Dott.ssa Paola Molteni

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1 ALUNNI CON AUTISMO Sviluppare nuove prassi per la scuola inclusiva 31 marzo 2015 CTS Sondrio Dott.ssa Paola Molteni CeDisMa Centro Studi e Ricerche sulla Disabilità e la Marginalità 1 Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

2 Volume di testo consigliato Co3ni & Vivan7, AUTISMO: come e cosa fare con bambini e ragazzi a scuola. Giun7 scuola, 2013

3

4 La vostra idea di autismo 4

5 Perché è importante parlare di autismo?

6 Prevalenza Ci sono circa 1:130 persone con au7smo in Italia Nel Regno Unito sono 1:100 Negli Sta7 Uni7 sono 1:88 Questo significa che se non hai ancora incontrato una persona con au7smo, è molto probabile che succederà negli anni futuri.

7 Situazione Italiana Una prevalenza di casi per sembra la s7ma più atendibile per le forme classiche di au7smo, mentre se si considerano tu3 i disturbi dello spetro au7s7co la prevalenza arriva a casi per Vanno comunque condo< ulteriori studi in relazione agli aumen> di prevalenza delle patologie au>s>che che in ques> ul>mi tempi sono sta> segnala> soprabubo dai paesi anglofoni e che porterebbero la prevalenza dei disturbi dello spebro au>s>co a 90/ à Le persone al mondo che soffrono di disturbo au7s7co più di mala7 di tumore, AIDS e diabete messi insieme Linee guida Is,tuto Superiore di Sanità, 2011

8 Perché continua a crescere? Più atenzione al problema FaTori diagnos7ci FaTori ambientali e/o gene7ci Altro

9 Autismo: di cosa si tratta?

10 Lo spettro autistico L au7smo è una condizione che dura tuta la vita. Questa condizione influisce significa7vamente sul modo in cui una persona comunica, si relaziona con gli altri e percepisce il mondo intorno a sé. La manifestazione di questa condizione è eterogenea e variabile secondo numerosi fatori.

11 Che cos è veramente l autismo?

12

13 La comunicazione sociale

14 COMUNICAZIONE SOCIALE Differenze significa7ve nella capacità di comprendere la comunicazione e il linguaggio ad esempio comprendere i giochi di parole, il sarcasmo, il tono della voce, l espressione del viso e i ges7.

15 Pensiero letterale

16 Un piccolo esempio

17 Etereogeneità dello spettro Assenza della comunicazione verbale (circa il 30% degli alunni è non verbale) Poca comunicazione verbale Comunicazione verbale presente Comunicazione verbale eccessiva

18 Comunicare senza parole 18

19 Principali difnicoltà comunicative Pragma7ca della comunicazione Ecolalia Uso non convenzionale di parole e frasi (idiosincrasia) Inversione pronominale

20 Principali difnicoltà comunicative Ar7colazione e registro della comunicazione verbale Comunicazione non verbale Comunicazione rice3va (metafore, modi di dire, linguaggio non leterale)

21

22 La comprensione sociale

23 COMPRENSIONE SOCIALE Differenze significa7ve nella comprensione del comportamento sociale, ad esempio comprendere i sen7men7 degli altri, saper iniziare una conversazione informale o fare amicizia.

24 Io e gli altri

25 Principali difnicoltà sociali Comprendere gli s7moli sociali Leggere i comportamen7 degli altri ATenzione agli altri CECITA MENTALE

26 Teoria della Mente (ToM) Incapacità di registrare gli sta7 mentali altrui Difficoltà meta- rappresenta7ve Gioco di finzione (test della falsa credenza)

27 Test della falsa credenza L esperimento di Anna e Sally (test della falsa credenza) Ma è veri7ero?

28 Immaginazione e comportamento

29 RISTRETTEZZA DI IMMAGINAZIONE, DI INTERESSI, DEI COMPORTAMENTI E DELLE ATTIVITÀ Differenze significa7ve nella percezione, nella pianificazione e nella comprensione dei conce3, nel sapere generalizzare e predire una situazione, nelle transizioni e nel vivere passioni e interessi.

30 DeNicit delle funzioni esecutive

31 DeNicit delle funzioni esecutive Le funzioni esecu7ve sono un complesso sistema di moduli funzionali della mente, che regolano i processi di pianificazione, controllo e coordinazione del sistema cogni>vo, e che governano l'a<vazione e la modulazione di schemi e processi cogni>vi. Fra queste, troviamo: l'organizzazione delle azioni in sequenze gerarchiche di mete ed obie3vi; lo spostamento flessibile dell'atenzione sulle informazioni rilevate; l'a3vazione di strategie appropriate e l'inibizione di risposte non adeguate. L'impiego delle funzioni esecu7ve è indispensabile in tu< i >pi di problem solving. La comprensione delle persone (metacognizione) è una di queste, perché la sensibilità ad obie<vi, emozioni o desideri altrui richiede uno sganciamento dell'abenzione dai propri sta> mentali interni.

32 DeNicit della Coerenza Centrale

33 DeNicit della Coerenza Centrale

34 DeNicit della Coerenza Centrale Ovvero percepiscono con chiarezza i detagli di quanto avviene, ma possono avere for7 difficoltà a dedurne il senso generale. Hanno una fine discriminazione dei detagli in compi7 in cui la maggior parte delle persone viene trata in inganno dalla complessità perce3va degli s7moli. Per dirla metaforicamente, è come se prestassero molta atenzione al significato delle singole parole ma non a quello della frase di cui esse fanno parte. Simon Baron Cohen

35 Principali difnicoltà comportamentali Comportamen7 rigidi e ripe77vi Resistenza al cambiamento RistreTo numero di interessi Comportamen7 motori stereo7pa7 Linguaggio monotema7co

36 Come utilizzare i suoi interessi?

37 La percezione sensoriale

38

39 PERCEZIONE SENSORIALE Differenze significa7ve nella percezione sensoriale che può essere ipo (bassa percezione), iper (alta percezione), flutuante (variabile da ipo, iper e normale).

40 La percezione Gestalt La percezione Gestalt consiste nella percezione di tuta la scena come en7tà singola, quando tu3 gli s7moli sono percepi7 simultaneamente a livello di sensazione, ma non vengono elabora7. Se ci sono troppi s7moli contemporaneamente, non riescono a capire quale devono elaborare per primo. Ecco perché è così difficile per loro e tendono a sovraccaricarsi frequentemente.

41 I sensi coinvolti Udito Vista TaTo OlfaTo Gusto Evitatori (iper- ) Insensibili (ipo- ) Ricercatori Propriocezione Ves7bolarità Dolore (nocice3va)

42

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47 Potenzialità e limiti

48 L importanza della sensorialità 48

49 Per concludere

50 Cosa fare se 50

51 Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicis5 e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo,n,n, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diven,no un oemo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all'insieme. Siccome il piacere dell'armonia li fa progredire tue, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo con5no solo i primi violini 51 Daniel Pennac

52 GRAZIE PER L ATTENZIONE!!! DoT.ssa PAOLA MOLTENI CeDisMa Centro Studi e Ricerche sulla Disabilità e Marginalità Università CaTolica del Sacro Cuore di Milano [email protected]

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