Conversione dei bilanci in valuta estera e data di chiusura

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Conversione dei bilanci in valuta estera e data di chiusura Tecnica professionale corso avanzato Docente: Prof. Giuseppe Savioli Dispensa a cura di: Dott.ssa Silvia Gardini 1 OMOGENIZZAZIONE DEI BILANCI DA CONSOLIDARE Il bilancio deve essere espresso nella unità di moneta del Paese in cui ha sede la capogruppo che lo predispone Nessuna prescrizione normativa Rinvio alle norme tecniche Principio contabile n. 17 IAS 21 metodo del cambio corrente metodo del cambio storico 2

SCELTA DEL METODO (principio contabile n. 17) La scelta del metodo di traduzione va fatta in relazione ai rapporti di carattere finanziario ed operativo che intercorrono tra il gruppo e la partecipata estera Partecipata sostanzialmente autonoma Partecipata la la cui cui attività è integrata a quella della della capogruppo Metodo del cambio corrente Metodo del cambio storico 3 METODO DEL CAMBIO CORRENTE (o metodo del cambio di chiusura) Traduce i singoli valori attraverso l utilizzo del cambio esistente alla data di chiusura del bilancio Può prevedere due varianti: 1) Applicazione del cambio di chiusura a tutti i valori sia di SP che di CE; (metodo a tasso unico) 2) Applicazione del cambio di chiusura agli elementi di SP e del cambio medio di periodo per gli elementi di CE; (metodo a tassi multipli) Le voci di PN sono iscritte ai cambi storici, ovvero ai cambi in essere alla data in cui l operazione ha interessato il Patrimonio Netto 4

METODO DEL CAMBIO STORICO (o metodo temporale) Ogni valore (o categoria di valori) viene tradotto in base al cambio esistente nel momento della sua genesi Attività e passività monetarie, e altre altre non non monetarie iscritte a valori correnti Altre Altre attività e passività Voci Voci di di CE CE legate ad ad attività e passività iscritte a costi costi storici (es.: (es.: ammortamenti) Altre Altre voci voci di di CE CE Cambi correnti Cambi storici Cambi storici Cambi storici o cambio medio di periodo 5 DIFFERENZE DI CONVERSIONE Emersione in due differenti circostanze: a) Applicazione di cambi differenti; b) Utilizzo di cambi difformi da quelli del precedente periodo, con influenza sul Patrimonio Netto. 6

DIFFERENZE DI CONVERSIONE Trattamento contabile in base al grado di autonomia della partecipata: Partecipata sostanzialmente autonoma Attribuzione a PN in una specifica riserva Riserva da differenze di traduzione Partecipata la la cui cui attività è integrata a quella della della capogruppo Imputazione ad apposita voce del CE consolidato 7 CONFRONTO TRA I DUE METODI VANTAGGI SVANTAGGI METODO DEI CAMBI CORRENTI Semplice applicazione Non del tutto coerente con un sistema di bilancio a costi storici; Distorsione nell apprezzamento del contributo offerto dalla consociata estera; Distorsioni derivanti dall uso del tasso medio di periodo per i valori di CE. METODO DEI CAMBI STORICI Concettualmente più aderente alle finalità proprie del consolidamento; Rappresentazione più conforme a quella che si sarebbe ottenuta nel caso in cui tutti i fatti di gestione fossero stati rilevati da una singola entità economica. Operativamente laborioso e costoso; Complessa applicazione 8

DATA DI CHIUSURA D. lgs. 127/99 La data di riferimento del bilancio consolidato deve coincidere con la data di chiusura del bilancio della capogruppo ECCEZIONE Bilancio consolidato con data di riferimento diversa da quella della capogruppo, ma coincidente con quella di chiusura dell esercizio della maggior parte delle imprese incluse nell area di consolidamento 9 DATA DI CHIUSURA Caso di discordanza nelle date di chiusura D. lgs. 127/99 IAS 27 Bilancio annuale intermedio, riferito alla data del bilancio consolidato La differenza tra le date non deve essere comunque superiore a 3 mesi 10

DATA DI CHIUSURA Obbligo delle imprese controllate di trasmettere le informazioni necessarie per il consolidamento in modo tempestivo La responsabilità della correttezza e completezza dei documenti da trasmettere alla società controllante compete agli amministratori delle imprese controllate 11 Le differenze di consolidamento: emersione e trattamento contabile Tecnica professionale corso avanzato Docente: Prof. Giuseppe Savioli Dispensa a cura di: Dott.ssa Silvia Gardini 12

EMERSIONE DELLE DIFFERENZE In sede di applicazione del metodo del consolidamento integrale si elimina il valore di carico della partecipazione a fronte del consolidamento del valore delle attività e passività della controllata a prescindere dalla % di partecipazione. Le differenze possono emergere nel momento del confronto tra valore di carico della partecipazione e valore contabile della quota parte di patrimonio netto della società controllata. 13 EMERSIONE DELLE DIFFERENZE Possono verificarsi tre distinte situazioni: Valore di di carico partecipazione = Valore quota parte parte PN PN partecipata Nessuna differenza Valore di di carico partecipazione > Valore quota parte parte PN PN partecipata Differenza positiva Valore di di carico partecipazione < Valore quota parte parte PN PN partecipata Differenza negativa 14

