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- Luciana Tucci
- 9 anni fa
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1 Microbiologia parte speciale Fonti: Michele la Placa: principi di Microbiologia Medica X edizione Società editrice Esculapio
2 I Batteri di interesse medico: criteri fondamentali per lo studio Inquadramento dei batteri in un contesto generale Comprensione delle caratteristiche morfofunzionali (conoscenza del meccanismo dell azione patogena e dei metodi di identificazione) Cocco: ne deduciamo automaticamente che: È un batterio Gram positivo Asporigeno Immobile Produttore di esotossine
3 I Batteri Di Interesse Medico: Criteri Fondamentali Per Lo Studio Aerobio o anaerobio? La maggior parte sono aerobi-anaerobi facoltativi Eccezione: brucella o batteri anaerobi obbligati Sporigeno o asporigeno? S: genere bacillus e genere clostridium Quali terreni? Terreni arricchiti, condizioni particolari (+O 2 ) o terreni abiotici
4 Cosa dobbiamo sapere? Caratteristiche generali del batterio Meccanismo dell azione patogena Quadro clinico Diagnosi di infezione Farmaci/vaccini
5 Staphylococcus aureus Gram positivo Capsulato Aerobio/anaerobio facoltativo Catalasi positivi Produzione carotenoidi Diffuso uomo e animali
6 Staphylococcus aureus: i principali quadri patologici Cute e tessuti molli: foruncoli, favi, Apparato respiratorio: polmonite Apparato scheletrico: osteomielite Apparato genito urinario: ascesso renale, infezione basse vie urinarie orzaiolo foruncoli polmonite vomito SSS osteomielite sinusite Diffusione ematica endocardite impetigine diarrea TSS cistite Sistema nervoso centrale: ascessi cerebrali ed epidurali Batteriemia: complicata da ascessi mediastinici Sindrome da shock tossico: TSS-1 e tossine pirogene Intossicazione alimentare: gastroenterite (enterotossina)
7 Caratteri Antigeni Antigeni specie-specifici: antigene polisaccaridico (acido d-glucosaminuronico + aa) Adesine: clumping factor, proteina A (capacità di interagire con proteine presenti nella matrice cellulare) Capsula Parete cellulare clumping factor: precipitazione fibrinogeno
8 Meccanismo dell azione patogena: infezione piogena Capsula e proteina A moltiplicazione negli spazi intercellulari Protezione dal killing produzione di catalasi e superossidodismutasi Lesione di elementi cellulari e diffusione Tossine, esoenzimi
9 Meccanismo dell azione patogena: le citolisine Tossine proteiche (citolisine o emolisine e leucocidina PV) sono in grado di ledere le membrane delle cellule bersaglio, provocandone la morte. Agiscono con due meccanismi di azione: 1) induzione di citochine (riposta infiammatoria) formazioni di pori (Tossina α, Tossina δ) 2) azione enzimatica sui lipidi di membrana (tossina β, tossina γ, e tossina di Panton Valentine (PV) Tossina α K + Formazione di pori, perdita dei nutrienti Morte cellulare
10 Meccanismo dell azione patogena: gli enzimi Coagulasi: in combinazione con un fattore denominato CRF (coagulase reacting factor) presente nel plasma di uomo e di altre specie animali provoca la trasformazione del fibrinigeno in fibrina. E in grado di creare la formazione di uno strato protettivo di fibrina interno alla cellula batterica (ostacolo alla fagocitosi) No! Stafilochinasi: converte il plasminogeno presente nel plasma in plasmina, permettendo una maggiore invasività Maggiore invasività Ialuronidasi: depolimerizza l acido ialuronico (presente nella sostanza fondamentale del connettivo). Agisce da fattore diffusore, facilitando la diffusione del processo infettivo e dei prodotti tossici elaborati dai batteri. Lipasi, esterasi, fosfatasi e DNAsi.
