Torna alla Ricerca completa LA RICERCA DEL GIOCO (Sintesi) Ricerca sul fenomeno del gioco d azzardo problematico tra la popolazione giovanile di Reggio Emilia La storia del gioco d azzardo è strettamente legata alla storia dell uomo; le prime testimonianze di questa pratica si riscontrano addirittura nel 3000-4000 a.c. Nel corso dei secoli gli atteggiamenti delle società nei confronti del gioco d azzardo sono stati i più molteplici, alternando fasi di permissivismo con periodi di proibizionismo (il gioco d azzardo fu ripetutamente vietato, durante il medioevo, in molte città italiane). Oggi stiamo assistendo ad una tendenza rivolta ad una legalizzazione dei giochi d azzardo. Gli interessi economici coinvolti hanno stimolato molti stati (tra cui il nostro) nel promuovere politiche di incentivazione al gioco. L introduzione selvaggia di nuovi giochi, la loro accessibilità, la mancanza di informazione sui danni che possono arrecare ai cittadini che li praticano, hanno avuto come risultato, in questi ultimi anni, una diffusione delle problematiche riferite al gioco d azzardo. Nel nostro territorio, da quattro anni, è attivo un servizio gestito dalla nostra Associazione rivolto alle persone che hanno sviluppato una dipendenza dal gioco d azzardo. Questo intervento ha coinvolto numerose persone e ne sono state prese in carico oltre 200, tra giocatori e familiari. Riteniamo che a fronte di una persona che si rivolge al nostro Centro esista un consistente sommerso composto da persone che hanno sviluppato o stanno sviluppando problematiche legate al gioco e che per vari motivi non prendono in considerazione l idea di attivarsi verso di esse. L esperienza di questi anni ci ha indotto a supporre che una quota rilevante di questo sommerso sia formata dalla popolazione in età adolescenziale e giovane del nostro territorio. Le ricerche svolte in ambito internazionale sull incidenza del gioco d azzardo nei giovani confermano la popolarità del gioco in questa fascia di età e una prevalenza dei problemi legati al gioco maggiore della supposta media nazionale. Ricerche svolte nel Nord America, in Spagna e nel Regno Unito per determinare la prevalenza di gioco problematico tra i giovani, hanno rilevato percentuali dal 2 al 8% che rispondono ai criteri di gioco problematico (Becona 1997; Wood e Griffiths 1998; Gupta e Derevensky 1999). Studi di ricerca retrospettiva hanno mostrato che la maggioranza dei giocatori patologici hanno iniziato a giocare prima dei 20 anni (Livingston 1974; Custer 1982). 1
In Italia, ad oggi, non risultano ricerche sulla prevalenza del gioco problematico tra i giovani. I giovani che diventano giocatori problematici tendono ad essere coinvolti in un insieme di condotte che in varia misura influenzano il loro comportamento legato al gioco d azzardo. Per gioco problematico (Lesieur e Rosenthal 1991) si vuole intendere una serie di comportamenti come l alto dispendio di denaro, le assenze da scuole o dal lavoro, gli scarsi risultati scolastici o lavorativi, le difficoltà relazionali, i furti, la menzogna, la depressione, l uso di sostanze, gli intenti suicidi; tutti questi possono essere visti come un continuum che si estende dai casi meno gravi a quelli più gravi. Il termine comunemente usato, in letteratura, per descrivere l estremità più grave è quello di gioco patologico. Una diagnosi di gioco patologico deve comunque essere formulata da professionisti del trattamento in ambito clinico. Per una ricerca, come quella da noi effettuata, nella quale gli indicatori emergono al di fuori di un setting clinico, riteniamo che il termine più appropriato da usare sia gioco problematico nella dizione sopra-descritta. Si stima che le persone che hanno sviluppato, in Italia, un rapporto problematico con il gioco d azzardo siano l 1-2% (300.000-600.000) della popolazione adulta (EURISPES). E giusto precisare che queste percentuali non sono frutto di una ricerca epidemiologica specifica, ma semplicemente si riferiscono a dati