DOCUMENTAZIONE. PARI OPPORTUNITA E PACE. Otto anni di esperienza ASSESSORATO PARI OPPORTUNITA E PACE

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1 DOCUMENTAZIONE PARI OPPORTUNITA E PACE. Otto anni di esperienza ASSESSORATO PARI OPPORTUNITA E PACE 1

2 FASCICOLO INIZIATIVE ANNI 1997/99 - ANNO 1997 Cooperazione Internazionale ACCOGLIENZA BAMBINI DI CHERNOBYL (BIELORUSSIA) A RAVENNA. Scheda n.1 ANNO 1997 Pag 1 ANNO Cooperazione Internazionale MISSIONE IN CHIAPAS (MESSICO). Scheda n.1 ANNO Pag 4 ACCOGLIENZA BAMBINI DI CHERNOBYL (BIELORUSSIA) A RAVENNA. Scheda n.8 ANNO Pag 27 Donne nel mondo - Cooperazione Internazionale LA CAROVANA DEI DIRITTI. Scheda n.2 ANNO Pag 6 LA CAROVANA DEI DIRITTI. Progetto di Scambio, Sviluppo e Trasferimento di Informazioni e di Esperienze sulle Buone Prassi. European Network of Best Practices to Promote Equal Opportunities. Scheda n.2a ANNO Pag 7 LA CAROVANA DEI DIRITTI. Centro di Accoglienza di donne e bambini, vittime della violenza dal nome: Centro Darnà, Mohhmmadia (Algeri). Scheda n.2b ANNO Pag. 9 MISSIONI AD ALGERI: ANNI 1999, 2000 E Centro di Accoglienza di donne e bambini, vittime della violenza dal nome: Centro Darnà, Mohhmmadia (Algeri). Scheda n.2c ANNO Pag 11 MISSIONE ARCOBALENO REGIONI. Finanziamento del Centro per la Protezione delle Donne e i Bambini di Mitrovica (Kosovo). Scheda n.6e Pag 19 2

3 ANNO Donne nel mondo Iniziative Pubbliche INCONTRO A TEMA DONNE MIGRANTI, DA DOVE PARTONO, DOVE VANNO, COSA PORTANO NELLA LORO VALIGIA. Nell ambito del Progetto La Carovana dei Diritti. Centro di Accoglienza di donne e bambini, vittime della violenza dal nome: Centro Darnà, Mohhmmadia (Algeri). Scheda n.2d ANNO Pag. 12 BALIE ITALIANE E COLF STRANIERE. MIGRAZIONI FEMMINILI NELLA STORIA DELLA SOCIETÀ ITALIANA. Mostra storico documentaria a cura di Ada Lonni e Mara Tognetti. Scheda n.3 ANNO Pag MARZO INSIEME: NOI DONNE DEL MONDO. Scheda n.4 ANNO Pag. 15 Iniziative Pubbliche DIRITTI DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE. Ciclo di incontri nel decennale della Convenzione Internazionale sui Diritti dell Infanzia. Scheda n.7 ANNO Pag. 26 Promozione cultura di Pace - Iniziative Pubbliche MARCIA PERUGIA - ASSISI PER LA PACE E LA GIUSTIZIA. ADOTTA UN POPOLO. Scheda n.5 ANNO Pag. 16 Cooperazione Internazionale Volontariato e Solidarietà MISSIONE ARCOBALENO REGIONI. Scheda n.6 ANNO Pag. 17 MISSIONE ARCOBALENO REGIONI. Organizzazione di aiuti umanitari alla popolazione del Kosovo. Scheda n.6a ANNO Pag.19 MISSIONE ARCOBALENO REGIONI. Missione in Albania (campi profughi di Shijak Durazzo e Kukes - Albania). Scheda n.6b ANNO MISSIONE ARCOBALENO REGIONI. Emergenza Bambini Kosovo. Iniziative a favore dei bambini del Kosovo. - Progetto di Cooperazione Decentrata in Kosovo. Scheda n.6c ANNO Pag. 20 Pag. 21 3

4 Iniziative Pubbliche- Cooperazione Internazionale Volontariato e Solidarietà MOSTRA DI DISEGNI: LO SGUARDO DEI BAMBINI SULLA TRAGEDIA DEL KOSOVO. Emergenza Bambini Kosovo. Iniziative a favore dei bambini del Kosovo. Progetto di Cooperazione Decentrata in Kosovo. Scheda n.6d ANNO Pag. 22 4

