PESCO PROVA FORME D ALLEVAMENTO

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PESCO PROVA FORME D ALLEVAMENTO MATERIALI E METODI Sono state valutate tre diverse forme di allevamento, che si differenziano per sviluppo volumetrico degli alberi ed investimenti di piante ad ettaro: Asse colonnare: fusetto modificato con uniforme rivestimento di branche e branchette fruttifere che debbono essere di identica ed equilibrata vigoria lungo tutto l asse; Ipsilon: classica forma in parete a due branche fruttifere; Candelabro: palmetta a tre branche con le due laterali piegate orizzontalmente sulla fila e poi raddrizzate con un inclinazione di 90 gradi. Nonostante le differenze strutturali, mirano ad ottenere la stessa architettura del filare: una parete fruttifera continua, in grado di agevolare tutte le operazioni manuali, dalle potature (invernale ed estiva), al diradamento, fino alla raccolta. Lo scopo è stato quindi, oltre alla valutazione della produttività, di verificare quale forma risulta di più agevole realizzazione, sia in termini di tempo di riempimento della parete, sia in termini di costi di gestione. Tali forme sono state applicate su due varietà di nettarine di diversa vigoria: Sweet Red, cultivar medio debole e a portamento aperto e Venus, vigorosa ed assurgente; le piantine in vaso, innestate su Missour, sono state messe a dimora nel maggio 1995. La prova è stata disposta su tre file, ognuna delle quali rappresentava una tesi: le file sono state suddivise esattamente a metà con le due varietà Venus e Sweet Red. RISULTATI Da una prima analisi dei dati, espressi in kg/albero, rilevati nel corso della prova si potrebbe indicare l ipsilon (104,8 kg/albero di produzione cumulata 1996-2000) come forma di allevamento migliore per la cultivar Venus e il candelabro (84,6 kg/albero di produzione cumulata 1996-2000) per la Sweet Red (grafici 18 e 19). La forma di allevamento ad asse colonnare per il suo ridotto volume della chioma permette di poter utilizzare distanze di impianto ridotte rispetto all ipsilon e soprattutto al candelabro: di conseguenza si possono ottenere produzioni riferite all ettaro di superficie decisamente più elevate, rispetto alle altre due forme di allevamento (tabella 6).

Venus - Evoluzione delle produzioni 1996-2000 1,4 1,6 ipsilon candelabro asse colonnare 3,6 1,8 3,3 1996 14,2 8,3 6,5 1997 63,8 44,0 23,5 41,6 39,8 16,3 1998 1999 Anno 35,3 2000 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 kg/albero (grafico 18) Sweet Red - Evoluzione delle produzioni 1996-2000 ipsilon 1,7 0,7 candelabro asse colonnare 2,7 2,8 3,1 1996 4,6 3,6 3,1 1997 49,7 26,9 40,0 27,8 29,6 4,0 1999 1998 Anno 25,7 2000 50,0 45,0 40,0 35,0 30,0 25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 kg/albero (grafico 19)

Cultivar Forma di allevamento Distanza d'impianto (m) Produzione t/ha Piante/ha 1996 1997 1998 1999 2000 cumulata 1996-00 Sweet Red Venus (tabella 6) asse colonnare 4,5 x 1,5 1481 4,65 4,65 5,92 43,80 38,08 97,11 ipsilon 4,5 x 2,5 889 1,50 2,39 4,10 35,52 23,91 67,42 candelabro 4,5 x 3,0 741 0,53 2,06 2,67 36,79 20,56 62,61 asse colonnare 4,5 x 1,5 1481 4,92 9,58 24,18 58,89 52,27 149,84 ipsilon 4,5 x 2,5 889 1,21 3,20 12,61 36,94 39,07 93,03 candelabro 4,5 x 3,0 741 1,22 1,31 6,14 47,23 17,41 73,30 Si è espressa la potenzialità produttiva delle due forme ad ipsilon ed a candelabro in percentuale rispetto a quella dell asse colonnare, intesa come indice di riferimento, ed il cui valore produttivo è stato considerato pari a 100 (grafico 20). Espressione percentuale delle produzioni in t/ha 100,0 69,4 100 100 75,0 64,5 62,0 50,0 25,0 49,9 0,0 Sweet Red Venus candelabro ipsilon asse colonnare (grafico 20)

