Anatomia arto superiore



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Anatomia arto superiore

Anatomia umana Gli arti superiori nell'uomo, al contrario di quelli inferiori, non svolgono in sostanza una funzione locomotoria, ma sono utilizzati principalmente per le funzioni manuali. Il collegamento col tronco è assicurato dalla cintura toracica o cingolo scapolare. Regioni dell'arto superiore Procedendo in senso cranio-caudale, l'arto superiore è suddiviso in: Spalla Braccio Gomito Avambraccio Polso Mano

LA MANO UMANA La mano è un vero e proprio prodigio meccanico; infatti essa può essere molto precisa e delicata quando esegue un movimento e prende un oggetto; è in grado di valutarne le caratteristiche fisiche ed eventualmente di promuoverne lo spostamento con movimenti opportuni.

Struttura ossea La struttura ossea dell'arto superiore si compone di più parti: le più importanti sono l'omero, l'ulna e il radio. L'omero è l'osso del braccio, che si articola prossimalmente con la spalla alla scapola e distalmente con radio e ulna nell'articolazione del gomito. L'ulna e il radio sono invece le ossa dell'avambraccio; esse partono parallele dall'articolazione del gomito, e giungono fino al polso. Grazie alla loro flessibilità, queste due ossa possono facilmente sovrapporsi, e causare così il capovolgimento della mano (prono-supinazione); quando le due ossa sono parallele, quest'ultima mostra il palmo. Per quanto riguarda la posizione dell'ulna e del radio è sufficiente ricordare che, mentre la prima è corrispondente al mignolo, il secondo lo è al pollice. Il polso, o carpo, è formato da otto ossa (scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme, trapezio, trapezoide, capitato e uncinato) e permette l'articolazione di ulna e radio con la mano. La mano è formata dal palmo, composto da cinque ossa metacarpali articolate con il polso, e da cinque dita, formate ciascuna da tre falangi (prossimale, intermedia e distale) articolate a ogni metacarpo. Fa eccezione il pollice, formato solo da due falangi (prossimale e distale).

Muscoli Numerosi sono i muscoli che si trovano nell'arto superiore: ricordiamo il bicipite, il tricipite, il brachiale, il coracobrachiale, il supinatore, gli estensori (breve e lungo) del carpo, i flessori (breve e lungo) radiali e ulnari, gli estensori (breve e lungo) radiali e ulnari, il pronatore rotondo, l'anconeo, il brachioradiale e gli estensori propri del pollice e del mignolo. Il bicipite ed il tricipite [dal latino, bi-capite e tri-capite, ovvero a due e tre capi, con riferimento al numero di origini ossee che questi posseggono] sono i muscoli che circondano l'omero rispettivamente nella parte anteriore e posteriore; il bicipite, che ne ricopre la parte anteriore, si occupa, inserendosi tramite i tendini al suddetto osso e alle ossa dell'avambraccio, della flessione dell'avambraccio sul braccio. Simmetricamente il tricipite, essendo il muscolo antagonista del bicipite, si trova dalla parte opposta dell'omero e, con la sua contrazione, estende l'avambraccio sul braccio. Naturalmente, ad ogni contrazione del bicipite corrisponde un'estensione del tricipite e viceversa. Il muscolo brachiale [dal latino brachium, braccio] si trova all'interno del braccio e precisamente tra il bicipite e l'omero, non è completamente visibile ma supera il bicipite in larghezza e quindi causa la morfologia esterna del braccio.

I movimenti sono controllati da diciannove muscoli posti nell'avambraccio e da venti muscoli posti sulla mano, alcuni con funzione sinergica per ottenere un determinato movimento, altri con funzione antagonista rispetto ad altri muscoli. I movimenti finalizzati ad eseguire un determinato compito sono il risultato di una combinazione armonica e graduata dei movimenti di ogni singolo segmento della mano.

I diciannove muscoli dell'avambraccio vengono suddivisi in tre loggie: una anteriore, una posteriore ed una esterna o laterale. La loggia anteriore comprende otto muscoli disposti su quattro piani differenti; la loggia laterale è composta di soli tre muscoli, mentre i muscoli della loggia superiore sono ancora otto, disposti in due piani. Anche i muscoli della mano sono divisi in tre logge: una loggia esterna o eminenza tenare che contiene principalmente i muscoli destinati al pollice, una loggia mediale o ipotenare che comprende i muscoli destinati al mignolo e una loggia mediana che corrisponde alla parte mediana della mano, in cui sono posti undici muscoli.