5 Scheda n. 1 ANNO 1997 Nome Progetto ACCOGLIENZA BAMBINI DI CHERNOBYL (BIELORUSSIA) A RAVENNA. Dal 1996 ad oggi. Promotore A.N.P.A.S. Regionale Emilia Romagna. Comune di Ravenna - Assessorato alle Pari Opportunità e Volontariato Centro per le famiglie del Consorzio per ne di Ravenna Associazione Piccolo mondo di Ravenna Collaborazioni Servizi Sociali di Ravenna. Dirigenti scolasticiazienda U.S.L. di Ravenna. Sviluppo della solidarietà internazionale. Sviluppo di relazioni sociali e internazionali. Sostegno scolastico ai bambini ospitati. Cure mediche dei bambini ospitati. Destinatari Gruppi di bambini bielorussi: da un numero minimo di 25 ad un massimo di 40, per ogni periodo di tempo di permanenza. Età cronologica: 8-14 anni. Negli ultimi due anni è stata prevista l accoglienza di un gruppo di adolescenti di anni. Azioni Corsi di lingua russa per le famiglie impegnate nell accoglienza. Accoglienza dei bambini presso le famiglie del Comune di Ravenna nei periodi estivi di luglio e agosto. Accoglienza dei bambini dell orfanotrofio di Pinsk presso le famiglie del Comune di Ravenna (l accoglienza avviene in due periodi dell anno, invernali ed estivi, di circa 3 mesi ciascuno). Continuità scolastica per i bambini di Pinsk. Accoglienza temporanea di adolescenti presso le famiglie del Comune di Ravenna. Organizzazione di corsi scolastici per il gruppo di adolescenti 1

6 Il Progetto è attivo dal 1997 a tutt oggi. L incidente del Reattore n.4 della centrale nucleare di Chernobyl si verificò durante la notte tra il 25 e il 26 aprile 1986,durante un test di sicurezza. La squadra responsabile voleva verificare se, nel caso di un calo di potenza, le turbine fossero in grado di produrre energia sufficiente a mantenere in funzione le pompe di raffreddamento fino all attivazione del generatore diesel d emergenza. Al fine di evitare un interruzione del test, i sistemi di sicurezza furono deliberatamente disattivati. Putroppo, tale procedura non andò secondo i piani e, per ragioni sconosciute, in poche frazioni di secondo, il livello di alimentazione e la temperatura aumentarono considerevolmente e il reattore oltrepassa di 120 volte la sua potenza massima. Tutto il combustibile radioattivo si disintegra e la pressione derivante dall eccesso di vapore, che avrebbe dovuto essere diretta alle turbine, infrange i tubi in pressione e fa saltare in aria l intero schermo di copertura del reattore. I territori contaminati comprendono il nord dell Ucraina, il sud e l est della Bielorussia e la zona sul confine occidentale tra Russia e Bielorussia. Secondo valutazioni internazionali, un area compresa tra e km² in Bielorussia, Russia e Ucraina è contaminata da cesio 137 a livelli eccedenti 1 curie (Ci) o 3,7 x 1010 becquerel (Bq) per chilometro quadrato. Quest area copre una superficie superiore a quella dei paesi limitrofi di Latvia e Lituania messi insieme. Al momento dell incidente, i territori contaminati erano popolati da 7 milioni di persone, tra cui 3 milioni di bambini. Circa persone sono state fatte evacuare in nuove aree o hanno abbandonato questa zona. Tuttavia, circa 5,5 milioni di persone, tra cui più di un milione di bambini, continuano a vivere nelle zone contaminate. In occasione del decimo anniversario dell incidente alla centrale, la Regione Emilia Romagna ha attivato in collaborazione con l ANPAS regionale, le Associazioni di Volontariato e gli Enti Locali il progetto ACCOGLIENZA BAMBINI DI CHERNOBYL. Il progetto di ospitalità temporanea si sostanzia in una serie di inziative finalizzate allo sviluppo della solidarietà internazionale e al sostegno alla salute. Il Comune di Ravenna ha aderito al progetto nel 1997 ed è impegnato in questo settore tutt oggi. I bambini bielorussi accolti complessivamente a Ravenna, sono stati circa 300 e le famiglie coinvolte nell esperienza sono state da 50 a 60. Se si aggiunge a questi numeri il senso forte di solidarietà e la qualità delle relazioni sociali e interpersonali che l iniziativa attiva, si comprende la ricchezza prodotta nella città. Dal dicembre 1999 si è avviata una nuova esperienza di accoglienza, presso famiglie, di bimbi dell orfanotrofio di Pinsk, gestita dall Associazione Piccolo Mondo con la collaborazione del Comune di Ravenna. L esperienza prevede due soggiorni annuali, uno estivo e uno invernale di circa tre mesi ciascuno. I giovani ospiti sono accompagnati dalle loro insegnanti e, durante il soggiorno, continuano le proprie attività scolastiche nelle scuole di Ravenna. Da due anni, per tutti i bambini ospiti, sono stati approntati anche specifici percorsi formativi per l acquisizione di particolari competenze o ad integrazione dei programmi scolastici. 2

