LO SVILUPPO COGNITIVO
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- Michelangelo Massa
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1 LO SVILUPPO COGNITIVO
2 Il presente Modulo «Sviluppo Cognitivo» NON fa parte del programma e il suo studio non sarà richiesto ai fini dell esame di Psicologia Generale.
3 La teoria degli stadi cognitivi di Jean Piaget Padre dell EPISTEMOLOGIA (studio della conoscenza, della relazione tra soggetto agente e pensante e l oggetto della sua esperienza) GENETICA (si riferisce allo sviluppo) SVILUPPO = Maturazione Fisica + Esperienza con l Ambiente Fisico + Esperienza Sociale + Equilibrazione.
4 La teoria degli stadi cognitivi di Jean Piaget ADATTAMENTO COGNITIVO: la mente ha una tendenza innata ad adattarsi. L intelligenza è proprio l adattamento del pensiero all ambiente. L adattamento è equilibrio tra: 1. Assimilazione: la realtà viene adeguata all organizzazione cognitiva di cui si dispone 2. Accomodamento: l organizzazione cognitiva si modifica in funzione delle nuove acquisizioni
5 La teoria degli stadi cognitivi di Jean Piaget La conoscenza è un processo e non uno stato. La conoscenza che il bambino ha del mondo cambia con lo sviluppo del suo sistema cognitivo. La conoscenza non è oggettiva, ma passa attraverso il filtro dei modi di comprensione che il bambino possiede in quel momento
6 La teoria degli stadi cognitivi di Jean Piaget Con lo sviluppo, cambia la natura delle strutture mentali. Le strutture cognitive sono «schemi»: pattern organizzati di comportamenti che riflettono un modo particolare di interagire con l ambiente.
7 La teoria degli stadi cognitivi di Jean Piaget Lo sviluppo cognitivo passa attraverso una serie di «stadi»: periodo di tempo in cui il pensiero e il comportamento del bambino riflettono un tipo particolare di strutture mentali.
8 La teoria degli stadi cognitivi di Jean Piaget Caratteristiche degli stadi: 1. Uno stadio è una totalità strutturata in uno stato di equilibrio; 2. Ciascuno stadio deriva da quello precedente, lo incorpora, lo trasforma e prepara lo stadio successivo; 3. Gli stadi seguono una sequenza invariante; 4. Gli stadi sono universali; 5. Ciascuno stadio include una preparazione ad essere e un essere vero e proprio.
9 La teoria degli stadi cognitivi di Quale metodo? Jean Piaget Metodo clinico: interazione verbale a catena fra sperimentatore e bambino, in cui lo sperimentatore inizia ponendo una domanda, e poi struttura quelle successive sulla base della risposta del bambino. L obiettivo non è capire la risposta, ma la linea di ragionamento seguita per dare la risposta.
10 Descrizione degli stadi 1. Periodo sensomotorio (nascita 2 anni): l infante conosce il mondo attraverso le azioni che compie su di esse; 2. Periodo preoperatorio (2 7 anni): il bambino è in grado di rappresentarsi oggetti o eventi; 3. Periodo delle operazioni concrete (7 11 anni): il bambino è in grado di compiere varie operazioni mentali; 4. Periodo delle operazioni formali (11 15 anni): il pensiero non è più limitato a oggetti concreti.
11 Il periodo sensomotorio (nascita 2 anni) L essere umano alla nascita possiede una serie di riflessi e di modalità innate di interazione con l ambiente, che vanno via via raffinandosi. Il bambino conosce il mondo attraverso azioni. Le strutture cognitive diventano più organizzate. I comportamenti diventano via via più intenzionali. Il sé si va gradualmente differenziando dall ambiente. Il bambino progredisce attraverso 6 sottostadi.
12 Il periodo sensomotorio (nascita 2 anni) Stadio 1: Modificazione dei riflessi (nascita 1 mese): l essere umano alla nascita possiede una serie di riflessi e di modalità innate di interazione con l ambiente, che vanno via via raffinandosi. Man mano che i riflessi vengono attivati, si modificano per far fronte alle esigenze ambientali.
13 Il periodo sensomotorio (nascita 2 anni) Stadio 2: Reazioni circolari primarie (1-4 mesi): una reazione circolare è un movimento che viene ripetuto più volte, perché interessante di per se stesso. Circolari perché vengono ripetute e diventano abitudini. Primarie perché sono centrate sul corpo del bambino.
14 Il periodo sensomotorio (nascita 2 anni) Stadio 3: Reazioni circolari secondarie (4 8 mesi): azioni che vengono ripetute più volte, perché le reazioni che producono nell ambiente le rendono interessanti. Secondarie perché dirette verso il mondo esterno.
15 Il periodo sensomotorio (nascita 2 anni) Stadio 4: Coordinazione degli schemi secondari (8 12 mesi): compare la pianificazione e l intenzionalità. Il bambino distingue mezzi dai fini e mette insieme i suoi schemi per raggiungere i suoi scopi.
16 Il periodo sensomotorio (nascita 2 anni) Stadio 5: Reazioni circolari terziarie (12 18 mesi): il bambino esplora l ambiente. Varia i suoi comportamenti per osservarne le conseguenze nell ambiente.
