RILEVAMENTO GEOMORFOLOGICO E CARTOGRAFIA TEMATICA A cura di: Leonardo Piccini Università degli Studi di Firenze Corso di Laurea in Scienze Geologiche INSEGNAMENTO DI: GEOGRAFIA FISICA E GEOMORFOLOGIA Fonti bibliografiche: RILEVAMENTO GEOMORFOLOGICO Si basa essenzialmente sul riconoscimento di forme riconducibili ai morfotipi attribuibili a diversi processi morfogenetici. Contesti morfogenetici: Per contesto morfogenetico s intende un particolare tipo di paesaggio condizionato da particolari situazioni dinamiche (processi), climatiche o strutturali che ne determinano alcune caratteristiche peculiari. In prima approssimazione possiamo distinguere: a) Contesti morfodinamici: sono dominati da processi di modellamento attivi legati a particolari condizioni topografiche o alla azione di particolari agenti (processi azonali). Esempi: zone costiere, sistemi fluviali. b) Contesti morfoclimatici: sono dominati da processi di modellamento attivi legati a particolari condizioni climatiche (processi zonali). Esempi: zone glaciali e periglaciali, zone desertiche. c) Contesti morfolitologici e morfostrutturali: sono dominati dal modellamento passivo delle rocce e delle strutture geologiche ad opera di processi altamente selettivi. Sono frequenti in situazioni caratterizzate da climi temperati e semiaridi e strutturalmente poco complesse. Si tratta di una distinzione puramente esemplificativa, ma che può risultare utile per l interpretazione di un paesaggio. I tre diversi tipi di contesti possono coesistere in una stessa area ed essere strettamente correlati. 1
CONTESTO MORFOSTRUTTURALE TABULARE CONTESTO MORFOSTRUTTURALE MONOCLINALE 2
CONTESTO MORFOCLIMATICO GLACIALE CONTESTO MORFOCLIMATICO DESERTICO 3
CONTESTO MORFODINAMICO FLUVIALE CONTESTO MORFODINAMICO COSTIERO 4
CONTESTO MORFODINAMICO CARSICO RILEVAMENTO GEOMORFOLOGICO Gli studi geomorfologici si traducono spesso nella realizzazione di una Carta Geomorfologica. E una carta tematica, con base topografica di elevato dettaglio (1:10.000-1:50.000) che mostra le forme del rilievo classificate sulla base del processo dominante che le ha prodotte. Esempio di carta geomorfologica in area di montagna soggetta a processi glaciali e crionivali. Le carte geomorfologiche contengono una simbologia molto complessa, secondo uno schema classificativo genetico che distingue prima di tutto forme di erosione e di deposito. 5
RILEVAMENTO GEOMORFOLOGICO Si attua attraverso tre procedure tra loro strettamente integrate: 1) Analisi delle carte topografiche 2) Analisi delle foto aeree 3) Rilevamento di terreno Contrariamente a quanto si fa usualmente nel rilevamento geologico, per il rilevamento geomorfologico la parte interpretativa su carte e foto precede normalmente il rilevamento di terreno, che ha essenzialmente funzioni di controllo. Carte topografiche: Si usano carte topografiche in scala 1:25.000 o 1:50.000 o carte tecniche in scala 1:10.000 e 1:5000. Foto aeree (o immagini da satellite): Si usano solitamente foto aeree in scala 1:33.000 o 1:16.000, oppure immagini da satellite ad alta risoluzione. Per le foto aeree si fa uso della visione stereoscopica per una migliore percezione del rilievo. Si attua attraverso l individuazione di elementi che riguardano gli aspetti di geologia di superficie e geomorfologici e la compilazione di una carta delle forme del rilievo. Preliminare è la distinzione tra: zone in erosione (a) e in sedimentazione (b). a) zone ove prevalgono i fenomeni di erosione (esumazione di strutture sepolte) b) zone ove prevalgono fenomeni di deposizione (ambienti sedimentari di tipo continentale e pericontinentale) INTERPRETAZIONE DELLE CARTE 6
ANALISI DEL RILIEVO Si attua attraverso l analisi qualitativa o quantitativa di carte topografiche a curve di livello. L analisi delle foto aeree permette il riconoscimento di forme non rilevabili dalle carte topografiche. ANALISI MORFOLOGICA DEL RILIEVO L analisi del rilievo, da eseguire in visione normale o stereoscopica, ha come scopo quello di descrivere i caratteri strettamente geometrici di un territorio e di raffigurarli con simboli ottenendo una rappresentazione topografica semplificata dell area in esame. Definito per ogni punto della superficie topografica un vettore di massima pendenza, l analisi geometrica del rilievo si attua, innanzi tutto, attraverso l identificazione di: punti di divergenza (culminazioni topografiche), punti di convergenza (depressioni chiuse), punti di insellatura (selle, passi, foci ) linee di divergenza dei versanti (linee di cresta), linee di convergenza dei versanti (incisioni), linee di cambio di pendenza convesse (rotture di pendio, orli di scarpate), linee di cambio di pendenza concave (piede di scarpate), aree ad andamento planare (spianate sommitali, terrazzi, versanti planari), aree a geometria cilindrica o conica (profili di equilibrio dei versanti, forme di deposito). 7
Elementi puntuali punti di divergenza = culminazioni topografiche punti di convergenza = fondo di depressioni punti di sella = insellature lungo creste, passi, selle I punti di divergenza sono le sommità dei rilievi, cioè le vette di colline o monti. La loro individuazione permette di localizzare le zone di massima elevazione. I punti di convergenza, al fondo di depressioni chiuse, riguardano casi particolari, tipici di paesaggi modellati da processi geomorfici caratteristici, come quelli carsici, che danno origine a doline o altre depressioni chiuse, o quelli glaciali. Elementi puntuali 8
