I criteri microbiologici nella normativa U.E. e nell applicazione pratica

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1 Alessandria, 6 giugno 2014 I criteri microbiologici nella normativa U.E. e nell applicazione pratica prof.ssa Tiziana Civera Dipartimento di Scienze Veterinarie Università degli Studi di Torino

2 Reg.(CE) 2073/2005 Criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari Legislazione europea inerente microbiologia Pacchetto igiene Legislazione sulle zooonosi Regolamento (CE) 2073/2005 (R.1441/2007, 365/2011, 1086/2011, 209/2013, 2017/2014): Individua i criteri di sicurezza alimentare Descrive i criteri di processo Regolamento (CE) 882/2004 sui controlli ufficiali

3 Regolamento (CE) 2073/2005 (Reg.1441/2007, 365/2011, 1086/2011, 209/2013, 2017/2014): Obiettivi principali Assicurare un elevato livello di protezione della salute umana riduzione della salmonellosi e listeriosi nell uomo Armonizzare i criteri microbiologici uniformare le indicazioni per gli OSA

4 La normativa europea sui criteri microbiologici (CM) (Regolamento (CE) 2073/2005,1441/2007, 365/2011, 1086/2011, 209/2013, 2017/2014) L uso dei criteri microbiologici dovrebbe costituire una parte integrante dell implementazione delle procedure basate sul sistema HACCP e altre misure di controllo sull igiene Approccio preventivo, basato sul rischio Misure igieniche generali e specifiche (art.4 Reg.852/2004) CMusati come validazione e verifica delle procedure basate sul sistema HACCP e delle buone pratiche igieniche (non CCP)

5 Reg.(CE) 2073/2005 Criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari Criteri stabiliti a supporto del pacchetto igiene I criteri devono essere applicati dall OSA; tuttavia si applicano anche ai campioni presi per il controllo ufficiale (Reg.882/2004) per verificare il rispetto dei criteri L OSA dovrebbe usare i criteri per validare e verificare il corretto funzionamento delle procedure di gestione della sicurezza alimentare basate sui principi dell HACCP e sulle BPL

6 I criteri microbiologici secondo il Codex Alimentarius Si individuano: I microrganismi target Metodo di analisi Piano di campionamento. Numero di u.c. Dimensione dell unità analitica I limiti di riferimento Tipologie di alimento Punto della catena in cui si applicano i limiti Azioni da intraprendere in caso di risultati insoddisfacenti

7 Criteri microbiologici Reg.2073/2005 Gli alimenti non dovrebbero contenere microrganismi o loro tossine o metaboliti in quantità tale da rappresentare un rischio inaccettabile per la salute umana. Definisce due tipi di criteri Criteri di sicurezza Valutano l accettabilità di un prodotto, di un lotto Restrizioni di mercato Criteri di igiene di processo Indicazioni sulla performance dei processi di produzione Non ci sono restrizioni di mercato

8 Tipi di criteri Igiene di processo Si applicano in produzione Non si applicano ai prodotti sul mercato o in importazione Principalmente indicatori Piani di campionamento a tre classi Risultati: soddisfacenti/accettabili/ insoddisfacenti Azioni:miglioramento procedure HACCP- GMP-GHP Sicurezza alimentare Si applicano ai prodotti immessi sul mercato e durante la loro shelf-life Principalmente patogeni Piani di campionamento a due classi Risultati: soddisfacenti/ insoddisfacenti Azione: Rimozione dal mercato e interventi per individuare la causa

9 Cosa accade se i limiti dei criteri non sono rispettati? Per rispondere agli obiettivi del Regolamento, l OSA deve porre in atto azioni correttive se un alimento supera i limiti del criterio di riferimento, l AC audit sulle azioni intraprese Criteri di sicurezza: azione correttiva alimento non va consumato Il prodotto non può rimanere sul mercato (ritiro /richiamo) Può andare ad ulteriori lavorazioni/trattamenti (non se è sul mercato) Ulteriori azioni correttive (HACCP)

10 Cosa accade se i limiti dei criteri non sono rispettati? Criteri di igiene di processo: azione correttiva per migliorare la produzione: HACCP Miglioramento dell igiene della produzione Selezione materie prime In entrambi i casi verificare le procedure di gestione della sicurezza alimentare (HACCP/GMP/GHP) ed effettuare delle revisioni se necessario Fallimenti persistenti= HACCP/GMP/GHP inefficaci