11 Meccanismo dell azione patogena: le tossine Tossina epidermolitica o tossina esfoliativa: provoca la cosiddetta sindrome della cute ustionata (scalded skin syndrome) o necrolisi epidermica acuta (prima infanzia). Scollamento spontaneo di ampie zone degli strati superficiali dell epidermide a causa della rottura dei desmosomi. La tossina raggiunge l epidermide per via ematica Aree di scollamento epidermico superficiale
12 Meccanismo dell azione patogena: le tossine Enterotossina: resistente all azione di numerosi enzimi proteolitici e mantiene inalterata la sua azione anche dopo esposizione a 100 C. Sintomatologia nell uomo: vomito, accompagnato in alcuni casi da diarrea, dopo 1-6 h dall ingestione del cibo. Inoltre salivazione, crampi addominali e prostrazione. Le enterotossine sono essenzialmente degli emetici, in grado di agire sui visceri addominali dove lo stimolo raggiunge i nervi simpatici e il vago. produzione di lipasi Utilizzo dei lipidi a scopo nutrizionale
13 Meccanismo dell azione patogena: le tossine Cibo (Enterotossina) Intestino (Attivazione linfociti T) Liberazione di citochine proinfiammatorie (IL-1 febbre) Infiammazione della mucosa ( diarrea)
14 La Sindrome da Shock Tossico Colonizzazione vaginale ad opera di alcuni ceppi, favorita dal flusso mestruale e dall uso di particolari assorbenti interni. Alcuni casi anche nell uomo come conseguenza di moltiplicazione del batterio a livello delle mucose. Produzione di una tossina in grado di funzionare come superantigene: capace di produrre una serie di citochine. Casi p.i. 2 giorni. febbre improvvisa e molto alta, diarrea, vomito, esantemi simili a scottature, vertigini, confusione mentale, indolenzimento muscolare
15 Metodi Di Identificazione Campioni: tamponi, materiale purulento, sangue, broncoaspirato e liquor. Esame microscopico: l esame microscopico (cocchi Gram-positivi con la tipica disposizione a grappolo) del campione, purché si tratti di materiale proveniente da raccolte ascessuali chiuse o comunque da zone dell organismo senza comunicazioni con l esterno Esame colturale: piastre di agar sangue addizionato del 7,5% di NaCl con l aggiunta di mannitolo (terreno di Chapman).
16 Metodi Di Identificazione Test della catalasi: una goccia di soluzione al 3% di perossido di idrogeno viene posta su un vetrino a una piccola quantità della colonia sospetta viene aggiunta alla soluzione. La formazione di bolle (rilascio di ossigeno) indica la positività del test. I batteri produttori di catalasi causano la liberazione di ossigeno che svolgendosi in forma gassosa provoca la formazione di una schiuma evidente intorno e sulla patina batterica. Distinzione con streptococchi e pneumococchi. S.a +H 2 O 2 O 2
17 Metodi Di Identificazione Test della coagulasi: mescolare, in una provetta, una piccola quantità di una brodocoltura dello stafilococco in esame con 1 o 2 ml di plasma citratato ricco in CRF (preferibilmente di coniglio) e si incuba a 37 C; nel caso di stafilococchi patogeni, entro 3 ore si produce un evidente coagulo, mentre gli stafilococchi apatogeni lasciano inalterata la fluidità della miscela.
18 Sensibilità Agli Antibiotici E chemioterapici Lo Stafilococco è uno dei batteri che più frequentemente presenta il fenomeno della farmaco-resistenza (soprattutto nell ambito dei ceppi diffusi in ambito ospedaliero) a causa dell uso indiscriminato di antibiotici Staphylococcus aureus rappresenta la prima causa numero delle infezioni ospedaliere negli Stati Uniti (resistenza alla vancomicina) Resistenza alla meticillina: il 20% degli stipiti isolati in ambiente ospedaliero presenta meticillino-resistenza (tutte le penicilline semisintetiche resistenti alle penicillinasi (cloxacillina, nafcillina etc)
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20 Streptococchi Streptococchi α-emolitici: alone ristretto di emolisi incompleta, con colorazione verdastra (trasformazione metabolica dell emoglobina) Streptococchi β-emolitici: alone evidente di emolisi completa Streptococchi γ-emolitici: nessuno alone di emolisi
21 Streptococcus pyogenes β emolitico 1. Angina streptococcica e Scarlattina 2. Infezioni cutanee 3. Sindrome da shock tossico 4. Infezioni post-partum Manifestazioni infiammatorie acute Sequele non suppurative (poche settimane dopo l episodio acuto) 1. Glomerulonefrite post-streptococcica (ceppi M) 2. Febbre reumatica acuta 3. Eritema nodoso
22 Angina streptococcica e scarlattina Rinofaringite con tonsillite, febbre elevata e adenopatia satellitare. L angina strepotococcica, nei casi in cui lo stipite infettante sia in grado di produrre tossina eritrogenica, si accompagna ad un caratteristico esantema e prende il nome di scarlattina. Complicanze localizzate: ascesso peritonsillare. Complicanze a distanza: otite media, mastoidite, polmonite meningite, endocardite acuta ulcerativa.