7 Scheda n. 1 ANNO 1998 MISSIONI IN CHIAPAS (MESSICO) Partecipanti alla missione 200 osservatori internazionali, di cui 135 italiani (rappresentanti della società civile, delle associazioni di cooperazione e di solidarietà, delle amministrazioni locali accompagnati da personaggi del mondo politico e culturale) fra i quali l Assessora Lisa Dradi del Comune di Ravenna Assessorato alla Pace e Pari Opportunità. Ribadire il rispetto dei diritti umani. Consegnare aiuti umanitari alla comunità locale: medicinali, alimenti, materiali didattici, denaro e una turbina idroelettrica. Stabilizzare percorsi di cooperazione tra la società civile del mondo e comunità indigene sui progetti di istruzione, salute, agricoltura, commercio equo e solidale. Inaugurare i lavori di installazione di una elettroturbina nella comunità La Realidad. Creare luoghi di scambio e di difesa di culture diverse. Destinatari Comunità del Chiapas Dal 1 al 10 maggio Gli indios del Chiapas, uno degli stati più poveri del Paese, videro nel trattato NAFTA l ennesima restrizione dei loro diritti che li avrebbe obbligati a vendere la terra e a trasferirsi nelle fatiscenti periferie urbane. Il 1 gennaio 1994, nei pressi di San Cristóbal de las Casas, un gruppo di indios dell'eznl (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale) insorse contro le autorità locali e nazionali. Il movimento del Chiapas si ispira a Emiliano Zapata, il leader rivoluzionario d'inizio secolo: l EZLN rivendica le grandi conquiste della rivoluzione messicana (terra per tutti i contadini, autonomia per gli indios, democratizzazione dello stato) di cui le classi popolari beneficiarono solo per un breve periodo. Le fiamme che quel 1 gennaio

8 incendiarono il municipio di San Cristobál e rappresentano anni di rabbia di generazioni di indios a causa della discriminazione economica e politica imposta loro dai governi che si sono succeduti in Messico. Gli zapatisti presero il controllo di città e fattorie. L'EZLN, dopo un referendum al suo interno, si è dotato di un proprio organismo politico, l'fzln, che ha avviato trattative, spesso interrotte da ambo le parti, con il governo. La lotta tra i guerriglieri zapatisti e il governo messicano si è intensificata all'inizio del 1995, quando le istituzioni, avendo perso autorità sociale agli occhi del paese e credibilità economica a quelli degli investitori stranieri, decisero di inviare nel Chiapas l'esercito federale per schiacciare definitivamente il movimento dei ribelli; l'imponente campagna militare, pur avendo permesso di riprendere il controllo di alcune piccole città precedentemente conquistate dagli zapatisti e di far retrocedere le basi dei guerriglieri nelle campagne e nelle foreste dell'estremo sud, non è riuscita nell'impresa di catturare i capi del movimento rivoluzionario e di sedare la guerriglia. Da allora sono stati avviati i negoziati con il governo federale, e nel febbraio 1996 è stato siglato il primo di sei accordi di pace, inteso a proteggere la cultura autoctona e a conferire alla popolazione indigena maggior peso politico. La situazione nella regione, però, non si è placata e la repressione delle popolazioni del Chiapas con squadroni della morte e anche con lo stesso esercito federale è continuata: il 22 dicembre 1997, con la complicità dell'esercito federale e della polizia, una banda paramilitare è intervenuti in Chiapas compiendo una vera e propria strage ad Acteal (45 morti). Dal 1996 in Chiapas (regione del Messico) sono operativi molti squadroni della morte ; di almeno 6 si hanno prove documentali dimostrano il fatto che questi sono finanziati e armati dai latifondisti, dai governatori locali e dal governo attuale di Zadillo. Questi gruppi (Paz y Justicia- Chinchulines- mascara Roja, Movimento Indigena revolucionario Antizapatista, MIRA, Alianza San bartolomè de los Lianos, ecc) terrorizzano le popolazioni indigene, distruggono case, raccolti e bestiame, torturano e uccidono contadini, donne e bambini che simpatizzano con i zapatisti. Sono i principali artefici del traffico di armi e droga con il Guatemala e sono protetti dalla polizia di frontiera e dell esercito. Questi gruppi, che arruolano anche indios fra i più poveri, sono il pretesto utilizzato del governo per cercare di far credere che in Chiapas la guerra è un problema etico e non politico. Dopo l attentato del 4 novembre 97 al Vescovo Samauel Ruiz e il massacro di Acteal del 22 dicembre 1998, questa teoria criminale è miseramente naufragata. L opinione pubblica internazionale ha fatto sentire la propria voce per condannare il governo di Zadillo. La delegazione di 200 osservatori internazionali, coordinata dell Associazione YA BASTA, partita e arrivata il primo maggio 1998 a Città del Messico ha raggiunto S.Cristobal e la comunità della Realidad in Chiapas. L idea di questo ponte aereo nasce nell ampia sensibilità e attenzione che le vicende del Chiapas hanno sollevato in tutto il mondo, in particolare dopo i drammatici fatti di Acteal si è evidenziato un impegno sempre più forte nella battaglia per la pace, la giustizia e libertà in Chiapas attraverso il rispetto dei diritti umani e il mantenimento degli accordi di San Andres ( accordi di pace tra il Governo Zadillo e la dirigenza dell EZLN) in specifico sui diritti e la cultura indigena, tramite, ad esempio un reale cambiamento da parte del governo nelle relazioni con le popolazioni indigene. 4

