RISOLUZIONE OIV-OENO MONOGRAFIA SUL GLUTATIONE

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RISOLUZIONE OIV-OENO 571-2017 MONOGRAFIA SUL GLUTATIONE L ASSEMBLEA GENERALE, Visto l'articolo 2, paragrafo 2 iv dell'accordo del 3 aprile 2001 che istituisce l'organizzazione internazionale della vigna e del vino, CONSIDERATO il lavoro del Gruppo di esperti Specificazione dei prodotti enologici, CONSIDERATA la risoluzione OIV-OENO 445-2015 "Trattamento dei mosti con il glutatione" e la risoluzione OIV-OENO 446-2015 "Trattamento dei vini con il glutatione", entrambe adottate nel 2015, DECIDE di integrare il Codex enologico internazionale con la seguente monografia: Glutatione Nome chimico: γ-l-glutammil-l-cisteinil-glicina C 10H 17N 3O 6S Numero CAS: 70-18-8 Massa molecolare: 307,33 g/mol 1. OGGETTO, ORIGINE E CAMPO D APPLICAZIONE Il glutatione ridotto (GSH) è un tripeptide biologicamente attivo composto da L-glutammato, L- cisteina e glicina. Le sue proprietà antiossidanti possono contrastare i fenomeni ossidativi nei mosti e nei vini e proteggere i composti aromatici. Il GSH è prodotto principalmente dalla fermentazione microbica. I metodi di produzione chimica e mediante reazione enzimatica, che hanno costi più elevati, non sono utilizzati su scala industriale. La produzione mediante fermentazione microbica si avvale comunemente di Saccharomyces cerevisiae e di Candida utilis o di altre specie non-saccharomyces e, in generale, dei loro mutanti. Il contenuto in termini di GHS presente nelle colture di lieviti dei ceppi mutanti è piuttosto elevato 1

(3,5% - 9% del peso secco cellulare). Quando derivano da lieviti geneticamente modificati, i mutanti utilizzati per la produzione di GSH devono ottenere l approvazione delle autorità competenti. 2. ETICHETTATURA L etichetta deve contenere le seguenti informazioni: - il nome e la denominazione commerciale, - l indicazione Prodotto ad uso enologico. Uso limitato., - il contenuto di GSH, - gli eventuali additivi, - le istruzioni per l uso, - il numero del lotto, la data di scadenza e le condizioni di conservazione, in particolare la temperatura, l umidità e le condizioni di ventilazione, - il genere e la specie delle fonti microbiche (solo se prodotte tramite fermentazione microbica), - l'indicazione che il GHS è prodotto da mutanti ottenuti tramite modificazione genetica e, se del caso, le caratteristiche modificate (solo se prodotti tramite fermentazione microbica), - il nome o la ragione sociale e l indirizzo del fabbricante, del responsabile dell'imballaggio o del venditore, - il contenuto netto. 3. CARATTERISTICHE Il GSH si presenta solitamente sotto forma di polvere cristallina bianca, idrosolubile, che porta a una soluzione acquosa limpida e incolore caratterizzata da un leggero sentore di ridotto. È necessario adottare delle precauzioni (punti 4.3 e 6) per assicurare la stabilità del GSH ed evitare l autossidazione e la produzione di glutatione ossidato (GSSG). 3.1. Identificazione 3.1.1. Potere rotatorio Potere rotatorio specifico: [α] D 25 : - 18,9 (c = 4,653% a T = 25 C) 3.1.2. Punto di fusione 190-195 C 4. LIMITI E METODI DEI TEST 4.1 Quantificazione del GSH Le concentrazioni di glutatione ridotto (GSH) sono misurate mediante il metodo dell elettroforesi capillare descritto in allegato. Il contenuto del glutatione ridotto deve essere 98%. 2

