Capitolo 17 Imposte personali e comportamenti individuali

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1 Capitolo 17 Imposte personali e comportamenti individuali

2 In Italia, nell ultimo decennio, le aliquote e gli scaglioni dell imposta sul reddito delle persone fisiche sono stati più volte modificati con l intento di ridurre il numero di scaglioni e abbassare l aliquota marginale sui redditi più alti. Questa tendenza è comune alle riforme adottate anche in altri Paesi occidentali e la questione è oggetto di un acceso dibattito il cui nodo fondamentale è se e come i comportamenti individuali vengano modificati dalle imposte.

3 Nel corso di questa e delle prossime lezioni vedremo gli effetti delle imposte personali sul reddito sulle decisioni riguardanti: l offerta di lavoro; il risparmio; l acquisto dell abitazione; le modalità di investimento del capitale.

4 L offerta di lavoro Assumiamo che Ercole possa decidere quanto tempo dedicare ogni settimana al lavoro e quanto al tempo libero. Nella figura che segue le combinazioni di tempo libero e di reddito disponibili per un individuo, dato il salario, sono rappresentate graficamente dalla retta TD, che è il vincolo di bilancio. Il punto scelto sul vincolo di bilancio dipende dalle preferenze individuali che rappresentiamo con curve di indifferenza convesse, indicate con i, ii e iii. Ercole massimizza la sua utilità quando si trova nel punto E 1 in cui dedica OF ore al tempo libero e FT ore al lavoro, ottenendo un reddito OG. Quali sono quindi gli effetti della tassazione?

5 L offerta di lavoro

6 L offerta di lavoro si riduce

7 L offerta di lavoro L imposta ha avuto l effetto di ridurre la sua offerta di lavoro da FT a IT ore. Dobbiamo concludere che un individuo razionale riduce sempre l offerta di lavoro se viene introdotta un imposta proporzionale? Consideriamo Poseidone, che ha esattamente gli stessi vincoli di bilancio di Ercole, e che prima dell imposta lavorava il suo stesso numero di ore. Come mostra la figura che segue, quando viene stabilita l imposta, Poseidone aumenta le ore di lavoro da FT a JT. Non c è nulla di irrazionale in questo comportamento, poiché le preferenze sono strettamente individuali, ciascuno può reagire all introduzione di un tributo decidendo di lavorare di meno, di più o lo stesso numero di ore.

8 L offerta di lavoro aumenta

9 Nel caso di imposta progressiva

10 10 Equilibrio in assenza di tassazione Equilibrio con reddito compensato 6 E1 E3 Reddito 5 Reddito compensato con imposta sul salario Reddito compensato con imposta sul salario 4 3 Effetto di sostituzione Effetto di sostituzione E2 2 Variazione totale Variazione totale Before tax After tax 1 Effetto di reddito Equilibrio in presenza di tassazione Ore di tempo libero

11 10 Equilibrio in assenza di tassazione Equilibrio con reddito compensato 6 E1 Eq. con tassazione E3 Reddito 5 E Effetto di di sostituzione Variazione totale Variazione totale Reddito compensato con imposta sul salario Reddito compensato con imposta sul salario Before tax After tax 1 Effetto di reddito Ore di tempo libero

12 Un imposta sul salario 1. Induce una variazione delle ore di tempo libero TL (e quindi di lavoro) 2. La variazione dell offerta di lavoro è scomponibile in 1. ES Effetto di sostituzione ( ) Sempre negativo, il tempo libero diventa più conveniente in termini relativi. (+) Aumentano le ore di tempo libero. ( ) Diminuiscono le ore lavorate. 2. ER Effetto di reddito ( ) Negativo (se TL è un bene normale) (+) Positivo (se TL è un bene inferiore) 3. L effetto finale sulle ore lavorate è 1. ( ) Negativo se TL è un bene normale 2. (+) Positivo se TL è un bene inferiore e ER > ES Rosen, Gayer, Scienza delle finanze 4e Copyright 2014 McGraw-Hill Education s.r.l.

