NON TECHNICAL SKILLS : LE COMPETENZE NON TECNICHE E LA SICUREZZA
|
|
|
- Luigi De Marco
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 NON TECHNICAL SKILLS : LE COMPETENZE NON TECNICHE E LA SICUREZZA Attilio Pagano [email protected]
2 GLI ARGOMENTI DI QUESTO INCONTRO 1. Quanto incide il comportamento umano sul fattore salute e sicurezza sul lavoro? 2. Quali sono gli aspetti critici? 3a. I near miss, 3b. lo stress lavoro correlato, le differenze di genere, di età e di provenienza. 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? 5. Con quali strumenti?
3 1. Quanto incide il comportamento umano sul fattore salute e sicurezza sul lavoro? Siamo sicuri di dare tutti lo stesso significato alla parola comportamento? Comportamento come eseguire una prestazione Comportamento come prepararsi a una prestazione
4 1. Quanto incide il comportamento umano sul fattore salute e sicurezza sul lavoro? E siamo sicuri di dare tutti lo stesso significato alla locuzione comportamento sicuro? Esecuzione non deviante di istruzioni e procedure Consapevolezza situazionale
5 1. Quanto incide il comportamento umano sul fattore salute e sicurezza sul lavoro? E che dire di comportamento non sicuro? Esecuzione deviante da istruzioni e procedure a causa di errore Esecuzione deviante da istruzioni e procedure a causa di violazione
6 1. Quanto incide il comportamento umano sul fattore salute e sicurezza sul lavoro? Il nostro oggetto di studio non dovrebbe essere il comportamento, ma il comportamento situato.
7 2. Quali sono gli aspetti critici? Una prima criticità notevole D. Lgs. 81/08, art. 20, c. 1 «Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro».
8 2. Quali sono gli aspetti critici? Una seconda criticità notevole viene dal nostro più comune stile di pensiero Tendiamo a cercare una relazione lineare tra cause ed effetti Tendiamo a cercare un colpevole.
9 2. Quali sono gli aspetti critici? Il comportamento è un attrattore ingannevole: In una concezione superficiale, come il «principio dormitivo» dell'oppio, non spiega niente; sfugge a una definizione univoca e convergente; sta su due piani: Act e Action; le azioni insicure non sono tutte uguali; è fatto di azioni insicure ma anche di azioni sicure; non ha senso considerare comportamenti senza contesto.
10 3a. I near miss Crocevia di Interpretazioni diverse della sicurezza Reattiva e Proattiva Azioni di sviluppo individuale e organizzativo
11 3b. lo stress lavoro correlato, le differenze di genere, di età e di provenienza. Prevenzione e gestione dei rischi richiedono il riconoscimento di una dimensione soggettiva. Tutti gestiamo il rischio residuo, ma non nello stesso modo.
12 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? Una modifica di visione Aggiornamento 2.0 Addestramento
13 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? 2.0? 1.0 Il focus è sulla esecuzione 2.0 Il focus è sulla consapevolezza
14 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? Rinforzi delle competenze non tecniche CONSAPEVOLEZZA SITUAZIONALE Raccogliere informazioni dal contesto, dare significati a queste informazioni e elaborare scenari dei possibili sviluppi futuri.
15 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? Rinforzi delle competenze non tecniche CONSAPEVOLEZZA SITUAZIONALE DECISION-MAKING Assumere decisioni, ovvero fare scelte, esercitando criteri di priorità e di soddisfazione e rinunciando a raggiungere una astratta ottimizzazione.
16 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? Rinforzi delle competenze non tecniche CONSAPEVOLEZZA SITUAZIONALE DECISION-MAKING COMUNICAZIONE Condividere con altre persone le proprie attribuzioni di significato a parole, concetti, relazioni causali, superando le difficoltà della non condivisione dei contenuti e della non accettazione delle implicite e inevitabili proposte relazionali.
17 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? Rinforzi delle competenze non tecniche CONSAPEVOLEZZA SITUAZIONALE DECISION-MAKING COMUNICAZIONE TEAMWORK Coordinare i propri sforzi con quelli di altri, definire /esplicitare obiettivi comuni e metodi per raggiungerli.
18 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? Rinforzi delle competenze non tecniche CONSAPEVOLEZZA SITUAZIONALE DECISION-MAKING COMUNICAZIONE TEAMWORK LEADERSHIP Guidare altre persone (e/o essere guidato da altre persone), senza perdere di vista l obiettivo comune e le esigenze personali e aprendo lo scenario dalla motivazione alla partecipazione.
19 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? Rinforzi delle competenze non tecniche CONSAPEVOLEZZA SITUAZIONALE DECISION-MAKING COMUNICAZIONE TEAMWORK LEADERSHIP GESTIONE DELLO STRESS Cercare e coltivare risorse individuali e sociali per essere in grado di fronteggiare una domanda lavorativa eventualmente caratterizzata da intensità, imprevedibilità, incontrollabilità e indesiderabilità.
