Quadrimestrale di DO.S.CA. Associazione Donatori Sangue Ospedale San Carlo Borromeo Milano

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1 Anno IV Numero 8 Maggio 2009 Quadrimestrale di DO.S.CA. Associazione Donatori Sangue Ospedale San Carlo Borromeo Milano Malasanità: emergenza o psicosi? pagg. 4-5 Manifesti per la salute pagg. 6-7 Staminali: il futuro è presente pagg. 8-9 Nasce DOSCA TV pagg

2 10 BUONI MOTIVI PER DONARE SANGUE ALL OSPEDALE SAN CARLO Puoi salvare una vita, anzi, tante vite. Fa bene anche a te. Ti viene fatto il controllo gratuito del tuo stato di salute. Se doni sangue hai diritto a 24 ore di riposo. Sei garantito dalla massima sicurezza. Troverai un ambiente accogliente, quotidiani, riviste e puoi vedere anche la TV. Ti verrà offerta una buona colazione. Il parcheggio per i donatori è gratuito. Dai un aiuto alla ricerca scientifica e al progresso della medicina. Entri a far parte dell Associazione Donatori DO.S.CA...Donare sangue al San Carlo è facile! Puoi venire a donare al Centro Trasfusionale dell Ospedale San Carlo Borromeo dal lunedì al sabato e l ultima domenica di ogni mese dalle ore 8.00 alle In via Pio II 3, Milano Tel.: ,

3 Speciale Malasanità: emergenza o psicosi? Eduardo Szego pagg. 4 5 Primo Piano Manifesti per la salute. Gianluigi Falabrino pagg. 6 7 Staminali: il futuro è presente. Vincenzo Toschi pagg. 8 9 / Nasce DOSCA TV Alba Chiara Rondelli pagg Mondo Mantova, la città più romantica del mondo Beatrice Ferrario pagg Attualità Donare il sangue a Settimo Antonio Vuotti pag. 19 Editoriale Preoccupati per il calo delle donazioni di Eduardo Szego Ma il primo trimestre 2009 si annuncia positivo Cari amici donatori, il nostro, o meglio il mio, consueto ottimismo questa volta vacilla un po, e buoni motivi per vacillare invero ce ne sono. La crisi economico-finanziaria investe un po tutti, e un po tutte le attività, compreso il volontariato, così almeno sostengono i sociologi. C è chi ha azzardato, su importanti organi di stampa, che anche la riduzione delle quantità di sangue raccolto, è da addebitare alle crescenti preoccupazioni sul quotidiano e sul futuro che dominano le persone. Sarà vero? Io dubito alquanto, anche se non si può negare che qualche negativa influenza forse la crisi potrebbe averla anche sulla disponibilità e solidarietà in generale; da qui però a sostenere che anche la diminuzione delle donazioni di sangue rientra in questo quadro mi sembra eccessivo e perlomeno prematuro; infatti mancano ancora dati, statistiche, sondaggi, che possano dimostrarlo. Resta comunque il fatto che in realtà perdura il calo anche sensibile delle donazioni. Ricorderete che ne abbiamo fatto ampio cenno nell ultimo numero del nostro Giornale, informandovi con un certo orgoglio che la nostra DO.S.CA manteneva comunque tassi positivi di crescita delle donazioni, seppur meno positivi degli anni precedenti. Ebbene oggi dobbiamo dirvi che anche a DO.S.CA è arrivato il segno negativo: nei primi due mesi del 2009 abbiamo raccolto oltre il 2% in meno dell analogo periodo del 2008, che su base annua equivale ad una perdita del 12-13%, e ciò potrebbe essere qualcosa di più di una semplice contingenza, per sua natura passeggera. Siamo andati subito a verificare se il calo registrato fosse dovuto ad un minore arruolamento di nuovi donatori piuttosto che ad una minor assiduità dei vecchi donatori. Ebbene abbiamo potuto rilevare non senza una certa sorpresa, che i nuovi donatori erano cresciuti nel 1 bimestre 2009 più di quanto fossero cresciuti nello stesso bimestre del 2008, per cui il dato negativo delle donazioni nello stesso periodo era tutto da ricondurre alla fascia dei donatori abituali. Non siamo ancora in grado di dire se questi risultati negativi siano conseguenza di un calo dell indice di donazione (cioè i donatori abituali hanno continuato a venire a donare ma con minor frequenza), oppure di una vera disaffezione, speriamo passeggera, degli stessi. Di certo sembrerebbe che dell insieme delle azioni che abbiamo messo in campo, da una parte per acquisire nuovi donatori e dall altra per fidelizzare i donatori già acquisiti, quelle che hanno dato i migliori risultati sono state le prime, e ciò ci impone delle riflessioni, del resto già avviate e delle azioni già pianificate; tra queste non può Eduardo Szego Presidente DO.S.CA mancare una nuova e calda esortazione anche da queste pagine a non desistere, non rinviare, non pensare che comunque c è sempre qualcun altro che va a donare, perché come vi abbiamo detto i risultati sono un po preoccupanti. Al momento in cui andiamo in stampa possiamo darvi la buona notizia che nel mese di marzo è stato recuperato il segno negativo dei primi due mesi, riportando il totale del primo trimestre 2009 ad una crescita del 5,22% rispetto all analogo trimestre 2008, e di questo ci rallegriamo anche se rimaniamo con tassi di crescita positivi ma non più a due cifre percentuali. All interno del Giornale troverete una riflessione sulla così detta malasanità, articolo che non ha la pretesa di dire l ultima e più autorevole parola su questo tema/problema, anche perchè non avremmo gli strumenti professionali per farlo; si vuole soltanto presentare una fotografia, speriamo la più oggettiva possibile, di una situazione che non è così tragica come qualcuno vuole dipingerla, e presentarla a voi donatori che alla sanità offrite un dono prezioso e certamente desiderate che questo sia utilizzato all interno di una buonasanità. Ed ora vorrei chiudere con una rapida carrellata su (segue a pag. 13) 3

4 Malasanità: emergenza o psicosi? Nel decennio le denunce per presunti casi di errori di cura sono aumentate del 65%. Ma l OMS pone il Servizio Sanitario italiano al secondo posto nel mondo per efficienza di Eduardo Szego, Presidente DO.S.CA Abbiamo riflettuto prima di addentrarci in questo campo perchè potrebbe rivelarsi minato, a seconda del punto di vista dal quale lo si esamina. Alla fine ci è sembrato utile percorrerlo, anche se con molta circospezione ed attenzione a dove si mettevano i piedi. Ci chiederete perché abbiamo deciso di scrivere di malasanità? La risposta l abbiamo anticipata nell Editoriale: ci sembrava doveroso fare questo percorso a beneficio dei nostri donatori che, come si è detto, alla Sanità offrono un dono prezioso ed esclusivo, e certamente desiderano avere la certezza che questo dono venga effettivamente utilizzato e nel migliore dei modi, ossia all interno di una buonasanità. Abbiamo quindi voluto vedere se esistono davvero, e che dimensione hanno, sia la mala che la buona sanità. Prima di iniziare il viaggio, attraverso dati e dichiarazioni, ancora alcune precisazioni fondamentali perché reggono l intero discorso che segue e contribuiscono, a nostro parere a delimitare i confini della malasanità. Procedendo come si faceva alla scuola elementare, scrivendo in una colonna i buoni e nell altra i cattivi, diciamo subito che non ci pare illuminante e totalmente corretto scrivere, nella colonna della malasanità gli errori umani. Tutti vorremmo non esistessero, però sono possibili, purchè non superino i limiti fisiologici specifici di quella attività umana. Se ciò accadesse si potrebbe forse parlare di malasanità al contorno, che ha favorito situazioni atte ad esaltare l errore umano. Questa tipologia di eventi sembra essere trasversale, ossia la si riscontra sia nelle strutture sanitarie pubbliche che in quelle private. Vi è poi un altra serie di tristi accadimenti che, a nostro avviso, non si dovrebbero, neppure essi, catalogare nella malasanità, ma più semplicemente e tristemente nella delinquenza comune. Alludiamo agli interventi chirurgici anche complessi e rischiosi, deliberatamente eseguiti solo per speculazione economica (per ottenere lauti rimborsi dal Sistema Sanitario Nazionale - SSN), su pazienti che non li necessitavano, aggravandone talvolta il quadro clinico fino a provocarne il decesso: vedi i recenti casi accaduti in blasonate cliniche private, talvolta anche sedi di Facoltà Universitarie, ancora sotto inchiesta e giudizio, ma sul cui coinvolgimento crediamo non ci possano essere dubbi. Questi casi sembrano ricorrere maggiormente nelle strutture sanitarie private accreditate, stando a quanto ampiamente riportato dalla stampa, anche se alcuni sistemi di incentivazione economica riconosciuta ai medici nelle strutture pubbliche, può dar adito a speculazioni che poco hanno a che fare con una buona sanità. Chiaramente anche in tutti questi casi, che siano imputabili all errore umano o alla delittuosa speculazione ai danni dei pazienti, si è probabilmente sprecato sangue; una ragione in più per risentirsene come cittadini e doppiamente come donatori. Tra i due estremi sopra citati, si posiziona la vera malasanità, intesa come una serie di colpevoli manchevolezze, disattenzioni e assenza di controlli, sprechi, furti, corruzione, incompetenza, lassismo, nepotismo, raccomandazioni politiche, baronie, distrazione di fondi, errata pianificazione, asservimento alla politica degenere, e chi più ne ha, più ne metta. L ampia sfaccettatura delle malversazioni non è sinonimo di ampia diffusione del fenomeno, anche se comunque crediamo che questa sia la vera vergogna di un paese civile, perché tutte queste manchevolezze hanno effetti deleteri su persone malate e sofferenti; si tratta di valutarne la portata per misurare l entità della vergogna. Anche quest ultima degenere patologia sembra annidarsi sia nelle strutture pubbliche che in quelle private convenzionate. Qui di seguito cerchiamo di dare in estrema sintesi una misura del fenomeno nella sua globalità, attingendo ovviamente a fonti pubblicate, concludendo con un giudizio finale e generale, risultato anche da sondaggi di opinione svolti su campioni di popolazione utente del SSN. Un dato che potrebbe essere preso a indice del mal funzionamento di qualche branca 4