13 L offerta di lavoro Questa apparente ambiguità deriva dal conflitto tra due effetti provocati dall imposta: l effetto sostituzione e l effetto reddito. Quando l imposta riduce il salario netto, il costo opportunità del tempo libero diminuisce e quindi si tende a sostituire il lavoro con il tempo libero (cosiddetto effetto sostituzione) riducendo l offerta di lavoro. Contemporaneamente, l imposta riduce il reddito individuale e, se il tempo libero è un bene normale, questa perdita di reddito porta a una riduzione del consumo di tempo libero, ceteris paribus. Ma una riduzione delle ore dedicate al tempo libero equivale ad un aumento di quelle dedicate al lavoro (effetto reddito). I due effetti agiscono in direzione opposta e la teoria, da sola, non è in grado di prevedere quale dei due prevarrà. E l analisi non cambia molto se si considera un imposta progressiva.

14 Gli studi empirici 1. L elasticità dell offerta di lavoro degli uomini (20 60) è molto bassa (0 0.1) 2. L elasticità dell offerta di lavoro delle donne è molto più elevata (0.8) Rosen, Gayer, Scienza delle finanze 4e Copyright 2014 McGraw-Hill Education s.r.l.

15 Offerta di lavoro e gettito tributario

16 Offerta di lavoro e gettito tributario Il grafico appena illustrato è al centro di un acceso dibattito politico nato da un affermazione molto nota di Arthur B. Laffer, secondo il quale negli anni 70 le aliquote d imposta degli Stati Uniti erano così alte che se fossero state ridotte, l effetto positivo sull offerta di lavoro avrebbe permesso di recuperare il gettito perso riducendo le aliquote. L idea secondo la quale la riduzione dell aliquota fiscale non necessariamente riduce le entrate tributarie dello Stato è fondamentale per la cosiddetta Supply side economics (Economia dell offerta), approccio teorico sposato dall amministrazione Reagan.

17 La curva di Laffer

18 La curva di Laffer A proposito del dibattito che tutt oggi suscita la curva di Laffer, può essere utile ricordare che: la relazione tra ore di lavoro offerte e salario netto ha la forma della curva prevista da Laffer solo se prevale l effetto sostituzione; per ogni variazione dell aliquota, l aumento o la diminuzione del gettito dipendono dalla misura in cui la variazione di ore lavorate compensa la variazione dell aliquota stessa, ossia dall elasticità dell offerta di lavoro al salario netto. Quindi la forma della curva di Laffer dipende dall elasticità del lavoro rispetto al salario netto; anche se la curva di Laffer, almeno in linea di principio, è giustificabile, stabilire se l economia stia operando realmente a destra del punto t A è una questione empirica di difficile soluzione; all aumentare della tassazione possono essere utilizzate altre compensazioni non monetarie che quindi riducono il gettito.

19 La curva di Laffer è opinione generalmente accettata che le elasticità complessive siano alquanto modeste ed è quindi plausibile che l economia non stia operando a destra del punto t A. In altre parole, è difficile che una riduzione generale delle aliquote d imposta non si traduca in riduzione di gettito. Perché ci sia un incremento di gettito è necessario che la riduzione delle aliquote d imposta faccia aumentare l offerta di lavoro in maniera così consistente che la più ampia base imponibile così creata generi un maggior gettito, nonostante le ridotte aliquote;

20 La curva di Laffer le persone possono sostituire il salario con forme di reddito non soggetto a imposte, perciò, anche se l offerta di lavoro resta fissa, il gettito può ugualmente diminuire. In particolare, le persone che appartengono alle fasce di reddito più alte, possono sostituire il reddito da lavoro con reddito da capitale, decidendo di investire su attività i cui rendimenti siano tassati meno del lavoro. Quest ultima considerazione propone un argomento indubbiamente corretto e importante ai fini delle politiche tributarie: l aliquota d imposta che massimizza gli introiti non è la medesima per tutte le fasce di reddito o per tutti i tipi di reddito.

21 Le decisioni di risparmio Un altro tipo di comportamento che può essere influenzato dal sistema tributario è la propensione al risparmio. Lo studio delle decisioni relative al risparmio si basa sul modello del ciclo vitale, secondo il quale gli individui pianificano anno dopo anno le loro decisioni sul consumo e sul risparmio considerando tutta la loro vita (Modigliani 1986). Ciò che si risparmia ogni anno non dipende soltanto dal reddito di quell anno, ma anche dal reddito che si prevede di avere nel futuro e da quello ottenuto nel passato.