20 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? Rinforzi delle competenze non tecniche CONSAPEVOLEZZA SITUAZIONALE DECISION-MAKING COMUNICAZIONE TEAMWORK LEADERSHIP GESTIONE DELLO STRESS FRONTEGGIARE LA FATICA Sentire la propria forza e armonizzare gli impegni, i ritmi, le condizioni di vita per soddisfare le domande lavorative e per contribuire alla modifica della domanda lavorativa.
21 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? Rinforzi delle competenze non tecniche C è una inevitabile continuità tra competenze tecniche e competenze non tecniche.
22 4. Quali modifiche e quali rinforzi mettere in atto? Le NTS sono una condizione Lo sviluppo delle NTS è una necessità
23 5. Con quali strumenti? Risposta metodologica Proposte operative
24 5. Con quali strumenti? Risposta metodologica La maturazione verso una competenza riflessiva: Penso su quello che ho fatto Può essere la base per agire diversamente, ma non sempre basta perché non aiuta a uscire da schemi operativi già sperimentati.
25 5. Con quali strumenti? Risposta metodologica La maturazione verso una competenza riflessiva: Penso su quello che ho fatto Penso su quello che sto facendo È una base più solida per agire diversamente, ma sempre entro una gamma di opzioni limitata da processi cognitivi non controllati.
26 5. Con quali strumenti? Risposta metodologica La maturazione verso una competenza riflessiva: Penso su quello che ho fatto Penso su quello che sto facendo Penso su come penso a quello che sto facendo È la condizioni necessaria per agire diversamente, quando il cambiamento operativo non basta e serve un cambiamento di interpretazione della situazione.
27 5. Con quali strumenti? Risposta metodologica Come favorire la maturazione all'esercizio riflessivo delle competenze nei diversi soggetti del sistema di prevenzione? La sorpresa L osservazione descrittiva L autosservazione
28 5. Con quali strumenti? Proposte operative I progetti formativi PERCEZIONE DEL RISCHIO. LA PROVA DEL 9 DELLA SICUREZZA IL SELFIE DELLA SICUREZZA
29 5. Con quali strumenti? Proposte operative PERCEZIONE DEL RISCHIO. LA PROVA DEL 9 DELLA SICUREZZA Il corso (8 ore) è articolato in tre parti: 1. il pericolo e le caratteristiche dell attenzione;
30 5. Con quali strumenti? Proposte operative Da contenuti di apprendimento slivellati
31 5. Con quali strumenti? Proposte operative a contenuti riferiti a casi studio identificanti
32 5. Con quali strumenti? Proposte operative PERCEZIONE DEL RISCHIO. LA PROVA DEL 9 DELLA SICUREZZA Il corso (8 ore) è articolato in tre parti: 1. il pericolo e le caratteristiche dell attenzione; 2. le trappole della percezione e del giudizio sull intensità del rischio;
33 La scoperta delle euristiche di ragionamento nelle ordinarie situazioni di lavoro
34 La scoperta delle euristiche di ragionamento nelle ordinarie situazioni di lavoro
35 5. Con quali strumenti? Proposte operative PERCEZIONE DEL RISCHIO. LA PROVA DEL 9 DELLA SICUREZZA Il corso (8 ore) è articolato in tre parti: 1. il pericolo e le caratteristiche dell attenzione; 2. le trappole della percezione e del giudizio sull intensità del rischio; 3. la prova del 9 della sicurezza.
36 5. Con quali strumenti? Proposte operative
37 5. Con quali strumenti? Proposte operative LA PROVA DEL 9 DELLA SICUREZZA 9 passi che accompagnano la riflessione sulla rischiosità di una lavorazione appena effettuata per fare emergere a) i criteri utilizzati per valutare il rischio; b) la considerazione della variabilità del contesto in cui la lavorazione ha avuto luogo; c) la coerenza (o in-coerenza) tra il proprio comportamento e il rischio.
38 5. Con quali strumenti? Proposte operative Il progetto formativo
39 5. Con quali strumenti? Proposte operative Il Selfie della sicurezza è un progetto che integra formazione in aula e training on the job. Per fare le cose giuste data una gamma di condizioni possibili e previste. Per pensare e per prepararsi a fare le cose giuste anche nel variare delle condizioni.
40 5. Con quali strumenti? Proposte operative Il Selfie della sicurezza è un progetto che integra gli approcci alla Safety Leadership (in questo caso sganciata dalle differenze gerarchiche tra preposto e collaboratore) con quelli al Peer Supporting (il supporto dei pari).
41 5. Con quali strumenti? Proposte operative Obiettivo di apprendimento del progetto Selfie della sicurezza è sviluppare la capacità di ciascun lavoratore di autosservarsi nello svolgimento di una prestazione abituale in un contesto variabile.