9 Scheda n. 2 ANNO 1999 LA CAROVANA DEI DIRITTI Promotore Unione Europea, Regione Emilia Romagna. Partecipanti al progetto Italia: Comune di Ravenna, Comune di Forlì, Comune di Venezia, Provincia di Parma, Provincia di Ravenna; Algeri: Comune di Mohammadia, Comune di Sidi-M Hammed; Algeria: Associazione Rachda; Palestina: Associazione Palestinese; Sarawi: Associazione Sarawi. Sostenere e incentivare il processo di integrazione delle donne di Algerine e Palestinesi nelle società civili. Diffondere buone prassi nel settore amministrativo/politico sociale nei confronti delle donne e dei bambini in Algeria, Palestina e Sarawi. Mettere in rete le associazioni di donne già operanti a livello locale con quelle operanti a livello europeo diffondendo auto-consapevolezza dei diritti e delle potenzialità che i gruppi deboli di riferimento (donne e bambini) possono esprimere per la vita economica e politica del paese. Effettuare degli scambi e momenti di confronto e formazione incentrati sui temi della costruzione di percorsi democratici e partecipativi e sulla gestione dei servizi (ruolo dell Ente pubblico e dei soggetti privati). Destinatari Donne e bambini dell Algeria, Palestina e Sarawi. Azioni 1. Allargamento della rete Italia/Germania/Belgio all Algeria alla Palestina e al Sarawi, attraverso lo scambio di BUONE PRASSI in materia di decisioni amministrative sulle pari opportunità ed in materia di informazioni finalizzate alla sensibilizzazione del pubblico a questo tema; nell ambito della rete costituita dalla Regione Emilia Romagna. 2. Costituzione di due Centri per la diffusione delle informazioni sui diritti della donna e dell infanzia (sedi suggerite: Algeri e Palestina). 3. Formazione per formatrici che dovranno formare a loro volte donne coordinatrici dei Centri sopraccitati. 5

10 4. Realizzazione di un giornale di divulgazione dei diritti delle donne e dei bambini in Algeri. 5. Realizzazione di scambi di esperienze e buone prassi in materia di rapporti istituzionali e di gestione di servizi pubblici/privati e sulle metodologie utilizzate. Triennio Il progetto La Carovana dei Diritti è un progetto pilota promosso dalla Regione Emilia Romagna e finanziato dall Unione Europea. La regione Emilia Romagna ha maturato una consolidata esperienza in materia di diffusione dei diritti e delle buone prassi nei confronti delle donne e dei bambini, in particolare grazie a molteplici progetti sviluppati e realizzati soprattutto nei Balcani (progetti avviati a Mostar, Valona, Tuzla). Si è progettato un intervento che ha avuto il finanziamento da parte della Unione Europea e che ha visto la realizzazione di una rete di scambio, trasferimento di informazioni e buone prassi relative alle decisioni amministrative in materia di pari opportunità. La rete ha coinvolto autorità regionali europee, nonché organizzazioni femminili localizzate in Italia, Belgio e Germania. L intero progetto ha inoltre come obiettivo estendere i risultati derivanti dalla rete regionale anche all Algeria e alla Palestina che rappresentano aree del mondo che presentano per motivazioni varie forti problemi e dove il tema delle pari opportunità stenta ad affermarsi anche se è molto vivace l attività di associazioni femminili e femministe. Nel mese di marzo 1999 è stato firmato un protocollo d intenti fra Assessorati alle Politiche Sociale alla Cultura della Regione Emilia Romagna, Comune di Ravenna, Provincia di Ravenna, Comune di Forlì, Provincia di Forlì Cesena, Comune di Venezia, Provincia di Karlsruhe, Comune di Mechelen, Coordinamento della CGIL femminile Regione Emilia Romagna, Associazioni femminile e femministe della Regione che sottoscriveva l impegno in un attività di difesa dei diritti delle donne e dei bambini e di sensibilizzazione ad essi delle amministrazioni locali e dell opinione pubblica. I proficui e fattivi rapporti instaurati dalla regione Emilia Romagna ed Enti locali con autorità Palestinesi e l Associazione Rachada (Algeri-Algeria) e associazioni femminili, femministe hanno reso possibile realizzazione di un piano di attività. Nell ambito del progetto complessivo La Carovana dei Diritti sono stati organizzati momenti di incontro e di riflessione internazionali e sono stati promossi progetti specifici presentati di seguito. Scheda n. 2a ANNO 1999 LA CAROVANA DEI DIRITTI Progetto di Scambio, Sviluppo e Trasferimento di Informazioni e di Esperienze sulle Buone Prassi. European Network of Best Practices to Promote Equal Opportunities. 6

