SUPPLY CHAIN MANAGEMENT STRATEGY AND LOGISTIC NETWORK

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UNIVERSITÀ POLITECNICA DELLE MARCHE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria Informatica, Gestionale e dell Automazione SUPPLY CHAIN MANAGEMENT STRATEGY AND LOGISTIC NETWORK relators: Marcello Falasco, Marco Cardinali, Enrico Guzzini Seminario Università del Piemonte Orientale Alessandria 12-03 03-2007

UNIVERSITÀ POLITECNICA DELLE MARCHE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria Informatica, Gestionale e dell Automazione LA SUPPLY CHAIN MANAGEMENT E LE RETI LOGISTICHE RELATORI: Marcello Falasco, Marco Cardinali, Enrico Guzzini

ARGOMENTI TRATTATI: 1. EVOLUZIONE DELLA e-supply CHAIN COLLABORATION IN ITALIA 2. LO STATO DELLA e-supply CHAIN

EVOLUZIONE DELLA e-supply CHAIN COLLABORATION Dinamica della e-supply Chain in Italia. Valori 2004 Valori 2005 Var. % 82 miliardi 92 miliardi + 12% Gli scambi supportati da tecnologie tradizionali (fax, ecc.) sono statici: nel 2005 sono cresciuti del 3%. Gli scambi supportati da nuove tecnologie (internet, ecc.) sono aumentati del 31%. EDI su internet è cresciuto del 44%. L e-supply Chain Execution (B2b,ciclo ordine-consegna): + 14%. L e-supply Collaboration (B2b, pianificazione, marketing): + 6%.

LO STATO DELLA e-supply CHAIN COLLABORATION IN ITALIA. 1. PRINCIPALI CONFERME. Oltre il 75% riguarda le applicazioni mature relative alle tecnologie tradizionali (EDI o soluzioni A2A) A A) e alla loro rete di fornitura (Fiat, Bosch, Indesit Company). Crescono, ma meno delle attese, i modelli VMI (Vendor( Management Inventory) ) nei settori grocery, automotive, elettrodomestici con tecnologie A2A. A A. Nelle collaborazioni di filiera (monte-valle) si sono ulteriormente sviluppate: extranet web-based based in funzionalità e adozione. Sono poco diffuse le applicazioni collaboration di supporto al co-design design.

LO STATO DELLA e-supply CHAIN COLLABORATION IN ITALIA. 2. BARRIERE ALLO SVILUPPO. Difficoltà nel tradurre gli obiettivi generali e i rapporti di collaborazione in obiettivi operativi e in benefici misurabili. Complessità organizzativa: A) limiti culturali, scarse conoscenze del management della Supply Chain Management all interno della propria azienda; B) scarsa conoscenza dei propri partner di filiera e venir meno dei benefici condivisi (win( win);

LO STATO DELLA e-supply CHAIN COLLABORATION IN ITALIA. 3. TREND ATTESI Maggiore diffusione delle soluzioni di pianificazione collaborativa con il supporto di extranet web-based based a complemento dell A2A. A. Sviluppo extranet verso funzionalità di esupply Chain Collaboration in sinergia con la esupply Chain Execution aumentando gli investimenti tecnologici e organizzativi.

LO STATO DELLA e-supply CHAIN COLLABORATION IN ITALIA. 4. MODALITA OPERATIVE Per ogni progetto di e-supply Chain,, data la complessità organizzativa piuttosto elevata, è necessario associare sistemi di pianificazione che riguardano tre aree applicative: A) Sistemi per la gestione delle relazioni con i fornitori (Supplier( Relationship Management, Smr); B) Sistemi per il monitoraggio e la gestione degli eventi imprevisti (Supply Chain Events Management, Scem); C) Sistemi per la misurazione delle performances (Supply Chain Performances Management, Scpm).

LO STATO DELLA e-supply CHAIN COLLABORATION IN ITALIA. All aumentare del supporto collaborativo si avrà: Riduzione dei costi operativi. Migliore utilizzo degli impianti (flotta veicoli, riduzione scorte, riduzione capitale fisso e circolante). Picchi di lavoro più contenuti. 5. BENEFICI.

ARGOMENTI TRATTATI: 3. DEFINIZIONE DI SUPPLY CHAIN MANAGEMENT 4. SUPPLY CHAIN MANAGEMENT 5. LA LOGICA WIN WIN 6. I PUNTI DI FORZA DELLA SCM 7. IL MODELLO A RETE 8. SINTESI 9. CONCLUSIONI

DEFINIZIONE È LA GESTIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI E SCAMBI COMMERCIALI TRA FORNITORE E CLIENTE

SUPPLY CHAIN MANAGEMENT COME SI GESTISCE costituendo alleanze strategiche con altri partner nella filiera della produzione unendo e facendo collaborare clienti e fornitori per progetti condivisi

SUPPLY CHAIN MANAGEMENT CRITERIO INNOVATIVO DA SEGUIRE va ampliato il concetto di logistica non solo dal lato dei trasporti e del magazzino ma soprattutto per le attività integrate di 1. Approvvigionamento 2. Produzione 3. Distribuzione

SUPPLY CHAIN MANAGEMENT IN QUALE MODO con integrazioni, interazioni, collaborazioni e comunicazioni a monte e a valle tra ogni processo e ogni attività che ruota intorno all impresa nei rapporti tra clienti, fornitori e distributori