42 5. Con quali strumenti? Proposte operative Le fasi del progetto Selfie della sicurezza 1 Formazione iniziale (modulo di 3,5 ore)
43 5. Con quali strumenti? Proposte operative Le fasi del progetto Selfie della sicurezza 2 Incontro di preparazione alle osservazioni (30 min.)
44 5. Con quali strumenti? Proposte operative Le fasi del progetto Selfie della sicurezza 3 Osservazioni assistite dai formatori e «rito del selfie» (30 minuti)
45 5. Con quali strumenti? Proposte operative Le fasi del progetto Selfie della sicurezza 4 il commento sull esperienza e l assegnazione dell obiettivo individuale (15 minuti)
46 5. Con quali strumenti? Proposte operative Le fasi del progetto Selfie della sicurezza 5 Due osservazioni svolte senza l assistenza dei formatori (60 minuti)
47 5. Con quali strumenti? Proposte operative Gli strumenti del progetto Selfie della sicurezza 6 Colloquio individuale con i lavoratori (15 minuti)
48 5. Con quali strumenti? Proposte operative Gli strumenti del progetto Selfie della sicurezza
49 Funziona?
50 La misura di efficacia sta nelle risposte che arrivano dai lavoratori e nelle domande che imparano a farsi.
51 Ulteriori informazioni e approfondimenti al sito
IL RAPPORTO TRA COMPORTAMENTO E SICUREZZA PERCHE' ALLA PREVENZIONE SERVE LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE NON TECNICHE (NTS)
IL RAPPORTO TRA COMPORTAMENTO E SICUREZZA Competenze non tecniche e affidabilità organizzativa PERCHE' ALLA PREVENZIONE SERVE LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE NON TECNICHE (NTS) Attilio Pagano L eredità di
MASTER IN SELEZIONE, GESTIONE E SVILUPPO DEL PERSONALE
Organizzazione PERSeO S.r.l. Personale MODULI E ARGOMENTI XXVII EDIZIONE MASTER IN SELEZIONE, GESTIONE E SVILUPPO DEL PERSONALE Edizione 2016 Moduli e argomenti trattati nell area: selezione e valutazione
L e Non No Te T c e h c n h ic i a c l a Sk S il i l l s n c o c nt n ri r but u o t all l l aff f i f da d bili l tà
Le Non TechnicalSkills Un contributo all affidabilità nelle organizzazioni complesse Chiara Locatelli 1 Non-technicalSkills Abilità cognitive, comportamentali e interpersonali, complementari alle competenze
IL PERIODO DI FORMAZIONE E PROVA alla luce del DM 850/2015 e della CM del
IL PERIODO DI FORMAZIONE E PROVA alla luce del DM 850/2015 e della CM 36167 del 5-11-2015 Secondo quanto riportato dal DM 850 del 27/10/2015, il periodo di formazione e di prova è finalizzato specificamente
L importanza delle prescrizioni derivanti dalla valutazione dei rischi
L importanza delle prescrizioni derivanti dalla valutazione dei rischi Lucca 10 0ttobre 2008 relatore Roberto Iacometti Art. 2 comma 1 let. q) D.Lgs 81/08 : valutazione globale
Le aziende e la gestione delle risorse senior: AGeMap50+ e AGeMap50+ HealthCare
Convegno: LAVORO E FORMAZIONE PER TUTTE LE ETA Le aziende e la gestione delle risorse senior: AGeMap50+ e AGeMap50+ HealthCare Brescia, 11 maggio 2016 Benessere Organizzativo: di cosa si tratta? Definito
GOAL SETTING, PIANIFICAZIONE, OBIETTIVI E PRIORITA
GOAL SETTING, PIANIFICAZIONE, OBIETTIVI E PRIORITA Roma, 25-26 Settembre 2014, h 9,00-18,00- Sede Ad Meliora, via Dacia 32 L intervento formativo parte dal presupposto che per raggiungere gli obiettivi
D Lgs 81/2008. Evoluzione legislativa 04/05/2014. assicurazione. Anni 30 nascita dell INAIL. Legislazione prescrittiva DPR 547/1955 DPR 303/1956
Corso Base per Operatori Volontari A1 01 Pubblicazione 05/2014 revisione D. Lgs. 81/2008 1 Evoluzione legislativa Normativa sui luoghi di lavoro Normativa sulla Protezione Civile assicurazione Anni 30
Previsto numero massimo di 35 partecipanti per corso. Frequenza minima del 90% delle ore di formazione previste.