11 Promotore La Regione Emilia Romagna. Partecipanti al progetto Rete delle Amministrazioni e delle Associazioni: Assessorato Politiche Sociali Regione Emilia Romagna, Comune di Ravenna- Assessorato Pari Opportunità, Provincia di Ravenna, Comune di Forlì, Provincia di Forlì Cesena, Comune di Venezia, Provincia di Karlsruhe, Comune di Mechelen, CGIL femminile Emilia Romagna (rete tra autorità locali o regionali al fine di raccogliere e far circolare decisioni amministrative in materia di buone prassi per promuovere le pari opportunità sulla base delle esperienze già maturate sul territorio regionale). Sviluppare e consolidare una rete europea di Enti Pubblici (Comuni e Regioni) al fine di promuovere la dimensione delle pari opportunità attraverso anche strumenti decisionali condivisi. Creazione di un sito web multilingue sulla legislazione europea in materia di pari opportunità. Realizzazione di un convegno europeo sulle pari opportunità. Elaborazione e divulgazione di un manuale sulle buone prassi. Elaborazione di una proposta legislativa in materia di pari opportunità. Destinatari Enti Locali, Associazioni, Regioni, cittadinanza. Azioni 1. Scambio di esperienze sulle pari opportunità tra Enti Locali, Associazioni ed Organismi per le dei seguenti stati: Italia, Germania, Belgio, al fine di realizzare una rete di supporto alle politiche delle pari opportunità tra i soggetti coinvolti; 2. Attività di ricerca per raccogliere le diverse tipologie delle decisioni amministrative e delle azioni promosse dagli Enti di governo e dagli Organismi coinvolti nel progetto 3. Verifica degli interventi più efficaci nelle azioni politiche per favorire una circolazione delle migliori prassi in Europa attraverso: a. l elaborazione di un manuale multilingue sulle -Buone Prassi- Cittadine in Europa,. b. creazione di un sito internet europeo quale database sulle normative ed esperienze maturate e come punto di discussione, sulle pari opportunità. 4. Organizzazione di un convegno internazionale a Bruxelles per la presentazione di una risoluzione sulle pari opportunità. 10 mesi (01/07/ /05/2000) 7

12 L intero progetto La Carovana dei Diritti e, in particolare, la ricerca essenzialmente qualitativa ha scelto di affrontare la questione delle Buone Prassi volte a promuovere Pari Opportunità cercando di misurare l efficacia della presenza femminile in specifico sulla sua capacità di incidere sulla realtà e di lasciare un segno e non solo nelle politiche di parità e di pari opportunità. Le principali finalità della ricerca, che costituisce la parte centrale del progetto, sono state dunque: raccogliere materiale per una riflessione critica sulle Buone Pratiche rivolte principalmente alle Pari Opportunità negli Enti Locali; mettere in relazione le decisioni amministrative e le iniziative delle associazioni e degli organismi per le parità al fine di promuovere e sviluppare strategie decisionali finalizzate ad integrare la dimensione di genere nelle politiche generali delle amministrazioni, per creare una mappa delle pratiche efficaci condotte dalle donne a tutto campo nei diversi paesi dell Unione Europea. La raccolta delle Buone Prassi prende l avvio e approfondisce la realtà italiana, cercando di identificare alcuni elementi di comparazione, a partire da casi italiani, a confronto con altri due Paesi europei: Germania e Belgio. Il punto di partenza è l Emilia Romagna, Regione nella quale è stato ideato il progetto da parte dell Amministrazione regionale e da Comuni e Province delle città di Ravenna, Forlì e Parma, ai quali si è aggiunta Venezia. Le Buone Prassi si possono definire come azioni che concorrono a costruire una pratica, un intervento, e poterlo qualificare come buono, efficace. L ottica nella quale si è svolta la ricerca non è stata tuttavia quella di fornire soluzioni derivanti dall esperienza europea, quanto di aprire un confronto fra Paesi delle due sponde del Mediterraneo a partire dalle teorie e dalle pratiche dei movimenti femminili e femministi. Allargare quindi la rete Italia/Germania/Belgio all Algeria alla Palestina e al Sarawi, attraverso lo scambio di BUONE PRASSI in materia di decisioni amministrative sulle pari opportunità ed in materia di informazioni finalizzate alla sensibilizzazione del pubblico a questo tema. I risultati della ricerca sono stati raccolti nel manuale multilingue sulle Buone Prassi Cittadine in Europa (reperibile presso l Assessorato alla Pace del Comune di Ravenna). Scheda n. 2b ANNO 1999 LA CAROVANA DEI DIRITTI Centro di Accoglienza di Donne e Bambini, Vittime della Violenza dal nome: Centro Darnà, Mohhmmadia (Algeri). 8

