La Direttiva Macchine Enti, Norme, Presupposti Il Quadro Normativo Presupposto fondamentale: distinguere subito ed in modo preciso le due grandi famiglie di Norme di riferimento. Le Norme Legislative Le Norme Tecniche 2 1
1. Norme Legislative Emanate dal Parlamento o dal Governo (in GU). Sono obbligatorie in ambito nazionale per operatori del settore e cittadini. Contengono linee generali della materia trattata e si rifanno alle Norme Tecniche nello specifico. 2. Le Norme Tecniche Emanate da organismi nazionali ed internazionali Non sono obbligatorie. Contengono criteri costruttivi e regole di buona tecnica che riguardano la funzionalità e l utilizzo sicuro di prodotti. Sono redatte in modo molto particolareggiato. Hanno rilevanza giuridica se a loro attribuita da un provvedimento legislativo. 3 Organismi Internazionali ISO International Organization for Standardization - Ginevra Organismo di normalizzazione a livello mondiale per tutti i settori tranne quello elettrico ed elettronico a cui aderiscono 130 paesi. Nasce nel 1947 per la standardizzazione, lo scambio merci e servizi, la collaborazione scientifica, tecnologica ed economica. Il lavoro è articolato gerarchicamente in 2850 comitati tecnici, sottocomitati e gruppi di lavoro: un settore esprime il bisogno di uno standard ad un organismo nazionale che lo propone a ISO. Si concorda quindi il bisogno, si definiscono gli aspetti tecnici, si costruisce il consenso ed infine si ha l approvazione della bozza di Standard Internazionale e la sua pubblicazione. Tutti gli standard devono essere rivisti al massimo ogni 5 anni. 4 2
Organismi Internazionali IEC International Electrotechnical Commission - Ginevra Costituito nel 1906, redige e pubblica le Norme Tecniche per il settore elettrotecnico ed elettronico a livello internazionale. Contempla 100 paesi ed interagisce con i Comitati Elettrotecnici Nazionali. La normativa IEC funge da base per l elaborazione di norme e regolamenti nazionali e costituisce uno strumento strategico per gli scambi commerciali e la globalizzazione dei mercati: la IEC è riconosciuta dal WTO. Collabora con l ISO e le sue pubblicazioni diventano Norme Armonizzate a livello europeo. In mancanza di norme specifiche nazionali, le norme IEC costituiscono una valida guida per l esecuzione a regola d arte degli impianti elettrici. 5 Organismi Internazionali ITU International Telecommunication Union Ginevra Si occupa di regolare le telecomunicazioni telefoniche e telegrafiche. Fino al 1993 era noto come CCITT ("Comité consultatif international téléphonique et télégraphique"). Fornisce delle specifiche standard (o raccomandazioni) riconosciute a livello internazionale. Le varie aree di lavoro corrispondono ad altrettante serie, rappresentate da una lettera maiuscola, mentre le singole specifiche interne a ciascuna serie sono rappresentate da un numero. Complessivamente, una particolare specifica può chiamarsi ad esempio V.200. 6 3
Organismi Europei CENELEC Comité Européen de Normalization Electrotecnique - Bruxelles Nasce nei primi anni 60. Prepara normative riguardanti il settore elettrotecnico ed elettronico a livello europeo che facilitino lo scambio di mezzi e servizi. Obiettivo primario: creare un unico corpo di Norme necessarie per il mercato unico Europeo. Emette documenti di armonizzazione (HD) o norme europee (EN): HD: documento di riferimento i cui contenuti tecnici vanno introdotti nelle norme nazionali entro un tempo concordato; Norma EN: documento concordato in sede CENELEC tradotto integralmente senza cambiamenti, nella lingua nazionale. Costituisce norma nazionale in tutti i paesi della comunità. In Italia, tali norme, vengono recepite tramite Decreti Ministeriali. 7 Organismi Europei CEN European Committee for Standardization Bruxelles Nasce con il CENELEC nei primi anni 60. E il Comitato Europeo responsabile della Normalizzazione in tutti i campi eccetto quello Elettrotecnico (CENELEC) e delle Telecomunicazioni (ETSI). Lavora attraverso i Comitati Tecnici (TC) a cui sono affidati campi specifici di lavoro. Tali comitati tecnici possono costituire dei sottocomitati TC /SC e gruppi di lavoro TC /SC /WG Si prepara il testo, si supera il voto formale CEN ed il pren diventa EN e viene fornita all Ente di Normazione Nazionale nelle tre lingue ufficiali: inglese, francese e tedesco. 8 4