5 del complesso mondo della Sanità, è quello relativo alle denunce presentate dai pazienti alla autorità giudiziaria per presunti errori di cura. Ebbene è stato riscontrato un incremento del 65% delle denunce presentate nel decennio (non abbiamo trovato dati più recenti) per un totale di oltre denunce, di cui nel 63% dei casi è stata riconosciuta la responsabilità del medico, però con isole felici tipo Roma dove invece su 1119 casi aperti dalla Procura per responsabilità medica, il risultato si è letteralmente capovolto con il 63% di casi archiviati. Ciò dovrebbe perlomeno indurre ad una certa cautela nell assumere il dato relativo alle denunce, a prova di uno stato di reale disagio dell intera sanità. Più interessanti sono i risultati di un indagine sulla percezione degli aspetti migliorati e peggiorati nel SSN, condotta su cittadini di età tale (over 50) da aver avuto la possibilità di vedere e sperimentare com era la sanità nel 1978 prima della grande riforma Anselmi; ebbene anche qui i risultati non sono drammatici, perché per oltre il 56% degli intervistati il SSN è cambiato in meglio nelle sue capacità di fornire assistenza di qualità, mentre per oltre il 30% c è stato un cambiamento in peggio. Andando in dettaglio, le aree per le quali maggiormente si percepisce il miglioramento sono quelle che fanno riferimento al personale medico e paramedico ospedaliero, alle strutture di base e ospedaliere in generale, e alla comunicazione verso i cittadini per la prevenzione sui comportamenti a rischio per la salute. Le aree in cui la sanità è percepita peggiorata sono quelle che fanno riferimento ai tempi di attesa e alle procedure per accedere ai servizi. Questa serie di sondaggi diretti, sono poi necessariamente dovuti giungere ad un parere conclusivo di sintesi generale sul gradimento espresso nei confronti del SSN, da cui è risultato che all 84,7% degli intervistati va bene il servizio pubblico così com è e non vorrebbe un sistema diverso, anche se occorre lavorare contro i casi di malasanità di qualunque tipo; mentre il 12,9% ha espresso interesse per un sistema diverso, con maggiore spazio alla sanità privata anche se ciò dovesse comportare la perdita della totale gratuità del servizio. E sempre sul versante del consumatore, esiste l EHCI- Euro Health Consumer Index che, nell edizione del 2008, piazza il SSN italiano al 16 posto nella classifica di gradimento dei servizi sanitari di 31 paesi europei, classifica che vede i Paesi Bassi al 1 posto, poi via via Danimarca, Austria, Lussemburgo e Svezia per citare le posizioni alte della classifica; l Italia si trova vicina a Repubblica Ceca, Spagna e Grecia ma dietro a Portogallo e Paesi dell Est. Emergono però non pochi elementi di giudizio positivi: l EHCI rileva un ottima qualità tecnico-scientifica, soddisfacente la qualità clinica, ridotti i tempi di attesa, anche se permangono moderate le garanzie per cure importanti. Avviandoci alla conclusione, e quindi alla sintesi più significativa, che fotografa la realtà aldilà delle sensazioni, ancorché importanti, dichiarate dagli utenti, riportiamo alcuni dati che confortano, senza per questo dover indurre il legislatore, il potere in generale e l operatore sanitario, ad abbassare la guardia nella lotta a tutti quei mali che ancora affliggono la nostra sanità nel suo complesso. Ebbene risulta che: a) siamo il paese con un aspettativa di vita alla nascita più lunga, 80,9 anni contro una media Ocse di 78,9 ; b) abbiamo una mortalità infantile di 3,9 individui x 1000 nati vivi, contro 5,2 di media Ocse. Sulla base di questi ed altri dati, l OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2000 classificava il nostro SSN al secondo posto nel mondo per capacità e qualità dell assistenza in rapporto alle risorse investite; i sistemi scandinavi sono ovviamente migliori ma investono in proporzione molto di più. E a proposito di spesa, poiché era nostro interesse analizzare le conseguenze dirette di una eventuale malasanità sul buon uso del sangue, abbiamo volutamente evitato di entrare nel complesso labirinto del bilancio sanitario nazionale e sue componenti regionali; anche se non si può fare a meno di registrare 13 regioni col bilancio sanità negativo, anche pesantemente negativo, e solo 8 col bilancio positivo, e dove nelle regioni a bilancio negativo sempre corrisponde, e non è una scontata ovvietà, una serie di disfunzioni e carenze operative tutte a danno dei pazienti. Come si è visto, seppur in modo abbastanza rapido, resta comunque ancora molto da fare per migliorare il nostro SSN, per abbattere in modo drastico se non definitivo quelle residue sacche di malfunzionamento che tra l altro inducono persone all anno a recarsi all estero per curarsi. Ciò che però più ci preoccupava, quando ci siamo accinti a questo viaggio nella sanità italiana, era di verificare se potevano sussistere preoccupazioni che la tanto declamata malasanità, potesse influire negativamente anche sul buon uso del sangue donato con tanto altruismo e disinteresse dai donatori; ebbene crediamo di poter concludere che questa preoccupazione non ha motivi di esistere, perchè seppure con molti e non trascurabili distinguo, non sembrerebbe esistere in Italia un emergenza per malasanità diffusa. 5

6 La pubblicità può essere buona? Manifesti per la salute di Gian Luigi Falabrino Docente di comunicazione dell Università di Genova plina, rivolto soprattutto alla tutela del consumatore; e il Comitato Pubblicità Progresso, ora Fondazione, per le campagne di utilità sociale, cioè non indirizzate a vendere prodotti ma a vendere comportamenti buoni o socialmente positivi. Pubblicità Progresso, come fig. 1 La pubblicità può essre buona? Certamente sì, anche se cinquanta o quarant anni fa psicologi, sociologi, giornalisti e maîtres à penser di vario genere sostenevano a spada tratta che tutta la pubblicità fosse cattiva, perché condizionava le coscienze, obbligava a consumare anche cose inutili, e ci faceva abbandonare la sana società contadina per immergerci nel consumismo (nuova variante del diavolo medievale). E dicevano queste cose quando la pubblicità di Carosello era razionata, con cinque poi sei spot a sera e la stessa azienda poteva passare ogni dieci giorni, e non ogni quarto d ora come oggi. Ma per fortuna la gente comune si divertiva a Carosello e, divertendosi, imparava a lavarsi i denti e a fare la doccia, a tenere pulita la casa facendo meno sforzo di braccia eccetera eccetera. Chi veniva dalla miseria della guerra o anche soltanto dalla povertà contadina e dall emigrazione dei braccianti e dei pastori verso le fabbriche del Nord era ben felice di lasciare la cosiddetta civiltà contadina (che piaceva soltanto agli umanisti figli dei proprietari grandi e piccoli, da Virgilio in poi) dove non si mangiava mai o quasi mai né carne né zucchero, come dimostrò la terribile inchiesta sulla miseria promossa dal Parlamento italiano nel Ma la pubblicità, stanca di essere accusata di tutto e da quasi tutti ( ogni epoca vuole avere i suoi diavoli e le sue streghe, scriveva Guido Piovene) si diede due anticorpi: nel 1966 il Codice di lealtà pubblicitaria, che due successive riforme del 1971 e del 75 trasformarono nell attuale Codice di autodisci- fig. 4 fig. 7 fig. 5 6