Articolazione del percorso formativo per RSPP e ASPP Accordo Stato regioni del 7 luglio 2016 Repertorio Atti n.: 128/CSR del 07/07/2016 Organizzazione dei corsi Previsto numero massimo di 35 partecipanti
LA GESTIONE PROFESSIONALE DELLE RELAZIONI DI RUOLO
LA GESTIONE PROFESSIONALE DELLE RELAZIONI DI RUOLO Essere una squadra è prima di tutto un modo di pensare 1. Lo scenario Nell attuale situazione caratterizzata da una crescente complessità e discontinuità
Stress management e orientamento al risultato
Stress management e orientamento al risultato 3 giornate Gestione dello stress e orientamento al risultato sono due competenze chiave nel lavoro e nella vita quotidiana. La pressione del tempo, le scadenze,
FORMAZIONE RSPP IL NUOVO ACCORDO STATO-REGIONI 07 LUGLIO 2016
FORMAZIONE RSPP IL NUOVO ACCORDO STATO-REGIONI 07 LUGLIO 2016 SOMMARIO DELL INTERVENTO Il Profilo Professionale del RSPP La formazione base per ASPP/RSPP Aggiornamento per ASPP/RSPP e decorrenza Validità
Salute sicurezza ambiente: uno sguardo al futuro. Cairo M. tte organizzativo? Dott.ssa Denise Marenco, HR Sito di Cairo Montenotte (SV)
Salute sicurezza ambiente: uno sguardo al futuro Come aumentare il benessere organizzativo? Cairo M. tte 2009-2010 Dott.ssa Denise Marenco, HR Sito di Cairo Montenotte (SV) Una risposta: Attraverso un
IL MODELLO CAF GENERALITA E STRUTTURA
1 IL MODELLO CAF GENERALITA E STRUTTURA Il Modello CAF - Struttura 2 2 Il Modello CAF Lo sviluppo negli elementi di dettaglio 3 Le nove caselle rappresentano i criteri in base ai quali valutare il percorso
CORSO PAA PER ASSISTENTI DI VOLO SYLLABUS
CORSO PAA PER ASSISTENTI DI VOLO SYLLABUS I PRINCIPI BASILARI DELLA COMUNICAZIONE: - elementi della comunicazione o mittente, messaggio, ricevente o la pragmatica della comunicazione - fattori di inefficacie
VALUTAZIONE DEI RISCHI COLLEGATI ALLO STRESS LAVORO - CORRELATO
VALUTAZIONE DEI RISCHI COLLEGATI ALLO STRESS LAVORO - CORRELATO ANALISI DEI FATTORI DICONTENUTO E CONTESTO DEL LAVORO PER LA RILEVAZIONE DEGLI STRESSOGENI LAVORATIVI REQUISITI FONDAMENTALI Dr. Giovanni
ISO 9001:2015 LA STRUTTURA DELLA NORMA
ISO 9001:2015 LA STRUTTURA DELLA NORMA ISO 9001:2015 LA STRUTTURA DELLA NORMA 1 Scopo e campo di applicazione 2 Riferimenti normativi 3 Termini e definizioni 4 Contesto dell organizzazione 5 Leadership
PANE AL PANE Pane e farine nella tradizione della mia Regione
UNITA DI APPRENDIMENTO DENOMINAZIONE PANE AL PANE Pane e farine nella tradizione della mia Regione COMPITO E PRODOTTO FINALE - Realizzazione di un impasto di frumento salato (pane comune, focaccia, focaccia
L infermiera di fronte al bambino ed alla sua famiglia, il suo ruolo e le difficoltà relazionali
L infermiera di fronte al bambino ed alla sua famiglia, il suo ruolo e le difficoltà relazionali Lucia Derosas Infermiera Pediatrica Istituto Giannina Gaslini Cure palliative in pediatria Istituto Giannina
OBIETTIVO BENESSERE: GESTIRE LE EMOZIONI E LE RELAZIONI IN RSA
10 MARZO 2015 OBIETTIVO BENESSERE: GESTIRE LE EMOZIONI E LE RELAZIONI IN RSA PROGRAMMA DEI PERCORSI SEDE LEGALE E STUDIO: Via Monte Oliveto 56, 50124 firenze - P.IVA 06190020484 CELL. 347-5357983 - E-MAIL:
ARGOMENTI IN TEMA DI INFEZIONI
ARGOMENTI IN TEMA DI INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA SALA CONFERENZE POLO DIDATTICO INTEGRATO c/o Villaggio del Ragazzo 18 settembre 2015 S.Giroldi ELEMENTI STRATEGICI DEL COORDINATORE NEL CONTROLLO
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA Facoltà di Lettere e Filosofia. Seminari metodologici propedeutici al tirocinio a.a. 2011/2012.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA Facoltà di Lettere e Filosofia Seminari metodologici propedeutici al tirocinio a.a. 2011/2012 Fare e pensare: il tirocinio curricolare come occasione per apprendere dall'esperienza
OBIETTIVI PRIMO BIENNIO
OBIETTIVI PRIMO BIENNIO OBIETTIVI FORMATIVI COMUNI 1 ACQUISIRE UN COMPORTAMENTO CORRETTO 1a rispetta gli orari 1b rispetta le scadenze dell attività didattica 1c rispetta i locali, gli arredi, gli strumenti
Il sistema di valutazione