13 Partecipanti al progetto Rete delle Amministrazioni e delle Associazioni creata attraverso la sottoscrizione di una dichiarazione d intenti tra: Comune di Ravenna- Assessorato Pari Opportunità, Provincia di Ravenna Comune di Forlì, Provincia di Forlì-Cesena,, Comuni di Russi e Cotignola, Assessorato Politiche sociali Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma, Associazione Orlando, Centro di Documentazione delle Donne di Bologna e Associazione Rachda. Il Centro è stato realizzato per accogliere donne e bambini vittime del terrorismo islamico e del codice della famiglia. La finalità è quella di offrire alle donne un rifugio, un supporto socio-psicologico e di assicurare percorsi formativi e professionali per il reinserimento nella società delle donne. Il Centro si occupa inoltre della presa in carico giuridica delle donne colpite dal terrorismo per ottenere lo status di vittime di guerra ai fini pensionistici. Destinatari Donne e bambini algerini vittime del terrorismo islamico e del codice della famiglia. Azioni Realizzazione del Centro. Collaborazione e scambio sulla gestione del Centro. Garantire i rapporti necessari con il Comune di Mohammadia (Algeri) nel quale si è realizzato l intervento e con le altre autorità locali. Compartecipare con fondi specifici alla realizzazione della struttura del Centro. Disposizione di percorsi formativi e scambio di saperi. Seguire tutte le fasi della realizzazione del progetto informandone i partner istituzionali/politici.. Promuovere l adesione di altri partner al progetto (Il Centro Darnà è stato inaugurato l 8 marzo 2000 vedi scheda n.1 ANNO 2000). Come è noto, in Algeria si sono determinate situazioni di particolare gravità lesive dei diritti umani, della dignità e della libertà delle donne. Migliaia di donne sono e sono state vittime di rapimento e stupro da parte di gruppi islamici armati: 3700 secondo le stime ufficiali algerine. A Forlì, nell aprile del 1998, alla presenza di Khalida Messaoudi (Presidente dell Associazione Rashda e attualmente Ministro della Cultura e Istruzione del Governo Afgano) a cui affidata la gestione del Centro Darnà ad Algeri è stata sottoscritta una dichiarazione d intenti per la creazione del Centro. I Comuni di Ravenna, Russi e Cotignola e la Provincia di Ravenna fra gli altri hanno aderito al progetto di realizzazione del Centro di Accoglienza a favore di donne e bambini vittime di atti di violenza e terrorismo, capace di offrire una soluzione abitativa alle vittime. L accoglienza al Centro prevede un percorso terapeutico di recupero fisico e psicologico, condizione indispensabile per il superamento del trauma e per l inserimento nella vita 9

14 normale e lavorativa. Il Centro è un luogo di ospitalità e di presa in carico psico-sociale e medica, gestito dall Associazione Rachda di donne algerine, presieduta da Khalida Messaoudi. Oltre ad offrire un sostegno concreto a donne e bambini, il Centro si propone di rendere visibile il problema rappresentato dagli stupri di guerra in una società che tende ad ignorare e nascondere il problema e dimostrare che con la volontà e la solidarietà è possibile rispondere alla richiesta di soccorso di queste donne. Scheda n. 2c ANNO 1999 MISSIONI AD ALGERI. ANNI 1999, 2000 e NELL AMBITO DEL PROGETTO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE FINALIZZATO ALL APERTURA, A MOHHMMADIA (ALGERI), DI UN CENTRO DI ACCOGLIENZA DI DONNE E BAMBINI, VITTIME DELLA VIOLENZA DAL NOME: CENTRO DARNÀ. (vedi scheda n. 2b ANNO 1999) Partecipanti alle missioni Amministratori e dirigenti aderenti al progetto (Rete delle Amministrazioni e delle Associazioni). 1. Missione 1999: Ricontrattazione del luogo individuato per l edificazione del Centro Darnà con le autorità locali. Definire la visita a Ravenna di Khalida Messaoudi, coordinatrice del Centro. Partecipazione all Assemblea Nazionale dell Associazione Rachda (la maggiore e più rappresentative organizzazione di donne dell Algeria). 2. Missione 2000: Partecipazione all inaugurazione del Centro Darnà; Partecipazione al meeting delle Donne dei Balcani e del Mediterraneo ad Algeri nell ambito del Progetto la Carovana dei diritti a cui ha aderito il Comune di Ravenna (vedi scheda n.2anno 1999). 3. Missione 2001: Verificare l andamento delle attività del Centro. Avviare attività di formazione; Concordare impegni futuri di sviluppo di attività del Centro Destinatari Governo e Amministrazioni Algerine, Organizzazione algerina Cospe (riferimento per la realizzazione del progetto), Associazione Rachda. Missione 1999: 3 giugno 6 giugno; 10

15 Missione 2000: 7 marzo 12 marzo; Missione 2001: 27 marzo 29 marzo Come già citato sopra, in Algeria si sono determinate situazioni di particolare gravità lesive dei diritti umani, della dignità e della libertà delle donne. Testimonianza, sono state le difficoltà di realizzazione del Centro Darnà a causa delle proteste degli estremisti islamici e di una parte della popolazione del Comune di Mohammadia, che hanno reso necessaria la missione italiana del 1999 per la ricontrattazione del luogo individuato per l edificazione del Centro Darnà con le Autorità Locali algerine. Le missioni successive sono state finalizzate a definire e consolidare ulteriormente l organizzazione e le attività del Centro. Scheda n. 2d ANNO 1999 INCONTRO A TEMA DONNE MIGRANTI, DA DOVE PARTONO, DOVE VANNO, COSA PORTANO NELLA LORO VALIGIA. Nell ambito del Progetto LA CAROVANA DEI DIRITTI. Centro di Accoglienza di donne e bambini, vittime della violenza dal nome: Centro Darnà, Mohhmmadia (Algeri). Promotore Comune e Provincia di Ravenna Assessorato Pari Opportunità, Regione Emilia Romagna - Assessorato alle Politiche Sociali e Assessorato alla Cultura. Collaborazioni Rete delle Amministrazioni e delle Associazioni per il Progetto di costruzione ad Algeri di una casa per le donne i bambini vittime del terrorismo. Fare conoscere la realtà dell immigrazione femminile nel mondo. Evidenziare problemi legati alla multiculturalità. Fare conoscere il progetto di cooperazione internazionale finalizzato all apertura dal nome: Centro Darnà, Mohhmmadia (Algeri) (vedi scheda 2b ANNO 1999). Destinatari Donne, Cittadinanza. Azioni I temi trattati: Immigrazione femminile. 11