7 fig. 2 fig. 3 fig. 6 fig. 7 abbiamo pubblicato nel numero 7, fu l unico ente in tale campo dal 1971 al 1987; poi si unì il Ministero della Salute cui seguirono altri Ministeri e, dopo il 1990, molte associazioni no-profit, con campagne sulla stampa, in radio e televisione e anche con le affissioni pubbliche. In questo numero diamo un occhiata ad alcuni fra i tanti manifesti di utilità sociale che sono stati dedicati ai problemi della salute, in quanto più vicini agli interessi della nostra rivista. La droga e l AIDS sono fra i soggetti inevitabilmente più diffusi: così il Ministero della Salute, forse dimenticandosi di far parte di un governo italiano, aveva lanciato il manifesto Live and let live, però con tanto di traduzione nella lingua nazionale, Vivi e fai vivere, per la prima giornata mondiale di lotta contro l AIDS. Il 1 dicembre (fig.1). A loro voltas, la Presidenza del Consiglio dei ministri ed il Ministero del lavoro avevano prodotto il manifesto dal titolo quasi criptico, O ci sei o ti fai qualcosa. Te stesso. (fig. 3). Non vorremmo apparire troppo critici, contro le campagne istituzionali, ma sembra che spesso i ministeri non si rivolgano a veri esperti: diciamo questo perché Il vero sballo è fig. 10 fig. 11 dire NO della Presidenza del Consiglio ha una lunga body copy, come si dice nelle agenzie pubblicitarie per sostituire la headline: comincia con Devi coprirti bene e arriva a Devi sballare attraverso ottantotto (dicasi ottantotto) parole che avrebbero un senso se si avesse il tempo di leggerle; ma alla Presidenza avevano evidentemente confuso la strategia creativa con l espressione pubblicitaria (fig. 2). Anche la donazione di sangue è ben presente da anni sui muri delle nostre case: AVIS aveva prodotto il manifesto Se nella vita sei un tipo / negativo o positivo / a noi non importa e la stessa AVIS il 13 giugno 2007 ha voluto celebrare l incontro con il Papa per gli 80 anni dell Associazione (fig. 4). Né poteva mancare DO.S.CA con La donazione di sangue. Un gesto / di grande valore / umanitario e sociale (fig. 5) e, più recentemente, con Basta poco / per donare speranza. / Dona il sangue. Abbiamo tenuto per ultimi i manifesti di alcune campagne della prima istituzione della pubblicità sociale, Pubblicità Progresso (fig Chi oserebbe oggi mettere in dubbio la bontà, cioè l utilità sociale delle tecniche pubblicitarie? fig. 8 fig. 9 7

8 Origine, natura e funzioni delle cellule staminali Aspetti fisiopatologici, etici e possibili applicazioni cliniche Staminali: il futuro è presente del Dr. Vincenzo Toschi, Direttore SIMT A.O. Ospedale San Carlo Introduzione. Le cellule staminali sono cellule primitive, non specializzate, o usando un termine più tecnico, non differenziate e dotate della capacità di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula del corpo. Quest ultimo fenomeno è noto come differenziamento. Molti ricercatori sostengono che le cellule staminali potranno potenzialmente rivoluzionare la medicina, permettendo di riparare o addirittura riprodurre specifici tessuti o organi. Che cosa è una cellula staminale. Per poter essere definita come staminale una cellula deve avere le seguenti due importanti proprietà: Autorinnovamento e cioè capacità di compiere un numero illimitato di cicli replicativi mantenendo il medesimo stadio differenziativo e Differenziamento e cioè capacità di dare origine a una o più specie cellulari. Sebbene le cellule staminali siano dotate di un potenziale replicativo illimitato, esse sono normalmente a riposo o quiescenti e solo raramente vanno incontro a replicazione cellulare attraverso quel processo noto come mitosi (Fig.1). La parte più consistente infatti del lavoro replicativo, che porta all incremento numerico delle cellule non differenziate, è finalizzato all accrescimento dell organismo o alla riparazione dei tessuti, viene svolto da cellule staminali presenti in una fase più avanzata del processo di differenziamento e definite genericamente progenitori o, con un termine più tecnico transit amplifying cells (TAC). Le TAC sono quindi cellule derivate direttamente dalle cellule staminali, ma parzialmente differenziate e cioè già parzialmente orientate verso una determinata specie cellulare. Questa strategia replicativa limita il numero di replicazioni a cui una cellula staminale va incontro. Cellule staminali e capacità differenziativa. In base alle potenzialità di differenziamento si possono distinguere quattro tipi di cellule staminali: 1. Una cellula staminale totipotente che può dar luogo ad un intero organismo e persino a tessuti extra-embrionali. Fig. 1. Immagine schematica raffigurante la mitosi e cioè il processo che porta alla replicazione cellulare. Il blastomero (o blastocisti), primo nucleo cellulare che si annida nella mucosa uterina dopo la fecondazione, possiede questa proprietà. 2. Una cellula staminale pluripotente, che può specializzarsi (differenziarsi) in tutti i tipi di cellule che troviamo in un individuo adulto ma non in cellule che compongono i tessuti extra-embrionali. 3. Una cellula staminale multipotente in grado di specializzarsi unicamente in alcuni tipi di cellule, come ad es. la cellula staminale ematopoietica che è capace di dar luogo alle cellule del sangue. 4. Una cellula staminale, unipotente che può generare solamente un tipo di cellula specializzata (es cellula muscolare, neurone, ecc). Origine delle cellule staminali. Le cellule staminali si classificano anche secondo la provenienza ed in particolare di- 8

9 stinguiamo cellule staminali adulte e cellule embrionali. Un terzo tipo è rappresentato dalle cellule staminali ottenibili dal liquido amniotico, che hanno caratteristiche comuni alle cellule embrionali e a quelle adulte. Le cellule staminali adulte sono cellule non specializzate, sono frammiste alle cellule specializzate nel contesto di un tessuto specifico del quale costituiscono la riserva riproduttiva e sono prevalentemente multipo- Le cellule staminali embrionali sono ottenute a mezzo di coltura e ricavate dalle cellule interne di una blastocisti. Il vantaggio di avere a disposizione cellule staminali embrionali risiede nel fatto che si tratta di cellule totipotenti e cioè di cellule capaci di dare origine a tutti i tipi di tessuti e specie cellulari. La ricerca sulle cellule staminali embrionali è ancora in una fase molto preliminare. Fare ricerca infatti con cellule umane di embrione ha sollevato un Fig. 2. Cellula staminale adulta fotografata nel microambiente midollare. embrione è ritenuto da alcuni una prima forma di vita umana, o almeno una forma di vita umana potenziale, la cui distruzione equivarrebbe all uccisione di un essere umano già concepito. Il dibattito vede pertanto contrapporsi coloro che preferiscono adottare, proprio per la mancanza di certezze sul momento in cui si possa stabilire la nascita dell essere umano, una posizione prudente e contraria all'utilizzo degli embrioni umani per fini di ricerca, e coloro che invece condividono e sostengono la necessità di ricerca sulle cellule embrionali umane pur essa implicando la distruzione dell'embrione. Va sottolineato che ai fini della ricerca su tali cellule sono utilizzati solo embrioni umani congelati, i quali sarebbero comunque poi distrutti per la perdita della loro efficacia riproduttiva. Questi embrioni sono ciò che rimane delle inseminazioni artificiali, non più in futuro utilizzati e utilizzabili, ed il loro potenziale utilizzo in campo di ricerca è teoricamente giustificato dalla possibilità di capire i meccanismi alla base di molte malattie umane e/o di mettere a punto terapie indirizzate al trattamento curativo di un sempre maggior numero di patologie attualmente inesorabilmente fatali. Tutto, non consentito in Italia, è già possibile in altri paesi ed in particolare negli U.S.A. ove la ricerca sulle cellule staminali embrionali è stata recentemente finanziata grazie a un ingente stanziamento di fondi pubblici e privati. Le cellule staminali amniotiche, infine, sono le cellule staminali che si trovano nel liquido amniotico che circonda il feto durante la gestazione. Le cellule staminali amniotiche hanno caratteristiche biologiche molto simili alle staminali embrionali, ma non suscitano le problematiche di carattere etico legate alla distruzione dell'embrione. Anche la ricerca su queste cellule è in una fase molto iniziale e vede quasi quotidianamente nuove pubblicazioni e nuove possibilità applicative che vanno dalla chirurgia ricostruttiva alla prospettiva di cura rivolta a patologie neurologiche. Segue Fig 3. Cellula staminale adulta fotografata nel microambiemte midollare in prossimità dei vasi sanguigni intramidollari. tenti. Queste sono già utilizzate per scopi clinici per oltre un centinaio di malattie o condizioni patologiche come, ad esempio, nel trapianto di midollo osseo. Sono dette più propriamente somatiche perché non provengono necessariamente da adulti ma anche da bambini o dal cordone ombelicale (Figure 2 e 3). grosso dibattito di carattere etico, non ancora del tutto risolto. Per poter ottenere una linea cellulare (o stirpe, o discendenza ) di queste cellule si rende necessaria la distruzione di una blastocisti (Fig. 4), consistente in un embrione umano, in corso di sviluppo, cresciuto fino a produrre almeno 150 cellule. Tale Fig 4. Cellule staminali embrionali: disegno schematico rappresentante l origine dalla blastocisti e le potenzialità differenziative. 9