internazionali sulla diffusione del gioco problematico, nella popolazione adulta dei paesi industrializzati. La ricerca vorrebbe verificare questo dato sulla popolazione giovane di Reggio Emilia. In questo senso l Associazione Centro Sociale Papa Giovanni XXIII ha elaborato un questionario (sul modello del Sout Oaks Gambling Screen) atto a ottenere un andamento statistico del rapporto esistente tra giovani reggiani ed il gioco d azzardo, e verificare la diffusione di un eventuale rapporto problematico. Il questionario è stato distribuito, nel Settembre 2001, dai volontari del nostro centro, presso la Festa Nazionale dell Unità di Reggio Emilia. In totale sono state consegnate 400 copie, a un campione randomizzato, e ne sono tornate compilate 298. L unico requisito richiesto per la compilazione è stata la residenza nel territorio di Reggio Emilia. Si tratta quindi di un indagine non rappresentativa ma significativa sul rapporto con il gioco d azzardo dei giovani del nostro territorio. Il questionario è stato diviso in due parti: La prima parte indaga l anagrafica dei soggetti: condizione lavorativa, età, sesso. La seconda riguarda il rapporto che il soggetto ha col gioco d azzardo ed è stata suddivisa a sua volta in due sezioni: 2
- la prima prevede sei domande che sono rivolte a tutti i soggetti; - la seconda contiene tredici quesiti indirizzati a coloro che hanno risposto si ad almeno due delle sei domande precedenti e si propone di verificare la presenza di un rapporto problematico con il gioco d azzardo. Le voci proposte prevedono due alternative di risposta ciascuna (si/no). Ogni voce è preceduta da un breve commento che nelle nostre intenzioni dovrebbe aiutare il lettore ad inquadrare la domanda nei criteri scelti per la formulazione del questionario. I dati emersi, sono stati elaborati raggruppandoli in tre categorie: femmine, maschi, totale (maschi + femmine). Questo vuole mettere in luce un eventuale differenza del rapporto col gioco d azzardo, in base al sesso dei soggetti. Chi sono le persone che hanno risposto al questionario? I questionari compilati sono stati 298, di cui 148 compilati dai maschi e 150 dalle femmine. Età Il 91,6% (273) ha un età compresa tra i 14 e 29 anni, con un picco percentuale 34,9% (104) nella fascia tra i 19/22 anni, un 8,4% (25) ha tra i 30/34 anni. Per le femmine l età tra i 14 e 29 anni è il 92 % (138) del totale. Per i maschi questa fascia di età rappresenta il 91,2% (135) del totale. Titolo di Studio Il 66,1% (197) dichiara di essere in possesso del Diploma di Maturità, seguono la licenza Media Inferiore 22,8% (68), la Laurea 9,4% (28), la licenza Elementare 1,7% (5). Il 75,5% (225) possiede un Diploma di Maturità o una Laurea. Occupazione Il 41,6 % (124) sono studenti, il 3,3 % (10) disoccupati, il restante 55,4 % (164) svolge un attività lavorativa. Di questi ultimi il 19,4 % (58) sono operai, il 13,4 % (40) impiegati, il 9 % (27) liberi professionisti, l 8 % (24) altro, il 4,7 % (14) artigiani e lo 0,3 % (1) commerciante. Si rileva un sostanziale equilibrio tra la quota di soggetti che è all interno di un percorso di scolarizzazione e chi invece svolge un attività lavorativa. Il dato sulla disoccupazione si pone al di sotto della media nazionale ma converge con i dati sull occupazione nel nostro territorio. 3
I Parte Questionario La prima parte del questionario ci descrive un universo giovanile nel quale il gioco d azzardo è praticato a diversi livelli in modo abbastanza diffuso. Il 61 % (182) dichiara di aver giocato d azzardo, il 38,9% (116) non ha mai giocato d azzardo (82 femmine, 54,6 % e 100 maschi, 67,5%). Per la maggioranza sembra essere una pratica innocua e sporadica, per altri la frequenza di gioco aumenta: il 9 % (27), dichiara di giocare frequentemente (12,8% dei maschi e 5.3% delle femmine) e forse può essere predittiva di problematicità. Un 15% è preoccupato che il gioco sia o possa diventare un problema. Su questa ultima quota di soggetti si è accentrata la nostra