11 Obblighi per OSA Dimostrare il soddisfacimento dei criteri Criteri di sicurezza: durante l intera shelf-life Studi di durabilità, challenge test Stabilire un piano di campionamento e analisi basato sul rischio (HACCP/GHP/GMP) Interventi in caso di non soddisfacimento (azioni HACCP GHP GMP) Seguire e valutare i trends (HACCP)

12 Obblighi per l Autorità Competente Verificare che l OSA soddisfi quanto richiesto e il rispetto dei requisiti E autorizzata a intraprendere ulteriori campionamenti ed analisi Alla luce dei risultati intraprendere misure appropriate

13 CRITERI DI SICUREZZA Enterotossine stafilococciche Formaggi, latte in polvere e siero di latte in polvere non rilevabili in 5 u.c. x 25g Legato al criterio di igiene di processo Se si rilevano valori > 10 5 ufc/g, la partita (..) deve essere sottoposta alle prove sulle enterotossine stafilococciche

14 Salmonella Carni,preparazioni e prodotti crudi, uova, MEL, crostacei e molluschi cotti, latte e derivati non pastorizzati, semi germogliati, succo di frutta non pastorizzato, ecc. Punto di partenza: opinione SCVPH 2003, ove si individuano le categorie di alimenti che possono determinare un alto rischio per la salute pubblica. I germogli e i succhi di frutta n.p. vengono inseriti come ulteriore alimento di interesse. Il documento raccomanda che la decisione di individuare dei criteri microbiologici sia presa sulla base della capacità di proteggere i consumatori e la sua attuabilità.

15 Salmonella Alimenti RTE, alimenti che possono essere consumati poco cotti o che possono determinare cross-contaminazioni durante le manipolazioni e trasformazioni, non dovrebbero contenere Salmonella spp. E stata condotta un analisi del rischio e i criteri in Europa sono stati armonizzati per ben precisi alimenti Altri alimenti, non inclusi nell elenco, dovrebbero essere testati per Salmonella sulla base del rischio

16 Salmonella EFSA ha indicato che tutti i serovars di Salmonella hanno il potenziale di determinare malattia alimentare, benchè sia possibile una classificazione di rischio relativo I criteri per alimenti RTE e alcune carni sono per Salmonella spp. I criteri per la carne fresca di pollame sono per specifici sierotipi

17 Salmonella nelle carni fresche di pollame esemplari da riproduzione di Gallus gallus, galline ovaiole, polli da carne e branchi di tacchini da riproduzione e da ingrasso REGOLAMENTO (UE) N. 1086/2011 (modifica l allegato II del regolamento (CE) n. 2160/2003 e l allegato I del regolamento (CE) n. 2073/2005) salmonella presente nella carne fresca di pollame S.Typhimurium, S.Enteritidis, variante monofasica 1,4,[5],12:i: assente in 5 x 25 g di campione Prodotto immesso sul mercato durante la conservabilità Capitolo

18 Campionamento nel macello Criterio di igiene di processocute del collo per Salmonella spp. solo in broilers e tacchini Attenzione dal per i broilers c= 5 (N=50) Dal idem per i tacchini In caso di positività: tipizzazione degli isolati per S.Enteritidis, S.Typhimurium, variante monofasica 1,4,[5],12:i: (Criterio di sicurezza)

19 Carne macinata, preparazioni di carne di pollame da sottoporsi a cottura, prodotti a base di carne da cuocersi (Reg.365/2010)

20 Azioni correttive Igiene del processo HACCP Biosicurezza negli allevamenti di origine Rimozione della carne fresca dal mercato

21 Rimozione della carne dal mercato Le analisi, con la conferma dei risultati, necessitano di 8-10 giorni In caso di prodotto refrigerato, può aver superato la shelf-life Deve essere considerato nella valutazione dell impatto (Notifica di informazione) L OSA deve rintracciare il lotto

22 Salmonella e Cronobacter Alimenti in polvere per lattanti e alimenti dietetici in polvere a fini medici speciali destinati ai bambini di età inferiore ai 6 mesi,

