L ABUSO DI SOSTANZE COCAINA Idroclorato di cocaina Crack (si ottiene rimuovendo un gruppo idrocloruro dalla cocaina base) Pianta dalle cui foglie viene estratta la cocaina (Erythroxylon coca) 1
La cocaina cloridrato è la forma farmaceutica usata come anestetico locale e abusata dai tossicomani per via nasale e/o endovena. Dalla ebollizione della cocaina cloridrato in ambiente alcalino (bicarbonato; baking-soda) si libera la cocaina base che può essere estratta con etere (free-base) o, piu semplicemente, raccolta come una pasta al termine della evaporazione dell acqua. La cocaina base, conosciuta come crack (per il caratteristico rumore prodotto dalla sublimazione dei cristalli durante il fumo), può essere fumata raggiungendo tassi ematici piu elevati e piu rapidi rispetto all uso intranasale del cloridrato. VIE DI SOMMINISTRAZIONE DELLA COCAINA Assorbimento tramite mucosa nasale ( sniffare ) Iniezione (E.V.) Inalazione (fumata con la pipa) Ingestione 2
Effetti della cocaina Possiede principalmente i seguenti effetti: Anestetico a livello locale E un simpatico-mimetico: riproduce le risposte fisiologiche mediate dal sistema nervoso simpatico, tachicardia, vasocostrizione, ipertermia, aumento della pressione arteriosa, ecc Stimolante del SNC: aumenta la vigilanza, induce euforia, acuisce le sensazioni percettive, dà un senso di accresciuta forza fisica e capacità mentale, abolisce il sonno e la fame. Gli effetti psicologici sono soggettivi, in quanto dipendono dagli stati emotivi e dall importanza attribuita alla cocaina. Depressione ( crash ) che segue all euforia Meccanismo d azione della cocaina Azione psicostimolante: liberazione di dopamina dai terminali sinaptici provenienti dalla VTA a livello del sistema limbico, in particolare nel nucleus accumbens. Inibizione del reuptake di DA da parte delle terminazioni nervose: infatti la cocaina agisce come dopamino-mimetico indiretto. Il blocco del reuptake risulta in un aumento della concentrazione del neurotrasmettitore nello spazio sinaptico a disposizione del recettore post-sinaptico. 3
Meccanismo d azione della cocaina L azione sinaptica della cocaina è conseguente al blocco della riassunzione di alcuni neurotrasmettitori a livello delle sinapsi del sistema nervoso. Quando a livello della terminazione nervosa (a) le molecole di neurotrasmettitore vengono liberate dalle vescicole, esse attraversano la fessura sinaptica e stimolano le cellule nervose successive. Di regola, una parte delle molecole di neurotrasmettitore che si trovano nella fessura sinaptica viene ripompata verso il neurone che le ha liberate. In presenza di cocaina (b) la pompa di riassunzione viene bloccata e l azione stimolatrice delle molecole di neurotrasmettitore aumenta con l aumento della concentrazione nella fessura sinaptica. UTILIZZO CLINICO DELLE AMFETAMINE 1) Narcolessia 2) Sindrome ipercinetica del bambino detta anche sindrome da deficit di attenzione/iperattività (ADHD).Il metilfenidato è il farmaco più usato, a dosi minori rispetto a quelle che danno euforia e altri effetti collaterali.alterazioni nella via della dopamina sembrano essere coinvolte nell ADHD, ma il meccanismo delle amfetamine non è chiaro. 3) Non sono più utilizzate come farmaci anoressizzanti perché Presentano pericolosi effetti collaterali 4
UTILIZZO NON CLINICO DELLE AMFETAMINE 1. Aumento delle prestazioni fisiche e mentali 2. Diminuzione della coscienza della fatica 3. Esaltazione dell ideazione e della gratificazione con aumento dell autostima 4. Innalzamento del tono dell umore Meccanismo d azione delle amfetamine Gli effetti delle amfetamina sono dovuti al release di catecolamine (dopamina e noradrenalina) dalle terminazioni nervose. L aumento del release delle catecolamine è conseguenza delle seguenti azioni principali dell amfetamina: 1) inibizione del trasportatore vescicolare 2) inibizione delle monoamminossidasi (MAO) 3) inversione della direzione di trasporto del carrier di membrana 4) blocco del reuptake delle catecolamine 5
Gli effetti delle amfetamine sono dovuti al release di catecolamine (dopamina e noradrenalina) dalle terminazioni nervose. L aumento del release delle catecolamine è conseguenza delle seguenti principali azioni principali dell amfetamina: 1) inibizione del trasportatore vescicolare 2) inibizione delle monoamminossidasi (MAO) 3) inversione della direzione di trasporto del carrier di membrana 4) blocco del reuptake delle catecolamine Meccanismo d azione dell amfetamina 1) Il blocco del carrier vescicolare impedisce che la DA venga immagazzinata nelle vescicole 2) La DA si accumula nel citoplasma del neurone anche perché le MAO sono bloccate 3) Nella membrana del neurone è presente un carrier che normalmente trasporta DA dallo spazio sinaptico al citoplasma (reuptake mechanism) da dove viene poi immagazzinata nelle vescicole 4) Quando la concentrazione di DA nel citoplasma è superiore a quella nello spazio sinaptico, il carrier di membrana inverte la sua direzione di trasporto: la DA è trasportata dal citoplasma allo spazio sinaptico Gli effetti comportamentali dell amfetamina sono mediati dalla DA liberata dalla terminazione nervosa 6
