Dipartimento S.E.U.
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- Giuseppe Pasini
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1 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per L Abruzzo Centro Servizi Amministrativi per la Provincia di L Aquila GLIP Gruppo di lavoro Interistituzionale Provinciale per l integrazione degli alunni in situazione di handicap L Aquila In collaborazione con Centro Studi Erickson Trento Dipartimento S.E.U. Dott.ssa Masci Roberta, Coordinatrice del Dipartimento Provinciale S.E.U.(Scuola-Educazione-Università) Ente Nazionale dei Sordomuti Sezione Provinciale di L Aquila
2 LA LINGUA DEI SEGNI POSSIEDE LE REGOLE GRAMMATICALI E SINTATTICHE COME LE ALTRE LINGUE VOCALI PERMETTE AL BAMBINO SORDO DI SVILUPPARE IN MODO SPONTANEO IL LINGUAGGIO E IL PENSIERO E INTESA COME STRUMENTO DIDATTICO PER GIUNGERE ALL APPRENDIMENTO DELLA LINGUA ITALIANA E ALLA MAGGIORE COMPRENSIONE DI ALCUNE MATERIE SCOLASTICHE
3 I SEGNI SONO UN VANTAGGIO PER I BAMBINI SORDI E PER I DOCENTI IN PARTICOLARE PERMETTONO AL BAMBINO: di avere gli stessi ritmi della classe di seguire i programmi senza riduzione E AL DOCENTE DI AVERE UN IMMEDIATA VERIFICA DELLA COMPRENSIONE di accedere ai libri di testo senza semplificazioni di ampliare il lessico appoggiando il significato delle parole nuove sui segni conosciuti di rafforzare le strutture morfosintattiche con il confronto Italiano/L.I.S. *M.C.Caselli, S.Maragna, L.P.Rampelli, V.Volterra, Linguaggio e sordità-parole e segni per l educazione, La Nuova Italia, Firenze,1994.
4 EDUCAZIONE BILINGUE LINGUA ITALIANA LINGUA DEI SEGNI «Il bilinguismo è la sola via che conduce Il bambino sordo allo sviluppo armonioso della sua parola» * *D.Bouvet, La parola del bambino sordo, Milano, Masson, 1986, pag.153; in Pigliacampo,Lingua e linguaggio nel sordo, Armando Editore, Roma,1998, pag.100.
5 C è una probabile errata mentalità, non molto riflessa ma insita ancora in molti insegnanti curricolari e insegnanti di sostegno nonostante tutto il dibattito pedagogico moderno, secondo la quale deve essere l alunno sordo ad adattarsi al modo di essere e di operare dell insegnante. È L INSEGNANTE CHE DOVREBBE ADATTARSI AL MODO DI ESSERE DELL ALUNNO SORDO, E, COME PUNTO DI PARTENZA POTREBBE COMINCIARE A CONSIDERARE IL SEGUENTE DECALOGO SULLE REGOLE COMUNICATIVE:
6 LA DISTANZA OTTIMALE NELLA CONVERSAZIONE NON DEVE ESSERE INFERIORE AI CINQUANTA CENTIMETRI E SUPERIORE AL METRO E MEZZO; LA FONTE LUMINOSA DEVE ILLUMINARE IL VISO DI COLUI CHE PARLA E NON QUELLO DELLA PERSONA SORDA; CHI PARLA DEVE TENERE LA TESTA FERMA E IL VISO RIVOLTO VERSO LA PERSONA SORDA; E NECESSARIO ARTICOLARE BENE LE PAROLE SENZA ESAGERARE; E INUTILE GRIDARE, BASTA PARLARE CON UN TONO DI VOCE NORMALE; LA VELOCITA DEL DISCORSO DEVE ESSERE MODERATA; CONVIENE USARE FRASI CORTE, SEMPLICI E COMPLETE NEL CASO CHE L ALLIEVO NON ABBIA RAGGIUNTO ANCORA UNA BUONA AUTONOMIA LINGUISTICA, UDITIVA E LABIALE ; QUANDO SI PONE UNA DOMANDA, E CONSIGLIABILE TERMINARE LA FRASE CON IL SIMBOLO? NELL ARIA; RIPROPORRE LA DOMANDA O LA FRASE CON PAROLE DIVERSE PER VERIFICARE LA REALE COMPRENSIONE; PER I NOMI DI PERSONA, LOCALITA E PER TERMINI INCONSUETI, E NECESSARIO SCRIVERE LA PAROLA IN STAMPATELLO O USARE, SE SI CONOSCE, LA DATTILOLOGIA; NON MANGIARE O TRONCARE LE PAROLE; NON MASTICARE LA GOMMA O NON TENERE LA MATITA IN BOCCA; NON PARLARE MAI DI SPALLE, SCRIVENDO ALLA LAVAGNA; SPIEGARE ANCHE CON GRAFICI E SCHEMI; CONTESTUALIZZARE LA PAROLA O LA FRASE CON ESEMPI PRATICI E VICINI AL VISSUTO PERSONALE; USO DI IMMAGINI E DI ILLUSTRAZIONI; CONTINUO ARRICCHIMENTO LESSICALE; ACCERTAMENTO SUL LIVELLO DI CONOSCENZA GRAMMATICALE E E SINTATTICA DELLA LINGUA ITALIANA DELL ALUNNO SORDO.
7 Come sente il sordo con una buona autonomia linguistica? Decodifica molti suoni visibili Intuisce i suoni non visibili in base al contesto Ricompone la parola Comprende il significato anche rispetto alla frase e al contesto e al linguaggio visivo
8 Come sente il sordo con una scarsa autonomia linguistica? Non decodifica alcuni suoni visibili Non intuisce i suoni non visibili Non ricompone la parola Non comprende il significato
9 E ESSENZIALE CHE L INSEGNANTE DI SOSTEGNO ABBIA CONTATTI CON IL MONDO DEI SORDI SPERIMENTI IL RUOLO DI SORDO ACQUISITO CONOSCA LA CULTURA SORDA E LA LINGUA DEI SEGNI
10 GLI ASSISTENTI ALLA COMUNICAZIONE (in base alla Legge 104/92) CONOSCONO LA L.I.S. LE VARIE TECNICHE COMUNICATIVE VISIVE LE VARIE LINEE METODOLOGICHE LA CULTURA SORDA IL RUOLO DI SORDO ACQUISITO LA PEDAGOGIA, LA DIDATTICA SPECIALE E LA PSICOLOGIA SULLA SORDITA
11 SI E VERAMENTE NEL PAESE DELL INTEGRAZIONE, SE LA SCUOLA VIENE INCONTRO ALLE ESIGENZE DEL SORDO, ENTRANDO NEL SUO MONDO E NON AL CONTRARIO.
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