16 Donne italiane e straniere che progettano insieme. Donne immigrate di Forlì e Ravenna. Problemi legati alla multiculturalità. 20 marzo Incontro a tema ore presso la Sala Forum di Ravenna (Circoscrizione Seconda via Berlinguer n.11, Ravenna). Iniziativa collocata nell ambito del Progetto LA CAROVANA DEI DIRITTI. Centro di Accoglienza di donne e bambini, vittime della violenza dal nome: Centro Darnà, Mohhmmadia (Algeri). (vedi scheda n. 2e ANNO 1999) Scheda n. 3 ANNO1999 MOSTRA STORICO DOCUMENTARIA Mostra Balie Italiane e Colf Straniere. Migrazioni Femminili nella Storia della Società Italiana. A cura di Ada Lonni e Mara Tognetti. Promotore Comune di Ravenna. - Assessorato alle Pari Opportunità. Collaborazioni Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro, Società Umanitaria. Provincia di Ravenna. Assessorato alle Pari Opportunità Creare uno strumento conoscitivo e sollecitare, attraverso la comparazione di due aspetti del fenomeno migratorio: l emigrazione e l immigrazione, riflessioni utili rivolte ad un impegno civile e politico contro l intolleranza xenofoba e il razzismo. Creare un sussidio didattico, di facile impatto e fruibilità, per presentare fenomeni del passato che si riflettono nel presente (l emigrazione) e modi di essere del presente che condizionano il nostro futuro (immigrazione). Destinatari Giovani studenti e insegnanti, cittadinanza. (in particolare donne, insegnanti e studentesse) 12

17 Azioni Esposizione di 30 quadri dai titoli: 1. L uomo che parte, la donna che resta. 2. Cent anni di esodi. 3. Le migrazioni interne. 4. L immigrazione silenziosa. 5. Le balie, donne emigranti. 6. Il lavoro e le emigrate: le colf. 7. Cercar marito. 8. I matrimoni misti. 9. L onore in pericolo. 10. Dai saloon ai bordi delle strade. 11. La fertilità e il controllo delle nascite. 12. I figli a scuola. Conflitti fra culture. 13. Emancipazione e conflitti fra generazioni. 14. Dal sociale al politico: l impegno femminile. 15. Progetti e vissuti. 16. I rapporti con il paese d origine. 17. Mediatrici di culture. 18. Salute e malattie. 19. Abbigliamento e identità. 20. Il cibo fra due culture. 21. La tutela della donna che parte. 22. La tutela della donna immigrata. 23. Chiese e religioni nell emigrazione. 24. Chiese e moschee. 25. Il tempo libero, i riti, le feste. 26. Profili al femminile. 27. Immagini costruite, immagini trasmesse. 28. Sui banchi di scuola. 29. L emigrazione politica. Presentazione della mostra Allestimento dal 6 al 20 marzo Sala Forum di Ravenna ( Seconda Circoscrizione -Via Berlinguer n.11, RAVENNA). Il fenomeno migratorio, ha avuto nella storia d Italia un grande peso sociale ed economico, ma la sua conoscenza rimane limitata a un ristretto numero di specialisti e trova pochissimo spazio nei libri di testo per le scuole. La Mostra Balie Italiane e Colf Straniere diviene quindi uno strumento di conoscenza e riflessione in quanto alle migrazioni al femminile è stata dedicata dagli specialisti una scarsa attenzione e la bibliografia sull argomento è assai limitata. La scelta del titolo - Balie Italiane e Colf Straniere - è dovuto al fatto che le donne italiane che per prime hanno lasciato il nostro Paese per esercitare un lavoro all estero, sono state le Balie della Calabria per l Egitto, del Friuli per l Austria e del Piemonte per la Francia e che la prima e più diffusa attività lavorativa svolta dalle donne extracomunitarie in Italia, è quella domestica. (allegare volantino) 13