23 Strategia per il criterio Listeria nell alimento al momento del consumo <100 ufc/g Punto di partenza: il SCVPH ha pubblicato nel 2001 un opinione che raccomanda l obiettivo di mantenere la concentrazione di L.monocytogenes al di sotto di 100 ufc/g 3. Il limite dovrà essere sufficientemente basso da garantire che non si supererà 100 ufc/g al termine della vita commerciale

24 Compiti dell OSA Condurre studi per documentare che il criterio microbiologico viene soddisfatto nell intera shelf-life La documentazione deve essere sufficiente e affidabile La documentazione può essere acquisita in modi diversi Garantire un campionamento dell ambiente di produzione laddove l alimento supporti lo sviluppo di L.m

25 1.2 L.monocytogenes Categoria di alimento Alimenti pronti al consumo in gradodi supportare la crescita di L.monocytogenes diversi da quelli per infanzia e fini medici speciali Piano di campionamento N=5 c=0 Limiti: 100 ufc/g Assenza in 25 g Stadio: prodotto immesso sul mercato durante la sua vita commerciale Metodo: EN/ISO Stadio: prima che l alimento lasci il controllo dell OSA che lo ha prodotto Metodo: EN/ISO

26 1.2 L.monocytogenes Il criterio si applica se il produttore può dimostrare all AC che il prodotto non supererà il limite di 100 ufc/g durante tutta la shelf-life. L operatore può fissare limiti intermedi durante il processo che devono essere sufficientemente bassi da garantire che il limite di 100 ufc/g non verrà superato al termine della shelf- life Dimostrare con evidenze storiche derivanti da analisi sul prodotto o da tests su prodotti simili Evidenze dalla letteratura, modellazione Challenge tests

27 1.2 L.monocytogenes Il criterio (assenza in 25 g) si applica ai prodotti prima che essi lascino l immediato controllo dell operatore Quando l OSA non è in grado di dimostrare all AC che il prodotto non supererà il limite di 100 ufc/g durante la vita commerciale Caricare sull OSA la responsabilità di dimostrare/ridurre shelf-life Nell UE solitamente il criterio non si applica ai prodotti immessi sul mercato

28 Pertanto La crescita di L.m non supera 100 ufc/g nell ambito della durata della shelf-life Va documentata!! Il criterio è conforme: 5 u.c., nessuna sopra 100 ufc/g alla fine della shelf-life

29 La crescita potrebbe avvenire ma non ci sono studi di shelf-life Criterio microbiologico A livello di punto di produzione: 5 uc di 25 grammi e in nessuno può essere rilevata L.m prima che il prodotto lasci lo stabilimento A livello di commercializzazione: 5 uc, per nessuna si supera 100 ufc/g alla fine della shelf -life

30 1.3 L.monocytogenes Categoria di alimento Alimenti pronti al consumo incapacidi supportare la crescita di L.monocytogenes diversi da quelli per infanzia e fini medici speciali Piano di campionamento N=5 c=0 Limiti: Stadio: 100 ufc/g prodotto immesso sul mercato durante la sua vita commerciale Metodo: EN/ISO Insoddisfacente se si riscontra un qualsiasi valore superiore ai limiti NB EN/ISO : limite di incertezza 0,5 log

31 1.3 L.monocytogenes Test regolari per verificare il criterio non sono richiesti in normali circostanze per i seguenti RTE: Trattati termicamente o lavorati per eliminare L.m, purchè non sia possibile la ricontaminazione Vegetali e frutta freschi non tagliati e lavorati esclusi i i germogli Pane, biscotti e prodotti simili Acqua in bottiglia, soft drinks, vino alcolici, ecc. Zucchero, miele e prodotti di confetteria, inclusi i prodotti a base di cioccolato

32 1.3 L.monocytogenes Prodotti con ph< 4,4 yogurth Prodotti con Aw< 0,92 Prodotti con ph< 5,0 e Aw <0,94 Prodotti con shelf-life < 5giorni Altre categorie di prodotti possono essere aggiunte a queste categorie sulla base di una giustificazione scientifica

33 Documentazione sulla shelf-life I criteri di sicurezza alimentare applicabili per l intera durata del periodo di conservabilità dei prodotti possano essere rispettati a condizioni ragionevolmente prevedibili di distribuzione, conservazione e uso. Se necessario effettuano studi, in conformità all allegato II, per verificare se i criteri sono rispettati per l intera durata del periodo di conservabilità. In particolare ciò si applica agli alimenti pronti che costituiscono terreno favorevole alla crescita di Listeria monocytogenes e che possono costituire un rischio per la salute pubblica in quanto mezzo di diffusione di tale batterio. (art.3.2)

