UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO

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UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO Corso di Laurea in Fisica Tesi di laurea triennale svolta presso l istituto ISAC-CNR di Torino CANDIDATO: Federico PURGHE RELATORE: Prof. Guido BOFFETTA CORRELATORE: Dott. Luca MORTARINI Anno Accademico 2011-2012

L equazione di Karman-Howarth lega le funzioni di struttura del 2 e del 3 ordine al tasso medio di dissipazione dell energia cinetica turbolenta ε. E l unico risultato generale della turbolenza che non dipende da costanti universali da determinare. 1) Verifica dell equazione di Karman-Howarth in ambiente rotante. 2) Stima del tasso medio di dissipazione dell energia cinetica turbolenta ε. La verifica sperimentale dell equazione di Karman-Howarth è già stata compiuta, ma è la prima volta che viene effettuata in ambiente rotante. 2

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La turbolenza può essere interpretata come un insieme continuo di vortici di diverse dimensioni che interagiscono tra di loro, e con il flusso medio. LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DI UN FLUSSO TURBOLENTO 1) Irregolare e impredicibile. 2) I moti turbolenti interessano un ampio intervallo di scale. 3) Dissipazione dell energia cinetica turbolenta. Turbolenza generata dall interazione di un fluido con un cilindro Ciò provoca fluttuazioni nello spazio e nel tempo del campo di velocità. 4

U misurata in un punto è una variabile casuale, con fluttuazioni attorno al valore medio. A elevato numero di Reynolds, l evoluzione del flusso è fortemente sensibile a piccole variazioni delle condizioni iniziali e delle condizioni al contorno. Un flusso può essere descritto dai suoi momenti statistici (come la media <U>). Infatti, anche se l andamento della velocità U appare altamente disorganizzato, le sue proprietà statistiche possono essere riprodotte. 5

Funzione di autocorrelazione (r) u(x,t)u(x u(x,t) 2 r,t) Funzione di struttura (ordine n) D (r) u(x r,t) u(x,t) n n Le parentesi <> indicano una media d insieme u= U-<U> indica la fluttuazione di velocità rispetto al valore medio La verifica dell equazione di Karman-Howarth richiede solo lo studio delle funzioni di struttura, in particolare quelle con n=2 (2 ordine) e n=3 (3 ordine). 6

Rappresentazione grafica della cascata di energia Richardson nel 1922 introduce il concetto di cascata di energia. La grandezza ε rappresenta il tasso medio di dissipazione dell energia. Tale energia viene: 1) Introdotta nel fluido alle grandi scale (scala di iniezione L). 2) Trasferita dai vortici nella cascata di energia (subrange inerziale). 3) Dissipata dalla viscosità alle piccole scale (scala di Kolmogorov η) 7

Nel 1941 Kolmogorov presentò una teoria sulla turbolenza isotropa: 1)IPOTESI DI ISOTROPIA LOCALE: In ogni flusso turbolento in cui il numero di Reynolds è sufficientemente grande i moti a piccola scala sono statisticamente isotropi. 2)1ª IPOTESI DI SIMILARITA : In ogni flusso turbolento a elevato numero di Reynolds, le statistiche dei moti a piccola scala dipendono dalla viscosità e dal tasso di dissipazione ε. Con la 1ª ipotesi di similarità è possibile definire la microscala di Kolmogorov η come: 1 3 4 8

3)2ª IPOTESI DI SIMILARITA : In ogni flusso turbolento a elevato numero di Reynolds, esiste un intervallo (compreso tra la scala di Kolmogorov η e quella di iniezione L) dove le statistiche dipendono unicamente da ε, e non dalla viscosità. Tale intervallo è definito SUBRANGE INERZIALE. Scale dei vortici per elevati numeri di Reynolds (Pope,2000) 9

E uno dei primi tentativi di ricavare dall equazione di Navier-Stokes informazioni fondamentali sulla cascata di energia. Ottenuta nel 1938, descrive l evoluzione delle funzioni di struttura D. L equazione è: con: D (r) 4 r 5 uu D uuu(r) 6 r D uuu (r): Termine di TRASPORTO D uu(r) 6 : Termine VISCOSO r -4/5εr: Termine DISSIPATIVO r : Variabile spaziale : Viscosità cinematica ε : Tasso di dissipazione della TKE Il termine dovuto alla rotazione può essere trascurato 10

Taylor nel 1938 introduce l ipotesi di Frozen Turbulence : FROZEN TURBULENCE: Le proprietà dei vortici turbolenti non cambiano mentre vengono trasportati dal flusso medio U. E possibile stabilire una relazione tra la scala di variazione temporale di ciascun vortice e la sua dimensione spaziale. E anche possibile legare derivata spaziale e derivata temporale: r U r 1 U In questo modo si può scrivere l equazione di Karman-Howarth in funzione dell intervallo di tempo : 6 D ( ) 4 U 5 uu D uuu( ) U 11

12

E collocata nel Dipartimento di Fisica dell Università di Torino. Permette di studiare la dinamica dei fluidi rotanti. 13

I campi istantanei di velocità sono valutati usando la tecnica della PIV (Particle Image Velocimetry). Particelle traccianti sono disperse nel fluido, e illuminate da una lama laser. Le immagini del flusso sono registrate con una videocamera ad alta risoluzione. Tali immagini vengono messe in correlazione tra loro per ricavare lo spostamento delle particelle e di conseguenza il campo di velocità. La lama laser 14