18 Scheda n. 4 ANNO MARZO INSIEME: NOI DONNE DEL MONDO. Promotore Linea Rosa di Ravenna Associazione FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) Sezione di Ravenna, SOROPTIMIST INTERNATIONAL d Italia Club di Ravenna. Collaborazioni Comune di Ravenna - Assessorato alle Pari Opportunità. Conoscenza e confronto delle diverse tradizioni e culture nel mondo, in occasione all 8 marzo Festa della Donna. Destinatari Donne, Cittadinanza. Azioni Incontro tra donne italiane e altre provenienti dall Armenia, America, Eritrea, India, Marocco, Nigeria, Perù, Romania, Taiwan e Tunisia. 8 marzo In occasione della Festa della Donna, lunedì 8 marzo alle ore 15,00, nella Sala Preconsiliare del Municipio di Ravenna (Piazza del Popolo n.1), le Associazioni FIDAPA, Linea Rosa, e Soroptimist, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Ravenna - Assessorato alle Pari Opportunità è stato organizzato un incontro pubblico dal titolo Noi Donne del Mondo. Un gruppo di donne provenienti da America, Armenia, Eritrea, India, Marocco, Nigeria, Perù, Romania, Taiwan e Tunisia hanno raccontato alle donne e alla cittadinanza di Ravenna come viene celebrata la Festa della Donna nei loro paesi di origine. Le referenti delle associazioni promotrici dell iniziativa, spiegano che quest incontro ha rappresentato l occasione per conoscere diversità di tradizioni e culture. Hanno partecipato all incontro il Sindaco del Comune di Ravenna Vidmer Mercatali e l Assessora alle Pari Opportunità Lisa Dradi. (Allegare volantino). 14

19 Scheda n. 5 ANNO 1999 MARCIA PERUGIA - ASSISI PER LA PACE E LA GIUSTIZIA - ADOTTA UN POPOLO. Promotore Il progetto è promosso dalla Tavola della Pace e dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace di Perugia. Patrocinio e collaborazione Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), dell Ufficio dell ONU in Italia. Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali e delle Province Autonome. Organizzazioni sociali, politiche e religiose italiane. Il Comune di Ravenna Assessorato Pari Opportunità ha aderito al Comitato organizzatore della Terza Assemblea dell ONU dei Popoli (svoltasi in Italia dal 20 al 26 settembre 1999 e alla Marcia Perugia Assisi per la Pace e la Giustizia ). Richiamare l attenzione di ciascuno sui grandi drammi del nostro tempo, promuovendo la mondializzazione dei diritti umani e lo sviluppo di nuove politiche di cooperazione internazionale capaci di affrontare e risolvere i grandi problemi del nostro tempo, a cominciare dalla povertà, dall esclusione sociale e dalla mancanza di lavoro. Contribuire alla riflessione sul ruolo della società civile e delle comunità locali per promuovere la pace e i diritti umani, la giustizia sociale, lo sviluppo umano e la democrazia internazionale. Destinatari Enti Locali, Regioni, Associazioni della società civile che operano per la promozione della Pace, dello sviluppo dei diritti umani. Azioni Partecipazione alle attività nazionali di organizzazione, promozione e coordinamento del progetto in oggetto versando una somma di denaro. Partecipazione alla realizzazione del medesimo progetto invitando e ospitando uno dei rappresentanti dei popoli che parteciperanno alla Marcia Perugia-Assisi e alla Terza Assemblea dell Onu dei Popoli. L Assessorato Pari Opportunità del Comune di Ravenna ha ospitato due donne: Safia Hommolitene dell Associazione Algerina Rachda e Ndeye Sarr Diopp, Presidente delle Associazioni non governative senegalesi (movimento contadino). Nell occasione sono stati organizzati incontri con le scuole superiori di Ravenna. 15

20 Invito a tutti i cittadini, le Associazioni e le organizzazioni interessate ad organizzare la partecipazione alla Terza Assemblea dell Onu dei Popoli e alla Marcia Perugia-Assisi per la pace e la giustizia a Perugia. Definirzione insieme alle istituzioni scolastiche presenti sul territorio un programma di educazione alla pace e di riflessione sui temi al centro del Progetto. Dal 20 al 26 settembre Il Progetto rientra nell ambito degli scopi del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace che si possono sintetizzare in: Promuovere l impegno costante degli Enti Locali e delle Regioni a favore della Pace, della solidarietà e della Cooperazione Internazionale, valorizzandone le iniziative; Promuovere il Coordinamento Nazionale e lo sviluppo di iniziative comuni, stimolare uno scambio di informazioni ed esperienze tra gli Enti Locali e le Regioni impegnati sui diversi problemi della Pace; Approfondire la ricerca e la riflessione politica e giuridica sui compiti degli Enti Locali per la Pace; Realizzare un archivio nazionale dell attività degli Enti Locali per la Pace; Assicurare il collegamento con il Segretariato Internazionale degli Enti Locali Denuclearizzati e con le principali Associazioni europee e internazionali degli Enti Locali, e favorire la partecipazione degli Enti Locali italiani alle conferenze internazionali; Favorire la collaborazione tra gli Enti Locali, le Regioni e le Associazioni della società civile che operano per la promozione della Pace, dello sviluppo dei diritti umani; Promuovere tra la gente, e in particolare tra i giovani, lo sviluppo della cultura e di comportamenti di pace e solidarietà. Scheda n. 6 ANNO 1999 MISSIONE ARCOBALENO REGIONI. Promotore Ministero dell Interno (Protezione Civile), Regione Emilia Romagna. Collaborazioni Comune DI Ravenna- Assessorato Volontariato, Provincia di Ravenna, Circoscrizioni della provinciali Ravenna, Consulta del Volontariato di Ravenna, Ai.Bi. (Associazione Amici dei Bambini), ANPAS regionale. 16

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