Cannabis (Marijuana e hashish) La canapa indiana è una pianta erbacea appartenente al genere cannabacee, coltivabile nei climi caldi e temperati I principi attivi sono racchiusi: a) nelle foglie b) nelle sommità fiorite degli esemplari femminili A seconda della concentrazione di THC presente nelle sommità fiorite, sono state definite due varietà di canapa indiana: 1) la pianta da fibra che contiene THC in concentrazioni allo 0,2% 2) la pianta da droga che contiene THC in concentrazioni variabili dal 3,4% a 4,8% Pianta di cannabis 7
CANNABIS I danni connessi con l'uso cronico dei derivati della cannabis, dipendono dalla quantità del principio psicoattivo che è il: THC (Δ-9-tetraidrocannabinolo). CANNABINOIDI Le droghe principali ottenute dalla canapa indiana sono: 1) LA MARIJUANA (ERBA) 2) L HASHISH 3) L OLIO DI HASHISH La percentuale di THC: 1) Marijuana 0,5-5% 2) Hashish 2-20% 3) Olio di hashish 15-60% 8
Effetti a breve termine dell uso di marijuana: intensificazione delle esperienze emotive, distorsioni sensoriali, senso di irrealtà Effetti a lungo termine dell uso di marijuana: danni polmonari (cancro?), bronchite, asma Localizzazione dei recettori per i cannabinoidi Alte densità: Ippocampo (memoria) Corteccia cerebrale (capacità di concentrazione e percezione) Cervelletto (coordinazione motoria) Basse densità: Tronco cerebrale (dove sono localizzati i centri regolatori delle funzioni cardiaca e respiratoria, sui quali i cannabinoidi hanno effetti modesti) Il ligando naturale, prodotto dall organismo, che si lega ai recettori dei cannabinoidi è l anandamide: le sue funzioni non sono ben note 9
OPPIACEI OPPIACEI: Morfina, codeina e derivati sintetici dell oppio (eroina e metadone) Il papavero dell oppio e la capsula dei semi Vie di somministrazione degli oppiacei Orale Polmonare Assorbimento tramite mucosa nasale Iniezione 10
OPPIACEI: EFFETTI Azione inibitoria sulle strutture implicate nel comportamento motivazionale ed emotivo Riduzione del battito cardiaco, della pressione sanguigna, della temperatura Rallentamento dei riflessi Diminuzione di attenzione e memoria Sonnolenza Inibizione dell apparato gastrointestinale (ridotta secrezione di HCl, bile e succo pancreatico, motilità intestinale depressa) TOLLERANZA E DIPENDENZA DA OPPIACEI L uso cronico di oppiacei causa: - diminuzione della densità dei recettori per le endorfine - inibizione della sintesi di endorfine Progressiva riduzione della risposta alla droga, necessità di continuo apporto esterno di oppiacei (=dipendenza fisica) - ipereccitabilità dei sistemi endorfinici Necessità di dosi sempre più elevate di oppiacei 11
L EROINA (diacetilmorfina) Effetti dell eroina Effetti fisiologici riduzione del dolore sedazione alterazioni nel ritmo e nel volume respiratorio riduzione complessiva della funzione respiratoria rallentamento psico-motorio e riduzione del coordinamento muscolare rilassamento della muscolatura dello stomaco e dell intestino diminuzione dell ovulazione e mancanza delle mestruazioni Effetti psicologici intenso piacere detto flash assenza di ogni preoccupazione e tendenza all apatia rallentamento dell ideazione e del linguaggio disorganizzazione del pensiero scarsa percezione della realtà forte egocentrismo I segni più visibili dell assunzione di eroina pupille a spillo parola impastata (forte rallentamento e scarsa articolazione della parola) forte rallentamento dei movimenti e tendenza alla sonnolenza prurito insistente 12
Effetti a lungo termine dell eroina Tolleranza: è necessaria una quantità di droga sempre maggiore per produrre il senso di euforia ed altri effetti sul comportamento. Dipendenza: sia fisiologica che psicologica. Astinenza: si manifesta circa 8-12 ore dopo l assunzione dell ultima dose. I sintomi possono continuare per 1-3 giorni e permanere fino a 7-10 giorni. Segni di astinenza: Pupille dilatate Gocciolamento dal naso Ansia, irrequietezza, palpitazioni Mancanza di appetito, nausea, vomito, diarrea e dolori addominali Insonnia e sbadigli Tremori e crampi muscolari Complicazioni mediche legate all uso di eroina Overdose Avvelenamento dovuto ad aggiunta di sostanze tossiche alla droga Epatiti; danni al fegato AIDS Malattie sessualmente trasmissibili Infezioni della pelle dovute alle ripetute iniezioni endovenose Aumento del rischio di infarto Infezioni polmonari 13
