosciamo un impasse che è dovuta, da una parte, alle nostre difficoltà logistiche, proprio per la carenza degli spazi in cui stoccare il materiale sequestrato, dall altra, ai tempi delle attività a cui ci costringono le procedure. Questo è un po, a grandi linee, il quadro della nostra attività. Ovviamente, se volete, mi riservo di produrvi un appunto sulle attività svolte. Resto a diposizione per rispondere ad eventuali domande. PRESIDENTE. Prima di dare la parola ai colleghi che intendono porre domande o formulare osservazioni, coglierei subito la sua ultima dichiarazione. Noi siamo venuti qui anche per avere un conforto di dati precisi e comparati sull azione di contrasto condotta negli anni nel volume, nella qualità e nella quantità dell azione di contrasto in ordine al fenomeno della contraffazione delle merci distribuiti in maniera illecita. Pensiamo che la missione che il Parlamento ci ha affidato, anche rispetto alle stesse visite, consista nel provare a comprendere ciò che accade in aree precise. In relazione a Napoli, le sarei grato se potrà renderci un supplemento di informazioni in forma cartacea entro la giornata di domani. Già dall avvio delle audizioni, infatti, avremmo anche bisogno di comprendere, soprattutto dal punto di vista del coordinamento della forze dell ordine, qual è l azione di contrasto, anch essa comparata, contro i fenomeni delle merci illegali, della illegalità del commercio, della contraffazione e del controllo da parte della camorra o di organizzazioni consimili, ben sapendo - come ella ci ha detto - che il confine è la dogana, dove arriva anche dell altro materiale, che le forme di controllo non possono più ruotare solo intorno alla sottofatturazione, posto che esistono nuovi metodi di ingresso o di distrazione dei containers quando nelle dogane o nei porti si sente l odore dello Stato che arriva. Vorremmo capire se lo Stato a Napoli c è! Le dico, con grande sensibilità, che fino ad ora non l ho capito e, dato che vorremmo avere un quadro della presenza dello Stato e della sua azione di contrasto, di intelligence e di prevenzione, confido nellla sua promessa che ci fornirà la documentazione necessaria.

4 4/8 FILIPPO ASCIERTO. Colgo l occasione, signor questore, per ringraziare lei e la polizia di Stato per l attività in senso generale di contrasto alla criminalità organizzata: sono sotto gli occhi di tutti i risultati ottenuti nel recente passato e quotidianamente. Attendiamo i dati riguardanti il contrasto e la contraffazione perché riteniamo che falsificazione e contraffazione siano fenomeni che rimpinguano le casse della criminalità organizzata. Comprendiamo che, in una città come Napoli, questi dati possano apparire secondari rispetto agli omicidi, alle rapine, ai furti e ai reati di grande preoccupazione. Tuttavia, abbiamo visto come falsificazione e contraffazione portino un danno all economia italiana: le falsificazioni del made in Italy sono oggi quantificate al di sopra dei 50 miliardi l anno, anzi, molto al di sopra di tale cifra se ci aggiungiamo anche l alimentare e altri settori. Grazie, quindi, per l azione svolta: rimaniamo in attesa di conoscere i dati più approfonditi in merito al contrasto di questi fenomeni. ANDREA LULLI. Intervengo solo per una considerazione. Ovviamente, noi siamo consapevoli d altra parte, questa è una Commissione d inchiesta della rilevanza che i fenomeni della contraffazione e della pirateria commerciale hanno, però vorrei ascoltare una sua opinione al riguardo, perché ritengo che il modo migliore per combattere questi fatti risieda molto nel lavoro di intelligence più che nella repressione sul campo. Ho motivo di ritenere, infatti, che il fenomeno della contraffazione sia molto rilevante, ma è un opinione personale che incroci, nella sua illegalità, sempre più spesso dei circuiti legali. Di conseguenza, al di là del necessario contrasto - che, ovviamente, le forze dell ordine svolgono su tutto il territorio nazionale - penso che il punto principale dovrebbe essere quello riguardante l intelligence. Peraltro, Napoli ha un porto nel quale sono avvenuti vari fatti, che è stato al centro di molta attenzione e penso che questo sia un punto molto importante: mi piacerebbe conoscere la sua opinione in merito. PRESIDENTE. Do la parola al dottor Merolla per la sua replica. LUIGI MEROLLA, questore di Napoli. Ribadisco che la nostra consapevolezza del fenomeno proviene, in parte, anche dalla certezza del ruolo che il nostro porto ha quale porta d ingresso scusate il bisticcio di parole rispetto ad un importazione per la gran parte di origine asiatica. Per quanto riguarda l aggressione a questo fenomeno, ci siamo posti sotto un profilo d attacco alle organizzazioni criminali che si dedicano prevalentemente a questo fenomeno, a comiciare dal clan Mazzarella, sicuramente - che operano nell area che va da San Giovanni a Teduccio fino al centro