10 Cellule staminali adulte: caratteristiche ed impiego pratico. Cellule staminali sono presenti, come detto, anche negli adulti. Le cellule staminali adulte sono cellule non specializzate che si riproducono giornalmente per fornire alcune specifiche cellule quali, in particolare, le cellule ematiche rappresentate dai globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. A titolo esemplificativo, la produzione giornaliera di globuli rossi, dotati, come le altre cellule ematiche, di vita limitata e destinati perciò a fisiologica distruzione, è pari a 200 miliardi di elementi. Fino a poco tempo fa si pensava che le cellule staminali adulte, come per esempio quelle ematopoietiche, potessero produrre unicamente un tipo particolare di cellule (ad es quelle ematiche), attraverso il processo della differenziazione. Tuttavia negli ultimi anni si sono avute evidenze che le cellule staminali possono acquisire molte forme differenziative. É noto infatti che cellule staminali dello stroma (o impalcatura) del midollo osseo emopoietico possono trasformarsi in cellule epatiche, neurali, muscolari e renali. Recenti studi sperimentali hanno anche dimostrato che cellule staminali adulte possono essere ancora più versatili potendo essere indotte alla trasformazione in altri tipo di cellule staminali adulte. La trasformazione di un tipo di cellula staminale adulta in un altro prende il nome di transdifferenziazione. Utili fonti di cellule staminali adulte sono presenti praticante in tutti gli organi del corpo umano come la cute, il midollo osseo ed altri tessuti caratterizzati da elevata capacità riproduttiva e rigenerativa. É interessante al proposito sottolineare che cellule staminali cutanee sono state osservate essere capaci, in risposta a determinati stimoli differenziativi, di specializzarsi in molti tipi di tessuti, compresi i neuroni, le cellule muscolari lisce e le cellule adipose. Tali cellule sono state trovate nel derma, lo strato più profondo della pelle, e giocano un ruolo centrale nella rimarginazione delle ferite. Si ritiene che anche i vasi sanguigni, la polpa dentaria, l epitelio digestivo, la retina, il fegato ed anche il cervello contengano cellule staminali, utili per la rigenerazione del tessuto danneggiato quando stimolate a proliferare e, successivamente, a differenziarsi. Un esempi pratico di utilizzo delle cellule staminali adulte, ormai di impiego corrente, è rappresentato dal trapianto autologo o da donatore, di midollo osseo nella terapia delle leucemie e di alcuni tumori dopo chemioterapia ad alte dosi. Cellule staminali ottenute da sangue del cordone ombelicale: caratteristiche ed impiego pratico. Il sangue residuo presente nella placenta e nel cordone ombelicale costituisce una fonte di cellule staminali emopoietiche adulte di grande interesse pratico. Dalla fine degli anni 80 queste cellule staminali da cordone ombelicale sono impiegate per curare alcune rare malattie congenite del metabolismo e neoplasie ematologiche quali le leucemie acute e altre patologie tumorali che interessano in particolare i bambini. Il sangue è raccolto dal cordone ombelicale, sia in caso di parto spontaneo che di taglio cesareo, facendo un prelievo (in circuito chiuso sterile) dalla vena ombelicale. Una volta raccolto, ne viene calcolato il volume e la quantità di globuli bianchi, che non devono essere inferiori, rispettivamente, a 60 ml e 800 milioni. Questo sangue non viene analizzato direttamente per agenti infettivi in quanto gli esami sierologici vengono effettuati sulla partoriente, al parto e a sei mesi dalla donazione. Anche se le cellule staminali cordonali sono immature e pertanto scarsamente immunogeniche, viene comunque eseguita la caratterizzazione degli antigeni del sistema HLA (e cioè degli antigeni dei trapianti) per determinare la compatibilità tra il ricevente e le cellule staminali ricavate dal cordone. I risultati della tipizzazione HLA vengono pubblicati su database a diffusione mondiale e accessibili ai centri trapianto autorizzati al fine di poter avviare una ricerca di cellule compatibili con il proprio paziente. Il sangue da cordone subisce alcuni trattamenti ed è, in particolare, deprivato dei globuli rossi prima di essere conservato in azoto liquido ad una temperatura compresa tra -130 e -196 centigradi per il futuro utilizzo. Al momento del trapianto il sangue viene scongelato, vengono filtrate le sostanze criopreservanti e viene somministrato al paziente per endovena. In Italia la conservazione per uso personale, o più precisamente per uso intrafamiliare delle cellule staminali cordonali, è consentita solo nel caso in cui, al momento del parto, siano presenti nel neonato, nella fratria o nei genitori del neonato stesso, patologie che abbiano l indicazione al trapianto con cellule staminali da sangue placentare. In questo caso si parla di donazione dedicata o più propriamente, di uso autologo e uso allogenico correlato, ed è sufficiente presentare un certificato medico degli specialisti che seguono la persona malata per attivare la procedura. Cellule staminali da liquido amniotico: caratteristiche ed impiego pratico. Le cellule staminali ottenute dal liquido amniotico possono essere ricavate dal campione residuo prelevato per l'effettuazione dell esame di diagnosi prenatale di eventuali anomalie cromosomiche mediante amniocentesi. Dal residuo del liquido non utilizzato per l esame si ricavano cellule staminali multipotenti e di grande vitalità, in grado di moltiplicarsi centinaia di volte e capaci di differenziarsi in vari tessuti embrionali. Le caratteristiche di vitalità e potenzialità differenziative delle cellule amniotiche conferiscono a queste cellule proprietà uniche sia nei confronti di quelle embrionali che di quelle adulte. Infatti rispetto alle cellule embrionali, quelle amniotiche non pongono problemi etici e possono essere utilizzate anche ad uso autologo, cioè direttamente sull individuo stesso. Questa modalità di autotrapianto garantisce ovviamente una assoluta compatibilità con il donatore/ricevente senza che vi possa essere alcun problema di rigetto. Il rigetto si può evitare anche con le cellule staminali adulte, ma queste ultime sono molto più vecchie rispetto a quelle amniotiche e quindi meno dinamiche sia sul piano differenziativo che proliferativo. Numerosi centri di ricerca nel mondo sono impegnati a studiare le cellule amniotiche, la cui scoperta ed impiego sperimentale sono molto recenti e le cui potenzialità sono tuttora oggetto di continue scoperte. Ad oggi con certezza è noto che le cellule amniotiche possono differenziarsi in molti tessuti come quelli cartilaginei, ossei, adiposi e neurali. Recenti studi hanno inoltre dimostrato la possibilità di differenziare le stami- 10