4.2 Umidità L umidità viene misurata attraverso la perdita in peso di 5 g di prodotto, sottoposto ad essiccamento a 105 C fino al raggiungimento di un peso costante (all incirca dopo 3 ore). L'umidità massima delle forme solide deve essere inferiore o uguale a 0,5%. 4.3 Soluzione per il test Disciogliere 1 g di GSH in 100 ml di acqua ultrapura di tipo I. La soluzione di GSH deve essere preparata ogni giorno e conservata a bassa temperatura (2-4 C) in una bottiglia di vetro scuro. 4.4 Piombo contenuto di piombo deve essere inferiore a 2 mg/kg di sostanza secca. 4.5 Mercurio contenuto di mercurio deve essere inferiore a 1 mg/kg di sostanza secca. 4.6 Arsenico contenuto di arsenico deve essere inferiore a 3 mg/kg di sostanza secca. 4.7 Cadmio contenuto di cadmio deve essere inferiore a 1 mg/kg di sostanza secca. 4.8 Lieviti vivi internazionale. La conta dei lieviti vivi deve essere inferiore o uguale a 10 2 UFC/g. 4.9 Muffe internazionale. La conta delle muffe deve essere inferiore a 10 2 UFC/g. 4.10 Batteri lattici internazionale. La conta dei batteri lattici deve essere inferiore a 10 3 UFC/g. 4.11 Batteri acetici internazionale. La conta dei batteri acetici deve essere inferiore a 10 3 UFC/g. 3

4.12 Salmonella internazionale. È necessario verificarne l assenza su un campione di 25 g. 4.13 Escherichia coli internazionale. È necessario verificarne l assenza su un campione di 1 g. 4.14 Stafilococchi internazionale. È necessario verificarne l assenza su un campione di 1 g. 4.15 Coliformi internazionale. La conta dei coliformi deve essere inferiore a 10 UFC/g. 5. ADDITIVI Devono essere conformi alla normativa vigente. 6. CONSERVAZIONE Conservare in un imballaggio chiuso, in luogo fresco (2-8 C) e asciutto. Fare sempre riferimento alle istruzioni del fabbricante. 4

Allegato Dosaggio del glutatione (GSH) nei preparati commerciali mediante elettroforesi capillare Il dosaggio viene eseguito secondo il metodo riportato nella risoluzione OIV-OENO 345-2009 "Dosaggio del glutatione nei mosti e nei vini". I campioni di glutatione da quantificare vengono preparati per diluizione della soluzione in esame (punto 4.3 della monografia sul glutatione) al fine di ottenere una concentrazione finale dell'ordine di 20 mg/l (ad esempio 200 µl in 100 ml di acqua ultrapura quando il livello di glutatione del preparato commerciale è prossimo al 100%). Qualora sia necessario, è possibile chiarificare il preparato mediante centrifugazione prima dell analisi. 1. Caratteristiche del metodo Per tracciare le curve di calibrazione e per poter eseguire i test di ripetibilità, si procede a determinare alcuni elementi interni di validazione nella matrice vino (risoluzione OIV-OENO 345-2009). Le concentrazioni si calcolano a partire dalla media di tre determinazioni ottenute utilizzando la retta di regressione della curva di calibrazione. I risultati si esprimono in mg/l. La regressione lineare e il coefficiente di correlazione si calcolano secondo il metodo dei minimi quadrati. La soluzione madre di glutatione si elabora a partire da una soluzione di HCl/EDTA che consente di conservarla senza perdite per diversi giorni a +6 C. Diluizioni successive di questa soluzione consentono di stimare il limite di rivelabilità del metodo per un rapporto segnale/rumore di fondo superiore o uguale a tre. La curva di calibrazione ricade nell intervallo 0-40 mg/l, la regressione lineare è Y = 0,583X 0,948 e il coefficiente di correlazione è di 0,9966. Le condizioni analitiche consentono di eliminare le interferenze provocate dai prodotti dell'idrolisi del MBB. La ripetibilità del metodo, che si calcola a partire dai risultati di dieci analisi condotte su uno stesso campione di vino, per una concentrazione di 10 mg/l, ha un coefficiente di variazione del 6,0% per il glutatione. Il limite di rivelabilità del glutatione è di 20 μg/l (nel vino) e il limite di quantificazione è di 60 μg/l. 2. Bibliografia Consultare la risoluzione OIV-OENO 345-2009. 5