5 5/8 della città; a seguire, abbiamo poi, ancora, anche il clan dei Cardarelli, vassallo dei Mazzarella, i Misso e i Sarno di Ponticelli (ma che adesso non ci sono più perché sono stati completamente scompaginati). Quindi, il possesso dei depositi da parte di chiunque passa attraverso una mediazione camorristica dell organizzazione criminosa principale. L altro fenomeno di grande interesse è quello della produzione, che presenta degli addentellati atavici, almeno per quanto riguarda quelle attività svolte qui a nero nel dopoguerra e fino agli anni Settanta, nell area della Sanità (Fontanelle, rione Miracoli e, più o meno, l intero quartiere di San Carlo all Arena) dove, casa per casa, vicolo per vicolo, si vedeva la produzione - già all epoca - del 90 per cento dei guanti prodotti al mondo e di borse, scarpe e quant altro. In un solo palazzo poteva esserci la produzione delle scarpe, delle scatole di cartone per scarpe, quindi, un vero e proprio indotto completamente al nero, che però, all epoca, erano poi commercializzati al bianco direttamente da interi negozi locali e, probabilmente, anche ad altri in campo nazionale nel momento in cui si sviluppava, come per i guanti, questo tipo di esportazione. Per assurdo, le stesse norme più severe, che ci siamo giustamente e inevitabilmente conferiti come paese, hanno in un certo senso fatto scomparire la semiufficialità di queste fabbriche: ne sono resistite alcune, che si sono spostate nell hinterland e sono sopravvissute anche come marchi, a tutt oggi di un certo valore. Ciò ha determinato un inclinazione nella cultura della produzione di articoli che possono essere tal quali, oppure addirittura di articoli in cui è diversificata la griffe famosa, anche affidata ad aziende di tipo artigianale, che possono poi stoccare alcuni prodotti. ANNA TERESA FORMISANO. Posso interromperla un secondo? Le rivolgo una domanda un po brutale: vorrei non aver capito che, essendo Napoli una città difficile, dove ci sono mille problemi, dove è atavica la storia di una serie di problematiche lei ricordava la storia dei vicoli dove erano prodotte addirittura le scatole di cartone per un mercato «parallelo», dove sono tanti i problemi e tanta è la crisi, l opposizione e il contrasto a questo tipo di fenomenologia, che stiamo studiando ormai da due anni come Commissione d inchiesta, sia un po in secondo piano rispetto alla marea dei grandi problemi che ci sono in questa città. Questo non ci aiuterebbe tornando a Roma, quindi, mi auguro di non aver capito. LUIGI MEROLLA, questore di Napoli. A me, invece, fa piacere che lei abbia inteso ciò, perché lo spirito del mio intervento non era di giustificazione per il comportamento della città (di certo, non faccio il difensore d ufficio bensì svolgo la mia attività di questore). Tento, per il fatto di essere nella parte di questore - quindi, trovandomi in una posizione privilegiata - di offrirvi delle chiavi di