La complessa struttura muscolare rende possibile un notevole numero di movimenti. A livello di articolazione del polso si compiono movimenti di pronosupinazione, di abduzione e adduzione, di flessoestensione e di circumduzione. Per studiare correttamente la pronosupinazione, il braccio deve essere addotto e l'avambraccio flesso a 90 con il palmo della mano rivolto verso l'alto (posizione di supinazione); da questa posizione si può passare alla posizione intermedia, con pollice in alto e palmo rivolto medialmente, e a quella di pronazione con il palmo rivolto in basso. Rispetto alla posizione intemedia l'ampiezza della supinazione raggiunge 90 mentre la pronazione al massimo 85.

L'abduzione massima è di circa 15, l'adduzione di 45 ; nella flessoestensione si ha un'ampiezza, per ciascun movimento, di 80-85. Questi movimenti combinati portano a realizzare la circumduzione. Altri movimenti sono possibili a livello delle articolazioni delle dita: le articolazioni delle ultime quattro dita (cioè pollice escluso) sono dotate di movimenti di flessoestensione e di lateralità. L'ampiezza della flessione, che è di 90 per l'indice, cresce progressivamente sino al quinto dito; l'estensione attiva può raggiungere in alcuni soggetti i 30. I movimenti di lateralità, possibili in condizione di estensione delle dita, hanno un'ampiezza di circa 30 e sono massimi a livello dell'indice. Per quanto riguarda il pollice, sono possibili movimenti di ante e retro posizione, di abduzione e adduzione e di flessoestensione, con ampiezze rispettivamente di 50-85, 30-40 e 80.

Un altro aspetto molto importante della funzionalità della mano è rappresentato dalla ricca dotazione di sensori tattili, che costituiscono un feedback naturale tale da consentire di graduare i movimenti dei vari segmenti nel modo più opportuno. La sensibilità tattile, quale si intende comunemente, è un fenomeno complesso cui partecipano recettori diversi. Alla sensazione tattile complessiva, che consiste essenzialmente nella segnalazione ai centri nervosi superiori di un qualsiasi contatto della superficie del corpo con un oggetto esterno, contribuiscono infatti principalmente i recettori di pressione, ma anche i termocettori, i propriocettori muscolari e i recettori per il dolore. Mediante la sensibilità tattile è possibile ottenere importanti informazioni (al di fuori ovviamente della visione) sulla forma bi- o tridimensionale degli oggetti, nonchè sulle caratteristiche della loro superficie, sulla loro consistenza e così via. La sensibilità tattile, pur diffusa su tutta la superficie corporea nelle più diverse specie animali, si concentra sovente in zone particolari che acquistano perciò una squisita sensibilità; un esempio è dato appunto dalla mano.

Vascolarizzazione All'interno delle braccia si trovano anche importanti vene e arterie: tra le maggiori ricordiamo l'arteria e la vena ascellare, l'arteria brachiale e le vene ulnare e radiale. L'arteria brachiale è, in quanto arteria, deputata al trasporto del sangue verso la mano; poiché è anche l'arteria principale di tutto il braccio, ovvero quella che si collega direttamente all'arco aortico, costituisce un punto strategico per il bloccaggio delle emorragie del braccio. Siccome la mano è un punto piuttosto periferico del corpo umano, lì sono presenti anche numerosi e fitti vasi capillari. Il sistema linfatico possiede ovviamente alcuni vasi all'interno del braccio, ma i punti di maggiore interesse di quell'apparato nella parte dell'organismo in questione sono le stazioni linfonodali presenti nella piegatura del braccio e sotto le ascelle: qui una grande quantità di linfonodi produce quotidianamente un elevatissimo numero di linfociti e monociti. Tre sono infine i maggiori nervi che attraversano il braccio: il nervo mediano, quello ulnare e quello radiale; essi portano informazioni di movimento ai muscoli dell'avambraccio, mentre il bicipite e il tricipite sono mossi dal nervo muscolocutaneo del braccio.