attenzione e con la seconda parte del questionario abbiamo cercato di capire se le preoccupazioni da loro espresse possano dirsi fondate. II Parte Questionario La seconda parte del questionario si compone di 13 domande. Le persone interessate sono state 184 (62%) su 298 che hanno compilato la prima parte. Condizione di accesso alla seconda parte era di aver risposto positivamente ad almeno due domande della prima parte del questionario. Questa parte del questionario dovrebbe consentire di evidenziare la probabile presenza di problemi di gioco. L intento è quello di fornire informazioni circa: la presenza di difficoltà a giocare in modo controllato, la consapevolezza circa il proprio stato, gli eventuali debiti o illeciti fatti per procurarsi il denaro per giocare, il tornare a giocare per recuperare il denaro perso, le menzogne circa le attività di gioco, il disattendere i propri impegni scolastici o lavorativi per il gioco, l attenzione del contesto amicale e familiare verso chi ha problemi di gioco, l intenzione di diminuire il proprio livello di gioco. I soggetti che hanno da 2 a 5 risposte positive sono stati considerati a rischio di difficoltà potenziali verso il gioco, oltre le 5 risposte positive: giocatori problematici. Riteniamo che il rischio di questo tipo di strumento possa essere la produzione di sovrastime sia dei soggetti con difficoltà che di quelli problematici. Il criterio di valutazione e necessariamente di tipo dicotomico (presenza o assenza) e i criteri proposti non forniscono punti di riferimento circa l intensità e la durata dei comportamenti riferiti al gioco. 4
D altro canto non è nostra intenzione voler trarre, dai dati che emergono, conclusioni diagnostiche e presunte patologie. Riteniamo che i dati prodotti trovino una loro legittimità se utilizzati come indicatore significativo di un universo inesplorato, come risulta essere il rapporto dei giovani con il gioco d azzardo. Come precedentemente motivato, il termine giocatore patologico non è utilizzato nelle classificazioni inserite in questa ricerca. Le persone che hanno risposto al questionario sono state suddivise nei seguenti gruppi: - Astinenti dal gioco: non praticano il gioco d azzardo. - Giocatori Sociali: praticano il gioco d azzardo senza conseguenze particolarmente negative per la loro vita sociale. - Giocatori a rischio di problematicità: praticano il gioco d'azzardo con difficoltà manifeste che potrebbero essere predittive di problematicità. - Giocatori problematici: praticano il gioco d azzardo con modalità che inducono a ritenere che siano insorte problematicità manifeste: perdita del controllo, conseguenze negative per la loro vita sociale relazionale ed economica, allarme nel contesto familiare per questa pratica, comportamenti illegali finalizzati a finanziare il gioco. Non necessariamente questi elementi devono essere tutti presenti per soddisfare una definizione di problematicità; ovviamente maggiore è il numero degli elementi riscontrati più alta è la probabilità che il soggetto abbia un problema grave o di grande intensità con il gioco d azzardo. I criteri alla base di questa classificazione sono stati i seguenti: - Astinenti dal gioco: non praticano il gioco d azzardo. - Giocatori sociali: non hanno prodotto risposte positive alla seconda parte del questionario o le risposte positive sono state < 2. Intervallo 0-1. - Giocatori a rischio di problematicità: le risposte positive alla seconda parte del questionario sono = > 2 e < 5. Intervallo 2-4. - Giocatori problematici: le risposte positive alla seconda parte del questionario sono = > 5. Intervallo 5 13. I quesiti proposti nella seconda parte del questionario, in parte coincidono con i criteri che definiscono il gioco eccessivo presenti nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM IV ). Questi dieci criteri rappresentano il principale strumento utilizzato nella diagnosi dei problemi di gioco eccessivo. Notiamo che, quando viene riscontrato in un soggetto la presenza di 5