Il sistema di valutazione Si propone di: Esaminare il lavoro svolto e valutarlo Favorire la crescita professionale migliorando le prestazioni Pianificare il lavoro da svolgere coinvolgendo i dipendenti
La formazione nelle imprese. Vademecum per RSU-RSA. MILANO e LOMBARDIA
La nelle imprese Vademecum per RSU-RSA UIL MILANO e LOMBARDIA Con questo opuscolo OBR Fondimpresa Lombardia intende offrire alle Rappresentanze Sindacali delle imprese aderenti della Regione uno strumento
PSICOLOGIA APPLICATA ALLO SPORT
Pietro Delfini PSICOLOGIA APPLICATA ALLO SPORT Collana di Scienze del comportamento nello sport DIRETTA DA FABIO LUCIDI FrancoAngeli 1 Nel confronto tra due atleti praticanti sport di combattimento o di
VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO-CORRELATO. Sicurezza nelle Scuole - Ing. Marco Simoncini
VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO-CORRELATO Stress Lavoro Correlato Qualche definizione La parola STRESS deriva dal latino strictus, che significa stretto, serrato, compresso Come espressione anglosassone
RICERCA-AZIONE a.s. 2016/2017
RICERCA-AZIONE a.s. 2016/2017 elementi essenziali per il confronto Potenzialità della flipped classroom Classe rovesciata: uno spazio di libertà controllata (B. Devauchelle) in cui gli studenti hanno maggior
PERIODO di PROVA PERSONALE DOCENTE NEO-ASSUNTO IL DIRIGENTE INFORMA
PERIODO di PROVA PERSONALE DOCENTE NEO-ASSUNTO IL DIRIGENTE INFORMA Come da CM MIUR 36167/2015, punto 3, il Dirigente scolastico informa i docenti neo-assunti tenuti all effettuazione del periodo di prova
Metodologia per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione della formazione nelle PPAA
Metodologia per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione della formazione nelle PPAA Prof. Guido CAPALDO Roma, 21 maggio 2013 Sala Polifunzionale PCM Come è stata costruita la metodologia Messa
Progetto di analisi di clima e benessere organizzativo. Ing. Giuseppe Galvan
Progetto di analisi di clima e benessere organizzativo Ing. Giuseppe Galvan Rischio Lavorativo R = M x P Probabilità Bassa Media Alta Magnitudo Lieve 1 2 3 Grave 2 4 6 Gravissima 3 6 9 Il Clima Organizzativo
I seminario: Che cos è il tirocinio curricolare?
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea in Scienze dell educazione Seminari metodologici propedeutici al tirocinio A.A. 2009/2010 I seminario: Che cos è il tirocinio
Il Metodo B.BS, analisi di stress lavoro correlato, benessere e comunicazione sul lavoro. Criteri di valutazione, metodi di intervento
Il Metodo B.BS, analisi di stress lavoro correlato, benessere e comunicazione sul lavoro. Criteri di valutazione, metodi di intervento Messineo A, Di Geronimo M, Panunzi M, Dimitri L Dipartimento di Prevenzione
L infermiere referente GIC colon- retto: quali competenze per garantire la continuità assistenziale
L infermiere referente GIC colon- retto: quali competenze per garantire la continuità assistenziale Franca Savia Coordinatore Infermieristico SOC Oncologia ASL VCO Torino 9 Giugno 2016 Domodossola Verbania
PERCORSI PER LO SVILUPPO
Bologna. 02.03.2015 PERCORSI PER LO SVILUPPO Proposte Formative Generative Galleria del Toro, 3 Bologna 40121 www.quaero.it [email protected] P.IVA 04331540379 Premessa Metodologica La metodologia di lavoro
La formazione interna al Servizio P.S.A.L. di Bergamo
Workshop Milano 13.12.2013 «Stress Lavoro Correlato, l esperienza lombarda». Dagli atti di indirizzo nazionali e regionali alle attività svolte dai Servizi preposti alla tutela della salute nei luoghi
CATALOGO CORSI. Novembre Dicembre Catalogo corsi Novembre - Dicembre 2016 Valrisk S.r.l. Pagina 1 di 15
CATALOGO CORSI Sede Operativa: Via Stelvio, 19-23014 Delebio (Sondrio) Sede legale: Via Giulio Uberti, 12-20129 MILANO Telefono:0342-684377 - FAX:0342-685899 e-mail: [email protected] P.Iva 07246240969 Novembre
PIANO REGIONALE DELLA PREVENZIONE Programma: Prevenzione del rischio stress lavoro-correlato e promozione del benessere organizzativo
PIANO REGIONALE DELLA PREVENZIONE 2014-2018 MACRO OBIETTIVO 7 Codici indicatori: 7.5.1 7.2.1 7.8.1 Programma: Prevenzione del rischio stress lavoro-correlato e promozione del benessere organizzativo Razionale