SUPPLY CHAIN MANAGEMENT IN QUALE MODO Integrando le funzioni logistiche interne ed esterne all impresa in un contesto di: 1. Approvvigionamento 2. Gestione Ordini 3. Distribuzione 4. Mercato

LA LOGICA WIN-WIN Modello tradizionale di rapporto cliente fornitore prevede: 1. Magazzino sia per il cliente che per il fornitore; 2. Scorte elevate per entrambi; 3. Maggiore immobilizzo finanziario con ricorso all indebitamento 4. Difficoltà nella gestione della logistica dovute a tempi di consegna sempre più brevi richiesti dal mercato

LA LOGICA WIN-WIN Modello COLLABORATIVO (PLAN-SOURCE SOURCE-MAKE-RETURN) 1. Riduzione Magazzini grazie a piani di consegna prestabiliti; 2. Riduzione scorte grazie a pianificazione rigorosa e puntuale; 3. Migliore gestione dei flussi finanziari 4. Ottimizzazione dei costi di transazione (trasporti)

PUNTI DI FORZA DELLA SUPPLY CHAIN ELIMINA INEFFICIENZE PER 1. Eccesso di scorte 2. Eccesso prodotti 3. Attese improduttive 4. Ritardi nella logistica trasporti

PUNTI DI FORZA DELLA SUPPLY CHAIN CREA Valore aggiunto per l intera l catena della produzione- distribuzione con riduzione dei costi complessivi interni ed esterni

SUPPLY CHAIN MANAGEMENT La condizione per raggiungere gli obiettivi richiamati è quella di costruire per la Supply Chain Un MODELLO A RETE

MODELLO A RETE Si basa sulla corretta e fluida organizzazione dei processi di Supply Chain Management. I processi SCM sono: -PLAN -SOURCE -MAKE -DELIVER -RETURN Il modello a rete è costruito dall unione coordinata e sincronizzata dei diversi processi aziendali di SCM.

MODELLO A RETE CHE PERMETTE di monitorare e anticipare le fasi logistiche della gestione tramite controlli on-line per vendere al mercato ciò che chiede e non ciò che piace vendere all impresa

MODELLO A RETE Sistemi di coordinamento e controllo Gestione Relazioni con fornitori (SRM) Misurazione delle performance della SC Pianificazione e progettazione della Supply Chain Pianificazione flussi di Materiali Pianificazione domanda Pianificazione acquisti Pianificazione Produzione Schedulazione Pianificazione Trasporti Gestioni dei Rapporti con i clienti ERP o sistemi di Supply Chain Execution

MODELLO A RETE FOCUS DEL PROBLEMA Trovare soluzioni che siano fruibili non solo all impresa madre ma all intera filiera produttiva COME FARE Integrando modelli gestionali comuni con avanzati supporti informatici secondo le seguenti procedure

Catena SUPPLY CHAIN Scp Fornitori Erp Sce Clienti Terzisti Erp: Enterprise Resource Planning (sistema gestionale integrato) Scp: Supply Chain Planning (pianificazione della catena di fornitura clienti fornitori terzisti) Sce: Supply Chain Execution (esecuzione della pianificazione, mediante software gestionali avanzati)

Catena SUPPLY CHAIN Relazioni fra Fornitori, Impresa, Clienti OBIETTIVI DELLA CATENA Implementare nel sistema della supply chain tra i vari partners supporti informatici interrelati IN GRADO DI velocizzare i tempi di consegna e lo svolgimento delle attività (codice a barre, TAG attivi e passivi, RFID) ridurre spazi centralizzandoli in punti di stoccaggio eliminare ciò che non aggiunge valore per l impresa l e il cliente

Catena SUPPLY CHAIN Relazioni fra Fornitori, Impresa, Clienti ALLO SCOPO DI AUMENTARE i livelli di produzione i livelli dei servizi logistici integrati i livelli di produttività i livelli di redditività tra i partners della filiera per progetti condivisi (WIN, WIN)

Sintesi La Supply Chain Management offre le seguenti performance: pianifica e ottimizza al meglio l inventariol elimina colli di bottiglia e ritardi di fornitura favorisce l innovazione l di prodotto o servizio riducendo i tempi di produzione, LEAN PRODUCTION,, i tempi di mercato, TIME TO MARKET anticipa la domanda per la migliore integrazione con i clienti (E-PROCUREMENT( PROCUREMENT) aumenta la soddisfazione del cliente con richieste on-line

CONCLUSIONI Nell ultimo decennio le imprese hanno incontrato maggiori difficoltà nel confrontarsi con i mercati a causa dell esplosione esplosione dell offerta. Di conseguenza per continuare a competere le imprese devono migliorare le proprie strategie aziendali con particolare riferimento alla catena logistica clienti-fornitori. Ciò dovrebbe indurle a ricercare nuove soluzioni logistiche (Supply Chain Management) e a terziarizzare (outsourcing) porzioni crescenti dei propri processi. E questa la strada per riequilibrare le leve competitive aziendali, i, chiarendo anzitutto quali fornitori siano strategici e in quali segmenti di mercato operare.

CONCLUSIONI L impresa mantiene i propri livelli di competitività solo se adotta e valorizza le nuove tecnologie informatiche e, soprattutto, un capitale umano, di cui una parte non secondaria, per conoscenze e professionalità,, viene trainato dal mondo Universitario e da quello Imprenditoriale.