34 Indicazioni Linee guida della Commissione rivolto in particolare alle imprese che producono RTE ation_guidance_lm_en.pdf

35 Indicazioni Linee guida tecniche da parte dei Laboratori di Referenza europei per L.m. Destinate ai laboratori che conducono studi sulla shelf-life

36 Linee guida della Commissione Destinate ai produttori di RTE Indicazione per identificare i rischi legati a Lm Principi generali (quando e quali studi di shelflife sono necessari) Utilizzabile dalle AC per controllare il processo Utilizzabile dalle AC per controllare il processo di realizzazione degli studi di conservabilità

37 Linee guida della Commissione: scopo Dimostrare la conformità al Reg.2073/2005 Comprendere i diversi tipi di approccio per stabilire una shelf-life sicura (safety) Classificare gli alimenti RTE durante la shelf-life come: Idonei allo sviluppo Non idonei

38 Principi e procedure per studi di shelf-life Shelf-life è estremamente importante in alimenti RTE in cui Lm si può sviluppare Si riferisce al periodo di tempo nel quale l alimento rimane sicuro (safe) e rispetta determinate caratteristiche qualitative Da consumarsi entro/preferibilmente entro L OSA è responsabile di individuare la shelf-life all interno del piano HACCP considerando le condizioni ragionevoli in uso durante la distribuzione, conservazione ed utilizzo (temperatura ++) AC: Verifica

39 Scopo degli Studi di Shelf-life Conformità degli alimenti RTE con i criteri di sicurezza per Lm Possono essere condotti in modi diversi Confrontando i riscontri bibliografici per prodotti con caratteristiche analoghe Microbiologia predittiva Dati storici Studi di laboratorio Studi di durabilità Challange test (Test di provocazione)

40 Caratteristiche del prodotto e letteratura scientifica Il prodotto può supportare la sopravvivenza/crescita di Lm ph, Aw, temperatura, tempo Conservanti, microflora Confrontare le caratteristiche con i dati esistenti Lm è in grado di svilupparsi a basse T e basse concentrazioni di ossigeno, sopravvivere in condizioni sfavorevoli ambientali

41 Dalla bibliografia Carne macinata a 4 C Sterile: sviluppo significativo dopo 3 giorni In presenza di flora naturalmente contaminante: assenza di sviluppo Lasagne vegetariane (ph 5,7 e Aw 0,985) 6 C: 2 log in 12 giorni 8 C: 2 log in 8 giorni 12 C: 3 log in 3 giorni 15 C: 2 log in 1,7 giorni Lasagne con carne (ph 5,8 e Aw 0,990) 6 C: 2 log in 8 giorni 8 C: 2 log in 5 giorni 12 C: 2 log in 2,3 giorni

42 Dati storici registrazioni utili per la determinazione della shelf-life Livelli di Lm in: ambienti di produzione e materie prime Alimenti RTE all inizio e alla fine della shelf-life Valutare il potenziale di crescita Verificarne la durabilità Confermare che la shelf-life rimanga appropriata Analizzare il trend dei risultati analitici

43 Quando ciò non è sufficiente Modellazioni predittive software specifici Determinazioni analitiche Alimenti naturalmente contaminati (Studi di durabilità) Dati storici (analisi di alimenti identici) Campioni artificialmente contaminati (challenge tests) Potenziale di crescita Tasso di crescita

44 Studi di durabilità Valutazione della crescita di Lm in alimenti naturalmente contaminati Interpretazione può essere difficile a causa della bassa prevalenza I dati possono essere impiegati per valutare la proporzione di confezioni che supereranno il limite alla fine della shelf-life (attenzione al relativo intervallo di fiducia) Problema della raccolta di campioni /lotti random: condizioni di stoccaggio; metodo analitico

45 Numero di campioni - incertezza N campioni N campioni > 100 Proporzione IC 95% % 0-16% % 0-4% % 1-24% % 0,2-5% % 3-30% % 0,5-7%

46 Vantaggi/svantaggi ad usare campioni naturalmente contaminati Ceppi selvaggi con caratteristiche proprie Stato fisiologico stress Livello di contaminazione Distribuzione nell alimento Ma il tasso di contaminazione può essere troppo basso per rendere applicabile questo approccio.