Elementi lineari linee di divergenza dei versanti = linee di cresta. linee di convergenza negativa dei versanti = incisioni ( reticolo Idrografico) linee di cambio di pendenza convesse = rotture di pendio o orli di scarpate linee di cambio di pendenza concave = piede di versanti Le linee di divergenza individuano l insieme delle creste (spartiacque) e permettono di delimitare bacini e sottobacini idrografici. La loro densità evidenzia quella che è definita come rugosità del rilievo. Le linee di convergenza corrispondono alle incisioni fluviali, il cui insieme determina quello che è il reticolo idrografico. Densità e andamento delle incisioni sono elementi che consentono una caratterizzazione del territorio anche in senso lito-strutturale. Le linee di cambio di pendenza, sia convesse (positive) sia concave (negative), uniscono punti in cui si ha un brusco aumento o diminuzione della pendenza, e spesso delimitano, versanti o superfici planari con pendenza omogenea. Particolarmente significative risultano le rotture di pendio convesse, cioè gli orli di scarpate, che possono indicare particolari assetti strutturali (delimitando superfici litostrutturali) o particolari processi di modellamento del rilievo (terrazzi d erosione). Elementi lineari 9
Elementi areali versanti planari orizzontali sommitali = plateau, mesa (superfici sommitali) versanti planari orizzontali non sommitali = terrazzi (d erosione o d accumulo) versanti planari inclinati = (superfici litostrutturali, a controllo tettonico, versanti regolarizzati). Per quanto riguarda le superfici dei versanti, può risultare utile delimitare quelle caratterizzate da andamento planare, indipendentemente dalla loro pendenza. In questo modo si mettono in evidenza le pianure di fondovalle, le superfici spianate sommitali o intermedie e i versanti ad andamento regolare (litostrutturali o regolarizzati). Per i versanti di forma complessa occorre una analisi attenta. In particolare risultano significativi i versanti cilindrici convessi (aumento progressivo della pendenza) e quelli di forma conica (conoidi). Versanti planari 10
Esempio di analisi geometrica del rilevo )( )( )( )( )( )( )( )( SUPERFICI DI SPIANAMENTO In molti casi superfici piane non implicano un controllo lito-strutturale. Superfici di spianamento orizzontali: legate a processi di peneplanazione o erosione fluviale. Possono essere sommitali o di versante (terrazzi). Superfici di spianamento inclinate (pediplanazione pediment o glacis): legate a particolari processi di modellamento, tipici di ambienti semiaridi 11
MODELLAMENTO DEI VERSANTI Il modellamento dei versanti avviene secondo processi che coinvolgono gravità e flusso idrico; dipendono da diversi fattori: Litologia Struttura Acclività Clima Si ha riduzione della pendenza in presenza di litologie poco competenti, mentre in rocce coerenti si ha in genere un versante di sostituzione con o senza accumulo di detriti alla base. L arretramento parallelo richiede in genere un assetto tabulare. SUPERFICI PLANARI DI SEDIMENTAZIONE Nelle zone di fondovalle le superfici planari sono più frequentemente dovute a sedimentazione. Possono essere attive o inattive. Superfici planari di accumulo orizzontali: legate a deposizione fluviale, lacustre o marina, eventualmente poi tagliate dall erosione. Superfici planari di accumulo inclinate: falde detritiche, pendii regolarizzati, glacis di accumulo. 12
CENNI DI TEORIA DEI SIMBOLI Nella cartografia tematica si attribuisce ad un luogo una caratteristica attraverso l uso di segni, o simboli. Il modo di utilizzo dei segni si dice impianto. Esistono 3 tipi d impianto: Impianto puntuale: prevede la localizzazione precisa di un segno, di piccole dimensioni, il cui attributo va riferito al baricentro del simbolo. Il simbolo può essere orientato o non orientato. Impianto lineare: si realizza mediante segmenti di linee, di spessore ridotto. Impianto areale: si realizza mediante l individuazione di aree, delimitate da linee chiuse di spessore anche nullo. Le variabili che permettono di differenziare i diversi simboli sono: dimensione valore (o tono) grana colore forma orientamento pittogrammi - simboli facilmente comprensibili segni simbolici - richiamano gli oggetti che vogliono rappresentare segni convenzionali - si usano per oggetti piccoli non rappresentabili in scala simboli proporzionali - segni quantitativi le cui dimensioni variano con l importanza trame (retini) - ripetizioni regolari e ripetitive di simboli. SIMBOLI CARTOGRAFICI 13
CARATTERISTICHE GEOMETRICHE DEI SIMBOLI Simboli puntuali Possono variare di forma, dimensione, orientamento, colore (se non troppo piccoli), poco leggibili le variazioni di valore e grana. I cerchi sono facilmente leggibili e danno l idea del punto a cui si riferiscono. Simboli lineari Possono variare in forma, dimensione e colore, poco leggibili le variazioni di valore, grana e orientamento. Le linee continue danno idea di importanza, continuità, quelle tratteggiate di incertezza, indeterminazione. Simboli areali Possono variare in valore, grana, colore, ma anche, meno efficacemente, per forme, dimensione e orientamento. ESEMPI DI SIMBOLI A DIVERSO IMPIANTO punti linee aree dimensione valore grana colore orientamento forma 14
CARTE GEOMORFOLOGICHE Legenda semplificata per il rilevamento geomorfologico 15
Legenda semplificata per il rilevamento geomorfologico Legenda semplificata per il rilevamento geomorfologico 16