NATURA DELLE DIFFERENZE Per comprendere la destinazione di tali valori differenziali è necessario individuare le cause per cui sono sorti. 15 NATURA E TRATTAMENTO CONTABILE DIFFERENZA POSITIVA (valore (valore partecipazione partecipazione > > quota quota PN PN partecipata) partecipata) CAUSE: a. a. sottovalutazione attivo o sopravalutazione passivo; b. b. avviamento; c. c. cattivo affare ; d. d. specifiche finalità economicheche. TRATTAMENTO CONTABILE: iscrizione nell attivo di SP come Differenza di consolidamento ; Portata in detrazione della Riserva di consolidamento; Imputata a CE. 16

NATURA E TRATTAMENTO CONTABILE DIFFERENZA NEGATIVA (valore (valore partecipazione partecipazione < < quota quota PN PN partecipata) partecipata) CAUSE: a. a. sopravalutazione attivo o sottovalutazione passivo; b. b. avviamento negativo (legato a future perdite); c. c. buon affare. TRATTAMENTO CONTABILE: Svalutazione attività; iscrizione in una classe del PN denominata Riserva di consolidamento ; iscrizione in un conto denominato Fondo di consolidamento per rischi ed oneri futuri. 17 Modalità operative di consolidamento Tecnica professionale corso avanzato Docente: Prof. Giuseppe Savioli Dispensa a cura di: Dott.ssa Silvia Gardini 18

MODALITA OPERATIVE DI CONSOLIDAMENTO Consolidamento simultaneo Consolidamento graduale 19 MODALITA OPERATIVE DI CONSOLIDAMENTO Consolidamento simultaneo Consiste nel consolidamento contemporaneo di tutti i bilanci delle società che rientrano nell area di consolidamento; L operazione avviene in un unico passaggio; È fondamentale determinare la quota di interessenza della capogruppo nelle partecipate (equity rathio) Modalità adatta a gruppi di elevate dimensioni e complessità 20

MODALITA OPERATIVE DI CONSOLIDAMENTO Consolidamento graduale Consiste nella predisposizione di singoli bilanci consolidati partendo dai livelli più bassi della struttura fino a raggiungere la capogruppo; Modalità adatta a gruppi di ridotte dimensioni 21 METODI A CONFRONTO METODO SIMULTANEO METODO GRADUALE VANTAGGI Rapidità di applicazione Differenze di consolidamento agevolmente interpretabili; Determinazione automatica dei bilanci consolidati di sottogruppo. SVANTAGGI Difficile interpretazione del significato economico delle differenze di consolidamento. Applicazione più laboriosa ed onerosa; Incontrollata proliferazione delle operazioni di consolidamento. 22

Consolidamento simultaneo: ESEMPIO* 70% 60% AA BB CC Stato Patrimoniale A attività 1.600 passività 600 partecipazione 500 patrimonio netto 1.500 2.100 2.100 Stato Patrimoniale B attività 700 passività 300 partecipazione 200 patrimonio netto 600 900 900 Stato Patrimoniale C attività 700 passività 200 patrimonio netto 500 700 700 * L esempio è stato tratto da C. TEODORI Il bilancio consolidato Giuffrè, Milano, 2003, pagg. 151 155. 23 1 1 fase Determinazione equity rathio : fase A = 100% B = 70% C = (60 x 70%) = 42% Equity rathio: quota di interessenza, diretta od indiretta, della capogruppo in ogni società del gruppo. 24

2 2 fase Calcolo delle differenze di consolidamento e quota di fase pertinenza della capogruppo e dei terzi: A B valore di carico partecipazione 500 200 frazione PN 420 300 differenza di consolidamento (a) 80 (100) equity rathio % (b) 100 70 differenza di consolidamento di pertinenza della capogruppo (a) x (b) 80 (70) differenza di consolidamento di pertinenza delle minoranze (a) x (1 - (b)) 0 (30) 25 3 3 fase fase Determinazione del PN di competenza di terzi: frazione PN di B (600 x 30%) 180 frazione PN di C (500 x 40%) 200 quota di differenza di consolidamento 30 Capitale e riserve di pertinenza dei terzi 410 Stato Patrimoniale Consolidato attività 3.000 passività 1.100 differenza di consolid. 10 patrimonio netto 1.500 Cap. e riserve di terzi 410 3.010 3.010 26

Consolidamento graduale: ESEMPIO* 1 1 fase fase Consolidamento di C in B: Valore di carico partecipazione 200 Quota parte di PN di C (500 x 60%) 300 Differenza negativa di 100 Stato Patrimoniale Consolidato (B+C) attività 1.400 passività 500 patrimonio netto 600 Riserva consolidam. 100 Cap. e riserve di terzi 200 1.400 1.400 * L esempio è stato tratto da C. TEODORI Il bilancio consolidato Giuffrè, Milano, 2003, pagg. 151 155. 27 2 2 fase fase Consolidamento di (B+C) in A: Valore di carico partecipazione 500 Quota parte di PN di (B+C) (600 x 70%) 420 Differenza positiva di 80 Stato Patrimoniale Consolidato A + (B+C) attività 3.000 passività 1.100 differenza di consolid. 80 patrimonio netto 1.500 Riserva consolidam. 70 Cap. e riserve di terzi 410 3.080 3.080 200 quota di C 180 quota di B 30 quota diff. cons. N.B. la riserva di consolidamento si riduce da 100 a 70 a causa del passaggio di 30 alle minoranze 28