47 Un ausilio: microbiologia predittiva Pathogen Modeling Program (PMP) ComBase (Combined database on predictive microbiology information) ( Sym'previus ( Seafood Spoilage and Safety Predictor (SSSP) ver. 3.1 ( ex.htm) Altre informazioni: er-software/other-software.htm

48 Listeria: T 6 C, ph 6

49 Listeria: T 12 C, ph 6

50 Quando ciò non è sufficiente Studi di challenge test (test di provocazione) Predisposizione di un inoculo sperimentale Due tipi di test: Valutazione del potenziale di crescita (δ) Valutazione del potenziale di crescita massima (µmax)

51 Challenge test

52 Valutazione del potenziale di crescita Inoculo di almeno 3 ceppi, di cui 1 da collezione (ATCC) e 2 isolati da alimenti Indicazioni precise per la preparazione dell inoculo (quantità, % di inoculo, curva di crescita) Conteggio di Lm all inizio e alla fine Direttamente applicabile alla matrice da testare, ma con condizioni vincolate (alimento, tempo, temperatura) Test: su 3 lotti, 3 uc

53 Valutazione del potenziale di crescita Sviluppo < 0,5 log: l alimento non consente lo sviluppo all interno della shelf-life Sviluppo > 0,5 log: l alimento NON è stabile e consente lo sviluppo Il risultato può essere impiegato per calcolare il livello di Lm al termine della shelf-life conoscendo il livello di contaminazione iniziale O per fissare il livello accettabile di Lm nella prodotto al momento dell immissione in commercio

54 Challenge test per il potenziale di crescita Occorre costruire una curva di crescita Quindi occorrono più analisi rispetto quanto visto prima Uso di software per la costruzione della curva di crescita

55 Albero decisionale per gli studi in materia di conservabilità

56 Schematicamente Alimento non RTE Nessun criterio Lm normalmente assente o crescita limitata No test Destinati infanzia o fini medici speciali 1.1 Evidenze bibliografiche di non sviluppo 1.3 <100 ufc/g Microbiologia predittiva 1.3/1.2 <100 ufc/g Dati storici/studi di durabilità 1.3/1.2 <100 ufc/g Challenge test 1.3/1.2 <100 ufc/g 1.2 assenza in 5 uc su 25 g

57 Salmone affumicato a freddo, no challenge test o studi di durabilità o microbiologia predittiva Alimento non RTE Lm normalmente assente o crescita limitata NO (RTE) No Destinati infanzia o fini medici speciali Evidenze bibliografiche di non sviluppo Microbiologia predittiva No No No Dati storici/studi di durabilità No Challenge test No Criterio 1.2.b(prima che l alimento lasci il controllo dell OSA: n=5, C=0, m= assenza in 25 g

58 Patè di prosciutto cotto; vari produttori con ricette simili hanno dimostrato che su prodotti analizzati alla fine della shelf-life 100 erano contaminati, tutti <100 ufc/g Alimento non RTE NO (RTE) Lm normalmente assente o crescita limitata No Destinati infanzia o fini medici speciali No Evidenze bibliografiche di non sviluppo No Microbiologia predittiva Dati storici/studi di durabilità No Sì (tutti <100 ufc/g) Criterio 1.2 a (n=5, m=100 ufc/g sul mercato)

59 Campionamenti ambientali Art.5 Se necessario per verificare il rispetto dei criteri, sono prelevati campioni dalle aree e dalle attrezzature in cui avviene la lavorazione degli alimenti, impiegando come metodo di riferimento la norma ISO Gli operatori del settore alimentare che producono Gli operatori del settore alimentare che producono alimenti pronti, i quali possono sviluppare Listeria monocytogenes e presentare pertanto un rischio per la salute pubblica, procedono nell ambito del loro piano di campionamento al prelievo di campioni dalle aree di lavorazione e dalle attrezzature per la ricerca di Listeria monocytogenes.