6 6/8 lettura del fenomeno. Non spetta a me, ovviamente, trarre delle conclusioni e non intendo assolutamente accampare alcuna giustificazione, tuttavia, indirettamente, debbo profilarne una: malgrado ciò che si dice - non è una frase fatta -, quando parliamo di polizia partecipata, parliamo di sicurezza in genere, cioè di una cosa seria. Se, a Padova, l onorevole Ascierto riesce a fare qualcosa in un determinato campo contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, fa ciò anche perché c è una città che partecipa a questo tipo di contrasto. Quando io mi muovo a Scampia contro una piazza di spaccio, mi muovo, materialmente e militarmente, solo con i miei uomini, senza l ausilio alcuno dalle persone che stanno sul posto. Se, quindi, non riscontro una grande sensibilità su un fatto orrorifico, quale può essere una vendita di kobret o di sostanze che prevedono addirittura che ci si inietti una siringa nella carotide, si estragga il sangue, lo si mescoli con la sostanza stupefacente e si reinietti il tutto nella carotide, le lascio immaginare quale può essere la sensibilità di questa popolazione nei confronti del fenomeno della borsa falsificata o contraffatta: è praticamente pari allo zero. Non solo, nel momento in cui interveniamo per strada o su un deposito, corriamo anche il rischio di sottostare a confronti che hanno un influenza sull ordine pubblico: la prima cosa che ci chiedono è perché non pensiamo al rapinatore o allo spacciatore! Il mio è semplicemente un racconto, una fotografia delle difficoltà; non per questo, intendiamo giustificarci o giustificare il fenomeno: sia sicuramente chiaro questo aspetto. Per quanto riguarda le attività di intelligence, in prefettura si raggiungono degli accordi di tipo amministrativo, ma non c è bisogno di aspettare il semaforo verde della Guardia di finanza per quanto attiene all attività da svolgere, pur essenda quest ultima a svolgere, egregiamente, il contrasto primario verso queste fenomenologie. Per quanto riguarda l aggressione ai clan, essa è semaforizzata in maniera molto rigorosa, precisa ed attenta da una magistratura molto articolata, estremamente agguerrita, ormai da anni, nel contrasto alla criminalità mafiosa: non c è indagine o pezzo d indagine che non passi attraverso il semaforo del magistrato competente per quel ramo territoriale. Abbiamo, infatti, una rigorosa, rigida, suddivisione delle indagini che avviene per territori. Se, per esempio, voglio svolgere un indagine sulla Duchessa, debbo comunque rivolgermi al magistrato che segue i clan operanti su quel territorio il quale stabilirà se è economico che se ne interessi il mio commissariato (il commissariato Vicaria, per esempio, che si occupa proprio dell area che circonda la piazza Garibaldi, quella della stazione ferroviaria). PRESIDENTE. Mi scusi, giustamente, con riferimento alla comunità, quando intervenite sul rivenditore della merce e vi si dice di pensare ai rapinatori, ciò è comprensibile ma ha fatto bene a

7 7/8 dircelo. La mia domanda è: prima che la merce arrivi al venditore e la comunità intorno all extracomunitario o al napoletano sia solidale con esso per la miseria atavica e via dicendo, sulla lotta alla fase precedente abbiamo dei dati? Chi produce cosa, chi controlla cosa? Quali opifici, quali laboratori, quali containers? Sono perfettamente d accordo con quanto lei dice ma poiché le merci per arrivare seguono un percorso precedente, almeno sull altra parte, che non è attività pubblica, cosa accade? LUIGI MEROLLA, questore di Napoli. Ribadisco che la nostra intercettazione è prevalentemente quella al deposito nel momento in cui esso, per noi, è il frutto dell attività di un organizzazione criminosa che vive in una determinata zona. Non guardiamo proprio al container, perché esso è movimentato in una sfera di influenza che è della dogana e della Guardia di finanza. PRESIDENTE. Non vi parlate? LUIGI MEROLLA, questore di Napoli. Perché dovremmo? PRESIDENTE. Non riuscite a parlarvi? LUIGI MEROLLA, questore di Napoli. Della mole di dati criminosi che affliggono la città ci parliamo tutti i giorni, però, dello specifico argomento attinente al container nel porto non ci interessiamo assolutamente: diamo per scontato che nella divisione dei compiti istituzionale ci sia un attività da parte delle dogane e della Guardia di finanza. Se poi ci sono dei fatti specifici, abbiamo anche una polizia di frontiera che si occupa della frontiera marittima, ma che solo per avventura, di tanto in tanto, ha effettuato anche questo genere di intercettazioni. Per il resto - lo ribadisco -, la nostra attività, sotto il profilo giudiziario, va vista come un versante della montagna data dalla criminalità organizzata, come una delle tante attività legate al suo contrasto. Per questa ragione vi ho nominato i clan che maggiormente si interessano di questa attività. Inoltre, ad livello un po più basso, di commissariato, nel caso di servizi dai quali emerga l esistenza di un deposito aggredibile (perché magari non fa parte di un inchiesta che sta svolgendo la magistratura con la Guardia di finanza su quello specifico clan), interveniamo e si procede al suo sequestro. In questo caso, escono fuori, in genere, capi di abbigliamento contraffatti nonché supporti magnetici, cd, dvd e quant altro. Questo è il nostro tipo di aggressione a queste fenomenologie.

8 8/8 PRESIDENTE. Grazie, dottor Merolla, per il contributo che ci ha reso. Ci ha annunciato che ci avrebbe fornito del materiale cartaceo già nella relazione che ha svolto e noi attenderemo. LUIGI MEROLLA, questore di Napoli. Vi ringrazio per l attenzione e vi auguro buon proseguimento di lavoro a tutti. PRESIDENTE. Dichiaro conclusa l audizione. La seduta termina alle

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