1 CORSO FORMATIVO/INFORMATIVO MESORACA 24/ 28 MAGGIO 2016 CONOSCERE LA DEMENZA PER AFFRONTARLA DOTT.SSA ANASTASIA WANDA CARCELLO DOTT.SSA MONICA BACCI
COS È LA DEMENZA? GRADUALE COMROMISSIONE DELLE FUNZIONI COGNITIVE DELLA CORTECCIA CEREBRALE CON CONSEGUENTE PERDITA DELLE CAPACITÀ INTELLETTIVE COME RICORDARE, PENSARE RAGIONARE, AGIRE DEMENZA termine sintetico che non specifica la causa né la gravità, la cui diagnosi si basa su criteri clinici, poiché esistono pochi esami specifici
DEFINIZIONE DELLA DEMENZA La perdita di cellule cerebrali causa un progressivo ed irreversibile declino delle facoltà mentali e modifica la vita del paziente per l interferenza negativa sulle attività quotidiane È UNA MALATTIA DESOLATA, VUOTA E ARIDA COME IL DESERTO UN LADRO DI CUORE E DI MEMORIE
Jean Etienne Dominique Esquirol (1772-1840) Psichiatra e scenziato francese IL DEMENTE È UN RICCO DIVENTATO POVERO Non è il normale invecchiamento, in quanto la vecchiaia non è la causa della malattia
COME E FATTO IL NOSTRO CERVELLO? Due emisferi (destro e sinistro) Contenuti nella scatola cranica
COME E FATTO IL NOSTRO CERVELLO? I due emisferi sono uniti da una struttura centrale chiamata CORPO CALLOSO
EMISFERO DESTRO comanda il lato sinistro del corpo FUNZIONI Intuizione musica, ritmo, sintesi, rilassamento, immagini EMISFERI CEREBRALI
EMISFERI CEREBRALI EMISFERO SINISTRO comanda il lato destro del corpo FUNZIONI analisi logica matematica linguaggio.
FUNZIONI CORTICALI SUPERIORI COMPROMESSE NELLA DEMENZA Memoria Far fronte alle richieste della vita di ogni giorno Attività percettivomotorie acquisite
FUNZIONI CORTICALI SUPERIORI COMPROMESSE NELLA DEMENZA Controllare le proprie reazioni emotive Vigilanza Conservare un comportamento sociale adeguato
COS È LA CORTICALE? LA PARTE PIÙ ESTERNA DEL CERVELLO DOVE SI TROVANO LE AREE CEREBRALI FUNZIONALI
DEMENZA Sindrome clinica acquisita, di natura organica, caratterizzata prevalentemente da PERDITE Quali Funzioni cognitive si perdono? Attività mentali primarie (il pensiero astratto, la capacità di critica, il linguaggio, l orientamento) senza gravi alterazioni della coscienza
DEMENZA La compromissione della memoria e del pensiero, interferisce negativamente con le personali attività quotidiane Il deficit della memoria interessa la registrazione, l immagazzinamento e il richiamo delle nuove informazioni ASPETTO MACROSCOPICO DEL CERVELLO
PERCHÉ LA DEMENZA PIÙ NOTA SI CHIAMA DI ALZHEIMER? 1906 Tubinga: al Congresso della Società degli Psichiatri Tedeschi descrisse per la prima volta il caso di una donna di 51 anni con progressivo declino cognitivo e deliri Una caratteristica malattia della corteccia cerebrale All esame autoptico: ATROFIA CEREBRALE presenza di neurofibrille aggrovigliate su tutta la corteccia di un gran numero di foci di deposito di una peculiare sostanza Alois Alzheimer (1864-1915)
TIPI DI DEMENZA ALZHEIMER 55 % ARTERIOSCLEROTICA 14% MISTA (ALZHEIMER E ARTERIOSCLEROTICA) 13% DEMENZA CON CORPI DI LEWY 2% ALTRE 1% DETERIORAMENTO COGNITIVO 15%
DEMENZE PRIMARIE O DEGENERATIVE Malattia di Alzheimer Demenze fronto-temporali e malattia di Pick Demenze a corpi di Lewy Degenerazione del lobo frontale DEMENZE FRONTO-TEMPORALI Gruppo di disturbi demenziali accomunati da danno degenerativo frontale e temporale, con conseguente atrofia, talora asimmetrica
DEMENZE SECONDARIE NON ALZHEIMER Vascolari (multi-infartuale, da infarti singoli, da coinvolgimento di piccoli vasi, da ipoperfusione, da emorragia) Malattie Degenerative del S.N.C. (M. di Parkinson, Corea di Huntigton, Epilessia Mioclonica Progressiva) Endocrine e Metaboliche (Epatica, Uremica, Ipotiroidismo, Ipertiroidismo, Malattia di Addison, Ipoparatiroidismo)
DEMENZE SECONDARIE NON ALZHEIMER Carenziali (Alcolica, S. di Wernicke-Korsakoff, Pellagra, Deficienza di Vitamina B12 e Folati) Agenti Tossici (metalli pesanti, monossido di carbonio, piombo, arsenico, manganese, alluminio, farmaci) Neoplasie Cerebrali Idrocefalo Normoteso Trauma Cranici (ematomi, emorragie, ipossia, encefalopatia cronica dei pugili) Infezioni (HIV, altre infezioni da Prioni, meningiti croniche, encefaliti)
CAUSE DI DEMENZA REVERSIBILE ENDOCRINOLOGICHE METABOLICHE IDROCEFALO NEOPLASIA IPOTIROIDISMO IPOPARATIROIDISMO ENCEFALOPATIA EPATICA DEFICIT DI VIT B12 IDROCEFALO NORMOTESO MENINGIOMA FRONTO-BASALE
EPIDEMIOLOGIA DELLE DEMENZE Alzheimer : 50-80% delle demenze Demenza Vascolare: 11-24% Forme Miste 15-20% Nel M. di Parkinson la demenza va da 11%-28% Tutti i soggetti con trisomia 21 se superano i 35 anni Prevalente nelle donne (per maggior longevità?)