22 Vincolo di bilancio intertemporale c 0 + c 1 1+r = I 0 + I 1 1+r

23 Le decisioni di risparmio: vincolo di bilancio intertemporale

24 Le decisioni di risparmio: la scelta tra consumo presente e futuro che massimizza l utilità

25 Le decisioni di risparmio e le imposte Se Giulio decide di risparmiare (ma il nostro ragionamento rimane valido anche se egli chiedesse a prestito del denaro), il problema è come varia l ammontare di risparmio se viene introdotta un imposta sul reddito da capitale. In questo caso è importante sapere se gli interessi sui prestiti sono deducibili o meno e poiché la tassazione sugli interessi è diversa da Paese a Paese, analizzeremo gli effetti dell imposizione sui risparmi in entrambi i casi.

26 Le decisioni di risparmio in presenza di imposta con interessi passivi deducibili

27 Interessi passivi deducibili 1. Il nuovo vincolo di bilancio passa per l allocazione iniziale 2. Vengono tassati gli interessi attivi 3. Gli interessi passivi sono deducibili 1. Il tasso d interesse effettivo pagato = (1 t)i 2. Costo opportunità del consumo di 1 euro nel presente = 1+(1 t)i Rosen, Gayer, Scienza delle finanze 4e Copyright 2014 McGraw-Hill Education s.r.l.

28 Le decisioni di risparmio in presenza di imposta con interessi passivi non deducibili

29 Interessi passivi non deducibili 1. Il nuovo vincolo di bilancio passa per l allocazione iniziale 2. Vengono tassati gli interessi attivi 3. Gli interessi passivi non sono deducibili 1. Tasso d interesse effettivo pagato = i 2. Costo opportunità del consumo di 1 euro nel presente = 1+i Rosen, Gayer, Scienza delle finanze 4e Copyright 2014 McGraw-Hill Education s.r.l.

30 Le scelte relative all acquisto della casa + Canone d affitto Interessi per il mutuo (costo opportunità) + Variazione del valore dell immobile = Reddito netto

31 Le scelte relative all acquisto della casa Una forma molto importante di capitale sono le abitazioni occupate dai proprietari. Un codice tributario può incidere poco sul livello complessivo di risparmio e tuttavia influenzare molto le modalità di impiego del risparmio. Si tratta di un argomento di particolare rilievo, dato che alcuni ritengono che la crisi finanziaria cominciata nel 2008 sia stata in parte causata dall eccessivo investimento nel settore immobiliare indotto dalle imposte. Tassare gli affitti figurativi?

32 Tassazione e composizione del portafoglio È idea diffusa che mantenere un livello di imposte basse (soprattutto sui guadagni in conto capitale) favorisca gli investimenti in attività rischiose. Infatti, perché correre il rischio di un investimento incerto se gli eventuali guadagni saranno decurtati dal fisco? In realtà il problema è decisamente più complicato. Gli studi più recenti sulla relazione tra imposte e composizione del portafoglio si basano sull analisi di Tobin: le decisioni su come investire sono prese in base a due variabili, il rendimento atteso dell attività e la rischiosità di tale rendimento. A parità di altre condizioni, gli investitori preferiscono investire in attività ad alto rendimento, ma poiché sono avversi al rischio, preferiscono le attività più sicure.

33 Tassazione e composizione del portafoglio Supponiamo ora di avere due attività: la prima è assolutamente sicura ma con tasso di rendimento pari a zero; la seconda è un obbligazione che in media ha un tasso di rendimento positivo, ma è rischiosa, ovvero c è la probabilità che il prezzo scenda e che l investitore subisca una perdita. L investitore può regolare il rendimento e il rischio sull intero portafoglio, detenendo combinazioni diverse delle due attività, e i due casi estremi sono quelli di detenere solo l attività sicura (niente rendimenti, ma nessun rischio) o di detenere solo l attività rischiosa (alti rendimenti, ma alto rischio). L investitore normale detiene una combinazione di entrambe le attività stabilita in base alle proprie preferenze.

34 Tassazione e composizione del portafoglio Supponiamo che venga adottata un imposta sul rendimento di entrambe le attività e che sia prevista una totale compensazione della perdita, ossia che le perdite possano essere dedotte dal reddito imponibile. Poiché l attività sicura ha un rendimento pari a zero, l imposta non ha alcuna conseguenza e il rendimento rimarrà sempre zero. Invece se l attività rischiosa ha un tasso di rendimento positivo, l imposta lo diminuirà rendendo l attività rischiosa meno attraente rispetto a quella sicura. L imposta però riduce anche la rischiosità perché riduce le perdite qualora queste si verifichino. Ne consegue che questo tipo di tassazione ha come effetto che più attività rischiose siano detenute dagli investitori.

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