23 Infezioni cutanee e sindrome da shock tossico Impetigene, erisipela, piodermiti Le infezioni cutanee da stipiti produttori di tossina eritrogenica possono provocare, in soggetti con elementi predisponenti, una sindrome da shock tossico, clinicamente non distinguibile da quella provocata da Staphilococcus aureus, estese lesioni infiammatorie e necrotiche dei tessuti sottocutanei (fascite necrotizzante)
24 Streptococcus pyogenes b emolitico: strutture superficiali La cellula batterica presenta una capsula (acido ialuronico) ben evidente, dotata di potere antifagociario, ma non di potere antigene e le fibrille, formate dalla proteina M, la quale complessata con acidi lipoteoici, si proiettano all esterno. Fibrille (adesione alle mucose) Proteina M (azione antifagocitaria, fattore di virulenza) Acido lipotecoico La presenza della capsula è correlata al potere patogeno: presente nel 3% degli Streptococchi isolati da faringiti, nel 21% dagli streptococchi isolati da infezioni gravi e nel 42% degli stipiti isolati da pazienti con febbre reumatica
25 Streptococcus pyogenes β emolitico: caratteri antigeni Proteina M: fattore di virulenza: in grado di promuovere l accumulo dei batteri nel sito di infezione (fenomeno di co-aggregazione di cellule batteriche. Classe I: possiedono sequenze ripetute con analogie di sequenza aminoacidica con numerose proteine fibrillari umane (febbre reumatica). Base teorica della presenza di (auto)anticorpi cross reattivi con tessuti dell ospite nelle sequele autoimmuni. Classe II: produzione di O.P. (opacity factor): lipoproteasi. K IV Proteina F: (adesina): adesione alle cellule epiteliali (interazione con la fibronectina presente nello spazio intra-cellulare).
26 Angina streptococcica: : meccanismo m dell azione patogena: forme piogeniche acute Azione antifagocitaria, proteina M e proteina F, esotossine, esoenzimi, tossine pirogene ESOTOSSINE: Streptolisina O (ossigeno labile) viene prodotta in vivo, la sua produzione si evidenzia in vitro in piastre di agar sangue (β emolisi). Azione sulla membrana cellulare [(formazione di pori con conseguente apoptosi. Potere immunogeno. Azione sui cheratinociti (risposta infiammatoria localizzata della cute)] Streptolisina S (ossigeno stabile): scarso o assente potere antigene. Citotossica
27 Angina streptococcica: : meccanismo m dell azione patogena: forme piogeniche acute Azione antifagocitaria, proteina M, proteina F, esotossine, esoenzimi, tossine pirogene. ESOENZIMI. Streptochinasi in grado di catalizzare la trasformazione del plasminogeno in plasmina. Ialuronidasi: permette la diffusione del batterio nei tessuti circostanti. C5a-peptidasi distrugge il C5a del complemento eliminando, quindi, l azione di fattore chemiotattico positivo. Nadasi: danneggia i leucociti che hanno fagocitato il batterio. Dnasi: depolimerizza gli accumuli viscosi di DNA che si formano nelle lesioni ascessuali, favorendo la diffusione del batterio. Neuroaminidasi: depolimerizza le secrezioni mucose presenti nelle I vie aeree respiratorie favorendo la colonizzazione degli epiteli.
28 Angina streptococcica: : meccanismo m dell azione patogena: forme piogeniche acute Azione antifagocitaria, Proteina M, Proteina F, esotossine, esoenzimi, tossine pirogene TOSSINE PIROGENE o SPE Superantigene streptococcico: presente solo in alcune varianti di Streptococco (responsabile di shock tossico). SPE-A (tossina eritrogenica) potente azione pirogena e responsabile dell eritema caratteristico e SPE-C: responsabili della scarlattina in grado di indurre, nei soggetti predisposti un incremento della risposta di ipersensibilità di tipo ritardato a vari prodotti streptococcici ai quali l organismo si era sensibilizzato (la scarlattina non è mai la conseguenza della prima infezione). SPE-B: è in grado di attaccare la fibronectina e la vitronectina e il precursore della IL-β1 (potenziamento del processo infiammatorio e genesi dello shock). SPE-F: azione lesiva sugli endoteli polmonari (insufficienza respiratoria acuta)
29 Angina streptococcica: : meccanismo m dell azione patogena: sequele non suppurative 1. Glomerulonefrite post-streptococcica: conseguente alla formazione di una notevole quantità di complessi antigene-anticorpo solubili, che si depositano a livello del filtro renale con richiamo e attivazione del complemento (processo infiammatorio localizzato) 2. Febbre reumatica acuta: estese lesioni dei tessuti o delle articolazioni: localizzazione di auto anticorpi in tessuti connettivali o articolari 3. Malattia cardiaca reumatica: lesioni dei tessuti connettivali e/o muscolari con probabile componente autoimmune 4. Eritema nodoso: deposito di immunocomplessi a livello dei capillari cutanei 8prcesso infiammatorio localizzato)