17 Il periodo sensomotorio (nascita 2 anni) Stadio 6: Invenzione di mezzi nuovi mediante combinazioni mentali (18 24 mesi): l esplorazione materiale cede il passo a quella mentale: il bambino è in grado di usare simboli per rappresentare oggetti o eventi.
18 Il periodo sensomotorio (nascita 2 anni) Permanenza dell oggetto: un oggetto continua ad esistere anche quando non è più possibile vederlo, toccarlo, o udirlo. Conquista necessaria per una nozione di mondo stabile e prevedibile.
19 Il periodo preoperatorio (2 7 anni) Le azioni sensomotorie diventano rappresentazionali (funzione semiotica). Il bambino ricostruisce i concetti di spazio, tempo, relazione, e causalità in una struttura più organizzata. Diverse le caratteristiche di questo periodo.
20 Il periodo preoperatorio (2 7 anni) Conquiste raggiunte: 1. Funzione: cogliere la relazione tra due fattori; 2. Identità: un oggetto può cambiare la sua apparenza senza cambiare la sua natura.
21 Il periodo preoperatorio (2 7 anni)
22 Il periodo preoperatorio (2 7 anni)
23 Il periodo preoperatorio (2 7 anni) Rigidità del pensiero: ha le seguenti caratteristiche: 1. Centrazione: prestare attenzione ad una sola caratteristica di un oggetto; 2. Focalizzazione sugli stati e sulle apparenze; 3. Mancanza di reversibilità: incapacità a invertire mentalmente gli eventi o i ragionamenti.
24 Il periodo preoperatorio (2 7 anni) Egocentrismo: il bambino non concepisce l esistenza di «punti di vista» e quindi fa difficoltà ad adottare il punto di vista di un altro. Ragionamento semilogico: i pensieri sono concatenati tra loro in maniera slegata e non secondo una relazione logica. Cognizione sociale limitata: un bambino giudica la scorrettezza di un comportamento sulla base delle conseguenze piuttosto che delle intenzioni.
25 Il periodo delle operazioni concrete (7 11 anni) Operazione: azione interiorizzata che fa parte di una struttura organizzata. Concrete perché basate su ciò che «è» piuttosto che su ciò che «potrebbe essere». Il pensiero è decentrato, dinamico, e reversibile. Le principali operazioni: Reversibilità; Compensazione; Addizione/Sottrazione. Nella sfera sociale, il bambino è meno egocentrico.
26 Il periodo delle operazioni formali (11 15 anni)
27 Il periodo delle operazioni formali (11 15 anni) Le strutture cognitive sono ora completate e organizzate: non cambia la struttura del pensiero ma solo il contenuto. Pensiero ipotetico-deduttivo: l adolescente è in grado di fare previsioni e sottoporle a verifica. Pensa al futuro, considera idee astratte, assume diversi punti di vista, si immagina in diversi ruoli, ed è in grado di riflettere sui propri e altrui pensieri.
28 Critiche alla teoria di Piaget Compiti troppo difficili e situazioni poco realistiche: cambiando la natura dei compiti, si è osservato che il bambino ha capacità più avanzate di quelle ipotizzate da Piaget; Sottovaluta l importanza del contesto relazionale e dell interazione con i pari.
29 L approccio socioculturale di Vygotskij Gli esseri umani non sono entità indipendenti in contatto con l ambiente, ma sono persone-in-uncontesto. Bambino come organismo attivo, sociale in un contesto (dalla cultura più ampia al contesto familiare) che lo definisce e plasma la sua esperienza
30 L approccio socioculturale di Vygotskij Zona di sviluppo prossimale: la distanza tra il livello attuale di sviluppo così come è determinato dal problem-solving autonomo e il livello più alto di sviluppo potenziale così come è determinato attraverso il problemsolving sotto la guida di un adulto o in collaborazione con i pari più capaci. Scaffolding: «impalcatura» attraverso cui le abilità emergenti di un bambino vengono sostenute da adulti esperti.
31 L approccio socioculturale di Vygotskij L interazione tra adulto e bambino da interpsichica (da mente a mente) diventa intrapsichica (all interno della mente), come il linguaggio, strumento fondamentale del pensiero. Linguaggio e pensiero sono inizialmente indipendenti. A 2 anni si fondono: i bambini imparano che gli oggetti hanno un nome e quindi usano le parole come simboli.
32 L approccio socioculturale di Vygotskij A 3 anni, il linguaggio interpersonale si scinde in linguaggio comunicativo verso gli altri e linguaggio egocentrico. Linguaggio egocentrico: il bambino parla da solo ad alta voce. Funzione: guidare il pensiero, affrontare un problema, pianificare le azioni. A 7-8 anni, il linguaggio egocentrico diventa linguaggio interiore: i bambini possono «pensare a parole» in silenzio. È un linguaggio più abbreviato e frammentato.
33 Piaget Vygotskij Riflette l incapacità del bambino di considerare il punto di vista degli altri Sparisce con l età LINGUAGGIO EGOCENTRICO Aiuta il bambino a risolvere problemi Diventa linguaggio interiore RELAZIONE TRA PENSIERO E LINGUAGGIO Il pensiero precede il linguaggio Il pensiero si sviluppa indipendentemente dal linguaggio Pensiero e linguaggio sono solo inizialmente indipendenti, poi si fondono Il linguaggio dà una spinta fortissima alla cognizione, permettendo forme di pensiero altrimenti non possibili
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