Provincia di Forlì-Cesena
Provincia di Forlì-Cesena Servizio Progettazione e Manutenzione Fabbricati Ufficio Servizio Prevenzione e Protezione PROGRAMMA DELLA FORMAZIONE ANNUALE Provincia di Forlì-Cesena 2012 sito web: www.provincia.fc.it
Intelligenza Emotiva e Leadership Efficace. Performance Technology Solutions 2014 Tutti i diritti riservati 1
Intelligenza Emotiva e Leadership Efficace Performance Technology Solutions 2014 Tutti i diritti riservati 1 Evoluzione del concetto di Intelligenza Emotiva (IE) Gardner (1983) è stato il primo ad introdurre
SVILUPPARE VALORE PER IL CITTADINO VALORIZZANDO IL CAPITALE UMANO
SVILUPPARE VALORE PER IL CITTADINO VALORIZZANDO IL CAPITALE UMANO 1 LE PAROLE CHIAVE 2 ESIGENZA DI TROVARE CONTESTUALMENTE EQUILIBRIO TRA: Differenziazione equità CONTESTUALMENTE meritocrazia RISPETTO
Verona 25 ottobre Sicurezza e Software Gestione Manutenzione (CMMS): Vantaggi di un Sistema Integrato
Verona 25 ottobre 2010 Sicurezza e Software Gestione Manutenzione (CMMS): Vantaggi di un Sistema Integrato La manutenzione comprende tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali eseguite durante
UNA PERSONALITÀ BEN STRUTTURATA
INSEGNAMENTO DI: PSICOLOGIA GENERALE LA STRUTTURA DELL IO PROF.SSA ANNAMARIA SCHIANO Indice 1 LA STRUTTURA DELL IO -------------------------------------------------------------------------------------------------
LE COMPETENZE MANAGERIALI PER LO SVILUPPO DEL RUOLO DEL CAPO INTERMEDIO
LE COMPETENZE MANAGERIALI PER LO SVILUPPO DEL RUOLO DEL CAPO INTERMEDIO La qualità è una predisposizione della mente 1. Lo scenario Gli scenari all interno dei quali navigano le aziende richiedono una
FATTORI PSICOSOCIALI E RILEVAZIONE DEI BISOGNI DEGLI UTENTI
FATTORI PSICOSOCIALI E RILEVAZIONE DEI BISOGNI DEGLI UTENTI Edificio salubre Un edificio può essere definito salutare, confortevole ed efficiente dal punto di vista energetico se non causa né aggrava malattie
LA MOTIVAZIONE DEI COLLABORATORI
LA MOTIVAZIONE DEI COLLABORATORI Come motivare un T.E.A.M. 1 2 COSA E LA MOTIVAZIONE Dal latino MOTUS motivazione indica un movimento, quindi il dirigersi di un Soggetto verso un oggetto desiderato, verso
PROPOSTA DI FORMAZIONE:
Centro Interdisciplinare di Promozione della Salute e Formazione Responsabile : Nadia Galler Assistente sanitaria/clinico della formazione PROPOSTA DI FORMAZIONE: IL BENESSERE PERSONALE E PROFESSIONALE
PATTO DI TEAM DELLA SCUOLA PRIMARIA
PATTO DI TEAM DELLA SCUOLA PRIMARIA 1. Il Patto di Team è il documento finale attraverso cui il gruppo docente enuncia la propria condivisione rispetto ad alcuni aspetti fondamentali delle tre dimensioni
Indice. 1 Generalità sul processo infermieristico 1
Indice n Prefazione xiii n Prefazione all edizione italiana xviii n Nota terminologica xxii n Revisori dell edizione americana xxiii n Agli studenti xxiv 1 Generalità sul processo infermieristico 1 n Introduzione
Il sistema qualità la qualità in un azienda di servizi riflessioni sulla qualità nell attivit attività del Medico Competente
Qualità nella prevenzione Applicazione del Sistema Qualità (ISO 9002) in una società di servizi per la prevenzione e sicurezza del lavoro Il sistema qualità la qualità in un azienda di servizi riflessioni
REGOLAMENTO DI ATENEO IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
REGOLAMENTO DI ATENEO IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO (emanato con D.R. n. 699-2016, prot. n. 15950 I/13 del 30.05.2016) I termini relativi a persone che, nel presente
ORIENTAMENTO NELLE TRANSIZIONI: STRUMENTI PER LA SCUOLA
XIV Convegno Nazionale AlmaDiploma Orientamento e dis-orientamento Gli strumenti e le azioni per le scelte degli studenti della scuola secondaria di I e II grado ORIENTAMENTO NELLE TRANSIZIONI: STRUMENTI
Leader consapevole. 3 giornate
Leader consapevole 3 giornate Il tema della leadership appare centrale nelle dinamiche organizzative e interpersonali. Il ruolo di riferimento che assume la figura del leader oggi in azienda, non risponde
