Il Pap test come test primario nello screening
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- Fausto Napolitano
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1 Il Pap test come test primario nello screening Antonella Pellegrini UOC Anatomia Patologica Az. Osp. S.Giovanni-Addolorata Roma
2 Lo screening non è fare un Test
3 Cosa è lo screening? un esame sistematico, condotto con mezzi clinici, strumentali o di laboratorio Target? popolazione generale o un suo sottogruppo Obiettivo? individuare una malattia in una fase preclinica, o precursori della malattia
4 Obiettivo Classificare i soggetti sottoposti al test in negativi nessun accertamento ulteriore positivi invio a successive indagini
5 Lo screening è offrire, gratuitamente e attivamente con invito personale alla popolazione a rischio per età, quelle pratiche che si sono dimostrate in grado di incidere in modo significativo sulla storia naturale della malattia (riduzione di morbilità e mortalità), mantenendo un rapporto conveniente tra i costi (economici, psicologici, sociali) e i benefici Definizione dell OMS
6 Un programma di screening organizzato è un intervento di sanità pubblica è un processo complesso organizzato in varie fasi ciascuna fase è soggetta a controllo di qualità coinvolge più discipline e professioni prevede un bilancio tra effetti positivi e negativi deve valutare i costi, per poi tenerne conto agisce su una popolazione asintomatica deve garantire la massima equità, offrendo la possibilità di un guadagno di salute a tutti i cittadini, indipendentemente dal livello socioculturale e dalle disponibilità economiche implica importanti aspetti etici
7 Lo screening organizzato è un intervento di popolazione basato su invito attivo da parte del servizio sanitario protocolli definiti, e gratuiti, in base al risultato del test di screening e di quelli di approfondimento sistemi di fail-safe che garantiscano un elevata compliance agli approfondimenti ed ai trattamenti raccomandati registrazione sistematica dei dati e loro uso per il monitoraggio (indicatori)
8 Diverse prove indicano che lo screening cervicale organizzato è più efficace e soprattutto più costo efficace di quello spontaneo (Anttila et al. 2008) Le Linee guida europee (Arbyn et al 2008) ed italiane (Ministero Salute 2006) raccomandano questo tipo di approccio L Handbook della IARC sullo screening cervicale (2005) valuta che lo screening citologico con intervalli di 3-5 anni riduca del 70% o più il rischio di sviluppare un tumore cervicale invasivo Le Linee guida italiane (Ministero Salute 2006) indicano intervalli triennali ed un età di inizio dello screening a 25 anni e un termine a 64 per le donne screenate regolarmente
9 Legislazione in italia DPR approvazione Piano sanitario nazionale estende gli screening a tutto il territorio nazionale Legge finanziaria del 2001 esenzione dal ticket per Mammografia ogni 2 aa per donne aa Pap test ogni 3aa per donne aa Colonscopia ogni 5aa per popolazione > 45 aa DCPM inserisce i tre screening tra i LEA DPR approvazione Piano sanitario nazionale
10 Linee guida italiane Ministero della salute, Direzione generale della prevenzione Screening oncologici. Raccomandazioni per la pianificazione e l esecuzione degli screening di popolazione per la prevenzione del cancro della mammella, del cancro della cervice uterina e del cancro del colon retto 2006
11 RACCOMANDAZIONI PER LO SCREENING DEL CARCINOMA DELLA CERVICE UTERINA Esiste uno stretto legame tra il cancro della cervice e l infezione da parte di alcuni ceppi di Papilloma virus umano (Hpv) Lo screening cervicale contribuisce a ridurre non solo la mortalità, ma anche l incidenza della neoplasia invasiva Il test di screening per il carcinoma della cervice uterina è il Pap test Ogni programma di screening cervicale dovrebbe prevedere l esecuzione di un Pap test ogni 3 anni nelle donne di età compresa tra 25 e 64 anni L obiettivo di un programma di screening cervicale è far eseguire uno o più Pap test ogni 3 anni ad almeno l 85% della popolazione bersaglio Nuove strategie 2006
12 Lo screening cervicale ha l obiettivo di prevenire il cancro cervicale con il minimo di effetti collaterali possibile Lo screening cervicale deve utilizzare le risorse disponibili in modo ottimale
13 Test di screening L esame citologico cervico-vaginale, o Pap test, è l unico test di screening per il carcinoma della cervice uterina L esame può essere eseguito con striscio convenzionale o con sistemi di preparazione in fase liquida (citologia su strato sottile) La lettura può avvenire anche con l ausilio di sistemi di lettura automatici In base ai dati disponibili, è stato recentemente valutato che l efficacia di uno screening fondato sull uso di queste metodiche è simile a quella di uno screening basato sulla citologia convenzionale Entrambe le tecniche consentono una riduzione dei tempi di lettura I dati disponibili dimostrano inoltre una riduzione della percentuale di test inadeguati con la citologia in fase liquida L utilizzo della citologia in fase liquida deve permettere successive indagini molecolari