11 nali amniotiche in staminali emopoietiche offrendo nuove frontiere in campo trapiantologico per il trattamento delle malattie del sangue e di alcuni tumori. Società private hanno iniziato da poco anche in Italia a proporre la conservazione mediante congelamento delle cellule staminali amniotiche che potrebbero essere utilizzate per il donatore stesso, per i parenti o per altre persone biologicamente compatibili senza problemi di carattere etico. Banche di conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale. Nella maggior parte dei casi, dopo il parto, il cordone ombelicale viene eliminato insieme agli altri rifiuti ospedalieri. In alcuni ospedali, è però possibile richiedere la conservazione delle cellule staminali cordonali. Le cellule contenute nel cordone ombelicale sono cellule staminali adulte, il cui utilizzo non è più soggetto alle limitazioni e alle controversie di carattere etico riguardanti le staminali embrionali. Le cellule staminali possono essere conservate per un massimo di trent anni, in azoto liquido o di vapori di azoto a -170 / -190 C. Le banche di conservazione delle cellule staminali sono laboratori in cui le unità di sangue prelevate da ciascun cordone ombelicale vengono stoccate in contenitori di azoto fino al momento del loro eventuale utilizzo. In Italia, esistono banche cordonali presso alcuni Istituti Pubblici ma, secondo un ordinanza ministeriale del 2007, è vietata l istituzione di banche per la conservazione di sangue dal cordone ombelicale presso strutture sanitarie private. Le banche pubbliche sono state istituite per conservare il sangue cordonale dei neonati per cui esiste un elevata familiarità per alcune gravi patologie (donazione dedicata) o per conservare il sangue cordonale che alcuni genitori decidono di donare affinché, in caso di compatibilità, possa essere trapiantato ad un soggetto malato (donazione eterologa). La legislazione in materia di conservazione del sangue del cordone ombelicale è diversa da Paese a Paese, anche nell ambito dell Unione Europea. Alcune nazioni prevedono infatti solo la donazione eterologa, altre danno libero accesso a tutte le possibilità, e altre ancora, infine, hanno vincolato la donazione autologa a particolari criteri. Con l entrata in vigore del decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, è stata autorizzata anche in Italia la raccolta autologa in una struttura privata, previamente autorizzata dalla relativa Regione competente, ma anche in questo caso sono stati definiti precisi criteri che ne limitano l accesso. La conservazione autologa ha il vantaggio della totale assenza di rigetti negli autotrapianti d organi e tessuti, il rischio nullo di contrarre nuove malattie che invece esiste, nonostante i controlli, per i trapianti da donatore diverso e compatibile, la sicura disponibilità in caso di necessità con tempi di attesa trascurabili. Un secondo problema, sia di carattere etico che organizzativo, è posto dai progressi delle tecnologie di refrigerazione e conservazione, che in futuro potrebbero rendere possibile una conservazione delle staminali più lunga della vita media, ed un trapianto delle staminali di un donatore deceduto. Le cellule vengono in tal modo conservate perché si prevede che in futuro possano essere una possibile terapia per malattie gravi quali i linfomi, le leucemie e alcuni tumori, o possano essere utili nella terapia genica ed in quella tissutale e, infine, nel trattamento di patologie ereditarie. Per il momento, vengono utilizzate fondamentalmente come alternativa al trapianto di midollo osseo. Il sangue artificiale ottenuto dalle cellule staminali embrionali umane: fantascienza o realtà? Un gruppo di ricercatori inglesi sta attivamente studiando la possibilità di produrre sangue artificiale mediante l impiego delle cellule staminali embrionali umane totipotenti. I ricercatori affermano che tra tre anni in Gran Bretagna sarà effettuata la prima trasfusione di sangue artificiale privo da rischi di infezioni e ottenuto attraverso cellule staminali embrionali. Con un annuncio in prima pagina, il giornale britannico The Independent rivela che a breve saranno resi noti i particolari del progetto di ricerca che punta a ottenere quantità illimitate di sangue sintetico, anche se con un procedimento che avrà forti implicazioni di natura etica. I ricercatori cercheranno tra le staminali degli embrioni dimenticati, ossia quelli creati in eccedenza nei processi di fecondazione assistita, quelle in grado di produrre sangue di gruppo 0. Si tratta del sangue dei donatori universali che può essere trasfuso senza problemi a tutti i pazienti, anche quelli con altri gruppi sanguigni. Utilizzando le staminali embrionali, grazie alla loro capacità di moltiplicarsi all infinito, potrà essere prodotto in quantità illimitata. Il progetto coinvolgerà il Servizio trasfusioni e trapianti del Servizio Sanitario Nazionale Britannico, l omologo scozzese e il Welcome Trust, il più grande ente di beneficenza per la ricerca MA-RA prodotti per capelli Via Palmi 2 ang. Forze Armate - Milano Tel: Sconto del 10% su tutti i prodotti medica. Il piano sarà guidato dal professore Marc Turner della Edimburgh University. Per un commento su questo argomento si rimanda all intervista a pag. 12 Conclusioni. Sulla base di quanto esposto si evince chiaramente l importanza della sfida scientifica offerta dalla possibilità della manipolazione in vitro delle cellule staminali finalizzata all accrescimento delle conoscenze bio-mediche ma soprattutto alla messa a punto di terapie avanzate in grado di curare malattie potenzialmente mortali o assai invalidanti; problematiche etiche sull impiego di tale importante risorsa biologica sono ancora oggetto di discussione e meritano un attenta riflessione al fine di conciliare possibili motivazioni di carattere etico-religioso con il progresso delle conoscenze mediche ed in ultima istanza con il miglioramento delle possibilità di cura per i nostri pazienti. Vincezo Toschi b 24 a Il 100%. I segni sono 12 e i giocatori 15, quindi anche se si suppone che i primi 12 abbiano segni diversi, il 13 avrà per forza un segno ripetuto. Soluzione strizza cervelli pag