30 Diagnosi di infezione Materiale patologico: essudato faringeo o prelievi di zone cutanee infette Isolamento: agar sangue Identificazione: sensibilità alla bacitracina Reazioni sierologiche: Ricerca di anticorpi prodotti nei confronti della streptolisina O = titolo antistreptolisinico (evidenziabile dopo 2-3 settimane dall avvenuta infezione e positivo per un lungo periodo di tempo: utilizzabile nella diagnosi delle sequele non suppurative -malattia reumatica, glomeronefrite)
31 Streptococcus pneumoniae Gram +, generalmente appaiati a due a due in corte catenelle, di forma lanceolata. Capsulati, immobili asporigeni, a-emolitici in presenza di O2, b-emolitici in assenza di O 2 E un ospite frequente delle prime vie respiratorie (30-70% dei soggetti umani sono portatori faringei del batterio)
32 Streptococcus pneumoniae Portatore prime vie respiratorie seni e orecchio medio concause predisponenti mastoiditi e meningiti Vie respiratorie profonde polmonite (lesioni polmonari) linfonodi mediastinici circolazione generale e localizzazione dell infezione (pericardio, miocardio, peritoneo, meningi)
33 Meccanismo dell azione patogena Capsula: potere antifagocitario La sopravvivenza del pneumococco alla superficie delle mucose è favorito dalla produzione di una IgA-1 proteasi in grado di distruggere gli anticorpi secretori IgA di classe 1. Pneumolisina citolisine tiol-dipendenti Neuroaminidasi attacco delle glicoproteine e glicolipidi della membrana cellulare Jaluronidasi : diffusione dell infezione nei tessuti. Autolisina potenzia l azione tossica, in quanto la lisi della parete cellulare libera frammenti di peptidoglicano e acidi tecoici, dotati a loro volta di potere tossico.
34 Streptococcus pneumoniae Negli Usa le infezioni da Streptococcus pneumoniae causano ogni anno: ospedalizzazioni per polmonite 6 milioni di casi di otite media più di casi di malattia invasiva, tra cui casi di meningite. L'incidenza di mortalità tra i pazienti adulti, ospedalizzati, con malattia invasiva, è del 14%. Sequele neurologiche e/o danni nell'apprendimento possono presentarsi nei pazienti con meningite, mentre i soggetti che manifestano otite media possono andare incontro a danni all'udito. I soggetti a più alto rischio di infezione da Streptococcus pneumoniae sono gli anziani ed i bambini al di sotto dei 2 anni. Gli anziani possono trarre vantaggio vaccinandosi con il vaccino polisaccaridico
35 Diagnosi di infezione Materiale patologico: espettorato di origine profonda, materiale purulento o liquor Semina in agar sangue (i globuli rossi sono fonte di catalasi -non posseduta dagli streptococchi) Agglutinazione con sieri polivalenti Test dell optochina
36 Streptococcus pneumoniae Esistono 90 sierotipi di Streptococcus pneumoniae; il vaccino polisaccaridico 23-valente comprende l'88% dei sierotipi di pneumococco, mentre il vaccino 7-valente comprende l'80% dei sierotipi responsabili dell' infezione nei bambini al di sotto dei 5 anni.
37 Streptococcus mutans e il cavo orale Popolazione microbica del cavo orale: batteri potenzialmente patogeni, causa di fenomeni morbosi, se riescono ad accedere a tessuti profondi (ascessi dell osso alveolare) o al circolo ematico (ascessi del polmone, dell encefalo) attraverso traumi o ferite chirurgiche Streptococchi viridanti: possono essere introdotti in circolo in seguito ad avulsioni dentali o al trattamento di lesioni del parodonto Tessuti profondi Circolo ematico
38 Streptococcus mutans e il cavo orale La carie dentale: processo di demineralizzazione dello smalto dentale e successiva alterazione della dentina con la colonizzazione batterica fino alla polpa dentale Il punto di partenza del processo è rappresentato dalla placca dentale (formata da batteri, materiali organici salivari e prodotti batterici extracellulari, che insieme costituiscono un complesso biofilm, saldamente adeso alla superficie dello smalto) La specie batterica predominante è rappresentata da Streptococcus mutans
39 Streptococcus mutans e/o Streptococcus sanguis produzione acido lattico abbassamento del ph, solubilizzazione dei cristalli di idrossiapatite formazione di una breccia nello smalto II invasione di altri batteri Lesione della dentina Infiammazione della polpa dentaria Compromissione delle radici nervose
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