cinque criteri su dieci, si ritiene di trovarsi in presenza di un comportamento problematico rispetto al gioco. Alla seconda parte del questionario hanno risposto 184 soggetti (106 maschi, 78 femmine). Hanno risposto no, a tutte le domande della seconda parte 104 intervistati e 80 hanno dato almeno una risposta positiva. Questi ultimi costituiscono il 43,5% del totale delle persone che hanno compilato la seconda parte del questionario e il 26,8% del totale complessivo dei soggetti che hanno risposto ad almeno una parte del questionario. Le persone che hanno dato una risposta positiva sono state 24, due risposte 9, tre risposte 10, quattro risposte 11 e cinque ed oltre 26. Secondo i criteri da noi seguiti, 116 (38,9%) soggetti non praticano il gioco d azzardo, 126 (42,3%) rispondono ai criteri di giocatore sociale, 30 (10,1%) soggetti si inscrivono in una tipologia definita col termine di giocatore a rischio di problematicità e altri 26 (8,7%) in quella di giocatore problematico. Il coinvolgimento nel gioco dei maschi risulta essere maggiore rispetto alle femmine. Nel gruppo dei giocatori a rischio, troviamo il 12,9 % di maschi e il 7,3 % di femmine. Nei giocatori problematici i maschi risultano essere l 11,5 % le femmine il 6 %. Alla base della nostra ricerca vi era l ipotesi che all interno della popolazione giovanile del nostro territorio fosse presente, in misura maggiore che nella popolazione generale, un rapporto col gioco d azzardo di carattere problematico. Di fatto notiamo che una quota consistente dei soggetti (il 17,8%), che con le loro risposte ai quesiti posti si inseriscono nelle due categorie sopra citate, appartiene alle fasce d età dai 14/29 anni. Di questi ben 22 soggetti (7,4%) hanno prodotto almeno cinque risposte positive ai quesiti posti nella seconda parte del questionario. Le domande che hanno ricevuto più risposte positive sono state la 3 (12,8%), la 4 (12,0%) la 12 (10,7%), la 2 (10,4%). Queste domande si riferivano all influenza del gioco sugli impegni quotidiani, alla difficoltà di controllo delle proprie modalità di gioco, alla presenza di un conflitto rispetto la pratica di gioco. Quesiti come il n 8, il 10 e l 11, che si proponevano di verificare la presenza di azioni illegali finalizzate a finanziare il gioco, situazioni d indebitamento o difficoltà finanziarie, hanno ottenuto, il 3%, il 2,7%, l 1,3% di risposte positive. Se inquadriamo il gioco problematico, all interno di un continuum che si estende dai casi meno gravi a quelli più gravi, gli indicatori che emergono dalla ricerca ci inducono a ritenere che le 6
situazioni di estrema problematicità, in ambito adolescenziale e giovanile, interessano una quota esigua delle persone che hanno risposto al questionario. Come non possiamo sottovalutare il numero consistente di giovani (53 il 17,8%) che, con le loro risposte ai quesiti posti, esprime un malessere e una difficoltà riferiti ad una pratica che da occasione di divertimento ed evasione, può trasformarsi in una condizione di grossa sofferenza e problematicità. La nostra associazione, ormai da diversi anni, svolge un opera oltre che di trattamento delle persone che praticano il gioco eccessivo, anche d informazione sui danni che il gioco d azzardo e in particolar modo alcuni tipi di gioco possono portare alle persone che li praticano. Informare sui rischi e istituire centri d ascolto per i giovani in difficoltà con il gioco, può essere una strada che vale la pena percorrere senza voler drammatizzare il fenomeno ma anche evitando di sottovalutarlo. Se i dati espressi da questa ricerca serviranno anche come occasione di confronto su questi problemi e incentivo per gli amministratori locali, per il servizio pubblico e per altre associazioni del privato sociale per una maggiore sinergia su questi temi, potremo dire di aver raggiunto una buona parte degli obiettivi che erano all origine di questa esperienza. Vito Zironi Responsabile Area Gioco d Azzardo Centro Sociale Papa Giovanni XXIII 7