Peer Education e Prevenzione dalle Malattie Sessualmente Trasmissibili
Peer Education e Prevenzione dalle Malattie Sessualmente Trasmissibili ASP 7 - SER.T Vittoria Responsabile progetto Dott. Giuseppe Mustile Referenti progetto Dott.ssa Delizia Di Stefano Dott.ssa Melania
Convegno Regionale. RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO: Il progetto dell area vasta Toscana Nord-Ovest. Marina di Massa Settembre 2009
Convegno Regionale RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO: Il progetto dell area vasta Toscana Nord-Ovest Marina di Massa 28-29 Settembre 2009 I focus group Angelo Possemato Esperienza con i focus group Includere
Tecniche e didattica delle attività motorie
Corsi di Insegnamento Università degli Studi di Verona Corso di Laurea in Scienze delle attività motorie e sportive A.A. 2008/2009 Tecniche e didattica delle attività motorie Docente Prof. Graziano Paissan
Laboratorio di ricerca Attiva del Lavoro. MODULO 5 Strumenti di ricerca attiva del lavoro
Laboratorio di ricerca Attiva del Lavoro MODULO 5 Strumenti di ricerca attiva del lavoro L E T A P P E D I U N P E R C O R S O D I O R I E N T A M E N T O P R O F E S S I O N A L E I. Analisi del mercato
BENESSERE ORGANIZZATIVO
BENESSERE ORGANIZZATIVO STRESS LAVORO-CORRELATO V A L U TA Z I O N E P R E L I M I N A R E E V A L U TA Z I O N E A P P R O F O N D I TA Anno 2015 La valutazione del rischio di stress correlato all ambiente
Seconda giornata nazionale per referenti della Formazione Neoassunti 2016/2017 Il percorso di Formazione neoassunti a.s. 2016/2017 Ing.
Seconda giornata nazionale per referenti della Formazione Neoassunti 2016/2017 Il percorso di Formazione neoassunti a.s. 2016/2017 Ing. Davide D Amico Ph.D. Ministero dell Istruzione, dell Università e
BBS Behavior Based Safety
BBS Behavior Based Safety La gestione del comportamento per la riduzione dei rischi sul lavoro BBS Behavior Based Safety 1 tecniche provenienti dall analisi comportamentale (BEHAVIOR ANALYSIS) procedure
TRATTO DA: DARIO I., CAMEROTTI S. (2005), IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO PROGETTO DI VITA, TRENTO, ERICKSON
TRATTO DA: DARIO I., CAMEROTTI S. (2005), IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO PROGETTO DI VITA, TRENTO, ERICKSON SINTESI ED ADATTAMENTO DEL SECONDO CAPITOLO: IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO E IL PROGETTO
IL RUOLO DEL CAPO IN FABBRICA. Genova, 20 Ottobre "Una giornata in Fabbrica"
IL RUOLO DEL CAPO IN FABBRICA Genova, 20 Ottobre 2012 XXIII Incontro di gemellaggio AIDP - ANDRH "Una giornata in Fabbrica" SE VUOI ARRIVARE PRIMO, CORRI DA SOLO SE VUOI ARRIVARE LONTANO CORRI INSIEME
STRESS LAVORO-CORRELATO 5 MODULO TECNICI E AMMINISTRATIVI
STRESS LAVORO-CORRELATO 5 MODULO TECNICI E AMMINISTRATIVI 1 Realizzata da: Dott. Ing. Maria Josè Mereu In collaborazione con la Prof.ssa Isabella Carta Richiesta da: I.I.S. «L. Einaudi» Senorbì (CA) In
IL PROCESSO DI FORMAZIONE IN AZIENDA: DALL ANALISI DEL FABBISOGNO ALLA VALUTAZIONE DELLA RICADUTA FORMATIVA
IL PROCESSO DI FORMAZIONE IN AZIENDA: DALL ANALISI DEL FABBISOGNO ALLA VALUTAZIONE DELLA RICADUTA FORMATIVA 4 febbraio 2011 Paola Vandelli Servizio Formazione e Aggiornamento AOU di Modena La formazione
Tecnico riparatore di veicoli a motore. Standard formativo minimo regionale
Tecnico riparatore di veicoli a motore Standard formativo minimo regionale Denominazione della figura TECNICO RIPARATORE DI VEICOLI A MOTORE Referenziazioni della figura Professioni NUP/ISTAT correlate
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA DURATA: 08 10 1/09 Qualora il lavoratore risulti INIDONEO ad una mansione specifica il datore di lavoro adibisce il lavoraotre, ove possibile ad altra mansione
Didattica per competenze e per progetti
PROGESIS Ancona, 9-10 settembre 2010 Didattica per competenze e per progetti Graziella Pozzo 1 Progettare per competenze: cosa cambia? Il programma Per programma si intende per lo più un elenco di argomenti
FONDIMPRESA - P.I.S.T.E. CATALOGO DEI CORSI DI FORMAZIONE GRATUITA. Area tematica: SVILUPPO DELLE RISORSE UMANE * INDICE DEI CORSI