12 12 Intervista al Dottor Vincenzo Toschi a cura di Eduardo Szego È possibile sostituire gli attuali donatori con il sangue artificiale derivato dalle staminali? L Università di Edimburgo sta sperimentando con cellule staminali embrionali D. Dr. Toschi, è stato sorpreso dall annuncio comparso sul quotidiano inglese Indipendent, che ha annunciato la messa a punto di sangue artificiale ottenuto con cellule staminali embrionali, all Università di Edimburgo? R. No. Le potenzialità delle cellule staminali embrionali sono ben note ed esistevano dati della letteratura che suggerivano un possibile impiego di queste cellule per produrre globuli rossi artificiali. D. Lei pensa che sia realistico, e non fantascienza, pensare già oggi a produzione intensa di sangue artificiale gruppo 0 negativo? R. Teoricamente è possibile. Vanno tuttavia valutate tre cose: la donazione è un gesto gratuito di solidarietà che il donatore compie per una propria esigenza interiore, i costi del sangue prodotto industrialmente sono, al contrario, elevatissimi e ci si chiede pertanto se il sistema sanitario potrà sostenerli. In terzo luogo il rischio infettivo del sangue da donatore è praticamente pari a zero. A fronte di questo, è lecito chiedersi se varrà la pena produrre sangue artificiale? D. E la previsione di passare alle trasfusioni su essere umano già tra tre anni, anche questo è realistico o fantascienza? R. Ripeto che teoricamente è possibile ma mi sembra prematura una previsione a breve così circostanziata. D. Perlomeno la teoria che ha portato a questa soluzione del sangue artificiale, è plausibile e quindi c è da aspettarsi un evoluzione sicura del ritrovato? R. La ricerca sta progredendo in questo senso ed è teoricamente molto interessante tanto che sono stati fatti investimenti molto ingenti. Ovviamente l investimento dovrà avere un ritorno in termini economici. Ripeto, riusciremo a sostenere questi costi? Il 23 marzo u.s, nei telegiornali di prima serata, e poi in quelli successivi della notte, con notevole enfasi e con servizi, è stato riportata la notizia che nei laboratori dell Università di Edimburgo sotto la guida del Professor Marc Turner è stato messo a punto il sangue artificiale creato da cellule staminali embrionali. La mattina successiva, tutti i quotidiani di Italia, e forse del mondo, hanno ripreso ed ampliato la notizia, con dovizia di particolari. Hanno ad esempio specificato che il sangue che si produrrà sarà di Gruppo 0 negativo, ossia universale in quanto trasfondibile su qualunque soggetto senza rischio di rigetto, e le trasfusioni potrebbero cominciare già fra tre anni. Una prima perplessità avanzata da illustri nostri specialisti del sangue, riguarda il percorso singolare dell annuncio, arrivato dalla stampa quotidiana, Indipendent per la precisione, e non da D. Dr. Toschi, Lei che svolge anche attività di ricerca scientifica, e molta e importante ne ha svolta anche in una lunga permanenza negli USA, aveva già incontrato le cellule staminali con un ruolo importante e innovativo nel settore dell ematologia? R. Certo le cellule staminali embrionali o autologhe sono sicuramente uno dei traguardi più avanzati della ricerca scientifica. Noi stessi utilizziamo cellule staminali autologhe per la rigenerazione midollare nei pazienti che fanno chemioterapia ad alte dosi e probabilmente l uso delle cellule staminali allogeniche soppianterà la metodica attuale di trapianto di midollo osseo. D. In Italia rimarremo spettatori, al palo come si dice, in questo affascinante viaggio della conoscenza e della ricerca che ha le staminali embrionali come protagoniste, a causa del blocco legislativo e la presenza tutt altro che invisibile della Chiesa? R. No, come ricercatore devo sempre pensare e sperare che non esistano ostacoli religiosi al progresso delle conoscenze. D. La via intrapresa dall Università di Edimburgo, sarebbe possibile percorrerla anche con cellule staminali adulte o da cordone ombelicale? R. Teoricamente si. Le cellule staminali sono comunque cellule capaci di crescita autonoma e differenziamento indipendentemente dalla loro origine. D. Si corre il rischio con questi annunci, così in anticipo rispetto alla pratica applicazione e senza specificare bene quanto tempo ancora si dovrà attendere prima di pensare di non avere più bisogno dei donatori volontari, non si corre il rischio dicevamo, di allentare l attenzione sul tema della raccolta di sangue? R. Si corre un grosso rischio. L utilizzo clinico delle cellule staminali è ancora molto lontano. Proprio oggi un donatore mi ha chiesto: allora Dottore il mio sangue non serve più? Si deve assolutamente evitare, senza nulla togliere all informazione, di dare per consolidate e utilizzabili terapie che sono ancora in fase sperimentale. D. Ultima domanda Dr. Toschi: davvero si può ipotizzare che questa ricerca sulle staminali possa portare un giorno, seppur lontano, alla totale sostituzione dei donatori volontari? R. Non vorrei deludere le vostre aspettative ma al momento attuale non posso dare alcuna certezza in tal senso. Ripeto siamo ancora in una fase molto preliminare di sperimentazione. A questa fase dovranno far seguito studi clinici di applicabilità sull uomo e quindi di validazione di questo tipo di terapia su ampie casistiche prima di una sua introduzione nella pratica corrente. Se mai ci sarà passeranno ancora molti anni. Sensazionale annuncio dall università di Edimburgo Sangue artificiale ottenuto da cellule staminali embrionali prestigiosa rivista scientifica, anche se viene detto che quest ultima seguirà (in genere l organo scientifico precede e non segue la stampa quotidiana divulgativa). Quando venisse autorevolmente confermata la fattibilità di questa scoperta e la sua applicazione pratica su grandi numeri, ne saremo tutti felici, ma al momento sentiamo l obbligo di avvertire che questi annunci, per quanto da accogliere con soddisfazione perché ci indicano un nuovo passo effettuato dall uomo sul cammino della ricerca, non devono creare illusioni anzitempo, e non devono distoglierci dall azione costante e convinta di reclutamento di nuovi donatori, tenendo ben presente quante vite ci sono e ci saranno ancora da salvare prima che diventi realtà il sangue artificiale. Eduardo Szego

13 Buongiorno dottoressa Celi, volevo chiederle un parere su una questione familiare che mi sta a cuore. Ho 44 anni, sono sposato e ho due figli uno di 8, l altro di 13 anni. Da più di un anno mi sembra che il mio figlio più grande imiti e quasi scimmiotti i suoi compagni di classe, in particolare uno, del quale ha assunto la camminata, il modo di parlare, di vestirsi e di essere. Ci ho sempre tenuto a insegnare ai miei figli a pensare con la propria testa e devo confessare che questo suo comportamento mi fa innervosire molto. Oltretutto quando ho provato a parlare con lui di questa impressione ha negato e si è chiuso completamente. Ora cerco di evitare l argomento perché se no mi viene da essere sarcastico, ma non so Lo psicologo risponde a cura di Chiara Celi se sia la cosa migliore da fare. Passerà da sé come dice mia moglie? Caro donatore, I comportamenti di suo figlio ci indicano semplicemente che sta crescendo e che sta cercando di trovare un modo per farlo. L imitazione degli altri, ed in particolare di un compagno che probabilmente è visto come qualcuno che ha trovato una modalità funzionale per essere accettato dagli altri, va osservata alla luce della fase evolutiva che vostro figlio sta affrontando. Ciascuna persona, in particolare un adolescente, è attirata e allo stesso tempo spaventata dal confronto col proprio simile. Tale confronto porta all evidenza di somiglianze e differenze ed è chiaro che, per certi aspetti, le somiglianze confortino e le differenze spaventino. Nella somiglianza vi è una sorta di conferma: se l altro è come me vuol dire che io sono nel giusto, che ho ragione. La differenza invece suscita domande: sarà migliore la mia scelta o quella dell altro? E se lui avesse ragione e io torto che figura farei? Come sappiamo, durante l adolescenza si allargano i propri orizzonti e si incrementa l'investimento sul mondo, ci si stacca gradualmente dal sistema di valori e di credenze dell infanzia ereditate dalla famiglia d origine per costruirne di propri, sviluppando e scoprendo un identità autonoma. Il gruppo dei pari fornisce un contesto relativamente protetto attraverso il quale affacciarsi sul mondo per costruire la propria individualità. Essere accettati nel gruppo è sentito come una priorità, proprio perché in questa fase il gruppo costituisce uno strumento di emancipazione. Progressivamente l adesione al gruppo diventerà più personale ed attiva e favorirà lo sviluppo dell autonomia. A mio avviso quindi vostro figlio sta svolgendo un passaggio evolutivo che va valorizzato e sostenuto, trasmettendogli che l'affetto, la stima ed il legame con voi rimangono anche se cambiano le dinamiche familiari. È comprensibile che gli atteggiamenti imitativi la irritino, ma in questa fase credo che ciò che può aiutare vostro figlio a superarli, sia sentirsi accolto, proprio perché lui cerca nell'imitazione quella sicurezza che in questa delicata fase della vita sente un po' vacillare. Il vostro appoggio sarà prezioso perché vostro figlio raggiunga una sicurezza tale da permettergli di scoprire ed esprimere la propria individualità anche rispetto al suo gruppo di amici. La dottoressa Celi è a disposizione gratuitamente di tutti i donatori DO.S.CA anche per colloqui privati, nel rispetto della privacy. Per informazioni e per prendere un appuntamento telefonare al numero o scrivere una mail Editoriale: Preoccupati per il calo delle donazioni segue dalla pag. 3 recenti iniziative prese, e sui programmi DO.S.CA a breve e medio termine. Brevemente vi informo che la Federazione delle Associazioni Ospedaliere Donatori, da noi proposta già nella seconda metà del 2006 (!) e perseguita con entusiasmo e dedizione, procede a ritmi estremamente lenti e frustranti. Prometto che tornerò su questo argomento solo se e quando ci sarà una conclusione, positiva o negativa. Al nostro interno abbiamo deciso di Nuove iniziative rivolte ai giovani donatori intensificare la pubblicità e la promozione alla donazione anche con strumenti nuovi, rivolti in particolare ma non solo, ai giovani che rappresentano il ricambio naturale soprattutto nel mondo della donazione. Così abbiamo realizzato uno spot filmato, girato nel Centro Trasfusionale con la partecipazione di giovani in veste di attori e attrici ed un noto testimonial, campione dello sport; vedrete lo spot sia su You-Tube, sia su Face-book, sia forse, se ce lo accettano, nei cinema, nell intervallo della pubblicità. Abbiamo anche creato una sigla, video/musicale, ufficiale di DO.S.CA che aprirà il nostro sito web, anch esso in completa ristrutturazione. È inoltre in preparazione anche un ricco palinsesto originale dedicato ai donatori, che verrà proiettato in continuo e in circuito chiuso, sia nella buvette che nella sala attesa e infine nella sala prelievi; il palinsesto prevede anche la proiezione delle classifiche donatori, con foto dei leader di classifica, news, meteo, e tanto altro. Il tutto per informare e aggiornare voi donatori sulla vita dell Associazione, e contemporaneamente distrarvi e, speriamo, allietarvi. Della gita DO.S.CA di questa primavera non dico nulla qui perché immagino che quando leggerete questo numero del nostro Giornale starete già procedendo verso la splendida meta prescelta, e speriamo che sia un altra occasione per passare piacevolmente una giornata assieme, come è stato nelle precedenti occasioni. Infine mi fa piacere comunicarvi che la Sede di Settimo Milanese comincia a dare frutti in termini di donatori; a breve avremo un incontro con l Amministrazione Comunale di Settimo per ottenere in uso dei locali già adibiti ad ambulatori, in cui cominciare ad organizzare la donazione in loco, come già viene fatto a Gaggiano, e che riteniamo sia di interesse dei donatori che eviterebbero di doversi recare al Centro Trasfusionale dell ospedale San Carlo. Grazie della vostra attenzione e buona donazione a tutti! Eduardo Szego Presidente DO.S.CA 13