14 Valutazione e miglioramento di qualità In particolare, vanno adottate opportune procedure di verifica e miglioramento della qualità nella lettura citologica,. in grado di monitorare e migliorare la riproducibilità e il livello di accuratezza in termini di sensibilità, specificità e valore predittivo È essenziale adottare Controlli di qualità (Cdq) interni Si raccomanda l adozione di Cdq esterni
15 Refertazione, classificazione e archiviazione dei preparati citologici e istologici Si raccomanda di classificare i preparati citologici secondo sistemi confrontabili e, in particolare, di adottare la revisione 2001 del Sistema di refertazione Bethesda (TBS 2001) per la citologia e della classificazione OMS per l istologia
16 Anno attività Numero di donne che hanno fatto screening Proporzione di donne che hanno aderito all invito % 40% 41% Osservatorio Nazionale Screening
17 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 38% 39% 39% 46% 39% 44% 35% 29% Al di fuori dei programmi di screening All'interno dei programmi di screening PASSI
18 Piano Nazionale della Prevenzione Nella situazione italiana, dove lo screening organizzato coesiste con un ampia attività spontanea, le interazioni tra i due segmenti sono cruciali: occorre fare in modo che interagiscano e si integrino Documento di indirizzo
19 Che cos è il Pap test? È un esame di facile esecuzione, innocuo, indolore e poco costoso Si ottiene strisciando e fissando su un vetrino le cellule prelevate dalla superficie del collo dell utero Il vetrino viene successivamente colorato ed esaminato al microscopio per individuare eventuali lesioni pre-neoplastiche o neoplastiche
20 Cytobrush Spatola di Ayre
21
22 La terminologia Classi di Papanicolaou anni 40 e 50 Displasia anni 60 CIN 1967 HPV 1976 Bethesda System 1988, 1991, 2001
23 Il Sistema Bethesda 2001 Assenza di lesioni intraepiteliali o neoplastiche maligne Atipie delle cellule epiteliali CELLULE SQUAMOSE ASC-US di significato indeterminato AGC CELLULE GHIANDOLARI ASC-H LSIL HSIL non si esclude HSIL lesione squamosa intraepiteliale di basso grado lesione squamosa intraepiteliale di alto grado AIS Adenocarcinoma
24 Lesione squamosa intraepiteliale (SIL) comprende lo spettro di lesioni non invasive dell epitelio cervicale associate a HPV LSIL Lesione squamosa intraepiteliale di basso grado HSIL Lesione squamosa intraepiteliale di alto grado Infezione da HPV Precursore del carcinoma invasivo
25 Sensibilità molto variabile Problemi di adeguatezza Specificità elevata
26 FALSI NEGATIVI La percentuale di falsi negativi ha valori molto diversi nei vari studi dal 10 al 50% determina la sensibilità del test Bisogna però sottolineare che le casistiche dei diversi studi non sono omogenee
27 Generalmente in letteratura viene considerato falso negativo un Pap test negativo di una donna che riceva una diagnosi istologica di CIN2 o più nei successivi 36 mesi
28 CAUSE DEI FALSI NEGATIVI IN CITOLOGIA Assenza di cellule atipiche nello striscio in presenza di una lesione Presenza di cellule atipiche nello striscio, ma non rilevate
29 Assenza di cellule atipiche variabilità biologica della lesione errore di prelievo errore nella fase di allestimento
30 Presenza di cellule atipiche, ma non rilevate Errore di lettura di screening di interpretazione
31 Alcuni lavori della letteratura dimostrano che nell 80% dei casi di falsi negativi la causa sarebbe legata al prelievo e nel 20% alla lettura
32 CdQ in citologia cervicale l insieme delle procedure utilizzate per monitorare e migliorare la qualità della lettura del Pap test
33 Parametri Riproducibilità Capacità di riprodurre la stessa diagnosi su quadri morfologici simili Accuratezza Sensibilità,Specificità, Valore predittivo positivo Intra/Interlaboratorio
34 CdQ interno CdQ esterno Intralaboratorio Interlaboratorio
35 Tipologie di Controllo di Qualità Interno Monitoraggio statistico delle risposte citologiche Predittività classi diagnostiche Correlazione cito-istologica Revisione falsi negativi Inserimento casi a diagnosi conosciuta Lettura set di vetrini Lettura set di immagini digitali Lettura collegiale (peer review) Rescreening 10% Rescreening mirato (lesioni intervallo) Rescrening globale Rescreening rapido Rescreening parziale Rescreening con sistemi automatici
36 Peer review
37 Tipologie di Controllo di Qualità Esterno Lettura set di vetrini Lettura set di immagini digitali Test di competenza
38 Two major determinants of the effectivness of public health screening programmes are high coverage of the target population and quality of the total screening episode
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