60 Campionamenti ambientali: quando? ISO 18593/2004 METODI DI CAMPIONAMENTO SULLE SUPERFICI USANDO PIASTRE DA CONTATTO E TAMPONI LINEE GUIDA:

61 Dove? Superfici a contatto con gli alimenti: Nastri trasportatori Tavoli Containers Attrezzature (affettatrici, coltelli, pungibudelli, guanti non monouso,ugelli e dispenser in genere) Superfici non a contatto: Pareti, pavimenti, canaline di raccolta, punti di accumulo condensa,maniglie porte, macchina del ghiaccio, guarnizioni, ecc.)

62 Come? Tampone a umido per aree asciutte Tampone a secco per aree umide Tampone umido: Acqua peptonata 1% Non impiegare soluzione a base di fosfati: cellule stressate non coltivabili Non usare diluenti neutralizzanti se non si sospetta residui di disinfettanti In caso di disinfettanti: se composti a base di cloro, usare sodiotiosolfato.per altri disinfettanti vedi documento 20/8/2012

63 Come? Aree ampie: 0,1-0,3 m 2 Essere energici nel prelievo! Non usare strumenti ausiliari (es.rulli) L analisi è puramente qualitativa! Dopo il prelievo disinfettare l area con alcool.

64 Quando? Durante la produzione Oppure immediatamente dopo Normalmente non campionare dopo pulizia e disinfezione Cellule stressate Il test sottostima la presenza Un riscontro positivo in questa fase è un problema grave

65 Valutazione dei risultati Riscontro su linee in contatto con prodotto crudo o Contaminazione da alimento? o Contaminazione da ambiente di lavorazione? Riscontro su linee di lavorazione di prodotti pastorizzati o Alto rischio per ceppi persistenti: impiego di tecniche DNA fingerprinting

66 Il riscontro è accettabile? L OSA deve valutare che cosa è accettabile come parte del piano HACCP L OSA deve valutare la frequenza, i punti di campionamento e il numero di siti, basati sul rischio Analisi del trend dei risultati

67 Esempi di linee guida interne Superfici a contatto con gli alimenti Riscontro non accettabile Superfici non a contatto con gli alimenti Accettabile riscontri con bassa frequenza (es. 1 su 20??) Pavimenti, canaline di scolo Ammissibile positività

68 Criteri di sicurezza alimentare per STEC Riscontri epidemiologici durante l outbreak del maggio 2011 hanno identificato il consumo di germogli come la causa più probabile di malattia I semi germogliati sono stati ripetutamente identificati in UE come responsabili di episodi di malattia alimentare da Salmonella

69 Criteri di sicurezza alimentare per STEC EFSA conclude che la contaminazione di semi con patogeni enterici è la più probabile fonte iniziale di outbreaks legati ai germogli EFSA raccomanda che i criteri microbiologici siano impiegati come uno dei sistemi di gestione della sicurezza lungo la catena di produzione

70 Regolamenti ad hoc in vigore dal 1/7/2013 Reg.208: rintracciabilità semi/germogli Reg.209: modifica il Reg.2073 criteri microbiologici germogli (e carcasse di pollame) Reg.210: registrazione degli stabilimenti che producono germogli Reg.211: certificazione di semi e germogli importati

71 Definizioni

72 Reg.209/2013 per gli STEC 1.29 Germogli STEC O157,O26,O11,O145 E O104:H4 Metodo: PR CEN/ISOTS con adattamenti PCR Real time su arricchimento BPW, in caso di positività (geni virulenza VTX): conferma in isolamento Definizione di partita Assenza in 5 x 25 g di germogli o 200 ml di acqua di irrigazione Criticità metodica

73 Criticità metodologiche Il test ha una prima fase di screening (risultati negativi in 48 ore) I tempi (e i costi) si allungano notevolmente per la conferma su colonie Il Reg.209 richiede che l OSA valuti tutti gli STEC in considerazione della situazione epidemiologica I costi elevati da sostenere per il completamento delle analisi, fan sì che sia più opportuno destinare i lotti sospetti ad altro utilizzo piuttosto che completare le analisi

74 Novità in discussione Campylobacter: proposta olandese di introdurlo come criterio di igiene di processo in macello, con limite di 1000 ufc/g. Il rispetto di questo criterio si stima possa ridurre i casi di malattia umana di circa 2/3. Attualmente gli olandesi stimano che il 30% dei casi di malattia alimentare umana sia legata a questo microrganismo Costi stimati per industria avicola: 2 milioni di euro /anno, Costi sociali per la malattia: 9 milioni di euro

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