Organismi Europei ETSI European Telecommunications Standards Institute Valbonne (FR) Terzo Ente Normatore Europeo, si occupa del settore telecomunicazioni. Sviluppa e pubblica Norme Europee di telecomunicazioni (Norme EN della serie 300 000), che vengono poi trasferite alle organizzazioni nazionali per la loro trasposizione a livello nazionale. NON si occupa della regolamentazione dell assegnazione delle frequenze, che rimane alle Amministrazioni Statali. 9 Organismi Nazionali CEI Comitato Elettrotecnico Italiano Costituito nel 1909 E l ente italiano, riconosciuto in Europa, che si occupa di normativa ed unificazione nel settore elettrotecnico ed elettronico a livello nazionale. Emette norme tecniche e tabelle dimensionali nel settore elettrico in base ad una convenzione col CNR. Partecipa ai lavori comunitari per la stesura di norme. E affiancato all UNEL, Unificazione Elettrotecnica ed Elettronica, (da cui derivano le tabelle CEI-UNEL) e collabora con l UNI. E un associazione privata con personalità giuridica. 10 5
Organismi Nazionali UNI Ente Nazionale di Unificazione Fondato nel 1921 Svolge attività normativa ed emana Norme Tecniche in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico. E un associazione privata senza scopo di lucro con personalità giuridica. 11 Riassumendo: 12 6
Enti di certificazione e marchi di qualità 1. Marchio di qualità Attesta la conformità di materiali ed apparecchiature alle norme CEI ed alle tabelle CEI-UNEL. A fronte di prove standard si ottiene l autorizzazione ad apporre sul proprio prodotto il marchio di qualità dell Istituto. L IMQ vigila sulla produzione di serie e può successivamente revocare l uso del marchio. 2. Certificato con sorveglianza Nel caso in cui non esistano norme CEI ma siano comunque disponibili norme di altri paesi, norme internazionali, progetti di norme CEI, ecc. non è possibile il rilascio del marchio di qualità. Sulla base di norme di altri paesi o su progetti di norma, l istituto può rilasciare un marchio di sorveglianza, il quale attesta la conformità del prodotto a tali direttive. 13 Modi di dimostrare la conformità di una macchina o di un prodotto elettrico alle norme. 1.Dichiarazione di conformità del costruttore (interna) Dichiarazione di un fornitore, sotto la sua sola responsabilità, che un prodotto, processo o servizio è conforme ad una specifica norma o ad un altro documento normativo. 2.L attestazione di conformità (esterna su un singolo pezzo) E l atto mediante il quale un laboratorio di prova, terza parte indipendente, testimonia che un determinato campione sottoposto a prova è conforme ad una specifica norma o altro documento normativo. Riguarda un campione. 3.La certificazione di conformità (esterna su una serie) E l atto mediante il quale una terza parte indipendente, dichiara che, con ragionevole attendibilità, un determinato prodotto, processo o servizio è conforme ad una specifica norma o altro documento normativo. Necessita di sorveglianza successiva. Nei casi 2 e 3 serve l intervento di un laboratorio. Questa classificazione è stata adottata dalle norme UNI-CEI 70001. 14 7