14 La nostra associazione ha deciso di investire nel mondo dei media Dalla TV al WEB DO.S.CA guarda avanti di Alba Chiara Rondelli Giornalista e autrice televisiva Una tv, un nuovo sito internet, uno spot e una pagina su Facebook. DO.S.CA ha deciso di rinnovarsi e di investire nel mondo dei media. Una grande operazione di rilancio dell Associazione, un modo per rimanere al passo coi tempi e non perdere contatto con la società e con i giovani. Nuovi canali di comunicazione con servizi e momenti di svago pensati per offrire qualcosa di nuovo a tutti gli associati e anche per raggiungere nuovi donatori, soprattutto tra i più giovani. DO.S.CA su Facebook. Da marzo anche DO.S.CA ha la sua pagina sul social network più famoso del mondo. Un canale in più per dialogare e socializzare e anche un modo per invitare nuovi amici a entrare nell Associazione. Su Facebook DO.S.CA pubblica video, le foto delle gite e degli incontri e aggiorna i donatori sulle nuove iniziative. I meglio informati dicono che sia in progetto una grande festa estiva DOSCA TV, la tv interna dell associazione, è già in fase di realizzazione e sarà in onda nei prossimi mesi sui plasma che saranno installati nella sala d aspetto e nella sala donazione. Informazioni utili, interviste, momenti d intrattenimento; un vero e proprio palinsesto pensato per i donatori. Il sito internet che già esiste da tempo, è in fase di restyling e presto sarà online con una nuovissima versione più bella e più ricca, in cui sarà possibile anche compilare dei sondaggi sulla donazione. 14

15 La pagina Facebook invece è già online e sta crescendo nel numero di amici. Se vuoi diventare amico di DO.S.CA cerca Associazione DO.S.CA e condividi con i donatori indagini e iniziative. É pronto anche il primo spot video di DO.S.CA (vedi il pezzo seguente), che è stato girato nel mese di marzo. DO.S.CA: il primo spot! Gianmarco Pozzecco, testimonial d eccezione DO.S.CA, ha realizzato nel mese di marzo il suo primo spot di un minuto che promuove e sensibilizza anche i giovanissimi verso la donazione di sangue. Uno spot divertente, con un testimonial d eccezione: Gianmarco Pozzecco (vedi sotto), che ha prestato gratuitamente la sua immagine per sostenere l Associazione. Accanto a lui Francesca e Marta, due giovanissime studentesse che si sono cimentate nella loro prima prova da attrici. Chi era presente alle riprese assicura che Pozzecco è Pozzecco (ovvero un personaggio istrionico) e che Francesca e Marta hanno tanta pazienza! Un testimonial famoso nel mondo dello sport: Gianmarco Pozzecco. Uno dei giocatori più famosi ed amati del basket italiano, un playmaker dal carattere ribelle e fantasioso. Gianmarco Pozzecco, detto anche Poz e Mosca Atomica, 37 anni e una carriera di successo, ha lasciato i campi di basket la stagione passata ottenendo incredibili manifestazioni di stima da fan e avversari. Ha giocato le sue partite più belle con la maglia del Varese tra il 1994 e il Alle Olimpiadi di Atene 2004 è stato decisivo per la conquista della medaglia d argento. Attualmente è dirigente dell Armani Jeans Milano e commentatore di Sky Sport. 15

16 Percorsi d arte e di storia Mantova, la città più romantica del mondo feudo di Matilde di Canossa e Ducato dei Gonzaga di Beatrice Ferrario storico dell arte Aldous Huxley, scrittoreumanista sostenitore della mescalina e psichedelico padre spirituale del movimento hippie, andava pazzo per Mantova: La città più romantica del mondo. Ne amava gli irreali laghi di canne e di giunchi lungo il Mincio di dickensiana memoria, i fiori di loto, la patina del tempo che avvolge i palazzi cittadini immersi in quella nebbia mostrata da Olmi e che il suo straordinario Giovanni dalla Bande Nere attraversa nel Mestiere delle armi. Nessun altra anima poteva comprendere così bene la visionaria immaginazione di Giulio Romano a Palazzo Tè, le dimensioni dilatate dei suoi giganti tratteggiati tra il 1532 e il 1535 con colori così acidi da suscitare una sinestesia nello spettatore! Essi assistono allucinati al crollo terribile ed onirico che li sprofonda giù dall Olimpo, in un rovinare di colonne spezzate tra dense nuvole e massi in rovina: altro che la caduta degli angeli ribelli, un incubo degno del peggiore viaggio lisergico! Ma la romantica città del poeta Virgilio gli piaceva anche per la sua gentilezza: nello stesso palazzo, Giulio aveva già affrescato nel 1528 La sala di Amore e Psiche, il cui spunto deriva da Apuleio: al di là del contenuto erotico, la ricerca dell artista è volta a un traguardo mistico, e la raffinatezza dei gesti, delle pose, degli allacci tra le figure non avrebbe deluso un Baldesar Castiglione, quel mantovano che nello stesso anno pubblicava il suo trattato sui modi del perfetto Cortegiano. Dell ambiente di corte, Giulio aveva anche ritratto le passioni: spasmodica quella dei Gonzaga per i cavalli, i destrieri italiani contesi da tutte le corti d Europa: pensando alla velocità di quei bevitor de vento, nelle orecchie risuona la canzone dedicata da Lucio Dalla al man- tovano volante: Gli uccelli nell aria/perdono l ali/quando passa Nuvolari Palazzo Tè era una residenza di piacere, mentre il vero e proprio simbolo della signoria gonzaghesca era il Palazzo Ducale, una delle più estese ed elaborate regge d'italia: nel torrione di nord-est del Castello di San Giorgio vi è la straordinaria Camera degli Sposi, chiamata anche la Camera Picta perchè interamente coperta dai dipinti che Andrea Mantenga eseguì per il Marchese Ludovico e la moglie Barbara di Brandeburgo tra il 1465 e il La scrittrice Maria Bellonci ne fa la prima conoscenza durante i bombardamenti della II guerra mondiale, e sarà un incontro esplosivo: nel 1947 pubblica Ritratto di Famiglia: Impreveduto, entrando nella Camera degli Sposi al castello Gonzaga di Mantova, ci cade addosso un antico richiamo che sentiamo prendere forza quanto Particolare Cupola Rotonda di San Lorenzo Andrea Mantegna Particolare Sala degli Sposi Particolare Sala degli Sposi 16

