LE CITTÀ INVISIBILI / 1

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LE CITTÀ INVISIBILI / 1

Il punto di partenza di ogni capitolo è il dialogo tra Marco Polo e l imperatore dei Tartari Kublai Khan, che interroga l esploratore sulle città del suo immenso impero. Marco Polo descrive città reali o immaginarie, che colpiscono sempre più il Gran Khan. Il libro è costituito da nove capitoli, ma c è un ulteriore divisione interna: ognuna delle 55 città è divisa in base a una categoria (sono 11 in totale), dalle città e la memoria alle città nascoste.

l lettore ha quindi la possibilità di giocare con la struttura dell opera, scegliendo di seguire un raggruppamento o un altro, la divisione in capitoli o in categorie, o semplicemente saltando da una descrizione di città a un altra. Calvino stesso ha affermato, in una conferenza del 1983 alla Columbia University a New York, che non c è una sola fine delle Città invisibili perché questo libro è fatto a poliedro, e di conclusioni ne ha un po' dappertutto, scritte lungo tutti i suoi spigoli".

Le città descritte da Marco Polo diventano simbolo della complessità e del disordine della realtà, e le parole dell esploratore appaiono, quindi, come il tentativo di dare un ordine a questo caos del reale. Perché ciò che Calvino vuole mostrare, come da lui stesso affermato alla fine del libro, è l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme e i due modi per non soffrirne: Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio

Ma queste città sono anche sogni, come dice Marco Polo: tutto l'immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un'altra.

La realtà perde la sua concretezza e diventa fluida e puramente mentale, si realizza nella fantasia. I temi affrontati sono diversi e vari: dal tema del ricordo e della memoria a quello del tempo, da quello del desiderio a quello della morte. Il ruolo e la sfida del lettore è riuscire a cogliere il discorso segreto, le regole assurde e le prospettive ingannevoli di queste storie. Deve cercare un suo ordine personale nella vasta materia dell opera.

Per Calvino è infatti il libro in cui ritiene di aver detto più cose, perché, come afferma nel capitolo sull Esattezza nelle Lezioni americane, è riuscito a concentrare in un solo simbolo tutte le sue riflessioni, esperienze e congetture, costruendo: una struttura sfaccettata in cui ogni breve testo sta vicino ad altri in una successione che non implica una consequenzialità o una gerarchia ma una rete entro la quale si possono tracciare molteplici percorsi e ricavare conclusioni plurime e ramificate. Nelle Città invisibili ogni concetto e valore si rivela duplice: anche l esattezza

Una prima mappa del testo calviniano è fornita dall indice, che non a caso nella prima edizione nel 1972 era posto all inizio del volume; oggi, invece, nell edizione più corrente, quella della collana Oscar Mondadori, l indice è posto in fondo. Lo si osservi: ci sono nove sezioni contrassegnate da un numero romano, all interno delle quali ci sono dei piccoli capitoletti che hanno titoli che ritornano; se si seguono uno ad uno questi titoli, a partire dal primo Le città e la memoria, si noterà facilmente che, se il titolo è ripetuto identico in più luoghi dell indice, il numero che lo affianca cresce progressivamente fino a 5. Si tratta in totale di 11 titoli, ognuno ripetuto 5 volte: Le città e la memoria, Le città e il desiderio, Le città e i segni, Le città sottili, Le città e gli scambi, Le città e gli occhi, Le città e il nome, Le città e i morti, Le città e il cielo, Le città continue, Le città nascoste. Ognuno di questi titoli rappresenta una serie di descrizioni di città, accomunate da alcune caratteristiche che le riconducono all etichetta utilizzata per indicarle.

Inoltre, ogni capitolo numerato in cifre arabe è aperto e chiuso da tre puntini di sospensione. Questi stanno ad indicare alcuni capitoletti composti tipograficamente in carattere corsivo, che introducono e commentano le pagine dedicate alle descrizioni di città. Queste parti corsive possono essere considerate la cornice del libro, ossia quello spazio testuale dedicato alla rappresentazione del contesto, della situazione nella quale la descrizione di città ha luogo. In questo caso i corsivi mettono in scena un dialogo tra Marco Polo e l imperatore Kublai Kan. I pezzi corsivi sono, dunque, in totale 18, ma è evidente che costituiscono 9 microcornici ai capitoli; queste ultime, sommate ai 55 capitoletti dedicati alle città, danno come risultato 64, che è il numero delle tessere di una scacchiera. La scacchiera è infatti l immagine (una mappa anche in questo caso...) che sostiene la struttura delle Città invisibili ed è proprio nel momento in cui essa compare nel testo che viene fornita una indicazione di lettura molto importante: Marco Polo, infatti, non conoscendo la lingua dell imperatore, non poteva esprimersi altrimenti che con gesti [ ], o con oggetti che andava [ ] disponendo davanti a sé come pezzi degli scacchi, pezzi che il sovrano doveva interpretare.

Allo stesso modo il lettore ha davanti a sé un libro composto da capitoletti che possono essere visti come tessere di una scacchiera e che devono essere interpretati, mettendoli in relazione l uno con l altro, per riuscire a dedurne un significato. L operazione di scrittura non è mai - anche alla luce delle riflessioni di Calvino nel corso degli anni Sessanta e Settanta - qualcosa di neutro ed unilateralmente interpretabile: ogni atto di composizione letteraria si apre, per sua stessa costituzione e natura, al gioco delle interpretazioni possibili. Di qui, il proliferare nelle Città invisibili di strutture a poliedro, che portano con sé un indizio sulla infinita sfaccettatura del mondo reale (e delle città che vi possiamo incontrare); la stessa cornice di lettura, l uso del corsivo come messa in rilievo tipografica, la mappa nell indice sono strumenti utili per letture trasversali del testo calviniano. Se è infatti naturale che la prima lettura delle Città invisibili avvenga nell ordine in cui sono disposte le pagine, successivamente si potrà scegliere se leggere tutti i corsivi di seguito e autonomamente, o se inseguire una ad una le serie delle città e le diverse peregrinazioni di Marco.