FONDIMPRESA - P.I.S.T.E. CATALOGO DEI CORSI DI FORMAZIONE GRATUITA Area tematica: SVILUPPO DELLE RISORSE UMANE * INDICE DEI CORSI Corso base in human resources management (Istud) 2 Dal management alla
Soluzioni personalizzate per le Lingue e la Formazione Servizi di Coaching e Counselling
Soluzioni personalizzate per le Lingue e la Formazione Servizi di Coaching e Counselling Mission Lingue del Mondo offre percorsi di formazione e consulenza personalizzati per le persone, i gruppi e le
PERCORSO FORMATIVO. Cantù 28/04/2011
PERCORSO FORMATIVO Cantù 28/04/2011 Cosa si intende per Life Skills? l termine di life skills ("LS") viene generalmente riferito ad una gamma di abilità cognitive, emotive e relazionali di base, che consentono
Etimologia un movimento, quindi il dirigersi di un soggetto verso un oggetto desiderato, verso uno scopo
Etimologia motivazione (dal latino motus) indica un movimento, quindi il dirigersi di un soggetto verso un oggetto desiderato, verso uno scopo: la dinamica del desiderio implica una spinta, che può essere
Tecnico specializzato in organizzazione e sviluppo delle risorse umane
Denominazione Figura / Profilo / Obiettivo Professioni NUP/ISTAT correlate Tecnico specializzato in organizzazione e sviluppo delle risorse umane 2.5.1.3.1 - Specialisti in risorse umane 2.5.1.3.2 - Specialisti
L insegnante: un profilo di qualità
LA FORMAZIONE DEI FORMATORI DEGLI INSEGNANTI Educare lo sguardo. La qualità delle relazioni a scuola (G. Messetti) Rovereto, 11 dicembre 2010 L insegnante: un profilo di qualità Professionista riflessivo
CRITERI DI VALUTAZIONE NELLA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE
CRITERI DI VALUTAZIONE NELLA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE La valutazione, nella Scuola Primaria, ha un valore formativo e didattico ed è oggetto di riflessione per i docenti. Valutare è un compito delicato
Progetto Orientamento Scolastico
Progetto Orientamento Scolastico I. C. Serao sc. Secondaria di 1 grado a.s. 2015/ 2016 FINALITA EDUCATIVE L orientamento nella scuola secondaria di I grado è un processo educativo e didattico al quale
CONVEGNO MILANO 13/12/2013 Stress Lavoro Correlato, l esperienza lombarda. Dagli atti di indirizzo nazionali e regionali alle attività svolte dai
CONVEGNO MILANO 13/12/2013 Stress Lavoro Correlato, l esperienza lombarda. Dagli atti di indirizzo nazionali e regionali alle attività svolte dai Servizi preposti alla tutela della salute nei luoghi di
Apprendere attraverso l esperienza: una Formazione orientata ai processi e alla persona per Formatori nelle organizzazioni di oggi
Apprendere attraverso l esperienza: una Formazione orientata ai processi e alla persona per Formatori nelle organizzazioni di oggi Bologna 2011 Premessa I forti cambiamenti del contesto competitivo che
Istituto Superiore di Sanità
Istituto Superiore di Sanità Disposizione Operativa Generale N 3 ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DEI RISCHI DA LAVORO VERSIONE DATA DI EMISSIONE PREPARATA DA APPROVATA DA 00 25
STRESS LAVORO CORRELATO
STRESS LAVORO CORRELATO Stress e valutazione del rischio CREMONA 24 febbraio 2009 Cos è lo Stress Lo stress è una condizione fisica o psicologica che insorge in una persona quando si trova ad affrontare
La progettazione di un evento secondo il Sistema Gestione Qualità
Corso Base Formazione Formatori AMD La progettazione di un evento secondo il Sistema Gestione Qualità Paola Ponzani Scuola Permanente di Formazione Continua AMD - Certificata UNI EN ISO9001/2008 Cosa significa
LO SCREENING DELLE SOFT SKILLS
La Guida IFAF Per LO SCREENING DELLE SOFT SKILLS LE DOMANDE COMPORTAMENTALI DA PORRE DURANTE UN COLLOQUIO S O M M A R I O 3 Un colloquio comportamentale? 5 Le soft skills 7 Le domande che contano 13 Conclusione
Intelligenza emotiva, competenze trasversali e gestione delle relazioni per il successo professionale
Intelligenza emotiva, competenze trasversali e gestione delle relazioni per il successo professionale Corso 40 ore Area tematica: Gestione delle risorse umane: focus sull intelligenza emotiva e sulla psicologia