17 Donatore_IV_ :17 Giulio Romano, particolare Sala grande dei Cavalli, Palazzo Tè Pagina 17 più ci raggiunge dentro; uno di quei richiami senza scampo, che, esigendo dalla nostra attenzione lo sforzo di rispondere bene, ci mettono alla prova di noi stessi e ci fanno temere di conoscerci una volta di più troppo inerti. Sicchè, guardatici intorno, e cercato tra le figure rappresentate quale possa aver chiamato, con un sospiro ancora esitante arriviamo a scoprire, dipinta sopra a una porta, una lapide offerta e inghirlandata dai più geniali putti che abbiano avuto in dono la vita Abbiamo dunque capito: la voce è del Mantegna, e la parola è a lui. Del marchese che siede in mezzo a figli e cortigiani, Andrea Mantegna, Sala degli Sposi Giulio Romano, La caduta dei Giganti, Sala dei Giganti, Palazzo Tè ecco il ritratto: Ritornare a Ludovico Gonzaga è nel tempo umano un viaggio in acque temperate e malinconiche: da navigare però senza abbandoni. E ritornare a lui sull indicazione del Mantegna è il modo di andare al fondo di quella temperanza e di quella virile malinconia Ludovico è un uomo che poggia sui propri ses- Giulio Romano, Banchetto degli Dei, sala di Amore e Psiche, Palazzo Tè sant anni come su una conquista significativa. C è arrivato perdendo sangue, approfondendo nel silenzio più sensibile di sé delusioni patimenti e angosce di uomo, di principe, di soldato. Quel suo sguardo un po opaco è lo sguardo di uno che, in possesso di una volontà ferma e operante, sa d aver raggiunto la sua fermezza attraverso l esperienza di giornate combattute tutte dentro e non a margine della vita. Molto prima dei Gonzaga, Mantova era stata tra i feudi di una donna d eccezione, la grancontessa Matilde di Canossa: negli ultimi anni della sua vita sarà anche regina d Italia, ma le sue belle soddisfazioni se le era prese soprattutto all epoca della lotta per le investiture, quando aveva assistito all umiliazione che papa Gregorio VII aveva inflitto al suo biscugino Enrico IV: attendere - per tre giorni e tre notti e col capo cosparso di cenere - la revoca della scomunica inflittagli, inginocchiato davanti al portale d ingresso del castello di Matilde, dove il papa era ospite! La contessa, gran guerriera e donna di temperamento acceso (si narra che avesse cacciato l ultimo marito, un Rotonda di San Lorenzo, XI secolo, Mantova diciannovenne che rifiutava il suo quarantatreenne letto nuziale, con il seguente invito: Vattene di qua, mostro, non inquinare il regno nostro, più vile sei di un verme, più vile di un alga marcia, se domani ti mostrerai, d una mala morte morirai, parole seguite peraltro da sputi e ceffoni ), era però molto pia, ed a lei è attribuita la fondazione della più antica chiesa di Mantova, la romanica Rotonda di San Lorenzo: edificata verso la fine del XI secolo; è a pianta centrale ornata da lacerti di affreschi del Mille. L interno è spoglio ma suggestivo, e s ispira alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. L affaccio è su piazza delle Erbe, che prende il nome dal mercato che vi si faceva: era anche sede del potere amministrativo della città comunale, con il Palazzo del Podestà, il Palazzo della Ragione, e la Torre dell Orologio. I portici, le strade strette che si diramano irregolari, le tonalità calde degli intonaci e del mattone, ispirarono lo scrittore Michele Saponaro, che vedeva Mantova immersa in un senso religioso sospeso tra i solchi e il cielo. 17

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19 Donare sangue a Settimo Settimo News di Antonio Vuotti responsabile della Sede di Settimo Lettera a Settimo News Buongiorno Signor Vuotti, ho conosciuto con grande piacere l Associazione DO.S.CA domenica scorsa durante la caccia ai Diritti che il Comune di Settimo organizza tutti gli anni per le famiglie di Settimo. Da qualche mese sto pensando di diventare un donatore di sangue, vista la grande necessità di cui parlano giornali e TV. Visto che io vivo e lavoro a Settimo, vorrei sapere se è possibile donare presso la vostra sede e quali sono gli orari. Grazie, Alessandro. Ciao Alessandro, dedico volentieri la rubrica Settimo News di questo mese a questo tema perché abbiamo ricevuto molte richieste come la tua. Per il momento la risposta è no, ma ci stiamo lavorando con grande priorità. A seguito di un sondaggio che abbiamo condotto nell ultimo mese tra i donatori di Settimo, molti hanno appoggiato l iniziativa di aprire una sala prelievo magari un giorno al mese durante il week end. Grazie all appoggio del Comune di Settimo, abbiamo fatto richiesta all ASL per l utilizzo condiviso di alcuni ambulatori nel centro di Settimo. Stiamo in questo momento facendo uno studio di fattibilità nel rispetto delle norme igieniche e organizzative necessarie. Crediamo di poter iniziare questa nuova avventura col proposito di avvicinarci alla popolazione e alle esigenze e desideri dei donatori nel giro di alcuni mesi. Per donare il sangue oggi bisogna recarsi all Ospedale San Carlo dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 10.30, senza bisogno di prendere appuntamento. La sede di Settimo intanto continua ad essere un centro operativo in cui i donatori e i volontari si incontrano per organizzare le iniziative ludiche e divulgative verso i temi del volontariato e la donazione. Tra questi, uno dei nostri obiettivi per l anno prossimo è quello di collaborare attivamente con le scuole, promuovendo un concorso in cui saranno coinvolti i bambini e le loro famiglie. Grazie per avere scritto a Settimo News. Per scrivere a Settimo News: Antonio Vuotti, responsabile della Sede di Settimo 19

20 Cronache in pillole Gossip Flash: Il gioco delle coppie, Willis si sposa e Aniston di nuovo single Notizie curiose dal mondo Ryanair aria di crisi o crisi in aria? Bagni a pagamento. La compagnia aerea irlandese Low Cost, Ryanair, ha annunciato che sta valutando l'opportunità di fare pagare ai passeggeri l uso del gabinetto durante il volo. La compagnia ha ammesso di avere già valutato questa idea nel passato, ed ora in tempo di crisi sta valutando la possibilità di mettere un apertura a moneta per le porte, al costo decisamente alto di una sterlina. In pratica Ryanair si propone di offrire a Non tutti sanno che il rugby In origine il football era uno sport praticato in molti colleges inglesi ma ognuno di essi aveva regolamenti differenti. Essenzialmente le differenze riguardavano la forma del pallone, il numero di giocatori attivi in campo e la necessità di maneggiare o calciare il pallone. Si dice che il primo a rinnovare il regolamento sia stato lo studente William Webb Ellis, giocando durante una partita di football nel a Convenzioni DO.S.CA a Milano VALIGERIA DE ANGELI P.zza De Angeli, 14 Milano Tel: Fax: Sconto del 15% su tutti i prodotti (non cumulabile durante il periodo di saldi o altre promozioni) basso prezzo il biglietto di base, e poi ricaricare le spese accessorie, come il check-in presso l aeroporto o per i singoli bagagli. Il commento più sarcastico è HAIR FASHION MODì Parrucchiere uomo/donna Via S. Rita da Cascia, 3 Milano Tel: Sconto del 10% su tutti i servizi stato però quello che sottolinea come questa scelta potrebbe fare crollare l acquisto di bevande a pagamento a bordo degli aerei Ryanair... campo da gioco della Rugby School. I rappresentanti delle varie scuole inglesi si riunirono nel ristorante Pall Mall di Londra e unificarono il regolamento fondando la Rugby Football Union il 26 gennaio Il rugby a 15 fece parte dei giochi olimpici dal 1900 al 1924 e il rugby a 7 è nel programma dei World Games. Il primo campionato italiano fu disputato nel Successivamente furono costituite le organizzazioni di rugby a 13 e rugby a 7. Quale è la probabilità di trovare in una squadra di rugby alme- no due persone che hanno lo stesso segno zodiacale? b Quanti triangoli conti in questo esagono? Conta bene, che 10 non è la risposta giusta. Soluzioni a pag. 11 Strizza cervelli ART di De Santis Nicola (imbiancatura - verniciatura) Tel: Sconto del 20% su imbiacature, verniciature e decorazioni murali di ogni tipo. SGAGNAMANUBER di Porfilio Francesco Via Friuli, 61 Milano Tel: mail: Sconto Bici 10% Accessori/Abbigliamento 15% Jennifer Aniston I divi di Hollywood ci hanno abituati a continui colpi di scena, non solo sul grande schermo, ma anche per quello che riguarda la loro vita privata. Ed ecco che a sorprenderci questa volta sono Bruce Willis e Jennifer Aniston. Il primo è convolato a nozze, le seconde, su di un isola dei Caraibi, con la modella Emma Heming, secondo molti un clone della bellissima ex moglie dell attore, Demi Moore. La seconda ha sorpreso tutti dando il ben servito a John Mayer, dopo che insieme avevano presenziato alla cerimonia degli Oscar, in apparenza più affiatati che mai. Jennifer ha chiuso la sua storia con il bel John a causa della passione di quest ultimo per Twitter, un famoso social network. Mayer non aveva mai tempo per la splendida compagna a causa, almeno questa era la giustificazione, dei troppi impegni di lavoro, ma non aveva problemi ad aggiornare con assiduità ogni poche ore, il suo profilo. il Donatore periodico di DO.S.CA Direttore responsabile: Eduardo Szego Direttore scientifico: Vincenzo Toschi Redazione: Annalisa Gibi, Chiara Celi Antonio Vuotti Hanno collaborato a questo numero: Eduardo Szego Chiara Celi Gian Luigi Falabrino Beatrice Ferrario Alba Chiara Rondelli VincenzoToschi Antonio Vuotti 20

Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano

Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano Facoltà di Medicina Veterinaria Embriologia e Terapia Genica e Cellulare Le cellule staminali adulte:

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