Www.ebitda.it Facebook:Ebitda Twitter: Ebitda Discussion Paper (Allegato) Numero 13 - Maggio 2014
1. Aspetti Generali Il business plan è uno strumento, sia qualitativo che quantitativo, finalizzato alla pianificazione e all orientamento delle scelte aziendali. Viene sviluppato a sostegno della valutazione di nuove iniziative ma anche di programmi di ampliamento, riorganizzazioni di imprese e operazioni straordinarie. Il business plan riveste un ruolo importante sia per le imprese in fase di start-up aziendale e sia per le imprese già costituite in fase di riorganizzazione/consolidamento o in procinto di prendere scelte strategiche d influenza del business aziendale. Per la corretta redazione è necessaria da un lato la conoscenza della realtà d impresa a cui si riferisce il piano, e dall altro lo studio dei contesti esterni all impresa che possono influenzare l attività della stessa (mercati di riferimento, altre aziende che operano nello stesso settore, contesto economico, ecc). L aspetto informativo è un elemento chiave per la definizione delle ipotesi in base alle quali il piano verrà sviluppato il modello. Per garantire l attendibilità delle previsioni contenute nel business plan, l orizzonte temporale considerato è il medio periodo (5 anni). Quest arco temporale verrà suddiviso in più sottoperiodi delimitati in modo coerente alle dinamiche di sviluppo dell azienda. Le differenti fasi temporali da considerare nello sviluppo del business plan sono i primi 100 giorni, i primi tre anni, il quarto e quinto anno. Fase I. I primi 100 giorni : start-up I primi cento giorni possono essere considerati come un periodo di avvio per la definizione della governance del progetto e degli impatti organizzativi sulla struttura aziendale. E il periodo più
rilevante in quanto le scelte prese nel brevissimo periodo saranno in grado di influenzare lo sviluppo degli anni successivi. Fase II. I primi tre anni : da 0% a 100% Nel corso dei primi tre anni l azienda entrerà a pieno regime e si potrà verificare se le attività hanno prodotto o meno gli effetti desiderati. Gli effetti complessivi del piano in termini economici delle azioni si riverseranno al 20% il primo anno, al 30% il secondo e al 50% il terzo. Fase III. Quarto e quinto anno : Riposizionamento/consolidamento delle scelte La fase immediatamente successiva al primo triennio ha duplice importanza in quanto da un lato dovranno essere consolidate, se positive, le strategie del primo triennio e dall altro verranno assunte nuove decisioni di riposizionamento/consolidamento dell attività. 2. Aspetti Tecnico-metodologici della redazione del Business Plan La predisposizione del business plan non può prescindere dalla complessiva valutazione del progetto d impresa e dal rispetto dei principi di chiarezza, completezza, affidabilità e attendibilità, neutralità e prudenza. Le assumption ovvero le ipotesi cardine alla base del modello devono essere strettamente connesse alle scelte del management e al core business dell impresa. La redazione del business plan implica lo sviluppo parallelo di tre differenti documenti di input: I) Piano degli Investimenti Per sviluppare questo aspetto è indispensabile delimitare il perimetro aziendale ovvero definire la struttura materiale e immateriale esistente. Determinati gli obiettivi del progetto d impresa, fissati dalla governance, dovranno essere stimati gli investimenti da realizzare in funzione della struttura esistente, dei tempi di conseguimento degli obiettivi e delle risorse finanziarie disponibili. A tal fine è utile predisporre un crono-programma degli investimenti in relazione al quale sviluppare i vari steps del business plan.
Alcune delle variabili fondamentali per lo sviluppo del piano degli investimenti possono essere gli immobili, le licenze, gli impianti e le attrezzature, etc. Rientrano tra queste tutte le risorse necessarie per l avvio e lo sviluppo dell attività d impresa. II) Piano finanziario L aspetto finanziario si riferisce alle risorse necessarie per lo sviluppo del progetto d impresa nei tempi nel crono-programma. Per definire l ammontare di risorse necessarie da attingere da fonti esterne all impresa occorre conoscere i mezzi propri e gli investimenti da realizzare. Definire con precisione l ampiezza dell indebitamento è fondamentale in quanto questo influenzerà la gestione operativa. Da un lato l eccessivo indebitamento può un incidenza così elevata sulla gestione operativa, tale da neutralizzare eventuali risultati positivi; dall altro lato, un indebitamento insufficiente potrebbe compromettere le scelte d investimento e dunque il progetto aziendale. Per cui, oltre che la definizione della quota d indebitamento iniziale, è importante spalmare nel tempo quota capitale e quota interessi. III) Piano Operativo Riguarda direttamente il core business aziendale ovvero la principale attività operativa dell azienda e in tal senso dovranno si dovranno stimare costi e ricavi di gestione. La stima dei costi e dei ricavi dovranno essere frutto di accurate valutazioni con i mercati di riferimento. Le analisi di mercato consentiranno di stimare i ricavi attraverso la definizione di quantità e prezzi di vendita. Di conseguenza in base ai volumi di produzione e vendita sarà possibile stimare i costi diretti e indiretti. In seguito al completamento dei tre piani di input sarà possibile sviluppare i deliverables che saranno il Cash Flow, il Conto Economico e lo Stato patrimoniale. Per ottenere una visione complessiva saranno considerati differenti scenari che varieranno dallo scenario worst allo scenario best al variare delle ipotesi base del modello. Per completezza il business plan è corredato da indicatori sintetici in grado di evidenziare gli aspetti più rilevanti che emergono dal progetto. In particolare verranno evidenziati i key performance indicator economici e finanziari che cattureranno le informazioni più rilevanti. In parallelo dovranno
essere elaborati i più comuni indicatori utilizzati per la valutazione di un investimento: TIR, VAN, Discount Rate, etc.