MALATTIA DI ALZHEIMER Almeno un quarto della popolazione di età superiore agli 85 anni è affetto da M.A.
DEMENZA CORTICALE Memoria: disturbo di apprendimento Cognitività: deficit corticali (aprassia, acalculia, agnosia, deficit pensiero astratto, critica e giudizio) Affettività: disinibizione/indifferenza Motilità: normale Linguaggio: afasia SI PERDONO LE CONNESSIONI NEURONALI
DEMENZA SOTTOCORTICALE Lieve/ moderata compromissione cognitiva Memoria: disturbo di richiamo del materiale mnesico (ricordare); apprendimento discreto Cognitività: rallentamento dei processi cognitivi; incapacità di utilizzo di conoscenze acquisite Affettività: apatia Motilità: segni extrapiramidali Linguaggio: disartria e ipofonia
DIAGNOSI FUNZIONI COGNITIVE FUNZIONI COGNITIVE ESPLORATE MEMORIA VERBALE MEMORIA DI PROSA MEMORIA VISIVA MEMORIA SPAZIALE LINGUAGGIO-COMPRENSIONE LINGUAGGIO SEMANTICO- PRODUZIONE LINGUAGGIO FENOMENOLOGICO CAPACITÀ LOGICHE ATTENZIONE PRASSIA COSTRUTTIVA TEST 15 PAROLE DI REY RACCONTO DI BABCOK BENTON VISUAL RETENTION TEST TESTI DI CORSI TOTEM TEST FLUIDITÀ VERBALE PER CATEGORIA MATRICE PROGRESSIVE DI RAVEN MATRICI ATTENZIONALI NUMERICHE COPIA DISEGNI
DIAGNOSTICA PER IMMAGINI INDAGINI MORFOLOGICHE TC : utile per esclusione delle forme secondarie (vascolari, tumorali, etc) RM atrofia diffusa, fronto -temporale o atrofie focali INDAGINI FUNZIONALI SPECT:valutazione del flusso ematico regionale tramite tecnezio e iodio marcati PET: misura quantitativa del consumo locale di glucosio tramite fluoro-desossi.glucosio
COME INIZIA LA DEMENZA DI ALZHEIMER? Esordio precoce nel 10% Esordio insidioso, decorso progressivo Esordio tardivo dopo i 65 anni Durata della malattia 10 anni Diagnosi in vivo di probabilità Diagnosi certa post-mortem
SEGNALI D ALLARME Deficit di memoria Impedimento nel fare i lavori usuali Difficoltà di linguaggio di tipo anomico (non trova le parole) Disorientamento nel tempo e nello spazio Ridotta capacità di giudizio Difficoltà di ragionamento astratto ( es eseguire operazioni aritmetiche) Mettere gli oggetti in posti sbagliati Cambiamenti di umore e comportamento Modificazione di personalità Perdita di iniziativa
SEGNALI PRECOCI DELLA DEMENZA ATTENZIONE Scarso interesse per la realtà, per gli impegni professionali o per le relazioni interpersonali TONO DELL UMORE tristezza, infelicità, depressione PERDITA DI MEMORIA che influisce pesantemente sulle normali attività Anomia ricorrente che crea problemi nella routine
COMPLICANZE Nelle varie fasi della demenza, e soprattutto in quelle avanzate, il quadro clinico è aggravato dalla comparsa di complicanze che peggiorano la disabilità FASE LIEVE MODERATA FASE AVANZATA DANNI DA INCIDENTI DOMESTICI DISORIENTAMENTO TOPOGRAFICO MALNUTRIZIONE IATROGENI PREVENZIONE CADUTE MALNUTRIZIONE INCONTINENZA ALLETTAMENTO PIAGHE DA DECUBITO
MALATTIA DI ALZHEIMER FATTORI DI RISCHIO ETÀ SESSO FAMILIARITÀ SINDROME DOWN TRAUMI CRANICI RIPETUTI DEPRESSIONE BASSO GRADO DI ISTRUZIONE ALLUMINIO, ZINCO E ALTRI METALLI USO DI ZUCCHERO RAFFINATO GENOTIPO APOE-E4 EDUCAZIONE
DEMENZA VASCOLARE FATTORI DI RISCHIO Età avanzata Ictus Ipertensione Patologie cardiache (coronaropatia, FA) Diabete Fumo Iperlipemie Iperomocisteinemia
PREVENZIONE
PREVENZIONE BRAIN GYM
COSA FARE PER IDENTIFICARLA QUANDO LA SOSPETTIAMO PER UN FAMILIARE? Parlarne col Medico Curante che, se conferma il sospetto diagnostico, invierà la persona presso un centro geriatrico specialistico per la valutazione complessiva: Storia clinica Stato cognitivo Capacità funzionale Esami emato-chimici Esami strumentali (TC, RMN, PET, EEG)
La paura della demenza coinvolge tutti, anche gli addetti ai lavori CONCLUSIONI L impossibilità di una cura mirata per bloccarne l evoluzione ci costringe a valutare con giudizio i consigli per una prevenzione efficace
GRAZIE DELL ATTENZIONE