ECSTASY (MDMA= 3,4 metilendiossimetilamfetamina) È una anfetamina, sintetizzata per la prima volta nel 1914 dai laboratori Merck. Essa differisce dalla MDA soltanto per la posizione del gruppo - O-CH2-O- nella molecola. Si tratta di un composto semisintetico ottenuto dal safrolo, uno degli olii essenziali presenti nel sassofrasso, nella noce moscata, nella vaniglia, nella radice di acoro, e in diverse altre spezie vegetali. Modalità di assunzione dell ecstasy Viene generalmente venduta in pastiglie, la cui composizione è spesso sconosciuta, raramente in polvere da inalare o, dopo averla raccolta in pezzettino di carta - spesso una cartina da sigarette, da deglutire 14
Alcune pillole di ecstasy. I disegni ed i colori brillanti sono utilizzati appositamente per rendere la sostanza stupefacente più invitante e suscitare meno refrattarietà nel consumatore (soprattutto occasionale) EFFETTI RICERCATI DAI CONSUMATORI DI ECSTAY Agisce dopo 20-40 minuti dall assunzione; il massimo dell effetto si raggiunge dopo circa un ora e permane per 4/8 ore. Gli effetti comunemente ricercati e riportati sono uno stato di benessere, euforia e piacere, sintonia con l altro, facilità di comunicazione; le percezioni vengono intensificate, la musica si sente meglio e i colori appaiono più intensi. L ecstasy è dotata anche di effetti allucinogeni simil-mescalinici con distorsione delle percezioni sensoriali. 15
EFFETTI DELL ECSTASY Azione neurotossica sui terminali assonali dei neuroni serotoninergici Confusione mentale Alterazione della coscienza Pallore cutaneo Piloerezione Secchezza delle fauci Disturbi gastrointestinali tipo nausea e diarrea Irrequietezza Ipertermia Frequenza cardiaca e pressione arteriosa elevate Effetti dell MDMA sul cervello Stimolazione della trasmissione serotoninergica a cui segue l effetto opposto per inibizione della triptofanoidrossilasi, enzima fondamentale per la sintesi di 5-HT Può causare il rilascio della serotonina Può bloccare la ricaptazione della serotonina Può diminuire la quantità di serotonina nel cervello (causando degenerazione delle sinapsi serotoninergiche) 16
Effetti dell MDMA sul cervello blocco a livello del terminale presinaptico del carrier vescicolare deputato al trasporto di serotonina all interno delle vescicole inversione del trasporto della serotonina da parte del carrier di membrana per accumulo del neurotrasmettitore nel citoplasma e quindi blocco del re-upfake blocco delle mono aminoossidasi (MAO) di tipo A Dopo l iniziale liberazione massiva di serotonina, l MDMA provoca un effetto opposto, poiché determina il blocco della sintesi di serotonina. Viene infatti inibito l enzima triptofano idrossilasi deputato alla sintesi del neurotrasmettitore EFFETTI A LUNGO TERMINE DELL MDMA A B Negli animali l MDMA produce effetti persistenti sui neuroni che producono serotonina: una protratta riduzione dei metaboliti e dei trasportatori della serotonina. Inoltre, gli assoni serotoninergici sono danneggiati anche se i corpi cellulari rimangono intatti. Tale effetto viene parzialmente illustrato in figura, dove si nota una marcata riduzione degli assoni serotoninergici nella neocorteccia e nell ippocampo di una scimmia scoiattolo trattata con MDMA 18 mesi prima. A) scimmia di controllo; B) scimmia trattata. 17
LSD (dietilamide dell acido lisergico) Fu prodotto per la prima volta da Albert Hofmann (Sandoz,compagnia farmaceutica svizzera) Effetti dell LSD sul Sistema Nervoso: Alterazioni percettive Illusioni visive (colori vividi) Allucinazioni Distorsione del tempo e dello spazio I soggetti sono calmi, passivi Incapacità di esprimere pensieri concreti L LSD ha una struttura simile a quella della serotonina ed interagisce con i recettori serotoninergici Azione dell LSD Agisce sui recettori serotoninergici 5HT 2A,a causa della sua somiglianza strutturale con la serotonina Sono presenti principalmente nella corteccia cerebrale ed in altre zone cerebrali come : bulbo e tubercolo olfattorio, nucleus accumbens, nucleus tractus solitarius La corteccia cerebrale, fortemente implicata nella modulazione degli stati umorali, cognitivi e percettivi, insieme al locus coeruleus, deputato alla percezione e al riconoscimento degli stimoli esterni, sono le principali regioni in cui agiscono gli allucinogeni attraverso la stimolazione dei recettori 5HT 2A 18
Il bad trip (cattivo viaggio) dovuto all uso di LSD Consiste in pratica in un attacco di panico, dovuto all azione sulle vie serotoninergiche, con: Tachicardia Illusioni visive terrorizzanti Attacco acuto di ansia Terrore Tremori Disturbi del pensiero Disturbi percettivi La crisi si risolve in 6-12 ore. Altro problema è il flashback, ossia la ricomparsa di effetti psicologici al di là dell abuso. 19