Cose importanti riguardo alle Direttive Comunitarie (Nuovo Approccio) 1. Campo di applicazione: dove vengono descritti i prodotti coperti dalla direttiva ed i rischi da evitare. 2. Immissione sul Mercato: prima messa a disposizione di un prodotto, a titolo oneroso o gratuito, per la sua distribuzione o impiego sul territorio della Comunità. 3. Clausola di libera circolazione: il prodotto marcato CE in Italia può essere liberamente venduto in tutti i paesi dell Unione Europea. 4. Norme Armonizzate: i prodotti conformi alle norme tecniche elaborate da CEN e CENELEC beneficiano di presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva. Gli elenchi delle NTA sono pubblicati periodicamente sulla GUCE, serie C. Se non ci sono NTA si fa riferimento alle norme tecniche nazionali (UNI e CEI). Se non viene usata la NTA bisogna dimostrare di aver soddisfatto i RESS. segue 15 5. I RESS della DM sono nell All. I della DM. Devono essere sufficientemente precisi da poter costituire obblighi sanzionabili da parte degli Stati membri. 6. Procedure di certificazione: è stabilita da ciascuna direttiva e la sua complessità aumenta al aumentare della pericolosità del prodotto. Si passa dall autocertificazione alla certificazione del sistema di qualità aziendale da parte di un ON. 7. Fascicolo tecnico: è costituito dalla documentazione tecnica utile a dimostrare la conformità dei prodotti ai requisiti della direttiva. 8. Marcatura CE: se il prodotto rientra in una direttiva tipo Nuovo Approccio è obbligatorio marcarlo, altrimenti se non rientra non si può marcare. Attesta la conformità del prodotto ai Requisiti minimi di sicurezza di una o più direttive e conferisce il diritto alla libera circolazione nella Comunità. 16 8
Le Norme Tecniche 1. Norme di tipo A (norme generali di sicurezza): contengono i concetti fondamentali, i principi di progettazione e gli aspetti generali applicabili a tutti i tipi di macchine (es. UNI EN ISO 12100-1:2005). 2. Norme di tipo B (norme generali di sicurezza comuni a gruppi): trattano un aspetto della sicurezza o un tipo di dispositivo di sicurezza applicabile a numerosi tipi di macchine. a) Norme di tipo B1: riguardano aspetti della sicurezza (distanze di sicurezza, rumore, temperature superficiali; es. UNI EN ISO 13857:2008, UNI EN ISO 13732-1:2007); b) Norme di tipo B2: riguardano i dispositivi di sicurezza (comandi a due mani, dispositivi di interblocco, dispositivi sensibili alla pressione, ripari; es. UNI EN ISO 21281). 3. Norme di tipo C: sono le cosiddette norme verticali, relative ad un tipo di macchina. 17 Le Norme Tecniche vengono elaborate con lo scopo di aiutare i progettisti, i costruttori e gli organismi interessati ad interpretare i requisiti di sicurezza per raggiungere la conformità. 18 9
Le Direttive 1. Macchine, 2006/42/CE: dal 29/12/2009 2. Bassa Tensione, 2006/95/CE 3. Compatibilità Elettromagnetica, 2004/108/CE 4. ATEX 5. PED Per tutte è definito il campo di applicazione ed i requisiti di sicurezza. Il fabbricante deve accertarsi che il proprio prodotto le soddisfi. Si presumono rispondenti ai requisiti delle Direttive i prodotti che soddisfano le Norme Armonizzate. 19 Immissione sul Mercato Il prodotto deve soddisfare a: 1. RESS Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute (Direttiva Macchine); 2. I principi generali in materia di sicurezza (Bassa Tensione); 3. I principali Requisiti in materia di Protezione (Compatibilità Elettromagnetica). Si presumono rispondenti a tali requisiti o principi i prodotti che soddisfano alle NTA Le NTA sono facoltative 20 10
Procedura di valutazione della conformità 1. Macchine non in All. IV a) Valutazione della conformità con controllo interno sulla fabbricazione della macchina; b) Predisposizione del fascicolo tecnico di costruzione, comprensivo della documentazione inerente la valutazione dei rischi e predisposizione delle istruzioni per l uso; c) Compilazione della dichiarazione CE di conformità e applicazione della marcatura CE. Che è la procedura di valutazione della conformità con controllo interno sulla fabbricazione di cui all All. VIII 21 Procedura di valutazione della conformità 1. Macchine in All. IV Si distingue tra: Macchine costruite conformemente alle NTA che coprono tutti i pertinenti RESS; Macchine costruite non rispettando o rispettando solo parzialmente le NTA, ovvero con riferimento a NTA che non coprono tutti i pertinenti RESS o assenza di NTA per le macchine in questione. 22 11
2. Macchine in All. IV 98/37/CE 23 2. Macchine in All. IV 2006/42/CE 24 12
FINE 25 13