Come ben si può notare nel grafico emerge, perlomeno nei primi anni di produzione, una netta differenza produttiva delle altre due forme rispetto all asse colonnare: infatti sulla cultivar Venus l ipsilon arriva ad un 62% mentre il candelabro appena al 49,9. Lo stesso discorso vale per la Sweet Red laddove la produzione dell ipsilon è pari al 69,4% e quella del candelabro al 64,5%. Considerazioni conclusive Sia per Venus che per Sweet Red la forma d allevamento che risulta più interessante nei primi anni di produzione è senz altro l asse colonnare, con valori di produzione/ha sistematicamente più elevati, come si vede dalla tabella 6, e come emerge dal grafico 20, sia rispetto alla forma ad ipsilon che al candelabro: da ricordare che va però sempre eseguito nei primi anni, ad inizio estate, il fondamentale intervento di torsione delle giovani branche ancora erbacee, per evitare che assumano eccessivo vigore rispetto all asse centrale. E chiaro comunque che per poter esprimere un parere definitivo occorrerebbe procrastinare il confronto anche per un congruo numero di anni di età adulta per porre a confronto i dati definitivi al termine del ciclo produttivo dell arboreto. In ogni caso, per quanto riguarda la forma a candelabro, occorre dire che è senza dubbio più onerosa e complessa e richiede, perlomeno negli anni di allevamento, una notevole quantità di interventi sul verde nella fase di costruzione dell albero per riuscire ad estrinsecare al meglio le proprie potenzialità produttive: tra l altro, a dimostrazione di ciò, anche nel frutteto in questione vi sono state non poche difficoltà nella fase di formazione di questo tipo di impalcatura. Ne consegue che questa è una forma d allevamento non estendibile a tutte le situazioni pedoclimatiche e non a tutti gli agricoltori. PROVA PORTINNESTI E stata effettuata, in collaborazione con il Dipartimento Coltivazioni e Difesa Specie Legnose dell Università di Pisa, la valutazione di due nuovi portinnesti in raffronto al GF677, largamente utilizzato nei casi di reimpianto. I limiti del GF677 sono l elevato vigore, non compatibile con tutta la gamma di fertilità dei terreni, nonché in combinazione con le cultivar più vigorose. MATERIALI E METODI Si è dunque inteso verificare la disponibilità di portinnesti di nuova costituzione, atti al reimpianto (terreni precedentemente coltivati a pesco) e privi dei limiti del portinnesto di riferimento. L impianto è stato realizzato con astoni innestati con la varietà Suncrest, messi a dimora nel marzo 1994. Si tratta di due selezioni costituite presso il DCDSL dell Università di Pisa, siglate P e T. La prova si è svolta su tre file, con parcelle di dieci alberi, sulle quali sono stati effettuati i rilievi.

RISULTATI Fatto 100 il vigore indotto dal GF677, la vigoria delle selezioni è risultata pari a 91,1% per la selezione T e 104,7% per la selezione P (tabella 7). Dunque la selezione T, con vigore inferiore di circa il 10% rispetto al GF677, e idonea al reimpianto perché ottenuta da incrocio di pesco x mandorlo, è potenzialmente idonea a sostituire il GF 677 in gran parte delle situazioni della nostra peschicoltura. Portinnesto Distanze d impianto (m) Piante ha Vigore (%) Produzione (kg/albero) 1996 1997 1998 1999 2000 cumulata Circonferenza tronco anno 2000 (cm) Efficienza produttiva (kg/cm 2 ) Selezione P 4,5 x 2,5 889 104,7 36,5 20,5 9,7 26,7 31 124,4 34,7 1,3 Selezione T 4,5 x 2,5 889 91,1 35,5 21,7 7,2 27 36 127,4 30,2 1,8 GF 677 4,5 x 2,5 889 100 34,8 14,8 9,4 32 46 137 33,15 1,6 (tabella 7) Portinnesti pesco - Evoluzione delle produzioni 1996-2000 34,8 GF677 Selezione T Selezione P 35,5 14,8 36,5 21,7 1996 9,4 7,2 20,5 1997 46 32 27 9,7 1998 Anno 26,7 36 1999 31 2000 50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 kg/albero (grafico 21)

Dall osservazione del grafico 21 si può affermare che il portinnesto più soddisfacente dal punto di vista delle rese in kg/albero è il GF 677. Per avere un giudizio più corretto è necessario ricorrere ad un ulteriore elaborazione dei dati. La verifica necessaria a questo punto è il confronto delle potenzialità produttive indotte sulla cv (efficienza produttiva, grafico 22). Il risultato sorprendente è che la selezione T si è rivelata più produttiva (grafico 22) del testimone GF677, noto per la elevata produttività. Prova portinnesti - Efficienza produttiva 1,30 1,57 1,76 1,80 1,60 1,40 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0,00 kg/cm2 Selezione P GF677 Selezione T (grafico 22) Considerazioni conclusive Il risvolto applicativo della prova è stato quello di mettere in luce le potenzialità di un nuovo portinnesto, presto disponibile sul circuito vivaistico, idoneo ad un ampio utilizzo per la peschicoltura cuneese anche perché questa stessa selezione T andrà a colmare un segmento di vigoria per il quale non sono attualmente disponibili portinnesti di valore. La selezione P è invece sensibilmente meno produttiva (1,3 kg/cm 2 ). Tenendo presente inoltre che il vigore è superiore allo stesso testimone, non presenta alcun interesse applicativo.

(in copertina: fioritura del melo sull altopiano cuneese) Hanno partecipato al lavoro: per la Provincia di Cuneo Settore Provinciale Agricoltura ARMANDO Mauro FIORINA Pierguido per l ASPROFRUT PIEMONTE VITTONE Graziano per il CReSO (Consorzio di Ricerca) PELLEGRINO Silvio BERRA Lorenzo per i Gruppi Coltivatori Sviluppo TESTA Massimo GARRONE Domenico DESCO Enzo Hanno realizzato questo speciale: per la Provincia di Cuneo SPA ARMANDO Mauro Per il CReSO (Consorzio di Ricerca) CARLI Cristiano PELLEGRINO Silvio BERRA Lorenzo Per l ASPROFRUT PIEMONTE VITTONE Graziano Per i Gruppi Coltivatori Sviluppo TESTA Massimo Si ringraziano le aziende Ribodino Bartolomeo e Coero Borga Franco per aver ospitato e collaborato alla realizzazione dell attività divulgativa.