L intero dataset è costituito da 1398 immagini, corrispondenti a circa 13 secondi di misurazione. La videocamera riprende una sezione verticale del flusso a partire dal fondo della vasca. Il frame rate utilizzato è di 107,6 Hz (0,009 s). Il campo di velocità è calcolato su una griglia regolare, della dimensione di 59Χ70 nodi (corrispondenti a 8,5Χ7,6 cm). Nx punti corrispondenti allo spostamento orizzontale nel flusso Nz punti corrisponde nti alla variazione di quota nel flusso 15

1. Verifica della K-H in forma temporale 2. Verifica della K-H in forma spaziale 3. Confronto 4. Determinazione del tasso medio di dissipazione dell energia cinetica turbolenta ε 16

Applicando la relazione di Frozen Turbulence si verifica l equazione di K-H scritta in funzione dell intervallo di tempo : 6 D ( ) 4 U 5 uu D uuu( ) U 1) Si determinano le funzioni di struttura del 2 e del 3 ordine costituenti la K-H utilizzando la loro definizione: uu uuu D ( ) u(x,t ) u(x,t) D ( ) u(x,t ) u(x,t) 2 3 17

2) Si effettua la regressione lineare del termine a sinistra dell equazione di K-H in funzione di U imponendo il passaggio per l origine. Si verifica dove l andamento del termine a sinistra della K-H sia lineare in accordo con la retta 4/5 U. In tale regione l equazione di K-H è VERIFICATA. 3) Si determina anche il tasso medio di dissipazione ε della TKE dal coefficiente angolare della retta best fit. Tale verifica è compiuta solo alle prime 15 quote dove la turbolenza e rilevante. Viene presentata la verifica a una singola quota. 18

Si è scelto il numero di punti su cui effettuare la regressione lineare cercando il massimo valore del parametro R 2. 19

D ( ) uuu dd ( ) Ud predominante per <U> /η>20 uu 6 predominante per 1< <U> /η<20 Si riportano in un grafico i termini dell equazione di K-H e il termine -4/5ε<U> a una quota fissata. La freccia indica il punto di validità dell equazione di K-H. 20

1. Verifica della K-H in forma temporale 2. Verifica della K-H in forma spaziale 3. Confronto 4. Determinazione del tasso medio di dissipazione dell energia cinetica turbolenta ε 21

Tale tentativo è giustificato dalla natura dell equazione e dall estensione spaziale dei dati forniti dalla PIV. La regressione lineare di Term1+Term2 in funzione di r viene effettuata non imponendo il passaggio per l origine. Infatti, imponendo il passaggio per l origine, la retta ottenuta non consente una corretta verifica della K- H. 22

L equazione di K-H è verificata all interno del subrange inerziale, ma a valori di r/η maggiori rispetto al caso temporale (r/η>60). 23

1. Verifica della K-H in forma temporale 2. Verifica della K-H in forma spaziale 3. Confronto 4. Determinazione del tasso medio di dissipazione dell energia cinetica turbolenta ε 24

Si nota come D uuu (r) e D uuu ( ) differiscono tra loro, probabilmente a causa dell insufficiente statistica della K-H spaziale. E evidente come la K-H ottenuta nei due modi è valida in regioni diverse del subrange inerziale. temporale spaziale 25

E possibile determinare ε mediante regressione lineare solo alle prime 15 quote, dove la turbolenza è rilevante. Si osserva come ε ottenuto dalla regressione lineare della K-H spaziale èmolto diverso da quello della K-H temporale, specialmente alle quote più basse. 26

1. Verifica della K-H in forma temporale 2. Verifica della K-H in forma spaziale 3. Confronto 4. Determinazione del tasso medio di dissipazione dell energia cinetica turbolenta ε 27

Si determina il tasso medio di dissipazione ε utilizzando tre formule di stima,valide per diverse condizioni del flusso: CASO ISOTROPO (Hinze,1975) U 15 r 2 Frozen Turbulence 15 U U 2 CASO ANISOTROPO (Stillinger et.al,1983) U W 10 2.5 r r 2 2 Le formule utilizzate sono delle parametrizzazioni, quindi forniscono dei risultati approssimati. ε ottenuto dalla regressione lineare invece, deriva direttamente dalla sua definizione, quindi dovrebbe essere più corretto. 28

ε ottenuto dalle formule di stima è calcolato su tutte le quote, ma vengono visualizzate solo le prime 15 quote, per confrontarle con ε ottenuto dalla regressione lineare. ε ottenuto dalla regressione lineare della K-H ha dei problemi. Infatti ha un andamento molto diverso da ε ottenuto dalle due formule di stima. Potrebbe essere dovuto all insufficiente numero di valori con cui si calcolano le funzioni di struttura spaziali rispetto a quelle temporali. 29

Si hanno piccole differenze tra i valori di ε ottenuti nei due modi. ε calcolato dalla formula di stima è comunque in buon accordo con ε ottenuto dalla regressione lineare rispetto al caso spaziale. 30

E stato possibile verificare l equazione di K-H sia nella forma temporale che in quella spaziale. Entrambe le equazioni sono valide all interno del subrange inerziale ma in regioni diverse (20<r/η<60 nel caso temporale, 60<r/ η<130 nel caso spaziale). Nel caso della K-H temporale, ε ottenuto mediante formule di stima èin buon accordo con ε ottenuto dalla regressione lineare. ε ottenuto dalla regressione lineare della K-H spaziale è sovrastimata sia rispetto ai valori di ε ottenuti dalle formule di stima, ma anche rispetto a quelli ottenuti dalla K-H temporale. Si nota come il calcolo di ε mediante formule di stima non risente di tale problema. Sviluppi futuri cercheranno di capire il motivo di tale discrepanza e di correggerla. 31